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Innanzi tutto debbo dare atto a Repubblica di aver affrontato la questione in maniera del tutto oggettiva, centrando appieno le preoccupazioni degli internettiani e i problemi connessi alla rete.
Poi esprimo l'avviso che forse il clamore è necessario, seppure, per il momento, eccessivo.
Non sono del tutto convinto che la legge sia così restrittiva come molti la giudicano. D'altra parte la possibilità di essere registrati quali comunicatori, semprechè non vi siano balzelli ed anche esosi, non mi pare un gran dramma. Anche gli utenti/visitatori/navigatori hanno i loro diritti. Così se un responsabile di chi fa informazione continuativa ha da essereci non mi pare del tutto sbagliato. Capisco che la rete è senza confini e che è il mondo delle libertà, ma non vorrei che diventasse La Caserma delle Libertà, oppure La Casa del Libertinaggio assoluto.
Semmai dovremmo porre il problema se per scrivere sulla carta stampata (ed oggi anche sui sistemi informatici) sia proprio necessario essere iscritti all'albo dei giornalisti. La questione è già stata sollevata, almeno per la carta, e risolta con la conferma dell'albo.
Qualcuno rimprovera questo Governo e può darsi che qualche responsabilità ce l'abbia e se ne avesse avuto il tempo, sulla scia anche delle proteste, avrebbe potuto rivedere qualcosa. Certo che dopo il 13 maggio, se vince Berlusconi, viste le sue proprietà e la sua asssoluta neutralità, saranno ca......cchi acidi.
Saluti.
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...come faccio io, che non ho paura nè dei giornalisti nè di questo governo...perchè questo governo anche se di sinistra (eheheh), di cose turche ne ha fatte...e prima di fare propaganda antiberlusconiana, fai il mea culpa.. e non minimizzare quando si tratta di cose che vengono dai tuoi amici... non c'è nulla da scusare. Questa legge è uno schifo e basta! Quelle che farà Berlusconi le giudicheremo dopo!
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Tranquillizzato?
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April 7 2001, 11:20 AM
Diamo atto a repubblica di averne parlato, ma le parole del sottosegretario Chiti le hai lette?
Forse è vero, un sito come gratis.it potrà non essere considerato come un periodico, ma chi lo deciderà?
Ho un'amica che sta pubblicando un sito per organizzare un po di disegnatore, probabilmente la cosa romperà le scatole alle organizzazioni tradizionali. Se queste la denunciano? Forse il suo sito non farà "informazione" come intesa dalla legge, ma chi lo deciderà? Il giudice? E se il giudice decide che quella è "informazione"?
Ciao Massimiliano.
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Elis
Rispondo
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April 9 2001, 2:01 AM
Al mio primo interlocutore dico che Berlusconi in 7 mesi che fu al Governo fece più danni di chissà quante grandinate! Poi, se ciascuno usasse un po' meglio il proprio cervello, probabilmente capirebbe dove sta l'inghippo berlusconiano. Ma non intendo, in questa sede, discettare su chi sia o non sia l'uomo che si autodefinisce il migliore al mondo: PRIMA O DOPO CRISTO? Io mi firmo come da nome rintracciabile. Ti giungano, in ogni caso, i miei saluti.
Al secondo quesito TRANQUILLIZZATI? Replico semplicemente che non ci sono possibilità al momento di essere più o meno tranquilli. Dovrà uscire il Regolamento di attuazione della legge e solo allora sapremo come stiamo conditi. Io ti invito a scrivere sul Forum www.rutelli2001.it e su quello di forza italia. Poi vediamo cosa rispondono.
Tuttavia, per sapere se ed in qual misura si fa informazione soggetta a registrazione o meno basta fare riferimento a quella stampata. Non mi pare ci siano grossi ostacoli per chi è amatore o si rivolge ad una ristretta/definita cerchia di persone. Diverso è il caso di chi vuol fare informazione di tipo professionale.
Leggiti anche l'intervista fatta da www.portel.it al Direttore di Apogeonline.
Saluti.
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Gianni
FACCIAMO ORDINE
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May 30 2004, 12:51 PM
Da giornalista iscritto all'albo ti dico: non serve essere iscritto all'Ordine se vuoi scrivere qualcosa su un giornale. Alcune delle firme che leggi sui quotidiani ogni giorno, non sono di persone iscritte al nostro Albo. Inoltre, l'iscrizione all'Albo è un diritto che si matura: basta pubblicare 50 articoli, anche molto brevi, su testate registrate, piccole o grandi (vanno bene anche i giornali parrocchiali, le piccole riviste sportive, per esempio...) e ci si può - per propria libera iniziativa - iscrivere all'Albo dei giornalisti pubblicisti. Non bisogna avere alcuna conoscenza "in alto", nè pagare alcuna "mazzetta". L'unica cosa che si paga è l'iscrizione annuale all'Albo, che si aggira intorno ai 100 euro annui. Se non la si vuole pagare basta non iscriversi. Ai sensi dell'articolo 21 della nostra Costituzione "tutti" hanno il diritto di esprimere il proprio pensiero e di diffonderlo con ogni mezzo, compresa la stampa. Se i giornalisti sono riuniti in un Albo che non vi piace, non è il caso di fare tanta "caciara". L'Albo tutela molti lettori: fare giornalismo implica certe consuetudini, regole, etica deontologica, per cui ogni iscritto è virtualmente sottoposto a "ammonimenti", "censure", "cancellazione" dall'Albo se contravviene alle regole che ha sottoscritto con l'iscrizione all'Ordine. Essere iscritti all'Albo significa semplicemente che di un iscritto ci si può fidare di più. Eppure le vostre motivazioni sembrano così lacunose e adirate....potrebbe sembrare- mi limito a un "potrebbe sembrare"- come si dice, "tutta invidia". "L'uva non mi piace perché è ancora troppo acerba, disse la volpe". Cari saluti a tutti.
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