| Capitolo 8aApril 1 2009 at 9:30 PM No score for this post | Buffy09 (no login) |
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| Scusate, questa parte è molto descrittiva, ma mi farò perdonare cn la prossima parte ^_^
Capitolo 8a
When I got a little older I realized it’s all lies, there is no prize, there is no prize
There is no heartache if you can afford, everything delivered right to your door
Responsibilities, this life is easy
So now the girl with everything how could she complain
cause she’s got it made, yeah she’s got it made
I don’t need to be tucked in at night and told that everything is gonna be alright,
Is gonna be alright cause I don’t have to fight
You don’t have to like me anymore, I got money now.
I don’t care what you say about me anymore, I got money now.
“Pink – I got money now”
Los Angeles – 09/02/2000
Buffy sfrecciò nel viale che portava a casa Summers con la sua Audi R8 nuova fiammante. La musica proveniente dallo stereo si sentiva dai finestrini aperti, mentre l’auto si avvicinava sempre di più all’ingresso. La ragazza sospirò notando il furgone nero targato Sunnydale posto proprio davanti al garage, in quel modo non poteva neanche rimettere la macchina ed era costretta a lasciarla sul viale. Rallentò notevolmente e vide in lontananza sua madre che le faceva cenno di andare da lei. Sapeva bene cosa voleva: la gang di Sunnydale era lì e la donna voleva che facesse gli onori di casa. Joyce non le aveva detto quando sarebbero arrivati proprio per evitare che facesse in modo di non essere presente. Per fortuna non c’era pericolo: era da tanto che non faceva quello che sua madre le diceva. Fece rapidamente un’inversione a U e sfrecciò nuovamente, ma questa volta nella direzione opposta, uscendo dal grande cancello di ferro e allontanandosi lungo le strade di Los Angeles.
Joyce scosse la testa e si ripromise di fare una bella chiacchierata con la ragazza, che ormai aveva superato ogni limite. “Cosa fate ancora fuori?” esclamò, evitando di parlare di quello che era appena accaduto “Venite dentro e andate a sistemare le vostre cose” continuò entusiasta rivolgendosi al gruppo di Sunnydale, che ancora aveva lo sguardo fisso sul cancello da cui era appena sfrecciata via Buffy. Si guardarono l’un l’altro chiedendosi cosa ci facesse Buffy alla guida di un’auto, ma soprattutto cosa ci facesse alla guida di quell’auto in particolare. Solo Angel abbassò lo sguardo a terra chiedendosi se avessero davvero preso la decisione giusta quando avevano scelto di trasferirsi a Los Angeles.
Cordelia, invece, era persa in ben altri pensieri, secondo lei era stato un bene che la cacciatrice avesse tenuta nascosta la sua condizione economica a Sunnydale, infatti a giudicare dalla villa in cui stavano per entrare e dalla macchina che Buffy guidava, se la ragazza avesse raccontato a tutti di essere ricca la Sunnydale High si sarebbe presto dimenticata di Cordelia Chase, la ragazza più ricca della città per iniziare a sbavare dietro a Buffy Summers, la ragazza più ricca della città che veniva dalla grande LA. Fu riscossa dai suoi pensieri quando Joyce la sospinse su per i gradini di marmo bianco dell’ingresso. Restò incredula e senza parole, per la prima volta in vita sua, quando si trovò davanti una delle case più belle che avesse mai visto. “Wow” sentì sussurrare Willow che si trovava proprio accanto a sé “Venite, vi faccio fare un giro panoramico” disse loro Joyce portandoli verso sinistra e aprendo una porta scorrevole enorme che conduceva ad un largo salone decorato con mobili modernissimi bianchi, il tutto spezzato qua e là dalle poltrone e dai divani di pelle nera, oltre che dalle piante che donavano un tocco di calore alla stanza. In fondo alla sala c’era un’altra porta scorrevole più piccola rispetto alla precedente, che li condusse in quella che doveva essere la sala da pranzo. C’era un grande tavolo moderno di mogano con intorno 12 sedie, contro le pareti della stanza erano poste piante e quadri di pittori famosi, oltre ad una statua di marmo dalla forma incomprensibile, che probabilmente apparteneva a qualche famoso artista moderno. Joyce sistemò meglio il vaso di girasoli posto al centro del tavolo, come per migliorare qualcosa che era già fin troppo perfetto “Qui è dove ceneremo tutti insieme la sera, solitamente noi ceniamo alle 7, ma se ci sono impegni inderogabili o richieste particolari possiamo sempre cambiare orario. Invece, la colazione e qualsiasi altro spuntino potrà essere mangiato in cucina. Da questa parte” disse aprendo una porta e conducendo il gruppo dentro una cucina immensa. I mobili erano di un bordò lucido che rendeva la stanza calorosa e accogliente, mentre l’acciaio delle rifiniture ricordava quello delle cucine professionali. Il centro della stanza era occupato da un isola abbastanza lunga da contenere 5 persone, infatti accanto al lungo bancone d’acciaio erano posti 5 sgabelli d’acciaio con il sedile di pelle bordò. Il tutto era accompagnato da elettrodomestici di ultima generazione, macchina del caffè professionale, una cioccolatiera e un enorme cesto di frutta. “La cucina è nuova” li informò Joyce passando un dito sulla superficie linda del lavabo d’acciaio “Quella vecchia si era rovinata dopo quasi 20 anni, quindi ho ordinato questa ancora prima del nostro rientro a casa” si voltò verso sinistra e fece cenno loro di proseguire lungo la scalinata d’acciaio che portava al piano di sopra “C’è una scalinata anche all’ingresso, come avrete sicuramente visto quando siete arrivati, ma per il momento saliamo usando questa” affermò precedendo tutti lungo gli scalini e conducendoli in un lungo corridoio con il parquet e tanti quadri alle pareti. Joyce mostrò loro rapidamente la camera matrimoniale, che, a differenza delle stanze che avevano appena visitato che erano più moderne, era arredata con mobili di legno color ciliegio e con tende e copriletto color panna. Al centro della parete opposta al grande letto c’era un elegante caminetto in tinta con il resto della stanza, che però non sembrava essere mai stato acceso davvero. Accanto alla porta che conduceva all’enorme cabina armadio dei coniugi Summers, ve ne era un’altra che portava al bagno privato della coppia, arredato secondo una stile classico ed elegante. “Bellissima” commentò Willow una volta uscita dalla camera seguendo nuovamente Joyce lungo il corridoio spazioso della casa. “Questa è la camera di Dawn” disse la donna bussando contro la porta di legno massiccio “Avanti” rispose la ragazzina con entusiasmo e, prima che la madre potesse aprire l’uscio, lei lo fece al posto suo e fece cenno a tutti di entrare. La stanza era arredata come quella di una qualunque teenager, con poster di cantanti alle pareti e abiti sparsi dappertutto che le conferivano quel classico aspetto disordinato che sembrava andare tanto di moda all’età di Dawn. Contro la parete a nord era posto un letto matrimoniale sopra al quale c’era il diario della ragazzina ancora aperto, evidentemente lo stava aggiornando con gli ultimi avvenimenti proprio prima di aprire la porta “Allora? Vi piace la casa?” chiese entusiasta abbracciando Willow “E’ stupenda” le rispose la rossa ancora incredula alla vista di tanto lusso “Non hanno ancora finito il giro” l’avvertì Joyce “Venite, vi mostro le vostre stanze” disse incamminandosi di nuovo per il corridoio, ma questa volta seguita a ruota anche da Dawn che saltellò verso un’altra porta per poi spalancarla “Questa è la camera per gli ospiti che preferisco” annunciò l’adolescente lasciando entrare il gruppo per mostrargli la camera con eleganti mobili in legno color noce, due letti ad una piazza e mezzo posti ai lati opposti della stanza con i copriletto porpora che si abbinavano alla moquette, oltre ad una scrivania un po’ troppo moderna rispetto al resto dell’arredamento “Questa l’ho comprata appositamente per te” affermò orgogliosa Joyce rivolgendosi a Willow “Ho pensato che potessi aver bisogno di un posto dove mettere il tuo computer portatile” si abbassò contro la parete “Qui ci sono le prese elettriche e in casa abbiamo un modem wireless attivo 24 ore al giorno, quindi non penso che avrai problemi per la connessione ad internet” prese un cd che era poggiato sulla scrivania in questione e glielo mostrò “Ecco, questo è il cd per l’istallazione” “Grazie” disse incredula Willow “Non doveva disturbarsi tanto” “Oh, figurati, per così poco. E’ solo una scrivania” fece un cenno con la mano per chiudere la questione “Comunque, questa sarà la stanza delle ragazze” disse indicando i letti, mentre Cordelia e Willow notavano le loro valigie poste ai piedi del letto, dove le aveva lasciate la domestica che gliele aveva tolte dalle mani non appena erano arrivate. “Mi spiace, ma in questa casa formiamo le stanze in base al genere e non alle coppie” scherzò rivolta a Willow e Oz, che erano gli unici del gruppo a stare insieme “Oz, Xander e Angel potranno dividersi come meglio credono le altre due stanze per gli ospiti” disse conducendoli di nuovo nel corridoio e aprendo rapidamente due porte poste proprio l’una accanto all’altra. La stanza sulla destra era provvista di mobili neri e moderni, contornati da moquette, copriletto e tende di tutte le tonalità di blu e azzurro immaginabili. L’altra stanza, quella posta a sinistra, invece, aveva mobili color ciliegio e moquette, copriletto e tende erano rosso scuro. “Spero di aver scelto colori abbastanza mascolini” disse la donna facendosi da parte e lasciando decidere agli uomini dove avrebbero dormito, da parte sua sperava che Oz o Xander decidessero di condividere la stanza con Angel. “Mi spiace dirvi, però, che Oz non potrà occupare la stanza singola. Sono una madre all’antica e anche se siete maggiorenni siete comunque sotto la mia responsabilità, quindi preferirei dormire tranquilla la notte sapendo che tutti sono nei propri letti” disse sorridendo bonariamente a tutti i presenti e pensando che Oz avrebbe potuto condividere il letto con la sua ragazza durante la notte se avesse scelto la stanza singola “Ovviamente vi sto concedendo molta fiducia, so bene che durante la notte potreste benissimo fare a scambio di camere” commentò con un sorrisetto furbo “Sono stata giovane anch’io, cosa credete. Comunque voglio fidarmi di voi e spero che ricambierete questa mia fiducia” tutti annuirono e Oz, con un sorriso comprensivo sul volto, prese la sua valigia, che era stata lasciata lungo il corridoio in attesa che venisse decisa la disposizione, e la portò dentro la stanza blu “Ti aspetto dentro compagno di stanza” disse guardando gli altri due ragazzi “Chiunque tu sia” Angel, però, preferì fare la cosa più nobile come sempre, quindi, anche lui con il sorriso, prese la propria valigia ed entrò anche lui nella stanza blu. Non riuscì neanche a metterci dentro un piede, che subito si sentì tirare per un braccio “Ehi, stai scherzando. Si deve portare rispetto per gli anziani” commentò Xander facendo l’occhiolino e sospingendo Angel verso la stanza rossa “Io e Oz ci divertiremo un mondo di notte, quando lui ululerà alla luna e io...beh...mi coprirò gli occhi per non beccarlo nudo il mattino dopo” tutti risero e Angel ringraziò Xander per avergli concesso il suo spazio privato, sapendo bene che non avrebbe resistito a lungo in una camera doppia “A questa cosa ci ha già pensato Rupert” disse Joyce riferendosi alla trasformazione da lupo di Oz “Oh, davvero?” chiese Angel finendo di sistemare la valigia nella sua nuova camera e tornando ad unirsi al gruppo che si trovava ancora in corridoio “Rupert ha fatto venire delle persone molto gentili del Consiglio a far installare la gabbia apposita, l’ho fatta sistemare nel seminterrato, dove talaltro Giles ha fatto preparare una specie di sala per gli addestramenti. Ha detto che Buffy ne avrebbe avuto bisogno” “Si, infatti. E’ perfetto, grazie Joyce” “Si, grazie soprattutto per l’ospitalità” aggiunse Willow, che ancora non credeva ai suoi occhi di fronte a quella bella casa in cui avrebbero vissuto da quel momento in poi. “Figuratevi, è un piacere avere così tante persone in casa. Hank è sempre in ufficio e Buffy è sempre in giro, io e Dawn ci annoiamo a stare sempre sole in questa grande casa silenziosa” sorrise di nuovo a tutti e poi sospinse le ragazze verso l’ultimo pezzo di corridoio che ancora non era stato visitato “Adesso viene la parte che piacerà di più alle signore” commentò cospiratrice “Da questo lato” disse indicando una delle porte che ancora non erano state aperte “C’è il bagno per gli uomini della casa. Ovviamente mi riferisco a voi tre, mio marito usa il bagno privato che si trova nella nostra stanza” disse rivolta ai tre ragazzi e aprendo la porta per mostrare il bagno dalle mattonelle color smeraldo e sanitari di marmo verde, provvisto di asciugamani e tende di diverse tonalità di verde come il resto del locale. Oltre alla toilette, al lavandino e alla doccia, c’erano anche una vasca idromassaggio posta su una parte rialzata in fondo alla stanza. “Quello delle ragazze, invece, è da questa parte” aprì l’ultima porta che si trovava su quel piano e mostrò loro un bagno quasi identico a quello degli uomini, ma con mattonelle rosa chiaro e sanitari di marmo rosa, con asciugamani e tende rosa. Anche in questo bagno c’era la vasca idromassaggio, ma al contrario dell’altro era anche provvisto di un enorme specchio che ricopriva tutta la parete laterale. “Oh mio Dio!” esclamò estasiata Cordelia “E’ fantastico!” “Fino ad ora questo è stato il bagno personale di Dawn” le informò Joyce facendo notare loro il disordine che regnava sovrano anche lì dentro come nella camera della ragazzina, che a quel commento sghignazzò “Prometto di mantenerlo più in ordine adesso che dobbiamo iniziare a condividerlo” “Mi raccomando ragazze” le avvertì Joyce “Organizzatevi bene per i turni, non voglio sentire lamentele per chi ha passato più tempo in bagno e chi no” “Oh, non si preoccupi. Possiamo anche usarlo tutte insieme, guardi quanto è spazioso” commentò Willow “Bene, allora possiamo concludere questo tour. Adesso fate come se fosse casa vostra e ci rivediamo questa sera per la cena, puntuali alle 7 in sala da pranzo. Io ho delle commissioni da fare” disse per poi poggiare un braccio sulle spalle di Dawn “Vi lascio in buona compagnia” poi si rivolse solo alla figlia “Perché non mostri loro le altre stanze al piano di sotto?” chiese “Gli ho mostrato solo la cucina, la sala principale e la sala da pranzo. Ho preferito che prima decidessero in che stanza sistemarsi e mostrargli i bagni” “Certo, ci divertiremo un mondo” esclamò eccitata Dawn battendo le mani e sorridendo a quel gruppo di ragazzi che considerava ormai amici suoi. “Ma...” la voce di Willow fece fermare Joyce che aveva già iniziato ad avviarsi verso la scalinata principale per tornare di sotto “Cosa c’è tesoro?” chiese curiosa di sapere cosa avesse potuto tralasciare al punto da spingere Willow ad avere dei dubbi “Dov’è la camera di Buffy?” chiese, dando voce a ciò che stavano pensando tutti gli altri “Oh, ma certo” esclamò Joyce indicando un angolo lungo il corridoio, dove la parete svoltava per un breve tratto verso destra. La gang si sporse per scoprire la presenza di un’altra scalinata di legno che conduceva ad un’unica porta nera “La soffitta?” chiese confusa Cordelia, in mezzo a tutto quello splendore Buffy aveva scelto quel posto e ne aveva fatto la sua stanza, mentre loro sarebbero stati in quelle tre stupende camere per gli ospiti “Si, qualche anno prima che ci trasferissimo a Sunnydale io e Hank abbiamo fatto insonorizzare la soffitta e Buffy ne ha fatto la sua stanza. Stavamo perdendo tutti l’udito con quella sua musica a tutto volume, impossibile da sopportare” scosse la testa al ricordo “Adesso quando accende lo stereo si sente solo tremare la casa” concluse ridacchiando per la sua stessa battuta “Comunque è chiusa a chiave” disse con rammarico Joyce “Quindi immagino che dovrà mostrarvela lei quando tornerà” se si degnerà di tornare, pensò, scuotendo di nuovo la testa per poi lanciare una rapida occhiata all’orologio che aveva al polso “Sono in ritardo, devo proprio andare. Dawn, mi raccomando” disse alla sua secondogenita, ricordandole con quelle parole di prendersi cura dei loro ospiti.
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Dopo che Joyce se ne fu andata, Dawn li accompagnò di nuovo al piano di sotto, mostrandogli rapidamente lo studio di Hank, che si trovava proprio vicino all’ingresso, composto da una scrivania di mogano e sedia in pelle nera, mentre al centro della stanza c’erano due piccole poltrone di pelle nera e tutto intorno alle pareti erano poste tre enormi librerie piene di grossi volumi di argomento giuridico. Poi lasciarono in fretta quell’ufficio e, attraversando di nuovo la sala da pranzo, la piccola di casa Summers aprì un’altra porta che conduceva in un’altra sala più grande. “Questa è la mia stanza preferita” annunciò Dawn gettandosi su un enorme divano di pelle rosso che si trovava davanti ad uno schermo LCD altrettanto grande posto proprio sopra il caminetto. L’intera stanza era piena di ogni forma di intrattenimento possibile, era quasi da considerarsi una sala giochi. Accanto all’LCD c’era un dvd, una playstation, una xbox e anche una wii, mentre sulla parete opposta faceva bella vista una grande libreria d’acciaio piena di videogiochi di tutti i tipi e per tutte le consolle, ma anche dvd e vecchie vhs. Tutti quei divertimenti, però, perdevano d’importanza davanti al grande tavolo da bigliardo che faceva bella vista al centro della stanza. La Scooby Gang trascorse alcune ore a divertirsi in quella stanza, come dei bambini che aprono i regali la mattina di Natale. Poi Willow si avvicinò alla finestra e scostò la tenda per vedere cosa ci fosse al di fuori di quella enorme casa e rimase estasiata nel notare l’enorme giardino sul retro. “Ah, giusto non avete visto il giardino” esclamò Dawn aprendo la porta finestra e iniziando a mostrare al gruppo la piscina e la zona relax posta vicino ad un gruppo di palme “La mamma stava pensando di fare alcuni cambiamenti, ma poi ha sistemato le stanze per voi...” spiegò la ragazzina “E comunque io penso che vada bene così” “Stai scherzando” urlò Xander immaginandosi i giochi da poter fare in acqua e il sollievo che avrebbe provato immergendosi in piscina nelle giornate troppo calde “Quello cos’è?” chiese Cordelia notando un piccolo stabile separato dal resto della casa “Oh” esclamò Dawn “Quello è il garage, lo avete visto anche quando siete arrivati” “Ah, giusto” commentò Cordelia ricordando la saracinesca bianca davanti alla quale Oz aveva parcheggiato il furgone al loro arrivo. “Senti” disse Cordelia senza riuscire a trattenersi “Ma chi ha avuto la brillante idea di comprare a tua sorella un’auto così costosa? Non è un po’ troppo rischioso, dato che la cacciatrice non sa affatto guidare” chiese con un ghigno “Oh” esclamò Dawn titubante, non sapendo bene se fosse il caso di raccontare la verità su quella faccenda, ma non le venne in mente nessuna scusa plausibile da poter usare “Buffy sa guidare” disse a bassa voce “Davvero? Ha preso delle lezioni in questi mesi?” chiese Willow incuriosita, anche lei si era chiesta come mai Buffy si trovasse alla guida di un auto e solo la sfacciataggine di Cordelia le aveva dato il coraggio di fare anche lei domande su quella questione “No, voglio dire...” “Buffy sapeva già guidare, solo che non aveva una macchina” spiegò Angel al posto della ragazzina che sembrava non trovare le parole giuste “Che vuoi dire? Tu lo sapevi?” chiese Xander corrugando la fronte Angel annuì “Quando si sono trasferite Joyce ha pensato che in una piccola città come Sunnydale ben pochi adolescenti avevano la macchina, giusto?” disse guardando Dawn e sperando che a quel punto trovasse lei il coraggio di continuare la spiegazione, non voleva spingersi troppo in là e raccontare anche cose che non avrebbe dovuto dire. “Si, la mamma non voleva che Buffy si facesse notare troppo con la sua auto costosa...all’epoca aveva una BMW” spiegò Dawn “Va bene, ma perché mentire sul fatto che sapeva guidare?” chiese Willow confusa “Voglio dire, posso capire in parte per quale motivo Joyce non voleva farle guidare un’auto costosa in una piccola città, era ovvio che avrebbe attirato l’attenzione di tutti, ma perché fare anche finta di non sapere guidare affatto?” “Non lo so, era una cosa tra loro due” disse Dawn scrollando le spalle “Ma credo che mia madre non voleva che fosse troppo diversa dagli altri adolescenti di Sunnydale. Cioè, voi non sapevate guidare, no?” “Io si” affermò con fierezza Cordelia “Si, ma tu eri ricca” ribatté Willow al posto di Dawn, iniziando a capire il motivo di tanta segretezza “Se Buffy avesse saputo guidare avrebbe anche dovuto avere un’auto tutta sua o magari prendere in prestito quella di Joyce” continuò a dire la rossa “Esatto, ma mamma non poteva prestargli la vecchia Jeep perché le serviva per il lavoro e non voleva comprarle un’auto economica solo per fargliela usare per tre anni per poi doverla cambiare” “Senza contare che a Sunnydale non era necessario avere un’auto” commentò Xander “Giusto e poi la mamma temeva che con un’auto a disposizione Buffy sarebbe tornata sempre qui ad LA non appena fosse stato possibile” “Avrebbe avuto più occasioni per vedere suo padre” si lasciò sfuggire Angel, che anche quando Buffy gli aveva raccontato quella storia della macchina non aveva capito molto il ragionamento fatto da Joyce “Si, è vero, ma in quel periodo Buffy...cioè, il trasferimento a Sunnydale era stato fatto per una ragione e...” “L’incendio alla Hemery” disse Xander conoscendo già quella storia “Si, ma non solo per quello. Insomma, qui a Los Angeles ci sono molte altre scuole in cui Buffy si sarebbe potuta iscrivere per finire il liceo, ma mamma ha pensato bene che avesse bisogno di staccare un po’. Tutti ne avevamo bisogno, quindi ci siamo trasferiti in una piccola città” “Stai dicendo che Buffy ci ha mentito anche su questo?” chiese Cordelia, contenta di aver trovato un’altra falla nella perfetta Buffy “Non lo so, lei cosa vi ha detto?” chiese Dawn iniziando a pensare che forse avesse detto un po’ troppo e che sua sorella l’avrebbe uccisa per questo “Che dopo l’incendio è stata espulsa e che, dopo il divorzio dei vostri genitori...” “Dei suoi genitori” specificò Cordelia interrompendo Willow e indicando Dawn “Ricordati che non ci ha detto la verità neanche su questo. Hank non è suo padre, vero?” “No, infatti” rispose la ragazzina “Comunque più o meno è tutto vero. Ci siamo trasferiti dopo l’incendio alla Hemery, anche se non è stata proprio quella la ragione principale. E i miei genitori stavano per divorziare, ma poi hanno deciso solo per la separazione e ovviamente adesso sono tornati insieme” spiegò Dawn “Incredibile” sbottò Cordelia “Bugie su bigie. E brava la cacciatrice” “Cordelia” la rimproverò Willow, pur sentendosi tradita anche lei per tutte quelle menzogne. Certo, non poteva andare da Buffy a lamentarsi di nulla, non dopo la pugnalata alle spalle che le aveva inferto, ma forse tutto quello poteva aiutarla a ritrovare la sua amica oppure a scoprire la vera Buffy e provare a costruire una nuova amicizia più sincera. Quelle sue riflessioni furono interrotte dal rombo di un motore e tutto il gruppo si voltò verso il garage pensando che Buffy si fosse degnata di tornare “E’ papà” esclamò Dawn con entusiasmo e dirigendosi verso il garage seguita da tutti gli altri. Aprì la porta laterale dello stabile ed entrò avvicinandosi alla Lexus nera del genitore che ormai riposava a motore spento “Ciao papà” “Ciao piccola” le rispose l’altro accarezzandole la testa di sfuggita e aprendo la portiera posteriore per prendere la sua ventiquattrore di pelle nera “Questi sono i ragazzi di Sunnydale?” chiese rivolto al gruppo che stava ammirando la sua auto e quella di sua moglie, una Grand Jeep Cherokee grigia metallizzata, che faceva bella mostra al centro del garage “Si” rispose Dawn voltandosi verso di loro e facendo le presentazioni, poi Hank tornò a rivolgersi a sua figlia “Tua madre è in casa?” “No, è uscita con un’amica dello Yatch Club” “La sua auto è qui” disse osservando la Jeep “Si è fatta venire a prendere?” “Non lo so, ma credo di si. Non mi ha detto niente” “Capito. E Buffy?” Dawn ridacchiò “Buffy era tornata, ma a visto che loro erano appena arrivati e ha tagliato la corda” Hank scosse la testa con un sorriso divertito “Sono sicuro che è andata solo a casa di Josh, tornerà presto” “O affatto” mormorò Dawn, mentre Hank iniziava ad apparire preoccupato “Da quanto tempo è via?” “Più di due ore” “Adesso la chiamo” disse infine facendo sghignazzare divertita la figlia, che tornò a voltarsi verso il gruppo “Papà adesso farà tornare Buffy, così potrete vedere la sua stanza e poi il tour della casa sarà completo e sarete ufficialmente parte della famiglia” dichiarò contenta Dawn appoggiandosi contro l’auto della madre e indicando un parcheggio vuoto “Quello sarà il posto per la mia macchina, lo sapete?” disse orgogliosa “L’anno prossimo potrò iniziare a prendere lezioni e quando avrò la patente papà mi comprerà l’auto che voglio” “E che macchina vorresti?” chiese incuriosita Cordelia “Non lo so ancora, ma credo che sceglierò qualcosa di giovanile tipo il maggiolino della Volkswagen” disse eccitata all’idea di poter possedere un veicolo tutto suo “Oh carino” ricambiò con entusiasmo Willow “Buffy è da Josh, praticamente dall’altro lato della strada. Sarà qui a momenti” annunciò Hank interrompendoli e aprendo la porta per lasciare il garage “Perché non venite ad aspettare in casa?” propose, ma prima di ascoltare la loro risposta il suo cellulare squillò e lui, rispondendo, si affrettò a rientrare per potersi occupare delle solite questioni di avvocato. “Andiamo ragazzi” disse Dawn prendendo Willow sottobraccio e iniziando ad avviarsi anche lei verso l’uscita del garage, ma in quel momento sentirono il suono metallico della grande saracinesca che si sollevava, mentre in sottofondo si udivano chiaramente le fusa di un motore “Oh, ecco Buffy” esclamò la ragazzina tornando indietro e notando i fari dell’Audi di sua sorella che comparivano in fondo al vialetto dopo aver attraversato per la seconda volta quel giorno il cancello di ferro battuto. L’auto percorse il breve tratto per prendere posto nel parcheggio a sinistra della Lexus di Hank e la gang osservò da vicino quella che era la macchina più bella che avessero mai visto. La vernice grigio-azzurro ricopriva le linee eleganti del davanti fino ad arrivare ai lati dell’auto dove si trovavano due mezzelune di colore nero che risaltavano rispetto al resto. I fari erano formati da tanti piccoli led bianchi, mentre tutti i finestrini erano neri come il carbone e non permettevano di vedere nulla al suo interno. Subito dopo la portiera si aprì e ne uscì Buffy, dall’aspetto incredibile e al tempo stesso con un’espressione irritata sul volto. Angel inconsapevolmente fece un passo avanti, bloccandosi immediatamente quando si ricordò che non era più la sua ragazza e che il forte desiderio che provava di prenderla tra le braccia e baciarla con una passione infinta non poteva più essere esaudito. Aveva sempre pensato che fosse la ragazza più bella che avesse mai visto, ma quel giorno se possibile era ancora più bella, al punto che non c’erano parole per descriverla. Si era tinta i capelli e, adesso, quei boccoli color carbone le ricadevano intorno al viso mettendole ancora di più in risalto gli occhi color smeraldo, marcati dall’eye-liner nero e dall’ombretto dello stesso colore. La pelle era più abbronzata e il suo corpo, perfetto come sempre, era coperto da un abito che Angel non sapeva se definire indecente o sensuale. Era un miniabito a strisce bianche e nere che avvolgeva ogni curva del suo corpo stupendo fino alle cosce snelle, dove terminava con un piccolo spacco laterale di pizzo nero. In vita c’era un’ampia cinta di pelle nera con fibbia laterale d’acciaio, che evidenziava i suoi fianchi stretti. Aveva uno scollo a V profondo che faceva risaltare il suo seno sodo, avvolto in quello che poteva solo essere un push-up dato che sembrava quasi che i seni stessero per uscire dalla scollatura dell’abito. Nella valle tra i suoi seni perfetti, zona che Angel aveva sempre amato baciare, faceva bella mostra un collana con un pendente a croce che scintillava sotto il neon del garage. A completare il tutto facevano bella mostra gli stivali di pelle, con il tacco fin troppo alto, che le avvolgevano i piedi. Angel poteva sentire il battito irregolare del cuore di Xander che si trovava a pochi passi di distanza, a quanto sembrava quella vista aveva colpito molto anche lui. Un ruggito gli risalì per la gola, residuo dei giorni da vampiro, ma riuscì a trattenersi a stento dopo essersi allontanato leggermente dal ragazzo per evitare di sentire l’odore del testosterone che si risvegliava nel corpo del ragazzino. Tornando a guardare colei che ormai era la sua ex ragazza, Angel sentì i pantaloni farsi improvvisamente stretti nell’immaginare tutto ciò che avrebbe potuto fare a quel corpo se fossero stati soli. Ricordava fin troppo chiaramente com’era stringere il suo corpo contro il proprio, com’era sentire il suo respiro caldo sulla pelle, le labbra contro le sue, ma soprattutto com’era stringere tra le mani il suo sedere sodo e morbido allo stesso tempo, com’era accarezzare quelle cosce calde e invitanti. Scosse la testa e allontanò lo sguardo da Buffy, osservando invece l’auto con cui aveva appena fatto il suo ingresso, ma le cose peggiorarono drasticamente quando il suo cervello iniziò ad immaginare la ragazza sdraiata sul cofano freddo con le gambe aperte, mentre lui le strappava via le mutandine. Scosse di nuovo la testa e fece un respiro profondo, l’unica cosa che gli era rimasta da fare a quel punto era guardare il pavimento e sperare che nessuno notasse il rigonfiamento nei suoi pantaloni.
Willow, Cordelia e il resto del gruppo si stavano lanciando occhiate incredule, nessuno di loro era preparato a trovarsi di fronte una Buffy così diversa e soprattutto più bella del solito. Solo Dawn non sembrava colpita da quanto fosse cambiata sua sorella in così poco tempo, semplicemente le si avvicinò come se niente fosse “Era ora che tornassi” la rimproverò “Siamo state io e la mamma a dover far fare il tour della casa ai tuoi amici” “Non sono amici miei” ribatté l’altra a bassa voce, ma abbastanza affinché Angel la sentisse con il suo udito sovrannaturale “Come ti pare. Comunque mamma è uscita, quindi sarò io a portare la Scooby gang a vedere la tua camera. Era chiusa a chiave e non siamo potuti entrare, ma adesso che sei tornata...” “No” la interruppe Buffy voltandosi e chiudendo l’auto spingendo il pulsante sulla chiave nera che aveva in mano, mentre per il garage si sentiva il suono della serratura che scattava “Nessuno entra in camera mia” disse con un tono leggermente più alto in modo che fosse chiaro a tutti che quello era territorio off-limits “Come preferisci, forse vuoi aspettare che sia mamma a portali lì quando tornerà” suggerì con aria innocente, ma sapendo bene che quella era l’ultima cosa che voleva sua sorella. “Va bene, ma dammi 5 minuti prima” disse sbuffando per poi passare rapidamente accanto al gruppo di Sunnydale, sorpassandoli alla svelta e uscendo dalla porta laterale senza neanche guardarli. Dawn scosse la testa “Ok ragazzi, tra un po’ possiamo salire in soffitta. Poi sarete liberi di fare quello che volete, magari iniziare a disfare le valige” disse la ragazzina, mentre conduceva anche loro fuori dal garage “Dove porta quella scalinata?” chiese Willow una volta fuori dallo stabile, quando vide Buffy che saliva su per una scalinata bianca, come il resto dell’esterno della casa, che portava ad un balcone del primo piano per poi riprendere sulla destra e condurre ad una porta nera “In camera di Buffy” rispose Dawn “la soffitta ha due uscite. Quella all’interno che è la porta che avete visto prima lungo il corridoio, mentre quella che vedete è l’uscita esterna ed è quella che Buffy usa di più” spiegò per poi iniziare a scuotere la testa “Come se Buffy avesse bisogno di un’uscita tutta sua, già così fa come vuole, ma con quella porta a sua disposizione è come se abitasse da sola. Praticamente può fare quello che le pare, fa entrare i ragazzi in camera ed esce nel bel mezzo della notte per tornare all’alba...” “Dawn” la rimproverò Hank, comparendo all’improvviso dietro di loro “Lo sai che non mi piace che parli male di tua sorella. Cosa diresti se fosse lei a farlo?” “Scusa, ho toccato la preziosa Buffy” si lamentò la piccola, facendo sorridere Cordelia che aveva capito ormai da un po’ di tempo che neanche Dawn era una fan di Buffy. Benvenuta nel club, pensò l’ex cheerleader. Hank poggiò un braccio sulle spalle della ragazzina “Non parlare così, voglio bene ad entrambe” “Non dovrebbe essere così. Lei non è neanche figlia tua” sbottò Dawn, senza curarsi del fatto che l’intera Scooby Gang era presente. Hank sollevò lo sguardo sul gruppo di spettatori e sospirò “Coraggio, rientriamo. Non mi sembra il caso di avere qui questa conversazione. Abbiamo degli ospiti adesso, devi comportarti come si deve” istruì l’uomo, conducendo il gruppo dentro “Ero venuto a cercarti per sapere se Buffy era tornata” le spiegò aprendo la porta d’ingresso a tutti “Si, non hai sentito la macchina?” rispose ancora scontrosa Dawn “Adesso li porto in camera sua, dopotutto sono amici suoi” disse con cattiveria, sapendo bene che le cose non stavano più in quel modo.
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