nonostante la lunga attesa noto che non avete fatto caso alla mia lunga assenza...fa niente.
chiedo scusa x qst ma ho avuto problemi di rete, oltre ai miei personali (ah...la vita adulta...ke mondo difficile!)
ah...sono contenta di aver trovato tante nuove ff, brave! continuate così!
buona lettura.
Parte 4 – Un arduo compito
-Ok, ricominciate daccapo e più lentamente perché sono parecchio confuso: Buffy ha un figlio?-
Xander sgranò gli occhi guardando nell’ordine: Dawn che con la sua aria innocente aveva lo sguardo rivolto in aria, Willow che assunse la sua solita aria colpevole che la rendeva adorabile, Tara il cui viso aveva una tonalità di rosso molto rassomigliante al colore dei capelli di Willow, e Buffy che dava il biberon al bambino e si incartava su ogni parola che cercava di dire.
-Non è esattamente mio figlio. Io ho solo il compito di proteggerlo a tempo indeterminato spacciandolo per mio figlio.-precisò.
Xander era arrivato un’ora prima contrito e colpevole, una settimana dopo il suo mancato matrimonio. Voleva scusarsi con le sue migliori amiche e aveva appena cominciato il suo discorso di scuse quando Dawn e Tara erano spuntate gioiose porgendo a Buffy un Connor, per tutti Dominick, o meglio ancora Nicky, profumato e ben vestito dopo un bagnetto appena fatto. E li la testa di Xander era entrata in tilt, specie dopo aver compreso che Buffy era la “mamma” del bambino.
-Bene e fin qui la cosa è chiara. La domanda è: chi è il bambino? E chi te l’ha affidato?-continuò.
-L’ha portato qui Wesley.-rispose come se nulla fosse Dawn.
-Wesley? Intendi Wesley Whindam Price?-e tutte e quattro annuirono.-E perché l’ha portato fin qui? Angel non poteva proteggerlo?-
-In effetti è proprio Angel il problema.-Buffy si alzò e mise Nicky nella carrozzina.-Angel non può proteggere Connor perché potrebbe ucciderlo.-
-Connor? Voi l’avete chiamato Nicky poco fa.-il giovane si sedette perché era ancora più confuso.
-Mi sa che gli faccio un caffè.-e Dawn andò in cucina.
-Ed io ti aiuto!-e anche Tara sparì.
-Il bambino in realtà si chiama Connor ma io devo proteggerlo senza che nessuno lo sappia così gli ho cambiato il nome in Dominick.-esordì Buffy.-La sera che tu non ti sei sposato Wesley è venuto qui, era pesto e non stava bene, aveva rischiato di morire. Mi ha portato il bambino supplicandomi di proteggerlo perché Angel potrebbe ucciderlo anche se non vuole.-
-Si perché, vedi, Nicky è il figlio di Angel.-Willow gli diede la botta finale.
-Fermi tutti!-Xander si alzò.-Il mio mondo sta andando a rotoli. Da quando i vampiri possono avere figli?-
-Questo è un mistero.-rispose Buffy.
-E poi perché Angel dovrebbe uccidere suo figlio?-chi pensò.-Ah...adesso ci sono! Non è Angel, è il buon vecchio Angelus che è tornato dopo essersela spassata per una notte e aver concepito questo bellissimo angioletto. Per questo il piccolo necessita protezione.-ci pensò bene su.-Angelus è tornato?-si preoccupò.
-Hai sbagliato su tutta la linea.-lo smontò Willow.
-Angelus non è tornato.-confermò Buffy.-Si tratta di una profezia ancora non molto chiara. Wesley l’ha scoperta e ha portato via il bambino ad Angel di nascosto. Infatti adesso Wesley si è rifugiato da Giles a Londra dove insieme stanno cercando di capire qualcosa su questa profezia. Angel crede che il bambino sia addirittura in un’altra dimensione perché un suo vecchio nemico l’aveva rapito e poi era sparito in un portale, solo che era un trucco di Wesley.-
-Ok, adesso è tutto più chiaro. Angel ha avuto un figlio e a causa di una profezia rischia di ucciderlo, per questo Wesley l’ha rapito e l’ha portato qui affinché Buffy lo protegga. Ed io che pensavo che l’inglese non avesse spina dorsale.-scosse la testa.-Ma come facciamo adesso con un bambino in giro?-
-Per cominciare Willow e Tara hanno fatto un incantesimo intorno alla casa. Un segnale acustico ci avviserà di chiunque con cattive intenzioni si sia avvicinato troppo e lo terranno loro la sera mentre io sono di ronda.-
-Pensate che possa bastare?-si sedette di nuovo.
-No, anzi è veramente poco, ma per ora non c’è altro che possiamo fare.-sospirò Willow.-Wes ci ha detto che Angel potrebbe uccidere il bambino ma anche che il piccolo è un frutto miracoloso e in molti vorrebbero metterci su le mani, con le buone e con le cattive intenzioni, ma ancora non conosciamo perfettamente questi nemici.-
-In parole povere brancoliamo letteralmente nel buio in attesa che qualcosa accada.-riassunse Buffy.
Dawn e Tara tornarono in quel momento con il caffè che Xander non rifiutò di certo, anche se adesso molte cose erano più chiare.
Certo, non era contento di avere a che fare con il figlio di Angel ma Nicky non aveva colpe, era solo un piccolo bimbo innocente che rischiava la vita solo perché era venuto al mondo. E poi aveva un sorrisino così contagioso che era impossibile non innamorarsi di lui.
Il cimitero quella sera era stranamente deserto. Buffy aveva lasciato Nicky a casa con tutti i suoi amici per andare a fare la ronda. Nonostante la diffidenza, tutti si stavano lentamente innamorando di quel pargoletto tenero e paffuto, persino Xander che era il più sospettoso di tutti.
Le scappò un sorriso al pensiero di Nicky. O meglio, Connor. Ormai lo amava come se fosse veramente figlio suo. Subito dopo le si strinse il cuore a pensare che un giorno, forse non troppo lontano, avrebbe dovuto restituirlo al suo legittimo genitore: Angel.
Il suo stesso sangue, l’uomo che lo amava più di quanto lei avrebbe mai potuto fare. Le scappò un sospiro malinconico.
-Oh, ti prego! Dimmi che quel sospiro così dannatamente malinconico ti è sfuggito pensando che ormai è da un po’ che non stai più tra le mie braccia.-
Roteò gli occhi in aria al suono di quella voce e le si rivolse evitando persino di voltarsi.
-Veramente, Spike, ogni volta che ricordo di averti lasciato sorrido di felicità.-solo a quel punto si girò per trovarsi il suo ex amante a pochi metri di distanza che la fissava con il solito sguardo sfacciato.
-Beh, è un vero peccato. Pensavo di essere stato il tuo amante migliore.-
-Mi permetto di dissentire.-
-Non dirmi che il soldatino era meglio di me!-rise.
-Oh no, non parlo di Riley. Sarà successo una volta ma ti posso garantire che quelli si che furono fuochi d’artificio.-lo vide divenire livido di rabbia.-A parte sapere della mia vita sessuale, cosa vuoi?-incrociò le braccia al petto.
-Stasera tutta sola di ronda? Nessuno dei tuoi tirapiedi è venuto a farti compagnia?-avanzò di un passo.
-No, avevano tutti degli impegni.-rispose.
“Si, dovevano coccolarsi Nicky al posto mio!” pensò scocciata dal pensiero che tutti, tranne lei, stavano giocando con il piccolo. Si sentiva una mamma egoista ma purtroppo quello era il fascino che il bambino esercitava su tutti, era impossibile resistergli.
-Allora, volendo, potremmo concederci cinque minuti.-avanzò ancora con una esplicita richiesta negli occhi e nella voce ma ormai Buffy non cadeva più nel suo tranello.
-Spike, per l’ennesima volta, no! Non verrò mai più a letto con te, mai!-si voltò per riprendere il suo cammino ma lui la fermò per un braccio.
-Buffy!-la costrinse a voltarsi.
Lei fece per tirargli un pugno sul naso ma lui si abbassò giusto in tempo, anche se il pugno di Buffy non era mirato al suo naso, bensì a quello del vampiro alle spalle di Spike e che indietreggiò stordito. Buffy si liberò di Spike e iniziò a lottare con il demone.
Resosi conto della cosa, Spike cercò di aiutarla ma fu distratto da un secondo vampiro. Era strano, non si era accorto subito di loro e fronteggiandoli capì anche che non erano novellini. E di solito i vampiri “adulti” si presentavano sulla bocca dell’inferno per una sola cosa: provocare guai seri.
Buffy ridusse in cenere il suo vampiro giusto in tempo per cominciare a combattere con un terzo. Ma da dove diavolo sbucavano in così tanti? Erano per caso nascosti?
Gli diede un calcio allo stomaco che lo fece volare a terra e si precipitò ad impalettarlo. A quel punto il vampiro parlò distraendola.
-Puoi ucciderci quanti ne vuoi ma siamo in tanti e sappiamo che hai il bambino.-
Rimase di stucco perdendo la lucidità quel millesimo di secondo necessario al vampiro per darle un pugno al volto così forte da farla indietreggiare per circa un metro. Riacquistata la lucidità lo scaraventò contro un albero dove fu colpito da un ramo spezzato e ridotto in cenere.
Spike stava incontrando difficoltà con il vampiro così lo afferrò per le spalle e lo spostò dal demone prendendo il suo posto.
-Spike, corri a casa mia e di a Willow, Xander e gli altri che in città un gruppo di vampiri sa di Nicky.-gli ordinò.
-Nicky?-si stupì alzandosi e ripulendosi i pantaloni.
-Vai!-gli ingiunse.-Non fermarti e uccidi qualsiasi cosa ti barri la strada e non sia umano.-
Capendo la sua disperazione, visibile anche nel modo di combattere, Spike annuì e corse via lasciandola sola a sbrigarsela con quello che pareva l’ultimo vampiro lì presente.
Spike corse come un forsennato per le vie deserte di una notturna Sunnydale. Non sapeva e non capiva quello che stava succedendo ma aveva visto Buffy così preoccupata ed in ansia. Se reagiva in quel modo c’era un motivo. E quel motivo l’aveva chiamato Nicky.
Nicky. Chi cavolo era Nicky? Un nuovo amore? Una persona importante da proteggere? Chiunque fosse, per lei era importante. E poi avrebbe scoperto a breve chi era, se si trovava a casa Summers.
Per strada non incontrò nessuno e quando spalancò la porta di casa Summers precipitandosi nel salotto, fece sussultare di paura tutti i presenti che si alzarono spaventati e si voltarono verso di lui con le armi in pugno.
Erano già armati? E perché cavolo dovevano tenere le armi a portata di mano?
-Cosa vuoi torcia non umana?-lo aggredì Xander sarcastico.
-Mi manda Buffy.-esordì con un po’ di fiatone.-Abbiamo incontrato dei vampiri, belli tosti. Buffy mi ha detto di correre da voi e dirvi che un gruppo di vampiri in città sa di Nicky.-
Li vide impallidire tutti e guardarsi a vicenda. Per un secondo parvero spaesati ma subito si ricomposero e Willow fu la prima a parlare.
-Xander vai a prendere Nicky di sopra e portalo qui, è meglio averlo con noi. Tara di sopra in camera mia c’è un libro di incantesimi, porta giù tutto quello che ti serve per operare.-i due scattarono subito.
-Ed io?-si offrì volenterosa Dawn.
-Vai a chiudere a chiave la porta in cucina e aiuta Spike a portare l’armeria pesante dalla cantina.-i due si diressero immediatamente in quella direzione.
Lei sbarrò le finestre e chiuse le tende. Dentro casa erano al sicuro perché i vampiri non avevano il permesso di entrare, ma le cose sarebbero peggiorate se avessero deciso di dare fuoco alla casa per costringerli ad uscire. Non potevano combattere tenendo in braccio il bambino, e avrebbero avuto poco tempo per infilarsi tutti nella macchina di Xander, se ci entravano, e sgommare via per seminarli.
Xander fu il primo a tornare, seguito a ruota da Tara che reggeva tra le braccia due libri, candele, un mazzolino di fiori e sacchetti vari. Subito Willow la aiutò a depositare il tutto sul tavolino già svuotato. Pochi secondi dopo tornarono Spike e Dawn, solo il vampiro reggeva l’enorme baule di armi evitando lo sforzo alla ragazza.
-Adesso che siamo più armati di un esercito posso sapere chi è così importante da essere protetto così?-chiese Spike.
-Lui è Nicky.-lo informò Willow spingendo verso di lui la carrozzina dove avevano adagiato il piccolo.
-Mi state prendendo in giro?-rimase di sasso.-Tutta questa baraonda per un marmocchio?-li guardò uno alla volta.
-Non è un marmocchio, è il bambino più adorabile dell’universo.-lo difese Dawn piccata.
-E a chi appartiene?-continuò il vampiro biondo indicandolo con l’indice.
A quel punto tutti si guardarono imbarazzati, indecisi se parlare o meno.
-Magari è il caso che lo chiedi a Buffy.-rispose Willow per liquidare la faccenda.
-Avanti, voi lo sapete di chi è e non volete dirmelo.-insistette.
-Una volta tanto hai perfettamente ragione. E adesso che hai ottenuto questa soddisfazione, cosa che non ricapiterà facilmente, puoi farci il favore di stare zitto e concentrato in caso di pericolo.-concluse l’interrogatorio Xander.
Per un paio d’ore fu tutto tranquillo. Nonostante tutto, mantennero la mente sgombra da ogni pensiero e all’erta in caso di movimenti sospetti. Alternarono dei turni di guardia alle finestre, le armi pronte in pugno.
Poi, verso le tre del mattino, la porta lentamente si aprì e in salotto Buffy fece la sua comparsa. Aveva un labbro spaccato e sanguinante, una guancia gonfia e livida, un occhio nero e un taglio sulla fronte che ancora gocciolava sangue. La gamba di uno dei pantaloni era lacerata e si intravedeva un taglio lungo quasi quanto la coscia, aveva la maglia lacerata con diversi tagli sull’addome e la manica destra della giacca e della maglia non c’erano più mettendo in bella mostra circa cinquanta lividi su tutto l’avambraccio. Sembrava uscita da un campo di battaglia.
-Buffy! Stai bene?-si preoccupò Willow correndo verso di lei.
La sua amica le impedì di avvicinarsi alzando una mano. Senza dire niente, prese Nicky dalla carrozzina e voltò le spalle a tutti salendo di sopra e chiudendosi nella sua camera.
-Ma cosa…?-Xander non riuscì a formulare la domanda.
-Li ha affrontati tutti da sola. Tutto il gruppo di vampiri che cercava Nicky.-riuscì a capire Willow.
Mandare Dawn a letto fu un’impresa, la ragazzina non voleva coricarsi se prima non sapeva se Buffy stava veramente bene. Tara, che la conosceva bene, le parlò dolcemente e poco dopo la piccola Summers dormiva beata in camera sua.
Da quando Buffy era tornata l’avevano sentita uscire dalla sua camera per chiudersi a chiave in bagno. Poco dopo si era sentito lo scroscio dell’acqua nella doccia, durato ben cinquanta minuti. Poi, Buffy si era di nuovo chiusa in camera. Nicky era stato tutto il tempo con lei.
Al piano di sotto, in tutto quel frangente, non si era sentita volare una mosca. Il silenzio era stato persistente e pesante, pieno di preoccupazione e domande non espresse. Nemmeno Spike, in disparte nell’angolo più remoto del salotto, aveva osato parlare, troppo sconvolto dalla scena appena vista.
Silenziosamente, Tara aveva preparato il caffè per lei, Will e Xander, sorseggiato senza emettere alcun suono. In attesa di qualche segnale che non arrivò neanche dopo due ore che Buffy era tornata. Poi, Spike si staccò dal suo posto dirigendosi verso di loro.
-Io me ne torno a casa, il sole sta per sorgere. Se avete bisogno fatemi sapere.-ruppe il silenzio.
-Ti accompagno alla porta.-si offrì Tara gentile.
Due secondi dopo era di ritorno.
-Forse dovrei andare a chiederle come sta.-Willow si alzò inquieta dal divano gettando un’occhiata alle scale.
-Credo che tu sia l’unica in grado di parlarle, ora come ora.-acconsentì Xander.
-Xander ha ragione.-concordò Tara.
Willow annuì, poi si diresse timidamente su per le scale. Indugiò qualche secondo davanti la porta di Buffy, poi alzò il pugno e bussò piano perché probabilmente Nicky si era già addormentato da un pezzo.
-Buffy?-la chiamò non ottenendo risposta. Piano aprì la porta e sbirciò all’interno.-Posso entrare?-chiese affacciando la testa.
-Vieni pure.-la invitò la sua amica.
Buffy era in vestaglia seduta sul bordo del letto. I capelli pettinati erano ancora umidi e si era messa un cerotto sulla fronte, gli occhi erano gonfi e rossi: chiari segni di pianto. Aveva finito di disinfettarsi e curarsi la gamba che ora stava fasciando piano.
-Ti aiuto.-si offrì Willow chiudendo la porta e inginocchiandosi di fronte a lei e finendo di fare la fasciatura.-Cosa ti è rimasto da fare?-chiese.
-Il braccio e l’addome.-
La sua voce risuonava spenta e stanca. Probabilmente era stata una lotta lunga, faticosa e dolorosa.
-Nicky?-
-Dorme.-
Willow la curò in silenzio fasciandole il braccio. Prima di fasciarle l’addome, Buffy le chiese di guardarle la schiena. Aveva qualche taglio e diversi lividi di chi Willow si occupò. Per un po’, Buffy non avrebbe potuto indossare il reggiseno o il gancio le avrebbe fatto male a lividi e graffi sulla schiena.
-Perché li hai affrontati tutti da sola?-le chiese alla fine sedendole accanto.
-Non c’era tempo per chiamarvi.-sospirò.-Al cimitero uno mi è sfuggito e non potevo permettere che tornasse dagli altri per avvertirli che mi avevano trovato, dovevo ucciderlo prima ma non ci sono riuscita. A quel punto non potevo fuggire, dovevo affrontarli che ne fossi uscita vincente o perdente, per il bene di Connor.-
-Almeno hai vinto.-tentò di consolarla.
-Sessantuno vampiri tutti insieme, il mio record personale. Sfido qualsiasi altra cacciatrice a batterlo.-abbozzò un sorriso.-Devo chiamare Giles e informarlo di stanotte.-
-Riposati adesso, insieme al bambino. Lo chiamerò io più tardi per dirgli quello che è successo.-la aiutò a stendersi spostando la culla accanto a lei, poi uscì silenziosamente.
Al piano di sotto, Xander e Tara la aspettavano. Spiegò loro quello che era successo, poi a quel punto la nottata poté definirsi conclusa anche se erano le cinque del mattino. Xander se ne tornò a casa accompagnando Tara al dormitorio. A quel punto anche Willow andò a stendersi un po’ anche se sapeva che il suo sonno sarebbe stato breve, tra poco Dawn si sarebbe dovuta svegliare per andare a scuola e Buffy non era in condizioni di occuparsi della sorella, troppo stremata dentro e fuori com’era.
Buffy fece un brutto sogno. Sognò che era attorniata dagli stessi vampiri appena affrontati ma stavolta erano troppo forti rispetto a lei e la sopraffacevano. Lei cercava di difendersi e combattere mentre Connor piangeva in sottofondo, lontano da lei che comunque riusciva a sentirlo.
Chiamò il bambino ma lui piangeva senza potersi calmare, poi i vampiri furono veramente troppi e troppo forti e le si gettarono addosso mentre lei sentiva le forze abbandonarla continuando, fino alla fine, a chiamare il piccolo.
Si svegliò di soprassalto, l’orologio segnava le dieci del mattino e Connor realmente piangeva nella sua culla. Buffy fu subito accanto a lui, giustamente il bambino aveva di sicuro fame. Fortuna che Willow aveva portato del latte dentro un thermos mentre lei dormiva. Lo versò nel biberon, era ancora caldo, e prese il bambino in braccio per dargli da mangiare.
Appena finito, il piccolo diede segno di aver digerito poi tornò piano ad addormentarsi. Buffy lo rimise nella culla e lo osservò per un lungo tempo. Proteggerlo si stava rivelando un compito più duro di quanto si fosse aspettata ma lei avrebbe resistito perché Connor era importante, indipendentemente dal fatto che era il figlio di Angel, e lo avrebbe protetto fino a quando sarebbe servito anche a costo della sua stessa vita.