La pubblicità é l'anima dell'Internet
Precisiamo innanzitutto che Punto Informatico (d’ora in avanti PI) è al 100% dell’editore Andrea De Andreis. Detto questo...
Siamo convinti che l’appello di Punto Informatico per la liberta’ della rete in Italia sia solo una campagna pubblicitaria, e a costo zero. Per comprendere il nostro atteggiamento e’ necessario seguire i fatti nel loro svolgimento.
Già dall'inizio abbiamo considerato centrale un'altro aspetto della faccenda, e già dieci giorni fa scrivevamo:
[...] La novità vera è stata l’inclusione nell’ambito del campo d’azione della legge dei giornali e delle pubblicazioni on-line, per fare in modo che anche questi potessero godere delle ricche agevolazioni e dei ricchi contributi previsti già per le pubblicazioni di carta.Fa specie, pertanto, che proprio da una testata come Punto Informatico, già in regola con ogni punto richiesto dalla 62...
e ancora:
[...] per Punto Informatico, naturalmente, che ha così potuto: distribuire i suoi banner in giro per l’Internet e soprattutto in tutti quesi siti con una visibilità e delle caratteristiche di accessi spesso diverse dalle proprie; censire con certosina precisione il fiore dei siti italiani indipendenti; arricchire la propria banca dati di indirizzi e-mail; accrescere il proprio potere contrattuale forse in funzione di possibili prossimi redditizi nuovi accordi nonché, di sicuro, in funzione dell’ottenimento di quei vantaggi insiti giusto nella natura della legge contestata. [...] (leggi per intero)
Alla fine dello scorso febbraio si legge su vari portali che una grossa societa’ di pubblicita’ acquisisce Punto Informatico; nel fraintendimento della parola acquisce (significa che compra o che conquista un cliente?) starebbe la confusione ingenerata dal comunicato stampa di Ideadvert, poi diffuso (o no?) dalla confusa ANSA e finalmente smentita in queste ore dal famoso giornale telematico. Da qui la nostra ripresa (la bufala dell'ANSA ci ha un po' turbati), ma approfittiamo per smentire, visto che PI è al 100% dell’editore Andrea De Andreis.
Intanto molti commentatori istituzionali della legge, nonche’ molti di coloro che l’hanno letta con attenzione, concordano sul suo significato: chi realizza prodotti multimediali e vuole accedere ai contributi (credito d'imposta, credito agevolato) potra’ farlo come avviene gia’ per i giornali.
Le nostre domande:
perche’ tanta agitazione per una legge che non solo non minaccia praticamente nessuno dei siti aderenti all’appello, ma prevede ricche agevolazioni economiche proprio per siti come PI (100% De Andreis)?
perche’ clonare la campagna di Peacelink gia’ partita con un successo significativo, frammentandone di fatto gli effetti?
che interesse aveva PI (100% De Andreis) a piazzare i suoi banner invece di invitare i propri lettori a sottoscrivere la campagna di Peacelink?
perche’ questa campagna adesso che gli spazi pubblicitari di PI (100% De Andreis) li gestisce Ideadvert e non prima?
perche’ PI (100% De Andreis) non ha chiarito forte e chiaro che nessuno rischia di essere chiuso, invece di diffondere la psicosi?
perche’ PI (100% De Andreis) non ha usato le proprie pagine per smentire già a fine febbraio la notizia dell’acquisizione diffusa da ANSA, facendolo solo adesso?
perche’, se Onnivora.net sbaglia nel ritenere l’appello di PI (100% De Andreis) solo pubblicità, il direttore responsabile di PI scrive una e-mail e poi si disturba perfino personalmente per telefonare risentito al webmaster?
perche’ la e-mail di PI (100% De Andreis) e’ tutta incentrata sulla proprieta’ del sito e non fa cenno alla tesi della campagna pubblicitaria?
Cogliamo l’occasione per precisare che PI è al 100% dell’editore Andrea De Andreis.
E che Ideadvert ha delle veramente ottime trovate pubblicitarie.
http://www.Onnivora.net Chi tace acconsente
|