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Freenet ovvero Ricablare Internet

May 12 2001 at 3:26 AM
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Manuel Moavero  (no login)

 
Freenet non è un software di peer-to-peer (p2p)come tutti gli altri, ma è più una "infrastruttura" che non una "applicazione".



Ora cercherò di spiegarvi le differenze con gli altri programmi e come funziona in pratica.




 
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Manuel Moavero
(no login)

Napster e GNUtella

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May 12 2001, 3:39 AM 

Iniziamo a dire due parole sui software peer-to-peer attualmente in circolazione come Napster e GNUtella. Napster ha rappresentato il primo utilizzo di massa di questo tipo di applicazione, ad una finalità ben precisa, lo scambio di musica in rete tramite la condivisione di file mp3. Napster si basa su una tecnologia ibrida tra il classico client/server e il peer-to-peer puro e realizzando in pratica una connessione pari-a-pari "assistita". Infatti appena lanciato mette le informazioni dei file condivisi da ogni utente in un database centrale che ognuno può consultare per trovare chi possiede il brano che sta cercando. Dopodiché cliccando sul brano che ci interessa inizia la connessione diretta con l'host (la "persona" virtuale) che detiene quel file, ed la conseguente trasmissione dello stesso.

GNUtella rappresenta invece l'evoluzione (ed il irrobustimento) dello stesso principio di filesharing, portando avanti diversi cambiamenti funzionali e strutturali. Innanzitutto i file che si possono condividere non sono più solamente di tipo mp3, ma potenzialmente qualsiasi genere o software. E l'altra caratteristica fondamentale è invece l'assenza di una qualsiasi unità centrale e quindi la totale libertà di ricerca e scambio dei dati. In questo software (ed in tutti gli altri p2p "puri") appena lanciato ci si collega ad un numero discreto di altri "host neighbor" (letteralmente "vicini di casa") e quando iniziamo una ricerca chiediamo direttamente ad ognuno di loro se possiede il file che ci interessa. Se uno di loro possiede il file che ci serve ci avviserà di questo. In caso contrario (in realtà in entrambi i casi) il nostro buon vicino rigirerà la richiesta agli altri host a lui connessi che a loro volta continueranno questo passaparola che si estenderà a macchia d'olio fino a quando tutti quelli che possiedono il file che ci interessa non ce ne diano notizia e poter finalmente scaricare il file che ci interessa.

Due rapidissimi appunti tecnici per evitare incomprensioni. Primo è praticamente impossibile che tutti gli host a cui siamo noi connessi siano in realtà connessi tutti solo tra di loro e portarci così ad una configurazione "chiusa" (diciamo di solo una decina di utenti), visto che all'inizio gli host si connettono casualmente tra di loro ed il programma dopo un tempo prestabilito cerca di connettersi ad un host nuovo. E secondo che la richiesta che inoltriamo in realtà non circola in lungo ed in largo per tutti gli host più e più volte per scovare anche il più nascosto computer che ha quello che ci serve(questo causerebbe una ridondanza che porterebbe al collasso della rete stessa), ma scorre per x host e mai due volte per lo stesso(in realtà il discorso sarebbe ben più complicato ma così si capisce il succo).

Il p2p di GNUtella abbiamo detto è di tipo più puro e robusto rispetto a Napster, ma dobbiamo ricordare una cosa, e cioè che Napster nasce da una esigenza di poter scambiare il più facilmente possibile file mp3 in rete, e l'ideatore neanche immaginava di poter alzare quel polverone da parte delle major della musica con questo "programmino" che aveva progettato. Napster ha perso la sua battaglia perché esisteva un archivio di titoli centrale di cui alla fine si sono ritrovati responsabili dei contenuti perché risiedevano sui loro server e fu accusato di favorire lo scambio di file illegali. GNUtella nasce per ovviare l'attuale mancanza di affidabilità di Napster in maniera più difficilmente attaccabile (almeno dal punto di vista legale) data la sua decentralizzazione pressoché totale e data l'impossibilità di controllo che manca anche i creatori stessi del sistema.

 
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Manuel
(no login)

In cosa è diverso allora Freenet?

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May 12 2001, 3:58 AM 

Freenet nasce da una esigenza del tutto diversa, e di valore assai superiore di quella di Napster e Gnutella, cioè la tutela della libertà di espressione. Infatti, secondo Ian Clarke(l'ideatore di Freenet), per tutelare la democrazia e quindi il diritto alla libera espressione di opinioni e di idee è necessario che non esista nessuna possibilità di controllo delle informazioni che circolano, e tutte le forme di controllo di queste, sia che esse siano di copyright che la lotta alla pornografia in rete, per quanto potenzialmente comprensibili e condivisibili, nell'attuazione pratica risultano sempre arbitrarie e strumentalizzate. Infatti i governi avendo la possibilità di controllare il diffondersi di produzioni del genere hanno anche la possibilità di applicare censure e di limitare e strumentalizzare informazioni a loro sfavorevoli.

Freenet nasce quindi con questo intento: dare a tutti la possibilità di pubblicare qualsiasi cosa senza che nessuno possa impedirglielo in alcun modo.

Fino a qui, considerando l'idea che più o meno tutti abbiamo di internet, può sembrare una cosa quasi banale.
Ma ad internet manca una cosa fondamentale per far in modo che ciò sia veramente così, e cioè la possibilità di rimanere anonimi e irrintracciabili. In tanti paesi(compreso il nostro, basta ricordarsi il caso che è scoppiato a Bologna alla pubblicazione in rete del libro "Lasciate che i bimbi: pedofilia un pretesto per la caccia alle streghe" da parte del Luther Blissett Project) la libertà di espressione è limitata da forme di censure retroattive: "e' molto più facile limitare la libertà di parola punendo coloro che la esercitano che non vietandola prima che essa venga praticata". In altri addirittura non è possibile accedere a tutta una serie di informazioni e anche una discussione in una chat può diventare prova di "propaganda e apologia sovversiva o antinazionale" .

Freenet, a differenza degli altri sistemi p2p, nasce per poter garantire proprio questo diritto anche nei paesi in cui non è garantito, e lo fa tramite una struttura resistentissima e le parole chiavi che rendono possibile tutto questo ideale sono: decentralizzazione, privacy, sicurezza ed efficienza.

La decentralizzazione offerta da Freenet è di tipo ancora più evoluto rispetto a quella di GNUtella. Infatti oltre al fatto che non esiste un server centrale, ora anche le informazioni stesse non risiedono su un'unica macchina. A differenza degli altri programmi di filesharing lo spazio condiviso sul nostro disco rigido è al servizio di tutta la rete. Quando chiediamo un documento su Freenet questo viene copiato e rimane sul nostro hardisk e se qualcun altro è alla ricerca dello stesso file il sistema lo reindirizza al nostro host(nel caso fossimo più vicini a lui) senza intasare la rete con le richieste che si diffondono a macchia d'olio (come per GNUtella) e risparmiando così preziosa larghezza di banda.

Questo permette l'efficienza di cui abbiamo parlato prima visto che i documenti più letti diventano più rapidi da caricare e si evita che un documento iperletto divenga inaccessibile dalle troppe richieste contemporanee(oppure che un attacco informatico renda impossibile recuperarlo), mentre quelli meno letti risultino garantiti, ed evitando al tempo stesso di sottoutilizzare lo spazio comune dei computer connessi diminuendo le copie di questi documenti meno popolari dalla rete. Un'altra cosa che questo meccanismo favorisce è la possibilità di diffondere i nostri documenti anche quando non siamo connessi (a differenza di Napster o GNUtella) e garantisce l'impossibilità di rintracciare l'origine e la posizione fisica dei dati.

Questo sistema automaticamente quindi garantisce la privacy visto che è estremamente difficile per chiunque tracciare le informazioni che ognuno sta guardando, leggendo o semplicemente reindirizzando ad un altro host.

La sicurezza viene invece garantita da una l'implementazione di una scienza completamente non utilizzata negli altri sistemi p2p, ma sempre più presente in rete: la crittografia.

La crittografia serve a rendere i documenti illeggibili a tutti quelli che non hanno una "chiave di lettura" per poter interpretare il testo. Su questa stessa tecnologia si basano i sistemi di registrazione dei programmi shareware(che per poter abilitarne tutte le funzioni bisogna acquistare dall'azienda che li produce un "numero seriale") e dai sistemi di pagamento con carta di credito (per evitare che qualsiasi persona che si metta in mezzo tra client e server possa entrarne in possesso).
PGP, il software di crittografia di mail più famoso, funziona su un sistema a doppie chiavi, una privata ed una pubblica. Quella pubblica può essere distribuita a tutti senza riserve e serve a chiunque voglia scrivere qualcosa destinata a noi, a questo punto poi utilizzeremo la nostra chiave privata per leggere il messaggio a noi inviato. Questo sistema garantisce praticamente in maniera infallibile che nessun altro possa leggere qualcosa a noi diretta

In Freenet la crittografia a doppia chiave è utilizzata invece per assicurare che le informazioni che immettiamo non vengano manomesse o modificate da nessun altro all'infuori di noi e allo stesso tempo siano visibili a tutti. In più è possibile firmare i documenti così prodotti, anche in maniera non personale utilizzando uno pseudonimo, per garantirci la totale paternità intellettuale dell'opera da noi pubblicata.

Tutte queste garanzie che Freenet offre "proteggono la vera liberta' di parola, che poggia sulla possibilità di esprimere e ascoltare e leggere opinioni senza temere per la propria sicurezza personale o economica. Proteggono inoltre gli individui contro l'esposizione indesiderata della propria vita personale; per esempio, una persona che soffre di impotenza che intende cercare un trattamento. (Al contrario, le informazioni che viaggiano in Internet sono normalmente monitorate, tracciate e archiviate per creare profili dettagliati e intrusivi della privacy di ognuno di noi)."

Riguardo alla sicurezza del contenuto delle informazioni lo stesso Ian Clarke dice: "Il fatto che non ci si possa fidare di informazioni anonime e' una falsa certezza molto diffusa: ad esempio, usando firme digitali, le persone possono crearsi pseudonimi anonimi sicuri con cui col tempo conquistarsi la fiducia delle persone con cui comunicano."

Come affermato all'inizio di questo lungo (e forse un po' troppo prolisso) articolo, Freenet non è una applicazione di filesharing. O meglio come abbiamo visto non è solo questo. Freenet è una rete nella rete, una comunità che per una volta può essere completamente al sicuro e distaccata dal mondo esterno, che non approva, che è internet, dopo essere venuta a patti con le leggi che lo regolano(leggi però esclusivamente tecniche). Dire che Freenet serve solo per scambiare liberamente dei file è come dire che internet serve solo per chattare. E' una delle funzioni possibile, ma non è l'unica funzione possibile. Infatti, essendo una infrastruttura prima ancora di un software, "fornisce possibilità flessibili e potenti che possono essere usate per sostenere una intera gamma di usi. Come l'Internet in se', gli usi di Freenet sono limitati soltanto dall'immaginazione."

L'ultima cosa da dire è che Freenet è ancora agli inizi ed è una realtà che sta crescendo di giorno in giorno sempre più velocemente. Ancora molti sono gli inconvenienti, primo tra tutti la mancanza di un modo affidabile per ricercare le informazioni dalla rete,(per ora esistono solo pochi indici parziali) o il fatto di non essere affatto intuitiva la configurazione ed il suo utilizzo, vagando tra sigle e chiavi che sono del tutto incomprensibili e ci fanno sentire completamente spaesati.

Ma tutto ciò ha un fascino incredibile. Sembra di stare ad osservare di nuovo la nascita di internet, con le sue pagine scarne e ridotte all'osso dall'uso esclusivo di testo, ed il senso di soddisfazione e meraviglia che si ha ogni volta che si trova una pagina nuova per pura fortuna (anche su internet è così alle volte, ma per i motivi opposti).

Penso che Freenet sia da tenere da adesso in poi costantemente sott'occhio perché è un mezzo con il quale, se viene sviluppato e diffuso, si può veramente rivoluzionare il modo di comunicare e fare informazione...e forse ad arrivare a quell'ideale di libertà di espressione che tutti noi sogniamo.

(Manuel Moavero)

ps. questo articolo si può anche consultare su freenet all URI freenet:KSK@comefunzionafreenet

 
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