Trading System: indice
Cos'è un Trading System
Le tipologie di Trading System
Trading System Trend Following
Trading System Supporti e Resistenze
Trading System Volatility Breakout
L'importanza del Money Management
Il Money Management classico
Costruzione di un Trading System: i principi di base
Costruzione di un Trading System: uno schema logico
Il processo di ottimizzazione
La banca dati
L'uso di un Trading System
Cos'è un Trading System
Ing. Giuseppe Belfiori (IGB Trading System) - redazione@piazzaffari.org
Esempi concreti di Trading System su Piazzaffari sono sull'angolo del trader :
http://www.piazzaffari.org/trader/trader.htm
Per operare sui mercati finanziari è necessario avere una strategia ed una tattica. La strategia ci indica quali asset inserire nel portafoglio (obbligazioni, azioni, derivati) in funzione della propensione al rischio, degli obiettivi temporali e di altri fattori personali. La tattica ci indica come movimentare il portafoglio all'interno dei vincoli posti dalla strategia. Chiunque faccia trading, consapevolmente o inconsapevolmente esegue queste scelte: definisce gli asset come scelta di medio periodo, opera sui mercati finanziari con una tattica conseguendo continuamente scelte di breve periodo.
Un trader vincente è un trader che dispone di una tattica che gli indica quando comperare e quando vendere. Quindi dispone di regole da seguire basate su indicatori, su oscillatori, su analisi fondamentali, su analisi tecnica, su analisi astronomiche, ecc.
Il trader analizza gli input che gli provengono dalle analisi e decide come operare: il Trading System fa esattamente lo stesso. Alimentato dai flussi di prezzi e volumi che provengono dai mercati finanziari, il Trading System prende decisioni tattiche ed indica cosa e quando comperare, cosa e quando vendere.
Il Trading System è l'insieme di regole che il trader adotta per operare su i mercati. Queste regole sono tradotte in modo da poter essere comprese da un calcolatore e poi elaborate in tempo reale. L'operatività che ne consegue è trasmessa dal Trading System al trader a cui non rimane che inoltrare l'ordine all'intermediario. Il trader quindi decide a priori quali regole impostare per operare sui mercati finanziari e poi demanda ad un calcolatore il compito di seguire queste regole e di comunicargli l'operatività.
Il Trading System non decide l'aspetto strategico dell'investimento: il trader rimane responsabile delle decisioni di medio periodo. Il trader decide su quali strumenti finanziari applicare il Trading System, quanto capitale assegnare ai diversi segnali operativi provenienti dal Trading System. Ma il trader non decide più direttamente cosa comperare e quando: questo è il compito del Trading System.
I vantaggi di uno schema decisionale di questo tipo sono diversi:
Viene eliminata la componente emotiva che spesso e volentieri porta ad operare in modo difforme dalle regole che ci si è imposti e che si ritengono valide e che sempre porta ad operare in modo non corretto: il computer è privo di emozioni, elabora e comunica le decisioni operative. L'ingresso e l'uscita dal mercato saranno coerenti e basati su criteri logici.
Viene eliminato lo stress dovuto ad operazioni negative: esiste una sorta di deresponsabilizzazione del trader. La macchina ha sbagliato, non il trader.
La tattica adottata e le decisioni strategiche possono essere testate sul passato per sapere come si sarebbe comportato il portafoglio basato su determinate regole in talune fasi di mercato. Questo permette di conoscere con buona approssimazione quale sarà il rischio della tattica di trading che si adotta, quale sarà la massima perdita consecutiva che dovrà essere sopportata, quale sarà il rendimento atteso, e così via.
E' possibile gestire il rischio di portafoglio in maniera precisa partendo da risultati storici statistici.
Le regole di trading risultano confacenti alle caratteristiche del trader e l'operatività reale viene gestita in modo ottimale.
È possibile acquistare delle tattiche vincenti elaborate da altri trader che le hanno codificate e rese trasmissibili. In questo modo anche chi non ha il fiuto o non ha il tempo di elaborare continuamente le informazioni che provengono dal mercato può operare in modo corretto sui mercati finanziari, potendo delegare le decisioni tattiche ad una macchina.
Le tipologie di Trading system
Ing. Giuseppe Belfiori (IGB Trading System) - redazione@piazzaffari.org
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Le tipologie di trading system, ossia le regole con cui decidere l'operatività, possono essere classificate secondo diversi punti di vista.
1. In quale mercato guadagnare
Da questo punto di vista la suddivisione mira ad evidenziare le caratteristiche del mercato che portano il Trading System a generare profitto e, di contro, quelle che creano invece operazioni perdenti. Le categorie principali sono:
Trend Following
Supporti e Resistenze
Voaltility Breakout
Nei prossimi articoli vedremo il dettaglio di ciascuna di queste categorie
2. Quale Rischio accettare
Valutando la tipologia di rischio insita nel Trading System possiamo considerare due categorie ben distinte:
Intraday
Overnight
Il Trading System Intraday ha come regola imprescindibile quella di chiudere tutte le posizioni aperte prima della chiusura del mercato: non è ammesso che un'operazione si trascini per più giorni. Il rischio intraday, di conseguenza, è limitabile in maniera precisa (ammettendo che gli strumenti su cui si fa trading siano sufficientemente liquidi da scambiare in maniera consistente a tutti i livelli del book).
Il rischio overnight, invece, non è quantificabile a priori: per i 2/3 della giornata non è possibile intervenire sulla posizione aperta. Eventi improvvisi e inattesi che si dovessero verificare nelle ore di chiusura del mercato genererebbero dei salti nei prezzi (gap). I gap espongono l'investitore ad un rischio (di perdita o di guadagno) superiore rispetto ad una strategia che apre e chiude le posizioni nella stessa giornata.
3. Cosa ricercare sul mercato
Un Trading System può basare la sua analisi su diverse teorie di trading. A seconda della teoria che implementa e in base alla quale genera profitto, può essere fatta una classificazione di questo tipo:
Figure grafiche
Condizioni degli oscillatori
Movimenti dei prezzi
Nel primo caso il Trading System baserà il suo set di regole sulla ricerca di particolari configurazioni grafiche (doppio minimo/massimo, triangoli, ecc.), con regole di negoziazione basate sull'analisi chartistica classica.
Nel secondo caso, invece, il modello di analisi del mercato sarà basato sugli oscillatori e prevarrà l'analisi basata sulle condizioni di ipercomperato e ipervenduto oppure sulle divergenze.
Infine, nel terzo caso prospettato, il modello di analisi prescinderà da figure grafiche o condizioni di oscillatori per operare in funzione di condizioni del prezzo: incroci con medie mobili, perforazione al rialzo di massimi o al ribasso di minimi, e così via.
4. Che tipo di analisi svolgere
Un'ultima chiave di lettura dei Trading System prevede la loro suddivisione a seconda della tipologia di dati che elaborano e da cui traggono le informazioni di mercato necessarie per generare i segnali operativi:
Sul singolo strumento
Incrociando diversi strumenti
Incrociando lo stesso strumento su più frame temporali
La maggior parte dei Trading System opera solamente sul grafico dello strumento con cui fa trading, accontentandosi delle informazioni che provengono da quei dati.
Altri trading system, invece, incrociano serie di dati differenti, elaborando in questo modo una quantità maggiore di informazioni, nel tentativo di migliorare la precisione operativa e di garantire maggiori performance dal punto di vista rendimento/rischio.
L'analisi contemporanea di più serie di dati può essere fatta partendo da frame temporali differenti dello stesso strumento, ad esempio utilizzando una serie storica con lunghezza maggiore per decidere il tipo di operazione ed una serie storica con frame temporale più basso per stabilire l'esatto timing sul mercato.
In alternativa è possibile compiere analisi su serie storiche di strumenti differenti, come nella classica analisi intermarket in cui vengono paragonati, barra dopo barra, il mercato obbligazionario e quello azionario e l'operatività è decisa in funzione delle informazioni provenienti da entrambi i mercati.
I Trading System Trend following
22 luglio 2002 11.40
Ing. Giuseppe Belfiori (IGB Trading System) - redazione@piazzaffari.org
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I Trading System della categoria Trend Following sono quelli progettati per guadagnare dai movimenti consistenti degli strumenti finanziari, dalle variazioni significative di prezzo che spostano l'equilibrio dello strumento finanziario più in alto o più in basso.
Il termine stesso, Trend Following, indica proprio questa capacità del modello di analisi di individuare i trend del mercato e di seguirli nel loro svolgersi.
L'obiettivo è quello di prendere la fetta più grande possibile del trend, aprendo le posizioni appena il movimento si manifesta e chiudendole quando il movimento segnala l'esaurimento della spinta rialzista o ribassista.
Dovendo seguire il trend è necessario "vedere" il trend sul mercato, quindi attendere che parte del movimento si sia realizzata: quindi si comprerà in alto per rivendere ancora più in alto, si venderà in basso per ricomperare poi ancora più i basso.
I mercati finanziari trascorrono la maggior parte del loro tempo in fasi di laterale (circa il 70 – 75% del tempo complessivo): questo comporta che i Trading System Trend Following generino i loro profitti in archi temporali brevi, con operazioni molto profittevoli. Ma questa asimmetria tra la durata dei periodi laterali e quella dei periodi di trend comporta in genere l'accumulazione di numerose piccole perdite da parte dei Trading System Trend Following.
Complessivamente, quindi, il rapporto tra operazioni vincenti e perdenti sarà a favore delle seconde: tuttavia la perdita media sarà molto inferiore al guadagno medio di ciascuna operazione in modo da rendere la somma complessiva di profitti e perdite ampiamente positiva.
I Trading System Trend Following vengono in genere costruiti con diversi meccanismi per filtrare i mercati laterali: questo permette di ridurre notevolmente la serie di perdite consecutive e quindi ridurre il rischio associato al metodo di trading. D'altra parte queste regole tendono a ritardare l'ingresso sul mercato anche quando partono i trend: dovranno quindi essere bilanciati in modo corretto i benefici e gli aspetti negativi di questi filtri.
Questa tipologia di sistemi automatici per il trading è la più diffusa perché si avvicina alla psicologia della maggior parte dei trader il cui obiettivo e la cui volontà è di guadagnare quando si manifestano sul mercato i trend di maggiore respiro. è la più diffusa nonostante sia molto difficile da seguire poiché il numero elevato di perdite consecutive e l'incapacità di generare profitto per lunghi periodi di tempo portano a perdere fiducia nel sistema e ad accumulare stress. E questi due elementi comportano in genere da parte del trader la decisione di non seguire più il sistema: perdendo di conseguenza le operazioni vincenti che seguono alle serie negative.
L'errore che si commette con più frequenza nell'utilizzo di sistemi automatici di questo tipo è quello di seguirli in modo discrezionale: interrompendo la ripetizione delle operazioni dopo un certo numero di operazioni negative e riprendendo ad operare dopo un'operazione vincente . Il risultato complessivo è quello di eseguire la maggior parte delle operazioni perdenti e di non eseguire quasi tutte quelle vincenti ossia esaurimento del capitale e fallimento del trader, ma non per colpa del sistema automatico, piuttosto per l'incapacità da parte del trader di seguire il sistema.
Quindi quando si decide di operare con un Trading System di questa categoria è necessario avere bene presente i suoi meccanismi, i tipi di mercato nei quali può generare profitto e i limiti dal punto di vista di operazioni sbagliate e perdite consecutive.
In realtà e più in generale, è necessario sempre avere presente che un sistema automatico è capace di generare profitto solo in certe fasi di mercato mentre in altre può solo difendersi, cercando di limitare le perdite: i Trend Following guadagnano molto in poco tempo e perdono
I Trading System Supporti e Resistenze
22 luglio 2002 11.56
Ing. Giuseppe Belfiori (IGB Trading System) - redazione@piazzaffari.org
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Questa seconda tipologia di Trading System (dopo i sistemi Trend Following, visti nel precedente articolo) è concepita per generare guadagno nelle fasi di mercato laterale, quando i prezzi si muovono in un canale ben definito rimbalzando continuamente tra supporti e resistenze.
Il Trading System dovrà essere costruito su di un modello in grado di rilevare correttamente i livelli di minimo (supporto) e massimo (resistenza), graficamente, tramite l'impiego di teorie quali quella di Fibonacci o per mezzo di oscillatori. Questi ultimi vengono impiegati seguendo la metodologia classica: acquistare in ipervenduto e vendere in ipercomperato.
Le operazioni avranno respiro modesto rispetto a quanto di norma fatto dai sistemi Trend Following, avendo a disposizione la sola corsa concessa dal canale di oscillazione. Tuttavia il numero di operazioni vincenti sarà di norma elevato portando a generare il profitto con tante piccole operazioni vincenti.
Questo è uno degli aspetti di forza del sistema: un rapporto favorevole tra operazioni vincenti e operazioni in perdita. Inoltre l'accumulo dei guadagni avviene quando la maggior parte degli investitori soffre perdite a causa della mancanza di trend.
La logica che porta a guadagnare per movimenti di mercato all'interno di un canale definito suggerisce l'adozione di segnali di tipo stop and reverse (qualora sia possibile operare in short) e comunque l'impiego di take profit. La corretta analisi e definizione dei livelli del canale porta a definire i punti di svolta del mercato e quindi ad individuare i valori su cui è conveniente aprire e chiudere una posizione, prendendo profitto. L'adozione del take profit è invece poco efficace, in genere, nei sistemi trend following dove è preferibile un trailing stop che segua il trend senza interromperlo, pronto però a cogliere l'inversione del mercato.
La continua ricerca di inversioni del trend, efficace in periodi di laterale, si dimostra fallace quando partono trend robusti sul mercato. In queste fasi i sistemi Supporti e Resistenze vanno incontro a continue perdite cercando sempre di porsi contro il mercato. È importane allora, costruire un sistema che abbia un oculata gestione delle posizioni, che limiti fortemente le perdite con stop stretti.
L'obiettivo di questa tipologia di Trading System è quello di vendere sui massimi e comperare sui minimi. Quindi se una posizione comincia a mostrare una perdita è un segnale che il livello di supporto o resistenza impiegato non era corretto. Pertanto è ragionevole chiudere la posizione con una piccola perdita ed evitare che la partenza o la continuazione di un trend portino in poche barre ad avere perdite consistenti.
Per evitare la continua ripetizione di operazioni sbagliate in fase di trend è altresì efficace l'adozione di indicatori di trend (come ad esempio l'ADX) che cerchino di limitare l'operatività nelle fasi di mercato avverse a questi sistemi. L'adozione di un filtro di questo tipo, tuttavia, dovrà essere tale da non compromettere eccessivamente l'operatività in mercati laterali.
Da un punto di vista della gestione dell'operatività, questi sistemi sono molto facili da seguire quando il mercato rimane in laterale: si vende in alto e si compera in basso. Ma quando si instaura sul mercato una fase di trend prolungata che porta a forti guadagni in breve tempo, diviene difficile sopportare perdite o, al meglio, non riuscire a generare profitto.
Un ottimo testo che propone diversi approcci all'operatività basata sulla ricerca dei livelli di supporto (minimo) e di resistenza (massimo) è quello di Thomas DeMark, "New Market Timing Techniques". All'interno del testo è descritto, tra gli altri, il suo sistema sequential che propone un originale approccio per l'individuazione dei punti di svolta del mercato.
Trading System Volatility Breakout
22 luglio 2002 12.11
Ing. Giuseppe Belfiori (IGB Trading System) - redazione@piazzaffari.org
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La terza ed ultima categoria di Trading System che presentiamo è denominata Volatility Breakout. Questi sistemi sono concepiti per guadagnare su improvvisi aumenti della volatilità che generano strappi repentini nei prezzi.
Le condizioni sono fondamentalmente due: l'esistenza di un breakout (quindi, in genere, l'uscita da un canale di trading range) e l'espansione, l'aumento della volatilità.
I sistemi di questo tipo, quindi, dovranno monitorare sia la volatilità presente sul mercato sia i movimenti dei prezzi: la conseguenza di questa duplice richiesta è la scarsa operatività dei sistemi, che possono rimanere al di fuori del mercato per lungo tempo, specialmente quando la volatilità si abbassa e tutti i movimenti di mercato avvengono lentamente. Per ovviare a questo inconveniente si preferisce, di norma, utilizzare questi sistemi su grafici costruiti con frame temporali corti.
La durata delle operazioni è in genere contenuta e il profitto viene realizzato sullo strappo del prezzo a prescindere che a questo movimento iniziale posa seguire un trend o meno. In conseguenza di ciò si opera a basso rischio con alto numero di operazioni vincenti e basso profitto per ciascun trade.
Di controverso l'idea di prendere profitto rapidamente sui movimenti esplosivi del mercato porta a perdere qualsiasi tipo di trend prolungato e quindi mancare i grossi profitti.
Questo tipo di operatività è sicuramente la più coinvolgente ed eccitante, i guadagni sono rapidi ed associati ad operazioni speculative di breve termine: la gestione operativa è quindi abbastanza facile. Psicologicamente è al contrario difficile sostenere i periodi di inoperatività associati alle fasi di trading range a bassa volatilità o l'incapacità di guadagnare in modo marcato durante i trend robusti.
Lo schema dei segnali di uscita è basato essenzialmente su di uno stop loss ed un take profit o in alternativa un trailing stop la cui distanza dal mercato deve essere molto piccola in modo da cogliere in pieno il movimento dovuto all'innalzamento della volatilità. Inoltre sono spesso impiegati segnali di uscita a tempo regolati su di un numero di barre (ad esempio su un movimento che comincia durante una giornata mantenere la posizione sino al mattino dopo per cogliere sia il movimento intraday sia quello overnight).
La ricerca di esplosioni della volatilità è spesso associata a notizie o eventi particolari che turbano in modo significativo l'equilibrio del mercato: il sistema dovrà essere costruito in modo da cogliere quanto prima questi avvenimenti e sfruttarli al meglio. La rapidità delle operazioni è un buon metodo di trading che contiene il rischio ma per essere profittevole implica un sistema particolarmente sensibile. Tra le tre categorie di sistemi visti (Trend Following, Supporti e Resistenze e quest'ultimo), i Volatility Breakout risultano in genere i più difficili da costruire e mettere a punto in modo da garantire una continua e stabile operatività nel tempo. È infatti necessario che il sistema sia in grado di rilevare prontamente le variazioni significative della volatilità del mercato evitando al contempo di cadere in una iperattività contrassegnata da un numero notevole di falsi segnali. Il guadagno nelle operazioni vincenti è infatti limitato e deve quindi essere attivo un sistema di money management molto accurato ed efficace.
Questi Trading System sono particolarmente adatti per l'operatività intraday (chiusura delle operazioni nella stessa seduta di borsa in cui sono state aperte) o per l'operatività overnight su grafico intraday (15 – 30 minuti). Frame temporali così brevi esaltano infatti le qualità speculative di questi metodi di trading.
Un buon testo che approfondisce questa tipologia di sistemi è "The compleat Day Trader" di Jake Bernstein
Il prossimo articolo sarà dedicato al money management, alla sua importanza ed ai sistemi per implementarlo.
L'importanza del Money Management
22 luglio 2002 17.52
Ing. Giuseppe Belfiori (IGB Trading System) - redazione@piazzaffari.org
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Con il termine Money Management si intende l'insieme delle decisioni che sono finalizzate all'allocazione del capitale, alla sua gestione e alla sua protezione. Abbiamo quindi tre piani decisionali che devono essere esaminati
Parlando di allocazione del capitale intendiamo tutte quelle decisioni che riguardano la determinazione del capitale da assegnare ad una determinata categoria di strumenti finanziari: pronti contro termine, obbligazionari, azionari o derivati. A seconda della propensione al rischio che lo caratterizza, ciascun investitore sceglierà differenti tipologie di investimento e allocherà su ciascuna di esse un determinato capitale.
In questa decisione rientrano fattori personali quali l'ammontare del capitale che si vuole investire, le prospettive di reddito futuro, la situazione finanziaria generale, il tempo che si vuole concedere all'investimento per generare utile, la situazione dei mercati e così via.
Il capitale allocato su una categoria di strumenti finanziari dovrà poi essere gestito, investito secondo una o più strategie di investimento. Si può andare dalla delega ad un fondo il cui mandato sia congruente con le decisioni prese a livello di allocazione all'impiego di strumenti di analisi fondamentale, dal trading on line "a naso" all'impiego di Trading System.
In questi articoli ci stiamo occupando dei Trading System e quindi focalizzeremo l'attenzione sulla gestione del capitale attraverso questi strumenti di investimento. I vantaggi dei Trading System sono già stati illustrati nei precedenti articoli. In questa sede sottolineiamo ancora una volta la capacità dei Trading System di offrire dei metodi operativi, delle strategie chiare che possono essere perseguite nel tempo e che permettono una gestione efficiente e profittevole dei capitali.
La riduzione del rischio, obiettivo che è sempre bene tenere a mente poiché l'investimento non è un gioco d'azzardo ma una scienza basata sulle variabili rendimento e rischio, può essere ottenuta sia scegliendo dei Trading System ossia delle strategie di investimento prudenti, sia applicando il principio della differenziazione.
Introduciamo quindi un ulteriore vantaggio offerto dai sistemi automatici di investimento: la possibilità di perseguire contemporaneamente molteplici strategie sugli stessi titoli. L'operatività manuale, di contro, non permette in genere l'adozione di differenti strategie sia per il tempo limitato che il trader ha a disposizione per prendere le decisioni sia perché lo stesso individuo difficilmente riesce ad operare secondo modelli logici differenti che, a volte, possono essere in contrasto tra di loro.
Differenziare può voler dire aumentare i titoli su cui fare trading, cambiando mercato, ad esempio, oppure settore. Tuttavia la globalizzazione dei mercati mondiali sta spingendo verso un incremento della correlazione tra le diverse piazze finanziarie, in particolare tra quelle della stessa area geografica. I mercati europei, tranne rare eccezioni, tendono a muoversi in maniera sincrona pertanto operare in Italia, Francia, Germania o altrove in Europa non offre più grandi vantaggi di riduzione del rischio.
La differenziazione può allora essere ottenuta in modo diverso grazie al contemporaneo utilizzo di più metodologie di investimento, di più Trading System. Questi dovranno essere basati su principi diversi, con caratteristiche proprie di aggressività sul mercato e di rischio differenti. Un buon mix di Trading System permette di gestire in modo particolarmente efficiente il capitale allocato e tende a massimizzare il rapporto rendimento/rischio vero indicatore della bontà di ciascun investimento.
Da un punto di vista logico differenti strategie possono essere considerate come differenti Trading System da utilizzare contemporaneamente; da un punto di vista pratico, tuttavia, è possibile avere differenti Trading System così come è possibile riunire differenti strategie all'interno di uno stesso Trading System ed operare formalmente con un solo Trading System che raccoglie ed implementa le diverse strategie.
Su questo piano dovrà essere deciso, quindi, quali strategie di investimento adottare e di conseguenza come suddividere il capitale allocato tra i diversi Trading System. I differenti Trading System dovranno poi essere applicati ad una lista predefinita di titoli: in funzione del numero dei titoli, del numero dei Trading System e del rapporto titoli max in portafoglio/titoli monitorati in grado di generare il miglior rendimento per ciascun Trading System (dato che può essere ricavato da studi su banche dati) dovrà essere deciso il capitale da assegnare a ciascuna operazione.
Un ultimo aspetto del Money Management riguarda la gestione delle posizioni aperte: come difendere il capitale effettivamente investito sui mercati finanziari, quando chiudere una posizione in perdita e quando prendere profitto. Queste tecniche devono essere implementate all'interno del Trading System e fare parte integrante della strategia di investimento.
Vedremo nel prossimo articolo i dettagli di queste tecniche e i principi più comuni che guidano queste decisioni.
Il Money Management classico
22 luglio 2002 19.04
Ing. Giuseppe Belfiori (IGB Trading System) - redazione@piazzaffari.org
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Nel precedente articolo abbiamo visto i diversi aspetti legati al Money Management: ci soffermiamo ora sui temi legati al Money Management all'interno dei Trading System.
Costruendo una strategia di investimento, sia essa implementata manualmente sia essa automatizzata e delegata ad un calcolatore, è fondamentale avere chiaro i meccanismi con cui chiudere una posizione, long o short.
Durante lo studio dei mercati l'analista o il trader tendono ad individuare i meccanismi di ingresso sul mercato, basati su oscillatori, su pattern, su indicatori o su qualsiasi altra cosa. È naturale prima pensare a come aprire una posizione e poi pensare a come chiuderla. Tuttavia è sicuramente più importante integrare nella strategia delle condizioni efficaci di uscita piuttosto che dei buoni segnali di ingresso (che sono comunque necessari).
L'insieme dei segnali di chiusura di una posizione sono la faccia del Money Management presente all'interno dei Trading System. Gestire il guadagno o la perdita di una posizione aperta in modo corretto è essenziale per preservare il capitale nelle operazioni errate e massimizzare la resa delle operazioni vincenti.
I segnali classici del Money Management nei Trading System sono cinque:
Stop Loss
Breakeven Stop
Trailing Stop
Take Profit
Shock Protection
Lo Stop Loss è quel segnale che limita la perdita massima associata a ciascun trade. L'entità di questa perdita può essere fissata in diversi modi:
% fissa
% legata alla volatilità del titolo
punti fissi
Si impiega la % fissa quando non si vuole ammettere in nessun caso una perdita superiore ad un dato ammontare (in % sul capitale investito), indipendentemente dal titolo negoziato e quando si è convinti che raggiunta una perdita pari al valore prefissato, il segnale di ingresso sia da ritenersi invalidato e pertanto non sussistano più le ragioni che hanno spinto ad aprire la posizione.
Si impiega la % legata alla volatilità del titolo (magari ancorando il valore dello stop all'Average True Range del titolo) quando si vuole considerare la caratteristica intrinseca dei diversi strumenti azionari che possono percorrere lo stesso cammino con ampiezza delle onde (e quindi volatilità) decisamente diversa.
Si impiega un ammontare fisso quando si opera con strumenti future. Infatti questi strumenti portano a guadagnare o perdere non in ragione del movimento % realizzato quanto piuttosto in funzione del numero di punti incamerati o lasciati sul mercato. Perdere 1.000 punti per un ingresso errato a 50.000 piuttosto che a 25.000 è la stessa cosa da un punto di vista monetario: in entrambi i casi sono stati bruciati 5.000 euro per contratto (i dati espressi si riferiscono al Fib 30). Nel primo caso con un movimento del 2% nel secondo con un movimento del 4% dello strumento trattato.
Il Breakeven Stop è quel segnale che permette di chiudere una posizione in pareggio una volta raggiunto un determinato profitto. Il trigger da regolare è il guadagno che attiva il segnale. Il procedimento per la sua determinazione ricalca quanto visto per lo stop loss con i metodi a % fissa, % variabile e punti fissi. Attivare presto il segnale significa cautelarsi maggiormente da inversioni del mercato ma rischiare di chiudere in anticipo un trade profittevole. Al contrario attendere troppo per l'attivazione di questo segnale può portare una operazione favorevole che ha generato un bel guadagno virtuale a trasformarsi in una operazione che genera perdita reale!
L'evoluzione naturale dei due segnali precedenti è il Trailing Stop: qualora l'operazione si riveli profittevole e il guadagno continui ad incrementarsi è necessario cominciare ad assicurarne parte di esso, in modo che qualsiasi inversione del mercato (eccezion fatta per gap nell'overnight) non ci eroda l'intero guadagno virtuale accumulato.
In questa tipologia di segnale è necessario stabilire due livelli (ancora una volta secondo le metodologie esposte): il livello a cui attivare il segnale e il livello a cui porre la chiusura della posizione. Per il primo livello dovremmo scegliere un valore di guadagno superiore rispetto al breakeven stop, mentre per il secondo livello è necessario decidere quanto del guadagno virtuale accumulato siamo disposti a cedere al mercato. Se siamo disposti a cedere poco del guadagno accumulato rischiamo di andare incontro ad una uscita anticipata alla prima correzione del mercato; di contro mantenere il trailing stop eccessivamente lontano dai massimi (o minimi) raggiunti porta a vedere vanificato gran parte del guadagno accumulato.
Sarà una valutazione della strategia nel suo complesso e delle caratteristiche del trader ad indicare quali valori adottare per questi settaggi.
Il quarto caposaldo del Money Management nei Trading System è il Take Profit. Questo segnale indica la chiusura della posizione raggiunto un determinato profitto, stabilito con le metodologie indicate. A differenza del Trailing Stop che non preclude la corsa dei prezzi, questo segnale pone un traguardo massimo al guadagno che può essere accumulato. Pertanto sarà un segnale particolarmente efficace per quelle operazioni che nascono in trading range ove lo spazio a disposizione per i movimenti di prezzo appare limitato. Meno efficace rispetto all'impiego del Trailing Stop sarà l'adozione del Take Profit nei grossi trend la cui entità è difficilmente quantificabile a priori.
L'ultimo segnale che vediamo, lo Shock Protection, è legato ad avvenimenti esterni che possono provocare shock sul mercato. Lo scopo di questo segnale è di proteggere la posizione aperta qualora il mercato imbocchi improvvisamente ed inaspettatamente una direzione opposta a quella desiderata, con forte incremento della volatilità. Prima che possa intervenire qualsiasi altro segnale chiudiamo la posizione grazie all'intervento di questo meccanismo che prevede una escursione massima avversa tra due barre pari ad un valore prefissato.
Nel prossimo articolo, in uscita a settembre, cominceremo ad affrontare i principi di base che regolano la costruzione di un Trading System.
Buone vacanze a tutti e arrivederci a settembre.
Costruzione di un Trading System: i principi di base
16 settembre 2002 12.24
Ing. Giuseppe Belfiori (IGB Trading System) - redazione@piazzaffari.org
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Operare sui mercati finanziari utilizzando le indicazioni fornite da un Trading System può essere estremamente profittevole ma ciò non toglie che i rischi associati agli investimenti in strumenti finanziari rimangano. Per limitare la componente rischio ed avere le maggiori probabilità di successo è necessario che il Trading System sia costruito in modo tale da rispettare cinque regole.
La prima regola, che può sembrare banale ma non lo è, dice che il Trading System deve essere profittevole.
Se un Trading System è profittevole, allora il suo Average Net Profit (di seguito ANP) è maggiore di zero, ossia il profitto medio per operazione è superiore a zero. Quindi le operazioni in guadagno generano un profitto superiore alla perdita imputabile alle operazioni chiuse negativamente.
Ma ciò non basta: l'ANP deve essere sufficientemente positivo per coprire anche i costi di transazione dovuti alle commissioni e allo slippage (ciò è particolarmente vero per quei sistemi che operano intraday, sui future, con un'operatività molto spinta).
Infine l'ANP, depurato dai costi suddetti, deve essere ancora sufficientemente ampio per ripagare del rischio associato al trading, garantire performance positive anche in fasi di mercato meno favorevoli, in scenari ostili, ed infine minimizzare il rischio di rovina ossia la probabilità di esaurire il capitale a disposizione, la materia prima, ritrovandosi così nell'impossibilità di proseguire il trading. Quest'ultimo rischio è infatti inversamente proporzionale all'ammontare dell'ANP. Maggiore è l'ANP minore è il rischio di rovina.
La seconda regola alla base di un buon Trading System è la semplicità. Un Trading System deve essere basato su poche regole di trading. Un modello di analisi semplice risulta in generale più efficace e robusto e sicuramente più stabile nel tempo. La capacità di generare profitti in modo costante su banche dati con un modello semplice fornisce maggiori garanzie sulla capacità di protrarre i guadagni nel futuro, che è il vero obiettivo di un Trading System. L'impiego di modelli complessi, basati su molte regole e con un numero elevato di variabili che possono essere modificate per regolare il comportamento del sistema porta spesso ad una sovra-ottimizzazione: ottime performance sul passato, pessime performance sul futuro. Inoltre l'impiego di un numero elevato di regole porta a contraddizioni, sovrapposizioni, diminuzione dell'operatività e del profitto. Lo studio su banca dati diviene inoltre tanto più complesso e bisognoso di dati storici estesi quanto maggiore è la complessità ed il numero di regole del Trading System.
La terza regola ci dice che un Trading System deve essere robusto.
La robustezza è misurata dalla capacita del Trading System di generare profitto e mantenere un comportamento uniforme in condizioni differenti rispetto a quelle di test. Le condizioni differenti sono generate sia da diversi dati sia da settaggi differenti dei parametri di regolazione. Per variazioni contenute delle condizioni di test si devono avere variazioni contenute dei risultati. È importante ricercare sistemi stabili e robusti che garantiscano una maggiore continuità delle performance piuttosto che chimere con performance strabilianti su banche dati, sul passato, ma del tutto incapaci di affrontare condizioni di mercato differenti. Non dimentichiamoci mai che il mercato futuro sarà certamente diverso da quello passato.
La quarta regola per la costruzione di un buon Trading System ci indica la necessità di gestire in modo appropriato il rischio.
La gestione del rischio si esplica in buoni segnali di uscita in grado di tagliare subito le perdite e lasciar correre i profitti. Inoltre è necessario applicare il sistema in modo coerente con l'ammontare del conto a disposizione. È molto importante difendere il capitale a disposizione.
La quinta ed ultima regola impone che il Trading System sia completamente meccanico.
Solo in queste condizioni hanno senso i test e le verifiche su banche dati, gli studi del comportamento del sistema in condizioni diverse. Inoltre i vantaggi dell'operatività basata su sistemi automatici possono esplicarsi solo delegando interamente l'operatività al Trading System senza alcun intervento, senza alcuna correzione umana.
Costruzione di un Trading System: uno schema logico
30 settembre 2002 11.11
Ing. Giuseppe Belfiori (IGB Trading System) - redazione@piazzaffari.org
Esempi concreti di Trading System su Piazzaffari sono sull'angolo del trader :
http://www.piazzaffari.org/trader/trader.htm
Il processo di costruzione di un Trading System segue un percorso logico. L'obiettivo di questo articolo è quello di schematizzare questo percorso indicandone i punti principali. Alcuni step di questo processo si basano sull'utilizzo di strumenti grafici di analisi: nei nostri esempi citeremo gli strumenti offerti dal software Tradestation ma ciò non toglie nulla
alla generalità dei concetti.
Il punto di partenza per lo sviluppo di qualsiasi Trading System è l'analisi del mercato su cui il sistema opererà. Chi costruisce il Trading System deve conoscere a fondo il mercato, le sue regole le componenti che lo influenzano, gli attori dominanti. È inoltre opportuno documentarsi sullo stato dell'arte, sulle idee che sono già state provate su quel mercato e i risultati ottenuti in modo da partire il più avanti possibile, nani sulle spalle di giganti. Inoltre è necessario avere ben chiaro quali obiettivi si vogliono raggiungere con il Trading System: quale livello di rischio è da considerare accettabile, quali performance sono attese, quante operazioni vogliamo eseguire, qual è la massima perdita per operazione che siamo disposti a tollerare e così via.
Con il bagaglio di conoscenze acquisito dallo studio del mercato è necessario generare un'idea di trading, un modello che sarà l'embrione del Trading System. Lo sviluppo di questa idea dovrà portarci fino alla creazione di una efficace strategia di trading. Questa idea iniziale deve essere subito verificata. È inutile portare avanti un'idea che si nostra infondata, prima di qualsiasi efficacia sul mercato.
La prima verifica da fare è di tipo grafico, basata su strumenti quali lo Show Me o il Paint Bar e lo scopo è quello di giudicare "a occhio" se il modello basato sull'idea iniziale è capace oppure no di interpretare il mercato. Se l'idea sembra buona procediamo oltre. Verifichiamo il comportamento del nostro modello immaginando di uscire sempre dopo un numero fisso di barre. In questo modo possiamo conoscere da un punto di vista quantitativo quante volte siamo dalla parte giusta del mercato, almeno nel breve periodo.
Soddisfatti di queste verifiche preliminari è necessario pensare a costruire i segnali di uscita, di gestione della posizione. Spesso la componente di uscita dal mercato è più importante rispetto alla componente di ingresso (viene anche teorizzato da alcuni che con buoni segnali di uscita l'ingresso sul mercato può essere reso casuale!). L'obiettivo principale dei segnali di uscita è quello di massimizzare il profitto generabile dal modello di interpretazione del mercato e di mantenersi coerente con questo.
Ogni segnale che decidiamo di usare deve essere testato, sia singolarmente sia nella strategia completa e deve essere verificato che il suo comportamento sia aderente agli obiettivi posti e al buon funzionamento del
Trading System. I test effettuati sinora non devono essere particolarmente approfonditi o estesi per evitare tempi di sviluppo inaccettabili. Test più completi li eseguiremo nella parte finale dello sviluppo.
Completata la fase di studio dei segnali di uscita possiamo migliorare ulteriormente il nostro Trading System applicando dei filtri sul segnale di ingresso, ossia riducendo l'operatività cercando di eliminare quante più operazioni negative possibili senza intaccare eccessivamente la redditività complessiva. Anche questa fase deve essere accompagnata da una serie di test che studi sia il comportamento di ciascuno dei filtri applicati sia il comportamento di tutti i filtri insieme. Test che necessariamente saranno ridotti per non perdere troppo tempo.
Quando questo processo di sviluppo, che avrà richiesto molteplici tentativi e svariate correzioni, avrà dato un esito complessivo positivo, allora sarà giunto il momento di approfondire i test e verificare in dettaglio, attraverso il processo di ottimizzazione e l'uso di banche dati reali e virtuali, quali sono i punti di forza della strategia, quali i mercati che
generano le perdite, quale livello di rischio è ragionevole attendersi dal tipo di operatività proposto e così via. Se le verifiche approfondite confermano le aspettative riguardo il Trading System e l'operatività complessiva risponde agli obiettivi fissati, lo sviluppo del Trading System può considerarsi concluso.
Prima di impiegare il Trading System, giunto ormai al pieno sviluppo, è consigliabile tuttavia una stagionatura. Applicare il Trading System in real time e verificare l'operatività, astenendosi dal replicare le operazioni, verificando che tutti i parametri di comportamento previsti si mantengano costanti. Naturalmente questo periodo non può essere eccessivamente lungo altrimenti dall'idea di trading alla sua applicazione passerebbe un tempo inaccettabile, ma non va nemmeno ridotto eccessivamente perché solo le risposte che provengono dall'applicazione day by day del Trading System possono confermare o meno i dati desunti dalle simulazioni.
La durata di questa fase va calibrata caso per caso in funzione del tipo di grafico adottato, della quantità di dati impiegata per i test, del numero di strumenti su cui opera il Trading System e così via.
Nei prossimi due articoli approfondiremo il processo di ottimizzazione e l'utilizzo di banche dati, due argomenti molto importanti per verificare a priori, senza rischiare nulla, il comportamento del Trading System.
Il processo di ottimizzazione
9 ottobre 2002 12.30
Ing. Giuseppe Belfiori (IGB Trading System) - redazione@piazzaffari.org
Esempi concreti di Trading System su Piazzaffari sono sull'angolo del trader :
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l processo di ottimizzazione consiste nella variazione degli input del Trading System (l'input è un parametro modificabile del modello di analisi come, ad esempio, la lunghezza di una media mobile) e nella verifica della conseguente variazione delle performance. I software presenti sul mercato (Tradestation e Metastock e altri) eseguono questa operazione in automatico. È sufficiente indicare loro quale valore iniziale assegnare all'input, quale valore finale e con che passo muoversi in questo intervallo. È possibile eseguire test modificando contemporaneamente più parametri. È da tenere presente, a questo proposito, che il numero totale di test da effettuare è dato dal prodotto dei test di ciascun parametro. Pertanto è necessario verificare che il numero di test e di conseguenza il tempo di esecuzione rimangano entro livelli accettabili.
Lo scopo per cui si esegue il processo di ottimizzazione è quello di verificare la capacità del Trading System nel generare profitto in condizioni differenti da quelle di progetto.
Spesso, purtroppo, questa metodica viene impiegata per trasformare un Trading System di modesta se non scarsa qualità in una macchina da soldi: naturalmente soldi virtuali perché ottenuti su banche dati, sul passato. L'errore è quello di movimentare i parametri del Trading System fino a trovare la migliore combinazione in termini di Net Profit ed illudersi che ciò significhi poter replicare gli stessi guadagni nel futuro. Niente di più falso e pericoloso. Questa operazione si chiama curve fitting, sovraottimizzazione: il modello di analisi viene adattato ai dati passati in maniera esasperata. E i report sembrano davvero confortanti. Ma non appena i parametri vengono leggermente modificati si assiste al crollo delle performance che da positive spesso divengono negative. Il pericolo è dovuto al fatto che anche se noi continueremo a utilizzare il Trading System con i parametri apparentemente ottimi ciò che cambierà (e per noi sarà impossibile prevedere come) saranno i dati del mercato su cui il modello farà le sue analisi. Il risultato del cambiamento dei dati sarà equivalente al risultato prodotto dal cambiamento dei parametri: ed il fatto che il nostro Trading System mostri fortissime oscillazioni delle performance a fronte di piccole variazioni dei parametri provocherà le stesse oscillazioni anche con i dati futuri che saranno certamente almeno un poco differenti da quelli passati e andranno sempre più modificandosi con il passare del tempo, il cambio della volatilità, della direzionalità, la modifica di regole di mercato, l'entrata di nuovi attori, le migliorie tecnologiche e così via.
Il processo di ottimizzazione, quindi, non deve avere lo scopo di trovare la migliore combinazione di parametri che sarebbe stata utile in passato, ma di verificare la stabilità del Trading System e la sua robustezza. Un buon Trading System deve essere capace di generare performance comparabili in condizioni di messa a punto differenti, impiegando valori dei parametri diversi. A piccole variazioni dei parametri devono corrispondere piccole variazioni delle performance. Meglio ancora: a variazioni significative dei parametri devono corrispondere variazioni contenute delle performance.
In quest'ottica è bene rendere modificabili tutti i parametri del Trading System in modo da poter verificare la stabilità di tutte le componenti. Per esempio potremmo scrivere un Trading System basato sulle medie mobili e utilizzare un valore di lunghezza della media fisso a 14 barre. Quindi questo valore non rientrerebbe nel processo di ottimizzazione. Questo non ci permetterebbe di verificare che se invece di 14 adottassimo un valore di 12 o di 16 i risultati sarebbero comunque confrontabili.
È giusto che chi scrive un Trading System abbia la sensibilità per scegliere dei valori di default sensati ma è un'ottima metodologia quella di permette a tutte le leve del Trading System di esplicitare la loro influenza sul comportamento del Trading System stesso.
Nella realtà dei fatti il Trading System opererà con i parametri bloccati ma su serie di dati differenti da quella o quelle utilizzate per la messa a punto. Serie di dati che nessuno può conoscere nel loro svolgimento. Per questo motivo è necessario garantire innanzitutto la stabilità e la robustezza delle performance sul lungo periodo, scegliendo quei modelli e quei parametri che garantiscano la massima durata delle performance a scapito del valore assoluto sul passato.
In quest'ottica è interessante anche eseguire il processo di ottimizzazione su serie storiche differenti e verificare se la stabilità trovata su una serie coincide oppure no con i dati desunti su serie differenti. Trovare gli stessi valori stabili per gli input su serie differenti è indice della robustezza del Trading System e della sua capacità di affrontare in modo profittevole i futuri trades.
È altrettanto errato pensare di utilizzare il processo di ottimizzazione per cercare sempre il picco di performance adeguando man mano che passa il tempo i valori degli input. Questo processo, infatti, al di là di non permettere alcuna valutazione sulle possibili performance del sistema, poiché si opera sempre in condizioni di sovraottimizzazione, tende ad inseguire il mercato arrivando però sempre in ritardo potendosi basare solo su dati passati e non conoscendo quelli futuri.
Nel prossimo articolo approfondiremo i concetti relativi all'uso delle banche dati e accenneremo a metodologie per costruire possibili scenari futuri.
La banca dati
20 novembre 2002 10.51
Ing. Giuseppe Belfiori (IGB Trading System) - redazione@piazzaffari.org
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In questo articolo illustreremo il metodo classico di utilizzo di una banca dati per il processo di ottimizzazione e di verifica di un Trading System.
Accenneremo infine ad una metodologia innovativa che permette di generare banche dati virtuali e di avere quindi a disposizione quantità di dati molto superiori.
Lo sviluppo di un Trading System comporta diversi test su banche dati che si riferiscono al passato. Per poter verificare la bontà della strategia è utile procedere alla suddivisione dei dati in possesso in tre parti. Per ciascuno strumento finanziario, se i dati a disposizione lo consentono, è utile individuare una porzione della banca dati da dedicare ad un back test, una porzione da dedicare alla messa a punto ed una porzione da dedicare al forward test, secondo questo schema di massima:
Back test = 15 % dei dati
Studio del Trading System, Ottimizzazione, prove varie = 60 % dei dati
Forward Test = 25 % dei dati.
Con quantità di dati insufficiente è possibile considerare solamente una suddivisione in due parti di questo tipo:
Studio del Trading System, Ottimizzazione, prove varie = 70 % dei dati Forward Test 30 % dei dati
Separare i dati ed impiegare solo parte di quelli a disposizione per le verifiche e la messa a punto di ciascuna strategia, permette una prima verifica sulla robustezza e sulla continuità di performance del sistema. Probabilmente i risultati che il Trading System genererà sulla parte di banca dati non impiegata nelle fasi di costruzione non saranno equivalenti a quelli ottenuti dopo il lavoro di ottimizzazione ma dovranno essere ad essi comparabili. Forti variazioni delle performance portano a pensare che il sistema sia stato sovraottimizzato e che quindi sia in grado di operare in modo profittevole solo sui dati con i quali è stato costruito. Bisogna tenere comunque conto anche delle caratteristiche di fondo di ciascuna porzione della banca dati. Se infatti i dati utilizzati per i test si riferiscono ad un periodo di trend marcato e continuo mentre gli altri due periodi sono relativi ad un mercato laterale, allora differenze nel comportamento della strategia sono da imputarsi anche a questa discrepanza nelle caratteristiche dei dati.
La situazione ideale è quella che permette l'individuazione della porzione centrale dei dati in un periodo di mercato senza un trend primario ma con ampie oscillazioni in crescita ed in diminuzione, periodi di laterale a bassa volatilità e valori dello strumento confrontabili all'inizio e alla fine del periodo; comportamento similare nei periodi precedente e posteriore a quello di messa a punto. Praticamente una situazione irrealizzabile, specialmente quando vengono costruite strategie di investimento per particolari strumenti finanziari il cui comportamento è unico (derivati finanziari o sulle materie prime, ad esempio).
Per ovviare al problema della mancanza di dati e della differenza di comportamento degli strumenti finanziari nel corso del tempo (dovuta sia alla presenza di trend e volatilità differente sia alla variazione delle regole di mercato e/o della tecnologia e dei mezzi di transazione) è possibile utilizzare uno strumento statistico estremamente efficace: la generazione di banche dati virtuali.
L'obiettivo di queste simulazioni è quello di riprodurre scenari con caratteristiche di trend e volatilità simili a quelle dei dati di partenza. Viene selezionato un campione di una banca dati con particolari caratteristiche; viene scomposto con metodi statistici; vengono ricostruiti a partire dall'analisi del periodo campione un numero teoricamente illimitato di scenari di prezzo ossia di curve di prezzo/volume con caratteristiche di trend e volatilità derivate da quelle del campione. L'impiego di matrici di numeri casuali nella ricostruzione degli scenari permette di non avere limiti temporali o per numero di scenari e garantisce la mancanza di correlazione tra i diversi scenari.
Ciascuno scenario rappresenta, in sintesi, uno dei possibili modi con cui lo strumento finanziario può evolvere nel tempo se mantiene le caratteristiche di volatilità e di trend insite nel campione. Con questa metodologia è possibile costruirsi banche dati per eseguire ottimizzazioni e soprattutto per verificare il comportamento del Trading System senza apportarvi modifiche.
Una risposta positiva delle performance del Trading System su scenari differenti aumenta la confidenza nello strumento creato o impiegato e indica che il Trading System è capace di affrontare mercati differenti in modo soddisfacente e quindi, probabilmente, anche il mercato futuro, che è il vero obiettivo insito nello sviluppo e nell'adozione di un Trading System.
L'uso di un Trading System
23 dicembre 2002 15.16
Ing. Giuseppe Belfiori (IGB Trading System) - redazione@piazzaffari.org
Esempi concreti di Trading System su Piazzaffari sono sull'angolo del trader :
http://www.piazzaffari.org/trader/trader.htm
Abbiamo visto cos'è un Trading System, quali sono i principi di costruzione, l'importanza della gestione della posizione e i principi di sviluppo.
In molti casi, tuttavia, il lettore di questi articoli sarà un utilizzatore di Trading System piuttosto che uno sviluppatore. In questo articolo vorrei allora indicarvi le linee guida per un utilizzo corretto di questi potenti strumenti.
Per decidere secondo quale metodo di trading operare è necessario tenere sempre a mente che qualsiasi investimento è definito in funzione del suo rendimento e del suo rischio. Troppo spesso, purtroppo, questa seconda componente viene trascurata. L'oggettiva difficoltà nel valutare il rischio porta a sottovalutare questa dimensione e a scegliere il Trading System solamente guardando alle performance o, peggio ancora, basandosi sull'osservazione di qualche mese di comportamento sia pure in tempo reale. Non c'è nulla di più sbagliato e pericoloso!
La valutazione del rischio deve essere fatta. Il modo più corretto di farla ci riconduce alla sua definizione: deviazione standard dell'equity line (curva dei profitti e perdite nel tempo). Vediamo con l'ausilio di un disegno cosa si intende:
Il grafico di sinistra mostra una curva di profitto che ha un andamento medio (linea rossa) nel tempo di crescita meno marcato (rendimento minore) rispetto al grafico di destra. Ma a fronte di questo minore rendimento mostra escursioni della curva di profitto reale (linea nera) meno marcate (minore rischio). Matematicamente questa situazione si definisce con il calcolo della deviazione standard e il grafico di sinistra avrà una deviazione standard minore, quindi un minore rischio.
Non troverete mai alcuno strumento finanziario, alcun metodo di trading o alcuna equity line che si discosterà da questa legge. Maggiore sarà l'inclinazione verso l'alto della equity line (maggiore rendimento), maggiori saranno le sue escursioni (maggiore rischio). È fondamentale tenere presente che ciascuno di noi ha un livello di rischio massimo che accetta. Oltre quel livello non esiste rendimento che lo possa soddisfare, che gli possa far decidere di correre quel rischio. Estremizzando, se vi offrissero "tutto l'oro del mondo" vi buttereste senza paracadute da un aereo in volo a 10.000 metri di altezza? Non credo proprio. Semplicemente perché il rischio che voi associate a quell'azione è oltre il confine massimo che vi siete posti. In altre parole, le probabilità di poter godere del rendimento, per quanto esso sia allettante, sono troppo basse.
Questo stesso ragionamento dovete farlo ogni volta che investite anche un solo centesimo: quante probabilità esistono che quel centesimo frutti quanto atteso? Queste probabilità sono sufficienti per soddisfare la mia avversione al rischio? E se rientrano nei miei limiti il rendimento atteso è sufficiente per ripagarmi del rischio?
Capite allora che non è corretto valutare un metodo di trading perché lo si è visto operare per qualche mese. I dati per una valutazione corretta devono essere molto più ricchi: report storici completi e affidabili (ossia non ottenuti con astuzie, visto che si lavora su banche dati ossia su dati conosciuti), valutazioni in tempo reale estese nel tempo (un tempo sufficiente perché il Trading System possa scontrarsi con mercati in salita, mercati in discesa, mercati volatili, mercati ingessati ecc.) mirate non solo a valutare il rischio ed il rendimento, ma anche la reale replicabilità del metodo e gli errori di esecuzione a cui si può andare in contro per poter depurare il rendimento ideale dalle componenti di frizione (commissioni e slippage) che si riscontrano in pratica e, soprattutto, la logica di funzionamento. Senza questa informazione voi guidate di notte a fari spenti: certo sapete dov'è il volante, il freno e l'acceleratore, sapete pure trovare il cambio. Ma non vedete la strada! E alla prima curva… Fuor di metafora, non potete valutare se l'equity line che vivete in realtà è quella attesa in funzione delle condizioni di mercato. Non potete valutare se l'equity line attesa sarà da voi sopportabile e ripetibile.
Vi faccio un esempio. Abbiamo un Trading System che funziona molto bene quando il mercato ha ampie escursioni tra minimo e massimo in giornata. Perde soldi, però, quando queste escursioni si riducono. Il mercato entra in una fase di volatilità esplosiva, ogni più piccolo sussulto del mercato è di parecchi punti percentuali: si guadagna senza sosta, il Trading System ci sembra imbattibile, invincibile, una autentica "macchina da soldi" (nell'equity line corrisponde alle fasi di salita). Il mercato rimane ingessato per sei mesi: il Trading System perde soldi in continuazione, il morale scende, il conto si assottiglia e la nostra "macchina da soldi" è diventata da rottamare (nell'equity line, la parte in discesa della curva). Ma questo è vero? Assolutamente no! Questo comportamento è implicito nel Trading System ed è noto a priori, è inevitabile. Non avevamo una macchina da soldi prima e non ci troviamo con un rottame adesso.
Queste considerazioni e tutto quello che esse implicano dal punto di vista psicologico (capacità di rimane aderenti al metodo di trading) e monetario (capitalizzazione del conto) devono essere note prima di affidare i nostri risparmi ad un metodo di trading (sia esso codificato per un computer o implementato a mano).
Conoscere a fondo il comportamento e la logica che presiede ad un metodo di trading evita di crearsi aspettative fuorvianti, illusioni di guadagni che non ci saranno mai. La psicologia gioca brutti scherzi ai trader: la bolla della new economy insegna. Ma lo stesso vale per un Trading System. Pensate a questo caso. Osserviamo per diversi mesi due Trading System: il primo guadagna senza sosta, il secondo perde soldi. Poche altre informazioni sono a nostra disposizione per scegliere tra i due. Quale scegliereste? Il primo! Sbagliato. Il primo Trading System ha percorso la salita della sua equity line, portandosi probabilmente al di sopra della sua crescita media. Di conseguenza è lecito attendersi che a breve cominci a perdere per compiere la gamba ribassista della equity line e poi ricominciare a guadagnare. Viceversa il secondo avrà percorso la gamba ribassista e a breve comincerà a guadagnare.
Se scelgo il primo Trading System, probabilmente comincerò a perdere soldi: ma come fino a ieri guadagnava? Allora dopo qualche mese di perdite (mentre il secondo Trading System guadagna…) non sopporto più la pressione psicologica generata dalle perdite (ah se avessi conosciuto il rischio!) e passo al secondo Trading System. Da lì a poco però il secondo torna a perdere e il primo comincia a rialzare la testa. In pratica la mia personale equity line sarà il peggio di entrambi i Trading System, sarà la somma delle perdite. Il risultato finale è facilmente immaginabile: rovina economica (per ciò che attiene il capitale deputato al trading, si intende), delusione e convinzione che i metodi di trading siano una bufala, un mezzo per farci perdere soldi a vantaggio delle mani forti (che poi non si sa mai di chi siano queste mani) e di spillarci soldi per comperare qualcosa che non funziona. Non è vero, l'errore è solamente quello di aver approcciato l'uso del Trading System in modo errato, senza conoscere a fondo tutte le caratteristiche dello strumento. E quindi di non essere riusciti a replicare la sua equity line, di non aver sopportato il draw down.
I guadagni di pochi mesi non ci devono mai illudere: crearci false aspettative sui possibili guadagni di un Trading System è il primo passo per non sapere poi gestirlo in modo appropriato. Non conoscere il rischio connesso a quel metodo trading è il secondo errore. Non conoscere la logica del Trading System e non sapere quali sono i tipi di mercato potenzialmente dannosi per il Trading System è il terzo errore.
Queste poche righe non vogliono spaventarvi o disilludervi sulla capacità dei Trading System di guidare il trader in modo vincente sui mercati finanziari: tutt'altro visto che la mia professione è basata interamente sullo studio e lo sviluppo di Trading System. Vorrei che rifletteste sulla necessità di approcciare l'uso dei Trading System in modo approfondito, professionale capendo a fondo tutte le implicazioni che un metodo di trading può avere. Solo così è possibile sfruttare in modo razionale e consapevole questi potenti strumenti e trarre il massimo profitto da essi.