| Capitolo 9April 7 2009 at 10:03 AM No score for this post | Buffy09 (no login) |
Response to Truth & Lies |
| Con questo nuovo capitolo vi chiedo un mattimo per onorare tutte le vittime del terremoto de L'Aquila, capoluogo della mia amata regione, l'Abruzzo. Anche nella mia cittadina sul mare abbiamo sentito chiaramente la fortissima scossa delle 3:32 e anche quella di questa notte all'1:15.
Io sono stata molto fortunata e tutte le persone che conoscevo in quella città, ragazze che si trovavano lì per studiare, sono tornate a casa sane e salve anche se perdendo tutti i loro possedimenti, ma c'è chi non è stato così fortunato.
Buffy09
Capitolo 9
So baby, yes I know what I am and no I don’t give a damn and you’ll be lovin it
Somedays I’m a super bitch, up to my old tricks, but it won’t last forever
Next day I’m your super girl, out to save the world and it keeps gettin better.
“Christina Anguilera – Keeps gettin better”
Los Angeles – 26/02/2000
Esausta Cordelia entrò in quella che poteva considerarsi la sala giochi di casa Summers. Fin da quando si erano trasferiti lì qualche settimana prima, lei e il resto dei suoi amici avevano preso l’abitudine di trascorrere un paio d’ore insieme nella sala giochi alla fine di una lunga giornata di impegni. Willow e Oz solitamente erano i primi a rientrare a casa dopo le loro lezioni all’università, seguiti da Xander che era riuscito a trovare lavoro come operaio grazie all’aiuto di Hank, che aveva rappresentato un capo cantiere in una causa legale qualche tempo prima e che aveva pensato bene di presentargli il ragazzo facendogli ottenere subito un posto di lavoro, dato che l’uomo gli era immensamente riconoscente per averlo difeso gratuitamente e per avergli fatto vincere la causa. Cordelia, invece, era l’ultima a tornare a casa dato che ancora non era riuscita a trovare un lavoro che facesse per lei. Per il momento continuava a lavorare come commessa in una boutique, ma nel tempo libero non aveva smesso di impegnarsi per coronare il suo sogno di diventare famosa. Durante quel breve periodo di permanenza in casa Summers aveva stretto una strana amicizia con Joyce, la quale si era subito interessata al suo desiderio di entrare nel mondo dello spettacolo, dato che un tempo anche la donna aveva avuto lo stesso sogno, e da allora l’aiutava continuamente dandole consigli e indirizzandola nella direzione giusta. Nonostante tutto, però, ancora non era riuscita nel suo intento di diventare famosa e continuava ad essere una semplice commessa, quindi ogni sera tornava a casa sfinita dopo aver accontentato i desideri di tutte quelle ricche donne di Los Angeles che cercavano vestiti incredibili per serate ancora più incredibili con persone che contavano davvero. Praticamente ogni giorno le veniva sbattuta in faccia la cruda realtà e le veniva ricordato che il futuro prospero che sognava fin da bambina si era trasformato in un incubo. Lasciandosi cadere su una delle larghe poltrone di pelle calciò via le eleganti scarpe con il tacco e con un cenno del capo salutò Willow che era impegnata in una partita a biliardo con Xander, mentre Oz si divertiva a giocare a GuitarHero. Non appena il sangue tornò a circolare nei suoi piedi esausti, Cordelia si alzò nuovamente per andare a prendere qualcosa da bere. Incamminandosi verso la porta di legno bianca che portava direttamente in cucina chiese a coloro che ormai considerava suoi amici se volevano qualcosa anche loro, poi entrò nella spaziosa cucina. L’enorme frigo era pieno di ogni bevanda possibile, ma soprattutto c’erano molte Red Bull bibita preferita di Dawn e, da un po’ di tempo, anche di Cordelia. Aprendo la lattina con cautela, l’ex cheerleader della Sunnydale High decise di uscire sul balconcino della cucina e godersi la calda brezza pomeridiana prima che questa lasciasse il posto al freddo della notte californiana. “Fai piano Keyla” sentì qualcuno urlare per poi rendersi conto che si trattava di Buffy, che proprio in quel momento stava scendendo le scale esterne che portavano in soffitta rincorrendo una bambina che all’incirca dimostrava 4 o 5 anni. “Papà” urlò la piccola raggiungendo l’ultimo scalino della scalinata e gettandosi tra le braccia di un ragazzo. Cordelia lo guardò a bocca aperta, non aveva mai visto nessuno di più bello. Dimostrava più o meno la sua stessa età, aveva capelli biondo scuro lunghi quasi fino alle spalle e lisci, gli occhi verdi si notavano anche a distanza di chilometri per quanto erano accesi, le spalle enormi e le braccia muscolose si notavano persino sotto la felpa e i jeans gli avvolgevano i fianchi talmente in basso che Cordelia restò a guardarli sperando che da un momento all’altro gli scivolassero lungo le cosce per lasciarlo in boxer proprio davanti a lei. “Keyla, lo sai che non mi piace che corri giù per quelle scale. Quante volte devo dirtelo” la rimproverò con quella voce bassa e sexy “Scusa” rispose la bimba dai capelli biondi come il sole. A quel punto Buffy raggiunse la strana coppia formata da quel dono di Dio e dalla bambina e li superò per avviarsi verso la Crysler grigia parcheggiata nel vialetto, aprì la portiera sul retro e gettò sui sedili uno zainetto rosa, mentre il ragazzo con in braccio colei che sembrava essere sua figlia seguiva la cacciatrice fino all’auto “Oggi ha fatto la brava?” chiese alla ragazza, ma prima che questa potesse rispondere la bambina lo fece al posto suo “Io faccio sempre la brava, vero ma’?” Buffy le sorrise e prendendola dalle braccia del ragazzo iniziò a posizionarla sul seggiolino posto sui sedili posteriori. Cordelia osservò il dono di Dio sistemarsi i jeans e dovette concentrarsi per non farsi sfuggire un gemito, lo guardò salutare la cacciatrice con un rapido bacio sulla guancia per poi posizionarsi al posto di guida “Ciao mamma” urlò la bambina salutando Buffy con la manina fuori dal finestrino. Cordelia fece un passo indietro spalancando gli occhi e coprendosi la bocca con la mano che non reggeva la lattina, continuando a guardare Buffy che ricambiava il saluto della piccola. Per evitare che l’altra ragazza la vedesse sul balconcino, Cordelia rientrò subito in cucina “Oh” esclamò spaventata quando si trovò davanti Joyce con un’espressione truce “Buffy!” urlò subito la donna oltrepassando Cordelia e sporgendosi sulla ringhiera del balconcino “Vieni in cucina. Adesso!” Notando l’atmosfera tesa l’ex cheerleader decise di tornare dai suoi amici e risparmiarsi una lite tra madre e figlia, ma invece di usare la porta che conduceva in sala giochi usò quella che portava in sala da pranzo. Non voleva assistere alla lite di prima persona, ma di certo non si sarebbe lasciata sfuggire l’ennesima occasione di scoprire qualcosa di scandaloso sulla preziosa Buffy Summers. La sala giochi era troppo rumorosa per origliare una conversazione, ma la sala da pranzo era ancora vuota dato che la cena avrebbe avuto luogo solo tra un paio d’ore, quindi era la postazione perfetta.
Buffy si trascinò controvoglia fino in cucina trovandosi di fronte sua madre con le braccia incrociate al petto, le sopracciglia aggrottate e lo sguardo freddo. Non era niente che non aveva mai visto prima, anzi, sapeva anche per quale motivo sua madre fosse tanto arrabbiata, ma avevano avuto quella discussione infinite volte e il risultato era sempre stato lo stesso. Inconcludente. Le due Summers, in effetti, avevano spesso opinioni divergenti, ma in modo particolare quando si trattava di questo caso. “Quante volte ancora dobbiamo affrontare questo argomento Buffy?” le chiese sua madre con voce dura “Immagino all’infinito” sospirò la ragazza poggiandosi contro un ripiano della cucina e preparandosi alla solita ramanzina “Non solo sei andata a cacciarti in questa situazione, ma non fai neanche qualcosa per cercare di uscirne” iniziò a dire Joyce avvicinandosi alla figlia con fare minaccioso “La famiglia di Josh può anche aver scelto di essere presa in giro da tutti decidendo di tenere con sé quella bambina, ma tu non ti farai trascinare in questa storia” “So io come gestire le cose, ok?” rispose Buffy “Lo vedo!” urlò Joyce “L’hai gestita talmente bene che dal momento in cui quella bambina ha iniziato a parlare ti ha chiamato mamma! Non deve farlo, non puoi permettere che la gente la senta chiamarti in quel modo...” la ragazza non la lasciò finire, si allontanò dal ripiano contro cui si era poggiata fino a quel momento per avviarsi verso l’uscita, ma ben presto fu bloccata da sua madre, che le afferrò un braccio e la fece voltare “La prossima volta che sento che ti chiama mamma, giuro che farò di tutto affinché tu non la veda mai più” concluse lasciando il braccio della figlia, facendo un passo indietro e uscendo dalla cucina considerando la questione chiusa una volta per tutte. Buffy sospirò passandosi le mani tra i capelli, aveva avuto quella discussione con Joyce talmente tante volte che ormai rispondeva in automatico a tutto ciò che la donna le diceva sull’argomento. Sapeva che il fatto che Keyla la chiamasse mamma dava molto fastidio a Joyce, che temeva sempre i pettegolezzi della gente, ma in realtà quelli non erano mai stati un problema in questa particolare situazione. Tutti nel quartiere sapevano che Keyla era figlia di Emily Sharp che aveva lasciato Los Angeles subito dopo il parto, anzi la maggior parte dei loro ricchi vicini credevano che fosse una cosa positiva che la bambina avesse qualcuno da poter chiamare mamma. Buffy sapeva bene che il vero motivo per cui questo fatto dava fastidio a Joyce era che la donna non sopportava l’idea che una bambina che non aveva nessun legame genetico con lei la considerasse sua madre. Joyce Summers non riusciva a concepire che sua figlia potesse essere considerata una figura materna più di quanto lei lo fosse stata per Buffy. Scuotendo la testa e rassegnandosi all’idea che quella lite avrebbe avuto luogo ancora e ancora, nonostante i suoi buoni propositi e nonostante la minaccia di Joyce, Buffy si avviò su per le scale sperando di riuscire a raggiungere la sua stanza senza fare altri brutti incontri.
Cordelia si nascose dietro la pesante tenda della sala da pranzo non appena sentì i tacchi di Joyce avvicinarsi alla porta contro cui si era poggiata ad origliare l’intera conversazione. La donna iniziò a muoversi con gesti rapidi e rabbiosi per la stanza, iniziando ad apparecchiare il grande tavolo di legno per la cena, posando piatti e stoviglie senza notare mai la presenza di due piedi scalzi che facevano capolino da sotto le tende beige. Quando, finalmente, Joyce lasciò la stanza Cordelia sospirò sollevata per non essere stata scoperta e corse via dalla sala da pranzo cercando di non far cadere la sua lattina ancora piena di Red Bull. “Ragazzi” urlò non appena si trovò nuovamente tra le mura della sala giochi “Non avete idea di cosa ho appena scoperto” disse con un sorriso, sconcertata e al tempo stesso eccitata per la notizia che stava per dare ai suoi amici.
Il pesante sacco rosso dondolava da una parte all’altra spostandosi sotto i pugni rabbiosi di una cacciatrice fuori controllo. Questa fu la scena che Angel si trovò di fronte quando fece il suo ingresso nel seminterrato per il suo allenamento quotidiano con Buffy. Fin da quando l’aveva praticamente ricattata, la ragazza si era sempre presentata in orario a tutte le sessioni, ma mai una volta era arrivata nella loro palestra personale prima di lui. Mancava ancora mezzora all’inizio dell’allenamento vero e proprio, ma sembrava proprio che la cacciatrice avesse delle questioni da risolvere e se la stava prendendo con il sacco, invece che con il diretto interessato. “Tutto bene?” le chiese sapendo bene che anche se la ragazza aveva dei problemi lui era l’ultima persona a cui li avrebbe raccontati “Benissimo” rispose infatti l’altra senza smettere di colpire il sacco e senza neanche distogliere lo sguardo “Bene” commentò Angel “Bene, perché per un attimo ho pensato che il sacco ti avesse detto qualcosa di offensivo” disse cercando di essere sarcastico di fronte a quello che sapeva bene essere il solito sfogo della cacciatrice. Quando le cose le sfuggivano di mano, quando la vita diventava insopportabile per lei o quando aveva avuto una giornata pesante non c’era niente di meglio per Buffy Summers che una bella sessione di allenamento o una caccia proficua in giro per i cimiteri della città. La ragazza non rispose al suo tentativo di essere ironico, ma continuò imperterrita a colpire il sacco con rabbia “Abbassi troppo la spalla” le disse iniziando a togliersi la felpa e restando con indosso la solita canottiera bianca e i pantaloni della tuta grigi “Il sacco non sembra lamentarsi” ribatté lei enfatizzando ogni parola con un pugno, ma si bloccò immediatamente quando sentì le mani calde di lui sulle sue braccia scoperte “Al sacco non interessa, ma un vampiro noterebbe subito la spalla che si abbassa e capirebbe al volo la tua prossima mossa” le mostrò come doveva fare il movimento spostando il suo braccio con la mano “Tanto che ci siamo facciamo le cose come si deve” le sussurrò nell’orecchio prima di tirarsi indietro e lasciarla sfogare di nuovo sul sacco, ma questa volta senza abbassare la spalla. Annuendo la propria approvazione per la lezione imparata dalla sua cacciatrice, Angel decise che per la mezzora che ancora mancava all’addestramento vero e proprio poteva lasciare che la ragazza continuasse il suo sfogo, mentre lui sedeva al tavolo di mogano a preparare il materiale per la sessione di studio che avrebbero avuto il giorno successivo. Sfogliando libri e manuali, Angel lasciò che i minuti scorressero sull’orologio e non disse nulla neanche quando la mezzora era ormai passata e l’allenamento ancora non era iniziato. Soltanto dopo 45 minuti dal momento in cui era entrato nel seminterrato e l’aveva trovata così, Buffy indietreggiò fino alla parete e vi si lasciò scivolare contro fino a sedersi a terra con il fiatone e le mani che le pulsavano. A quel punto Angel abbandonò i suoi libri e si inginocchiò accanto a lei “Così rischi di farti male” le disse prendendole le mani e massaggiando le ossa doloranti, poi si alzò e andò a prendere la borsa con tutti i medicinali che teneva nell’armadietto. Tornando a mettersi accanto a Buffy tirò fuori una crema e delle bende bianche, dopo averle massaggiato le mani ancora per qualche minuto spalmandole la crema fresca sulla pelle calda e pulsante, le bendò entrambi gli arti “Tienile fino a domattina, per sicurezza” le suggerì iniziando a rimettere a posto i medicinali, mentre Buffy controllava le fasciature sempre mantenendo il silenzio. “Si può sapere cos’è successo di tanto grave al punto che quasi ti rompevi le ossa delle mani?” chiese con un sorriso comprensivo, mentre rimetteva nell’armadietto la borsa “Niente che ti riguardi” rispose fredda la ragazza senza neanche guardarlo, per poi poggiare una mano a terra per aiutare il suo corpo a rialzarsi. Prima che potesse anche solo provare a mettersi in piedi, però, una fitta partì dal suo arto dolorante e l’attraversò completamente. Angel corse subito al suo fianco, sollevando il suo corpo da terra per evitare che la mano della ragazza soffrisse sotto il suo peso più di quanto non avesse già fatto “Cos’è questo?” chiese all’improvviso dopo che lei lo aveva già spinto via una volta tornata in piedi “Niente” ribatté Buffy abbassandosi in fretta la maglietta. Angel, però, corrugò la fronte e la guardò negli occhi sapendo bene che stava mentendo e che aveva visto giusto. Quando l’aveva aiutata a rialzarsi aveva notato una benda anche sul suo fianco sinistro e preoccupato che quella rabbia che la ragazza provava l’avesse messa nei guai durante la caccia della sera prima disse “Ti sei fatta male” notando che la ragazza era reticente a mostrargli la ferita e chiedendosi per quale motivo non gli avesse detto niente non appena era successo. “Buffy, quando ti fai male a caccia devi venire da me...non puoi sempre fare tutto da sola” le disse cercando ancora una volta di sollevarle la maglietta per controllare l’entità del danno subito “Non è...sto bene” iniziò a balbettare la cacciatrice per poi spingerlo via. A quel punto Angel si prese un attimo per osservare meglio colei che fino a poco tempo prima era stata la sua ragazza, la conosceva fin troppo bene per non accorgersi che c’era qualcosa che gli stava tenendo nascosto. Perché non voleva fargli dare un’occhiata ad una semplice ferita? “Cosa c’è sotto la benda?” le chiese diventando più minaccioso e facendola indietreggiare nuovamente contro la parete posta alle sue spalle “Fammi vedere” la intimò afferrandole il braccio con cui la ragazza si stava tenendo il fianco con la benda “No, Angel, davvero non...” un urlo riempì la stanza quando l’ex vampiro afferrò Buffy costringendola a voltarsi e ben presto la ragazza si ritrovò schiacciata contro la parete con il corpo di Angel dietro di sé “Cosa c’è sotto la benda Buffy?” un sospetto si era fatto strada nella sua mente e non si sarebbe fermato fino a che non ne avesse avuto conferma. Un altro urlo, questa volta più acuto, tornò a riempire la stanza quando la sua mano la colpì con forza sul fondoschiena coperto da un paio di pantaloncini azzurri “Angel!” urlò Buffy cercando di girarsi e sfuggire dalla sua presa, ma anche usando la sua forza di cacciatrice la presa del ragazzo era troppo ferma “Lasciami subito! Non ho fatto niente...” un altro colpo sul fondoschiena la lasciò senza parole, ma quando Angel si lasciò trasportare fin troppo e strinse tra le dita la carne morbida che non toccava da mesi ormai, Buffy perse la pazienza “E’ un tatuaggio!” urlò riuscendo a voltarsi e ad allontanare quel corpo muscoloso da sé nel momento in cui Angel restò scioccato dalle sue parole e abbassò la guardia. “Un tatuaggio!” ruggì l’ex vampiro mentre i suoi occhi passavano dal castano scuro ad un castano chiaro tendente al giallo “Ti sei fatta un tatuaggio!” urlò sollevandole di nuovo la maglietta e strappando via la benda senza curarsi del dolore che le procurò e senza accorgersi che Buffy ormai aveva smesso di opporgli resistenza. La ragazza si limitò a sollevare leggermente le braccia per lasciarlo libero di ispezionare la pelle leggermente arrossata su cui faceva bella mostra un tatuaggio nuovo di zecca. Alcune settimane prima un amico di Josh lo aveva chiamato contentissimo per essere riuscito a coronare il suo sogno di aprire un negozio di tatuaggi. Il ragazzo amava l’arte e soprattutto quella che poteva esprimere sulla sua pelle e su quella degli altri, quindi aveva guadagnato i soldi necessari per poter dare il via a questa sua attività. Josh, sapendo che Buffy aveva sempre desiderato farsi un tatuaggio, le aveva detto se voleva andare con lui a dare un’occhiata al negozio. La cacciatrice aveva passato settimane intere a sfogliare gli album dell’artista che racchiudevano le sue opere migliori, a cercare immagini di tatuaggi su internet e a discuterne con Josh e con suo padre. In particolare Jimmy era diventato bianco come un cadavere quando sua figlia si era presentata a casa sua per dirgli allegramente che per lei era arrivato il momento di farsi un tatuaggio. La ragazza aveva iniziato a chiedergli il permesso fin da quando aveva compiuto 14 anni, ma Jimmy glielo aveva sempre proibito pensando che fosse troppo giovane, ma quando Buffy aveva raggiunto i 16 anni le liti sulla questione tatuaggio si erano fatte più insistenti e Jimmy, pur di non litigare più con sua figlia per una cosa tanto banale, lui stesso aveva centinaia di tatuaggi superstiti del suo periodo da rapper, le aveva promesso che poteva farsene uno quando avrebbe raggiunto la maggiore età. Buffy, da parte sua, aveva resistito a quella sua piccola tentazione fin troppo a lungo, più di un mese prima, infatti, aveva ormai compiuto 19 anni e, tecnicamente, era in ritardo di un anno. Quindi dopo aver scelto il tatuaggio perfetto per lei, qualche giorno prima si era recata al negozio dell’amico di Josh e dopo mezzora sul suo fianco sinistro c’era un bel simbolo giapponese fatto con l’inchiostro nero. “Che cos’è?” le chiese con rabbia Angel passando le dita sulla pelle arrossata e facendo tremare Buffy per quel tocco che la eccitava e spaventava allo stesso tempo “Cinese?” chiese tornando a guardarla negli occhi, posando le mani sui suoi fianchi scoperti e stringendo con forza “Giapponese” rispose lei con un sussurro cercando di allontanarlo da sé prima che il suo corpo la tradisse in qualche modo. Quel continuo contatto con Angel durante gli allenamenti la distruggeva, una parte di lei lo desiderava con tutta se stessa, ma un’altra parte lo odiava profondamente per ciò che le aveva fatto e per ciò che le faceva provare. “Che significa?” le chiese continuando a farla domande, ma Buffy ne aveva abbastanza di giocare a quel gioco con lui “Non sono affari tuoi” gli disse spingendolo via. Non aveva nessuna intenzione di spiegargli il significato del suo tatuaggio, perché farlo avrebbe significato parlare della loro precaria situazione. Aveva passato una settimana a chiedersi se fosse meglio farsi tatuare un’immagine, per esempio un animale o un essere mitologico, oppure un simbolo che fosse tribale o appartenente a una lingua orientale. Alla fine aveva optato per quest’ultima opzione e, dopo aver guardato diversi simboli cinesi e giapponesi aveva scelto l’alfabeto Kanji. A quel punto era arrivata la parte più difficile, aveva trascorso l’ultima settimana prima del suo appuntamento con il tatuatore a scegliere la parola più adatta, voleva un termine che rappresentasse qualcosa per lei e che ricordasse qualcosa. Tra le sue prime opzioni c’erano parole giapponesi come Tamashi, Fukko e, in particolare, Tenshi, che rispettivamente significavano Anima, Rinascita e Angelo. Il simbolo della parola Anima le avrebbe ricordato di non perdere la sua, ma le avrebbe anche ricordato che una parte della sua anima ormai non le apparteneva più, ma era dello stupendo ragazzo moro che si trovava di fronte a lei. Il termine Rinascita, invece, era perfetto per lei, ma avrebbe significato qualcosa solo a distanza di alcuni anni, quando, finalmente, sarebbe stata in grado di lasciare quella casa e soprattutto lasciarsi alle spalle quella vita e farsene una nuova. Alla fine, quindi, lo aveva scartato dicendo a se stessa che avrebbe sempre potuto farsi un altro tatuaggio usando quella parola quando quel momento sarebbe arrivato. Poi si era trovata di fronte l’ultima parola sulla lista, Angelo, che le ricordava il passato e ovviamente aveva un significato molto importante per lei, ma Buffy si rendeva anche conto che se si fosse fatta un tatuaggio qualche mese prima non ci avrebbe pensato due volte prima di farsi tatuare il nome dell’uomo che pensava di amare per il resto della sua vita, ma le cose erano cambiate. Per fortuna a Sunnydale non le era mai venuto in mente di farsi un tatuaggio, altrimenti adesso si sarebbe ritrovata con il continuo ricordo di Angel sulla pelle. Scartando completamente quella parola aveva continuato a cercare altri termini più adatti e dopo ore finalmente aveva trovato ciò che faceva per lei. La parola Onshu significava Amore e Odio e sembrava rappresentare perfettamente la sua vita e le sue emozioni. Quando guardava il suo tatuaggio le veniva in mente l’amore che provava per le persone nella sua vita, come suo padre, Josh e Keyla, mentre l’odio le ricordava altre figure come quella di sua madre e, in quel periodo, anche dei suoi amici di Sunnydale. In particolare, però, le piaceva quel simbolo Kanji perché rappresentava alla perfezione ciò che provava per colui che per tre anni era stato il centro del suo universo, in un modo o nell’altro la parola Onshu era sinonimo di Angel e dunque, in un certo senso, aveva finito per tatuarsi il nome dell’uomo che amava sulla pelle come continuo ricordo di ciò che era stato. “Non sono affari miei?!” la voce tonante di Angel rimbombò per tutto il seminterrato “Ti sei fatta un tatuaggio e non sono affari miei?!” “Proprio così” ribatté Buffy sistemandosi la maglietta e lanciandogli un’occhiataccia “Non sono più la tua ragazza Angel” gli urlò in risposta, sapendo bene che in quel momento il ragazzo si stava comportando in maniera irrazionale. Quella frase sembrò riportare l’ex vampiro alla realtà, i suoi occhi tornarono ad essere del loro castano naturale e il borbottio continuo proveniente dal profondo della gola del ragazzo, che aveva iniziato a risuonare nel suo petto dal momento in cui le aveva strappato la benda, smise di farsi sentire. “Vuoi ancora allenarti?” gli suggerì, comprendendo fin troppo bene i sentimenti contrastanti che stava provando in quel momento e proponendo una cosa che potesse riportare le cose alla normalità. Infatti, nonostante il loro passato e tutte le questioni lasciate irrisolte, i due si erano calati con naturalezza nei loro ruoli di cacciatrice e osservatore, gli addestramenti andavano bene ed entrambi sfogavano le loro frustrazioni in quelle due ore senza proferire parola. Quel giorno, però, le cose erano sfuggite di mano ad entrambi e si erano addentrati in un territorio fin troppo conosciuto, quello della gelosia, dell’amore rabbioso e delle recriminazioni. “Si” rispose Angel scuotendo la testa e allontanando i pensieri di Josh che tracciava i contorni del tatuaggio della sua ragazza prima di fare l’amore con lei, mentre continuava ad osservare il simbolo giapponese tatuato sensualmente sul suo fianco “Alleniamoci” disse con rabbia mettendosi al centro della stanza e facendole cenno di prepararsi ad attaccare. Aveva fin troppa rabbia da smaltire e Buffy era più che pronta a rispondere con altrettanto impeto. Sarebbe stata una lunga sessione di allenamento per entrambi.
Quando Angel entrò nella sua stanza al secondo piano, dopo il suo duro allenamento con Buffy, tutto quello di cui sentiva il bisogno era una bella doccia, ma si trovò di fronte una strana scena.
Cordelia era sdraiata sul grande letto rosso della camera, al suo fianco era seduta Willow che giocava con le maniche della felpa di Oz, che a sua volta sedeva dietro alla sua ragazza, mentre Xander era inginocchiato ai piedi del letto con i gomiti piantati sul materasso. Insomma, senza che Angel se ne rendesse conto la sua era improvvisamente diventata la stanza per le riunioni della Scooby Gang.
“Riuscite a crederci” stava dicendo Cordelia ““Joyce si è preoccupata di sistemare Oz e Willow in stanze separate e di accoppiarli con uno di noi, ma con tutto il sesso che fa Buffy al piano di sopra poteva anche risparmiarselo” Tutti si voltarono verso la porta notando l’arrivo di Angel, che se ne stava immobile senza sapere come comportarsi. Era ovvio che stavano parlando della sua ex e lui non sapeva se rimanere o se andare altrove per non ascoltare quei discorsi. Cordelia decise per lui quando gli chiese “Ehi, Angel, tu sai chi è questo Josh?” a quel punto la curiosità ebbe la meglio e l’ex vampiro si abbandonò sulla sedia accanto alla scrivania, chiedendosi per quale motivo Cordelia e gli altri stavano parlando di Buffy, dato che ormai la vedevano di rado, ma soprattutto per quale motivo volevano sapere chi fosse Josh. Era successo qualcosa? Erano venuti a sapere che Buffy si era rimessa con il suo migliore amico? “Più o meno, perché?” rispose vago decidendo di tastare il terreno prima di lasciarsi trascinare in quella conversazione “Oggi l’ho visto nel vialetto, è venuto a riprendere una bambina e sembrava conoscere molto bene Buffy” disse Cordelia lanciando sguardi al resto del gruppo, che era ancora sconvolto e un po’ dubbioso su quello che aveva raccontato loro, ma per lei la situazione era più che chiara. La cacciatrice era rimasta incinta, aveva partorito per poi lasciare la bambina alle cure del padre e, infine, si era trasferita a Sunnydale dove nessuno sapeva che era una ragazza madre. “E’ sua figlia” rispose Angel osservando le facce stupite del gruppo “Allora è vero” commentò Willow con voce triste, non riuscendo a credere che colei che fino a poco tempo prima era stata la sua migliore amica le avesse tenuto nascosto una cosa simile “Si” continuò a dire Angel, senza rendersi conto che le sue parole erano state travisate “Si chiama Keyla e ha all’incirca 5 anni” “Quindi deve averla avuto all’incirca...” Cordelia si fece un rapido calcolo “A 14 anni?” chiese dubbiosa, rendendosi conto che i conti non tornavano bene come aveva sperato, se Buffy aveva davvero partorito a quell’età allora la gravidanza non era stata uno dei motivi che l’aveva spinta a Sunnydale, anzi, prima di trasferirsi la bambina aveva compiuto addirittura 2 anni. Quindi perché crescere sua figlia per due anni e poi abbandonarla con il padre per spostarsi sulla Bocca dell’Inferno? “No” disse Angel corrugando la fronte e interrompendo le riflessioni di Cordelia “Non penso che avesse 14 anni quando l’ha avuta, Josh è più grande di Buffy di alcuni anni. Doveva avere almeno 16 anni quando è nata Keyla” rispose Angel raggruppando le varie informazioni che aveva su Josh Collins “Si, ma io non sto parlando di Josh” ribatté Cordelia con un cenno della mano “Io sto parlando di Buffy” “Buffy?” chiese confuso Angel “Che vuoi dire?” prima che la bruna potesse rispondere, però, Willow prese la parola. Preferiva essere lei a trattare quell’argomento delicato con l’ex ragazzo della cacciatrice, se davvero Angel non sapeva che Keyla era anche figlia di Buffy, non poteva essere Cordelia a farglielo sapere. Sicuramente l’ex cheerleader avrebbe usato quella situazione a suo vantaggio, mettendo in cattiva luce Buffy e cercando di riavvicinarsi a Angel in un momento di debolezza. Willow non poteva permetterglielo, la prima volta aveva sbagliato a prendere le parti di Cordelia nel suo inutile tentativo di far innamorare Angel di lei, ma di certo non era tanto stupida al punto da commettere lo stesso errore due volte “Angel” iniziò a dire la rossa con tono comprensivo, capiva fin troppo bene la confusione che stava provando in quel momento “Cordelia oggi ha visto la bambina...Keyla...” disse incerta, ricordando a malapena il nome che Angel aveva usato riferendosi alla piccola “Era insieme a Buffy e continuava a chiamarla mamma” riuscì a dire infine osservando attentamente ogni minima reazione del ragazzo per capire cosa stesse provando “No” disse Angel sorridendo per poi tornare improvvisamente serio, quando notò che nessun’altro era divertito quanto lui da quella assurdità “Sei sicura?” chiese in un sussurro posando lo sguardo su colei che era stata la migliore amica di Buffy a Sunnydale “Lei non mi ha mai detto niente” si affrettò a chiarire Willow “Non ha detto niente a nessuno” specificò Xander con tono arrabbiato “Ma quando Cordelia ci ha raccontato quello che ha sentito, non so...” continuò a spiegare Willow per poi essere interrotta da Cordelia “Ci siamo fatti due conti e, in effetti, tutto torna” mentì la ragazza, continuando a chiedersi per quale motivo la cacciatrice aveva tenuto sua figlia per due interi anni prima di lasciarla a Los Angeles, ma senza cercare di chiarire questo suo dubbio insieme agli altri. “Tranne per una cosa” disse Oz, lasciando tutti di stucco quando si unì alla conversazione, di solito preferiva restare in silenzio e ascoltare, ma proprio per questo motivo era anche l’unico che notava cose che agli altri sfuggivano “Cosa?” chiese Angel, sperando davvero che il ragazzo avesse trovato un punto debole in tutta quella faccenda che, sinceramente, cominciava a sembrargli incredibile. “Buffy non era vergine prima di incontrare te?” chiese confuso guardando l’ex vampiro su cui adesso erano puntanti quattro paia di occhi in attesa di una risposta che potesse chiarire tutto. Angel non riuscì a proferire parola e abbassò lo sguardo sconfitto, mentre svaniva la speranza che potesse esserci stato un malinteso. “Oh mio Dio!” esclamò Cordelia spalancando gli occhi, mentre un sorrisetto gli compariva sul volto “Le bugie di quella ragazza sono infinite” disse scandalizzata, anche se una parte di lei non riusciva a credere alla propria fortuna. Quando Buffy Summers era arrivata alla Sunnydale High il primo desiderio di Cordelia Chase era stato di prendere quella ragazza con del potenziale e farne un’altra delle sue seguaci, ma dopo essere stata scartata per Willow Rosenberg il suo unico desiderio era stato di far capire a tutti a Sunnydale che Buffy Summers era una poco di buono. Questo suo piano, però, era presto andato in fumo quando la cacciatrice le aveva salvato più volte la vita e, nonostante il suo caratteraccio, neanche Cordelia poteva prendersela con qualcuno che salvava vite, se non in occasioni particolari, per esempio quando si trattava di un ragazzo come Angel. In quel momento, però, non aveva dovuto fare proprio niente, la Buffy Summers perfetta e generosa che tutti ricordavano si stava lentamente e inesorabilmente deteriorando davanti ai loro occhi. La cacciatrice si era scavata la fossa con le sue stesse mani.
Angel s’infilò nell’enorme box doccia e attese che l’acqua calda sciogliesse i suoi muscoli tesi, ma soprattutto sperando che portasse via con sé la marea di pensieri che gli affollavano la mente. Dopo aver passato diversi minuti nel silenzio più totale della sua camera insieme a tutto il gruppo di Sunnydale, Cordelia, che era stata la prima a riprendersi dallo choc, aveva iniziato a raccontare cos’era successo dopo che Buffy aveva accompagnato Keyla alla macchina del padre. Secondo ciò che l’ex reginetta della Sunnydale High aveva origliato, Joyce non era affatto contenta che Keyla chiamasse mamma sua figlia e da ciò era scaturita una lite che era sfociata nella minaccia della donna di non farle più vedere la bambina. Angel scosse la testa al pensiero, era ovvio, dunque, che Buffy gli era apparsa furente nella sessione di allenamento di poco prima. Se davvero Keyla era sua figlia e Joyce aveva minacciato di non farle più vedere la bambina, Buffy aveva tutto il diritto di essere arrabbiata e di passare 45 minuti a prendersela con un sacco piuttosto che con sua madre. Ovviamente, tutto questo non cambiava il fatto che la ragazza, non solo aveva mentito ai suoi amici, ma soprattutto aveva mentito a lui. Per quale motivo non si era fidata abbastanza al punto da tenergli nascosta una cosa simile? Eppure lui era a conoscenza di alcune informazioni che il resto del gruppo di Sunnydale non sapeva neanche che esistessero. Si sentiva in colpa per essere stata costretta a lasciare la bambina con suo padre? Si vergognava di essere rimasta incinta tanto giovane? Angel non sapeva più che pensare, ma poteva sentire chiaramente la rabbia crescere in lui, anche se non capiva esattamente per quale motivo fosse arrabbiato. Perché ha avuto un bambino che non è il tuo, gli avrebbe ricordato il demone con cui fino a poco tempo prima aveva condiviso il corpo, ma Angelus non era lì e l’anima non avrebbe mai ammesso di essere geloso del fatto che Keyla non fosse sua.
Allontanando quei pensieri pericolosi, Angel cercò di capire se la sua rabbia nei confronti della sua ex era solo irrazionale, e quindi legata ad un’idea astratta di famiglia che aveva immaginato fin troppo spesso durante i tre anni di relazione con Buffy, o se aveva davvero una base concreta. In effetti, si era trovato più volte ad essere furente con la ragazza in quel periodo di convivenza, ma la maggior parte delle volte aveva incolpato la tensione che si creava tra di loro, ma se non fosse stato solo per quel motivo? Se la sua rabbia fosse dovuta a qualcos’altro? Continuando a massaggiarsi le spalle tese sotto il getto caldo della doccia e grazie al silenzio che lo circondava, Angel riuscì a riflettere e a dare un senso alla confusione che aveva in testa, giungendo alla conclusione che l’unico problema, la cosa che lo faceva arrabbiare di più, era l’atteggiamento di Buffy. Da quando si erano lasciati la ragazza si era allontanata sempre di più da lui, com’era giusto che fosse, ma invece di diventare più civile con lui, diventava sempre più impertinente e arrabbiata. Ormai erano passati quasi 9 mesi da quando la loro relazione era terminata e le cose, invece di migliorare, peggioravano. Certo, lui con la minaccia di sculacciarla non aveva cero migliorato le cose, ma Buffy era abbastanza grande e matura da comprendere che i loro sentimenti e il loro rapporto cacciatrice/osservatore non avevano nulla a che fare l’uno con l’altro. Allora perché continuava ad essere scontrosa con lui? In realtà, se proprio doveva essere sincero, aveva più motivi lui di essere arrabbiato con lei che non viceversa. Uscendo dalla doccia con una nuova determinazione negli occhi, si avvolse l’asciugamano intorno alla vita e fece ritorno in camera, sperando che nel frattempo la gang si fosse trovata un altro luogo per le sue riunioni. A partire da domani avrebbe fatto capire a Buffy che era tempo di crescere, non poteva restare la solita ragazzina viziata che crede che tutto nella vita debba andare come vuole lei. Era rimasta incinta? E allora, c’è di peggio nella vita, pensò Angel ormai furioso. Le uscite serali, gli allenamenti scadenti, l’impertinenza, sarebbe finito tutto, da quel momento voleva avere a che fare con una Buffy seria e pronta a prendersi le sue responsabilità come donna e come cacciatrice.
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