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Capitolo 4

March 24 2009 at 12:40 PM
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Buffy09  (no login)


Response to Truth & Lies

 
Grazie di nuovo a tutte voi per l'incoraggiamento, soprattutto maudit che ha già iniziato a farsi mille domande ^_^ i tuoi commenti mi hanno davvero incoraggiata a proseguire. E Genny...credo che tutte noi la pensiamo come te ;)

Capitolo 4

I never meant to brag but I got him where I want him now
It was never my intention to brag to steal it all the way from you now
But God does it feel so good cause I got him where I want him now
“Paramore – Misery Business”
Sunnydale – 24/07/1999
Buffy fermò l’auto nel parcheggio a pagamento situato nel centro di Sunnydale. Era venuta con la nuova macchina che Hank aveva comprato a Joyce come regalo di “bentornata a casa”, una nuova Jeep fiammante, e non voleva che i suoi amici la notassero. Nasconderla nel parcheggio a pagamento sperava fosse la soluzione migliore. Quando avevano deciso di trasferirsi a Sunnydale nel 1997, Joyce aveva deciso che non era il caso di girare per le strade di una piccola cittadina con una Mercedes nuova di zecca, avrebbero attirato solo sguardi indiscreti. Una volta giunti lì, Buffy aveva capito che per una volta sua madre aveva avuto ragione, infatti l’unica macchina fin troppo visibile nella ridente Sunnydale era una Crysler rossa, decappottabile targata QueenC. Quando poco tempo prima avevano fatto ritorno a Los Angeles, Hank aveva pensato che la Mercedes era ormai datata e l’aveva cambiata con una Grand Jeep grigio metallizzato. Convincere sua madre a farsela prestare, quella era stata tutta un’altra storia. Se non fosse stato per l’appoggio che aveva ricevuto da Hank, in quel momento si sarebbe ritrovata su un pullman scomodo e fin troppo caldo. Nessuno a Sunnydale sapeva che era in grado di guidare, sua madre le aveva proibito durante quei tre anni di prendere la sua Jeep vecchia e semidistrutta e le aveva detto di fingere di non saper guidare come la maggior parte degli adolescenti in una piccola cittadina. Lei lo aveva fatto, aveva rinunciato all’auto per tre anni, ma adesso era stanca e rivoleva la sua vita e la sua libertà. Amava guidare, amava le auto e sfrecciare con una macchina nuova sull’autostrada le dava la sensazione di essere viva. Nei tre anni a Sunnydale aveva avuto l’occasione di prendere la macchina solo quando sua madre era finita sotto l’incantesimo delle barrette di cioccolata della banda della scuola. Ma anche in quella occasione, a causa della presenza di Willow, aveva dovuto fingere di non saper guidare per evitare che sua madre si arrabbiasse una volta tornata in sé. Solo Angel sapeva che era in grado di guidare, infatti ricordava un particolare episodio in cui il vampiro le aveva mostrato la sua auto nel garage, dopo aver scoperto che in realtà aveva la patente, e le aveva permesso di guidarla. Lo aveva ripagato bene in seguito per quel suo bel gesto, sui sedili di pelle della sua Plymouth e al sicuro nel garage della magione.
Buffy sbattè la testa contro il volante per allontanare quei pensieri, non voleva pensare a Angel e soprattutto non voleva pensare a cose come quelle che avevano fatto nella sua decappottabile nera d’epoca. Scese dalla macchina, indossando i suoi occhiali da sole e, facendosi forza per affrontare di nuovo i suoi amici, s’incamminò verso il luogo dell’incontro. In quel mese aveva parlato spesso con Willow e, purtroppo, con Cordelia visto che si trovavano entrambe nella stessa casa. Cosa a cui Buffy ancora non riusciva a credere. Ma non si era mai sentita con Xander, probabilmente il ragazzo era ancora arrabbiato con lei, dato che le uniche volte che aveva provato a chiamarlo lui non aveva mai risposto. Alla fine si era arresa. Giles, invece, era tutt’altro discorso. Lo aveva sentito quasi tutte le settimane, ma negli ultimi tempi aveva esitato un po’ a chiamarlo perché lo aveva sentito titubante e distante. Alla fine aveva capito che quando faceva così voleva dire che nella stanza con lui c’era Angel, dato che una volta aveva sentito chiaramente la sua voce mentre parlava con Willow.
Angel. Quel nome ancora la turbava, solo sentirlo pronunciare le faceva venire i brividi e le lacrime agli occhi allo stesso tempo. Sperava davvero di non incontrarlo, ma fino a che avesse evitato di trattenersi in città oltre il tramonto non ci sarebbero stati problemi. “Buffy! Ecco Buffy!” sentì urlare la sua migliore amica e voltandosi verso il suono della sua voce, vide tutta la Scooby gang al completo che l’aspettava seduta ad un tavolo all’aperto dell’Espresso Pump, un nuovo locale che avevano scoperto da poco i suoi amici di Sunnydale. Fece un cenno con la mano e si avviò verso di loro “Ciao ragazzi, è così bello vedervi” abbracciò tutti e poi prese posto sullo sgabello vuoto “Buffy!” esclamò di nuovo Willow “Cosa hai fatto hai capelli?” “Oh” commentò l’altra toccandosi le punte “Sono delle extension nere. Avevo voglia di cambiare” “Ti stanno benissimo” le disse l’amica con un sorriso genuino sul volto “Grazie” “Meglio di prima, sicuramente” disse, invece, Cordelia interrompendo le due ragazze “Beh, cosa devo dire Cordelia. Non sei cambiata neanche un po’” la bruna sorrise sprezzante. Buffy la ignorò e iniziò a chiedere ai suoi amici cosa avessero combinato in quel mese o come andavano i preparativi per l’università. Tutti le raccontarono le varie novità, che non erano molte, ma il tempo sembrò volare ugualmente, tra una tazza di caffé e un frullato. “Allora, Buffster. Tu cosa ci dici?” chiese Xander, dandole una leggera gomitata “Com’è la vita a Los Angeles?” “Oh, il solito. Shopping e sole, per il momento. Poi farò quello che farete anche voi studio, studio e ancora studio. O nel vostro caso lavoro,” disse rivolta al ragazzo e a Cordelia, “ma in fondo è sempre la stessa cosa, no? E’ noioso” concluse con un sospiro. “Ehi, ma tu non dovevi partire per quel giro negli USA?” chiese perplessa Buffy a Xander “Ah, quello! No, alla fine la macchina ha pensato bene di fermarsi nel bel mezzo del nulla…” “Già, sono dovuta andarlo a prendere in un posto deserto! Incredibile!” concluse per lui Cordelia. “Capito” si limitò a rispondere Buffy con un cenno del capo. “Fino a quando resti?” chiese Willow “Beh, non molto. Pensavo di ripartire tra un paio d’ore” disse la bionda guardando l’orologio che aveva al polso “Così presto?” chiese delusa Willow, ma prima che l’altra potesse rispondere Cordelia lanciò un urlo “Oh mio Dio!” tutti si guardarono intorno, in attesa di un branco di demoni che li attaccassero da un momento all’altro, ma la ragazza si sporse verso Buffy e le afferrò il braccio “Cos’è questo?!” Buffy spalancò gli occhi incredula “Cordelia, ci hai fatto prendere un colpo per un orologio!” “Dove lo hai preso?” Oz e Xander rotearono gli occhi, mentre Cordelia continuava a tirare Buffy per un braccio e Willow corrugava la fronte riconoscendo il modello da una rivista che Cordelia aveva lasciato in camera sua a casa Rosenberg. “E’ il nuovo modello della Guess! Ma lo sai quanto costa?!” Buffy cercò di riprendersi il braccio senza riuscirci, alla fine decise di usare la sua forza di cacciatrice per togliersi da quella situazione imbarazzante. Sapeva che non avrebbe dovuto indossarlo, ma voleva essere certa di ripartire in tempo e alla fine lo aveva messo. Adesso se ne stava pentendo. “No, Cordelia. E’ un regalo” “Ah, ecco” commentò la bruna, era sicura che Buffy non aveva tanto buon gusto da poter comprare una cosa simile “Allora hai amici ricchi a Los Angeles?” chiese, improvvisamente interessata alla sua vita privata “Io…” iniziò a balbettare Buffy. Perché nessuno cambiava argomento?! “Si, figurati. La nostra Buffster” disse Xander, togliendola dall’impiccio, ma offendendola con le sue parole denigratorie. “Con tutta la storia della cacciatrice non ha tempo per una vita sociale. E’ fortunata ad avere noi” Buffy sorrise, nascondendo il disappunto per le sue parole, ma preferendo comunque cambiare discorso “Ok, se non vi spiace vorrei andare a trovare Giles prima di ripartire” “Certo” concordarono tutti, abbandonando i propri posti e incamminandosi accanto a lei lungo le vie di Sunnydale, dopo aver pagato.
Giunti davanti alla porta, Buffy esitò un attimo temendo di trovare Angel dentro l’appartamento insieme al suo osservatore. Xander non attese oltre, ignorando la sua esitazione, bussò al posto suo “Ti aspetti che si apra da sola, Buffster?” chiese facendole l’occhiolino, sapendo bene per quale motivo stava esitando. Buffy lo guardò a lungo, riflettendo sul suo strano comportamento, era come se il risentimento si fosse impossessato del suo amico e non restasse nulla del ragazzo altruista e gentile che aveva conosciuto un tempo. Buffy si tolse gli occhiali da sole e aprì la porta, prima che qualcun altro lo facesse al posto suo “Giles? Indovina chi è tornata a Sunnydale?” l’uomo sbucò dalla cucina con uno strofinaccio tra le mani “Buffy? Che piacere vederti” l’abbracciò e la ragazza ricambiò con piacere “Mm, che profumino. Cosa sta cucinando?” si voltò verso i fornelli e vide la carne che rosolava sul fuoco “Oh, solo la mia cena” la vide prendere alcune fragole dal piatto dove le aveva poste poco prima “Vuoi restare a mangiare?” le chiese, notando il suo appetito “Ah, vorrei Giles, ma devo tornare a LA questa sera. Parto tra un po’, volevo solo fare un salto da lei prima” sorrise e si sedette sullo sgabello davanti all’angolo cottura. Gli altri si erano già seduti sul divano e le poltrone “E noi, Giles?” chiese Xander, fingendosi offeso “A noi non offre la cena?” l’uomo lo guardò corrugando la fronte “Se non ricordo male la tua casa si trova a pochi isolati da qui” Xander mise il broncio scherzosamente. Poi Buffy e Giles si lasciarono andare a una lunga conversazione su quegli che erano stati gli ultimi avvenimenti nelle loro vite, passando a volte ad argomenti più leggeri e scherzosi. La Scooby Gang restò seduta in disparte, Xander e Oz si ritrovarono ben presto impegnati in una discussione sulla criptonite di Superman, mentre Cordelia e Willow decidevano cosa mangiare a cena quella sera una volta a casa. “Io voglio ordinare cibo cinese, non lo mangiamo dalla settimana scorsa” disse Cordelia, ripensando agli involtini primavera che aveva mangiato il giovedì scorso “D’accordo” rispose Willow, scrollando le spalle, dopo tutto quel caffé e quel frullato bevuto all’Espresso Pump, dubitava di poter mangiare anche un solo biscotto della fortuna. “Senti, Cordelia…” disse la rossa, un po’ titubante e spaventata dalla reazione che l’altra poteva avere dopo aver sentito la sua domanda “Cosa dobbiamo fare per Angel?” la bruna si voltò di scatto verso l’angolo dove Buffy stava conversando con Giles e spizzicando ancora le sue fragole. Per fortuna non aveva sentito niente “Cosa vuoi dire? Cosa centra adesso Angel?” disse abbassando ancora di più la voce quando pronunciò il nome del ragazzo “Lui voleva vederla. Ha detto se potevamo proporre a Buffy un incontro. Penso che abbia il diritto di sapere quello che è successo a Angel” Cordelia scosse la testa “Willow, sei così innocente a volte. Dopo tutto quello che hanno passato, vuoi che ricomincino tutto da capo?” “No, ma…” “Se è destino che si incontrino, allora si incontreranno prima che Buffy riparta” concluse la bruna, chiudendo gli occhi e poggiando la testa sullo schienale del divano. Willow restò a guardarla per alcuni secondi, poi di voltò a guardare Buffy, che ormai stava raccogliendo le sue cose e si stava preparando a ripartire, non era certa che tenerle nascosta una cosa simile fosse una buona idea. Sapeva anche che la sua migliore amica stava facendo ritorno a Los Angeles proprio in quel momento e lei sarebbe tornato a casa con Cordelia, adesso condivideva la maggior parte delle cose con lei, non voleva perdere un’altra amica.
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Angel non riusciva a stare seduto, continuava a camminare da una stanza all’altra e a guardare l’orologio con impazienza. Aveva chiesto a Cordelia e Willow di chiedere a Buffy se le andava di parlare con lui, di specificare che doveva dirle una cosa importante. Le due ragazze gli avevano assicurato che l’avrebbero trascinata da lui se fosse stato necessario e, quindi, adesso stava aspettando che la portassero lì.
Sentì la porta d’ingresso aprirsi e corse in quella direzione “Buffy?” disse, senza neanche rendersene conto “Mi spiace, Angel” disse la voce di Cordelia. Sul volto di Angel scomparve la speranza e il sorriso “Non è venuta?” chiese conoscendo già la risposta. La bruna si chiuse la porta alle spalle “Noi glielo abbiamo chiesto. Le abbiamo anche detto che era una cosa importante, che poteva cambiare tutto, ma lei…” lasciò la frase in sospeso e scosse la testa “Non è voluta venire” “Che cosa ha detto?” la ragazza si avvicinò a lui e gli toccò un braccio “Oh, Angel. Non voglio dirti quello che ha detto. E tu non vuoi saperlo” Il ragazzo si sedette sul bracciolo del divano che si trovava lì vicino e tenne la testa bassa, quando vide che Cordelia gli si stava avvicinando la fermò con un cenno della mano “Vorrei restare da solo, se non ti spiace” “Oh” esclamò lei, facendo un passo indietro “Assolutamente. Prenditi il tuo tempo” si avviò verso la porta, ma prima di uscire si fermò “Ma ricordati una cosa Angel. Se non ha voluto neanche vederti per sapere cosa avevi da dirle…beh, allora non ti merita affatto” con quella frase chiuse la porta dietro di sé.
Sunnydale – 10/08/1999
Bellissimo. Era l’unica cosa a cui riusciva a pensare Cordelia guardando il corpo di Angel avvolto in un paio di semplici boxer rigorosamente neri, mentre se ne stava sdraiato sulla sabbia ad assaporare il calore del sole. Non appena erano stati certi che il sole non avrebbe ridotto in cenere il corpo dell’ormai ex vampiro, la Scooby Gang gli aveva proposto una giornata al mare. O perlomeno, Cordalia glielo aveva proposto fingendo che tutti gli altri fossero d’accordo. Infatti, Willow era ancora leggermente titubante nell’aiutarla a conquistare Angel, probabilmente si sentiva ancora responsabile per Buffy. Ovviamente Cordelia non perdeva mai occasione di ricordarle che la sua “migliore amica”, o comunque volesse chiamarla, se ne stava a Los Angeles a divertirsi, mentre lei era bloccata in quella piccola cittadina. Oz non si pronunciava in materia, Cordelia ancora non era riuscita a capire se quel ragazzo avesse un cervello tutto suo o se aspettasse che Willow gli dicesse cosa fare per poi farla senza discutere. E, infine, Xander che continuava a professare il suo odio per colui che aveva rubato il cuore della ragazza dei suoi sogni, anche se Cordelia aveva notato che era contento di avere un altro uomo con sui parlare oltre ad Oz che, beh, non parlava molto.
Lei, dal canto suo, aveva indossato il suo costume migliore…cioè l’unico che le era rimasto dopo la bancarotta…e stava facendo del suo meglio per mettere in mostra le sue curve. Purtroppo aveva constatato che con Angel quello non bastava, doveva essere brava con le parole e fare la tenera e romantica. Non era proprio la sua tattica ideale, ma sapeva che alla fine ce l’avrebbe fatta. Aveva già in mente un piano, un buon piano. Sorridendo si alzò dalla sdraio dove era rimasta fino ad allora a riflettere sulla sua prossima mossa e si avvicinò alla propria preda. “Angel” disse sedendosi sull’asciugamano accanto a lui e stando attenta a mettersi molto vicina “Così prenderai un’insolazione. Dopo secoli senza sole, potrebbe farti male” Bene, l’atteggiamento premuroso piaceva a tutti i ragazzi, pensò. “Forse hai ragione, ma cosa posso farci. Mi piace troppo” rispose lui con un sorriso e continuando a godersi il calore sulla sua pelle “Posso metterti un po’ di crema, se vuoi. Potrebbe evitarti una bruciatura almeno” “Va bene” rispose l’altro, senza però aprire gli occhi. Cordelia andò verso la sua borsa per prendere la crema, nel frattempo iniziò a riflettere su cosa fare. Il ragazzo non aveva neanche aperto gli occhi e lei non sapeva se sarebbe riuscita a convincerlo solo con le sue parole, doveva almeno guardarle un attimo la scollatura. Tornando verso la sua preda sorrise, avendo trovato l’argomento adatto per fargli aprire gli occhi e per togliergli alcune fantasie stupide dalla testa, come la sua Buffy. Certo non sarebbe tornata e, dato che non sapeva che lui era tornato umano, ovviamente grazie a lei, una loro riconciliazione sembrava molto improbabile. Per quando la cacciatrice avrebbe scoperto che lui era tornato umano, Cordelia lo avrebbe già avuto tutto per sé. Conosceva il senso di colpa di Angel, quello non era sparito con il suo demone, non l’avrebbe lasciata per rimettersi con Buffy, perché questo l’avrebbe ferita. Avrebbe semplicemente aspettato che fosse stata lei a farlo, ma si sbagliava di grosso. Aveva trovato l’uomo giusto per lei e non se lo sarebbe lasciato scappare. “Ecco qui” disse, tornando a sedersi accanto a lui sul telo da mare e sospingendolo a mettersi seduto per mettergli la crema sul petto e sulle spalle. “Grazie Cordelia, non so come farei senza di te” rispose lui sorridendo. Beh, quello era un buon inizio, pensò Cordelia, preparandosi al suo prossimo attacco. “Speriamo che tu non debba mai scoprirlo” disse con fare seducente, sporgendosi verso di lui per premere i seni contro il suo braccio. Notando, però, che quel suo gesto lo metteva a disagio, si tirò subito indietro e decise di usare le parole. “Sono contenta della tua trasformazione. Davvero Angel, te lo meriti” “Grazie” “Oh, non ringraziarmi. E’ vero. Dopo tutto quello che ti è successo. Sai, a volte ti guardavo e pensavo…” si fermò un attimo, smettendo anche di mettergli la crema, poi riprese a parlare scuotendo la testa “No, lascia stare” “Cosa?” chiese lui ormai incuriosito. “Mi spiace, ma non vorrei ferirti con quello che sto per dirti. A volte parlo troppo.” Lui le prese un braccio “Puoi dirmi quello che vuoi” Cordelia sorrise, quella tecnica funzionava sempre. “Beh, è solo che ho sempre pensato che Buffy ti facesse male” lo vide rabbuiarsi e subito continuò a parlare, per paura che lui potesse interromperla sul più bello “Non fraintendermi, io adoro Buffy. Solo non penso che sia la persona adatta a te. Con tutti quei problemi emozionali e con il dovere della cacciatrice. Tu hai bisogno di qualcuno che ti faccia divertire, soprattutto adesso che sei tornato umano. Devi essere più solare e lei di certo non ti aiuterebbe in questo” lo vide farsi pensieroso e continuò a sferrare il suo attacco. Ricordandosi della piccola bugia che gli aveva raccontato alcuni giorni prima, decise di usare quella. “Sai, forse è una buona cosa il fatto che abbia rifiutato di incontrarti. Vuol dire che lei ha voltato pagina ed è ora che lo faccia anche tu” Lo vide tornare a sdraiarsi sul telo con un’espressione pensierosa. Si alzò e si allontanò, sorridendo soddisfatta. Il seme della discordia era stato piantato e anche ben innaffiato.

 
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