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Capitolo 6

May 24 2008 at 3:19 PM
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Buffy09  (no login)


Response to A convenient marriage

 
Sentendo bussare alla porta, Buffy sorrise e alzò lo sguardo dal compito sul quale stava lavorando. Fin da quando Angel era partito 10 giorni prima, Wesley o Gunn, oppure Wesley, Gunn e Doyle insieme, erano passati da lei spesso per vedere se aveva bisogno di qualcosa. All’inizio si era chiesta se Angel gli aveva detto di farlo, ma quando aveva scoperto che avevano preso l’iniziativa da soli, lo aveva trovato davvero dolce.
Il pomeriggio che Gunn era passato da lei, avevano visto “Enter the Dragon” e si erano sentiti legati per la loro passione per Bruce Lee. Durante il film lui le aveva raccontato un paio di storie su Angel che l’avevano fatto ridere, sebbene non sapeva se credere a tutto ciò che le era stato detto. Più tardi quella settimana, Gunn si era presentato per portarla alla sua lezione di kickboxing.
Quando Wesley si era fermato da lei un paio di giorni dopo, Buffy lo aveva convinto a pranzare con lei. Mangiando anelli fritti e pollo, era riuscita a scoprire che Wesley era una sorta di giovane genio. Era riuscito a saltare due anni di college grazie alle sue abilità accademiche e ben presto avrebbe iniziato il suo primo anno di medicina in autunno. La volta successiva aveva portato il tartufo preso da Joseph Schmidt, dopo aver scoperto che Buffy adorava quelli al latte e alla nocciola, e anche i suoi appunti e libri di biologia, dato che lei avrebbe seguito lo stesso corso al college il semestre seguente.
Angel aveva chiamato due giorni dopo il suo arrivo in Irlanda per far sapere a Buffy che suo zio si sarebbe ripreso. Era stato colpito da un’auto mentre faceva la sua passeggiata mattutina. Fortunatamente, l’anziana donna alla guida non andava tanto veloce quando si era avventurata per le strade coperte dalla nebbia, quindi le ferite di Giles non erano gravi come avrebbero potuto essere. Si era rotto una gamba, aveva un polso fratturato e una lieve commozione cerebrale oltre ad alcune ferite e lividi, ma in generale stava molto meglio di quanto Angel aveva creduto dopo la telefonata di una Jenny spaventata.
Angel aveva chiamato di nuovo dopo che Giles era uscito dall’ospedale un paio di giorni dopo; aveva detto a Buffy che sarebbe rimasto a Dublino fino a che suo zio fosse stato in grado di muoversi meglio in casa, probabilmente per un altro paio di settimane. Aveva chiamato di nuovo quella mattina, usando la scusa che dovevano continuare il loro ‘lavoro’ per le domande del BCIS, sebbene potevano farlo solo con brevi telefonate.
Ancora sorridendo mentre raggiungeva la porta, Buffy ripensò alle varie domande che Angel le aveva fatto dopo che gli aveva detto delle numerose visite dei suoi amici e la loro determinazione nell’accertarsi che non si sentisse sola. Lui le era sembrato quasi turbato e arrabbiato a riguardo; era possibile che fosse…geloso? No, penso liquidando la questione mentre apriva la porta, era molto improbabile. Nonostante era stato dolce e scherzoso nel ricordarle che aveva accettato di andare fuori a cena con lui, e che non le avrebbe permesso di cambiare idea, non significava nulla. Vero? Sapeva che i suoi sentimenti per lui stavano crescendo, ma era possibile che anche lui fosse interessato?
“Dr Walsh” disse Buffy non proprio entusiasta, il suo sorriso scomparve quando, aprendo la porta, vide l’agente del BCIS. Si era aspettata che fosse uno degli amici di Angel, non l’ostile agente del BCIS. “Buon pomeriggio, signora Summers” la salutò formalmente la dr Walsh, la sua postura rigida. Come al solito, stringeva il suo blocco nero con il braccio sinistro.
“Signora O’Connor” ribatté Buffy, posata e formale allo stesso modo. “Ho presentato tutti I documenti necessary al DMV, agli uffici della sicurezza sociale e anche alla Sunnydale UC. Posso darle le copie dei documenti se vuole” cambiare il suo cognome non era stato il suo piano originale, ma a quel punto Buffy era pronta a fare tutto quello che era necessario per convincere il BCIS che era seria nel suo matrimonio. Non aveva neanche detto a Angel quello che aveva fatto, incerta su quale potesse essere la sua reazione. Ci sarebbe stato tempo quando lui sarebbe tornato.
“No, grazie. Non è necessario” rispose Maggie Walsh, sopprimendo il sorriso da predatore. Lanciò uno sguardo oltre le spalle di Buffy prima di tornare a guardare la giovane donna “Posso?”
“Uh, certo” facendo un passo indietro, la bionda fece cenno all’agente del BCIS di entrare nell’appartamento.
“Grazie” attraversando l’uscio, la dr Walsh scrutò la stanza attentamente. Gli spazi abitati le dicevano molto sulle persone e lei era sempre alla ricerca di dettagli o elementi che poteva usare per il suo caso. Non notando niente di particolare, si sedette sul divano.
Maggie Walsh aprì il suo blocco poi si mise gli occhiali da vista mentre Buffy prendeva posto sull’altro divano di fronte a lei. “Signora Summ…mi scusi, Signora O’Connor, le spiucerebbe dirmi dove si trova suo marito?”
“Sta facendo visita ad alcuni parenti in Irlanda” disse Buffy, cercando di restare calma nonostante quella visita inaspettata. Quella domanda la portò a chiedersi quanto attentamente erano osservati lei e Angel e come faceva l’agenzia a sapere che Angel era via. Si sporse leggermente in avanti, mettendo le mani sotto le cosce fino a che non si rese conto di quello che stava facendo, quindi si sforzò di rilassarsi. “Capisco. Ed è a conoscenza del fatto che sta viaggiando con un’altra donna? Una certa Cordelia Chase?” la dr Walsh si mise comoda, osservando attentamente l’espressione della bionda.
A suo favore, Buffy non si mostrò sorpresa. Com’era stata stupida a dimenticarsi della ragazza di Angel. In realtà non sapeva che Cordelia aveva accompagnato Angel in Irlanda, sebbene probabilmente non doveva sorprenderla. Lui non aveva mai fatto parola della brunetta, ma adesso che ci pensava, Cordelia non aveva chiamato e non era venuta all’appartamento fin dal giorno in cui Buffy le aveva detto che Angel era partito.
Questo le era sembrato un po’ insoltito, pensava che Angel avrebbe chiamato la sua ragazza prima di partire o poco dopo essere giunto in Irlanda, ma non l’aveva fatto. All’inizio, perché in seguito evidentemente l’aveva fatto. Era stressato e preoccupato, probabilmente aveva avuto bisogno di qualcuno al suo fianco. Buffy sarebbe salita su un aereo in un mnuto, se solo lui avesse anche solo accennato alla cosa…Allontanando quei pensieri con un sorriso afflitto, la bionda rispose con fermezza “Si. E’ un’amica di famiglia” la sua voce era piatta, senza un accenno al dolore e alla confusione che provava. Perché Angel le aveva chiesto di cenare insieme? Stava fatasticando troppo sul tono scherzoso e caldo di lui e sulle loro conversazioni intime? Faceva tutto parte della loro messinscena per il matrimonio, niente di più?
“Capisco. Non ci si aspetta da un uomo appena sposato si viaggiare con una donna single. Una donna che si dice che fosse coinvolta in una relazione intima con lui prima e immediatamente dopo il vostro matrimonio. Lei capisce come appare questa situazione al mio ufficio” l’agente del BCIS sorrise maligna, sembrava contenta di averle dato quella notizia. Sapeva che Ethan aveva espressamente detto che non voleva che sua nipote venisse coinvolta nel caso O’Connor e sapeva che parlare del coinvolgimento della signorina Chase era rischioso per quel motivo, ma era certa che poteva utilizzare quell’informazione a suo vantaggio e assecondare ugualmente i desideri di Ethan. “Non tutti possiamo permetterci di prenderci una vacanza signora Walsh, devo seguire le lezioni e ho due lavori. Mio marito aveva bisogno di vedere la sua famiglia. Suo zio è stato coinvolto in un incidente” rispose calma Buffy, mentre iniziava a provare un profondo disappunto. Far finta di essere interessato a lei per qualche altro motivo che non fosse il loro matrimonio non era necessario; infatti, quei segnali ambigui complicavano solo le cose. Quando Angel sarebbe tornato, avrebbero dovuto avere una conversazione aperta e onesta a riguardo. Schiarendosi la gola, aggiunse “E lui non sta viaggiando con Cerdelia, dr Walsh. E’ capitato che lei si trovasse in Europa in vacanza e semplicemente è passata da Angel per esprimere la sua preoccupazione per la sua famiglia. Lo avrebbe fatto qualsiasi buon amico” quella bugia le bruciava, ma ricordò a se stessa dell’importanza di convincere la dr Walsh, e di conseguenza il BCIS, che il loro matrimonio era reale. Lo stava facendo anche per lei oltre che per Angel.
“Mi spiace sentirlo” mormorò senza alcuna sincerità Maggie Walsh, osservando il suo orologio “Si riprenderà?”
“Si, fortunatamente non era grave come avevano pensato all’inizio” Buffy si sistemò meglio sul divano, allontanando per il momento i pensieri sdolcinati su suo marito “E per quanto riguarda la sua altra insinuazione…dubito che mio marito sia coinvolto con Cordelia, ma se lo è stato in passato è successo prima del nostro matrimonio e di conseguenza non ha importanza per me adesso. Mi fido di mio marito, dr Walsh”
“Non sono certa, signora O’Connor, che suo marito abbia avuto una relazione solo platonica con la signorina Chase” rispose fredda l’agente del BCIS, scrivendo qualcosa nel blocco prima di tornare a osservare il volto di Buffy. “E non credo neanche che la signorina Chase si trovava per caso in Europa ed è passata ad esprimere la sua preoccupazione”
“Allora mi spiace che non si trova a suo agio con la verità” Buffy stava lottando per mantenere la sua posizione. Era abbastanza brutto il fatto che le venisse bruscamente ricordato della relazione tra Angel e Cordelia quando aveva iniziato a fantasticare su suo marito, ma dover mentire in maniera convincente a riguardo quando non si trovava a suo agio neanche con la più piccola delle bugie…era quasi più di quello che poteva sopportare. Poteva sentire già le sue tempie pulsare preparandosi ad un bel mal di testa.
“Se fosse la verità, non avrei alcun problema” rispose la dr Walsh spazientita. “Non ho alcuna intenzione di sprecare tempo qui o di fare dei giochetti, signora Summers. Se vuole semplicemente dirmi la verità riguardo le circostanze del suo matrimonio con il signor O’Connor, sarò clemente nel portare avanti il suo caso”
Buffy ci pensò su per 2 secondi, chiedendosi se confessando semplicemente poteva essere il modo più facile per uscirne a quel punto. Alla fine però, si rese conto che si fidava ben poco della dr Walsh.
“Dr Walsh, amo mio marito. Si, siamo giovani e il nostro matrimonio probabilmente sembra affrettato per lei, ma cosa posso dire?” Buffy fece una pausa sollevando le spalle “L’amore ti fa fare strane cose”
Con un’espressione arrabbiata, la dr Walsh sbatté la penna sul blocco “Dato che insiste col continuare la sua farsa, allora procederò con la mia investigazione. Avrò bisogno dei nomi di non meno di 6 persone con cui poter parlare. Queste persone devono essere a conoscenza della relazione con suo marito e devono essere in grado di verificare la sua…storia”
“Mi spiace, ma non ho 6 persone da darle”
“Me ne servono almeno 6. Possono essere suoi amici o di suo marito” dichiarò con fermezza Maggie Walsh, osservandola da sopra gli occhiali.
“Non sono sicura per gli amici di mio marito. Dovrà chiederlo a lui quando torna. Per quanto riguarda me, ho perso i contatti con la maggior parte dei miei amici nell’ultimo anno a causa di problemi personali. Non saranno in grado di aiutarla dato che non hanno la minima idea di che fine io abbia fatto” mormorò la bionda. In maniera assente di rigirò la fede d’argento che indossava pensando a quanto fosse cambiata la sua vita in quell’anno.
“E’ una bella scusa” replicò sarcastica la dr Walsh, come se pensasse che la giovane donna se lo stava inventando.
“Se lei crede” replicò fredda Buffy, allontanando la tristezza causata dai ricordi degli ultimi mesi e della morte di sua madre. Era la verità; prendersi cura di sua madre aveva allontanato da lei la maggior parte dei suoi amici tranne per alcune eccezioni come Willow, Oz e Faith.
“Quando tornerà il signor O’Connor?” chiese brusca il BCIS, sfogliando il calendario che si trovava all’inizio del suo blocco.
“Viviamo un giorno alla volta. Adesso suo zio è a casa e sta migliorando, quindi probabilmente Angel tornerà in un paio di settimane”
“Nonostante tutto avrò bisogno delle referenze entro la fine della settimana. Lei è in contatto con lui, vero?” Maggie Walsh scrisse qualcosa sulla data di venerdì poi chiuse bruscamente il blocco. Si tolse gli occhiali e li mise in tasca.
“Certo” disse confidente Buffy, sollevando leggermente le sopracciglia come per mostrare quanto trovava stupida quella domanda.
“Ecco il mio biglietto. La prego di farmi avere la lista delle referenze entro venerdì. Avrò bisogno dei nomi e dei numeri di telefono e preferirei avere anche degli indirizzi” la dr Walsh si alzò in piedi rapidamente “Altrimenti le suggerisco di dire al signor O’Connor di rimanere in Irlanda”
Senza aggiungere altro, l’agente del BCIS uscì dall’appartamento, chiudendo la porta con forza dietro di sé.
Sospirando riluttante, Buffy trovò il numero della casa dello zio di Angel, Giles. Dopo aver scoperto che lui era con Cordelia, un dettaglio che forse lui si era dimenticato di menzionare, non era proprio dell’umore adatto per parlare con suo marito al momento, ma sfortunatamente doveva farlo.
Controllò l’ora; dovevano essere quasi le 10 di sera a Dublino, un po’ tardi per chiamare…nonostante ciò fece lo stesso il numero con dita tremanti e poi ascoltò il telefono squillare mentre aspettava che qualcuno rispondesse.
“Pronto?”
“Um, salve. E’ la casa di Rupert Giles?”
***
Angel camminò lungo Wicklow Street fino a che non giunse al negozio che stava cercando. Spostando le busta su un unico lato, aprì la porta della gioielleria O’Reilly ed entrò nel negozio illuminato. O’Reilly era una delle gioiellerie più prestigiose di Dublino, conosciuta per i suoi pezzi di qualità e per il design esclusivo, in particolare il loro stile celtico. David O’Reilly, il figlio del proprietario e Liam Devlin O’Connor, il padre di Angel, era stati amici.
“Salve” lo salutò la donna castana dietro al bancone con un sorriso amichevole uando il campanello sulla porta annunciò l’ingresso di Angel nel negozio “Posso aiutala?”
“Si. No…in realtà, non lo so” rispose con un piccolo sorriso Angel, incerto se seguire l’impulso che lo aveva condotto in quel negozio. Aveva già con sé un maglione, un vaso di cristallo di Waterford e una scatola di cioccolatini di Butler comprati poco prima, quindi perché sentiva il bisogno di comprare un altr regalo per Buffy?
L’uomo piegato sopra il bancone che stava esaminando con cura un trio di diamanti sollevò lo sguardo “Angel? Angel O’Connor?” osservando con attenzione Angel, sorrise mentre si metteva dritto “Beh, che io sia dannato. Sei davvero tu”
“David” sorrise Angel mentre posava le buste per porgergli la mano in segno di saluto. Oltre che i radi capelli grigi sulle tempie, David O’Reilly sembrava proprio come Angel se lo ricordava da ragazzo. “Come stai?”
David prese una bottiglie di buon Whiskey dall’armadietto nella stanza sul retro, poi si sedettero al picolo tavolo da lavoro dietro il bancone della gioielleria ricordando il passato e raccontandosi quello che avevano fatto dopo che O’Reilly e gli altri negozi come WIcklow e Grafton ebbero chiuso.
David e Rupert Giles si erano tenuti in contatto, quindi David sapeva che Angel stava frequentando il college negli USA e che voleva seguire una tipo di carriera simile a quella di suo padre. Angel comunque, non diede via troppe informazioni sul suo conto preferendo parlare della famiglia di David o della salute di suo zio. David non rimase sorpreso quando Angel disse che voleva compare un regalo per una sua amica, ma rimase scioccato nel sentire che Angel voleva prendere degli anelli Claddagh.
“E’ speciale, questa ragazza?” chiese divertito David mentre apriva uno degli armadietti per prendere vari gioielli. Li posò sul tavolo per poi tornare a sedersi e prendere gli occhiali, bevendo un altro sorso di whiskey.
“E’ mia moglie” rispose assente Angel, prendendo un anello d’oro bianco con il classico design Claddagh dal vassoio di velluto di fronte a sé.
“Tua moglie, hai detto?” le sopracciglia del gioielliere si sollevarono per la sorpresa. Le donne erano state una costante nella vita dell’uomo fin da quando era giovane, David aveva assistito a tutto fin dall’inizio, a partire dalle ragazzine frivole che si fermavano a casa O’Connor di tanto in tanto con una scusa qualsiasi e finendo sempre per chiedere dove si trovasse il ragazzo. Nonostante Angel fosse sempre gentile e amichevole, cosa che di certo aveva aiutato la sua popolarità, aveva sempre mantenuto le distanze. Anche crescendo, Angel di rado aveva frequentato la stessa ragazza a lungo, confermando il tutto con veementi dichiarazioni su come non avesse intenzione di sistemarsi tanto presto, se mai fosse successo.
“Si” posando l’anello che aveva preso, passò ad un altro Claddagh d’oro con il cuore fatto di smeraldo. Angel si chiese quali fossero di gusti di Buffy. Le piaceva l’argento o l’oro? Smeraldi? Zaffiri?
“In questo caso…” David si alzò e si avviò verso un grande armadio sul retro del locale. Aprì la porta di legno per rivelare una grande cassaforte. Fece la combinazione con grande facilità e aprì la pesante porta. Cercò tra alcuni oggetti prima di tirar fuori quello che stava ovviamente cercando con un ‘ah-ah’.
“Lascia che ti mostri qualcosa di speciale”
“Oh, ma non penso di potermelo permettere…” iniziò esitante Angel, osservando David tornare verso il tavolo con una scatola di velluto in mano. Aveva alcuni soldi da parte e aveva il fondo fiduciario, ma non aveva intenzione di spendere tanto. In parte perché non voleva mettere Buffy a disagio con un acquisto stravagante e in parte perché non era certo di quello che stava facendo.
“Stupidaggini, ragazzo. La donna che ha catturato il cuore capriccioso di Angel O’Connor deve essere davvero una gemma speciale. Non pensare che abbia dimenticato le tue dichiarazioni riguardo il fatto che non volevi sistemarti solo con una donna” sorrise David e gli fece l’occhiolino mentre tirava fuori l’anello dalla scatola per posarlo sul palmo della mano.
Il platino lucente brillò sotto la luce “E una gemma speciale merita una gemma speciale”
Angel prese l’anello dalla mano del gioielliere con estrema cura. Era bellissimo in maniera straordinaria, ogni dettaglio della corona e delle mani era visibile. Al centro c’era un diamante a forma di cuore che aveva delle leggere sfumature di rosa.
“Ho finito questo pezzo quasi 2 mesi fa” David fece un cenno verso l’anello “Ma non so per quale motivo non l’ho messo in vendita. Adesso penso che stessi solo aspettando la persona giusta. I diamanti rosa sono piuttosto rari, sai. Questo è solo il secondo che abbia mai visto in tutta la mia vita”
“E’ davvero bellissimo” disse Angel, rigirando l’anello tra le mani. Si sentiva leggermente in colpa per il fatto che David fosse convinto che si fosse sposato per amore. Nonostante ciò, poteva immaginare la sorpresa di Buffy una volt ache gli avesse dato un regalo simile, lei aveva diversi gioielli da quello che aveva potuto notare, ma niente di bello o di valore. Il pensiero di farla felice, e di vederla indossare il suo anello, quel anello, lo riempiva di gioia. Sospirando rassegnato, sporse la mano verso David e glielo riconsegnò “Ma non posso permettermelo”
“E come fai a sperlo? Non ti ho detto mica quanto voglio, vero?” David chiuse la mani intorno alle sue, senza riprendersi l’anello.
“No, non l’hai fatto, ma sono sicuro che va oltre il mio budget. Non so molto su diamanti rosa che vanno di pari passo con JLo e le parole ‘estremamente costosi’, ma sono sicuro che costa molti Euro, più di quanto posso permettermi” Angel posò l’oggetto in questione con cura nella scatola di velluto da cui era venuto fuori.
“La pietra da sola, data la grandezza e la purezza, vale 5,000€, ma non è il prezzo che chiedo per l’anello” il gioielliere si mosse sulla sedia, battendo le dita sul tavolo in contemplazione. “Una bellezza talmente rara merita di appartenere a qualcuno di davvero speciale. Dimmi che la donna che hai sposato non è una qualunque e ti darò qualche consiglio oltre all’anello”
“Buffy è…” Angel si fermò, pensando ad una descrizione appropriata per sua moglie. L’immagine di Buffy si risvegliò chiara e vivida nella sua mente. I suoi sentimenti per lei erano incerti e confusi, ma non c’era alcun dubbio che lei lo colpiva come nessun altra prima di lei. “E’ certamente una bellezza rara anche lei” disse alla fine mentre si metteva comodo sulla sedia, con aria sognante. Il fatto che fosse molto più che bella lo aveva imparato in quei giorni che avevano passato a conoscere i dettagli della vita l’uno dell’altro, ma cosa poteva dire a David che non suonasse troppo sdolcinato o poetico su di lei? Perché lui non era un tipo poetico o sdolcinato. No, lui non faceva quelle cose.
“Beh allora, ecco” rispose David contento, prendendo la bottiglia di whiskey “Adesso brindiamo a tua moglie e poi ancora al tuo futuro, poi ti dirò di quando tua padre mi ha presentato l’amore della mia vita e del perché voglio vedere suo figlio felice” spingendo verso di lui un bicchiere quasi completamente pieno, David tenne l’altro per sé “Poi ancora, possiamo trattare ancora sul prezzo dell’anello”
***
Angel fu sorpreso di vedere le luci accese a casa di Giles quando parcheggiò la Citroen dello zio nel lungo vialetto. Se le circostanze della sua visita fossero state diverse, se lo sarebbe aspettato, Giles era il tipo che va a dormire tardi e si sveglia preso, ma quell’abitudine era cambiata date le sue ferite. Oltre a fare un sonnellino durante il giorno, l’uomo aveva iniziato ad andare a letto presto, in quanto aveva bisogno di riposarsi in seguito all’incidente.
Sentendo delle voci entrando dalla cucina, Angel posò le varie buste e poi si incamminò verso la sala. Dire che era sorpreso di vederla era un eufemismo; gli era venuto un colpo probabilmente era una frase più adatta in quel momento.
“Cordelia? Cosa ci fai qui?”
“Angel, tesoro. Eccoti!” la brunette sorrise ampiamente e si alzò subito in piedi. “Quando ho scoperto che tuo zio era ferito, sono venuta appena ho potuto”
Giles lottò con le sue stampelle e alla fine riuscì ad alzarsi in piedi. Con un’espressione scontenta sul volto osservò suo nipote. “Liam? Vorrei parlarti in cucina” aveva fatto solo due passi quando aggiunse “In privato”
Angel fece un passo indietro mentre Giles lo oltrepassava per dirigersi in cucina. Con uno sguardo di scusa rivolto a Jenny e uno sguardo d’avvertimento rivolto a Cordelia. Angel chiuse la porta che separava le due stanze.
Con apprensione osservò suo zio che apriva l’armadietto dei liquori per tirar fuori il brandi. Il fatto che Giles lo avesse chiamato Liam era un brutto segno, lo chiamava così solo quando era dispiaciuto o arrabbiato. Infatti, era da due anni che non losentiva usare quel nome e l’ultima occasione era stata quando era andato a prenderlo all’Interpol a Lyon.
“Per prima cosa spiegami come diavolo hai fatto a ritrovarti con quella donna egocentrica e irritante che adesso siede nel mio salone e in secondo luogo, perché diavolo non mi hai detto che ti sei sposato?” sbottò subito Giles mentre versava una buona quantità di brandi nella tazza da thé.
Angelk sospirò. Avrebbe dovuto immaginarsi qualcosa di simile, data la presenza inaspettata di Cordelia, Cosa gli aveva detto? E da quanto tempo si trovava lì”
“No…non era importante”
“Ti prego spiegami quale delle due, quella donna o il tuo matrimonio?” chiese Giles mentre si accasciava contro l’armadietto e bevendo una sorsata di brandi una delle stampelle gli cadde.
“Entrambe le cose a dire il vero” rispose Angel, facendo un passo in avanti per evitare che suo zio cadesse.
“Da quando il matrimonio non è imporante?” liberandosi irritato dalla presa di suo nipote, Giles si rimise in piedi e osservò il volto di Angel.
“Non volevo dire questo. E’ solo…non è…” Angel si bloccò considerando quello che voleva dire.
“Non è cosa?” poggiandosi al tavolo, Giles posò la tazza e incrociò le braccia.
“Non è come pensi” Angel iniziò a camminare per la piccola cucina, cercando il modo migliore per piegare quello che era successo. Avrebbe dovuto dire a Giles e Jenny di Buffy, ma il momento giusto non si era mai presentato data la sua continua preoccupazione per la salute di Giles.
“C’è stato un problema con il mio permesso di soggiorno. L’ufficio del BCIS ha minacciato di deportarmi prima della fine del semestre. Stavo per perdere tutti i miei crediti per poi tornare di nuovo qui. Probabilmente non sarei stato in grado di tornare di nuovo lì e finire gli studi almeno per un altro anno, seppure. Ho sposato una donna americana così da poter rimanere e finire la scuola.”
“Capisco” disse scettico Giles mentre si toglieva gli occhiali e iniziava a pulirli, in un gesto familiare. “Non penso che fosse necessaria un’azione tanto disperata. Una semplice telefonata e sono certo che il problema poteva essere risolto. Se non attraverso l’università, allora molti degli ex colleghi di tuo padre avrebbero potuto aiutarti. Sono certo che l’Interpol ha una certa influenza sugli Stati Uniti”
“Sai che non lo fare mai” disse duramente Angel, voltandosi per guardare in faccia suo zio “Non voglio e non ho bisogno del loro aiuto”
“Allora credi che sposarti sia stata la soluzione migliore?” chiese Giles con fermezza rimettendosi gli occhiali. “E che mi dici della ragazza? Lei sa che l’hai sposata solo per restare nel paese?”
“Io, beh, io…si, Buffy lo sa”
“Capisci che quello che hai fatto è illegale negli Stati Uniti?” poggiandosi alle stampelle, Giles raggiunse i fornelli e accese il gas per fa bollire l’acqua.
“Si”
“E nonostante tutto, date le tue ambizioni, hai pensato che un’azione illegale era meglio piuttosto che chiedere aiuto a qualcuno dell’agenzia affinché ti aiutasse?”
“Si!” sbottò con forza Angel “Loro mi devono la verità ma non mi hanno dato alcuna informazione quando…Entrambi sappiamo che sanno molto di più su quello che è successo a Los Angeles di quanto hanno detto”
“Si, beh, anche se sono d’accordo con te non è di questo che stiamo parlando al momento” replicò Giles senza voltarsi dai fornelli. Gli mancavano molto sua sorella e suo cognato; la loro morte non era mai stata spiegata adeguatamente, ma c’era da aspettarselo dato il lavoro che faceva Liam. Come Direttore del reparto Crimini Specializzati per l’Interpol, viaggiava molto per affari rischiosi. Kathleen si rifiutava di rimanere a casa, quindi spesso andava con Liam e nel corso degli anni era diventata un’abitudine e un alibi per lui. Per i casi più facili e rapidi, Liam e Kathleen portavano il loro figlio con sé; per i casi più rischiosi Angel veniva lasciato da Giles.
Allontanando il proprio dolore, Giles si voltò verso suo nipote. Si sentiva responsabile per come era diventato il ragazzo nel corso del tempo dato che in parte lo aveva cresciuto lui. Era cnhe preoccupato tanto come lo sarebbe stato un genitore per la salute, la felicità o il futuro del proprio figlio. “Stiamo parlando di te e del tuo matrimonio e, quindi, del tuo futuro”
“Cosa ti ha detto Cordelia?”
“Quella adorabile creatura non ha detto nulla sul tuo matrimonio, sebbene avesse molto da dire sul fatto che siete molto intimi” il sarcasmo era evidente in ogni sua parola mentre Giles sedeva accanto al ripiano della cucina, data la sua stanchezza. “Tua moglie ha chiamato chiedendo di te”
Allarmato, Angel tornò a guardare suo zio “Sta bene? E’ successo qualcosa?”
Giles studiò suo nipote per un momento, sorpreso per l’ovvia intensità della sua preoccupazione. C’era qualcos’altro oltre a quello che Angel voleva lasciar intedere? Prvava dei sentimenti per sua moglie che andavano oltre il matrimonio di convenienza? “Sta bene. credo. E devo dire, è stata piuttosto paziente e indulgente con un vecchio impiccione come me. Non mi ha detto subito di essere tua moglie”
Angel sorrise leggermente, pensando a Buffy che aveva dovuto vedersela con suo zio che, senza dubbio, l’aveva spinta con una serie di domande fino a che non aveva confessato. Sapeva quanto potesse essere persistente Giles. “Cos’ha detto? Ha bisogno di qualcosa?” non poteva evitare di nascondere l’ansia nella sua voce.
“La donna apparentemente molto sgradevole che lavora per il BCIS è passata per una visita. Sembra che sapesse del tuo vizio di avere molte donne” con un gesto indicò il bollitore che stava fischiando.
“Dannazione” maledisse Angel spegnendo il gas e sollevando il bollitore dai fornelli per versare l’acqua nella teiera. Come facevano a sapere che Cordelia sia trovava lì?
“Cos’ha detto Buffy? Era turbata?” chiese con un’espressione preoccupata. Buffy pensava forse che era stato lui a portare Cordelia con sé? O che l’aveva chiamata chiedendole di andare in Irlanda con lui? “Non sembrava particolarmente turbata, no” suppose Giles, ripensando alla conversazione avuta con Buffy. Aveva risposto alle sue domande con educazione ma in modo vago, e aveva menzionato l’altra donna in maniera riluttante. “Ha detto che ha bisogno dei nomi di quattro dei tuoi amici per venerdì”
“Forse dovrei chiamarla e accertarmi di tutto” disse ansioso Angel, osservando l’orologio e controllando l’ora. Voleva rassicurarla che Cordelia non era venuta con lui; che non l’aveva neanche chiamata. Anche lui era rimasto sorpreso quando l’aveva vista. “La dr Walsh, la donna che lavora per il BCIS sa essere una spina nel fianco. Odio il fatto che Buffy abbia dovuto affrontarla da sola”
“La tua Buffy sembra una brava donna…” iniziò a dire Giles, diventando sempre più curioso adesso mentre osservava le emozioni susseguirsi sul volto di suo nipote, si vedeva che era agitato.
“Lo è” replicò assente Angel, un piccolo sorriso sulle labbra comparve nel sentire il pronome possessivo usato da suo zio. Inconsciamente, osservò le buste, i regali che aveva comprato per lei.
“Allora perché l’hai lasciata in California e perché quella arrogante donna dai facili costumi si trova nella mia casa e afferma di essere l’amore della tua vita?” sporgendosi sul ripiano, Giles prese la teiera e si versò del thé aggiungendo poi un po’ di brandi.
“Cosa?” le sue riflessioni su Buffy si interruppero e Angel si voltò verso suo zio “Non ho portato io Cordelia qui, è venuta da sola”
“Neghi di essere coinvolto con lei? Sessualmente coinvolto?” chiese duro Giles, i suoi occhi blu si posarono su Angel osservandolo attentamente “Sono stato giovane anch’io e non sono proprio cieco, Liam”
“No, non nego niente” rispose Angel con un sospiro “Ma Cordelia…non è più così. Non più”
“Capisco. Lei lo sa che non è più così? E sa che sei sposato”
“Si”
Giles sollevò le sopracciglia.
“No” si corresse Angel di fronte allo sguardo di suo zio “Sa che sono sposato, ma…” non aveva del tutto messo fine alla storia con Cordelia, ma non era neanche rimasto in contatto con lei. Aveva pensato che la loro ultima conversazione fosse bastata, apparentemente no.
“Indipendentemente alle ragioni alla base del tuo matrimonio, sono contrariato del fatto che hai preso i tuoi voti…che presumo fossero dei tipici voti nuziali…tanto alla leggera” disse con disapprovazione Giles.
Poggiando entrambe le mani al ripiano della cucina, Angel abbassò lo sguardo. Non sapeva cosa dire. Non aveva preso i voti nuziali seriamente; non aveva parlato di sua moglie ai suoi amici fino a che non era stato costretto, aveva dormito con Cordelia dopo il suo matrimonio…
“Liam?”
Angel osservò il volto di suo zio.
“Non penso di doverti dire che sono molto contrariato”
“No. Infatti” rispose Angel. Odiava contrariare suo zio, l’uomo che era stato al suo fianco durante i momenti migliori e peggiori della sua vita. Giles lo rimproverava di rado e non lo giudicava mai, era sempre stato comprensivo, lo aveva sempre appoggiato e di solito lo incoraggiava; tutto ciò rendeva il suo disappunto attuale cento volte peggio.
Angel si passò una mano tra i capelli per l’esasperazione. Doveva ancora vedersela con Cordelia.
***
Con i suoi capelli in disordine, occhi verdi scintillanti e un corpo ovviamente muscoloso, aveva scritto dappertutto ‘attrazione sessuale’, e Anya lo voleva nel modo peggiore. Nascose il suo disappunto quando chiese specificatamente di sedere nella sezione di buffy dicendo, con un occhiolino, che avrebbe aspettato se avesse dovuto. Nonostante ciò, Anya non aveva intenzione di mollare ancora. Buffy era sposata mentre lei di sicuro non lo era. Sorrise e flirtò con lui mentre lo conduceva al suo tavolo, fermandosi brevemente per chiedergli il numero di telefono.
“Dammi un nome e un numero e prometto che non farò sedere nella tua sezione nemmeno un tipo che non da mance per un intero mese”
Buffy si voltò nell’udire la voce di Anya e osservò il suo amico. Guardò oltre Anya mentre questa glielo indicava, un uomo con una maglietta grigia, una giacca e pantaloni neri.
“Tre mesi se riesco a ricavarci un po’ di azione a nudo” aggiunse Anya, mentre i suoi occhi si posavano sull’uomo seduto lì di fronte che studiava il menù. Stava per sbavare.
“E come credi che riuscirò ad ottenerlo?” chiese con un ghigno Buffy, prendendo I piatti con il cibo da portare a uno dei suoi tavoli.
“Sono sicura che puoi pensare a qualcosa” disse la bionda cameriera scuotendo i capelli. “Di certo ti rcordi come si flirta. Non sei sposata da così tanto tempo. A proposito, quando hai intenzione di portare qui tuo marito? Sto iniziando a pensare che lo tieni davvero legato al letto”
Buffy rise e scosse la testa. Anya non aveva di certo tenuta nascosta la sua curiosità nei confronti del matrimonio di Buffy dal primo minuto in cui aveva visto l’anello sulla mano dell’altra. “Sono sicura che lo incontrerai un giorno, Ahn”
“Giusto. Meglio che arrive presto quell momento, o inizierò a pensare che te lo sei inventato” mentre Buffy si dirigeva verso il salone, Anya le urlò “Sei sposata Buffy! Ricordatelo”
Con ancora il sorriso sulle labbra, Buffy posò i piatti al primo tavolo e poi si spostò tra gli altri per giungere dall’uomo di cui aveva appena parlato con Anya. Era molto bello, pensò Buffy mentre tirava fuori il blocco per le ordinazioni. Probabilmente sarebbe stata un po’ interessata a lui se…se, pensò con un sospiro, se tutto non fosse completamente diverso. Se non fosse sposata, se non avesse mai incontrato Angel, se non si stesse innamorando di suo marito…
“Ciao. Cosa posso portarti?” chiese Buffy, allonatanando i pensieri di suo marito e concentrandosi sul lavoro.
“Prenderò il filetto, al sangue, un Amstel Lite e” Lindsay abbassò il menù e inxzontrò direttamente lo sguardo di Buffy “il tuo numero di telefono”
“I primi due non sono un problema, il terzo è un non posso farlo” rispose senza problemi Buffy, sebbene fosse sorpresa per un approccio così diretto.
“Tesoro, mi ferisci” il bellissimo uomo castano sorrise mentre le porgeva il menù.
“Ne dubito” disse Buffy mentre ricambiava il suo sorriso con esitazione.
“Quindi pensi che sia abituato ad essere rifiutato. Questo mi ferisce davvero?” rispose Lindsay, senza mollare la presa sul menù e costringendo Buffy a tirare con forza senza risultato “Almeno dimmi perché mi rifiuti senza nemmeno darmi un’occasione di portarti a cena o a vedere un film. Mi hanno detto che offro cene stupende. Inoltre, sono disposto a portare la ragazza giusta anche a vedere uno di quei film di arte francesi”
Ridendo, Buffy sollevò la sua mano sinistra per mostrargli l’anello d’argento. “Sono sposata. Ma conosco qualcuno che potrebbe essere interessata alla tua offerta”
“Conosco molte donne che sono disposte a indossare un anello solo per fare una scena” disse scherzando Lindsay, osservando solo per breve tempo l’anello prima di concentrarsi di nuovo sul suo volto. “E ne conosco anche di più che non sono disposte a far si che un semplice anello di metta tra loro e il piacere” sembrava aver ignorato il suo commento riguardo qualcun altro che poteva essere interessato a lui.
“Non io” rispose secca la cameriera bionda, togliendogli dalle mani il menu e mettendoselo sotto un braccio. Se quello era il suo modo di fare, allora non voleva dare il suo numero a Anya.
“Sei sicura, tesoro?” chiese con un occhiolino, offrendo una sorta di sorriso di scusa. Il tono scherzoso della sua voce era lìunica cosa che tratteneva Buffy dallo schiaffeggiarlo con rabbia. Invece, disse semplicemente “Si, assolutamente”
“Allora mi spiace molto non averti incontrata prima” disse quasi tra sé e sé Lindsay, dato che Buffy era già andata via.
***
“Praticamente mi ha cacciata, Harm” disse arrabbiata Cordelia parlando al cellulare. Si trovava in un taxi che la stava portando per le strade di Parigi al Ritz Carleton hotel.
“E, senti questa…mi ha portato in un hotel a Dublino in una vecchia macchina orrenda. Voglio dire, avresti dovuto vedere quel pezzo di ferraglia. Era incredibile”
“Non so che tipo di macchina. Era solo…disgustosa” rispose esasperata la bruna mentre tirava fuori il rossetto dalla borsa e lo metteva sulle labbra.
“Beh, allora sono andata nella casa umida di suo zio e ho dovuto aspettare lì per ore mentre Angel era via a fare chissà cosa. Lascia che ti dica, chiacchierare con suo zio e sua zia per più di 10 minuti? Noio-so. Quelle persone hanno vissuto, diciamo, nello stesso posto tutta la vita e non hanno fatto niente. Volgio dire, non sono neanche andati a sciare alle Alpi o ad un film festival a Cannes, e non sanno niente della cultura francese…scommetto le mie ultime Jimmy Choo (sn delle scarpe di marca) che non hanno mai visto gli Harrods. Il che, pronto? Vivete in Europa gente, uscite dall’Irlanda per una volta e fate qualcosa. Non c’è bisogno di dire, le loro capacità di conversazione? Limitate”
Cordelia ascoltò in silenzio per alcuni minuti mentre Harmony offriva alcune risposte per consolare l’amica.
“Beh, quindi quando Angel alla fine è arrivato, lui e suo zio si sono chiusi nella cucina maleodorante per un po’ a parlare non so di cosa. Dopo, Angel si stava comportando tutto depresso e pensieroso. Non sembrava felice di vedermi o altro, ha solo detto che doveva andare”
Rallentando, il taxi si fermò al semaforo e Cordelia guardò fuori dal finestrino per vedere dove si trovavano prima di riportare la sua attenzione alla conversazione. “Io stavo pensando, finalmente! Abbiamo un po’ di tempo da passare da soli. Non c’è bisogno di dirlo, Angel era perfetto nella sua maglietta bianca e i suoi jeans così stretti. In ogni modo, durante il tragitto in hotel mi ha chiesto come avevo saputo dove’era. Gli ho detto che Buffy me lo aveva detto ovviamente. Non ho detto quanti problemi ho dovuto affrontare con l’investigatore privato di mio nonno per trovare l’indirizzo di suo zio. Poi, all’improvviso, Angel dice che non mi vuole lì”
Fermandosi, Cordelia allontanò il telefono dallì’orecchio mentre le esclamazioni acute di Harmony poteva essere udite da lontano. Anche il tassista lanciò un’occhiata attraverso lo specchietto retrovisore nel sentire quei rumori. “Lo so! Voglio dire, pronto? Neanche io volevo essere lì, ma sono andata per mostrargli il mio supporto. Pensi che avrebbe potuto smettere di pensare a se stesso per più di due minuti e considerare quello che sto passando io. Non è che mi sono unita al gruppo delle case umide e campestri e della cucina irlandese. Onestamente.”
Il taxi riprese a muoversi, svoltando a sinistra per l’ultimo tratto fino all’hotel.
“Beh, adesso non crederai a questo. Ha anche detto che proverà a far funzionare le cose con Buffy” rise Cordelia, un suono finto che riecheggiò per tutto il taxi.
“Buffy! Riesci a crederci? Come se quell topo abbia qualcosa da offrire. Ho pensato, è stressato e forse suo zio a scoperto del matrimonio e lo ha fatto sentire in colpa o qualcosa del genere”
Girando a destra, il tassista raggiunse il vialetto davanti al Ritz Carleton Hotel e frenò. Muovendosi rapidamente, uscì dal veicolo e aprì la porta a Cordelia.
“Gli do un mese, due al massimo, prima che il signor Liam Angelus O’Connor torni strisciando da me. E credimi lo faro sudare dopo quello che mi ha fatto” la bruna uscì dal taxi, sistemandosi la giacca mentre il personale prendeva le sue valige dal taxi. Cercando nella borsa, prese una manciata di dollari “Nel frattempo, farò in modo che capisca esattamente quello che si sta perdendo. Ogni. Singola. Occasione. Il che significa che devo fare in modo che sia invitato alla festa in piscine, ok?”
Mettendo i soldi nelle mani del tassista, si avviò verso l’hotel senza guardarsi indietro. Non aveva dubbi che il personale l’avrebbe seguita con le sue valige.
“Perché lo voglio?” chiese Cordelia in risposta alla domanda di Harmony mentre entrava nella hall dell’albergo. “Beh, tanto per cominciare, nessuno lascia Cordelia Chase. Secondo, perché lo voglio e basta, Harm” la sua voce divenne un lamento “Non lo so…forse è una specie di dipendenza”
La bruna rise mentre si avvicinava alla reception. Non notò le altre persone nella hall che ascoltavano la sua conversazione “Non sono una drogata del sesso”
Offrendo la sua American Express platino alla reception, sorrise e riprese la sua conversazione. Aveva già fatto fare la prenotazione dall’assistente di suo nonno prima che lasciasse Dublino.
“Adesso andrò nella mia stanza a togliermi di dosso l’odore di campagna con un bel bagno caldo. Domani, userò le mie carte di credito sulla Rue du Faubourg. Ho pensato che dato che mi trovo qui, posso usare bene il mio tempo prima di tornare a casa. Posso comprare alcune cose che mi aiutino a mostrare la merce a Angel e farlo sbavare”
Cordelia sorrise e firmò la ricevuta che la donna francese le aveva messo sul bancone.
“Posso dirti una cosa, Harmony, Angel O’Connor si pentirà amaramente di avermi lasciata” Cordelia prese la sua carta di credito e la chiave della stanza e si diresse verso gli ascensori.
“Oh, certo. Buffy sa già che non può averlo, ma mi accerterò che sia ben chiaro non appena farò ritorno”
***
Buffy osservò la segreteria mentre il telefono squillava, Angel aveva chiamato ogni giorno da quando aveva lasciato un messaggio a suo zio Giles, e ogni giorno lei ascoltava la sua voce sulla segreteria invece di rispondere, ostinata a mantenere le distanze. Ogni giorno la sua risolutezza disuniva un po’ di più mentre combatteva con i propri sentimenti. Le mancavano le loro conversazioni, le mancava sentire la sua voce, e dopo quasi tre settimane, doveva ammetterlo, le mancava lui.
Durante la notte, quando era buio e si trovava da sola nell’appartamento, immaginando Cordelia e Angel che guidavano lungo le strade campestri irlandesi, fermandosi a visitare i luoghi storici, con i meravigliosi castelli, le rovine, e le spiagge. Immaginava che si stessero baciando e coccolando passando romantiche serate insieme. Sebbene Angel l’aveva incoraggiata a prendere il letto mentre lui era via, il fatto di dormire nel suo letto le sembrava troppo…intimo, quindi aveva continuato a passare notti in bianco sul divano. Alcune notti, accendeva la luce o la televisione per allontanare quelle immagini. Impulsivamente si sporse e prese la cornetta prima che la segreteria potesse attivarsi e disse “Pronto?”
“Buffy?” sospirò sollevato Angel. Aveva cercato di parlare con lei da giorni, ma aveva sempre risposto la segreteria. Aveva persino chiamato Wes per sapere se Buffy stesse bene, preoccupato per lei dopo che non era riuscito a trovarla mai in casa in 10 giorni che aveva chiamato. Scoprire che stava bene ma che era molto impegnata lo aveva fatto sentire meglio, ma temeva ancora che il fatto che non rispondesse fosse collegato al fatto che aveva scoperto che Cordelia era andata in Irlanda. “Buffy, sono contento di averti trovato. Hai ricevuto i miei messaggi?”
“Si, li ho ricevuti” rispose Buffy, desiderando improvvisamente di non aver risposto. Si sentiva agitata. Sentiva come se fossero tornati ad essere degli estranei. Schiarendosi la gola, chiese “Come sta tuo zio?”
“Sta molto meglio” rispose Angel. Poteva sentire la riservatezza nella sua voce, così diverso dal calore a cui era abituato e questo lo deluse.
“Bene, sono contenta” passando la cornetta all’altro orecchio, Buffy passò un dito sul tavolino dov’era il telefono. “Mi spiace di averti chiamato, ma avevo bisogno delle informazione per il Drago Walsh. Non aveva intenzione di dire a tuo zio, sai, di noi…”
“No, va tutto bene” la interruppe fermamente Angel, la sua voce calma e dolce “Sono contento che hai chiamato. Hai tutte le informazioni di cui avevi bisogno?” aveva lasciato i nomi e i numeri di Doyle, Wes e Gunn e del proprietario dell’appartamento, Lorne, il giorno dopo che lei aveva chiamato in cerca delle informazioni.
“Si. Grazie per aver lasciato il messaggio” rispose, cercando di farsi coraggio per chiedergli di Cordelia e della loto relazione.
“Non è un problema. Mi spiace che hai dovuto affrontarla da sola”
“Oh, nessun problema. Voglio dire, va tutto bene.” Buffy non aveva visto Maggie Walsh quando era andata all’ufficio del BCIS per lasciare la lista delle referenze.
“Buffy…va tutto bene?” chiese con gentilezza. Si trovava vicino alla finestra e osservava il giardino sul retro della casa di Giles. Si chiese cosa avrebbe pensato Buffy dell’Irlanda, di Giles e di Jenny.la preoccupazione nella sua voce le diede una sensazione di calore e di confusione. Fece una pausa e respirò profondamente, raccogliendo i pensieri solo per poi perdere tutto il suo coraggio e dire semplicemente “Si. Tutto bene”
“Buffy…” iniziò Angel facendo un grande respiro. Non era abituato a giustificare ogni sua azione e non era sicuro di come iniziare. “Voglio che tu sappia che non sono qui con Cordelia. Si, lei si trovava qui, ma non perché l’ho invitata io”
“Non devi spiegarmi niente, Angel. Lo sai” Buffy lottò per non soccombere tanto facilmente al suo fascino e ai suoi sentimenti in tumulto. La cautela e la praticità presero il sopravvento, rafforzando la sua risolutezza. Era solo una questione di affari, ripeté a se stessa. “La tua relazione con Cordelia non sono affari miei”
“Lo so, ma voglio che tu sappia la verità” disse lui con fermezza, prendendo posto su un asedia di legno accanto alla finestra. Poteva sentire Giles e Jenny che parlavano in salotto “Ho detto a Cordelia di andare a casa. Non la volevo qui”
“Oh” replicò lei attonita e contenta. Un gridolino di contentezza rischiò di sfuggirle, ma si trattenne. Nonostante ciò, non riusciva a formulare le domande che voleva tanto fare: perché? Quando e Dammi tutti i dettagli, come l’ha presa lei?” Dire “dovremo parlare di noi” suonava troppo presuntuoso? E come avrebbe potuto fare per sollevare la questione.
“Mi manchi” mormorò Angel a bassa voce. Era la prima volta che diceva quelle parole ad una donna, e di certo era l’unica volta in cui era sincero nel pronunciarle.
Presa alla sprovvista e sentendo il battito del suo cuore accelerare, Buffy replicò “Anche tu mi manchi Angel” era sopraffatta dalle emozioni.
“Buffy… dovremo parlare, ma non voglio…non al telefono” disse mentre giocava con l’anello d’argento che indossava sulla mano sinistra “Torno con il volo delle 9:30 di venerdì sera. Possiamo incontrarci a quell’ora?”
Buffy si lasciò sfuggire un lamento “Mi spiace. Devo lavorare. Siamo a corto di personale. Turni extra”
“Allora quando? Dimmi tu” chiese, alzando la testa mentre Jenny entrava in cucina. Lei gli sorrise mentre prendeva un piatto di frutta dal frigoper poi uscire dalla stanza.
“Beh sabato…”
“Che ne dici di una colazione? Conosco un bel posto”
“Certo. Insomma, sembra carino”
Parlarono ancora un po’ prima che Buffy gli dicesse con riluttanza che doveva andare a prepararsi per il lavoro. Solo quando ebbe rimesso la cornetta al suo posto, Buffy si lasciò sfuggire il grido entusiasta che aveva trattenuto.
***
Buffy stava ancora dormendo quando Angel si alzò. Entrò silenziosamente nella sala e si fermò per un attimo, ammirando la bellezza di lei più splendida di quello che ricordava.
Stanco per il viaggio e leggermente preso dal fuso orario, era andato a letto prima che lei tornasse dal lavoro. Si sedette sul divano di fronte a lei, contento di guardarla solamente. La sua pelle era dorata in contrasto con il bianco della federa del cuscino, i suoi capelli erano in disordine sul suo volto. Un braccio e una spalla erano scoperti, il lenzuolo si trovava proprio sopra i suoi seni che si sollevavano ad ogni respiro. Il rosa chiaro della sua maglietta la rendevano quasi eterea nella luce del mattino, il sole stava appena alzandosi all’orizzonte. Gli era dispiaciuto non vederla la sera prima, ma quel momento lo ripagava di tutto.
Sul volo di ritorno aveva riflettuto sulla sua decisione di portare avanti la sua relazione con sua moglie; dopotutto, non aveva mai desiderato avere quel tipo di relazione. Comunque, con lei che riposava così pacificamente, così vicina…le sue dita si mossero, un gesto inconscio di autocontrollo e resistette al bisogno di toccarla.
“Sei tornato” mormorò Buffy, ancora mezz’addormentata “Com’è andato il viaggio?”
“Bene” sorrise nonostante lei avesse ancora gli occhi chiusi.
Sbadigliando e stirandosi, Buffy cercò di allontanare il sonno. Osservandolo giocosa, si strinse la coperta addosso “So che abbiamo detto che avremo fatto colazione, ma non avevo capito che sarebbe stato all’alba”
“Mi spiace. Non volevo svegliarti” disse scusandosi e alzandosi.
“No, no. Va tutto bene” Buffy alzò la mano per fermarlo. Alzandosi, avvolse la coperta intorno a sé con modestia. Non era pronta per farsi vedere con addosso solo una canottiera e dei pantaloncini. “Dammi qualche minuto per fare la doccia e poi, sono tutta tua” divenne rossa quando capì come poteva sembrare quello che aveva appena detto. Con un leggero rumore si affrettò lungo il corridoio.
Parlarono del più e del mano mentre Angel guidava verso Stacks, un piccolo ristorante a pochi isolati dalla spiaggia.
Angel era irrequieto fino a che non si sedettero e il cameriere prese le loro ordinazioni.
“Stavo pensando alla nostra situazione…” fece una smorfia. Non era esattamente il modo migliore per iniziare.
“Si?” chiese Buffy, chiedendosi improvvisamente se aveva mal interpretato i suoi segnali. Sedeva rigida, preparandosi a sentire le sue prossime parole.
“Stavo pensando a noi” si corresse prima di fermarsi di nuovo e maledirsi da solo. Si passò una mano tra i capelli. Perché era tutto così imbarazzante?
Cambiando il suo approccio, sorrise “Sei bellissima” Ed era la verità, pensò, nel suo vestito giallo chiaro.
“Grazie” Buffy rispose al suo sorriso e bevve un sorso del suo caffè.
“Voglio ricominciare da capo con te” sporgendosi in vanti, le prese la mano “Ma non voglio affrettare le cose. Ho pensato che possiamo fare le cose con calma, vedere dove ci porta”
“Vuoi dire…uscire insieme?” disse lei nervosa.
“Si. Certo, se tu vuoi” rispose a bassa voce Angel, osservandola attentamente nel tentativo di capire il suo umore “So che è un po’ insolito, date le circostanze ma…”
“Mi piacerebbe” disse contenta Buffy, sorridendo.
Angel sentì la tensione del suo corpo, di cui non si era accorto, sciogliersi.
Rispondendo al suo sorriso, le strinse la mano continuando a guardarla negli occhi.
Proprio nel momento in cui si sporse in avanti, pronto per baciarla, il cameriere arrivò con il loro cibo. Il momento passò ed entrambi tornarono a sistemarsi sulle loro sedie.
La conversazione fu portata avanti con facilità mentre mangiavano, mantenendo fede all’accordo che avevano fatto settimane prima. Adesso, comunque, c’era una consapevolezza in più tra di loro, un’attrazione palpabile.
E il loro pensieri per il futuro in quella splendida mattina d’estate erano piuttosto simili…il paradiso, o qualcosa di simile, poteva essere alle porte.
***
Buffy sedeva a gambe incrociate sul pavimento, studiando I suoi appunti mentre Angel raccoglieva gli avanzi della loro cena cinese. L’appartamento era silenzioso, persino il traffico fuori era silenzioso per essere un martedì sera.
Fin dal suo ritorno avvenuto ormai da una settimana, avevano stabilito una specie di routine. Quando Kennedy si era licenziata quasi una settimana prima, Snyder aveva cambiato i turni di Buffy per tutto il mese seguente, quindi stava ancora facendo turni extra fino a che non sarebbe stato assunto qualcun altro. I corsi estivi stavano finendo e portavano con sé progetti ed esami finali, quindi Buffy usava il poco tempo che aveva per studiare o lavorare. Era quasi mezzanotte, e aveva ancora una dozzina di problemi da finire per il suo corso di statistica del giorno seguente.
Angel si sedette sul divano e prese il suo libro. Cercò di leggere, ma passò la maggior parte del suo tempo ad osservare l’espressione seria di Buffy che lottava con la soluzione di un problema.
Lei sospirò, borbottò e poi cancellò tutto prima di ripetere i vari procedimenti diverse volte. Con un sorriso, lui si mise sul pavimento accanto a lei.
“Fammi vedere?” disse lui a bassa voce, prendendo il suo blocco.
Buffy lo osservò di sottecchi, cercando di calmare l’agitazione. Oltre alla loro colazione di qualche giorno prima, non erano stati così vicini da settimane. Erano stati entrambi così impegnati, lei con il lavoro e la scuola e Angel con il suo consulente, preparandosi per il prossimo semestre e rimettendosi a pari con gli studi con il professor Johannsen con i quali era rimasto indietro a causa del viaggio in Irlanda.
Abbassandosi, Angel osservò il problema sul blocco che lei aveva posato sulle proprie gambe.
Buffy respirò profondamente, inalando il dolce profumo di Angel. Era così vicino, poteva sentirlo; una forza maschile potente e forte. Di rado si era mai trovati così vicini.
“Ecco” Angel puntò sul suo blocco il problema “Sembra che tu abbia invertito il denominatore all’inizio”
“Oh” Buffy sospirò esasperata. Ovvio che era qualcosa di così stupido, una di quelle cose che osservi tante di quelle volte, ma non riesci mai a vedere. Finendo rapidamente il problema, sollevò la penna in aria come segno di trionfo “Fatto! Grazie”
Voltandosi leggermente, osservò il volto di Angel. I loro occhi si incontrarono. Buffy sentì i polmoni stringersi mentre tratteneva il respiro. La sua vicinanza le causava troppe emozioni. Era molto più che semplice nervosismo, era qualcosa simile alla trepidazione. O piacere.
Con gli occhi ancora fissi nei suoi…Angel si sporse.
Gli occhi di Buffy si abbassarono sulle sue labbra e le proprie si aprirono leggermente mentre lui si avvicinava. Quando le labbra di lui toccarono le sue, gli occhi di Buffy si chiusero completamente, e lasciò cadere la penna che aveva in mano sul pavimento.
Angel la baciò, muovendo con fermezza le labbra contro le sue.
Aprendo le labbra, Buffy si avvicinò a lui. Il libro e il blocco caddero dal suo grembo mentre posava le mani sul petto di lui, i palmi posati contro la maglietta di cotone bianca di lui. Si sporse maggiormente, poggiandosi a lui, incoraggiandolo ad approfondire il bacio. Il pensiero che forse non era una buona idea si fece strada nella sua mente e si fermo, ma il calore della lingua di lui che penetrava nella sua bocca fece sparire tutto. Era troppo bello per non essere…bello.
Angel sentì la sua leggera esitazione, la provò anche lui in effetti, ma decise di ignorarla. Posando le mani sui suoi fianchi, l’accarezzò leggermente con le lunghe dita prima di chiudere la mano intorno a lei e sollevarla in modo che si trovasse proprio sopra di lui mentre tornava a mettersi sul divano. Buffy sentì i muscoli del suo petto flettersi sotto le proprie mani mentre le sue braccia si chiudevano intorno a lei, attirandola a sé. Si sentì circondata dalla sua forza e dal suo calore e tremò. Lui la sentì tremare leggermente e la baciò ancora di più, affamato.
Buffy sussultò e cercò di tirarsi indietro, ma Angel sollevò la mano e le prese la testa, infilando le dita tra i capelli mentre l’attirava di nuovo di più a sé. Sospirando leggermente contro le sue labbra, lei si appoggiò a lui e abbandonò ogni pensiero razionale. Contenta di fare come diceva lui, si lasciò andare al vortice delle emozioni. La mano di lui lasciò i suoi capelli, per passare alla sua gola, sulla pelle esposta dalla canottiera e poi giù fino alla curva del suo seno.
Con il crescente dolore per il desiderio non appagato tra di loro, Buffy mormorò qualcosa inarcandosi contro la sua mano, il suono rimase intrappolato tra le loro labbra.
Incoraggiato dal suo subdolo movimento, le dita di lui tornarono alla curva piena del suo seno e iniziò ad accarezzarlo dolcemente. Ancora e ancora la toccò, diventando sempre più convinto mentre lei diventava sempre più calda e il suo capezzolo si induriva. Alla fine, Angel piegò le dita e prese l’intero seno tra le mani.
Una marea di sensazioni le attraversò il corpo, il calore si sparse ovunque, riempiendola. Le dita di lui si piegavano, si muovevano, stringevano. Chiuse la mano modellandola. Non era affatto come era stato con Pike o Tyler. Con gli occhi ancora chiusi e la bocca serrata a quella di lui, era catturata dal sensuale bacio che sembrava una droga. Nervi che non sapeva di possedere si risvegliarono. Puro piacere le attraversò il corpo mentre le dita di lui giocavano con il suo capezzolo, il calore e il fuoco si propagarono in lei insieme ad un dolore che lui sembrava provocare e poi placare.
Era quasi una rivelazione che qualcosa potesse essere così bello, anche se sapeva che c’era di più.
In pochi secondi, sapeva che avrebbe voluto scoprire cosa fosse.
Angel ruppe il bacio solo per passare alla sua mascella e all’orecchio. Non riusciva a pensare; voleva solo prendere tutto ciò che aveva desiderato per quelli che adesso sembravano mesi. La sua attenzione, i suoi sensi completamente concentrati sulla donna nelle sue braccia, la promessa tentatrice di un morbido corpo sotto le proprie mani.
Aveva avuto così tante donne…ma questa qui…Buffy era speciale. Forse era perché l’aveva considerata un piacere proibito per così tanto tempo. Forse era anche per qualche altro motivo…ma voleva assaporarla, e allo stesso tempo voleva soddisfare ogni fantasia malata che aveva avuto su di lei, completamente e perfettamente.
Iniziò ad andare più in basso, posando baci a bocca aperta sulla sua gola. Poteva sentire il suo respiro caldo sui capelli, sull’orecchio, gli accarezzava la pelle rendendola una maggiore tentazione.
Posando le labbra alla base della sua gola poteva sentire l’erratico battito del suo cuore, sospingendolo ad andare avanti mentre le sue piccole mani gli stringevano le spalle, accarezzandolo attraverso il cotone della sua maglietta. Le sue unghie oltrepassavano la stoffa, aumentando il suo desiderio e il suo bisogno di sentire le sue mani sulla sua pelle, di sentire la pelle nuda di lei.
I suoi seni era pieni e sodi, i capezzoli duri e si vedevano anche sotto la canottiera di cotone. Bastava abbassare le bretelline della canottiera sulle sue spalle, e abbassare leggermente la stoffa. Un cambio di posizione e stava afferrando i suoi seni nudi tra le mani.
Buffy sussultò nel sentire le mani di lui sulla sua pelle nuda. Sbattè le palpebre, ma non aprì gli occhi. Riportando le sue labbra a quelle di lei, Angel sorrise mentre lei lo baciava con passione. La lingua della ragazza scivolò nella bocca si lui per assaporarlo mentre le mani di lui giocavano e familiarizzavano con il corpo di lei. Trovò i suoi capezzoli duri e li toccò per poi stringerli. Buffy sussultò di nuovo, rompendo il bacio e sollevando la testa per prendere fiato.
Lui le baciò il collo, passando le labbra sulle spalle e assaporando la pelle morbida mentre continuava ascendere verso la curva superiore dei suoi seni. Spostandola leggermente tra le sue braccia, la fece poggiare sulle ginocchia in modo che potesse sedersi su di lui, con le ginocchia ai lati dei suoi fianchi. Quando il calore della sua bocca si posò sul suo capezzolo, lei si immobilizzò in attesa. Lui la leccò gentile, poi prese tutta la punta in bocca, con la lingua iniziò a stuzzicarla. Buffy tremò mentre le leccava il capezzolo. La mano di lui scese sul suo fianco per poi passare ditro di lei e afferrarle il sedere.
Un basso gemito di piacere sfuggì dalle labbra di Buffy mentre lui continuava a tormentarla di piacere. Lui leccò e poi succhiò, guardando il volto di lei di sottecchi per osservare la sua reazione. Il respiro le si bloccò in gola quando lui succhiò più forte, portò la mano dal suo petto alla base del collo per trattenere il capo di lui contro di sé e posando la testa contro i suoi soffici capelli. Lui la sistemò meglio mentre si spostava da un capezzolo all’altro in maniera equa. Sollevò lo sguardo e notò gli occhi verdi di lei, lo stava guardando.
L’altra sua mano si mosse fino all’elastico dei sue pantaloni sportivi, accarezzando il tratto di pelle della sua vita. Alzando il capo la guardò. Dando uno strattone alla sua vita, la fece abbassare sul proprio grembo. Sentendo la dura protuberanza della sua erezione sotto di sé, Buffy si abbassò cauta, incerta all’inizio.
Sporgendosi a prendere una ciocca dei suoi capelli, Angel l’attirò a sé. Buffy si abbassò e lo baciò, sedendosi su di lui con fermezza. Istintivamente, iniziò a muovere i fianchi, dondolando prima lentamente e poi con un chiaro invito.
Fuori l’allarme di un’auto iniziò a suonare.
Si baciarono sempre più lentamente, per poi fermarsi. Buffy si tirò indietro con riluttanza mentre l’allarme continuava a suonare con forza. Sotto di lei, osservando il suo volto fiducioso, Angel si ricordò immediatamente delle parole che aveva pronunciato il giorno della loro colazione riguardo il suo desiderio di fare le cose con calma. Non voleva buttarsi a capofitto in una relazione intima con sua moglie, non importa quanto fosse bella e desiderabile. Sapeva che era innocente. Andare toppo in fretta troppo presto avrebbe solo complicato le cose. Accarezzò i contorni di un capezzolo con il pollice. Con un sospiro rassegnato, rimise a posto il suo top e coprì i suoi stupendi seni.
Buffy, forse non dovremmo…” Angel si passò una mano tra i capelli. Stava davvero pensando che voleva fare le cose con calma? Perché in quel momento quella era l’ultima cosa che aveva in mente. Stava combattendo contro il desiderio di portarla in camera e passare le prossime ore, al diavolo persino i prossimi giorni, a fare conoscenza con il suo corpo stupendo.
“Oh, tu non…” il volto di Buffy si incendiò. Era stata troppo sfacciata? Lui aveva appunto detto che voleva fare le cose con calma…si tolse da sopra di lui.
“No…lo voglio…solo non penso…”
“Che dovremmo farlo” finì lei per lui, raccogliendo i suoi libri da terra con gesti nervosi e alzandosi in piedi “Lo capisco. Sai, hai ragione. Non dovremmo. Fare. Certe cose. Cose di quell tipo. Um. Sai, andrò a farmi una doccia”
“Non una doccia fredda. Solo una doccia doccia” si corresse Buffy senza voltarsi. Era mortificata. Ecco che lui aveva specificato che voleva fare le cose con calma e la prima cosa che aveva fatto lei era stata quella di mettersi seduta su di lui e…fare praticamente la lap dance. Cosa avrebbe pensato di lei adesso?
Angel la guardò allontanarsi rapidamente, il corpo rigido. Quando la porta del bagno si chiuse, si maledisse. Le aveva fatto pressione, esattamente quello che aveva deciso di non fare, e adesso probabilmente lei non voleva avere più niente a che fare con lui. Forse avrebbe dovuto lasciarle un po’ di spazio per alcuni giorni, poi poteva ricominciare da capo.


 
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