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DESIDERIO - Decima Parte

August 24 2004 at 9:26 PM
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Pandora  (no login)


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DECIMA PARTE

1.

Willow si svegliò bruscamente: dove si trovava? Era ancora nel sottoscala, doveva essersi addormentata, sfinita dal lungo pianto della notte precedente.
Le bruciavano gli occhi: si ricordò cos’era successo poche ore prima e ricominciò a disperarsi.
Aveva realmente fatto la cosa giusta? Era poi convinta che Buffy fosse un pericolo per loro tutti? Ma come poteva Emma mentire ancora? L’aveva vista così piena di buoni propositi!
La confusione l’aveva condotta a casa dei suoi genitori, in quel sottoscala che tanto temeva da bambina.
- Buffy… - sussurrò.
Raggiunse la sua stanza al campus dove si preparò per andare a lezione nel pomeriggio: avrebbe incontrato sicuramente Emma.
Infatti, con sorpresa, la trovò ad attenderla appena fuori la sua stanza, sorridente come non mai.
La cacciatrice notò subito il viso tirato dell’amica e cercò di scoprirne il motivo.
Willow sviò l’argomento, giustificandolo con un brutto sogno fatto durante la notte. Emma fece spallucce ma la rossa non notò la strana luce nei suoi occhi.
Si incamminarono.
Qualcuno seguiva le due ragazze, senza farsi notare: Tara non aveva perso di vista un solo istante la cacciatrice, scrutando ogni sua espressione o movimento. Si sentiva in dovere di aprire gli occhi a Willow, per il bene di tutti e di Buffy.
Quella mattina, percepiva in Emma un’insolita eccitazione: forse aveva in mente qualcos’altro per screditare Buffy?
Non sapeva ancora il danno che aveva già provocato?

Emma seguì la lezione distrattamente, continuando a scarabocchiare sul blocco degli appunti le armi che potevano uccidere un vampiro: alla fine della lezione una splendida balestra spiccava in mezzo ai segni della penna.
Il comportamento di Willow le era sembrato strano, forse aveva già raggiunto il suo obbiettivo?
Uscì dall’aula per andare a mangiare, rimuginando sul prossimo passo da fare, che si stava delineando nella sua mente poco a poco.
Che strano, le sembrava che un’ombra incombesse su di lei: si sentiva osservata.
Sai guardò intorno ma incontrò solo gli sguardi di studenti intenti a fare la fila alla mensa o che mangiavano col capo chino sui libri.
- Io vi difendo tutti… - sibilò.
Eppure, le sembrava così palpabile la sensazione di due occhi puntati su di lei.
Si alzò dal tavolo con fare nervoso, raccattando i suoi libri e gettando i resti del pasto: si incamminò lungo il corridoio che portava all’ingresso principale ma la sensazione perdurò.
Aumentò il passo, poi si bloccò di scatto voltandosi: nessuno.
- Ciao! – si sentì dire da un lato.
Emma cercò la proprietaria della voce: Tara era di fronte a lei, sorridente come sempre. La salutò rapidamente. Che strano, ora non avvertiva più quella presenza!
- Vai al negozio? – le chiese la strega.
La cacciatrice annuì ed iniziò a camminare.
- Ti accompagno, anch’io sono diretta lì, ho appuntamento con Willow per una ricerca! –
Il sorriso che Emma le elargì era evidentemente tirato, ma lo mascherò abilmente all’istante – C’è qualcosa che non va? – le chiese Tara.
La ragazza scosse il capo – No, tranquilla…sono solo un po’ nervosa per il mio primo esame…non ho avuto molto tempo per studiare ultimamente… -
Voleva andare sola al Magic Box per parlare con il Sig. Giles: sicuramente Willow gli aveva parlato dei suoi dubbi su Buffy e l’osservatore doveva essere giunto ad una conclusione…definitiva.
Abbandonare Buffy o ucciderla!
Magari lui avrebbe colto l’occasione per parlare liberamente dell’ex cacciatrice anche davanti a Tara, mettendola così di fronte alla vera natura della vampira.
Non avrebbero più potuto accettare di averla vicina dopo quello che aveva detto su di lei: Buffy non riusciva a controllare il suo istinto di assassina e quindi era un pericolo per gli Scoobies.

Quando raggiunse il Magic Box trovò il Sig. Giles sommerso da una montagna di libri relativamente vecchi, naturalmente di magia e antiche culture tribali.
Scrutava uno strano manufatto, somigliante ad una mano mummificata; quando si accorse dell’arrivo delle due ragazze, lo abbandonò sul tavolo – Siete arrivate giusto in tempo per salvarmi da una forte emicrania! Sono ore che cerco di capire la provenienza di questo oggetto e capire se ha poteri di qualche sorta ma nulla! –
Tara lo osservò – Non potrebbe semplicemente essere una reliquia? Non avverto nessuna magia! –
Il Sig. Giles sorrise – Forse mi sto accanendo per niente… - Emma attirò la sua attenzione.
- Va tutto bene Giles? – chiese lei, accomodandosi sul bancone con un salto.
L’osservatore tossì – Ti ho già chiesto di non sederti in quel modo lì sopra! – la rimproverò.
Emma fece spallucce e sorrise, estraendo una mela dalla sua borsa ed addentandola – Ci sono novità? Demoni, vampiri assetati di sangue o altre catastrofi da sventare? – chiese masticando rumorosamente.
Il Sig. Giles si tolse gli occhiali per pulirli: era nervoso.
Tara si avvicinò ad uno scaffale ed iniziò a sfogliare dei libri sulle erbe medicinali, fingendo disinteresse per le altre due persone nel negozio.
L’osservatore si avvicinò ad Emma, indossando nuovamente gli occhiali – Ci sarebbe una cosa…ma vorrei che mantenessi la massima discrezione con gli altri… - iniziò a bassa voce.
Emma annuì aggrottando la fronte – È accaduto qualcosa, vero? – chiese, fingendo preoccupazione e sorpresa.
Giles le spiegò con brevi parole la discussione avuta con Willow il giorno prima, esponendole la risoluzione a cui erano arrivati, cioè emarginare Buffy senza farle alcun male.
- Sono stupita da quello che mi sta dicendo! – esclamò la cacciatrice – Non posso credere che Buffy sia in realtà cattiva! Vi state sbagliando! –
Il Sig. Giles scosse il capo sconfortato – Vorrei che fosse così e…apprezzo la tua bontà, ma anche tu hai espresso dubbi su di lei! –
- Ma ho anche detto che forse mi ero sbagliata! –
- Forse… - ribatté Giles.
Emma rimase senza parole – Lei è stato il suo osservatore per anni, non può lasciarla così su due piedi! – strinse con forza la mela che ancora aveva in mano, facendo cadere sul bancone un po’ di succo.
- Forse hai ragione, dovrei andare da lei per chiarire… - suggerì lui, lo sguardo perso nei suoi pensieri.
- Andrò io! – lo bloccò subito Emma – Forse da donna a donna riusciremo a chiarire la situazione! Io la posso comprendere meglio di chiunque altro! – si affrettò a spiegare – Willow è troppo coinvolta emotivamente per sostenere una discussione, chissà come le ha parlato, povera Buffy! A me darà ascolto, si tranquillizzi! –
- Ma tu non sai dove trovarla! –
Emma pensò un istante – Non si preoccupi, la troverò durante la ronda al cimitero…si fidi di me…. - saltò giù dal bancone.
Il Sig. Giles non ebbe tempo di ribattere a quelle parole, Emma si avviò all’uscita, dove trovò Tara.
Non aveva colto tutte le parole del dialogo tra i due, eppure sentiva che si preparava qualcosa di grosso! Si avvicinò alla cacciatrice – Vai via? – le chiese.
- Vado a studiare – rispose Emma evasiva – Oggi il mondo sembra non sia sull’orlo di un’apocalisse, quindi posso dedicarmi ai miei esami! –
La strega la seguì con lo sguardo mentre usciva: dove andava in realtà? Si avvicinò a Giles che nel frattempo era tornato a tormentarsi con altri oggetti sconosciuti e arcani.
- Dove andava Emma così di fretta? –
Il Sig. Giles non alzò nemmeno lo sguardo per rispondere – Andava a studiare… -
Perché le mentiva anche lui? Ma cosa stava macchinando la cacciatrice? Aveva preso in giro tutti quanti così abilmente?
Doveva scoprire la verità.

Willow camminava lentamente in direzione del Magic Box: aveva appuntamento con Tara ma in realtà non aveva molta voglia di affrontare l’amica. Avrebbe dovuto fingere o dirle tutto su Buffy?
Entrò silenziosamente e trovò Giles che beveva un tè, sfogliando un libro.
- Buona sera… - disse timidamente.
Giles le fece un cenno col capo, ustionandosi la lingua due secondi dopo e reprimendo un’imprecazione.
- Tara è andata via da quasi un’ora! – le disse Giles dopo essersi ripreso dall’incidente con la classica bevanda inglese.
Che strano, pensò la ragazza, non era da Tara.

Nel frattempo, la strega bionda era sulle tracce di Emma, che era realmente andata a casa sua, ma stava studiando?

All’interno dell’abitazione, la cacciatrice aprì il suo baule con le armi e ne estrasse una balestra, la stessa che aveva disegnato a lezione quella mattina: l’ammirò , come si ammira un uomo e la baciò sorridendo – Stasera avrai l’onore di trafiggere il cuore di colei che ti ha posseduta prima di me… -

FINE DECIMA PARTE

 
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