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Capitolo 8b

April 3 2009 at 2:34 PM
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Buffy09  (no login)


Response to Truth & Lies

 
Questo capitolo è leggermente Nc17, tanto per essere pignoli vi avverto ;)

Capitolo 8b

Angel poteva sentire il suono attutito della musica attraverso la porta nera, salì lungo la scalinata di legno insieme agli altri e fece un respiro profondo. Stava per entrare nella camera della sua ex ragazza, il che significava che sarebbe stato circondato dalle sue cose, dal suo odore e, inoltre, l’avrebbe vista di nuovo in quell’abitino mozzafiato. Dawn bussò e quando non ricevette risposta girò la maniglia, ma prima che potesse aprire la porta, questa si spalancò all’improvviso mostrando Buffy che stava parlando al cellulare e che non li degnò di uno sguardo, semplicemente continuò la sua conversazione tirandosi indietro dall’ingresso per lasciare loro lo spazio per entrare. La musica altissima si diffuse per tutto il corridoio e il gruppo entrò chiudendosi la porta alle spalle, mentre la cacciatrice abbassava il volume dello stereo per poi gettarsi su una poltroncina rossa accanto alla finestra e continuare la sua telefonata. Il gruppo si guardò intorno titubante e, al tempo stesso, incredulo per le dimensioni della soffitta e per il modo particolare in cui era stata arredata. Lungo le pareti rosso sangue c’erano uno scaffale pieno di vecchi e nuovi LP in ottimo stato che attirarono subito l’attenzione di Oz, un mobile nero che conteneva uno stereo enorme, le cui casse erano sparse in tutti gli angoli della stanza, un giradischi e accanto una scrivania con sopra un computer di nuova generazione acceso. Al centro della stanza faceva bella mostra un tappeto tondo e rosso, posto proprio davanti ad un elegante camino nero, mentre contro la parete opposta si trovava un letto smisurato con la testata in ferro battuto nero e con il copriletto dello stesso colore. Nella zona a nord della stanza, invece, c’era una porta nera lasciata semiaperta che lasciava intravedere la cabina armadio fin troppo grande, mentre sulla parete opposta faceva bella mostra un’altra porta sempre nera, che Dawn prontamente aprì per mostrare loro il bagno con mattonelle beige e sanitari con rifiniture dorate. A completare l’arredamento c’erano un’infinità di candele profumate rosse e nere, ma soprattutto ciò che attirava maggiormente l’attenzione era la parete accanto all’ingresso dove si trovava un’enorme macchia di pittura nera, che sembrava essere stata fatta apposta, dentro la quale vi erano tanti autografi di cantanti e musicisti famosi fatti con un pennarello bianco. Willow sfiorò la parete incantata, chiedendosi chi fosse in realtà Buffy Summers e cosa le aveva accumunate al punto da farle diventare amiche in quei 3 anni sulla Bocca dell’Inferno. Era come se la ragazza allegra, solare che aveva conosciuto a Sunnydale fosse stata tutta una montatura e che, solo ora, veniva fuori questo lato oscuro e nascosto della ragazza, che Willow non era certa di voler scoprire. Si voltò verso la poltroncina di pelle su cui ancora sedeva Buffy con le gambe accavallate, intenta nella sua telefonata e notò che li stava guardando tutti con gli occhi stretti in due fessure minacciose, era come se li stesse sfidando a fare un passo falso. Willow fece subito due passi indietro dalla parete, che stava ancora toccando con una mano, e calpestò inavvertitamente i piedi di Cordelia che le stava passando vicino “Ahi!” si lamentò la bruna “Vuoi stare attenta!” poi si avviò verso Oz trascinando la rossa con sé “Hai visto quanti dischi, varranno una fortuna” commentò il ragazzo non appena vide avvicinarsi la sua compagna “Già” si limitò a dire Willow facendo scorrere lo sguardo su quell’enorme scaffale.
“Se l’invasione di privacy è finita avrei delle cose da fare” il tono irritato di Buffy portò tutti a smetterla di guardarsi intorno per voltarsi verso di lei, che a quanto sembrava aveva finito la sua telefonata e adesso se ne stava in piedi vicino all’ingresso con le braccia incrociate, in attesta che la sua stanza si svuotasse da tutti quegli sguardi indiscreti. “Sai Buffy” disse Cordelia, mentre seguiva gli altri verso la scalinata di legno che li avrebbe riportati al piano di sotto “Non ti facevo così...” finse di pensarci su “...sadica” commentò con un sorriso malvagio, ma l’altra non si fece prendere in contropiede e rispondendo al suo sorriso disse “E io non ti facevo così...” fece scorrere lo sguardo sul suo abito rosso acceso troppo piccolo per le sue curve “...squaldrina” poi sembrò ripensarci “A dire il vero si, ma oggi sembri...come dire...più disperata del solito” la bruna stava per ribattere, ma Willow la trascinò via lungo le scale lanciando un sorriso di scusa verso Buffy, che la ignorò. Xander e Oz si limitarono a sorridere cordiali, beh almeno fu quello che fece Oz, il sorriso di Xander somigliava più ad una presa in giro. “Devi impegnarti di più” le disse Dawn con un ghigno “Se la mamma sa come hai trattato...” la sorella però non la fece finire di parlare, sapendo già cosa stava per dirle “Sparisci” le intimò spingendola verso la porta per poi voltarsi e trovarsi faccia a faccia con Angel. Non lo aveva mai visto con un’espressione tanto seria e pensierosa allo stesso tempo “Cosa c’è ora?” gli disse sospirando “Niente” sussurrò iniziando ad incamminarsi anche lui giù per le scale. Buffy restò sulla porta indecisa sul da farsi, da una parte sapeva di essersi comportata male con tutti loro, ma sapeva anche che non potevano certo aspettarsi un’accoglienza calorosa da parte sua. Angel, però, era tutta un’altra storia. Con lui avrebbe dovuto lavorare molte volte a settimana, secondo il programma fatto da Giles, quindi era meglio cercare di rendere le cose più facili tra di loro, anche se non lo erano affatto “Aspetta” lo richiamò Buffy poggiandosi contro il corrimano della scalinata “Vuoi...” sembrava aver perso la capacità di parlare, succedeva sempre quando si trattava di lui “Vuoi...vedere il seminterrato?” il ragazzo si fermò sorpreso “Certo” salì di nuovo uno scalino e poi si fermò “Adesso?” “Beh, se vuoi solo vederlo si, ma se vuoi che inizi ad allenarmi dovrai aspettare che mi cambi” disse indicando il suo miniabito, mentre Angel lottava per non tornare a far scorrere lo sguardo sulle sue curve morbide messe in risalto da quel vestito, che avrebbe dovuto essere dichiarato illegale. “No, possiamo anche solo dargli un’occhiata e magari organizziamo un programma” “Ok, allora andiamo” disse lanciando un’occhiata verso il gruppo di Sunnydale che si era fermato in fondo alla scalinata per origliare la loro conversazione “Da soli” chiarì con un sussurro passandogli accanto lungo le scale. Il corpo caldo di Buffy lo sfiorò appena, ma per Angel fu comunque una tortura, fece di nuovo un respiro profondo per poi pentirsene immediatamente quando l’odore della ragazza gli colpì le narici. Sospirando scese gli ultimi scalini e iniziò a seguire Buffy, cercando di non cedere alla tentazione di posare lo sguardo sul suo sedere sodo avvolto nel miniabito e chissà da cos’altro al di sotto.
”Giles lo ha sistemato bene” commentò Buffy voltandosi all’indietro verso di lui, mentre scendevano la scalinata di marmo che li riportò per l’ennesima volta all’ingresso principale di quella casa enorme “Anche il resto della casa è stupendo, Buffy” le disse cercando di fare conversazione “Grazie, ma per lo più l’ha arredata mia madre con l’aiuto di un arredatore di interni” “Mi piace la tua stanza” mormorò abbassando lo sguardo e sperando di non farla arrabbiare con quel commento forse troppo personale “In realtà vorrei cambiarla, ma tra qualche anno andrò via di casa e mia madre la trasformerà in chissà cosa...quindi non ne vedo il motivo” rispose scrollando le spalle “Dove andrai?” le chiese incuriosito, mentre superavano l’ufficio di Hank e la sala da pranzo per entrare nella spaziosa cucina “Non lo so ancora, ma penso un appartamento” “Oh” si limitò a commentare Angel, senza davvero sapere cosa dire in proposito “Ecco” esclamò lei lasciando cadere l’argomento “Questa è la porta del seminterrato” annunciò aprendola “Ed ecco l’ennesima scalinata della casa” scherzò con un sorriso sincero sul volto, il primo che Angel le vedeva fare da quando era arrivato “Già, ci sono molte scale, ma è una casa grande” “Ti piace la tua camera?” chiese improvvisamente, pentendosi subito però per aver fatto una domanda così personale “Si” rispose Angel, senza notare il pentimento di Buffy per quella domanda “E’ molto spaziosa” commentò prima di raggiungere l’ultimo scalino e notare il grande seminterrato pieno di attrezzi per gli allenamenti, con una parete piena di armi e un armadietto anch’esso pieno di asce e balestre di ogni tipo. “Giles ha fatto le cose in grande” disse Buffy accarezzando il sacco rosso che pendeva dal soffitto e contro cui era certa che avrebbe sfogato molta della rabbia che l’arrivo della Scooby Gang le avrebbe causato. Angel spostò lo sguardo da ciò che lo circondava alla ragazza, non riusciva a credere a quanto fosse cambiata in così poco tempo. Al contrario dei suoi amici, lui sapeva molte più cose sulla vita di Buffy prima di Sunnydale e conosceva bene il suo lato oscuro, sia che si trattasse di quello della Cacciatrice, sia che si trattasse di quello della ragazza di 18 anni che aveva di fronte, ma nonostante tutto il suo cambiamento lo spaventava un po’. “Hai tinto i capelli?” le chiese in un sussurro temendo una reazione negativa per quel suo commento, ma l’altra lo guardò per un secondo prima di abbassare lo sguardo e prendersi una ciocca tra le dita con aria pensierosa “Si, li avevo così prima del trasferimento” posò di nuovo lo sguardo su di lui “Volevo un cambiamento” Angel non aveva alcun dubbio sul doppio senso di quelle parole. Tutto in lei stava a rappresentare un cambiamento, una metamorfosi, Buffy non voleva più essere colei che era stata a Sunnydale e a partire dai suoi capelli, passando per i suoi vestiti e arrivando all’atteggiamento scontroso, si capiva benissimo che stava riuscendo alla perfezione nel suo intento. “Allora” riprese a dire lei mettendosi seduta con un balzo su un lungo tavolo di mogano posto contro la parete in fondo alla stanza “Come vuoi fare per gli allenamenti, Giles ha detto...” “Farai sempre così da adesso in poi?” le chiese all’improvviso Angel rifiutandosi di lasciarle cambiare argomento e di evitare la questione “Così come?” ribatté lei in risposta con freddezza. Entrambi sapevano bene a cosa si stava riferendo il ragazzo, ma sembrava che Buffy avesse tutta l’intenzione di rendere un possibile chiarimento tra di loro impossibile. “Hai proprio intenzione di non essere più loro amica, così all’improvviso?” “Non credo che siano affari tuoi” “Willow ha detto che avete discusso” continuò a dire lui senza badare alle sue parole “Cosa può essere successo di tanto grave da farti cambiare idea sulla vostra amicizia? Soprattutto dopo tutto quello che avete passato in questi 3 anni” Buffy scese dal tavolo e con una freddezza che mai Angel aveva visto in lei rispose “Ho detto che non sono affari tuoi” lo sorpassò dirigendosi di nuovo verso le scale, se non aveva intenzione di organizzare i loro allenamenti non avevano nient’altro da dirsi. Aveva ormai raggiunto la porta quando sentì di nuovo la sua voce, ma questa volta non era calda e comprensiva, ma aveva un tono rabbioso che le ricordò tanto Angelus. “Ti allenerai tutti i giorni, dal lunedì al venerdì dalle 20 alle 22. Il sabato dalle 10 alle 12 ci occuperemo della teoria e la domenica dalle 15 alle 18 ci occuperemo degli allenamenti con le armi speciali. Cominciamo la prossima settimana.” Buffy lo guardò sbalordita, quando aveva parlato con Giles al telefono l’uomo le aveva assicurato che gli allenamenti erano una semplice necessità per evitare che la cacciatrice in lei si rilassasse troppo. L’ex osservatore le aveva parlato di un alcune ore settimanali, ma sembrava che Angel avesse tutt’altra idea. “Stai scherzando, vero?” “Ti sembra che io stia scherzando?” rispose l’altro aprendo l’armadietto e iniziando a fare un inventario mentale delle armi che avevano a disposizioni. Il rumore dei tacchi degli stivali di Buffy che si affrettava a scendere di nuovo la scalinata riempì il seminterrato silenzioso “Angel sono troppe ore...” si fermò scuotendo la testa incredula “E sabato mattina la teoria? Cos’è questa storia? Non ho mai accettato di fare nulla che richiedesse prendere in mano un libro!” “Questo è il programma” le rispose l’altro senza neanche voltarsi a guardarla e iniziando a controllare le armi poste contro la parete “Angel!” urlò la ragazza afferrandolo per un braccio e costringendolo a voltarsi per guardarla in faccia “Non ho alcuna intenzione di...” un ruggito basso risuonò per la stanza e Buffy lo guardò stupita. Giles le aveva spiegato che il suo ex era tornato umano mantenendo alcune caratteristiche tipiche del suo demone, ma Buffy non immaginava che il ruggito fosse una di quelle. Sentire quel suono animalesco l’aveva sempre eccitata e anche in quella occasione, sebbene fossero nel bel mezzo di una discussione e sebbene ormai non stessero più insieme, fu costretta a fare un passo indietro per evitare di saltargli addosso. Immediatamente si pentì di quella sua debolezza quando notò il sorrisetto compiaciuto sul volto del ragazzo, Buffy non sapeva se stesse sorridendo perché pensava di averla spaventata con quel suo ruggito o per il fatto che sapeva di averla fatta eccitare, in ogni caso sentì di nuovo la rabbia salire e prendere il posto dell’eccitazione. “Questo è il programma Buffy” le disse Angel con tono minaccioso “E lo rispetterai” le ordinò tornando ad occuparsi delle armi e considerando la questione conclusa, ma Buffy era di tutt’altro parere. La sua risata fredda e sarcastica lo fece voltare di nuovo verso di lei “Se la metti così allora puoi anche fare la muffa qui sotto ad aspettarmi lunedì. Io non ci sarò” gli disse prima di incamminarsi di nuovo verso l’uscita “Fossi in te ci ripenserei” “Non mi fai paura Angel. Puoi fare il lupo cattivo quanto vuoi, i tuoi ruggiti non mi faranno cambiare idea” gli disse fermandosi prima di salire il primo gradino della scalinata. Angel rise in pieno stile Angelus e scosse la testa “Lo so, ma dimentichi che ci sono molte altre cose che so di te e che potrei usare come...” fece una pausa in creca del termine più adatto “...incentivo” disse con un mezzo sorriso. Buffy corrugò la fronte confusa, se fino ad adesso aveva pensato di poter avere la meglio su di lui in quel momento si rese conto che Angel aveva secoli di esperienza nel convincere le persone a piegarsi al suo volere, senza contare che sapeva fin troppe cose sul suo conto per non usarle contro di lei in situazioni come quella.”Tipo?” chiese diventando sempre più sospettosa quando notò lo strano luccichio nei suoi occhi color cioccolato “Non lo so, stavo pensando a qualcosa tipo quello che è successo quando sei andata a quella festa dei Delta Zeta Kappa” suggerì fingendosi pensieroso e sorridendo apertamente quando vide la ragazza spalancare gli occhi incredula. Buffy arrossì leggermente al ricordo di quella lontana sera in cui entrambi si era lasciati andare arrivando a conoscere meglio se stessi e l’altro. Ricordava ancora l’imbarazzo che aveva provato durante il lungo tragitto dalla confraternita a casa, percorrendo le strade di Sunnydale con Angel al suo fianco aveva cercato di spiegargli cosa l’avesse spinta a comportarsi in quel modo. Da quando avevano fatto l’amore per la prima volta mesi prima, invece di sentirlo più vicino era come se il vampiro avesse avuto dei ripensamenti. Anche lei si rendeva conto che le cose erano sfuggite di mano ad entrambi, ma la sera in cui aveva distrutto ciò che restava del Maestro tutto ciò di cui aveva avuto bisogno era stato il suo conforto.
Quando la sera prima aveva trovato il coraggio di chiedergli di andare a prendere un caffè insieme era rimasta ferita e confusa dal suo aperto diniego, la proposta di Cordelia di andare alla festa della confraternita le era sembrata l’occasione giusta per dimenticarsi di Angel e andare avanti. Ovviamente un demone millenario si era imbucato alla sua festa e lei era stata costretta ad ucciderlo, senza contare che tutta quella storia l’aveva riportata di nuovo tra le braccia di Angel. Una volta giunti a casa Summers la ragazza aveva deciso di evitare altri giri di parole e di chiarire una volta per tutte la loro strana situazione. Camminando avanti e indietro nervosamente nella sua camera da letto si era rivolta al vampiro, che se ne stava seduto sul suo letto tranquillo e pensieroso allo stesso tempo. Gli aveva detto che lo voleva, lo desiderava più di ogni altra cosa al mondo, che non gli importava che fosse un vampiro e che non si era mai goduta così tanto il sesso quanto aveva fatto con lui quella notte di qualche mese prima. A quel punto Angel l’aveva afferrata e baciata facendo nascere in lei sensazioni mai provate, insieme si erano trascinati sul letto per abbandonarsi alla loro seconda notte di passione. Nel bel mezzo della notte, ormai esausti, erano rimasti abbracciati al buio a parlare ed era stato allora che Angel le aveva aperto il suo cuore spiegandole ciò che aveva provato all’idea che lei fosse andata ad una festa piena di ragazzi più grandi. Le aveva spiegato quello che aveva provato lui e, a malincuore, le aveva persino raccontato della rabbia che aveva provato la sua parte demoniaca. Sentendo il suo imbarazzo Buffy lo aveva sospinto a continuare rendendosi conto che, sebbene Angel l’aveva già perdonata per gli avvenimenti di quella sera, il demone in lui era ancora furioso. Nel corpo del vampiro era in pieno corso una lotta tra il bene e il male, una lotta interiore di cui Buffy sentiva parlare per la prima volta. Sapendo bene che in parte era colpa sua e sentendosi in colpa per questo, la ragazza gli aveva chiesto se c’era qualcosa che poteva fare per lui e, anche se Angel le aveva assicurato di stare bene e che non c’era bisogno che lei facesse nulla, qualcosa nei suoi occhi castani le aveva fatto capire che in realtà non era così. Dopo averlo pregato per quelle che le erano sembrate ore, nel buio della stanza Angel si era confidato ulteriormente con lei spigandole come funzionavano le cose tra vampiri quando succedeva qualcosa come ciò che lei aveva fatto quella sera. Sottomissione era la parola che aveva usato il vampiro, abbassando lo sguardo imbarazzato per la sua natura, ma Buffy gli aveva preso il viso tra le mani e costringendolo a guardarla gli aveva sussurrato “Farò qualsiasi cosa per te” Angel le aveva sfiorato le labbra con le proprie per poi sussurrare a sua volta “Voglio sottometterti...voglio sapere che sei mia...voglio...” aveva scosso la testa e Buffy lo aveva sospinto a continuare, non voleva che si fermasse proprio in quel momento in cui la loro relazione sembrava stesse facendo dei progressi importanti “Devo sculacciarti” aveva ammesso infine Angel con voce talmente bassa che se Buffy non si fosse trovata a pochi centimetri da lui non lo avrebbe sentito. Il vampiro aveva abbassato di nuovo lo sguardo imbarazzato per quella confessione, ma dopo qualche secondo di esitazione la cacciatrice gli aveva chiesto “Sono la tua ragazza?” lui aveva sollevato di scatto la testa per tornare a puntare gli occhi castani in quelli verdi di lei “Sempre” aveva sussurrato con un’espressione seria pronunciando quella parola che senza saperlo con il tempo avrebbe segnato altre tappe importanti della loro relazione. A quel punto Buffy non aveva esitato oltre, aveva afferrato la sua mano sinistra, fredda e dura come il marmo, portandosela sul fondoschiena e stringendosi di più a lui aveva sussurrato “Fallo” Senza rendersene conto il desiderio era tornato a scorrerle nelle vene, gli occhi di Angel erano un misto tra il castano dell’anima e il giallo del demone e quando la sua mano le aveva colpito per la prima volta il fondoschiena nudo, Buffy si era lasciata sfuggire un gemito “Sshh” le aveva detto lui con il suo solito mezzo sorriso “Tua sorella e tua madre possono sentirci” le aveva ricordato, mentre con movimenti gentili l’aveva fatta sdraiare sulla pancia tornando ad accarezzarle sensualmente il fondoschiena prima di colpirlo per la seconda volta usando un po’ più di forza. Buffy si era trattenuta dal gemere troppo forte per tutto il tempo che lui si era preso per acquietare il demone che aveva dentro di sé, gli aveva lasciato il completo controllo della situazione rischiando di diventare pazza per l’eccitazione ogni volta che lui aveva alternato una sculacciata ad una carezza alla sua femminilità. Dopo quelle che le erano sembrate ore di piacevoli torture, Angel si era spinto dentro di lei afferrandole i fianchi e tenendola ferma continuando a sussurrare “Mia” ancora e ancora. Infine si era riversato in lei continuando a spingersi dentro il suo corpo con forza e segnando in quel modo l’inizio di quella che era stata la loro relazione in quegli ultimi 3 anni.
Adesso Buffy non riusciva a credere che Angel potesse prendere gli eventi di quella sera e usarli contro di lei in quella situazione. Sapeva bene che ciò a cui si stava riferendo non era la stupenda notte di sesso che aveva sperimentato, ma bensì alla punizione che aveva avuto luogo quella notte, la sua punizione. Il solo pensiero fece venire i brividi a Buffy. Quella sera nella sua stanza gli aveva permesso di sculacciarla perché dentro di sé aveva sempre saputo che Angel non le avrebbe mai fatto del male, ma adesso era certa che l’unica cosa che avrebbe ricavato da una situazione del genere sarebbe stato dolore, anche se minimo, ma soprattutto umiliazione. Non ci sarebbe stato desiderio e non ci sarebbero stati gemiti di piacere, solo lei rossa per l’imbarazzo e arrabbiatissima e la mano di lui che si scontrava ripetutamente sulla sua pelle. Di certo avrebbe fatto tutto in suo potere per evitare di finire con il sedere in aria pronto ad essere sculacciato da quello che era il suo ex, ma conosceva Angel fin troppo bene da sapere che in un modo o nell’altro quella era la posizione in cui si sarebbe ritrovata se mai si fosse rifiutata di partecipare agli allenamenti o se mai fosse arrivata in ritardo anche solo di un minuto. “Non lo faresti mai” disse infine in un sussurro, anche se neanche lei credeva alle sue stesse parole “Sta a te decidere. Gli allenamenti cominciano lunedì, se ti presenti in orario a quella sessione e a tutte le altre non dovremo scoprire se sto bluffando” si voltò a guardarla con espressione seria “Ma Buffy mi conosci troppo bene per pensare anche lontanamente che non lo farei” Il silenzio che riempì la stanza era opprimente, la cacciatrice sentiva le lacrime pungerle gli occhi. Angel si trovava in quella casa da poche ore ed era già riuscito a rendere la sua vita ancora più schifosa di quanto non fosse già in quel particolare periodo. Prima la lasciava, poi se la faceva con Cordelia, poi si presentava a casa sua per essere il suo osservatore e adesso la minacciava usando concessioni che lei gli aveva fatto in passato solo perché era innamorata di lui. “Stai facendo tutto questo solo perché non ho risposto alla tua stupida domanda sui miei ex amici?” chiese ripensando a cosa avesse portato a questo improvviso cambiamento nel ragazzo. Quando gli aveva proposto quel tour del seminterrato le era sembrato gentile e intenzionato ad essere civile con lei, ma probabilmente era stata la sua risposta fredda a portare in superficie la sua rabbia. Angel sembrò pensarci su prima di rispondere “In parte, ma soprattutto lo sto facendo perché adesso sono io il tuo osservatore e se ti rifiuti di portarmi rispetto solo perché abbiamo avuto una relazione allora...” si voltò verso di lei posando sul tavolo l’ascia che aveva in mano “Diciamo solo che a mali estremi...” lasciò volutamente la frase in sospeso sapendo bene che la ragazza avrebbe intuito il resto. Buffy non resistette oltre e si fiondò su per le scale, questa volta senza voltarsi indietro, attraversò a passo svelto l’enorme villa Summers ansiosa di rifugiarsi nella sua stanza e dimenticarsi di tutto. Voleva dimenticare Sunnydale, Willow, Xander, Cordelia, ma soprattutto Angel.

Angel si lasciò cadere su una delle sedie poste intorno al grande tavolo di mogano prendendosi la testa tra le mani. Non riusciva neanche a credere a ciò che aveva appena fatto, ricattare Buffy in quel modo usando quella che poteva considerare l’esperienza più bella della sua vita e trasformandola in qualcosa da usare contro di lei. Solo ripensando a quella sera i pantaloni gli diventavano più stretti e al tempo stesso si sentiva ancora più in colpa per ciò che era successo poco prima. Quella notte Buffy era andata contro a tutto ciò che era la sua natura pur di aiutarlo a mettere fine al tormento interiore che era Angelus, ricordava ancora quanto era stato difficile per lui tenere a bada il demone in quella occasione. Dal momento in cui era venuto a sapere che quegli stupidi ragazzini tenevano Buffy prigioniera chissà dove nella loro confraternita, Angelus si era fatto sentire con un forte ruggito e anche quando la situazione si era risolta per il meglio il demone aveva continuato a ruggire all’interno della sua gabbia. Angel aveva cercato in tutti i modi di ignorarlo, ma neanche le lunghe ore trascorse a fare l’amore con Buffy avevano acquietato Angelus. L’anima riusciva a sentire il desiderio del demone di riprendere possesso di ciò che considerava suo, ciò che era diventato suo qualche mese prima in una delle ultime notti estive a Sunnydale. Passare tutta l’estate lontano dalla cacciatrice era stato un tormento per Angel, ma anche per il suo alter ego, e quando si era ritrovato nella sua camera con Buffy mezza nuda di fronte a sé e desiderosa di essere definitivamente sua, né l’anima né il demone avevano opposto molta resistenza.
Dopo aver distrutto definitivamente le ossa del Maestro e aver pianto tra le sue braccia per quelle che le erano sembrate ore, lui l’aveva accompagnata a casa e una volta lì avevano passato il resto della notte a parlare di quello che era successo e dell’estate appena trascorsa. Ben presto, però, le parole avevano lasciato il posto ai baci e alle carezze e, senza che nessuno dei due se ne rendesse conto, si erano ritrovati avvinghiati sul letto semi svestiti e in preda al desiderio. Non appena aveva riacquistato un po’ di autocontrollo Angel era stato restio a proseguire e anche se Buffy gli aveva assicurato che era quello che voleva, lui aveva scosso la testa e si era allontanato dal suo corpo caldo e invitante. “Non penso che questo sia il momento migliore per prendere questa decisione Buffy” le aveva detto continuando a scuotere la testa “Che vuoi dire?” gli aveva chiesto la ragazza mettendosi anche lei seduta e richiudendo gli orli del pigiama per coprirsi il seno scoperto “Dopo tutto quello che è successo questa sera...forse credi di essere pronta, ma...” “Angel” lo aveva interrotto lei posando una mano sulla sua coscia e rendendo tutto ancora più difficile per lui “Lo voglio davvero, io...” si era interrotta cercando le parole giuste per dirgli qualcosa di importante “Questa non sarebbe...cioè non è la mia prima volta” anche nel buio della stanza il vampiro era riuscito a vedere le guance della cacciatrice diventare sempre più rosse per l’imbarazzo di ciò che gli stava confessando “Oh” si era limitato ad esclamare lui senza sapere come reagire a quella notizia “Sei...” anche la ragazza era sembrata confusa dalla sua espressione perplessa “...arrabbiato?” “No, Buffy, no” si era affrettato a tranquillizzarla “Certo che no, solo che non me l’aspettavo, tutto qui” le aveva risposto prendendole le mani e sorridendole “Sei così giovane che pensavo...” lei aveva riso imbarazzata “Lo so” si era limitata a commentare per poi riprendere a baciarlo con passione, gli aveva accarezzato le spalle nude e il petto liscio fino ad arrivare alla cintura dei pantaloni, ma lui l’aveva fermata prima di poter andare oltre e perdere completamente il controllo della situazione “Buffy, anche se non è la tua prima volta, non credo comunque che sia una buona idea” “Perché?” si era lamentata lei tirandosi indietro come se si fosse scottata “Hai appena subito un trauma per via del Maestro. Per te questa estate è stata...” “Orribile” gli aveva confessato a quel punto la ragazza “E non solo per quello che è successo” aveva sospirato e si era sporta di nuovo verso di lui accarezzandogli il volto “Angel, ho passato l’estate a fingere che non ci fosse nulla tra di noi. Invece, eccomi di nuovo qui” aveva detto con un dolce sorriso “Non voglio più fingere” aveva sussurrato riprendendo a slacciargli la cintura, ma questa volta con gesti più titubanti come se temesse un altro rifiuto. Angel, però, non aveva più alcuna intenzione di respingerla o di cercare di farla ragionare, le parole pronunciate dalla ragazza non potevano essere più vere. Neanche lui aveva voluto fingere ulteriormente. L’aveva spinta contro i cuscini e aveva lasciato che fossero il desiderio e l’amore che provava per lei a guidarlo. Ovviamente più tardi, quando la passione di entrambi si era ormai spenta, avevano parlato sul serio ed era in quel modo che Angel aveva scoperto dell’esistenza del suo amico Josh.
Tutto ciò non gli aveva evitato di provare una fitta di gelosia quando, prima nel garage della villa, aveva sentito il signor Summers affermare che Buffy si trovava a casa di Josh. Avevano ripreso a vedersi? Lo avrebbero fatto presto? Doveva preoccuparsi? Tutti quei dubbi erano scomparsi dalla sua mente quando l’aveva vista scendere dalla sua auto più bella che mai, ma adesso avevano ripreso a tormentarlo. Buffy si era comportata malissimo con i suoi amici di Sunnydale, ma con lui aveva cercato di essere civile, persino gentile, ma quando era stato lui a cercare di riallacciare i rapporti con lei chiedendole cosa l’avesse spinta a cambiare idea sulla Scooby Gang, la freddezza della ragazza lo aveva ferito più di quanto volesse ammettere. Di conseguenza aveva lasciato che la propria rabbia e, soprattutto, la parte demoniaca che ancora esisteva in lui prendesse il sopravvento e adesso si chiedeva se non avesse bruciato l’unica occasione che aveva per provare a riconquistarla. Se la ragazza aveva anche solo la minima intenzione di riprendere la sua vecchia relazione con Josh, Angel era certo che con il suo comportamento l’aveva spinta dritta dritta tra le braccia del ragazzo. Alzandosi dalla sedia e avviandosi anche lui verso le scale per lasciare il seminterrato, Angel non poté fare a meno di dare un pugno al sacco rosso facendolo dondolare con forza avanti e indietro. Senza rendersene conto si ritrovò impegnato a colpire il sacco ancora e ancora, sfogando la sua rabbia per come erano andate le cose. Si era ripromesso di comportarsi meglio che poteva, di vivere con Buffy in modo da riconquistare la sua fiducia per poi provare a farle capire quanto ancora l’amasse, ma adesso si rendeva conto che come al solito in presenza della ragazza non riusciva mai a ragionare razionalmente e che la sua impulsività prendeva sempre il sopravvento. Bloccando il sacco con entrambe le mani, Angel fece alcuni passi indietro per calmarsi, quello non era il modo giusto per risolvere le cose con Buffy. Ciò che gli serviva in quel momento era una doccia per lavare via il sudore e una bella sessione di riflessione al buio nella sua nuova camera per riuscire a trovare una soluzione ai suoi problemi con la cacciatrice.


 
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Responses

  • ......... - maudit on Apr 3, 2009, 4:37 PM
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  • o.O - Buffy4ever on Apr 3, 2009, 8:09 PM
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