Ciao! Grazie a tutte per averla letta e per i commenti, sono happy che piaccia tanto! Ecco un altro pezzetto e.. riguardo ai vostri timori sul ritorno di Angelus... no, non dico nulla, ma dopo tutte le altre FF mie che avete letto... un'idea ve la sarete fatta, no?

Grazie ancora, siete grandiose!
PARTE 2
3 SETTIMANE DOPO (SUNNYDALE)
“ Grande l’idea di far intrufolare qualcuno dei nostri ragazzi nella gang del Maestro! Così potevamo sempre sapere cosa c’era nell’aria finora!” commentò Buffy, uscendo dalla macchina.
“ Già. Saremmo potuti venire qua subito dopo aver ucciso quello stupido zingaro, ma abbiamo fatto bene ad aspettare: domani sarà il giorno di S.Vigious, dolcezza. Tu ancora non lo sai, ma è una festa davvero importante per noi vampiri: di solito si va in giro a fare un po’ di casino e una specie di rito..” spiegò Spike, accendendosi una sigaretta.
“ Ma tu non lo fai, ho ragione?”
“ Passerotto, non sono mai stato uno che ama le tradizioni! Inoltre, è l’occasione giusta per sconfiggere il Maestro: i miei ragazzi si occuperanno di una buona parte della sua banda, sanno già cosa fare; altri saranno ben lontani dalla Vecchia Fabbrica; quindi ci sarà solo un ristretto gruppetto dentro. Naturalmente ci saranno di sicuro i suoi più fedeli, forti e pericolosi servi, servi non è nemmeno la parola giusta, sono il braccio destro del Maestro. Sono dei validissimi combattenti, ma sono certo che noi due avremo la meglio!” disse Spike, conducendo la sua amata nella cripta che avevano fortunatamente trovato inabitata.
“ Puoi scommetterci, amore mio! Ad ogni modo, faremo meglio a fare un po’ d’allenamento, sei d’accordo?”
Per tutta risposta, Spike le diede un potente calcio sul mento che la mandò a sbattere contro un sarcofago.
“ Vedo che sei d’accordo!” ghignò lei, prima di ricambiare il colpo, se possibile, ancora più forte.
Il loro combattimento durò fino all’alba, momento in cui si addormentarono avvinghiati l’una all’altro, esausti, ma soddisfatti da tutto quell’allenamento.
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La sera dopo, i due biondi si diressero alla Vecchia Fabbrica, non prima di avere ‘ cenato ‘ abbondantemente: dopotutto, l’impresa che dovevano compiere richiedeva molte energie!
Le supposizioni di Spike erano esatte: a causa di quella festività erano rimasti solo pochi vampiri di guardia all’ingresso, ed eliminarli per lui e la sua Compagna fu facile come bere un bicchiere d’acqua… anzi…. di sangue!
Ma quello era solo il ‘ Livello Uno ‘ della partita che dovevano giocare: all’interno dell’edificio li attendeva una considerevole folla; ragione per cui i due decisero di dividersi.
Buffy trovò subito una dozzina di vampiri ad accoglierla minacciosamente.
“ E tu chi saresti?” disse uno di loro, avvicinandosi.
Lei staccò una trave dal muro e la usò per infilzarlo, facendone fuori un altro con l’altra estremità.
“ Io sono l’ultima persona che vedrete!” disse, dando il via ad una lotta forsennata, dalla quale ovviamente uscì vincitrice.
“ Bene! Proprio come ai vecchi tempi!” commentò, guardando soddisfatta i vari mucchietti di polvere.
Prese la trave e si diresse verso l’altro gruppo di rinforzi che stava giungendo.
“ Adesso avete una possibilità: schierarvi dalla parte giusta o… diventare un cumulo di cenere!” li informò e loro vedendo lo spettacolo dietro le sue spalle, capirono che forse la prima alternativa era la migliore.
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Anche Spike aveva il suo bel da fare, ma nemmeno lui aveva problemi a sbarazzarsi degli avversari… per alcuni non aveva nemmeno bisogno di un paletto.
Quando arrivarono gli altri scagnozzi, vedendo la facilità con la quale lui aveva battuto la netta maggioranza di combattenti, lo guardarono shockati.
“ C-Chi s-sei tu?” chiese timorosamente uno di loro.
“ Sta a te deciderlo: posso essere un amico… “ e con uno scatto lo sbatté al muro, estraendo un paletto e puntandoglielo al cuore.
“ … o un nemico! Allora, tu cosa preferisci?” disse, rimettendosi il paletto in tasca, spingendolo a terra e dandogli le spalle, allontanandosi.
Il vampiro più inesperto si rialzò, raccolse da terra un pezzo di legno e si avventò come una furia su Spike.
Ma il biondo, che non aspettava altro, si girò e afferrò il pezzo di legno.
“ Allora, mi preferisci come nemico… Gran brutta scelta!” esclamò, spingendoglielo nel cuore.
Mentre l’altro esplodeva in una nuvola di polvere si rivolse agli altri, che erano rimasti a guardare la scena immobili e ammutoliti.
“ Spero che voi non facciate il suo stesso errore!” disse tranquillamente, togliendosi la polvere dal suo adorato giaccone.
Buffy e Spike si ritrovarono al centro della Fabbrica, dove da lontano potevano già scorgere la gran gabbia dove erano sicuri che si trovasse Angel.
Ma sapevano anche chi era pronto ad accoglierli.
“ I miei complimenti! Siete riusciti ad arrivare fino a questo punto; è un peccato che la vostra corsa finisca qui!” esclamò Xander, apparendo da un lato della gabbia.
I due biondi potevano intravedere all’interno Angel, privo di sensi, incatenato e ferito brutalmente in più punti.
“ Sono annoiata…” esclamò una voce femminile, proveniente dall’altro lato della gabbia, e subito dopo videro Willow fare il suo ingresso con in mano un paio di grosse forbici affilate.
“ … e quando mi annoio mi piace giocare col mio cucciolo, e se voi me lo portate via sarò molto infelice…” continuò lei, avanzando lentamente, facendo scivolare le forbici lungo le sbarre della gabbia, e il suono riecheggiò in tutto l’edificio.
La rossa raggiunse il suo Compagno, strusciandoglisi contro.
“ E io non voglio che la mia piccola sia triste!” commentò il vampiro moro, stringendola vigorosamente a sé, baciandola impetuosamente.
Buffy sbadigliò con fare annoiato e Spike interruppe il bacio tra Willow e Xander.
“ Scusatemi, ma vado di fretta, quindi… se avete finito con la vostra maledetta entrata ad effetto…” e tirò un pugno alla mascella di Xander.
“ … combattiamo!” ghignò il biondo.
Willow stava per aggredirlo, ma Buffy la fermò con un calcio nello stomaco.
“ Lasciamo i maschi per conto loro, combatti contro di me!” sorrise la bionda.
“ E tu chi saresti, biondina?” ghignò Willow, lanciando un calcio, ma Buffy saltò in tempo per schivarlo.
“ E’ una vergogna? Non mi conosci? E dire che siamo della stessa linea di discendenza, rossina!” commentò Buffy, ma stavolta Willow fu più veloce e la colpì con un pugno che le fece sanguinare la bocca.
Tutto sembrò divertire la bionda, che si asciugò il sangue con una mano, riprendendo il discorso.
“ Fammici pensare…” e intanto ricambiò il pugno, facendole sanguinare il naso.
“ Se io sono la Gran-Childe …” e le diede un altro micidiale calcio nello stomaco.
“… del Childe…” continuò, calciandola in un fianco.
“ … della Childe del tuo Sire… io sono la tua… uhmm.. “ stavolta non si fece ingannare e bloccò in tempo il pugno dell’avversaria.
“ .. tu sei la mia.. uhmm… Oh, al diavolo! Non sono mai stata brava con le parentele a distanza!” commentò, spingendola a terra ed estraendo il paletto.
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A pochi metri di distanza si stava svolgendo un'altra lotta, tra Spike e Xander, e quest’ultimo aveva ricambiato il colpo ricevuto con un calcio in faccia al biondo.
“ Fantastico! Sai, al giorno d’oggi è così difficile trovare un degno avversario!” rise il vampiro più esperto, prima di tirargli un forte pugno nello stomaco, seguito da un calcio in bocca e uno alle gambe. Poi lo sollevò e lo gettò a terra.
Il tempo che il vampiro più giovane impiegò a riprendersi permise a Spike di accendersi una sigaretta e gettare un occhio alle due vampire che stavano lottando: Buffy sembrava cavarsela egregiamente e vederla con il paletto in mano lo tranquillizzava.
Si scansò in tempo per evitare un potente calcio da parte del suo rivale, che era tornato all’attacco.
“ Che cosa? Ti metti a fumare nel bel mezzo di un combattimento?” chiese sorpreso, pronto a colpirlo con un pugno in faccia.
“ Hai ragione, amico, dovrei smettere!” disse il biondo, bloccando il pugno con una mano e togliendo la sigaretta dalla bocca con l’altra.
“ Fumare fa male!” ghignò, premendo il mozzicone ancora acceso contro la guancia del moro, che urlò per il dolore.
Ma fu un altro l’urlo che catturò la completa attenzione di Spike: quello di Buffy.
Si girò, vedendola a terra sanguinante, dopo che Willow l’aveva ferita al braccio e alla spalla con le forbici.
Voleva correre in un suo soccorso, ma Xander lo spinse a terra con un potentissimo calcio nella schiena.
“ Hey, la pagherai per questo!” esclamò il vampiro più giovane massaggiandosi la guancia marchiata dalla sigaretta.
In preda alla collera più cieca, Spike si alzò ringhiando e mostrando le zanne.
“ Accetti un assegno…” disse, avventandosi su di lui e facendogli sbattere la testa contro le sbarre della gabbia.
“… o preferisci i contanti?” ringhiò, prendendolo a pugni con un ritmo forsennato, fino a renderlo incosciente.
Spike vide che la sua Compagna si era rialzata, barcollando e coprendosi le ferite con l’altra mano, che ancora stringeva saldamente il paletto.
Stava per aiutarla, quando la sentì ridere, incurante del dolore.
“ Stupida sgualdrina! Fa un male infernale, ma non è il cuore… e non è legno!” disse, brandendo il paletto.
“ E’ inutile, povera ingenua, non puoi battermi! Sono una vampira forte e potente, mentre tu sei solo una debole principiante!” rise l’altra, avvicinandosi, decisa a darle il colpo di grazia.
Ma con un ultimo sforzo, Buffy con un calcio le fece perdere le forbici e si gettò su di lei, immobilizzandola a terra.
“ Non puoi nemmeno iniziare ad immaginare con chi hai a che fare! Ero una Cacciatrice: ricordo perfettamente ogni singolo paletto che ho conficcando nel cuore di ogni vampiro che ho eliminato…” spiegò, alzando il paletto su di lei.
“… ma sono sicura che ricorderò con infinito piacere
questo !” disse, facendo di lei un mucchio di polvere.
Xander aveva appena ripreso i sensi e quello spettacolo l’aveva sconvolto.
“ NOOOOOOOOOOOOOOO, Willow, NOOO!” ringhiò, prendendo le forbici e precipitandosi verso Buffy come una furia, deciso a tagliarle la testa.
Lei era troppo indebolita per reagire o scappare, ma c’era Spike, pronto a difenderla, armato dello stesso paletto che lei aveva usato per eliminare Willow.
“ Di che cosa ti lamenti? Raggiungerai la tua amata presto…” disse Spike, lanciandogli il paletto dritto nel cuore, senza che l’altro potesse scansarlo.
“ .. prima di quanto tu creda!” lo informò, vedendolo esplodere in un cumulo di polvere.
Buffy si aggrappò a lui, in preda ad un capogiro.
“ Passerotto, stai bene?” le chiese preoccupato, sorreggendola.
“ Non preoccuparti, è solo un graffietto, guarirà in men che non si dica!” disse lei, sforzandosi di non fare smorfie per il dolore.
Spike sapeva che mentiva: quelle ferite erano molto profonde e lei aveva perso una notevole quantità di sangue e ciò la stava indebolendo sempre di più.
Senza pensarci, si strappò un lembo della sua camicia, usandolo per fasciarle la spalla e il braccio, nel tentativo di bloccare emorragia.
“ Era la tua camicia preferita!” commentò lei, con un filo di voce, apprezzando quel gesto.
“ Non importa, tengo molto di più a te!” spiegò lui, terminando la fasciatura.
“ Visto, amore mio? Abbiamo vinto!” sorrise debolmente la bionda, appoggiando la testa alla sua spalla.
“ Avevi forse qualche dubbio?” sorrise lui.
“ Il più è fatto… gli altri scagnozzi penseranno al Maestro, come abbiamo loro ordinato…. Dobbiamo solo liberare il mio Sire ancora…” spiegò lui, accarezzandole il viso, e gettando un’occhiata alla gabbia, vedendo Angel ancora disteso a terra.
“ Scusami, amore… ho paura che dovrai farlo da solo… perché credo che verrò meno per un po’…” lo avvisò Buffy, prima di svenire fra le sue braccia.
D’altronde, Spike se l’aspettava, con tutto il sangue che aveva perso era inevitabile.
La prese in braccio con delicatezza, raggiungendo il salone principale, dove lo attendevano quelli che poche ore prima erano i servi del Maestro, ora schierati dalla parte del vampiro ossigenato, che avevano riconosciuto come il più forte.
“ Abbiamo fatto come ci hai ordinato; eccoti le chiavi della gabbia, il Maestro le teneva nella cintura!” disse uno di loro, consegnando il mazzo di chiavi a Spike, che tornò alla gabbia, aprendola e togliendo i lucchetti alle catene, trascinando di peso Angel fuori dalla sua prigione.
Lo caricò sulla sua spalla, mentre sull’altra trasportava Buffy, e raggiunse la sua macchina.
Gli altri servi lo aiutarono a sistemare Angel sui sedili posteriori della Desoto, accanto all’altro ‘ ospite ‘ privo di sensi.
“ Bel lavoro, ragazzi! E adesso, godetevi la vostra libertà, non c’è più nessun Maestro a governarvi !” spiegò lui, coricando Buffy sul sedile anteriore, per poi mettersi al volante.
“ Allora, non ci farai da guida?” chiese uno degli scagnozzi!
“ Accidenti, no! Io odio questa città! Me n’andrò via il prima possibile! Quindi, buona fortuna, amico!” disse lui, mettendo in moto e allontanandosi.
“ Bene, sono in macchina con tre persone prive di sensi… “ commentò lui, inserendo un CD nell’autoradio.
“ Allora, fatemi un po’ di compagnia voi, Nirvana!”