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parte 2

January 16 2008 at 1:13 AM
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Response to Ancient Prophecies - prologo

 
Parte 2 – La mia luce in fondo al tunnel

Il silenzio veniva rotto ogni tanto da qualche parola. Parole di stupore, di tristezza, perché l’unico barlume di normalità della loro vita quella notte era svanito.
Buffy e Willow sedevano sul divano mentre Dawn era accovacciata sulla poltrona e stringevano tra le mani le tazze di tè caldo che stavano sorseggiando mentre esprimevano il loro rammarico per il matrimonio di Xander ed Anya andato a monte, chiedendosi dove fosse adesso Xander che era sparito senza dire niente.
Erano rammaricate per Anya che mai avevano visto così fragile e distrutta ed erano preoccupate per Xander che per mesi aveva tenuto dentro un peso che non era riuscito a confidare alle sue migliori amiche e che poi era venuto fuori nel modo peggiore.
Fuori non pioveva più forte come quel pomeriggio ma il temporale si era trasformato in una pioggerella fitta e sottile che aveva reso la giornata ancora più triste e cupa. Dawn sospirò.
-E pensare che questa doveva essere una giornata felice.-
-Lo speravamo tutti.-tentò di consolarla Willow.-Questi ultimi mesi non sono stati facili.-
-Le cose si sistemeranno, vero?-chiese con la tipica speranza adolescenziale.
-Le cose si sistemano sempre.-sorrise sua sorella.
A quel punto bussarono alla porta e le tre si guardarono a vicenda con le fronti aggrottate chiedendosi chi poteva essere in quella serata piovosa.
-Magari è Xander.-sorrise Willow con speranza.
Con la stessa speranza, Buffy si alzò velocemente da divano e corse alla porta spalancandola. Il suo sorriso scomparve con la stessa velocità sostituito prima dallo stupore e poi dalla preoccupazione.
-Wesley!-esclamò.
Il suo ex osservatore stava in piedi a stento, reggendosi allo stipite della porta, ed era sofferente. Il suo pallore si era accentuato, si teneva lo stomaco e un rivolo di sangue si cominciava ad intravedere dalla fasciatura intorno al collo dato che non veniva cambiata da ore.
Buffy lo sorresse attingendo alla sua forza da cacciatrice e lo trascinò dentro chiudendo la porta con un calcio e scortandolo nel salotto dove Willow e Dawn scattarono in piedi vedendoli arrivare.
-Oddio, cos’è successo?-si preoccupò Willow aiutando Buffy a far stendere l’inglese.-Wes, tutto bene?-gli chiese esaminandolo.
-Chiamo Angel per vedere se è tutto apposto.-Buffy scattò al telefono.
-No!-esclamò Wesley in modo strozzato bloccandola con la cornetta a mezz’aria.-Se viene a sapere che sono qui mi ucciderà.-
-Cosa?-esclamò.-Ma tu ed Angel siete amici.-posò la cornetta e si avvicinò.
-Non più. Non dopo ieri notte.-precisò.
-Buffy ha un taglio alla gola quasi riaperto, devo disinfettarlo e fasciarlo.-si intromise Willow.
-Aspetta.-la bloccò Wesley.-Prima occupatevi di lui.-si aprì lentamente la cerniera del giubbino rivelando il motivo perché si teneva lo stomaco.
Sollevò Connor che si era svegliato e gemeva agitandosi ma senza piangere e lo porse a Buffy che subito lo prese tra le braccia cullandolo.
-Chi è questo bambino?-gli chiese la cacciatrice.
-Il motivo per cui se Angel mi trova mi uccide.-rispose mentre Willow cominciava a curarlo.
-Dawn prepara una tazza di tè per Wesley.-le chiese la sorella e subito la ragazzina obbedì correndo in cucina.-Spiegami tutto, per quanto puoi.-
-Buffy devi occuparti di questo bambino ma Angel non deve sapere niente o mi ucciderà e forse ucciderà anche Connor.-esordì.
-Connor è il bambino, giusto?-chiese e lui annuì.-Perché Angel dovrebbe uccidere un bambino così piccolo?-
-Perché così è scritto. Il padre ucciderà il figlio.-citò.
Buffy e Willow impallidirono fissando entrambe il piccolo.
-Vuoi dire che questo bambino è…?-ma Buffy non riuscì a concludere.
-Si, è il figlio di Angel. È un miracolo, ancora non sappiamo come sia potuto accadere ma le profezie dicono che Angel lo ucciderà ed i tre segni della catastrofe si sono già avverati. Io l’ho portato via ma un vecchio nemico di Angel, Holtz, mi ha teso una trappola. Angel pensa che Connor sia adesso in una dimensione infernale e per questo vuole uccidermi, mi ha aggredito mentre ero in ospedale dopo che la compagna di Holtz mi ha accoltellato e portato via il piccolo. Ma in realtà Holtz ha portato via una bambola resa Connor tramite un incantesimo fatto da una strega che conosco. Io sono andato via di nascosto dall’ospedale e ho preso il bambino senza che Angel sappia niente. Buffy devi proteggerlo, solo tu puoi salvargli la vita.-raccontò.
-E tu cosa farai adesso?-gli chiese mentre Willow finiva di medicarlo.
-Io ho già contattato Giles a Londra e mi sta aspettando, ho un volo questa notte stessa. Gli ho spiegato la situazione e mi aiuterà. Faremo affidamento alle fonti del Consiglio e alla sua fornita collezione di testi antichi, lì ci sarà di sicuro la soluzione a tutto questo. Ci sarà un modo per proteggere Connor.-si tirò piano a sedere aiutato dalla strega rossa.
-Ed io nel frattempo che dovrei fare? Crescere il figlio che il mio ex fidanzato vampiro tecnicamente sterile ha avuto da un’altra donna senza che lui lo venga a scoprire?-si alterò.
-Lo devi proteggere da chi vuole ucciderlo, e fidati che sono in tanti quello che vorrebbero farlo.-precisò.
-Wesley io non sono capace ad occuparmi di un bambino.-
-Nemmeno Angel lo era ma ci riusciva e vedere un vampiro plurisecolare cambiare pannolini era uno spettacolo.-sorrise al ricordo.-Buffy, ti prego. Guardalo. È così piccolo e innocente, non merita di fare una fine orribile per mano del suo stesso sangue. Per mano della persona che lo ama di più al mondo.-
La cacciatrice fissò gli occhi azzurri di quel fagotto che stringeva tra le braccia. Il piccolo la guardò a sua volta e sbadigliò. Solo allora lei notò che le stava stringendo l’indice con la manina. Era come se si fosse aggrappato a lei in cerca di protezione.
-Chi è sua madre?-chiese.
-Cambierebbe qualcosa per te saperlo?-chiese di rimando.
-Forse no, ma sono curiosa di sapere chi è la donna tanto fortunata da essere riuscita a donare un essere così meraviglioso all’uomo che un tempo ho amato più di me stessa.-
-Darla era tornata in vita. Lei rivoleva Angelus e ha condotto Angel in un abisso. Angel ha trascorso con lei solo una notte, Darla pensava di perfetta felicità ma in realtà era perfetta disperazione. Si è uccisa per dare alla luce Connor, l’ultimo gesto l’ha fatto per amore di suo figlio perché non poteva partorirlo naturalmente: un corpo morto non poteva dare la vita.-le spiegò.
-Io lo proteggerò.-decise.
-Grazie.-sorrise.-Quando tutto sarà risolto anche Angel capirà l’enormità del tuo gesto.-
In quel momento, Dawn tornò con un vassoio tra le mani. Willow aiutò Wesley a bere il tè mentre Buffy parlava al telefono con Giles per metterlo al corrente che avrebbe protetto Connor e Dawn si coccolava l’ultimo arrivato in casa Summers contenta di avere quel bellissimo bambolotto ma triste per tutta la storia.
Dopo che ogni dettaglio fu deciso, Buffy si offrì di accompagnare Wesley all’aeroporto. L’ex osservatore consegnò la macchina a noleggio poi attese con Buffy che il volo venisse chiamato. Non mancava molto.
-Ti ammiro, Buffy, è un grande impegno quello che ti stai accollando.-le disse.
-Io ho amato Angel di un amore profondo e unico, non ho più amato così da allora. Proteggere suo figlio, anche se è figlio di Darla, per me non è solo una responsabilità ma anche un dovere che voglio prendermi in ricordo di ciò che c’è stato tra di noi. So che Angel capirà perché l’ho fatto quando glielo diremo.-spiegò con un sorriso.
In quel momento l’altoparlante annunciò il volo diretto per Londra ed i due si alzarono dal divanetto dirigendosi al gate.
-Grazie Buffy. So che Connor è al sicuro con te.-
-Il bambino non può continuare a chiamarsi Connor perché se tutti lo conoscono con quel nome e si scoprisse che io ne ho uno con lo stesso nome capiranno subito la verità. Lo chiamerò Dominick.-decise d’impulso.-Willow si occuperà di creare il suo estratto di nascita e la sua patria potestà. Non avevo mai pensato che avrei avuto così un figlio.-sorrise di auto ironia.
-Sarai una splendida madre, Dominick ti amerà.-sospirò.-A presto, Buffy.-
-A presto, Wesley.-si abbracciarono per salutarsi, poi l’inglese consegnò il biglietto all’addetto insieme al documento di identità.
Poco dopo l’aereo per Londra decollò e Buffy si incamminò lentamente verso casa, verso il suo bambino e la sua nuova vita.

 
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