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Capitolo 11

April 16 2009 at 12:48 PM
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Buffy09  (no login)


Response to Truth & Lies

 
Questa volta sono riuscita a scrivere un capitolo intero, senza essere costretta a dividerlo a metà ^_^ spero vi piaccia, ma mi raccomando sono ben accette anche le critiche ;)

Capitolo 11

I don’t wanna be the girl who has to fill the silence
The quiet scares me cause it screams the truth
Please don’t tell me that we had that conversation
I won’t remember save you’re breath cause what’s the use?
The night is calling and it whispers to me softly come and play
I’m falling and if I let myself go I’m the only one to blame
“Pink – Sober”

Los Angeles – 12/04/2000
Dawn alzò la testa dalla spalla di Willow nel vedere l’Audi di sua sorella risalire il lungo vialetto e scomparire dentro il garage “E’ tornata” esclamò sollevata, dando dei colpetti al braccio di Willow e indicandole la porta del garage, da cui poco dopo uscì Buffy.
La ragazza salì la prima rampa di scale giocherellando con le chiavi di casa, ma quando iniziò a salire la seconda rampa si bloccò a metà strada nel vedere Dawn seduta sulla scalinata tra Cordelia e Willow, che a sua volta era poggiata contro le ginocchia di Oz, che sedeva un gradino più in alto accanto a Xander, mentre Angel se ne stava in piedi poggiato al corrimano. “Siete rimasti chiusi fuori?” chiese confusa, notando che gli sguardi di tutti erano fissi su di lei “No, Buffy” la chiamò sua sorella alzandosi in piedi e avvicinandosi a lei “E’ la mamma” sussurrò la ragazzina abbassando lo sguardo “Che ha fatto stavolta?” chiese imperturbabile la cacciatrice, superando tutti i suoi amici lungo le scale fino ad arrivare alla porta di metallo che conduceva alla sua camera “E’ impazzita!” esclamò Cordelia sollevando le braccia al cielo “Siete tutti pazzi in questa casa!” urlò oltraggiata. Il suo unico desiderio per la serata era stato quello di godersi un bel film in televisione, salire in camera, lamentarsi come ogni sera con Willow del fatto che la luce del suo portatile le disturbava il sonno, per poi addormentarsi nel suo comodo letto. Ovviamente non aveva fatto i conti con l’improvvisa pazzia di Joyce Summers che l’aveva interrotta nel bel mezzo di un film piuttosto decente e adesso, invece che stare nel suo bel letto, si ritrovava seduta su una scalinata in balia del freddo della notte. “Avresti dovuto pensarci prima di trasferirti da noi” ribatté Buffy lanciandole un’occhiataccia e aprendo finalmente la porta di metallo “Buffy” la chiamò nuovamente sua sorella entrando nella stanza e tirandola per la manica della giacca per farla voltare verso di sé “Vai di sotto dalla mamma” le disse con occhi lucidi “Cosa?” chiese la ragazza allontanando il braccio dalla sua presa e notando che tutta la Scooby Gang era entrata in camera con lei aspettando che facesse qualcosa “Sentite” iniziò a dire Buffy con un sospiro “Ho appena avuto a che fare con demone schifoso che ha pensato bene di lasciarmi addosso un po’ della sua puzza. Adesso l’unica cosa che voglio fare è togliermi questi vestiti sporchi, farmi una bella doccia e mettermi a letto” spiegò la ragazza iniziando a levarsi la giacca gettandola in un angolo della stanza, ma quando si voltò nuovamente verso il gruppo notò lo sguardo accigliato di Angel e sospirando raccolse nuovamente la giacca per poi metterla nella cesta dei panni sporchi, che si trovava nella cabina armadio. Ovvio che il ragazzo le aveva lanciato un’occhiataccia, in fondo era stato lui a ripulire il caos della sua stanza qualche giorno prima. Sorridendogli per una frazione di secondo, Buffy riportò subito lo sguardo su Dawn, che la guardava speranzosa “Scendi in cucina solo per un attimo, la mamma non sta bene” “Non sta bene?” la sbeffeggiò Buffy “Adesso si dice così?” chiese sarcastica entrando di nuovo nella cabina armadio e chiudendo la porta scorrevole. Poteva lamentarsi quanto voleva, ma sapeva che alla fine sarebbe scesa in cucina per occuparsi ancora una volta di una Joyce ubriaca, tanto valeva cambiarsi almeno la maglia. Prendendo una t-shirt nera con un grosso bulldog e la scritta “Bite Me!” sul davanti, Buffy gettò via il top nero che aveva indossato per la caccia e uscì nuovamente dalla cabina armadio. Cordelia e Xander stavano parlottando tra di loro, mentre Willow e Angel le lanciavano sguardi preoccupati e Dawn le andò di nuovo incontro “Non lo so che cosa è successo” iniziò a spiegarle la ragazzina “Stavamo giocando a biliardo e all’improvviso abbiamo sentito rumore di vetri rotti, così siamo corsi in cucina e c’era Julia che raccoglieva i pezzi di un bicchiere rotto” Dawn s’interruppe all’improvviso per poi riprendere a parlava a voce più bassa “Credo che mamma sta male come quella sera, quando...” Buffy sbottò nel sentire quelle parole “Dawn, mamma non sta male, ok?!” “Buffy!” la riprese Angel, prima che la ragazza potesse sfogare sulla sorella tutta la rabbia che provava in quel momento per sua madre. Sapeva bene cosa stava succedendo, così come lo avevano probabilmente intuito anche gli altri, ma evidentemente Dawn preferiva auto convincersi che Joyce avesse semplicemente un malore. Quando avevano sentito il rumore di vetri rotti si erano fiondati tutti in cucina, ma vedendoli la donna era esplosa e aveva iniziato a scacciarli dalla stanza, ovviamente loro non se l’erano fatto ripetere due volte, ma le urla e i lamenti di Joyce si sentivano dappertutto nella grande villa. La cuoca e la domestica erano ancora di sotto in cucina con la donna cercando di tranquillizzarla e di farla smettere di urlare, ma fino a quel momento non era servito a niente, così come non era servito il futile tentativo che Xander e Angel avevano fatto con la madre della cacciatrice. Dawn, incapace di ascoltare ancora quei lamenti, era uscita in giardino seguita dal resto del gruppo che non voleva lasciarla da sola, ma anche dal retro della casa si poteva udire la voce sommessa di Joyce. La ragazzina, allora, si era avviata su per le scale che portavano in soffitta, sempre seguita dagli amici di sua sorella, e li aveva informati che la camera di Buffy era insonorizzata e l’unica cosa che dovevano fare era aspettare il ritorno della ragazza. Adesso che la cacciatrice era lì, però, Angel e il resto del gruppo si stava chiedendo se la loro fosse stata davvero una buona idea, dato che Buffy sembrava più che intenzionata a cacciarli dalla sua camera insonorizzata e farsi una bella dormita. “Dawn” iniziò a dire Angel cercando in tutti i modi di risolvere quella situazione senza scaturire una lite tra sorelle “Forse possiamo restare tutti qui e aspettare che tua madre si calmi, no?” chiese il ragazzo rivolgendosi più a Buffy che non alla ragazzina, che era certo che avrebbe acconsentito “Dov’è Hank?” chiese la cacciatrice ignorando Angel e posando lo sguardo direttamente su Dawn “Ha chiamato prima di cena, ha detto che sarebbe tornato tardi perché doveva finire un lavoro in ufficio” spiegò la ragazzina “D’accordo” sospirò Buffy passandosi una mano tra i capelli “D’accordo” ripeté incamminandosi verso la porta ormai rassegnata all’idea che anche questa volta toccava a lei occuparsi di una Joyce ubriaca e volubile, ma prima di uscire dalla stanza si voltò di nuovo verso di loro minacciosa “Non toccate niente e soprattutto non addormentatevi nel mio letto” intimò puntando un dito sull’enorme letto posto al centro della stanza, l’ultima cosa che desiderava era tornare nella sua camera dopo una sfuriata con Joyce e trovare il letto già occupato dalla Scooby Gang.

Buffy s’incamminò lungo le scalinate di casa Summers fino a trovarsi di fronte alla porta della cucina da dove poteva sentire chiaramente le urla di una Joyce furiosa “Lasciami andare, domestica ingrata! Come osi dirmi cosa devo fare?!” Facendo un respiro profondo la cacciatrice si preparò a quella che sapeva bene che sarebbe stata una tortura per il suo cuore, in quanto anche se odiava sua madre con tutta se stessa, nel profondo c’era ancora una parte di lei che desiderava l’amore e la comprensione della donna e ogni volta che Joyce si ubriacava, finiva per sputarle in faccia tutto ciò che pensava di lei e il suo cuore ne risentiva ancora adesso, a distanza di anni da quando aveva giurato a se stessa che le parole di sua madre non l’avrebbero più ferita. Aprendo la porta e chiedendo a chiunque ci fosse ai piani alti di darle la forza di affrontare quell’ennesima difficoltà, Buffy entrò in cucina “Mamma?” la chiamò “Buffy! Cosa vogliono queste lavoratrici ingrate da me?” domandò la donna poggiandosi contro il ripiano della cucina, troppo instabile per poter restare in equilibrio da sola “Niente” iniziò a dire la ragazza facendo un cenno a Julia e Hanna, la domestica, lasciando intendere loro che da quel momento ci avrebbe pensato lei “Vedi, stanno andando via” cercò di tranquillizzarla indicando le due donne che stavano lasciando in fretta la cucina. Erano brave lavoratrici, ma di certo non venivano pagate per sopportare i maltrattamenti delle loro padrona ubriaca “Ci sono solo io adesso” “Buffy” la chiamò di nuovo per nome la donna, quasi spaesata “Dov’è Hank?” “A lavoro, tornerà tra poco” la donna sbuffò roteando gli occhi “Sicuramente si sta scopando la sua segretaria” Buffy abbassò la testa cercando di mantenere il controllo, sapeva bene che Hank non era sempre stato fedele alla moglie, ma Joyce di certo non poteva dire di non aver fatto altrettanto, ovviamente quello non era il momento di ricordarle le sue innumerevoli scappatelle “Perché non lo aspetti in camera?” le propose invece, avvicinandosi a lei e prendendola per un braccio “Non dirmi cosa devo fare” le rispose l’altra allontanandola con una spinta “Non te lo stavo ordinando” cercò di spiegarle la ragazza “Solo che essendo molto tardi ho pensato che potevi aspettare Hank sdraiata sul tuo letto, ma se non vuoi non importa” rispose Buffy con infinita calma, mentre Joyce prendeva di nuovo tra le mani la bottiglia di vodka e si guardava intorno in cerca di un bicchiere “Lo so cosa stai facendo” le disse la donna scuotendo un dito di fronte al volto della figlia “Lo stai coprendo” aggiunse annuendo con il capo, mentre prendeva un altro bicchiere dalla credenza e iniziava a riempirlo con il liquido incolore “Dove sei stata Buffy?” le chiese all’improvviso guardandola con cattiveria e malizia “Ero in camera” rispose la ragazza, sapendo già dove voleva arrivare sua madre con quella domanda, dato che avevano sempre la stessa discussione quando la donna era sotto gli effetti dell’alcol “No, non eri in camera” l’accusò scuotendo la testa e bevendo un sorso di vodka facendo una smorfia per il suo sapore forte “Sei appena tornata a casa, non è vero?” si avvicinò alla figlia con aria cospiratrice “Te lo sei scopato anche stasera, non è così?” disse in un sussurrò, mentre Buffy faceva un passo indietro per allontanarsi dal forte odore di alcol che emanava sua madre “Incredibile” sbottò la donna “Ti ho dato una casa in cui vivere ed è così che mi ripaghi?” le urlò contro sbattendo il bicchiere sul tavolo rischiando di rompere anche quello “Scopandoti mio marito!” Buffy restò in silenzio per tutta la sfuriata, poggiata contro la finestra e lanciando rapide occhiate verso il vialetto nella vana speranza di vedere arrivare la Lexus di Hank. In passato quando sua madre le aveva gettato addosso quelle false accuse lei aveva risposto con altrettanto ardore, urlandole in faccia che non era vero, ma con il tempo aveva imparato che Joyce non le avrebbe mai creduto. L’unica cosa che poteva fare era restare in silenzio e lasciare che quelle cattiverie le scivolassero sopra, a breve la mente ubriaca di Joyce avrebbe cambiato argomento e a quel punto Buffy avrebbe potuto ricominciare a parlare con lei e convincerla a sdraiarsi da qualche parte, a quel punto finalmente la donna avrebbe perso i sensi e tutta quella scenata si sarebbe conclusa. “Tanto a me non importa” sbiascicò Joyce, continuando il suo monologo “Hank può farsi chi vuole...mia figlia, la segretaria...ho anch’io i miei amanti, sai?” confessò orgogliosa “Posso avere tutti gli uomini che mi pare, mi basta entrare in un bar con le mie amiche e...” schioccò le dita per indicare che per lei trovare un uomo era la cosa più facile al mondo “Sai” riprese a dire, abbandonando la rabbia e il risentimento di poco prima e avvicinandosi a Buffy con fare cospiratore, come se fossero improvvisamente diventate amiche “All’inizio avevo fatto un pensierino su Xander” le confidò sghignazzando e Buffy non poté evitare di fare una smorfia al pensiero “Ma poi mi sono detta...” riprese il bicchiere e in un attimo si scolò tutto il suo contenuto, per poi riempirlo ancora una volta “Non c’è gusto con lui, a te non importerebbe affatto. Dato che ti sei scopata mio marito, il minimo che posso fare è ricambiare il favore” quella frase la fece scoppiare a ridere “No, no” sbiascicò nuovamente “Non mi farei tuo marito, perché tu non ce l’hai un marito, ma stavo pensando a Angel” Joyce posò lo sguardo su sua figlia e all’improvviso fu come se fosse tornata completamente sobria “Ah” esclamò puntandole il dito contro “Ti ho vista. Ti sei mossa” le disse ridendo “Sapevo che la parte della statuina non sarebbe durata se facevo il suo nome” Buffy stava cercando con tutta se stessa di restare immobile e di non rispondere alle provocazioni di sua madre, ma la donna sapeva bene dove e come colpirla e la situazione le stava lentamente sfuggendo di mano “Sono sicura che ad Angel farebbe piacere avere una donna matura, invece che una ragazzina inesperta” “Sei patetica” sbottò alla fine Buffy, incapace di ascoltare oltre le insinuazioni di sua madre “Come scusa?” chiese l’altra oltraggiata sbattendo di nuovo il bicchiere sul tavolo “Ho detto che sei patetica” ripeté la ragazza, godendosi l’espressione di sua madre “Guardati” le disse indicandola con una mano, mentre si allontanava dalla finestra convinta che Hank non sarebbe rientrato tanto presto. Probabilmente si stava facendo davvero la segretaria. “Ubriaca fradicia con il tuo abito firmato, nella tua cucina da migliaia di dollari, nella tua casa perfetta e completamente ignara del fatto che al piano di sopra ci sono cinque persone che hanno appena assistito alla tua bella scenata da alcolizzata” si avvicinò alla madre e la guardò con disprezzo “Congratulazioni, adesso sanno chi sei veramente” si sporse verso il tavolo, prese il bicchiere ancora pieno di vodka e lo passò alla donna, tanto valeva farla ubriacare completamente “Tu, stupida puttanella” le urlò Joyce gettando il bicchiere contro il muro e frantumando anche quello “Credi di essere tanto migliore di me, eh? Beh, ti sbagli...ti sbagli di grosso” le puntò un dito contro e con l’altra mano afferrò il bordo del tavolo per non cadere a terra “Con la droga e gli incendi a scuola, la polizia che ti ha dovuto prendere le impronte...” scosse la testa e un sorriso cominciò a comparire sul suo volto “Sei proprio come tuo padre” quella cattiveria, però, non ebbe l’effetto desiderato e Buffy ricambiò con il suo stesso sorriso “Per fortuna” le disse notando il lampo di rabbia nei occhi di sua madre, che un attimo dopo si fiondò su di lei, ma l’alcol le fece perdere l’equilibrio e si ritrovò subito a terra stordita “Buffy” le disse non appena riaprì gli occhi dopo aver sbattuto la testa a terra “Dove sono?” le chiese confusa, dimenticando improvvisamente la rabbia provata poco prima “Vieni” le disse Buffy, senza preoccuparsi di rispondere alla sua domanda “Andiamo a sdraiarci” la fece alzare da terra e l’accompagnò in sala facendola mettere sull’ampio divano di pelle. Non appena posò la testa sui morbidi cuscini rossi Joyce si addormentò e Buffy iniziò a indietreggiare, cercando di mettere quanto più spazio possibile tra lei e la persona che odiava di più al mondo.

Angel fece un passo indietro quando vide Buffy comparire sulla rampa di scale, non sapendo bene cosa fare. Quando la ragazza era uscita dalla sua stanza per andare in cucina, lui aveva tranquillizzato Dawn e, lasciandola insieme agli altri, aveva seguito Buffy al piano di sotto. Non appena aveva sentito la calma tornare nella voce di Joyce, aveva deciso di ritornare in camera, ma si era fermato a metà tragitto nell’udire nuovamente strillare la donna. Poi era rimasto senza fiato quando Joyce aveva accusato Buffy di essere andata a letto con Hank, sapendo che mai e poi mai la ragazza avrebbe fatto una cosa simile, e sapendo che sentire sua madre che l’attaccava in quel modo probabilmente era un’esperienza orribile per la cacciatrice.
Angel era convinto che Buffy lo avrebbe mai fatto, non importa quanto fosse cambiata rispetto alla Buffy che aveva conosciuto a Sunnydale, l’ex vampiro ne era comunque certo e il silenzio che aveva seguito le accuse della donna glielo avevano confermato. Quando Buffy era arrabbiata e furiosa attaccava come un animale selvaggio, ma se si sentiva solo ferita allora preferiva restare in silenzio e controllare le proprie emozioni prima di fare la sua mossa. Angel sapeva che era proprio quello che stava facendo la ragazza in quel momento. Quando, però, aveva sentito fare il nome di Xander e poi anche il suo, Angel aveva dovuto lottare contro se stesso per non fiondarsi in quella cucina e colpire Joyce con tutta la forza che possedeva. Buffy era rimasta già abbastanza scottata dalla loro relazione, non serviva che sua madre ci mettesse il carico con le sue allusioni. Per fortuna la sua cacciatrice aveva scelto proprio quel momento per cacciare le unghie e Angel non era riuscito a reprimere un sorriso orgoglioso nel sentire la replica della ragazza. A quel punto la situazione era degenerata, Angel aveva sentito il rumore di un altro bicchiere che andava in frantumi e le urla più violente della donna, ma non aveva neanche fatto in tempo a fiondarsi giù per le scale per entrare in cucina, che subito la quiete era tornata a regnare nella grande casa. Poco dopo aveva visto Buffy passare davanti alla scalinata, sorreggendo Joyce con un braccio e accompagnandola in sala. Stava per risalire in camera, per non farsi trovare lì dalla ragazza, quando lei era apparsa sulle scale con un’espressione che era per metà sorpresa e metà rabbia pura.
Angel cercò di dire qualcosa, qualsiasi cosa, per capire come si sentiva, per rincuorarla, ma Buffy gli lanciò un’occhiata fredda e lo sorpassò avviandosi in fretta verso la sua camera. Angel non si lasciò fermare dalla velata minaccia di morte della ragazza, ma la seguì al piano di sopra e poi fino in soffitta. Una volta lì vide la Scooby Gang e Dawn alzarsi dai rispettivi posti e guardare entrambi in attesa di notizie, fu la voce fredda di Buffy a spezzare il silenzio “Potete tornare nelle vostre camere, lo spettacolo è finito” poi non lasciò a nessuno il tempo di chiederle cos’era successo, entrò nella cabina armadio e ne uscì con indosso già una giacca pulita. Angel la guardò corrugando la fronte confuso, non capiva cosa stesse facendo, ma era sicuro che non gli sarebbe piaciuto “Buffy?” la chiamò cercando di fermarla, quando la vide afferrare le chiavi sul comodino dove le aveva posate poco prima quando era rientrata “Buffy? Dove vai? E’ tardi” le urlò dietro, ma lei non si voltò neanche a guardarlo e sbatté con forza la porta di metallo. Angel aprì la finestra che dava sul giardino e vide la ragazza scomparire nel garage, poco dopo nella stanza tutti udirono il ringhio rabbioso dell’Audi della cacciatrice e Angel osservò l’auto sgommare lungo il vialetto per poi sparire lungo la strada buia.
Richiudendo la finestra con un sospiro rassegnato, Angel si voltò verso il gruppo notando i loro sguardi curiosi e confusi “Joyce sta dormendo” li informò, evitando di spiegare ciò che era successo prima che la donna perdesse definitivamente i sensi “Willow, perché non accompagni Dawn nella sua camera?” le suggerì e la rossa annuì e sospinse la ragazzina fuori dalla stanza seguita da Oz “Cos’è successo?” chiese Xander non intenzionato a lasciar correre, ma ben determinato a scoprire ogni dettaglio “Niente, adesso è tutto apposto” lo rassicurò Angel avviandosi anche lui fuori dalla stanza e invitando con un gesto della mano Xander e Cordelia a fare altrettanto “Niente?” urlò l’ex cheerleader spalancando gli occhi “Joyce è improvvisamente impazzita e tu dici che non è successo niente?!” “Joyce non è impazzita” rispose stizzito Xander “Era ubriaca fradicia” precisò, lui ne sapeva qualcosa di genitori alcolizzati “Xander!” lo rimproverò Angel, guardando il ragazzo con sguardo severo e sperando che per una volta l’altro tenesse la bocca chiusa. “Sto solo spiegando come la vedo io” rispose Xander sollevando le braccia in segno di resa “In ogni caso, non era questo mi aspettavo quando mi sono trasferita qui” disse stizzita Cordelia “Questa doveva essere la mia occasione per diventare ricca e famosa, ma non credo che ci riuscirò mai se la cacciatrice e la sua famiglia continuano a comportarsi come pazzi” Angel sentì la rabbia esplodere dentro di lui e afferrò con forza la ragazza per un braccio “Allora non saresti dovuta venire affatto” le ruggì contro prima di lasciare la presa e allontanarsi da lei il più in fretta possibile per evitare di fare qualcosa di avventato. Non riusciva a credere a quanto potesse essere ottusa ed egoista Cordelia! A causa dell’apparente alcolismo di Joyce, Dawn si era dovuta rifugiare in una stanza insonorizzata troppo scossa per l’accaduto, mentre Buffy aveva dovuto affrontare l’ira e la crudeltà della madre e adesso era chissà dove a sfrecciare nella sua auto fin troppo veloce per i suoi gusti. Con un ringhio sommesso scese gli ultimi scalini e si ritrovò nell’ampia cucina ormai silenziosa, l’unico segno che in quel luogo poco prima c’era stata una lite erano i vetri del bicchiere che si trovavano a terra accanto alla parete. Dopo averli raccolti, nella speranza che tenendosi occupato la sua preoccupazione per Buffy si affievolisse, decise di andare ad aspettare la cacciatrice direttamente davanti al garage. Avvicinandosi all’ingresso, però, si fermò all’improvviso quando posò per un secondo lo sguardo sul corpo addormentato di Joyce sul divano della sala. Non resistendo alla tentazione entrò nella stanza e restò ad osservare la donna priva di sensi per quelle che gli sembrarono ore. Non riusciva a credere che la madre gentile e premurosa che aveva conosciuto a Sunnydale in realtà era una donna fredda e piena di risentimento, che aveva semplicemente saputo recitare la sua parte molto bene sulla Bocca dell’Inferno. Un rumore improvviso lo fece voltare di scatto “Angel” lo salutò cordialmente Hank Summers “Come mai ancora sveglio? E’ molto tardi” quando anche l’uomo entrò in sala, la sua espressione cambiò e passò dall’essere affabile e cordiale all’essere triste e demoralizzata “Cos’è successo?” chiese con il tono di chi non si aspetta niente se non brutte notizie “Credo che Joyce abbia esagerato con la bottiglia questa sera” spiegò Angel sforzandosi nella scelta delle parole e Hank gli fu grato per il rispetto che aveva mostrato nel parlare di sua moglie alcolizzata “Dove sono le ragazze?” chiese poggiando la sua ventiquattrore accanto al divano dove riposava la donna. Angel sorrise come faceva sempre quando sentiva l’uomo chiamare le figlie le sue ‘ragazze’ “Dawn credo stia dormendo e Buffy...” s’interruppe non sapendo bene se mentire o se dire la verità rischiando così di mettere la ragazza nei guai con il genitore “E’ uscita” concluse al posto suo l’uomo annuendo con il capo “Lo fa sempre in queste occasioni” Hank iniziò a incamminarsi verso la cucina e Angel decise di seguirlo “Davvero?” chiese sperando che il patrigno della cacciatrice potesse far luce su ciò che era successo “Si, dice che ha bisogno di stare da sola e io la capisco, ma mi preoccupo per lei” “Lo capisco” l’uomo lo guardò per un secondo e sembrava che stesse per dirgli qualcosa, ma poi ci ripensò e scuotendo la testa disse soltanto “In un attimo qui dentro si scatena il finimondo e prima che te ne rendi conto la guerra è finita, Buffy prende la macchina e sparisce per un paio d’ore” Angel si sedette su uno degli sgabelli della cucina quando vide Hank fare altrettanto dopo aver preso il cordless bianco “Odio quella macchina” continuò a sfogarsi l’uomo “Ho detto a Jimmy di non comprargliela, ma lui farebbe qualsiasi cosa per Buffy” iniziò a spingere i tasti sul telefono, probabilmente stava componendo un numero, ma al tempo stesso le parole gli uscivano di bocca come se non se ne rendesse conto “420 cavalli!” sbottò contrariato “A cosa gli serve a una ragazza di 18 anni una macchina tanto potente?!” si portò il cordless all’orecchio, ma poco dopo riattaccò sconfortato “Non risponde al cellulare” disse e Angel capì che il genitore stava cercando di mettersi in contatto con Buffy “Sono sicuro che tornerà presto” cercò di rincuorarlo il ragazzo, mettendo da parte la propria ansia “Voglio dire, se davvero esce sempre dopo queste liti non c’è da preoccuparsi” l’uomo lo guardò con un’espressione non del tutto convinta e tornò a spingere i tasti del cordless e un attimo dopo stava sfogando la sua frustrazione su chiunque ci fosse all’altro capo del telefono “Jimmy!” urlò “Buffy è lì con te?” notando la delusione sul volto dell’altro, Angel capì che la cacciatrice non era con suo padre “Lei e Joyce hanno litigato...non lo so, io non c’ero” l’uomo sbuffò irritato “Non so da quanto tempo è uscita...aspetta...” si voltò verso di lui in attesa di avere una risposta da lui sulla questione “Uh...” balbettò Angel colto alla sprovvista e lanciando una rapida occhiata all’orologio “Da poco, forse mezzora” “Mezzora” ripeté secco Hank al telefono “Se stava davvero venendo da te ormai doveva essere già lì” si passò una mano tra i capelli “Senti, puoi provare al cellulare? Io ho provato poco fa, ma non mi risponde...forse non vuole parlare con me, ma a te magari risponde” Angel lo vide annuire e dopo un rapido saluto l’altro riattaccò il telefono “Adesso ci prova lui a chiamarla, mi richiamerà tra un po’” gli spiegò con una nuova speranza negli occhi, ma apparendo comunque molto preoccupato. Angel colse quel momento di silenzio per cercare di chiarire una questione molto delicata, ma che al tempo stesso sentiva il bisogno di affrontare “Signor Summers” iniziò a dire titubante “Quando Buffy e Joyce stavano discutendo, sua moglie ha detto una cosa che...” “La maggior parte di quello che dice sono solo bugie...è l’alcol” chiarì, auto convincendosi che era la verità non essendo sicuro di poter reggere l’idea che la donna con cui era sposato da ormai 13 anni potesse essere tanto spietata. “Sono certo che era una bugia, ma non ho mai visto Joyce comportarsi così con Buffy e...” “Ti capisco” disse Hank, notando che il ragazzo era a corto di parole “Le prime volte ha fatto lo stesso effetto anche a me, ma ho imparato a conviverci” sospirando e lanciando l’ennesima occhiata nervosa al telefono disse “Cosa ha insinuato questa volta? Secondo lei cosa aveva fatto Buffy?” chiese con scetticismo “Ha detto che voi due avete una relazione” confessò Angel tutto d’un fiato. Si rendeva conto che parlare di quella questione delicata con un uomo che fine a qualche mese prima non aveva mai visto prima non era la cosa migliore da fare, ma era troppo sconvolto da ciò che era successo quella sera per trattenere la sua sfacciataggine ed essere cordiale. Doveva capire, doveva sapere tutto quello che non sapeva su colei che era stata la sua ragazza per ben 3 anni, ma che sembrava ancora tenergli nascoste questioni importanti come l’alcolismo di sua madre. La risata di Hank lo rincuorò “Ah, quella è la sua storia preferita” poi l’uomo tornò serio e si passò una mano sulla fronte “Purtroppo è anche la storia che ferisce di più Buffy. Le ricorda qualcosa che avrebbe potuto avere e che non ha” Angel lo guardò sempre più curioso, ma prima che potesse chiedergli di continuare a parlare, Hank lo fece da solo “Vedi” iniziò a raccontare “Quando Buffy venne a stare da noi Joyce si considerò soddisfatta del proprio operato, era contenta di aver vinto la battaglia per la custodia contro Jimmy, ma non aveva considerato i sentimenti della bambina che sarebbe venuta a vivere con noi. Buffy all’iniziò tentò in tutti i modi di conoscere meglio mia moglie, ricordo che Jimmy continuava a incoraggiarla, le diceva di passare più tempo con la donna prima di giudicarla, ma sia io che lui sapevamo che madre e figlia non avrebbero legato” si alzò e si incamminò verso la finestra osservando il vialetto buio “Una sera, dopo aver messo a letto Buffy, parlai con Joyce e le spiegai che se non si impegnava di più non sarebbe riuscita a costruire un rapporto con sua figlia. Non scorderò mai il suo sguardo quando mi disse che non le importava, che tutto quello che voleva erano i soldi del mantenimento che Jimmy le doveva perché era stato lui a metterla incinta e a rovinarle la vita. Non avevo mai visto mia moglie tanto fredda, ma a quel tempo pensai che quel comportamento era riservato solo a quella parte della sua vita, a Jimmy e a Buffy” si voltò di nuovo verso Angel con un sorriso triste “Adesso non mi prendo più in giro da solo, so bene che mia moglie sa essere molto vendicativa se vuole. A modo mio, però, ci tengo a lei e soprattutto tengo alla mia famiglia, quindi cerco di accontentarla in tutto e continuo a vivere la mia vita” spiegò l’uomo, come se stesse tentando di giustificare il suo stile di vita a qualcuno che non poteva comprenderlo “In ogni modo” disse schiarendosi la gola e tornando al punto “Buffy e Joyce non stavano legando e io potevo vedere la bambina chiudersi in se stessa, così feci ciò che chiunque avrebbe fatto al mio posto. Iniziai a passare il mio tempo libero con lei, la portavo a fare delle passeggiate, le compravo giocattoli e cd di musica” l’uomo rise scuotendo la testa “Non ho mai visto nessuno essere tanto contento di ricevere un lettore cd” disse ricordando il giorno in cui lo aveva regalato alla bambina sperando che la musica l’avrebbe aiutata a prendere sonno la notte, quando di solito la sentiva piangere e singhiozzare dalla sua camera da letto. Angel rispose al sorriso, mentre anche lui ripensava alla passione morbosa che la ragazza aveva per la musica e a quante volte anche lui ne era stato testimone “Ovviamente Joyce non apprezzava il nostro rapporto, ogni occasione era buona per ricordare ad entrambi che Buffy non era davvero mia figlia” continuò a raccontare Hank, mentre il sorriso spariva dal suo volto “Da parte mia non ho mai smesso di starle vicino, non m’importava di ciò che pensava mia moglie in quel caso. Sapevo che Joyce non voleva passare del tempo con sua figlia e lo accettavo, ma di certo non volevo permetterle di evitare che potessi farlo io. Crescendo, però, Buffy ha iniziato a evitarmi, rifiutava i miei inviti ad andare a fare una passeggiata e alla fine mi resi conto che, se anche le parole di Joyce non avevano scoraggiato me, avevano comunque scoraggiato lei” “Non le disse niente?” chiese Angel, sentendosi improvvisamente trascinare nel passato della ragazza che amava più di qualsiasi cosa al mondo e che, nel sentire quel racconto, iniziava ad amare ancora di più “A Buffy?” quando Angel annuì l’uomo riprese il suo racconto “Certo, le spiegai all’infinito che non importava che non fossi veramente suo padre, che volevo comunque conoscerla e passare del tempo con lei come con una vera figlia, ma lei era testarda persino allora” Angel sorrise, comprendendo benissimo la situazione dell’uomo “Ripensandoci adesso mi rendo conto che a quel tempo per lei era più facile rinunciare a me, piuttosto che sentire ogni giorno le recriminazioni di sua madre” tornò a sedersi sullo sgabello prendendo di nuovo in mano il cordless, che nel frattempo continuava ad essere silenzioso “Da questo scaturisce la rabbia di Joyce, non voleva che tra di noi nascesse un rapporto padre/figlia perché nella sua testa Buffy era ed è sempre stata solo figlia sua. Quando si riferiva a lei diceva sempre “mia figlia” e mai “nostra figlia”, invece credo che quando qualcuno vive con te da tanti anni alla fine diventa comunque parte della famiglia, anche se non si ha lo stesso sangue” Angel annuì completamente d’accordo con l’uomo “Quando beve quei sentimenti tornano a galla, l’alcol distorce tutto e la porta ad accusare entrambi di atti tremendi” concluse sospirando e scuotendo per l’ennesima volta la testa “Ho cercato tanto volte di farla smettere di bere e a volte ha funzionato, ma ci sono momenti in cui non ci puoi fare niente. Un attimo prima sta benissimo e l’attimo dopo la trovi con una bottiglia mezza vuota tra le mani. Non so se...” lasciò la frase a metà quando lo squillo del telefono risuonò per la cucina “Pronto?” disse subito Hank portandosi il cordless all’orecchio “Jimmy! L’hai trovata?” un attimo di silenzio e poi la delusione colpì entrambi gli uomini nella stanza “Capisco, certo fammi sapere se viene da te. Io l’aspetterò alzato. Ci sentiamo Jimmy” non appena riattaccò, Hank riprese a comporre un altro numero “Speravo di poterlo evitare” mormorò per poi notare la domanda implicita sul volto di Angel e chiarire meglio ciò che intendeva dire “Sto chiamando Josh, ma non voleva disturbarlo a quest’ora, sicuramente Keyla sta dormendo” disse facendo una smorfia al pensiero che con quella telefonata avrebbe svegliato la piccola “Ciao Josh, sono Hank, Scusa se ti disturbo a quest’ora...” mentre il patrigno di Buffy spiegava al ragazzo cos’era successo, Angel rifletté sul fatto che se una parte di lui desiderava trovare Buffy, un’altra parte sperava davvero che la ragazza non fosse andata dal suo migliore amico nel cuore della notte per sfogare la sua rabbia repressa chissà come. Magari usando uno dei preservativi che teneva con tanta cura nel suo bagno, gli ricordò una voce maligna nei recessi della sua mente. “Capisco, grazie lo stesso Josh e chiamami se dovesse passare di lì” sentendo nuovamente la delusione nella voce di Hank, Angel smise di lottare con le due parti di se stesso e ritornò alla realtà “Niente?” “No, neanche Josh l’ha vista. Accidenti!” sbottò esasperato Hank gettando il cordless sul tavolo e rischiando di romperlo “Sono sicuro che tornerà presto” disse Angel, cercando ancora una volta di rincuorarlo con le stesse parole che aveva usato prima che l’altro iniziasse il suo giro di telefonate. Hank lo guardò nuovamente come se volesse confessargli qualcosa, ma a differenza di prima, questa volta iniziò a parlare senza riserve “Vedi Angel, quando Buffy esce con la macchina sono sempre un po’ preoccupato, ma quando sfreccia via in preda alla rabbia alla guida di 420 cavalli...sono molto più che preoccupato” Angel tentò ancora una volta di tranquillizzare il genitore “Ho visto Buffy guidare, se la cava molto bene. Non credo che debba preoccuparsi” “Oh, lo so” ribatté Hank consapevole “Il problema è quando improvvisamente decide di non saper guidare” rispose enigmaticamente, passandosi una mano tra i capelli ormai completamente spettinati e tornando nuovamente a guardare fuori dalla finestra nella speranza di vedere l’Audi di Buffy “Che intende dire?” chiese Angel sempre più confuso dalle parole dell’uomo “Buffy è sempre stata un po’...estrema quando si tratta di prendere certe decisioni” spiegò Hank, iniziando a chiedersi se non stesse tradendo la fiducia della sua figliastra nel raccontare certi particolari della sua vita a quello che era il suo ex ragazzo, ma l’ansia e la preoccupazione erano troppo forti e Hank sentiva il bisogno di sfogarsi con qualcuno. “Prima che si trasferisse a Sunnydale, Buffy ha passato un periodo orribile. Pur essendo sedicenne era molto più matura della sua età, ma a quel tempo le cose divennero troppo da gestire persino per lei. Avevamo scoperto da poco che Buffy era la cacciatrice e lei cercava in tutti i modi di conciliare la sua vita con il suo nuovo destino. Sembrava che la stesse gestendo bene, ma una sera andò tutto a rotoli” si poggiò contro la finestra, voltando le spalle al vetro ormai certo che la macchina di Buffy non sarebbe comparsa di lì a poco, e riprese a parlare tenendo la testa bassa “Tornai a casa e vidi subito le luci dell’ambulanza, quindi corsi dentro e non scorderò mai quella scena” mormorò l’uomo “Buffy se ne stava in un angolo con gli occhi spenti e i jeans e la maglietta sporchi di sangue, pensai al peggio e corsi da lei, ma un paramedico mi fermò per spiegarmi la situazione” a quel punto anche Angel si passò una mano tra i capelli, preparandosi a quello che sapeva non sarebbe stato un bel racconto “L’uomo mi spiegò che apparentemente Joyce aveva tentato il suicidio tagliandosi un polso, ma Buffy l’aveva trovata in tempo e aveva chiamato il 911. Una volta in ospedale il medico ci informò che la ferita non era grave e che le condizioni di Joyce erano stabili, ma Dawn era inconsolabile, continuava ad urlare a Buffy che era tutta colpa sua e lei non rispondeva, continuava ad avere quello sguardo perso nel vuoto” s’interruppe per un attimo, cercando di controllare le emozioni che provava al ricordo di quello che era stato il periodo più brutto della sua vita “Non potendo fare più niente per Joyce in ospedale, decisi di riportare entrambe le ragazze a casa, ma una volta arrivati qui le cose precipitarono. Dawn, che non aveva mai smesso di lanciare frecciatine a Buffy, riprese a incolparla per quello che era successo, allora decisi di prendere in mano le redini della situazione e commisi l’errore più grande. Sgridai Dawn dicendole di smettere di urlare contro sua sorella, ma lei iniziò a urlare più forte dicendo che loro due non erano sorelle. Credo che a quel punto Buffy ne ebbe abbastanza, fece alcuni passi indietro e si chiuse di sopra in camera sua. Decisi che era meglio lasciarla sola per il momento, così misi a letto Dawn e cercai di ripulire il casino che c’era in bagno dopo che Joyce...” la voce gli mancò, ma si riprese subito “Solo a distanza di giorni scoprì che Joyce aveva organizzato tutto, aveva detto a Dawn di chiudersi in camera e di non uscire, aveva aspettato che Buffy tornasse da scuola e poi si era recisa il polso sapendo bene che sua figlia l’avrebbe trovata in tempo” Angel lo vide scuotere la testa e non poté evitare di fare altrettanto “Al suo risveglio la prima cosa che ha fatto è stato puntare un dito verso Buffy dicendo che era colpa sua, incrementando così anche il risentimento di Dawn. Ho cercato in tutti i modi di convincere tutti che non era colpa di nessuno” nella voce dell’uomo Angel notò l’esasperazione di fronte ad una famiglia che si andava disgregando di fronte ai suoi occhi “Ma Joyce continuava a dire che era stato il comportamento di Buffy a spingerla a cercare una via di fuga e Buffy continuava a restare in silenzio. Dio...” esclamò Hank “Restò in silenzio per giorni interi, girava per casa come un fantasma e alla prima occasione usciva e rientrava tardissimo, ma questo non faceva altro che peggiorare i rapporti con sua madre che la rimproverava per quel suo comportamento. Dawn continuava a farle dispetti su dispetti, insomma non sapevo più che fare” stancamente l’uomo si trascinò di nuovo verso lo sgabello e vi si gettò con stanchezza “Le cose continuarono così per molto tempo, ma alla fine Buffy iniziò a parlare di nuovo e le cose sembravano essere tornate alla normalità. Poi ci fu l’incendio della palestra e la situazione degenerò di nuovo, in casa si tornò a litigare con più frequenza, si parlava di trasferimento e né Dawn né Joyce ne erano contente, ma questa volta Buffy sembrò averne abbastanza delle urla e delle recriminazioni. Dopo una lite piuttosto rabbiosa scappò verso il garage e poco dopo sentii la macchina sfrecciare via” Hank s’interruppe, cercando di non pensare al fatto che a distanza di anni si ritrovava nella stessa posizione di allora e riprese il suo racconto “Aspettai per ore che tornasse a casa, invece poco dopo ricevetti una telefonata dall’ospedale e un’infermiera m’informò che Buffy aveva avuto un incidente e che l’avevano ricoverata da loro. Corsi lì come un forsennato e trovai Jimmy e Josh nella sala d’attesta, subito pensammo a uno scontro con un’altra auto, ma la polizia ci informò che la Bmw di Buffy si era scontrata contro il guardrail” “Aveva perso il controllo della macchina?” chiese Angel, facendo sentire la sua voce dopo essere rimasto in silenzio a lungo, ma l’uomo scosse la testa rispondendo alla sua domanda “Lo pensammo tutti all’inizio, anzi fingiamo ancora di pensarlo adesso” “Fingete?” chiese sempre più confuso Angel “Quando è arrabbiata Buffy riesce a guardarti dritto negli occhi e mentirti senza che tu te ne accorga” rispose Hank confondendo ancora di più il ragazzo con questa sua risposta “Ma quando è triste non riesce a mentire e se lo fa allora di certo non ti guarda negli occhi. La polizia le chiese di raccontare cos’era successo e lei disse di aver perso il controllo della vettura, ma lo fece guardando fuori dalla finestra dell’ospedale” concluse l’uomo con un sorriso triste “Non aveva perso il controllo” sussurrò Angel iniziando a capire ciò che Hank stava cercando di dirgli dal primo momento che aveva iniziato quel lungo racconto “Ancora oggi se glielo chiedi ti dice di aver perso il controllo della macchina, ma non ti guarda mai negli occhi” si alzò e tornò a guardare fuori dalla finestra “Come hai detto tu prima, Buffy sa guidare molto bene” “Lo ha fatto di proposito” mormorò Angel, pronunciando le parole che Hank non era mai riuscito a formulare ad alta voce, persino in questa occasione decise di non commentare e invece chiese “Tu la ami?” Angel sorrise, non c’era domanda più semplice per lui “Più della mia stessa vita” “Mi fa piacere sentirlo, se lo merita quella ragazza” Hank fece una pausa in cui sembrò riflettere su qualcosa, poi disse “Nonostante ciò, lascia che siano i genitori a preoccuparsi” “Lei crede che dobbiamo preoccuparci?” chiese Angel, ignorando il commento dell’altro, improvvisamente troppo intimorito per ciò che aveva scoperto “Non lo so, tu hai assistito alla lite. Potrebbe farlo?” gli domandò l’uomo sperando davvero di poter essere rincuorato dalle parole del ragazzo per una volta “Fino ad ora non sapevo neanche che fosse capace di una cosa simile” confessò Angel abbassando la testa e iniziando a preoccuparsi seriamente anche lui.
Il silenzio li avvolse, mentre l’unico suono che risuonava nella grande cucina era il ticchettio delle lancette dell’orologio appeso alla parete. Entrambi gli uomini erano persi nel propri pensieri, Hank continuava a guardare fuori dalla finestra con la speranza negli occhi, mentre Angel teneva la testa bassa e ripensava a tutte le volte che aveva visto Buffy salire e scendere dalla sua auto fin da quando si era trasferito in quella casa. Non riusciva a credere che la ragazza potesse essere capace di una cosa simile, ma c’era un pensiero in particolare che lo tormentava al momento. Era il ricordo della sera in cui aveva lasciato che Buffy guidasse la sua Plymouth GTX Convertible del 1967 a Sunnydale. Allontanando il brivido che provò all’idea che la sua amata auto aveva rischiato di schiantarsi contro un gardrail, si concentrò sugli avvenimenti di quella sera e si rese improvvisamente conto che probabilmente era stata la prima volta che Buffy aveva guidato una macchina dopo l’incidente. Per questo non aveva avuto un’auto tutta sua a Sunnydale. Per questo motivo aveva dovuto fingere di non avere la patente. Adesso tutto era più chiaro nella mente di Angel, ma questo non cambiava il fatto che la ragazza gli aveva mentito e lui le aveva persino offerto di guidare la sua macchina d’epoca. Reprimendo un altro brivido all’idea che la sua auto aveva rischiato grosso quella sera, Angel ripensò a una delle tante magnifiche serate trascorse con la sua cacciatrice.
Ricordava ancora il calore del corpo di Buffy contro il suo, mentre trascorrevano una tranquilla serata sul divano della vecchia magione. Il fuoco crepitava nel camino e Buffy si stava lamentando dell’ultimo compito di storia che le era andato male “Mi chiedo come tu abbia fatto ad arrivare all’ultimo anno di liceo senza essere bocciata in storia?” le aveva chiesto corrugando la fronte al pensiero delle enormi carenze che la sua ragazza sembrava avere in quella materia. La risata cristallina della cacciatrice era risuonata per tutto l’ampio salone “Beh, qui a Sunnydale mi aiuta Willow e a Los Angeles facevo impazzire Josh, ma alla fine mi aiutava anche lui” gli aveva detto Buffy, voltandosi sul divano per guardarlo in faccia e Angel aveva notato la tristezza nei suoi stupendi occhi verdi “Ti manca il tuo amico” aveva constatato lui senza tanti giri di parole “E mio padre” aveva confessato l’altra tornando a guardare il fuoco del camino “Ma va bene lo stesso, qui ci sei tu” aveva detto baciandogli il petto coperto dalla camicia e stringendolo di più a sé “Dovresti andare a trovarli più spesso” le aveva detto lui “Già, ma gli orari dei pullman per Los Angeles sono incredibili, ci metterei più di mezza giornata e con la Bocca dell’Inferno che non dorme mai non è una buona idea” gli aveva spiegato la ragazza “Tua madre ancora non ti lascia prendere la patente?” le aveva chiesto lui a quel punto, dato che allora era ancora convinto che la sua cacciatrice non sapeva guidare “Ah, si, più o meno” aveva balbettato lei e Angel si era subito reso conto che gli stava mentendo, ma aveva deciso di aspettare e vedere se la ragazza si fosse aperta con lui di propria volontà, ovviamente non aveva dovuto attendere molto “Veramente...io so guidare Angel” “Davvero?” le aveva chiesto lui confuso “Ricordo che prima del tuo compleanno...” aveva fatto una pausa per allontanare i ricordi dolorosi del diciassettesimo compleanno della sua ragazza, per poi riprendere a dire “Tua madre ti aveva proibito ancora una volta di fare il test, Willow aveva detto che...” “Lo so” lo aveva interrotto lei tornando a guardarlo in volto e spiegandogli che in realtà lei aveva già la patente, ma che sua madre non voleva che guidasse dato che, essendo Sunnydale una piccola cittadina, non ce n’era bisogno. “D’accordo, ma almeno potrebbe prestarti la macchina per arrivare fino a Los Angeles” le aveva proposto Angel, anche se ovviamente adesso si rendeva conto che le ragioni per cui l’intera famiglia Summers non aveva voluto che Buffy guidasse in quel periodo erano più che valide. “Non fa niente” aveva liquidato in fretta la questione la sua furba cacciatrice, evitando così di dovergli mentire sulla vera ragione per cui non poteva guidare “Sto bene qui dove sono” aveva confessato baciandolo sulle labbra “Sai” si era lasciato andare lui “Io ho una macchina” “Davvero” aveva esclamato entusiasta Buffy tirandosi indietro per guardarlo meglio negli occhi “Che macchina?” “D’epoca” “Posso vederla?” aveva chiesto la ragazza muovendosi contro di lui con fare provocante, come se Angel avesse avuto bisogno dell’incentivo per accontentare ogni suo desiderio “Certo” si era alzato, aiutandola a fare altrettanto e l’aveva condotta verso il garage della magione “Non sapevo neanche che questo posto avesse un garage” aveva detto lei, prima di restare senza fiato davanti alla Plymouth nera lucente. Avevano passato quasi mezzora in quel freddo garage, mentre Buffy osservava ogni minimo dettaglio della macchina per poi pregarlo di poterci salire dentro e, alla fine, Angel aveva persino proposto di farle fare un giro. All’andata aveva guidato lui ovviamente, dato che l’auto aveva il cambio manuale e lui non sapeva se Buffy era abituata a quel tipo di guida, ma al ritorno lei gli aveva assicurato che anche la sua vecchia auto a Los Angeles aveva il cambio manuale e Angel, sempre desideroso di accontentare ogni suo desiderio, aveva acconsentito. Si era sentito morire quando le aveva consegnato le chiavi, aveva preferito guardare altrove nel momento in cui Buffy si era seduta al posto di guida iniziando a preparare la marcia e aveva fatto una smorfia quando aveva sentito il motore ruggire, ma poi si era tranquillizzato subito notando la dimestichezza che la ragazza aveva alla guida. Non appena erano rientrati al garage non aveva potuto fare a meno di notare lo sguardo acceso della ragazza e il suo sorriso soddisfatto “Ah, era da tanto che non guidavo” aveva confessato accarezzando il volante con le mani “Mi mancava” poi si era voltata verso di lui con un sorrisetto malizioso. Prima che se ne rendesse conto si era ritrovato la ragazza seduta a cavalcioni su di lui e non aveva potuto far altro se non sorridere “Grazie” gli aveva sussurrato la ragazza baciandolo e iniziando a sbottonargli la camicia, muovendo i fianchi contro i suoi. Angel non si era lamentato minimamente, anzi aveva iniziato ad accarezzarle le cosce nude sollevandole sempre di più la gonna nera “Mmm, devo farti guidare più spesso” le aveva detto baciandole il collo, mentre lei iniziava già a slacciargli la cinta di pelle “Credo di si” aveva risposto lei infilando una mano dentro i suoi pantaloni e accarezzandolo come sapeva fare solo lei. Avevano continuato a stuzzicarsi a vicenda a lungo, poi Angel aveva perso la pazienza e l’aveva fatta sollevare per poi spingerla nuovamente verso il basso e, spostando di lato le sue mutandine ormai bagnate per l’eccitazione, l’aveva penetrata lasciandosi sfuggire un grugnito. Buffy lo aveva cavalcato lentamente, fermandosi a volte per roteare il bacino, per poi riprendere a muoversi ogni volta più veloce. Quando si era avvicinato l’orgasmo per entrambi, Angel aveva poggiato il capo nell’incavo del collo di lei, ma la cacciatrice gli aveva preso il volto tra le mani e lo aveva baciato ed entrambi si erano abbandonati al piacere. Ancora oggi Angel era molto grato a Buffy per tutte le volte che gli aveva impedito di lasciarsi andare agli istinti del suo demone nel bel mezzo di un amplesso, da quando l’aveva morsa la prima volta la notte del suo diciassettesimo compleanno era diventato più difficile per lui controllarsi, ma lei sembrava sapere sempre cosa fare, evitando così ad entrambi di affrontare ancora una volta Angelus.
Il ruggito di un motore e la voce entusiasta di Hank lo riportarono al presente “Eccola!” urlò l’uomo avviandosi subito fuori casa per andare incontro a Buffy, che sembrava essersi decisa a fare ritorno a casa. Angel si alzò dallo sgabello della cucina e si sporse verso la finestra vedendo l’auto grigia che faceva il suo ingresso in garage. Seguendo Hank fuori dall’abitazione, si preparò mentalmente a quella che sarebbe stata una lunga notte per lui e per la ragazza alla guida dell’Audi. Lui e la sua cacciatrice dovevano farsi una bella chiacchierata.

 
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Responses

  • please - buffy4ever on Apr 16, 2009, 9:31 PM
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