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Capitolo 2

May 5 2008 at 8:31 PM
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Buffy09  (no login)


Response to A convenient marriage

 
Scusate la lunga assenza, ma ultimamente sto scrivendo la tesi di laurea e dopo aver passato ore a battere al pc non ho molta voglia di tradurre ^_^ Sorry.
Cmq ecco un nuovo cap anche se a rilento.


Capitolo 2

Come era spesso sua abitudine, Buffy si fermò all’appartamento di Willow e Oz sulla strada verso casa. Sebbene fosse tardi, sapeva che i suoi amici sarebbero stati ancora svegli a guardare il loro show preferito, “Stargate SG-1.” Bussò rumorosamente poi aspettò contando fino a 30 prima di aprire la porta, era un rituale stabilito dopo che era entrata trovando la coppia in una posizione compromettente un paio di settimane prima.
“Ciao Buffy” sorrise Willow e la salutò mantenendo la sua posizione sdraiata sul divano, rannicchiata accanto a Oz, il suo ragazzo da ormai 2 anni. Erano andati a vivere insieme solo 4 mesi prima e fino a quel momento la nuova sistemazione sembrava andare bene per entrambi.
“Hey” aggiunse Oz con il suo tono calmo e monotono.
“Ciao ragazzi” stanca Buffy si lasciò cadere sulla poltrona accanto alla finestra e poggiò i piedi su un piccolo tavolo cubico.
“Giornata dura?” chiese dopo un attimo la rossa, notando la postura stanca e l’espressione frustrata della sua amica.
“Incredibile. Non sono riuscita a finire di leggere Inglese o di studiare per il mio compito di calcolo e devo ancora completare il lavoro per scienze politiche (nn era proprio così ma era abbreviato e nn ho capito bene cosa fosse ^_^). Oltre a tutto questo, Snyder ha minacciato di nuovo di licenziarmi. Qualche tipo si è lamentato per la mancanza di ketchup”
“Erano coinvolte delle patatine? Perché se erano patatine, posso capire come possa essere un problema” disse Oz, spostando lo sguardo dallo schermo solo per un breve secondo.
“Non crederete a questo però” continuò Buffy “A lavoro questa sera questa donna, ha detto che il suo nome era Cordelia Chase, bè, mi ha offerto 20,000$ per sposare il suo ragazzo”
“Cosa?!” chiesero all’unisono Oz e Willow, sollevando entrambi la testa dal divano per guardarla.
“Questa è stata più o meno anche la mia reazione” replicò la piccola bionda con una risatina. “Non ci credevo”
“Cosa hai detto?” chiese Willow, spalancando gli occhi per la sorpresa.
“Ho detto, certo! Quando?” rispose Buffy roteando gli occhi “Cosa pensi che abbia detto?”
“Diceva sul serio?” chiese Oz mentre si spostava leggermente, sedendosi più avanti invece di appoggiarsi indietro.
“Lo dubito. Chi ha tutti quei soldi da buttare via?” sbuffando leggermente, Buffy scosse la testa.
“Cordelia Chase ce li ha. Seriamente. Mia madre ha lavorato con quella famiglia per anni. Sono ricchi sfondati. Ethan Rayne, il nonno di Cordelia, è una specie di gigante finanziario a Sunnydale. Investimenti bancari o altro” spostando i piedi sotto di sé, Willow spostò lo sguardo da Oz a Buffy mentre rispondeva alla domanda provocatoria. La madre di Willow era una nota psicologa la cui clientela apparteneva agli alti ranghi della società di Sunnydale, il che dava maggior credito alle sue parole.
“Hm. E’ vero stava facendo una specie di progetto serio…Ma certamente ho detto di no. Non ho intenzione di sposare un tipo solo perché lui possa restare nel paese. Se questa Cordelia lo vuole qui così tanto, può sposarlo lei” con una scrollata di spalle, Buffy si sistemò di nuovo sulla poltrona e sorrise scherzosa ai suoi amici “Parlando di ragazzi però…ne ho visto uno l’altro giorno che sembrava interessante”
“Oh? Materiale da appuntamento?” Willow si sporse in avanti interessata. Molto spesso spingeva la sua migliore amica ad uscire e incontrare nuova gente, voleva che avesse lo stesso amore, sicurezza e divertimento che aveva lei con Oz. La maggior parte delle volte Buffy protestava, affermando di essere troppo impegnata o non interessata. Il fatto che stesse mostrando un po’ di interesse per un ragazzo era sicuramente un buon segno.
“Assolutamente. Alto e bellissimo con capelli scuri che gli conferivano un aspetto scompigliato ma sexy – molto sexy” con un’espressione sognante in volto, Buffy sospirò.
“Bellissimi occhi castani, come del colore del cioccolato più prezioso”
“Occhi? Ti sei avvicinata abbastanza da vedergli gli occhi?” sghignazzò Willow, i suoi occhi si illuminarono.
“Bè si, quando mi sono abbassata per raccogliere del pane che era rotolato fino ai suoi piedi” con una smorfia, la biondina scrollò le spalle. “Il che, se non lo aveva pensato già prima, lo avrà portato a credere che sono una completa e totale perdente”
“Buffy” l’ammonì la rossa “I ragazzi non pensano mai questo di te. Mai”
“Questo spiega perché la mia vita sociale è così piena” replicò secca Buffy, osservando Oz mentre si alzava e andava in cucina.
“Sei solo…impegnata, ecco tutto. Sono successe molte cose” disse Willow con un sorriso comprensivo.
“Forse” le disse assente Buffy, la sua mente restò sull’immagine del ragazzo del ristorante un po’ più a lungo.
“Allora hai saputo il nome del ragazzo?” chiese speranzosa Willow, stringendo al petto uno dei cuscini del divano.
“No. Non era nella mia sezione, e avevo qualcosa tipo una dozzina di altri tavoli. L’ultima occhiata che sono riuscita a dargli è stato quando se ne stava andando” replicò la bionda con un sospiro di delusione.
“E?” la incitò Willow, con un ghigno che non riuscì a trattenere. Conosceva la sua amica troppo bene.
“E si, ha anche un bel sedere” rispose Buffy anche lei con un sorriso.
“Forse tornerà al locale” suggerì la rossa ottimisticamente mentre Buffy si alzava in piedi.
“Forse. Ma tu conosci bene me e la mia fortuna con i ragazzi, Will” Buffy prese la borsa che aveva lasciato accanto alla poltrona. “Ogni volta che penso forse con un ragazzo, finisce male. Ma hey, va bene così. Non è che abbia tempo per un ragazzo o per un appuntamento in ogni caso. Il che mi porta a dire – devo scappare. Devo studiare molto questa notte e ancora un po’ domani mattina presto”
Abbracciando rapidamente Will e salutando da lontano Oz, Buffy si affrettò ad uscire dalla porta e a dirigersi a casa.
****
Vestita con una minigonna nera e un maglioncino senza maniche rosso acceso, Cordelia attirava ovviamente gli sguardi mentre camminava per il campus della UC Sunnydale. Frequentava le sue lezioni sporadicamente, senza preoccuparsi dei suoi voti e senza particolari ambizioni per quanto riguardava la sua istruzione. Faceva piacere a suo nonno che lei frequentasse l’università e glielo toglieva di torno, quindi solo per quello valeva la pena sprecarsi quel poco che bastava per riuscire a mantenere l’apparenza. E certamente, se non fosse stato per la sua lezione di arte che aveva deciso di frequentare per divertimento, non avrebbe incontrato Angel.
Fermandosi visino alla biblioteca, cercò tra la folla il suo fidanzato. Sapeva che lui andava tipicamente in biblioteca tra una lezione e l’altra per studiare, quindi era certa di trovarlo lì vicino. Dopo un po’, notò la sua testa castana sbucare dall’ufficio amministrativo. “Angel! Che sorpresa” sorrise e si incamminò verso di lui.
“Cordelia” replicò Angel con un tocco di scetticismo mentre a malincuore ricambiava il suo abbraccio e ignorava la sua guancia protesa. Non era dell’umore adatto per affrontarla, non aveva risposto alle sue chiamate ieri né quella mattina, quindi sospettava che quel incontro non fosse una coincidenza. “Avevamo un appuntamento?”
“No, scemo. Devo avere una ragione per vederti?” sbattè le sopracciglia flirtando con lui “Pensavo che forse potevamo pranzare o altro”
“Grazie, ma no. Non sono dell’umore adatto. Ho ancora due professori da vedere, poi devo andare a casa per iniziare a fare le valige” con un’espressione seria in volto, Angel si incamminò verso l’edificio della matematica e della scienza.
“Valige?” gli fece eco Cordelia mentre si incamminava al suo fianco “Niente valige. Non devi fare le valige. Non tornerai in Irlanda”
“Si, Cordelia” Angel sospirò esasperato mentre si fermava ancora una volta per osservare la brunetta “Non rischierò un’azione legale”
“Ma…ma…che mi dici di me – voglio dire delle tue lezioni?” domandò, sporgendosi per afferrargli un braccio mentre lui ricominciava di nuovo a camminare.
“Per com’è andato il semestre sono fottuto. Venerdì pomeriggio tutti i miei professori avevano accettato di farmi finire prima o di lavorare per risolvere questo casino, oggi mi stanno dicendo tutti che sarebbe contro la politica della scuola, e che sono dispiaciuti ma non possono fare eccezioni. Il mio intero semestre è spacciato. Devo ricominciare tutti i corsi da capo”
“Non necessariamente” insistetteCordelia “ricordi cosa ti ho suggerito…”
“Non posso farlo Delia” replicò Angel, afferrando la maniglia della porta a vetro e tenendola aperta. “Si che puoi” disse fermamente la brunetta mentre si metteva di fronte a lui e dentro il corridoio buio. Fece una smorfia nel vedere la mostra di ossa prima di tornare a voltarsi verso Angel con un’espressione supplichevole sul volto. “Senti, ho questa…amica. Sua madre è morta, ed è rimasta sola con una tonnellata di debiti. Ho provato a dirle che forse poteva aiutare me - te – e io potrei aiutarla un po’”
Spostandola di lato lungo il corridoio, si fermò. Corrugò la fronte guardandola “Non penso proprio. Non voglio che mi compri una moglie”
“Non te la sto comprando. La sto solo…aiutando. Si, la sto aiutando ad ottenere un piccolo prestito in una delle banche di mio nonno. Lei è troppo orgogliosa per accettare il mio aiuto senza fare qualcosa per me in cambio. Io mi sono offerta, davvero. Diverse volte. Lei è più che d’accordo a farlo” improvvisò mentre allontanava lo sguardo da lui come per timore che potesse leggerle la verità negli occhi. In realtà, aveva speso più soldi durante un suo giro di shopping di quelli che aveva offerto a Buffy, quindi per Cordelia la somma era irrilevante. Voltandosi, si avvicinò di più e sorrise, osservando le proprie dita mentre le faceva camminare scherzosamente sul braccio di lui “Non dovresti nemmeno vivere con lei”
Angel la guardò solamente, la sua espressione indecifrabile.
Raddoppiando i suoi sforzi, lei continuò “E la aiuterebbe davvero tanto. Le faresti un favore E non perderesti i tuoi crediti o il tuo tempo. Pensa a quanto sarebbe più difficile entrare nell’FBI se venissi deportato o altro. O se dovessi spiegare perché improvvisamente hai lasciato tutto prima di terminare il semestre e perché hai dovuto ricominciare da capo…”
“Ed è incredibilmente semplice” insistetteCordelia, “Il Reverendo Bonnie, tra la Broadway e la Terza, può far avere delle licenze matrimoniali e fare la cerimonia tutto in una volta. Non devi neanche andare a Las Vegas o fare l’esame del sangue e tutto il resto.”
“Qual è il nome della tua amica?” chiese riluttante Angel, incapace di credere di stare davvero pensando quello che stava pensando. Certo, poteva entrare facilmente nell’FBI ma poteva essere espulso allo stesso modo se lo venivano a sapere…
“Buffy. Buffy Summers”
***
Parker Abrams insieme ad altri ragazzi della confraternita Delta Zeta Kappa stavano celebrando la vittoria del campionato di football contro la confraternita Tau Kappa Epsilon. Era la prima volta in tutto il semestre che sconfiggevano una confraternita rivale in qualcosa che riguardava lo sport quindi i giovani si stavano accendendo ed erano pronti a fare festa. Avevano già preso più di qualche birra al loro alloggio prima di dirigersi verso il ristorante, quindi fu un rumoroso e rauco gruppo che fece il suo ingresso al Patina proprio dopo le 8. Buffy aveva pregato prima Andrew e poi Kennedy per fare a cambio con la sua sezione, offendo anche le sue mance della serata ma senza risultati. Snyder era arrivato giusto in tempo per ascoltare l’ultima parte della loro conversazione e aveva chiesto, con la sua voce nasale e dura, se c’era un problema. Buffy aveva scosso la testa, e a malincuore si era diretta a servire il gruppo di 12.
I confratelli per la maggior parte ubriachi avevano reso le seguenti ore della vita di Buffy assolutamente miserabili.
Si erano lamentati sulle loro ordinazioni e avevano mandato indietro il cibo, avevano fatto battutine oscene e l’avevano palpeggiata e toccata, ridendo sotto i baffi o apertamente per tutto il tempo.
Snyder l’aveva osservata come un falco; l’unica cosa che gli aveva impedito di licenziarla dopo il terzo piatto mandato indietro era che Snyder sapeva che i ragazzi erano ubriachi e deliberatamente odiosi. Sebbene, avesse scusato il loro comportamento come un semplice “liberarsi della tensione”. Dopo tutto, era stato un Delta Zeta Kappa anche lui molti anni prima.
Alla fine della cena, il gruppo aveva lasciato una misera mancia di un dollaro nella quale Parker aveva scritto “Grazie per il divertimento – di nuovo”
“Davvero divertente” mormorò Buffy mentre ripuliva il tavolo. Parker l’aveva stuzzicata dicendole che sarebbe tornato e lei non dubitava che l’avrebbe fatto. Sembrava divertirti ad umiliarla. A dispetto della sua rabbia, i suoi occhi si riempirono di lacrime.
Era uscita con Parker Abrams due volte all’inizio del semestre e lo rimpiangeva da allora. Al loro secondo appuntamento, lui aveva ordinato del cibo Cinese e aveva affittato un film da vedere al suo alloggio.
Invece del sesso che si era aspettato, si era ritrovato con un naso sanguinante e un paio di testicoli doloranti. Arrabbiato e imbarazzato degli ovvi segni di danneggiamento sul suo volto, aveva sparso la voce tra i membri della confraternita e chissà chi altro ci aveva creduto che a Buffy piacesse il sesso violento e strano. Aveva dovuto sopportare settimane di molestie e battute oscene; erano terminate non appena sua madre era finita male…
“Buffy?”
Buffy tirò su con il naso e raddrizzò la schiena. Immersa nei proprio pensieri, non aveva neanche sentito che qualcuno le si era avvicinato. Inoltre, era tardi – il ristorante era chiuso.
“Volevo solo sapere se avevi riflettuto sulla mia proposta” chiese Cordelia speranzosa. Aveva già fatto tutti i preparativi necessari, adesso aveva solo bisogno del consenso della bionda.
Buffy si asciugò arrabbiata le lacrime dagli occhi, ma non si voltò. Non ce n’era alcun bisogno, sapeva che la ragazza dietro di sé era Cordelia Chase, quella che le aveva offerto dei soldi per sposare il suo ragazzo in modo che potesse restare nel paese.
“Senti, aiuterebbe davvero molto il mio ragazzo. Se non può restare nel paese, perderà tutti i suoi crediti di questo semestre…potrebbe persino mettere in pericolo il suo futuro. Non posso davvero credere che tu possa essere così egoista, Buffy”
Abbassando lo sguardo sul dollaro accartocciato nella sua mano, Buffy fece una smorfia. Se avesse avuto i soldi di cui parlava Cordelia, avrebbe potuto mollare quel lavoro e non preoccuparsi mai più di dover servire al tavolo di Parker o dei suoi rozzi amici. Respirando profondamente, si voltò.
“Va bene” replicò Buffy impulsivamente.
“Cosa?” chiese Cordelia, stupita.
“Ho detto va bene, lo faro” la cameriera bionda si asciugò le mani sul grembiule allacciato intorno alla sua vita, con gli occhi bassi. Dopo un secondo, sollevò lo sguardo sul volto di Cordelia “Hai detto che non devo…vivere con lui, giusto?”
“Giusto. Assolutamente. Niente convivenza. Niente sesso. La tua vita resterà così com’è” replicò la brunetta, mentre i suoi occhi controllavano di nuovo la ragazza. I suoi capelli erano legati disordinatamente sulla sua testa, i suoi vestiti erano sporchi di cibo. Buffy Summers era sicuramente…non eccezionale. Passabile abbastanza per essere considerata carina forse, se avesse fatto qualcosa con i suoi capelli, si fosse cambiata i vestiti e avesse fatto qualcosa per quella cosa sul suo volto, ma certamente non era qualcuno con cui dover competere. Cordelia sorrise luminosa, un grande insincero sorriso mostrando i suoi denti perfetti e bianchi.
Un improvviso ripensamento passò nella mente di Buffy, ma lei lo mise da parte. “Allora, um, quindi…”
Prima che potesse terminare di parlare, Cordelia tirò fuori un cartoncino dalla borsa e glielo porse “Ecco l’indirizzo del Reverendo Bonni. Sii lì venerdì alle 3 in punto. Ti darò il tuo assegno allora.”
Voltandosi, la brunetta iniziò ad andarsene.
“Hey!” la chiamò Buffy, pensando che ci fossero almeno una dozzina di cose da chiederle in quel momento, cose che avrebbe dovuto sapere ma sembrava non riuscire a formulare un pensiero coerente.
“Cosa c’è?” Cordelia si fermò e si voltò. Incrociando le braccia sbatté il piede impaziente.
“Um, qual è il suo nome?” balbettò, cercando ancora di organizzare il fluire caotico dei pensieri nella sua testa.
“Angel. Il suo nome è Angel” replicò bruscamente Cordelia prima di voltarsi e uscire in fretta.
“Oh” Buffy osservò il bigliettino stampato che aveva in mano, incapace di credere a quello a cui aveva appena accettato di fare.
***
Angel era appoggiato contro la sua GTX, controllava il traffico lungo la strada da dietro un paio di occhiali da sole grigi, mentre aspettava apprensivo la donna che sarebbe presto diventata sua moglie. Ancora non riusciva a credere che aveva accettato di sposare qualcuno che non aveva mai incontrato.
Aveva, infatti, preso in considerazione l’idea di fare marcia indietro più di una dozzina di volte dal momento in cui aveva accettato, sentendosi come se stesse per fare una cosa sordida senza scrupoli. Oltre a tutto questo, i campanelli d’allarme che si accendevano nella sua mente alle parole ‘matrimonio’ e ‘moglie’ non facevano altro che aggiungere maggior peso alla sua resistenza. Quelle erano parole che non si era mai aspettato di sentire o usare nei riguardi di se stesso per almeno un paio di anni, seppure.
Nell’ombra dell’albero vicino, Cordelia camminava e parlava al suo cellulare, la sua risata e la voce alta risuonavano spesso. Aveva insistito nel venire con lui, fingendo di essere lì non solo per facilitare le presentazioni, ma anche per fare da testimone. Gli aveva anche ricordato che erano attesi da Harmony per un cocktail quella sera stessa, quindi dovevano partire per la residenza dei Kendall proprio dopo la cerimonia se volevano evitare il traffico.
A dispetto delle sue riserve e del tempo caldo di Maggio, si era vestito per la parte dello sposo con un abito blu scuro che stringeva tutto il suo corpo muscoloso. I primi bottoni della sua camicia bianca erano sbottonati al collo a causa del caldo. Chiudendo gli occhi, Angel maledisse la sua sfortuna per averlo condotto lì. Sentendo il panico degli ultimi minuti, si allontanò dalla macchina e si avvicinò a Cordelia. Forse non era troppo tardi per bloccare questa farsa.
***
Buffy controllò il suo riflesso nello specchietto retrovisore un’ultima volta mentre aspettava al semaforo. Non riusciva a credere che avesse accettato di sposare un uomo che non aveva mai incontrato. Tutto quello che sapeva era che il suo nome era Angel. Che razza di nome era comunque?
Angel.
Lo aveva ripetuto a se stessa per almeno una dozzina di volte negli ultimi due giorni, incerta se dover arrivare in fondo a tutto questo. Perché non aveva chiesto il suo cognome? E se invece quello era il suo cognome? Buffy Angel? Buffy Summers – Angel? Orrendo. Era una buona cosa allora che aveva deciso di tenere il suo cognome. Dietro di lei una macchina le suonò e lei sobbalzò, sorpresa di vedere che la luce del semaforo era diventata verde mentre lei si era persa tra i suoi pensieri. Premendo fermamente l’acceleratore, fece un cenno di scusa e oltrepassò l’incrocio.
Mentre si avvicinava al piccolo bungalow rosa all’indirizzo specificato sulla carta, Buffy considerò brevemente di passare oltre e dimenticarsi di tutta questo piano ridicolo. Invece, si ritrovò a svoltare e ad entrare in una zona parcheggi al lato della strada. Sollevando lo sguardo, vide la piccola gioiosa insegna che la informava di dove si trovava, dal “Reverendo Bonnie”.
“Ecco Buffy è qui” disse Cordelia, chiudendo il cellulare bruscamente. Sollevò la mano, riparandosi gli occhi dal sole mentre osservava la piccola bionda uscire dalla jeep verde e attraversare la strada dirigendosi verso di loro.
Angel si fermò accanto a lei sul marciapiede, le parole che stava per dire gli si bloccarono sulle labbra. Buffy indossava un abito estivo rosa, molto chiaro al punto che sembrava bianco, un paio di sandali con il tacco alto. I suoi capelli erano sollevati, con lunghe ciocche che ricadevano dal fermaglio. Indossava una piccola collana di perle con orecchini abbinati che pendevano dalle sue orecchie.
Senza rendersene conto, Cordelia corrugò la fronte. La bionda in realtà sembra…bella. Troppo bella. Il che non era affatto bello.
Oh cielo, era così piccola, pensò Angel mentre la giovane donna usciva dalla zona parcheggio. Quanti anni aveva? Sembrava una bambina. Respirò profondamente mentre lei si avvicinava, cercando di ricordarsi perchè si fosse lasciato convincere da Cordelia. Perché gli era sembrata una buona idea? Poteva ancora fermare tutto prima che fosse troppo tardi, doveva solo trovare le parole. Una leggera imprecazione gli sfuggì dalle labbra. O forse non troppo leggera quando Buffy sollevò lo sguardo su di lui curiosa.
Mettendo un sorriso sul proprio volto, la brunetta parlò contenta quando Buffy si fermò accanto a loro sul marciapiede. “Buffy! Hai perso peso? E i tuoi capelli…Ok, ti rispetto troppo per non essere onesta. I capelli sono…” in piedi quasi in maniera protettiva di fronte a Angel, Cordelia si spostò leggermente “Bè, non è questo che importa, vero?”
Buffy cercò di non fissare l’uomo che stava dietro a Cordelia, il suo cuore iniziò a battere freneticamente nel suo petto. Non avrebbe mai accettato di fare tutto questo se avesse saputo che suo marito sarebbe stato il ragazzo del ristorante. Il ragazzo davvero, davvero bello del ristorante, con quegli occhi stupendi e quel bel sedere…Oh, ma certo, doveva essere il ragazzo di una donna incredibilmente bella e ricca. Questo era un esempio della fortuna di Buffy.
“Buffy, Angel. Angel, Buffy” Cordelia fece le presentazioni con un piccolo cenno della mano prima di voltarsi e incamminarsi verso la porta. “Adesso facciamola finita, ok?”
Buffy deglutì nervosamente e riuscì a dire uno strozzato “ciao” prima di seguire Cordelia che stava aspettando impaziente alla porta. Strinse le mani a pugno, sopprimendo l’urgenza di raggiungere la propria auto e andare via o, forse, di passare le mani tra i suoi capelli scuri che praticamente la stavano pregando di toccarli.
Togliendosi gli occhiali da sole, con un sorriso interessato che comparve sulle sue labbra, lo sguardo di Angel seguì la piccola figura di Buffy mentre camminava di fronte a lui. L’odore di vaniglia raggiunse le sue narici mentre seguiva da vicino il passo della piccola bionda, aumentando la propria velocità per raggiungere la porta prima di lei. Afferrando la maniglia della porta, la tenne aperta mentre Cordelia e poi Buffy entravano nel bungalow di color rosa salmone.
Senza alcuna consapevolezza, la sua precedente riluttanza era completamente sparita dalla sua mente.
Proprio oltre la porta vennero accolti da una piccola coreana il cui nome era Jin-Soo, che si presentò come assistente del Reverendo Bonnie. Con un sorriso, disse loro che ci sarebbero voluti solo un altro paio di minuti, poi sparì oltre la porta dietro di lei.
Buffy ansiosa studiò le foto che erano allineate lungo le pareti dell’ingresso mentre aspettavano. Da un lato c’erano foto di coppie sorridenti e felici. Accanto ad alcune foto c’erano bigliettini o cartoline di ringraziamento. Sul muro opposto, c’erano foto di neonati e bambini tutti di età diverse. Alcune di loro avevano un nome sopra, ma la maggior parte erano solo foto.
Lanciando occhiate verso Buffy dalla sua posizione accanto alla scrivania dell’ingresso, Angel si scoprì improvvisamente curioso su di lei. Com’era? La sua situazione finanziaria era così drastica al punto da portarla a fare tutto questo?
La porta sul retro della stanza si aprì e il Reverendo Bonnie, una robusta bionda che indossava un vestito giallo acceso, entrò nella stanza con Jin-Soo al seguito.
“Salve, salve. Sono il Reverendo Bonnie” disse con un largo sorriso, i suoi occhi si spostavano rapidamente tra gli occupanti della stanza. I suoi occhi blu si posarono su Buffy e disse giustamente “Tu devi essere la sposa”
Bonnie osservò di nuovo Angel con un largo sorriso “e ovviamente, lo sposo” Il suo sguardo si spostò su Cordelia “Oh, e lasciami indovinare? Tu sei la migliore amica che li ha fatti mettere insieme?”
Gli occhi di Cordelia si strinsero mentre stava per parlare, ma Bonnie continuò a parlare contenta, afferrando i documenti che Jin-Soo le stava porgendo. “Riesco sempre ad indovinare. Se fai il mio lavoro da tanto tempo come me, sviluppi una specie di istinto”
“Oh. Si. La sposa. Sono io” riuscì a dire Buffy, sentendosi improvvisamente un’impostore di fronte a quella donna incantevole e amichevole.
“Queste sono le mie coppie. E i loro bambini” commentò Bonnie con un cenno della testa, notando che Buffy stava studiando le foto sulle pareti.
“Oh” disse semplicemente Buffy, osservando di nuovo le facce sorridenti nella foto. Quanto sarebbero stati differenti lei e il suo sposo messi a paragone con le altre foto. Non potè sopprimere una piccola risatina al pensiero che la sua espressione e quella di Angel sembravano più adatte ad un funerale che al loro matrimonio.
“Allora adesso, passiamo agli affari?” disse la donna con un sorriso, posando dei documenti sul bancone con pronta efficienza. “Ecco i documenti per la vostra licenza matrimoniale. Riempite queste. Ho bisogno della patente o del passaporto”
“Buffy posò sul tavolo la sua patente accanto al passaporto di Angel. I suoi occhi incontrarono i suoi per un breve secondo prima di posarsi di nuovo sui documenti di fronte a lei.
“Uno di voi ha divorziato o è rimasto vedovo negli ultimi due anni?” chiese Bonnie, occupandosi delle faccende burocratiche mentre Jin-Soo faceva una copia dei loro documenti.
“No” replicò Angel a bassa voce mentre osservava con la coda dell’occhio Buffy.
“No” Buffy scosse la testa, schiarendosi la gola e respirando profondamente per calmare i nervi.
“Mi spiace, devo chiedere di queste cose. E’ parte della burocrazia” la donna paffuta sorrise e si sporse per dare un piccolo colpetto sul braccio a Buffy “Tutte sono un po’ nervose, è normale. Sorriderai come in quelle foto una volta che sarà finita. Adesso firma qui e il tuo bellissimo sposo firmerà qui e questo conclude le operazioni per la vostra licenza matrimoniale”
Buffy firmò con una scrittura corsiva ordinata poi osservò mentre Angel firmava, sulla linea accanto alla sua, il suo nome con un bellissimo ghirigoro nero.
Liam Angelus O’Connor.
Buffy si ripetè mentalmente il nome, vedendolo per la prima volta per intero. Era un po’ sconcertata per non averlo chiesto prima di firmare per il loro certificato di matrimonio, ma era un po’ troppo tardi per i rimorsi adesso.
“Adesso, tu sei la testimone?” chiese Bonnie con leggermente meno calore mentre si voltava verso la brunetta in piedi dietro Angel.
“Si” rispose Cordelia con un sorriso forzato.
“Ok, firma qui sulla licenza matrimoniale e siamo pronti per la cerimonia”
Cordelia firmò e spinse in avanti il foglio sul bancone.
“Tu dovrai fare autenticare questo documento da un notaio per il BCIS, tesoro” Bonnie sventolò il foglio a Angel per poi passarlo a Jin-Soo che si allontanò rapidamente.
Sorridendo di nuovo, Bonnie fece cenno al trio di seguirla nella stanza adiacente. Era una piccola stanza, ovviamente era il salone del piccolo bungalow ma senza arredamento. Un alto vaso di fiori e diverse candele erano sistemate in fondo.
“Voi due siete proprio una coppia carina. Lo so, ne ho viste molte, ma voi due…” Bonnie girò intorno al tavolo e accese le candele. I suoi capelli biondi si muovevano mentre parlava, come per puntualizzare le sue parole. “Mi piace l’atmosfera romantica per la cerimonia. Spero non vi dispiaccia. Oh, stavo dicendo…voi due siete davvero fatti l’uno per l’altra” Voltandosi, diede una gomitata a Angel “Vedo dei bellissimi bambini nel vostro futuro. Dei quali, ovviamente, voglio le foto sulla mia parete”
Buffy e Angel si scambiarono una breve occhiata, entrambi sentendosi a disagio. Dietro di loro Cordelia roteò gli occhi, cominciando a spazientirsi.
Presero posto di fronte a Bonnie dopo che lei aveva indossato ciò che chiamava il suo “abito da cerimonia” e iniziò la cerimonia.
Prendendo la mano di Buffy nella sua, Angel studiò direttamente la sua sposa per la prima volta. Capelli biondi come il sole, perfette sopracciglia arcuate sopra gli occhi verdi…o erano grigi? Un piccolo naso e piene – e anche piuttosto sensuali – labbra. I suoi occhi notarono la curva rotonda del suo seno, rivalutando la sua prima valutazione. Il suo sguardo si mosse più in basso verso la sua vita stretta e alla gentile curva dei suoi fianchi prima di tornare di nuovo al suo volto. Fu allora che notò il suo rossore a causa del suo esame accurato. Innocente allora. E decisamente bellissima.
La combinazione fece risvegliare qualcosa di inaspettato in lui, una curiosa sensazione di possesso come se improvvisamente la volesse solo per se stesso. Era una cosa strana per un uomo che non aveva mai considerato nessuna delle sue precedenti compagne più di una piacevole diversione. Allontanò l’impulsivo pensiero, però doveva ammettere che trovava la Signorina Buffy Summers eccezionalmente attraente.
Mentre ascoltava il Reverendo Bonnie intonare le parole che li avrebbero legati insieme nel matrimonio, fu improvvisamente colpito dal senso solenne del concetto del suo matrimonio, non importavano le circostanze inusuali. La donna al suo fianco sarebbe stata sua moglie, la prima Signora Liam Angelus O’Connor. Era una consapevolezza significativa per un uomo che non aveva mai considerato il matrimonio prima.
Intensamente consapevole dell’uomo in piedi accanto a sé, la sua stazza era già abbastanza per attirare l’attenzione, anche Buffy stava pensando alla serietà di quel momento e all’estraneo che presto sarebbe stato suo marito. Questo non era affatto il matrimonio da favola che aveva sognato da bambina, anni prima che l’aspra e turbolenta natura del matrimonio dei suoi genitori le portasse via l’idea di amore eterno. Sebbene ancora non avesse incontrato nessuno che potesse essere considerato il suo vero amore, non aveva mai pensato di sposarsi per un altro motivo. Invece, eccola lì.
Abbandonando le sue riflessioni, Buffy ripeté le parole che il Reverendo Bonnie le indicava, poi mise una mano in tasca e tirò fuori un anello argentato non costoso che aveva preso d’impulso. Arrossì, odiando l’idea di essere così presuntuosa, ma era felice di aver pensato che potesse servire l’anello. Con dita tremanti, fece scivolare l’anello nel terzo dito della sua mano sinistra.
Angel si maledisse per non aver pensato ad un tale dettaglio, e si sarebbe picchiato sulla fronte se non ci fosse stato nessuno ad osservarlo in attesa.
“Mi sono precipitato qui e ho dimenticato l’anello…” improvvisò in segno di scusa, poi il suo volto si illuminò. Si tolse l’anello Claddagh dalla sua mano destra. “Era di mio padre. E’ un pò grande, ma spero che possa andare bene per adesso” sorrise, prendendo la mano di Buffy e facendo scivolare l’anello al suo dito. Era caldo per essere stato sulla sua mano e molto grande, ma piuttosto che essere offesa per il fatto che se ne fosse dimenticato, Buffy era in realtà toccata dal suo gesto.
Strinse le dita, per mantenere l’anello al suo posto.
Quando il Reverendo Bonnie li proclamò marito e moglie con un sorriso, Buffy alzò lo sguardo verso Angel trattenendo il fiato. Le parole “Puoi baciare la sposa” risuonavano nelle sue orecchie insieme con il battito accelerato del suo cuore.
Con solo un attimo di incertezza, Angel fece scivolare le braccia intorno alla piccola sposa, attirandola vicino. Abbassando la testa, le sue labbra incontrarono quelle di lei gentilmente, sfiorandole con il tocco più leggero.
Il respiro di Buffy si bloccò e lei sollevò di più la testa in una risposta inconscia mentre un fuoco sembrava accendersi dentro di lei. Dai suoi occhi, seppe che lo aveva sentito anche lui, la piccola scintilla. Il suo sguardo si abbassò sulle sue labbra e si sporse in avanti senza pensarci, premendo le proprie labbra contro quelle di lui di nuovo.
Dimenticando l’idea che aveva di bacio semplice e casto, le mani di Angel si strinsero contro la sua schiena e l’attirò più vicino. Sotto la leggera pressione delle sue labbra, lei aprì le proprie e la carezza vellutata della sua lingua scivolò nella sua bocca, esplorando languidamente. Buffy rispose affamata, assaporando il gusto fresco di lui mentre la strana sensazione le passava nelle vene, scaldandola dall’interno. Gradualmente divenne sempre più consapevole di lui: il duro muro del suo petto sfiorava la punta dei suoi seni, il calore della sua mano sulla sua schiena, che la stringeva a lui. Le sue cosce strusciavano contro quelle di lui mentre si muoveva, rendendola acutamente consapevole della sua eccitazione, fermamente premuta contro il suo stomaco. Un forte calore le passò attraverso e le sue mani scivolarono dalle sue braccia alle sue spalle.
“Ah-hem” Dietro di loro Cordelia tossì rumorosamente, i suoi occhi scintillavano di rabbia. Sbatté il piede impazientemente, la sua irritazione affatto nascosta.
Angel lasciò Buffy quasi riluttante mentre lei metteva fine al bacio e si allontanava da lui.
Non si era aspettato di essere interessato alla sua sposa oltre ad una casuale curiosità, né aveva minimamente pensato alle ramificazioni di un coinvolgimento intimo con lei. Sebbene, una piccola voce nella sua testa che giocava a fare l’avvocato del diavolo suggerì, non erano quelli i benefici del matrimonio? Nonostante tutto, la parola ‘moglie’ e la permanenza che implicava lo fecero riflettere. Si, lei era bellissima e desiderabile, ma non avevano bisogno di complicare le cose diventando sessualmente intimi. Almeno quello era ciò che stava cercando di dire a se stesso.
Con un leggero rossore sulle guance per il suo insolito comportamento sconsiderato. Buffy si voltò a guardare gli altri. Lei e Angel accettarono a disagio le congratulazioni da parte di Bonnie e Jin-Soo e poi da Cordelia, che le offrì solo perché Bonnie la stava osservando in attesa.
Mentre si stavano dirigendo verso la porta, a cerimonia finita, Jin-Soo porse a Angel una cartella contente le loro licenze matrimoniali e i documenti che gli servivano per il BCIS. Lui la ringraziò mentre teneva la porta aperta mentre prima Cordelia e poi Buffy uscivano dall’edificio.
“Aspettate un minuto!” urlò Bonnie impulsivamente, la sua voce si allontanò mentre correva verso il suo ufficio. Respirando pesantemente per la sua corsa nell’edificio, la donna robusta uscì dalla porta dietro di loro, con una polaroid in mano trionfante. “Solitamente non lo faccio ma dato che non avete una telecamera o un fotografo…”
Buffy sollevò lo sguardo sul suo nuovo marito e sollevò le spalle. Dietro di lei, Cordelia sbuffò impaziente, incrociando le braccia al petto.
“Solo un paio di foto. Dovete avere qualcosa per commemorare questo giorno, tesoro, davvero” sorridendo, la bionda grassottella fece un cenno verso il traliccio coperto di gelsomini nel portico. “Adesso Angel vai fino a lì e mettiti accanto alla tua bellissima sposa”
Angel prese posto accanto a Buffy, il suo braccio scivolò attorno alla sua vita. Una ciocca di capelli, catturata dalla leggera brezza, gli sfiorò una guancia con una carezza di seta rendendolo eccezionalmente consapevole della donna che adesso era sua moglie.
“Adesso sorridete” disse sorridente Bonnie mentre faceva un paio di foto “Allora adesso, dobbiamo farne una con un bacio”
A Buffy si bloccò il respiro all’aspettativa. Una scintilla di eccitazione le attraversò i nervi all’idea di baciarlo di nuovo sebbene cercasse di allontanare quell’idea, sapendo che non andava assolutamente bene essere attratta da suo marito. Chi avrebbe mai pensato che essere attratta dal proprio marito potesse essere una cosa brutta? Quasi rise all’ironia del suo pensiero, le sue labbra si curvarono in una specie di sorriso.
Angel vide il sorrisetto e ne offrì uno in risposta, improvvisamente curioso di sapere a cosa stesse pensando. Guardò dentro i suoi occhi verdi per un secondo, come per cercare un indizio riguardo i suoi pensieri. Accanto a loro, Bonnie fece un’altra foto.
Gli occhi di Buffy si chiusero mentre lui la baciava, le labbra di lui si posarono sulle sue. Lei lottò per non lasciarsi scappare un sospiro, trovando troppo allettante l’idea di lasciarsi andare tra le sue braccia, nel suo bacio. Sebbene, qualcosa in quest’uomo le faceva perdere i sensi; non si era mai spinta così lontano come aveva fatto quel giorno – gettandosi praticamente su di lui durante il loro bacio precedente. Non c’era alcun dubbio che Angel trovasse strano e imbarazzante doverla baciare di fronte alla propria ragazza senza che ci si mettesse anche lei comportandosi come una stupida scema infatuata.
Buffy si allontanò da Angel con un sospiro risoluto. Si, era delizioso da baciare…ma non era suo e non lo sarebbe mai stato, a dispetto delle circostanze.
“Oh, dolcezza, queste sono davvero bellissime” disse Bonnie mentre attraversava la corta distanza che la separava da dove stavano Buffy e Angel. “Abbiate cura di voi. Ricordate, mandatemi le foto dei bambini!”
Premendo le foto nelle mani di Buffy, Bonnie li salutò. “Devo scappare. La mia prossima coppia è qui! Ta-ta” con un rigonfiamento del materiale giallo limone, con i suoi riccioli che sobbalzavano, il vivace Reverendo sparì dentro il bungalow rosa salmone.
“Finalmente, Dio. Chi sapeva che sarebbe stata così noiosa? Se avesse chiuso la bocca ogni tanto, sarebbe stato carino” borbottò Cordelia, mettendosi tra la coppia sposata. Cercando nella sua borsa, tirò fuori una busta e poi la porse a Buffy “Questa è per te. Adesso Angel, andiamocene via da qui”
“Ciao Buffy” urlò la brunetta oltre la sua spalla mentre tirava Angel per un braccio, quasi trascinandolo. “I genitori di Harmony hanno appena rinnovato la loro casa in piscina. Ho dato loro dei consigli per l’arredamento. Aspetta di vederlo – è favoloso…E’ uno stile francese-Mediterraneo, come alla villa dove sono stata a Nice l’estate scorsa…Lo adorerai” la sua voce si abbassò mentre giungeva più vicina alla zona dove avevano parcheggiato la nera GTX.
Quando raggiunsero la macchina, Angel indossò gli occhiali da sole e osservò coperto dalle lenti la sua sposa un’ultima volta, la voce di Cordelia ancora risuonava nelle sue orecchie. La piccola bionda era ferma dove l’avevano lasciata, osservava in basso le foto che aveva in mano.
Buffy studiò le foto, a malapena capace di credere che fosse finita, che adesso era ufficialmente sposata. Le foto di loro due insieme erano davvero carine, se non un po’ serie. Quella con i suoi capelli che sfioravano il viso di lui sembrava persino credibile, come se fossero davvero una coppia innamorata.
La mise dietro alle altre e osservò quella dopo – quella di quando si erano baciati.
“Oh cielo” sospirò leggermente Buffy. Mise le foto in borsa e si avviò alla macchina proprio quando la Plymouth nera si allontanò lungo la strada.




 
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Responses

  • GRAZIE! - B&Aforever on May 6, 2008, 3:02 PM
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