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Capitolo 3

March 22 2009 at 12:14 PM
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Buffy09  (no login)


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Capitolo 3


When you’re gone the pieces of my heart are missing you
When you’re gone the face I came to know is missing too
When you’re gone the words I need to hear
to always get me through the day and make it ok
I miss you
“Avril Lavigne – When you’re gone”

Sunnydale – 12/07/1999
Giles era sommerso da una catasta di libri, come al solito in quel periodo, ma ancora non era riuscito a spiegarsi neanche uno degli strani fenomeni che stavano colpendo il corpo di Angel. Il vampiro sembrava stare bene, beveva il suo sangue, dormiva di giorno e restava sveglio di notte, avvertiva la presenza dei suoi simili e vedeva bene al buio. Da un mese ormai non c’erano stati altri cambiamenti, l’unica differenza era rimasta il fatto che guariva molto lentamente e aveva un battito cardiaco. Stava riflettendo su un’antica profezia, che dubitava essere utile al suo scopo, ma non aveva molto altro su cui lavorare. Le parole erano scritte in una lingua demoniaca a lui sconosciuta, ma tramite l’aiuto di altri tre libri stava cercando di capire cosa c’era scritto. Si tolse gli occhiali per massaggiarsi gli occhi stanchi e guardò verso la porta quando la sentì aprirsi, subito dopo le voci della Scooby gang riempirono la stanza “Era orribile!” disse la voce di Cordelia con il suo solito tono disgustato. “Ho visto di peggio, ma il modo in cui è morto, quello si che ha fatto schifo” commentò Xander tenendo la porta aperta per lasciar passare Willow e Oz. L’osservatore si alzò in piedi allarmato “Problemi di demoni? Devo preoccuparmi?” Cordelia si lasciò cadere sul divano “Si rilassi, siamo stati al cinema” “Oh, e c’erano dei demoni? Dobbiamo andare a controllare?” si sporse per prendere la giacca “Oppure ci sta già pensando la squadra del Consiglio?” Willow sghignazzò “Signor Giles, abbiamo solo visto un film dell’orrore” “Oh certo, ma…” improvvisamente, l’uomo sembrò rendersi conto di quello che gli stavano dicendo “Oh” ripeté, lasciando andare la giacca e tornando a sedersi alla scrivania con un sospiro. Non avrebbe mai capito questi ragazzi, il loro modo di esprimersi e di usare le parole era barbarico. “Non potevate dirlo subito. Usando le parole adatte. Data la cittadina in cui viviamo, sarebbe carino se poteste essere più chiari quando parlate di demoni” “Beh, erano demoni finti, ma lo stesso schifosi” commentò la bruna, accavallando le gambe e lanciando un’occhiataccia al suo ex, che era stato colui che aveva scelto il film. “Ehi, potevi anche non venire!” rispose Xander “Visto che tanto abbiamo dovuto pagartelo noi il biglietto” “Xander!” lo strillò Willow, mentre il ragazzo si pentiva subito delle sue parole. Non era colpa di Cordelia se suo padre aveva preferito evitare di pagare le tasse e perdere tutta la sua fortuna. “Certo che hai dovuto pagarmi il biglietto! Come ti aspetti che possa lasciare questa città senza i miei preziosi risparmi” disse l’ex reginetta del liceo, non rinunciando a rispondere a tono al commento del ragazzo. Il suo piano di partire per la città degli angeli non era andato in fumo, come le diceva spesso Xander, era solo stato rimandato a più tardi, a quando avrebbe avuto i soldi necessari per potersi permettere un piccolo appartamento nella grande metropoli. Ovviamente, per piccolo appartamento intendeva un piccolo buco, con un bagno piccolo come uno scantinato e probabilmente mal funzionante. Di certo sarebbe stato meglio che continuare a lavorare come commessa al negozio di vestiti dove prima andava a fare i suoi acquisti con la carta di credito di papà. Ormai tutta Sunnydale conosceva la sua situazione finanziaria e aveva perso tutte le sue amiche e tutti gli ammiratori. Doveva ammettere che se non fosse stato per quegli sfigati della Scooby Gang adesso si sarebbe ritrovata da sola, invece Willow, complice la solitudine che stava provando dalla partenza della cacciatrice, si era impietosita e le aveva proposto di andare a vivere da lei. Non era la soluzione migliore, ma da quando il fisco si era impossessato della sua casa aveva passato le notti in un sudicio motel e a volte, per risparmiare soldi, persino nella sua auto. L’unica cosa che le era rimasta. In fondo, i genitori di Willow non erano mai in casa e le due ragazze vivevano praticamente da sole. Lei aveva occasione di risparmiare i soldi dell’affitto e del cibo e Willow aveva occasione di stare in compagnia anche quando si trovava a casa. Con i suoi genitori sempre fuori per lavoro, Oz che spesso si allontanava per suonare con i Dingoes e Buffy che ormai aveva lasciato la città, Willow aveva solo Xander e ovviamente lei a farle compagnia. Aveva passato così tanto tempo a prenderla in giro al liceo e solo adesso si rendeva conto che, mentre lei aveva avuto intorno a sé persone false che la ricercavano solo per quello che aveva, Buffy aveva trovato una vera amica in Willow. Quando aveva iniziato a frequentare la Scooby Gang per via della sua relazione con Xander aveva scoperto che le due avevano già formato il loro club privato e, sebbene era stata sempre ben accetta, non era mai riuscita a diventare un vero membro. Adesso, con la cacciatrice a miglia di distanza, lei e Willow stavano legando come non aveva mai creduto possibile.
“Quando sarò diventata famosa non ammetterò mai di essere uscita con uno zoticone come te” disse indignata “Non ti preoccupare, neanche io voglio che lo sappia tutto il mondo” rispose Xander sedendosi accanto a lei sul divano. “Ragazzi” li interruppe Giles “Non che non apprezzi la vostra compagnia…o i vostri litigi…” disse guardando i due ragazzi in questione “ma cosa ci fate qui? Ci sono problemi?” Da quando avevano smesso di partecipare alla caccia ai demoni, dopo la partenza di Buffy e l’arrivo del Consiglio a Sunnydale che ora si occupava di tutto, la Scooby Gang aveva fatto visita a Giles solo una volta a settimana, due se proprio si sentivano in colpa, ma per il resto si stavano godendo la loro estate com’era giusto che fosse. Quella settimana erano già venuti tre volte e Giles non aveva mai detto nulla, ma adesso cominciava a sospettare che ci fosse sotto qualcosa “No, nessun problema” commentò Willow, guardando gli altri in cerca di qualcos’altro da dire per spiegare le loro visite più frequenti “Abbiamo solo finito i divertimenti” continuò per lei Xander “Adesso ci stiamo rimettendo in riga per iniziare un nuovo anno” spiegò meglio la rossa “Io e Oz con il college e Cordelia e Xander con il lavoro. Non abbiamo più tempo per divertirci, oggi era l’ultima serata di puro divertimento” “Bene, sono contento di sapere che state pensando al vostro futuro” disse l’osservatore chiudendo il libro che stava traducendo prima che arrivasse il gruppo. Era ormai convinto che non ci fosse nulla in quelle pagine e lui aveva solo sprecato il suo tempo. Alla fine sarebbe stato costretto a chiedere di nuovo aiuto al Consiglio, ma voleva aspettare ancora un po’ e vedere se ci sarebbero stati altri…incidenti o qualsiasi cosa fossero. “A cosa sta lavorando? Qualcosa di interessante?” chiese Willow seguendo lo sguardo dell’uomo posato sui volumi sulla sua scrivania “Oh, questi? No, solo delle ricerche per cultura personale” “Lei? Cultura personale?” chiese scandalizzato Xander “Ancora? Non le basta quella che già ha?” Giles lo guardò esasperato e il ragazzo abbassò lo sguardo scrollando le spalle, come ad indicare che non gli sembrava di aver fatto una domanda tanto inopportuna. In effetti era così, ma Giles non poteva dire loro cosa stava facendo veramente e quindi lasciò cadere l’argomento. Si alzò per riporre i suoi libri, quando la porta d’ingresso si aprì all’improvviso e un Angel affannato comparve sull’uscio “Cos’è successo?” chiese allarmato l’uomo, restando con il braccio sollevato a metà nell’atto di rimettere il libro nella libreria. “Niente” si affrettò a rispondere il vampiro, osservando la folla di persone presente nel salotto dell’osservatore. “Oh, credevo ci fossero demoni in vista” “No” rispose l’altro entrando e chiudendo la porta dietro di sé con più calma di quando l’aveva aperta. “Ero solo passato a chiederle in prestito un libro” concluse lanciando uno sguardo verso la Scooby Gang seduta sul divano “Ciao” salutò cordialmente, sedendosi su uno sgabello all’angolo cottura. “Ciao Angel” lo salutò gioviale Willow, mentre gli altri mormorarono qualcosa e Oz gli fece un cenno con il capo. Dopo alcuni minuti di silenzio imbarazzante, Xander si alzò in piedi e con un gesto del braccio indicò la porta “Ok, è meglio che vada prima che si faccia troppo tardi. Le strade non sono più sicure come una volta” quella frecciata in riferimento al trasferimento della cacciatrice era ormai diventata una costante per il ragazzo. Non aveva preso bene la sua partenza e il fatto che non era ancora mai venuta a trovarli non faceva che aumentare il suo risentimento. Angel gli lanciò un’occhiataccia, ma ormai aveva rinunciato a minacciarlo ogni volta che parlava male di Buffy, comunque non poteva ucciderlo, tanto valeva ignorarlo. Tutti gli altri si alzarono e con scuse simili a quelle di Xander lo seguirono fuori dall’appartamento e lontano da quel silenzio imbarazzante. Da quando Buffy se n’era andata il gruppo aveva iniziato a sentirsi sempre più a disagio in compagnia di Angel, fino a che era stato il ragazzo della loro migliore amica lo avevano accettato, adesso era solo un vampiro che di tanto in tanto li aveva aiutati in passato.
Giles scosse la testa “Sono proprio immaturi a volte” Angel lo guardò cercando di capire se si stesse riferendo al modo in cui si comportavano in sua presenza, al modo in cui parlavano di Buffy o ad entrambe le cose. Scegliendo di trattare il suo argomento preferito, chiese “Lei l’ha più sentita?” l’uomo lo guardò sapendo bene a chi si stava riferendo, ma non sapeva se fosse il caso di parlarne con lui. Finendo di sistemare i libri e sedendosi sulla poltrona, decise che dargli qualche informazione generica non avrebbe ucciso nessuno “Si, la sento di tanto in tanto. Sta bene, è contenta di essere tornata a Los Angeles” Angel annuì e si limitò a mormorare “Bene” prese posto anche lui sull’altra poltrona e si sporse in avanti, unendo le mani e posando i gomiti sulle ginocchia “Io…credo che…” Giles lo guardò incuriosito, non lo aveva mai sentito balbettare “Io ho fame” disse all’improvviso Angel “Oh, beh, non credo di avere del sangue a portata di mano” disse Giles lanciando uno sguardo verso il frigo, come se da quella distanza potesse dire se aveva una scorta di sangue o meno “No,” si affrettò a correggerlo Angel “Io ho fame di cibo” Gile spalancò gli occhi. Un altro cambiamento era avvenuto e lui ancora non aveva scoperto quale fosse la causa “Davvero? Di cibo?” “Si, prima ho cercato di bere la mia scorta di sangue, quella che tengo alla magione, ma aveva un sapore orribile. Ho pensato che fosse andato a male, anche se lo avevo conservato in frigo come sempre. Sono andato a prenderne dell’altro e aveva lo stesso sapore cattivo. Poi ho visto una bambina con un gelato e ne ho sentito il bisogno…la voglia. Ne ho comprato uno e aveva un sapore stupendo. Ho fame di cibo” “Ti preparo qualcosa” si affrettò a dire l’ex bibliotecario “Non sono venuto qui per mangiare. Lungo il tragitto oltre al gelato ho mangiato un hot dog, delle patatine fritte, delle ciambelle, ho bevuto una soda, un frullato e un caffè. Credo che sto per vomitare, ma ancora non so cosa mi sta succedendo” “Ah, si, certo” balbettò l’uomo, incredulo per tutte le cose che il vampiro era riuscito a ingurgitare nel breve tragitto fino al suo appartamento. “E comunque” aggiunse tanto per stare tranquillo “in caso sentissi il bisogno di rimettere, il bagno è da quella parte” Angel annuì, probabilmente quell’informazione gli sarebbe servita a breve. “Angel, a questo proposito, io volevo parlarti in effetti. Non sono riuscito a trovare niente che nomini una cosa del genere, neanche lontanamente. Non so proprio cosa ti stia succedendo” il vampiro si poggiò allo schienale della poltrona, massaggiandosi lo stomaco dolorante “Neanche io lo so, ma mi piace. Posso sentire il mio cuore che batte, posso mangiare cibo normale. Non sento più il bisogno di nutrirmi di sangue” disse entusiasta. Giles si tolse gli occhiali per iniziare a pulirli e Angel si sporse di nuovo in avanti per prepararsi a qualsiasi cosa l’uomo stesse per dirgli. “Avevo pensato che forse la soluzione migliore è quella di contattare il Consiglio” “No!” sbottò Angel, senza lasciare che l’uomo continuasse a spiegargli le sue motivazioni “Angel, capisco la tua riluttanza” “No, Giles, non hanno voluto salvarmi quando stavo per morire avvelenato. Hanno costretto Buffy a farmi bere il suo sangue. Non se ne parla!” Giles si alzò in piedi, quasi arrabbiato “Lo capisco questo, Angel. Quando si tratta del Consiglio siamo tutti un po’ titubanti, ma se Buffy ha accettato il loro aiuto non vedo per quale motivo non debba farlo tu” Angel lo osservò e rifletté sulle sue parole. Non aveva del tutto torto, ma non riusciva a fidarsi. Come se avesse letto i suoi pensieri Giles aggiunse “Lasciami fare un tentativo. Parlerò con le persone giuste, persone che conosco e di cui mi fido. Non abbiamo molte alternative se vogliamo sapere cosa ti sta succedendo” Angel sospirò e annuì. Poi nell’appartamento risuonò il borbottio del suo stomaco e il vampiro si alzò e corse in bagno.

Sunnydale – 13/07/1999
Giles entrò in quella che ormai era la sede ufficiale del Consiglio a Sunnydale, un vecchio magazzino ristrutturato per ospitare la loro base operativa. C’era un piccolo ingresso, con sedie, poltrone e librerie, al punto da sembrare una piccola sala d’attesa. Dietro la porta color ciliegio c’era la sala principale dalla quale si diramavano tutte le altre stanze, a cui Giles non aveva accesso. Un uomo in giacca e cravatta, che Giles non aveva mai visto prima, lo condusse verso la grande sala che al momento era vuota. C’era solo una persona ad attenderlo “Malcom” lo salutò con affetto l’ex bibliotecario “Rupert” rispose questo, voltando le spalle alla finestra verso cui aveva rivolto lo sguardo fino a quel momento “Che piacere vederti di persona, dopo tutte quelle ore passate al telefono” “Già, a proposito grazie per il tuo aiuto per quel ultimo problema” “Rupert, non devi neanche dirlo. So benissimo cosa siamo pronti a fare noi osservatori per le nostre pupille, le nostre cacciatrici. La tua poi, è tutta un’altra storia” disse sorridendo “Si, una ragazza particolare, ma molto speciale” “Lo credo bene, trasferirsi nel bel mezzo di una guerra…” scosse la testa in segno di disapprovazione, ma Giles sorrise sapendo bene che Malcom apprezzava i disertori come Buffy più di quanto non facesse lui. “Allora mio caro amico, di cosa sei venuto a parlarmi. Deve essere importante per farti venire fin dentro la tana del leone” disse scherzando e prendendo posto al grande tavolo circolare di mogano e facendogli cenno di seguire il suo esempio. “E’ una questione molto importante e sono certo che ti piacerà sentire quello che ho da dirti” Malcom gli fece cenno di proseguire e si sporse sul tavolo come un bravo scolaro che ascolta il suo maestro. Quella situazione parve strana a Giles, che era solito fare la stessa cosa quando Malcom gli insegnava ciò che sapeva, quando era ancora un giovane sprovveduto. “Il vampiro con l’anima” “Angel” disse subito l’uomo, informato di tutto quello che succedeva nel mondo demoniaco “Esatto,” continuò Giles, iniziando a raccontare all’amico fidato tutti i cambiamenti che Angel aveva subito in quei due mesi. Partendo dal battito cardiaco fino ad arrivare alla fame di cibo. “E’ incredibile!” commentò sconvolto Malcom, dopo aver ascoltato la storia senza aprire bocca. “Impossibile, ma vero” commentò Giles “No, amico mio” lo corresse l’altro “Non ho detto impossibile. Ho detto incredibile” gli fece cenno di seguirlo e lo condusse verso una delle porte che Giles si era sempre chiesto dove conducesse. Quando l’uomo l’aprì Giles rimase leggermente deluso di trovare una semplice biblioteca, persino più piccola di quella che aveva gestito alla Sunnydale High. “Ricordi quando ti ho parlato di grandi cambiamenti che stanno avvenendo?” chiese Malcom, sapendo già che il suo amico lo ricordava benissimo e quindi proseguì senza aspettarsi davvero una risposta “Non sapevamo quali fossero…prima di una settimana fa” disse enigmaticamente, voltandosi a prendere un libro dal cassetto di una grande scrivania nera e sedendosi sulla sedia di pelle rossa che si trovava lì accanto. Giles entrò di più dentro la stanza e prese posto sulla sedia accanto al suo amico “Le veggenti, in Inghilterra, ci hanno informato di stare attenti. Un grande avvenimento stava per avere luogo proprio sotto i nostro occhi. Abbiamo parlato con gli Oracoli, cioè i nostri guerrieri hanno parlato con loro, e ci hanno riferito che qualcosa di incredibile stava per accadere” “Malcom” lo riprese leggermente Giles, curioso di sapere di cosa stesse parlando l’altro uomo e spazientito per i suoi continui giri di parole “Si scusami, ecco qui” disse infine, mostrandogli la pagina del libro che aveva preso poco prima. Nella pagina c’era un grande titolo scritto in inglese “The human vampire” e sotto di esso un disegno diviso a metà: nella parte sinistra c’era l’immagine di un uomo e in quella destra l’immagine di un vampiro. “Cosa vuol dire tutto questo?” chiese Giles, anche se la sua mente cominciava già a capire “Credo che stiamo per assistere ad un avvenimento che non ha precedenti, mio caro Rupert. Il tuo vampiro sta diventando umano” sfogliò il libro e si corresse “O almeno in parte umano” gli indicò un passaggio del libro in cui veniva spiegato bene ciò che stava succedendo al corpo di Angel, Giles prese il testo dalle mani dell’amico e iniziò a leggere: “Prima batterà il cuore, poi il suo corpo inizierà a ricevere gli stimoli dal mondo esterno come li prova un essere umano, proverà la fame, la stanchezza, il sonno. Poi il dolore, estremo dolore in cui il suo corpo si libererà del demone. Almeno di una parte di esso. Il corpo tratterrà i benefici della parte malvagia, dell’essere che ha occupato il suo corpo terreno, manterrà la sua forza, la sua vista da predatore e la capacità di mutare il suo aspetto. Finito il periodo della dolorosa trasformazione il vampiro umano potrà camminare sulla terra alla luce del sole e morire di vecchiaia come il più comune dei mortali” L’ex bibliotecario chiuse il libro ancora incredulo “Umano?” “Eh già” commentò l’amico, riponendo il libro ormai introvabile, dato che la sua era l’unica copia rimasta. “Com’è possibile? Voglio dire, perché lui?” “Perché no? Ha combattuto per il bene e al fianco della cacciatrice, è sopravvissuto all’inferno e si è redento per i suoi crimini” “Chi lo ha deciso?” Malcom si alzò dalla sedia e iniziò a camminare mentre raccontava al suo amico di lunga data i misteri del loro universo “Ah, mio curioso Rupert, e chi lo sa? Gli Oracoli non hanno svelato questo particolare. Ma tu davvero necessiti di saperlo?” “Credo di no” disse quasi sconsolato Giles, mentre anche lui si alzava dalla sedia “Credo che tu abbia buone notizie da portare al tuo amico vampiro” l’altro annuì “Ma prima che vada, dimmi Malcom, quali sono gli altri grandi avvenimenti?” “Curioso come sempre, vero Rupert? Non ti basta la grande notizia che hai appena ricevuto” rise e gli diede una pacca sulla spalla “Sei una brava persona, lo sei sempre stato e quello che sto per dirti deve restare una confidenza” “Assolutamente” rispose Giles serio e guardandolo fisso negli occhi per convincerlo che stava dicendo la verità. “I grandi avvenimenti sono tre e due sono già avvenuti. La cacciatrice doveva lasciare questo posto infernale, non è questo il suo destino, non deve rischiare di morire in battaglia. Deve vivere, perché il suo destino sembra essere un altro” “Come fai a saperlo?” “Io non so niente Rupert, gli Oracoli ci guidano e loro hanno detto così” sollevò due dita e riprese a parlare “Il secondo avvenimento era l’avverarsi della profezia del vampiro umano che camminerà questa terra. Come hai potuto constatare questa profezia si è già messa in moto. Questi due elementi riguardano i due guerrieri di questo tempo: la cacciatrice e il suo vampiro. Il terzo avvenimento è semplicemente una conseguenza, la chiusura di ogni Bocca dell’Inferno presente sulla terra” “Oh mio Dio” esclamò Giles, davvero senza parole “Dici davvero?” “Si, terminata la trasformazione del vampiro con l’anima, niente più demoni primordiali e apocalissi. La cacciatrice dovrà solo tenere a bada i piccoli demoni e i vampiri. Le grandi battaglie sono concluse per il momento, Rupert” “Che vuol dire per il momento?” chiese ancora scettico Giles “Che tutte le Bocche dell’Inferno si riapriranno alla morte di entrambi i guerrieri, ma questa secondo gli Oracoli non è una cosa che succederà tanto presto. O qualcosa di cui noi vecchi saremo testimoni, caro Rupert” rise di nuovo e iniziò a scortarlo verso la porta, evidentemente le cose importanti da dire erano finite “E’ un’occorrenza che accade ogni mille anni. Siamo stati fortunati e così la tua cacciatrice” “Se lo merita” commentò Giles, prima di salutare calorosamente il suo amico e dirigersi verso la magione per dare la buona notizia a Angel.

Sunnydale – 14/07/1999
Un pesante silenzio era sceso nell’appartamento di Giles alla notizia dell’imminente trasformazione che Angel stava lentamente subendo. “Ma dite sul serio?” chiese Willow, ancora incredula. “Si” rispose semplicemente Giles, mentre Angel se ne stava seduto in disparte sentendosi come una statua in un museo che tutti fissano. Non sapeva come reagire a quella notizia, Giles era andato da lui il giorno prima non appena lo aveva scoperto e a distanza di 24 ore ancora non sapeva come reagire. Non faceva altro che pensare: devo dirlo a Buffy. Devo chiamare Buffy. Cosa direbbe Buffy? Cosa farebbe Buffy? Come reagirebbe Buffy? Ma più si guardava intorno e più si rendeva conto che lei non era lì e che lui stava convivendo la notizia più bella della sua esistenza con dei semi-sconosciuti. Con delle persone che ancora non riuscivano ad accettarlo, anche dopo che aveva salvato loro la vita innumerevoli volte. Li sentiva parlare in sottofondo, fare domande e ricevere risposte da Giles, che ogni tanto lo osservava, probabilmente si stava chiedendo come mai non facesse i salti di gioia. Forse perché temeva che si trattava di un sogno, che presto si sarebbe svegliato e si sarebbe reso conto che si trattava di un sogno. “Ben presto arriverà il momento più difficile per te” disse Giles, questa volta voltando le spalle al resto del gruppo e rivolgendosi al vampiro “Lo so” rispose Angel, tornando a concentrarsi su quello che stava succedendo e cercando di allontanare i pensieri di Buffy e tutti i suoi dubbi. “Secondo i calcoli del mio amico Malcom, è questione di giorni” “Sarò pronto” Giles annuì “Bene, ma credo che…non dovresti affrontarlo da solo” “Ce la farò” cercò di convincerlo il vampiro, sapendo già cosa stava per proporre l’uomo. Non voleva il suo aiuto, non voleva costringerlo a badare a lui e al suo dolore per un’intera settimana. Se ci fosse stata Buffy…bloccò subito quel genere di pensieri, in fondo Buffy non c’era “Angel, non essere testardo. Non sappiamo cosa potrebbe succederti, nessuno conosce le ripercussioni di questa cosa. Starò da te” disse guardandolo fisso negli occhi, come per sfidarlo a contraddirlo “Porterò delle cose che potrebbero servirmi entro la fine della settimana. Potrebbe iniziare da un momento all’altro” Angel si limitò ad annuire, in fondo l’osservatore non aveva torto, probabilmente avrebbe avuto bisogno di una mano. “Non può farcela da solo” disse Willow con voce preoccupata “Potremo fare dei turni” propose guardando gli altri “Ti ringrazio, ma si tratta solo di una settimana. Sarà dura, ma penso di potermela cavare da solo” “Dovrà pur fare delle pause per mangiare e dormire” disse Willow, ancora incerta “Vedremo Willow. In caso avrò bisogno di aiuto non esiterò ad ammetterlo e chiamarvi” la rossa sembrò soddisfatta e fece un cenno con il capo.

Sunnydale – 16/07/1999
Iniziò una mattina, così all’improvviso. Dopo una notte di sonno pacifico, Angel si svegliò con un forte dolore allo stomaco. Fece appena in tempo a capire cosa stava succedendo, che un altro spasmo lo colse. Riuscì a trascinarsi verso il telefono e chiamò Giles “Pronto?” “Ah…” riuscì solo a dire, ma l’altro sembrò capire cosa stava succedendo “Arrivo subito!” esclamò e Angel lasciò andare la cornetta per stringersi entrambe le braccia al corpo e lottare contro il dolore.

Giles entrò nella magione chiamando il nome di Angel, ma nessuno rispose. Quella casa era enorme e dubitava di riuscire a trovarlo facilmente tra tutte quelle stanze. Fortunatamente non dovette andare troppo lontano, infatti girando l’angolo che portava alla camera da letto vide un braccio e avvicinandosi sempre di più trovò Angel sdraiato sul pavimento. Era svenuto, probabilmente per il troppo dolore. Provò a sollevarlo per portarlo fino al letto, ma era un peso morto e da solo non ce la faceva. Sembrava che avrebbe dovuto accettare l’offerta di Willow, dopotutto. Prese la cornetta del telefono che il vampiro aveva lasciato cadere a terra accanto a sé, probabilmente dopo aver chiamato lui. “Willow? Si, sono a casa di Angel. E’ cominciato” sentì la ragazza dire che avrebbe radunato gli altri e che sarebbe arrivata subito “Grazie. A dopo” rimise la cornetta al suo posto e iniziò a guardarsi intorno, in cerca di qualcosa da poter fare mentre aspettava la Scooby Gang.

“Dov’è il peso morto?” disse Xander entrando in camera, dove si trovava Giles “Qui. Aiutami a portarlo sul letto” entrambi si accucciarono accanto al corpo di Angel, Giles prese la testa e Xander i piedi. “Al mio tre. Uno, due…tre!” lo sollevarono e lo depositarono con ben poca grazia sul letto. “Accidenti!” esclamò Xander riprendendo fiato dopo quello sforzo “Poteva avere almeno la decenza di rimettersi a letto da solo” Giles non si disturbò neanche a lanciargli la solita occhiata esasperata. Si asciugò la fonte con il fazzoletto e poi sistemò meglio il corpo del vampiro. “Ho bisogno che andiate da un mio amico medico” disse rivolto a Willow e Cordelia, che si trovavano sulla porta. “Vi darà delle medicine che gli ho richiesto alcuni giorni fa, ma non ho avuto il tempo di andarle a prendere” cercò nella camera un foglio di carta e trovò un blocco accanto al telefono. Scrisse l’indirizzo e il nome del dottore “Dite che vi mando io e che ho bisogno della scatola rossa. Lui capirà” “A cosa serve?” chiese Oz, mentre raccoglieva le cose che Angel aveva fatto cadere quando, probabilmente, si era trascinato verso il telefono in preda al dolore. “Per alleviare il dolore. Presto si sveglierà e ricomincerà ad avere forti spasmi. Possiamo aiutarlo con delle medicine, spero” disse Giles rivolgendo lo sguardo al vampiro ancora privo di sensi sdraiato sul letto. “Andate, fate presto. Potrebbe svegliarsi a minuti” le esortò, per poi vederle sobbalzare e correre verso l’uscita.

Sunnydale – 20/07/1999
Era toccato a lei, dopo averci girato intorno per giorni usando la scusa del lavoro alla boutique, Cordelia era stata costretta a badare a Angel, mentre gli altri si prendevano quello che avevano chiamato “meritato riposo”. E il suo meritato riposo?
Seduta sulla sedia accanto al letto di Angel, Cordelia sfogliava il nuovo Cosmo e ogni tanto lanciava occhiate furtive verso quel corpo stupendo che apparteneva al vampiro. Quasi umano. Pensò con un ghigno malizioso la ragazza. Sospirando mise via il giornale, in fondo diventava sempre più depressa quando leggeva di belle cose che non poteva permettersi. Meglio concentrarsi sui bianchi pettorali bagnati di sudore che erano in bella mostra di fronte a lei. Ricordava ancora la prima volta che aveva visto Angel, si trovava al Bronze con intorno le solite amiche, e all’improvviso questo bel ragazzo aveva fatto il suo ingresso nel locale. Era rimasta molto delusa e ferita nel vederlo andare verso la nuova sfigata della scuola, Buffy ovviamente. La loro relazione non era mai stata delle migliori, ma il fatto che il ragazzo su cui aveva puntato gli occhi fosse andato dritto verso di lei non aveva fatto altro che peggiorare la situazione. Da quel momento aveva provato più e più volte ad attirare l’attenzione del ragazzo, ma senza molto successo. Riceveva solo sguardi indifferenti e sorrisi di cortesia. Poi, naturalmente, aveva scoperto che era un vampiro e a quel punto era stata lei a lasciarlo stare. Non voleva certo passare per una pazza che usciva con un assassino, anche se era il ragazzo più bello che avesse mai visto. Buffy poteva tenerselo il suo demone, non era di certo il suo tipo. Adesso, però, era tutta un’altra storia. Con Buffy lontana da Sunnydale, Angel che stava diventando umano e lei senza più un soldo, aveva bisogno di un fidanzato. Uno vero che ti porta al cinema, a cena e che ti lascia dormire da lui la notte. E poi Angel era stupendo fisicamente e farsi vedere in giro per la città al suo fianco sicuramente l’avrebbe aiutata a recuperare un po’ della sua popolarità perduta e soprattutto la sua dignità. Sorrise, piena di una nuova speranza, in fondo decidere di non partire per Los Angeles non era stata una cattiva idea. Buffy poteva tenersi la città degli angeli, lei si sarebbe tenuta il suo Angel.

 
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