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DESIDERIO - Prima parte

July 9 2004 at 11:53 PM
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SHIPPER: Spike/ Buffy (c’era da chiederselo?)
DISCLAIMER: I personaggi descritti non sono di mia creazione ma appartengono a Joss Whedon e alla WB e alla FOX. Il racconto non è scritto per scopi di lucro ma solo per divertimento personale.

PRIMA PARTE

1.

Buffy si stropicciò gli occhi: era stravolta, indolenzita e assonnata come non mai. Non ricordava affatto quello che era successo la scorsa notte.
Aveva un tremendo mal di testa.
Scese in cucina: dalle finestre filtrava la forte e calda luce del sole che però le faceva male agli occhi. Si sentiva uno straccio.
Sua madre era già uscita di casa per andare al lavoro e le aveva lasciato un piatto colmo di biscotti fatti con le sue mani.
Solitamente Buffy adorava i biscotti fatti da sua madre, ma in quel momento, la sola vista le dava il voltastomaco.
Tornò in camera sua e si rificcò sotto le coperte: niente Università oggi, pensò, si sentiva troppo fuori posto.
Chiuse gli occhi e, colta da un’improvvisa stanchezza scivolò tra le braccia di Morfeo.

Improvvisamente si ritrovò a ricordare quello che le era capitato da poche ore.
Stava facendo il solito giro nel cimitero poco lontano dal Bronze, sola.
Willow e Xander erano con i rispettivi partner e lei, dopo essersi bevuta un cappuccino nel suo locale preferito era uscita con la sua voglia di uccidere!
Non si era però resa conto che qualcuno la osservava da quando era entrata nel locale…

Camminava tra le lapidi, ma sembrava che quella sera nessun vampiro osasse uscire allo scoperto. Avevano paura?
Uno però si aggirava, camminando alle sua spalle…la voleva…
Buffy alzò gli occhi al cielo e sbuffò, dirigendosi verso il muro di recinzione del cimitero; camminava affiancando i mausolei quando avvertì una presenza estranea. Si voltò di scatto, impugnando rapidamente il paletto che teneva nascosto nella giacca.
Nessuno…
Si guardò intorno, ma non c’era anima viva…o morta…
- Buffy, cominci a dare chiari segni di pazzia – si disse, girandosi per proseguire il suo giro.
All’improvviso, qualcosa di molto rapido e indefinito, l’afferrò per le braccia e la scaraventò contro il muro; Buffy avvertì un forte dolore alla schiena, tossì e cercò di respirare profondamente, sbattendo le palpebre per rimettere a fuoco la vista.
Di fronte a lei, a pochi passi, due intensi e splendidi occhi blu la scrutavano divertiti, gli occhi del suo nemico giurato.
- Spike! – esclamò la cacciatrice infuriata.
Il vampiro fece un lieve inchino senza mai perderla di vista.
- Sei qui per farti disintegrare? – gli chiese Buffy stringendo il paletto.
Spike si accese una sigaretta in tranquillità e sorrise – A dire il vero i miei progetti sono altri…- fu la sua risposta.
Avanzò di un passo, mostrando alla cacciatrice la sua mano sinistra dove risaltava un anello che lei conosceva molto bene.
- La gemma di Amara – sussurrò Buffy impietrita di fronte a quella scoperta.
Il paletto cadde dalla mano della cacciatrice: nella sua mente si stavano scatenando una serie di future conseguenze dovute a quella rivelazione. Spike con la gemma al dito, Spike invincibile, immune al sole, alle croci…a tutto!
- Mio Dio…- furono le sue uniche parole di commento.
Spike rise – Hai visto la novità baby? – le chiese – Ora sono più forte di te! –
Colta da una violenta reazione di rabbia, la cacciatrice si lanciò contro il vampiro: lui non era il più forte e glielo avrebbe dimostrato!
Cercò di colpirlo in ogni modo, con calci e pugni, senza procurargli però ferite dolorose o considerevoli.
Lui schivava e parava i colpi divertendosi, senza però mai attaccare Buffy. Sembrava non volesse farle del male, il che era molto strano.
- Su dai…smettila! – le disse lui – mi stai annoiando! Sono qui per un altro motivo stasera! -
buffy si fermò ansimante – Cosa vuoi dire? – chiese. A dire il vero quella piccola tregua le serviva: la battaglia era più difficile del previsto, Spike era veramente diventato molto più forte.
Il vampiro fece qualche passo in avanti verso di lei. Buffy si appoggiò al muro stremata.
Senza che lei se ne rendesse conto si ritrovò il vampiro a pochi centimetri: si fissarono per un lungo istante in silenzio, poi Buffy, riprendendosi da quello stato cercò di colpirlo in faccia con un pugno. Lui, con la rapidità potenziata grazie alla gemma, le bloccò entrambi i polsi sopra la testa e li inchiodò in una stretta contro il muro.
Spike scosse il capo – Ti ho detto che non ho brutte intenzioni cacciatrice…almeno non ti voglio uccidere! –
Buffy rise – Non vuoi raggiungere la quota di tre cacciatrici stasera? –
Spike continuò a stringerle i polsi con una mano e con l’altra le accarezzò il viso, scendendo lentamente lungo il collo – Ho altri programmi per la terza…-sussurrò.
Impietrita, Buffy cercò di liberarsi dalla stretta di Spike – Schifoso! – gli gridò e gli assestò un calcio nelle parti basse.
Spike, con grande sorpresa della cacciatrice, incassò il colpo senza però mai lasciare la presa sui polsi di lei.
Il vampiro ringhiò, ma la sua reazione scemò in fretta: non le avrebbe fatto nulla di male, glielo aveva detto.
- Sono qui con uno scopo nobile e ben preciso…Buffy – le disse, tornando a un soffio da lei.
Era forse la prima volta che non la chiamava con disgustosi appellativi oppure “cacciatrice”: il suo nome aveva un suono strano pronunciato da lui.
- Per quanto possa valere la mia parola baby- proseguì il vampiro – sei bellissima, forte impetuosa! Come piacciono a me…-
Buffy smise ogni tentativo di liberarsi: ora era curiosa.
- Cosa vuoi Spike? – gli chiese.
Quegli occhi così blu la stavano facendo sprofondare negli abissi della tenebra.
- Voglio averti cacciatrice…- sussurrò lui, soffiando alito gelido sul suo collo che le provocò un brivido lungo la schiena.
Spike si avvicinò ancora più a lei, le labbra dei due quasi si sfiorarono.
Buffy doveva ribellarsi, fare qualcosa, tentare di sottrargli l’anello, ma sentiva di non volerlo veramente.
Fu lei a baciarlo, colta forse da un improvviso moto di follia, desiderava le sue labbra, voleva il contatto con quella pelle gelida. Lui lasciò andare la presa sui suoi polsi, rischiando una qualche reazione violenta da parte di Buffy; al contrario, la cacciatrice lo avvolse in un abbraccio intenso, esplorando la sua schiena sotto lo spolverino nero.
Spike affondò una mano tra i suoi lunghi capelli biondi e con l’altra le accarezzò avidamente il collo.
Cosa stava facendo? Dio mio, baciare un vampiro e per giunta il suo peggior nemico!
Ma era maledettamente affascinante e…baciava divinamente bene.
Le tolse la giacca e la liberò della camicia per poterla baciare meglio sul collo.
Ma voleva veramente solo baciarla?
Buffy lo lasciò fare anche quando si accorse che lui aveva assunto il volto del demone.
Ecco…il mio vampiro…
Affondò i denti nella tenera carne del suo collo e lei sospirò di piacere, lasciandosi andare contro il muro e chiudendo gli occhi; gli accarezzò i capelli platinati e lo lasciò bere liberamente.
È così che si muore per mano di un vampiro? Si chiese Buffy e pensò che in fondo non era così male.
Spike però prese solo una piccola quantità del prezioso sangue della cacciatrice: quasi subito si staccò da lei, leccò la ferita e ritornato al suo volto normale la guardò sorridendo.
- Ti è piaciuto? – le chiese – Possiamo farlo ancora se vuoi…- proseguì.
Buffy lo guardò, gli occhi semichiusi dopo il piacere provato: cercò di nuovo le labbra di Spike e assaporò il suo stesso sangue.
Il vampiro le accarezzò il viso e le sorrise in modo dolce – Ora ti accompagno a casa piccola, sei stanca e devi riposare…-
Buffy annuì ed iniziò a seguirlo come in trance, lasciando che lui le passasse un braccio intorno alle spalle; in realtà non era così, lei era pienamente lucida, ma quello che lui le aveva appena fatto le era piaciuto così tanto da non volersi ribellare.

Buffy riaprì gli occhi e con uno scatto si alzò dal letto: ora ricordava tutto ed era così arrabbiata!
Corse in bagno e si guardò allo specchio: il segno del morso di Spike era ancora fresco e vistoso.
- Come ho potuto? – si domandò, sfiorandosi leggermente la ferita.
Fece mente locale e pensò anche all’altro problema: la gemma di Amara.
Doveva assolutamente parlare a Giles di tutto…o quasi…Spike doveva essere eliminato il più presto possibile.
Si sedette sul letto per infilarsi i jeans poi si fermò: si sfiorò le labbra ripensando ai baci che si erano scambiati lei e il suo “assalitore”, così sensuali e allo stesso tempo dolci e passionali.
Scosse il capo per cacciare dalla testa quegli stupidi pensieri e terminò di vestirsi.
Aveva dimenticato che era stata lei a baciare Spike per prima?
Legò un foulard rosa intorno al collo e si infilò la giacca mentre scendeva le scale.
Corse verso l’ingresso e spalancò la porta di casa, inchiodandosi sul posto all’istante: Spike, appoggiato mollemente allo stipite le sorrideva dietro uno scuro paio di ray-ban.
- Avevo dimenticato quanto fosse bello il sole!- le disse entrando in casa.
Buffy lo guardò sorpresa – Chi ti ha invitato? –
Spike chiuse la porta dietro di se e rise, poi la prese con forza tra le braccia – Ti sei già dimenticata amore? Mi hai invitato tu stanotte! Chi credi che ti abbia spogliato e infilato sotto le lenzuola? – cercò di baciarla ma lei si divincolò.
- Lasciami, non mi toccare! – gli intimò.
- Mi sembrava che ieri ti fosse piaciuto cacciatrice…- rispose lui, sempre con quel sorrisetto strafottente.
Buffy si calmò e respirò profondamente: la stretta di Spike (con addosso la gemma) era troppo forte – Cosa vuoi Spike? –
- Ma voglio te, Buffy! – rispose lui con naturalezza e la trascinò fino al divano in soggiorno; si avvicinò al suo viso lentamente e provò ancora a baciarla. Questa volta Buffy non oppose resistenza e, come la sera prima, si ritrovò aggrappata a lui.
- Perché lo fai? – gli domandò, ansimando per la mancanza d’aria, le labbra rosse per il bacio.
Non poteva resistergli e questo la spaventava.
- È semplice Buffy, tu devi essere mia, solo ed esclusivamente mia! –
Lei si spaventò, ma non capiva se per le parole di Spike o per il fatto che se l’avesse morsa ancora lei avrebbe ceduto di nuovo e forse lo avrebbe seguito nell’oscurità; si abbandonò contro il corpo del vampiro e chiuse gli occhi – Ti rendi conto di quello che mi dici Spike?- sapeva di essere su ogni fronte molto vulnerabile, ma voleva cercare di farlo desistere dalla sua decisione, per il bene di tutti.
- Io sono la cacciatrice, tu sei il vampiro cattivo, come puoi pensare a certe cose? Io non potrei mai essere la tua compagna…-
Spike le baciò la fronte e lei si odiò perché il tocco delle sue labbra le piaceva.
- Ho scoperto di desiderarti cacciatrice, ed io ottengo sempre quello che voglio! – le slegò il foulard – Dimmi che quello che ti ho fatto ieri non ti è piaciuto…- con la lingua andò a stuzzicare la ferita della notte prima.
Buffy rabbrividì a quel contatto e si aggrappò a lui – Smettila ti prego…- lo supplicò.
- Potrei andare oltre, invece – rispose lui divertito.
La sua mano iniziò a scivolare sotto il tessuto della maglietta di lei – Sei così calda…- accarezzò la sua schiena nuda e le slacciò il reggiseno, mentre lei, in volto un misto di desiderio e orrore, lo fissava.
- Tesoro – continuò lui divertito – forse è meglio se per oggi mi fermo qui…non credi?- la liberò dall’abbraccio e lei diventò rossa per le sue parole. Si sentiva imbarazzata come una stupida quindicenne.
Si chinò per baciarla – Voglio che mi desideri Buffy, che tu non possa più stare senza di me…-
La cacciatrice rispose al bacio che però, con suo sommo dispiacere, durò qualche breve attimo.
Spike uscì dalla casa salutandola con un cenno della mano ed un sorriso smagliante.

Buffy si coprì il volto con le mani e scoppiò a piangere: lui aveva ragione, lei lo desiderava tantissimo! Prima, sul divano avrebbe voluto che lui fosse andato oltre. Avrebbe anche potuto prenderla in quell’istante e lei non avrebbe certo opposto resistenza!
Provò vergogna per se stessa, cosa le aveva fatto? Sapeva che non era solo il morso del vampiro, era anche altro: il suo tocco, i suoi baci carichi di passione; il suo corpo desiderava un contatto con quello di Spike più di ogni altra cosa al mondo.
Voleva fare l’amore con lui, voleva sentirlo dentro di se…

Si schiaffeggiò per liberare la mente da quei pensieri: ma cosa stava per fare rima dell’arrivo di Spike? Certo, stava andando da Giles per riferirgli della gemma, ma ora non era poi così tanto sicura di volerlo fare.
Forse poteva gestire da sola questa situazione: in fondo Spike si stava limitando a girare di giorno e…tentava di sedurre la cacciatrice!
Doveva capire quali fossero le vere intenzioni del vampiro: forse voleva togliere di mezzo Buffy per dominare incontrastato su Sunnydale?
A quel pensiero Buffy rabbrividì: doveva capire, arrivare a capo di questa situazione alquanto assurda. Spike la desiderava? Da quando? Perché?
Decise di raggiungere la cripta del vampiro per avere spiegazioni.

2.

Arrivò a destinazione in poco tempo, sostenuta dalla rabbia che provava nei confronti di se stessa per come si era lasciata andare, per come era stata facile. Ma non stava facendo il gioco di Spike, andando nella sua cripta?
In effetti, una parte remota di Buffy, anelava disperatamente ad un contatto con il vampiro, anche se non l’avrebbe mai ammesso.
Spalancò la porta della casa di Spike ed iniziò a cercarlo in ogni angolo: scese al livello inferiore e lo trovò pigramente disteso sul letto a dormire.
Il castello di intenzioni che Buffy si erà costruita cadde a pezzi nel momento in cui vide il vampiro dormire sotto lenzuola di seta nere, il volto innocente come quello di un bambino.
Ma non è innocente…
Eppure vederlo con quell’espressione di profonda beatitudine sul viso, le fece provare un sentimento di tenerezza.
Si avvicinò a lui lentamente per non svegliarlo, ma i sensi di un vampiro sono sempre all’erta: Spike avvertì la sua presenza, sentì il suo odore, ma decise di fingere di dormire. Voleva vedere come si sarebbe comportata la cacciatrice di fronte al suo corpo addormentato: se avesse tentato di polverizzarlo con un paletto, allora avrebbe reagito.
In fondo, lui aveva la gemma…
Si mosse tra le lenzuola facendo trasalire Buffy che indietreggiò di scatto, poi, vedendo che lui continuava a dormire, avanzò di nuovo.
Poteva eliminarlo in quel momento, togliergli l’anello, eppure continuava ad ammirare il corpo perfetto e il suo viso dolce; con la mano, passò ad un centimetro dalle sue spalle, come se volesse accarezzarlo.
Sospirò sconfortata: quello non era il momento adatto per parlare con lui. Si sentiva impotente di fronte a lui, debole, vinta completamente e legata da qualcosa di strano, un rapporto morboso fatto di odio e qualcos’altro che non sapeva definire.
Si girò per uscire e tornare a casa ma qualcosa trattenne il suo braccio: si voltò allarmata e vide Spike sveglio, gli occhi puntati nei suoi.
Le baciò la mano – Vuoi già scappare? – le chiese.
Trattenne la sua mano e l’attirò a se. Buffy perse l’equilibrio e si ritrovò tra le sue braccia: si guardarono negli occhi in silenzio, Spike sorrideva e per una volta in modo dolce.
- Sei venuta perché non potevi resistere senza vedermi? – lasciò libera la mano della ragazza e le passò un dito sulle labbra socchiuse.
Buffy chiuse gli occhi a quel contatto e si sentì fremere in tutto il corpo: Dio, come lo desiderava!
Le sue mani si appoggiarono avide sul petto del vampiro, salendo fino al collo poi al viso; lo attirò a se e lo baciò con passione. Quando si staccarono, lei era rossa in viso per l’emozione.
- Buffy…- sussurrò Spike – ti voglio sempre…ogni istante – si fermò per baciarle la punta del naso - …devi essere mia! –
La baciò di nuovo e questa volta il bacio fu molto tenero, quasi carico d’amore;
Poi, l’esigenza di sentire il corpo di Buffy contro il suo ebbe il sopravvento e Spike iniziò a trafficare con gli indumenti della ragazza: quando arrivò alla cintura dei pantaloni, lei lo fermò gentilmente – Perché mi fai questo? – gli chiese lei implorante.
Lui le baciò il collo – Perché ti desidero! Devo averti o sento che impazzirò cacciatrice, questo è il motivo! – era la spiegazione che voleva sentirsi per concedersi a lui senza rimorsi, in quel momento Buffy smise di pensare al bene degli altri. Esistevano solo loro due.
Lo aiutò quando tornò ad armeggiare con i suoi pantaloni, e quando fu completamente nuda davanti a lui, si sentì imbarazzata come alla prima volta. Lui la contemplò come se fosse una perfetta opera d’arte degna dei migliori artisti rinascimentali.
La invitò sotto le lenzuola e lei si distese accanto a lui, godendo di quel contatto tanto desiderato.
- Sei mia – gli sussurrò lui in un orecchio.
Il corpo del vampiro era freddo, ma Buffy bruciava di desiderio fino a star male.
- Prendimi Spike – gli disse – fallo ora ti prego, non voglio più tornare indietro! –
Lui interpretò al volo il suo bisogno e la prese all’istante, con dolcezza, portandola all’apice della passione e facendole urlare il suo nome.
In quel momento, mentre la cacciatrice era al culmine dell’orgasmo, il vampiro la morse di nuovo.
Il sangue diventa sublime mentre si scopa, pensò Spike.
Buffy non ce la faceva più: il sesso era meraviglioso con lui, ora anche il morso. Era il paradiso.
Lo circondò, con le braccia e le gambe, mentre lui continuava a spingere e bere.
Terminato il loro connubio, i due si lasciarono andare distesi nel letto: Spike guardò Buffy, che stremata dal sesso e dalla perdita di sangue si stringeva ansimante a lui.
Lo baciò sulla spalla e chiuse gli occhi mentre lui la accarezzava sensualmente; lei salì fino a mordicchiargli il collo, poi rise.
- Tesoro, ti mancano i denti giusti per farlo…-
Buffy lo guardò seria – Termina ciò che hai iniziato Spike…portalo a termine ora, perché domani potrei pentirmi di non averlo fatto! – si mise a sedere sul letto, incurante della sua nudità.
Spike l’ammirò per l’ennesima volta, soddisfatto per averla condotta dalla sua parte, poi le fu di nuovo addosso con la rapidità di un predatore e allo stesso tempo la dolcezza dell’amante più delicato.
Era così debole e remissiva sotto di lui.
Ho domato la cacciatrice…
Lei lo guidò al collo già martoriato dai suoi morsi.
Cosa le importava in fondo? Finalmente pensava a se stessa e non a salvare il mondo. Ci sarebbe stata un’altra cacciatrice dopo di lei, una nuova stupida al servizio dell’umanità.
Spike bevve fino a condurla sul baratro della morte: quando si staccò da lei la guardò agitarsi tra le lenzuola in cerca di respiro.
Ecco la sua terza cacciatrice, quella che lui aveva scelto come compagna; poteva lasciarla morire, ma lui la desiderava sopra ogni cosa. Era l’unica che gli avesse tenuto testa fino a quel momento e ora sarebbe stata un vampiro come lui.
Spike si morse il polso e lasciò che qualche goccia del suo sangue bagnasse la bocca di Buffy. Lei, sentendo quel sapore così vivo, si sentì pervadere da una nuova forza: si attaccò avida alla ferita dell’amante ed iniziò a bere, conoscendo finalmente l’estasi del sangue.
Quando lui la allontanò da se, lei si lasciò andare tra le lenzuola, cercando gli occhi di Spike: il vampiro le sorrise e la baciò.
Sangue e sangue…
- Non lasciarmi Spike – lo implorò lei spaventata da quello che sentiva operare nel suo corpo – Mi sento stanca…- sussurrò.
- Dormi amore…- la tranquillizzò lui – ti starò accanto fino al tuo risveglio, non ti lascerò un istante! –
Buffy chiuse gli occhi e si lasciò cullare nell’abbraccio di Spike, poi fu il buio.

3.

Spike aprì gli occhi: si era appisolato. Fuori, il sole volgeva al termine del suo percorso, presto la sua Buffy si sarebbe svegliata e sarebbe stata tutta sua.
La contemplò: la pelle era ormai fredda e bianca come la sua, il viso di porcellana ancora avvolto dal sonno della morte.
Non aveva mai sentito di precedenti cacciatrici vampirizzate: sarebbe stata un vampiro senz’anima come lui oppure…
Sapeva che lei era speciale e che come vampiro sarebbe stata unica.
Già si immaginava a girare con lei al suo fianco, a cacciare insieme, fare l’amore per notti intere.
Sorrise al pensiero di quello che li aspettava, poi pensò alla faccia dei suoi amici, quando si fossero accorti del suo cambiamento.
- Il sole è tramontato – si disse.
Improvvisamente avvertì un lieve movimento nel corpo accanto al suo: Buffy aprì lentamente gli occhi e li sbatté più volte per mettere a fuoco la vista; si guardò intorno, cercando di ricordare il luogo dove si trovava. Improvvisamente sembrò ricordare quello che era successo nelle ultime ore e cercò lo sguardo di Spike.
Gli sorrise, un sorriso dolce, come gli stessi che regalava in vita ai suoi cari.
- Bentornata – le disse lui, catturando la sua bocca in un intenso bacio.
Lei sentiva il sangue nel sapore di quel bacio e sapeva di volerne altro; Spike sembrò intuire il desiderio della compagna e lasciò che lei avesse libero accesso al suo collo.
Era così invitante…
Buffy scivolò nel suo nuovo volto con facilità, affondando i lunghi denti nel collo di Spike: fu inondata dal sangue forte del suo sire che era come nettare, dolce e vitale.
Lui le accarezzò la schiena sensualmente e quando lei si staccò dal suo collo la guardò ammirato e compiaciuto mentre tornava al suo volto umano e si leccava le labbra per non lasciarsi sfuggire nemmeno una goccia di sangue.
- Come ti senti piccola? – le chiese lui passandole un dito sulle labbra.
Lei sorrise e si accoccolò nell’abbraccio del vampiro; non aveva ancora proferito parola da quando si era risvegliata, Spike era curioso di sentirla parlare, voleva sapere come si sentiva, se la sua anima era rimasta ancorata al suo corpo non-morto.
Le sollevò il viso e la baciò; Buffy sospirò: non si era ancora resa conto di non aver più bisogno di respirare?
- Mi sento bene…- si perse negli occhi blu di Spike e cercò ancora il contatto col suo corpo.
Improvvisamente un’idea dovette giungerle come un lampo nella testa perché si staccò dall’abbraccio di Spike e si mise a sedere sul letto – E gli altri? – si chiese.
Si voltò alla ricerca del viso del suo compagno, allarmata per le conseguenze che avrebbe comportato il suo gesto.
Si portò le mani al viso e pianse: Spike le mise le mani sulle spalle, cercando di confortarla – Capiranno…- le rispose – In fondo sei sempre la stessa!-
Inorridita dalle parole del compagno, Buffy lo guardò furiosa – La stessa? – domandò - Sono un vampiro Spike! –
Il vampiro si alzò dal letto furioso e indossò i boxer neri che erano abbandonati a terra – Dannazione Buffy, hai ancora la tua anima! – lui la scosse violentemente, poi salì al livello superiore della cripta, prendendo a calci tutti gli oggetti che trovava al suo passaggio.

Rimasta sola, Buffy pensò: aveva deciso di seguire Spike di sua spontanea volontà, senza pensare alle conseguenze; ora doveva affrontarle, era inevitabile.
Solo in quel momento però si rese conto delle parole del suo compagno: hai ancora un’anima! Era vero!
Da quando si era risvegliata, poco tempo prima, non aveva ancora avuto modo di pensare a quello che era diventata: non era un vampiro come gli altri! Si sentiva assolutamente come prima, il suo spirito era sempre lo stesso, non aveva voglia di uccidere o di vendicarsi sui suoi cari! La sua anima era ancora nel suo corpo.
Forse la sua condizione di cacciatrice l’aveva resa un vampiro atipico.
Dopo qualche minuto di silenzio, si avvolse nel lenzuolo e salì alla ricerca di Spike. Non voleva avere attriti con lui, era il suo compagno e non poteva essere arrabbiato con lei. Poi, era strano ammetterlo, ma sentiva la sua mancanza, anche se erano pochi minuti che l’aveva lasciata.
Lo trovò stravaccato sulla sua poltrona, in mano una tazza sbeccata colma di sangue.
Buffy si avvicinò silenziosa e lentamente si andò ad accoccolare in braccio a lui, togliendogli la tazza di mano.
Spike la osservò in silenzio mentre lei sorseggiava il sangue; ne lasciò metà e la porse al compagno.
- Hai ragione – attaccò Buffy – mi hai fatta tua e l’ho voluto io, ora è giusto che mi assuma la responsabilità della mia decisione! –
Spike appoggiò la tazza a terra dopo averla svuotata completamente: le passò le mani sulle cosce nude e salì fino a toglierle il lenzuolo che la copriva.
- Non sarai sola ad affrontare questo, mai…il tuo sangue…tu mi hai stregato Buffy, mi hai cambiato…-
Buffy gli accarezzò con possesso il viso e lo baciò: era così eccitante sentire il sangue mentre esplorava con la lingua la sua bocca. Sentiva che era nato qualcosa di forte tra loro due, un sentimento che era rimasto nascosto per molto tempo e che ora stava emergendo.
Buffy non capiva se fosse amore, in ogni caso era meglio non sbottonarsi troppo, almeno per il momento.
Si alzò dalla poltrona e preso in mano il lenzuolo nero ritornò al piano inferiore: si fermò solo all’inizio della scala, per guardare Spike con sguardo sensuale ed invitante. Stregato dal suo corpo, il vampiro la seguì e la trovò sdraiata sul materasso, coperta solo in parte dalla seta nera.
Era tutta sua…
Lo accolse a braccia aperte e gli saltò sopra, sfilandogli i boxer con occhi famelici – Sei in mio potere – gli disse lei in un orecchio, mettendosi a cavalcioni su di lui e sorridendo compiaciuta nel sentire che il corpo di Spike si stava risvegliando di nuovo al contatto col suo.
- Sei un vampiro cattivo- gli disse lei, prendendolo dentro di se e sospirando di piacere.
- Si…- rispose lui lasciandosi scappare un gemito– è per quello che ti ho presa con la forza, non potevo fare come un normale ragazzo! – lei lo interruppe con un bacio.

Erano sdraiati abbracciati, dopo aver fatto l’amore per l’ennesima volta quella notte.
- Vuoi uscire un po’? – le chiese Spike, afferrando il pacchetto di sigarette.
Buffy scosse il capo – Questa notte no…non voglio affrontare i problemi ora…domani – gli rispose lei sorridendo, lo sguardo perso nel blu di quelli di Spike.
- Non provo nessun desiderio di vendetta o voglia di uccidere i miei cari…non è normale Spike! – gli confidò poi – Sono la stessa di prima…più o meno –
Spike sorrise – Sono io che sono cambiato Buffy – le scostò una ciocca di capelli – volevo una compagna che fosse degna di me, la cercavo disperatamente perché mi sentivo solo…poi mi sono reso conto che era sempre stata di fronte ai miei occhi…-
Buffy lo baciò sulla fronte – Non sei cattivo come vuoi far credere in fondo…-
Risero insieme e si abbracciarono di nuovo: Buffy appoggiò il capo sul petto del suo sire e Spike si fumò una sigaretta.
Pensava a lei, a quanto fosse bella, a quanto l’aveva cambiato in così poco tempo.
Sono il tuo sire ma mi ritrovo a dipendere da ogni tuo sguardo…
Si sentiva così felice con lei che avrebbe fatto qualsiasi cosa se glielo avesse chiesto, anche smettere di uccidere. Avrebbe affrontato il giudizio della Scoobie Gang con lei, l’avrebbe difesa da loro se avessero solo tentato di torcerle un capello! In fondo aveva l’anello!
La Gemma di Amara, la voleva per dominare la cacciatrice, invece aveva scoperto di desiderarla anima e corpo: nelle ultime settimane, prima di uscire allo scoperto, l’aveva spiata in casa, all’università e durante la caccia, ammirando il suo ardore nel combattere.
Sei un killer come me…
Aveva deciso che sarebbe stata sua.
Perso nei suoi pensieri, non si accorse che Buffy lo guardava e gli sorrideva.
- Che c’è? – domandò lui.
Lei si mise a sedere in ginocchio, lasciando che lui indugiasse con lo sguardo sui suoi seni, prima di guardarla negli occhi. Buffy sorrise compiaciuta di questo.
- Ti guardavo mentre eri assorto: non mi ero mai accorta di quanto fossero blu i tuoi occhi - gli accarezzò il viso e gli baciò le palpebre – Fino a ieri eri il mio nemico, abbiamo combattuto per molto tempo e ora…sento che non potrei mai più fare a meno di te…- Spike l’attirò a se e la distese sul letto per poi baciarla con passione e desiderio crescente.
- Ti sei pentita di quello che ti ho fatto? –
Buffy scosse il capo divertita – Mai! Per la prima volta ho fatto qualcosa per me stessa e non per la salvezza del mondo! Che se ne occupi qualcun’altro da oggi in avanti, io ho arretrati da recuperare! – e detto questo si mise a ridere mentre Spike era di nuovo sopra di lei e le baciava il collo, scendeva fino ai seni e sempre più giù fino all’interno cosce dove sapeva che lei impazziva di piacere.
La notte volgeva al termine.
I due vampiri erano accoccolati l’uno tra le braccia dell’altra, accarezzandosi a vicenda.
- Ti staranno cercando amore- attaccò Spike riferendosi ai suoi amici e a Joyce.
Buffy gli baciò i pettorali ed emise un basso ringhio – Non importa, stanotte esistiamo solo noi…amore – rispose la sua giovane Childe.
Felice per come Buffy lo aveva chiamato, Spike coprì i loro corpi nudi con il lenzuolo nero e la strinse in un abbraccio protettivo.
Dopo l’ennesimo bacio Buffy chiuse gli occhi e appoggiò la testa sul petto del compagno: Spike la guardò addormentarsi, poi anche lui si lasciò cullare nell’abbraccio di Morfeo.

FINE PRIMA PARTE

 
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