| Parte 3November 24 2003 at 5:14 PM No score for this post | Lu (Login Lu82) |
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| PARTE 3
Spike si svegliò a notte inoltrata, perché dopo le fatiche della sera prima aveva proprio bisogno di una lunga dormita.
Infatti, non appena aveva fatto ritorno alla cripta, aveva incatenato chi doveva incatenare il più in fretta possibile; si era preso cura di Buffy, riuscendo a farle bere un po’ di sangue nonostante fosse priva di sensi, e poi l’aveva distesa a letto, dove l’aveva raggiunta un istante dopo.
In quel momento, la sua Compagna dormiva ancora e lui si mise seduto sul letto, tirandola a sé e appoggiando la testa al suo grembo, con la massima tenerezza.
Mentre le accarezzava i capelli, poteva notare con sollievo che le profonde ferite gravi della notte precedente si erano ridotte a piccoli lievi graffi, che sarebbero probabilmente scomparsi del tutto già entro fine serata.
Sentiva che lei era prossima al risveglio, infatti, pochi istanti dopo, la ragazza aprì gli occhi.
“ Ciao, micetta mia, come ti senti?” sorrise lui, accarezzandole il viso con il dorso della mano.
“ Mm.. come nuova!” mormorò lei, stringendo la sua mano.
“ Perfetto, perché c’è un sacco di lavoro da fare!” disse lui, alzandosi dal letto, ma lei lo tirò a sé, rotolò sul materasso, mettendosi sopra di lui, e gli strappò via quel che restava della sua camicia, in un solo gesto.
“ Hey, passerotto! Sono felice di vedere che ti sei ripresa alla grande!” ridacchiò, per poi cercare nuovamente di alzarsi.
“ Andiamo, dolcezza, dobbiamo lavorare…” ma si ritrovò disteso, perché lei non era della stessa idea. E glielo dimostrò percorrendo il suo petto con una lunga leccata.
“ Lavoro, lavoro…. Da quando sei diventato così zelante ?” lo guardò lei, con un sorriso malizioso, slacciandogli la cintura dei jeans.
“ Buffy, sai che lo voglio tanto quanto lo vuoi tu… ma… siamo in ritardo sulla tabella di marcia…” provò a dissuaderla Spike, ma poi sentì lei abbassargli la zip dei pantaloni.
“ Oh, al diavolo!” ringhiò lui, prendendola con forza e spingendola sotto di sé.
“ E ora baby, vieni dal tuo Grande Cattivo!”
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Circa un’ora dopo, si rivestirono e Spike le indicò il muro nell’altra stanza dov’era incatenato Angel, ormai sveglio, ma più spaesato che mai.
Spike restò nascosto, mentre Buffy si avvicinò al prigioniero.
“ Ed io che pensavo che il mio Sire usasse troppo gel… ma non avevo ancora visto te!” sorrise lei, mentre lui la osservava con curiosità, cercando di liberarsi dalle catene.
Era inquieto, e aveva la strana sensazione che non fossero gli unici nella cripta, perché avvertiva una presenza familiare.
“ Dove sono? Perché sono qui? E chi sei tu?”
“ Un tempo ero una patetica Cacciatrice…” rispose lei, ignorando le sue prime due domande; allontanandosi da lui, per poi tornare, abbracciata a Spike.
“ .. ma poi sono diventata la sua Regina! A proposito, io sono Buffy e non credo che voi due abbiate bisogno di una presentazione…” commentò lei, estraendo dalla tasca dei suoi jeans un mazzo di chiavi.
Angel non credeva ai suoi occhi: ecco la sensazione che aveva!
“ Spike!”
“ E’ un po’ che non ci si vede, Sire!” disse lui, con un sorrisetto, mentre Buffy provvedeva a slegarlo.
“ Mi hai salvato, grazie!” disse Angel, una volta libero, avvicinandosi all’uscita; ma Spike lo afferrò per le spalle, sbattendolo contro al muro.
D’altronde, Angel era ancora troppo debole per reagire.
“ Non così in fretta, amico!” esclamò il biondo, consegnandolo a Buffy, che lo bloccò tenendogli le mani dietro la schiena.
“ Non ti ho salvato per lasciarti andare… Ti ho salvato per poter tornare ai bei vecchi tempi!”
“ Sai meglio di me che non posso andare in giro con te ad uccidere la gente e a devastare le città…” disse lui, cercando inutilmente di liberarsi dalla stretta di Buffy.
“ Già… ma Angelus sì!” commentò il biondo, recandosi nell’altra stanza per poi tornare con in mano due calici colmi di sangue, dandone uno a Buffy, che lo avvicinò ad Angel.
“ A proposito, propongo un brindisi al suo imminente ritorno!” sorrise Spike, alzando il bicchiere.
“ Che diavolo vai blaterando? Cos’hai intenzione di fare?” chiese Angel nervosamente, guardando con desiderio il denso liquido rosso davanti ai suoi occhi, che aveva capito fosse sangue umano, ma che non si azzardava ad assaggiare.
“ Adesso noi facciamo un bel gioco; l’ho chiamato ‘ Uno, Due, Tre/ Senz’Anima Sei Te!’ “ ghignò Spike, bevendo il suo bicchiere.
“ Ti spiego brevemente le regole; inizia così: BEVI!” disse Buffy, spingendo il bicchiere nella bocca d’Angel, costringendolo a bere.
Ma dopo i primi sorsi non fu più necessario forzarlo: il suo istinto era prevalso sulla sua coscienza e, avendo recuperato le forze, si era liberato dalla morsa della bionda, strappandole di mano il calice e cominciando a bere avidamente.
“ Bravo bambino! Ti piace, non è vero? Perché per te questo sangue è speciale e proviene da un discendente dello zingaro che ti ha maledetto!” rise Buffy, aiutando Spike ad accendere alcune strane candele che iniziarono ad emettere un insolito fumo nero.
Il vampiro ossigenato aprì il Diario degli Osservatori alla pagina del rituale d’Angel, cominciando a recitare in Greco Antico la formula.
Dopo circa un quarto d’ora di fumo e lettura ininterrotta, Spike concluse l’incantesimo e le candele si spensero tutte nel medesimo istante, pur non essendosi consumate del tutto, e dagli occhi d’Angel uscì una scintilla che si dissolse.
Subito dopo, lui si accasciò a terra.
Mentre Spike e Buffy si chiedevano se avessero sbagliato qualcosa nel rituale, lo sentirono ridere, mentre si rialzava.
“ Siate felici, Bambini: Papà è tornato!” esclamò lui con un ghigno e una luce malvagia nel suo sguardo, che Spike conosceva molto bene.
“ Bentornato, Angelus!” disse lui, per poi trovarsi un istante dopo con le spalle al muro e la mano del suo Sire che gli stringeva il collo.
“ Hai osato incatenarmi, hai osato sbattermi ad un muro, devi essere punito..” commentò lui, pressandolo ulteriormente.
“ Già.. ma non eri davvero tu dopotutto… e comunque… io ti ho salvato e cosa ancora più importante… ti ho portato un’altra persona con cui puoi sfogare la tua rabbia: il Maestro è nel sotterraneo, puoi divertirti un po’ con lui…” rispose Spike a fatica, riuscendo a liberarsi della presa.
“ Uhm.. non hai tutti i torti…” sorrise Angelus, per poi rivolgere lo sguardo a Buffy, che non doveva aver preso molto bene l’aggressione verso Spike, a giudicare dal gelo con cui lo guardava.
“ Bene, bene, ragazzo, i miei complimenti, è bellissima!” commentò, guadagnandosi un mezzo sorriso da parte della ragazza.
“ Ad ogni modo, che t’è preso? Uccidere le Cacciatrici è passato di moda, così ora le vampirizzi?” aggiunse con un ghigno sfacciato.
“ Hey!” esclamarono i due biondi all’unisono, indignati.
“ Io non ho vampirizzato una Cacciatrice, io ho fatto mia per sempre la donna che amo!” chiarì Spike, mettendo un braccio attorno alla vita di Buffy e guardando il suo Sire con uno sguardo fiero.
“ Io sono quasi morta per salvarti il tuo stupido fondoschiena e questo è il ringraziamento? Forse… avrei fatto meglio a lasciare quel dannato Diario al Concilio e lasciare il tuo alter-ego con l’anima marcire in quella gabbia!” sbottò lei, guardandolo freddamente.
Spike ebbe paura per lei, ma la reazione d’Angelus non fu quella che temeva: infatti lui scoppiò a ridere.
“ Beh, la tua biondina ha un bel caratterino!” sorrise il moro, avvicinandosi per darle un buffetto sulla guancia.
“ Già, ma tu mi hai sentito, amico: Mia !” ringhiò Spike tirandola a sé, e Buffy sorrise al suo Compagno, ignorando completamente l’altro vampiro.
“ Hey, sta calmo, William! Non ho nessun’intenzione di rubarti la tua preziosa fidanzata; quell’ochetta gracilina non è nemmeno il mio tipo!” commentò lui, facendo innervosire Buffy, anche per il fatto che lui continuava di proposito a parlare solo con Spike, come se lei non fosse lì presente.
“ Sta’ pur certo che nemmeno tu sei il mio tipo, stupido pallone gonfiato!” ribatté lei, ma Spike le diede una gomitata e un’occhiata d’avvertimento.
“ Cosa c’è? E’ il tuo Sire, mica il mio; io non devo portargli alcun rispetto!”
“ Io sono il Sire del tuo Sire, piccola sfacciatella dalla parlantina vivace: mi devi portare doppio rispetto!” le urlò Angelus spazientito.
“ Devo proprio?” chiese lei al suo Sire, guardandolo con occhi pieni di speranza.
Ma lui annuì.
“ Devi proprio, tesoro!”
“ Ok! Scusami Angelus. Non le intendevo veramente le cose che ho detto prima…” disse, rivolgendosi al suo Gran-Sire tenendo lo sguardo basso, come un bambino che ha litigato con un altro ed è costretto a fare pace contro la sua volontà.
“ Perdonala. E’ così giovane dopotutto, deve ancora imparare molte cose sulla nostra specie…” la giustificò Spike.
“ Da che pulpito! Si direbbe che pure tu abbia ancora molto da imparare! Hai reso una Cacciatrice una di noi, credo che questa sia la cosa più proibita che tu potessi fare!” commentò Angelus, con un atteggiamento dominante.
Ma Spike non si lasciò intimorire, reggendo il suo sguardo senza mostrare la minima soggezione.
“ Beh, mi conosci, io sono uno spirito libero!” ghignò il biondo.
Angelus sorrise.
“ Eccolo, il mio ragazzo! Ok, Buffy, ti perdono per stavolta, ma vedi di comportarti meglio la prossima volta: hai un così bel visino… sarebbe un peccato rovinartelo…” la minacciò lui.
Per quanto le costasse, Buffy si limitò ad annuire.
“ Bene! E adesso credo proprio che andrò a fare visita ad un vecchio amico…” disse lui, avvicinandosi al sotterraneo.
“ Ci sono anche un po’ di *giocattoli *, divertiti! Buffy ed io ce n’andiamo a fare un giro, ci si vede!” lo informò Spike, allontanandosi con la sua amata.
Angelus trovò il Maestro (che sussultò, vedendolo), incatenato al muro e imbavagliato.
Notò anche che su un tavolo c’erano anche i ‘ giocattoli ‘ di cui parlava Spike: un paio d’accette, un paletto, una boccetta d’acqua benedetta, dei chiodi e un lungo coltello affilato.
Decise di iniziare con l’ultimo arnese, avvicinandosi al Maestro: poteva già sentire la sua paura.
“ Sai, torturare qualcuno è come andare in bicicletta: non ci si scorda mai come si fa!” disse lui, percorrendo col dito tutta la lunghezza della lama.
“ … Ora sono un po’ a corto d’esercizio…. Vediamo se so ancora pedalare! D’altronde, me l’hai insegnato tu, Nonnino! E’ tempo di vedere se l’allievo ha superato il maestro!” rise lui, puntando il coltello a pochi centimetri dalla sua faccia.
“ Ops, quasi mi dimenticavo…” disse, strappandogli bruscamente via il nastro adesivo dalla bocca.
“ … non è divertente se non urli!”
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“ Amore, senti le sue grida? Sembra che il tuo Sire si stia divertendo parecchio!” commentò Buffy, stringendosi a Spike, mentre si allontanavano.
Lui le sorrise.
“ E di noi che mi dici? Possiamo divertirci un po’ pure noi? Ti va di andare a far visita all’Osservatore rimasto qui?” propose il biondo, mordicchiandole il collo.
“ Mm.. sai che ti dico? Non credo che lo uccideremo: ho parlato un po’ con lui il primo giorno che sono arrivata qui, e posso assicurarti che è diverso da tutti gli altri Osservatori; è un ribelle… e io ho una certa simpatia per i ribelli!” spiegò lei, prima di dargli un lungo bacio.
“ Come vuoi. Allora, che altro possiamo fare? Per l’Inferno maledetto, questa schifosissima città è così noiosa! Non vedo l’ora di partire!” esclamò lui, avvicinandosi nuovamente alla sua Childe per darle un altro bacio, ma lei non era della stessa idea.
Infatti, si allontanò da lui, incrociando le braccia e guardandolo offesa.
“ Hey! Lascia che ti ricordi che in ‘ questa schifosissima città ‘ noi ci siamo incontrati per la prima volta!” disse, aumentando il passo e lasciandolo indietro di proposito.
Spike sorrise tra sé : ecco il modo per passare il tempo: fare pace con Buffy.
Lui riusciva sempre a farsi perdonare; non era né la prima, né tanto meno la seconda volta che litigavano.
D’altronde… l’amore non è bello se non è litigarello!
TBC | |
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