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Buffy09 (no login) Posted Apr 14, 2009 4:53 PM
Grazie come sempre a tutti per gli incoraggiamenti sia relativi alla ff sia all'attuale condizione dell'Abruzzo. Fortunatamente le cose sembrano andare meglio, nonostante un'ennesima scossa avvertita ieri sera dopo due giorni di tranquillità, ma a quanto pare niente riesce a fermare la mia mente malata, quindi ecco un nuovo capitolo ;)
Capitolo 10b
Joyce sedeva su uno degli sgabelli in cucina intenta a sfogliare un libro di ricette “Abbiamo gli spinaci?” chiese alla cuoca che attendeva pazientemente istruzioni per la cena di quella sera “No, signora” rispose con cautela, sperando che la donna non se la prendesse con lei per non aver comprato l’inimmaginabile al supermercato quando aveva fatto la spesa quella mattina “Oh, allora che tipo di verdure abbiamo?” chiese Joyce continuando a passare da una ricetta all’altra “Carciofi, zucchine e melanzane, signora” “Perfetto” ribatté la padrona di casa “Allora cerca una ricetta in questo libro da poter fare con queste verdure” le disse porgendole il libro “Mi raccomando, ceniamo tra un paio d’ore” “Certo, signora” rispose la cuoca, contenta di poter cercare da sola la ricetta più adatta e mettendosi subito all’opera. Joyce stava per lasciare la cucina quando vide Angel fare il suo ingresso “Salve” salutò cordiale l’ex vampiro “Angel” rispose la donna in segno di saluto per poi corrugare la fronte subito dopo non appena notò la busta che aveva in mano “C’è qualche problema?” “No, sto solo portando fuori la spazzatura” “Ci sono persone che lo fanno appositamente per te” gli ricordò la madre della cacciatrice continuando a non capire per quale motivo il ragazzo aveva sentito il bisogno di pulire in una casa dove c’era una donna delle pulizie pagata appositamente per svolgere quel compito “Ero in camera di Buffy...” “Ah, adesso capisco tutto” lo interruppe Joyce facendo un cenno alla cuoca che, a malincuore, prese la busta dalle mani del ragazzo per andare a buttarla nei secchi che si trovavano sul retro della casa “Vedi Angel” iniziò a spiegare Joyce “Già da prima che ci trasferissimo a Sunnydale, Buffy si è sempre rifiutata di lasciare che fosse una domestica a occuparsi della pulizia della sua stanza. Ha sempre detto che voleva pensarci lei, ma a quanto pare non è così” “No, Buffy è molto ordinata di solito” chiarì Angel, notando che Joyce sembrava piuttosto seccata per il fatto che era stato lui a portare fuori la spazzatura di Buffy, ovviamente la donna non sapeva che durante la sua lunga esistenza aveva fatto cose ben peggiori. “Ma oggi ha un po’ di febbre” la informò “Durante l’allenamento non si è sentita bene, così l’ho fatta mettere a letto e mentre lei dormiva ho dato una sistemata alla stanza” spiegò sollevando le spalle per indicare che era una cosa da nulla “Volevo prepararle qualcosa di leggero per la cena” continuò a dire facendo un cenno con la mano verso i fornelli “Non preoccuparti, ci penserà Julia” disse Joyce riferendosi alla cuoca, che proprio in quel momento fece ritorno in cucina e ricominciò a sfogliare il libro delle ricette “Perché non ti unisci agli altri? Credo che stiano guardando un film in sala” gli propose sospingendolo verso l’uscita “Ah, la ringrazio Joyce, ma preferirei portare qualcosa di caldo a Buffy” rispose l’altro allontanando il braccio dalla presa leggera, ma ferma della signora Summers. Come vampiro era sempre stato bravo a riconoscere una situazione pericolosa e anche adesso come mezzo demone si rendeva conto che la posizione in cui si trovava in quel momento non era da meno. La donna che aveva di fronte sembrava non avere alcuna intenzione di lasciarlo da solo in quella cucina, poteva distinguere nei suoi occhi la minaccia velata e la determinazione. Sapendo che non l’avrebbe avuta vinta senza che quella conversazione si trasformasse in una lite, Angel mostrò il sorriso più falso della storia “Forse un film non è una cattiva idea, in fondo Buffy sta ancora dormendo e...” si voltò verso la donna che stava raccogliendo in giro per la cucina i vari ingredienti per la ricetta che era finalmente riuscita a trovare “Julia può preparare qualcosa di leggero per lei” “Visto, sapevo che avresti fatto la cosa giusta” commentò contenta Joyce sospingendolo nuovamente a seguirla fuori dalla cucina “Credo stiano guardando uno dei classici” continuò a dire la donna cordialmente aprendo la porta della sala dove risuonavano le note di Colazione da Tiffany, film che persino Angel conosceva molto bene “Ah” esclamò estasiata Joyce “Uno dei miei preferiti” aggiunse spingendolo verso il comodo divano dove erano riuniti tutti gli altri ragazzi di Sunnydale, per poi lasciare in fretta la stanza contenta del suo operato.
Sospirando esasperato Angel restò poggiato contro la parete della grande sala per alcuni minuti, ignorando i cenni di Cordelia che gli chiedeva di sedersi accanto a lei, per poi uscire rapidamente dalla sala e tornare in cucina. Con il suo udito soprannaturale, uno dei pregi dell’essere un mezzo demone, riusciva a sentire i rapidi passi di Joyce al piano di sopra e con un po’ di fortuna sarebbe riuscito a preparare la cena per Buffy senza ulteriori interruzioni. Entrando nuovamente in cucina sorrise alla giovane cuoca “Salve” la salutò timidamente, probabilmente neanche la cuoca avrebbe accettato di buon grado l’invasione di campo, ma Angel era più che intenzionato a portare a termine la sua missione. Buffy non riusciva a sopportare le cene in casa Summers neanche quando era in buona salute, di certo non avrebbe accettato di scendere in sala per la cena e doveva mangiare per forza qualcosa per poter prendere la medicina. “Brodo e verdure cotte” si limitò a dire la donna che stava tagliando le zucchine sul tagliere “Come scusi?” chiese confuso Angel avvicinandosi ai fornelli “Sapevo che non si sarebbe arreso” spiegò Julia con un sorriso. Da quando gli amici della signorina Summers si erano trasferiti da loro si era ritrovata con il doppio del lavoro, ma non le dispiaceva in quanto amava cucinare e preferiva farlo in casa di privati piuttosto che in un ristorante. Era brava a cucinare, ma non lo era altrettanto sottopressione, quindi aveva abbandonato il suo posto al ristorante di pesce dove aveva lavorato per quasi 3 anni e aveva deciso di andare a lavorare per la famiglia Summers. All’inizio aveva detestato l’aria di superiorità della padrona di casa, ma ben presto aveva imparato a gestirla e, in alcuni casi, a sopportarla. L’unica cosa che non era riuscita a digerire nonostante il trascorrere del tempo era il modo in cui Joyce Summers monopolizzava la vita di coloro che la circondavano, proprio come era successo poco prima con lo stupendo ex ragazzo della figlia. Fortunatamente già da un po’ di tempo la cuoca aveva notato che Angel O’Connor non era molto incline a prendere ordini, quindi non appena la sua padrona aveva lasciato la cucina insieme all’altro, si era affrettata a preparare gli ingredienti per una cena leggera adatta ad una persona malata e aveva aspettato il ritorno del ragazzo. “Sto preparando un brodo caldo” spiegò Julia indicando una pentola sul gas acceso “In quel contenitore ci sono delle verdure già pulite e tagliate, basterà che le cucini con un po’ d’olio con una pentola antiaderente” “Perfetto, grazie” rispose Angel sorridendo alla giovane che sembrava averlo letto nel pensiero “Posso fare qualcosa per aiutarti?” “Se vuoi puoi prendere la pentola per le verdure in quell’armadietto” propose indicando un mobile con il coltello che aveva ancora in mano “Ma non sono autorizzata a chiedere aiuto, quindi non sentirti obbligato” chiarì, ma Angel stava già cercando il tegame giusto “Mi fa piacere aiutare e poi ero venuto in cucina proprio per preparare la cena” rispose iniziando a cucinare le verdure per Buffy, mentre la cuoca lo osservava incredula. Non riusciva a credere ai suoi occhi, non solo era un bel ragazzo, ma sapeva anche cucinare, purtroppo per la giovane, però, il suo cuore era già impegnato e persino un cieco poteva vedere chiaramente che, nonostante non stessero insieme al momento, quel ragazzo e la signorina Summers erano innamorati l’uno dell’altra. Ogni sera li vedeva seduti al grande tavolo in sala da pranzo e, anche da lontano, si osservavano a vicenda quando pensavano che l’altro non stesse guardando. Erano proprio una causa persa e Julia sperava proprio che presto avrebbero trovato il modo per tornare a stare insieme, com’era giusto che fosse. Finendo di tagliare l’ultima zucchina versò il tutto nella pentola che aveva preparato prima di cominciare a cucinare e mise tutto sotto il forno già acceso, poi controllò a che punto era il brodo per Buffy e, notando che era già pronto, lo versò in un piatto che poi posò su un vassoio per la colazione coprendolo con un altro piatto. “Altri 5 minuti e poi puoi aggiungere l’olio” disse ad Angel lanciando una rapida occhiata al tegame dentro il quale l’ex vampiro stava cucinando le verdure “Lei mangia con il resto della famiglia?” chiese all’improvviso la cuoca “No, preferirei mangiare di sopra con Buffy se è possibile” “Certo, ma la cena che sto preparando per gli altri ci metterà più tempo di quelle verdure” spiegò indicando la padella “Allora mangerò anch’io brodo e verdure” “Benissimo, preparo un piatto anche per lei” “Grazie” rispose sincero Angel tornando alla sua cucina. Aveva sempre adorato cucinare, ma fino a che non aveva conosciuto Buffy non aveva mai avuto occasione di mettere in pratica le sue abilità culinarie. Fin da piccolo, quando era stato ancora umano e ignaro dei mali del mondo aveva sempre passato il suo tempo in cucina o nella biblioteca di famiglia. Quando era diventato Angelus il demone in lui ovviamente aveva disprezzato quella sua passione umana e dopo aver ricevuto di nuovo la sua anima di certo non aveva mai sentito il bisogno di riprendere quella pratica, se non dopo aver conosciuto Buffy. Nel momento in cui la loro relazione era diventata stabile, Angel aveva iniziato a invitare la ragazza nel suo appartamento per offrirle un assaggio dei suoi piccoli esperimenti culinari, ma soltanto durante il periodo in cui aveva vissuto alla vecchia magione aveva iniziato a cucinare seriamente per la cacciatrice. Nel suo vecchio appartamento lo spazio angusto non gli aveva permesso molta libertà di movimento, senza contare che spesso non aveva l’occorrente giusto, ma nella magione di Crawford Street la cucina era immensa e Buffy era stata felice di potergli fare da cavia, mentre lui sperimentava tutto ciò che non aveva mai potuto fare durante la sua esistenza come umano e come vampiro. Un sorriso radioso comparve sul volto del ragazzo quando pensò all’ironia della sua situazione, era umano da mesi ormai e non aveva mai cucinato nemmeno per se stesso passando da un take away all’altro, cenando fuori, a casa di Giles o di Willow a Sunnydale e, da quando si era trasferito in quella casa ovviamente era stata Julia a cucinare al posto suo, ma era bastato un secondo, un attimo di debolezza della cacciatrice e subito si ritrovava tra i fornelli a cucinare per lei. Persino tutta la rabbia che aveva provato nei suoi confronti era sparita nel vederla tanto stanca e vulnerabile, anche se doveva ammettere che il risentimento che sentiva nei confronti di alcune questioni riguardanti la ragazza ancora regnava sovrano nel suo cuore. Non gli piaceva affatto il modo in cui lo trattava o come si rivolgeva a lui, non gli piaceva il modo in cui si stava comportando nei confronti dei suoi amici, non gli piaceva il fatto che si fosse fatta un tatuaggio, odiava l’idea che avesse avuto una figlia con un altro uomo. Allontanando quei pensieri negativi, che lo riportavano pericolosamente vicino alla rabbia che aveva provato fino a quel pomeriggio e che per il momento sembrava scomparsa, spense il gas e riversò le verdure nei due piatti preparati dalla cuoca. Con estrema cautela Angel sollevò il vassoio, ringraziò Julia per averlo aiutato e iniziò a salire le scale sperando di non far cadere niente durante il tragitto.
Quando finalmente riuscì ad entrare in camera di Buffy con i piatti ancora intatti sul vassoio di legno, trovò la ragazza ormai sveglia che parlava al cellulare “Lo so che me l’avevi detto” la sentì lamentarsi “Sono a letto adesso, contento” la vide roteare gli occhi e solo in quel momento la ragazza notò lui “Oh, è tornato il mio carceriere” la sentì dire a chiunque ci fosse all’altro capo del telefono e le lanciò un’occhiataccia a cui la ragazza rispose con un sorrisetto che scomparve non appena notò il vassoio che aveva tra le mani. Angel si avvicinò al letto e Buffy chiuse in fretta la comunicazione “Ci sentiamo più tardi, ok? Saluta Keyla” “Josh?” chiese una volta che la ragazza riattaccò “Si, cos’è?” disse lei cambiando rapidamente argomento e mettendosi seduta sul letto mentre Angel le posizionava il vassoio sulle gambe “Brodo e verdure” la informò vedendola storcere il naso, ma ignorandola e porgendole il cucchiaio “Mangia” le ordinò per poi prendere il proprio piatto dal vassoio e sedendosi sulla sedia accanto al letto iniziò a fare altrettanto “Hai mai pensato di fare carriera nell’esercito?” chiese la ragazza prendendo la posata e girando il brodo caldo nel piatto “Lì ci sono molte persone che sarebbero felicissime di ricevere ordini da te” con un sorriso Angel non le rispose, ma si limitò a indicarle nuovamente il piatto e la ragazza sospirando iniziò a mangiare “Come ti senti?” le chiese iniziando già a notare un lieve miglioramento in lei, le guance non erano più arrossate e gli occhi sembravano meno spenti rispetto a prima “Meglio, ma dubito che riuscirei a uccidere anche un solo vampiro” rispose l’altra con una smorfia, proprio non le piaceva sentirsi debole e vulnerabile “Finisci di mangiare e poi potrai prendere la medicina” ribatté Angel posando il proprio piatto ormai vuoto sul comodino per poi prendere quello di verdure e iniziare a divorare anche quello, mentre osservava accigliato il brodo di Buffy che la ragazza si limitava a rigirare nel piatto. Dopo quelle che ad entrambi sembrarono ore estenuanti di silenzio, Angel ripose i piatti ormai vuoti sul vassoio togliendolo dalle gambe della ragazza per riporlo su uno dei mobili. Voltandosi nuovamente verso Buffy le posò una mano sulla fronte allontanando con le dita le ciocche nere “Sto meglio” rispose l’altra godendosi il fresco del suo palmo sulla sua pelle ancora calda “Sembra di si, ma ti prendo lo stesso la medicina” rispose lui avviandosi verso l’armadietto dei medicinali che si trovava in bagno. “Ehi” iniziò a dire Buffy, mentre lui cercava una tachipirina “Grazie per aver ripulito la stanza, so che era un casino qui dentro” si guardò intorno con un sorriso, contenta che fosse stato qualcun altro a rimettere tutto al suo posto, il solo pensiero che, oltre a tutti gli altri suoi impegni, avrebbe dovuto trovare una mezza giornata per ripulire la stanza le aveva fatto venire i brividi per settimane. Non sentendo nessun commento di Angel provenire dal bagno, Buffy corrugò la fronte e si chiese cosa stesse facendo il ragazzo lì dentro. Quanto tempo ci voleva a prendere un semplice medicinale? Spalancò gli occhi quando improvvisamente si ricordò cosa c’era nell’armadietto dei medicinali “Angel!” urlò alzandosi dal letto di scatto e rischiando di cadere a terra per l’ennesimo giramento di testa, ma prima che potesse fare un altro passo le forti mani del ragazzo l’afferrarono per le braccia “Buffy, rimettiti a letto” le ordinò sollevandola da terra senza fatica e adagiandola per la seconda volta quel giorno sulle coperte. Posò la scatola del medicinale sul comodino e porse alla ragazza il bicchiere con l’acqua e la piccola compressa bianca “Tieni” mormorò, evitando accuratamente di chiederle cosa l’avesse spinta fuori dal letto.
Lo sapeva fin troppo bene, anzi era rimasto stupito dalla mancanza di reazione della ragazza quando l’aveva informata che sarebbe andato in bagno a prenderle la medicina, ma evidentemente Buffy non si era ricordata della scatola di preservativi se non troppo tardi. La ragazza ingoiò la compressa senza problemi, poi restò a testa bassa ad osservare il bicchiere ormai vuoto, troppo imbarazzata anche solo per dire qualcosa. Aveva acquistato quegli anticoncezionali non appena aveva scoperto che Angel stava con Cordelia, era stata la prima cosa che aveva fatto non appena tonata a Los Angeles dopo quel devastante viaggio a Sunnydale. Si era fermata al primo negozio aperto 24 ore su 24 e aveva comprato una scorta da bastarle per un anno intero. Dopo l’acquisto aveva guidato fino a casa di Josh in preda alla rabbia e al dolore e, non appena era entrata nella camera del ragazzo, si era tolta la giacca, le scarpe e la maglietta per poi gettarsi sul letto accanto al corpo caldo dell’altro. Josh si era svegliato all’improvviso, spaventandosi nel vedere la sua amica mezza nuda nel suo letto con gli occhi rossi e lucidi “Buffy cos’è successo?” le aveva chiesto premuroso, ma lei non aveva avuto neanche la forza di rispondergli e si era fiondata su di lui baciandolo con tutta la rabbia e la disperazione che provava. Inizialmente Josh l’aveva assecondata rispondendo al suo bacio e lasciando che la sua amica gli togliesse la maglietta e i pantaloni con cui dormiva, lasciandolo con indosso solo i boxer. A quel punto Buffy si era tolta frettolosamente i jeans restando anche lei solo con la biancheria intima, poi aveva ripreso a baciarlo infilando una mano dentro i boxer grigi e accarezzandogli il membro che già si era risvegliato alla vista del corpo pieno e sodo della sua migliore amica. “Buffy...” aveva iniziato a protestare Josh, notando che la ragazza stava disperatamente cercando di sfogarsi per qualcosa che le era successo “Cos’è successo?” le aveva chiesto “Hai litigato con tua madre?” di solito, quando il ragazzo si trovava il corpo caldo di Buffy addosso durante la notte era per qualche cattiveria che Joyce le aveva detto e che la ragazza cercava disperatamente di dimenticare, ma non appena le parole gli erano uscite di bocca Josh si era reso conto che non era quello il motivo per cui si trovava lì. La sua amica era cambiata molto in quegli ultimi anni, era diventata più forte e sicura di sé e niente che Joyce potesse dirle la riduceva in quelle condizione, almeno non più. In questa nuova fase della vita di Buffy Summers c’era solo una persona che poteva portarla a comportarsi in quel modo e tutti i pezzi del puzzle erano tornati al loro posto quando Josh si era ricordato che la sua amica doveva trovarsi a Sunnydale quella notte e non nel suo letto “Hai visto Angel?” le aveva chiesto notando subito le lacrime riempirle gli occhi e allontanando la mano di lei dal proprio membro ormai completamente eretto “Cos’è successo?” le aveva chiesto ancora una volta, ma Buffy si era avvinghiata ancora di più a lui sollevando una gamba sulle sue “Scopami” gli aveva sussurrato con voce tremante per via delle lacrime che ormai avevano iniziato a scorrerle sulle guance “Per favore” Josh, invece, l’aveva semplicemente stretta a sé lasciando che piangesse e si sfogasse fino a che non si era addormentata. La mattina dopo si era risvegliata da sola nel letto dell’amico con indosso ancora soltanto la biancheria intima, ma prima che potesse scappare via da quella stanza imbarazzata a morte per la scenata della sera prima, Josh era rientrato nella stanza con una bella tazza di caffè fumante per lei e le aveva chiesto di confidarsi con lui. Quella sera Buffy si era resa conto di quanto fosse fortunata ad avere un amico come Josh Collins.
Improvvisamente il pensiero di quella sera, del dolore che aveva provato a causa di Angel e del suo stupido appuntamento con Cordelia, le ricordarono che non c’era nulla di cui doveva vergognarsi. Ormai non era più la sua ragazza, se finiva a letto con un altro ragazzo non poteva considerarlo un tradimento, ne aveva tutto il diritto. Sollevando di nuovo la testa lo guardò dritto negli occhi porgendogli il bicchiere “Grazie” gli disse, rendendosi conto che in ogni caso aveva fatto molto per lei e un po’ di cortesia non avrebbe ucciso nessuno.
Angel fu preso alla sprovvista da quell’improvviso cambiamento nell’espressione e nell’atteggiamento della ragazza, era passata dall’essere imbarazzata e remissiva all’essere sicura di sé e rabbiosa. Osservandola anche in lui crebbe una collera inconscia che lo fece scattare “Almeno hai iniziato ad usarli. E’ un passo avanti” commentò con tono freddo, riportando alla luce un argomento che pochi secondi prima entrambi avevano deciso di ignorare. Quando l’aveva vista abbassare lo sguardo imbarazzata aveva subito deciso di lasciar perdere e di non fare alcun commento sulla scatola di preservativi, di certo non aveva alcun diritto di dirle cosa poteva o non poteva fare, ma nel momento in cui lei lo aveva apertamente sfidato a rimproverarla di qualcosa alzando lo sguardo e puntandolo dritto su di lui, non aveva saputo resistere all’impulso di ricordarle il suo posto. “Come scusa?” chiese lei oltraggiata “Certo, avresti dovuto pensarci prima, ma meglio tardi che mai, no?” ribatté Angel posando il bicchiere accanto alla scatola del medicinale "Di cosa diavolo stai parlando?!” il ragazzo la guardò dritta negli occhi con rabbia “Cos’è all’improvviso hai pensato che potessero esserti utili?” continuò a urlarle contro “Avresti dovuto pensarci prima di fare sesso e restare incinta” la incolpò, mentre la rabbia dentro di lui cresceva sempre di più al ricordo della bella bambina bionda che lei aveva avuto senza di lui “Incinta?!” urlò scandalizzata Buffy ancora più confusa e sobbalzando sul letto “Incinta?!” ripeté ancora più sconvolta “Angel, ma...” “Perché non me l’hai detto, Buffy?” chiese lui abbassando il tono di voce, mentre la rabbia lasciava lentamente il posto alla delusione “Detto cosa? Io non sono incinta!” urlò in rispose l’altra “Non intendo adesso. Io parlo di cinque anni fa” chiarì Angel abbassando lo sguardo. Quando aveva scoperto di Keyla e del rapporto che la piccola aveva con Buffy, aveva deciso che non erano affari suoi e che se Buffy non si era confidata con lui nei tre anni in cui erano stati insieme, allora probabilmente c’era un buon motivo. La rabbia repressa e il comportamento della ragazza, però, lo avevano fatto esplodere e non era riuscito a trattenersi dal trattare quell’argomento spinoso con lei. “Cinque anni fa?” ripeté Buffy a bassa voce corrugando la fronte “Angel, io continuo a non capire” ammise scuotendo la testa, ma proprio in quel momento capì a cosa si stava riferendo l’altro “Keyla?” sussurrò e Angel le rispose annuendo “Oh” esclamò con un sorriso “Ma Keyla non è mia figlia, Angel” spiegò decidendo di essere totalmente sincera a riguardo, anche se in teoria non erano affari suoi “Non mentirmi, Buffy” l’ammonì l’altro guardandola dritto negli occhi “Non sto mentendo” rispose lei tornando seria “Keyla è figlia di Josh e di una sua ex ragazza, che ha lasciato la città dopo il parto” Angel la guardò incredulo “Sul serio?” Buffy annuì “L’ha abbandonata?” chiese, diventando triste al pensiero che una madre potesse non desiderare sua figlia “Già” iniziò a spiegare la ragazza, raccontandogli la storia di Emily Sharp “Mi dispiace Buffy” si scusò Angel, quando l’altra ebbe terminato il suo racconto “Sono saltato alle conclusioni sbagliate e ti ho anche urlato contro senza motivo, ma...” fece una breve pausa, quasi timoroso di portare alla luce un altro argomento che non gli era chiaro “Keyla ti chiama mamma” confessò alla fine “Lo so” sospirò Buffy “Io, Josh e i suoi nonni le abbiamo spiegato all’infinito che non sono sua madre, ma lei risponde sempre che lo capisce, ma che sono comunque sua madre” concluse Buffy roteando gli occhi “E’ testarda” “Senti chi parla” le rinfacciò Angel, sentendo la tensione tra di loro svanire, ma soprattutto provando un immenso sollievo nello scoprire che la sua Buffy non aveva avuto una figlia da qualcuno che non era lui.
In seguito a quella conversazione sincera, la prima che avevano da ormai molto tempo, Angel aveva proposto alla ragazza di tornare a riposarsi per lasciare il tempo alla medicina di fare il suo corso. Buffy si era sdraiata sotto le coperte senza lamentarsi, lasciando Angel sorpreso per quel comportamento arrendevole, ma aveva insistito per guardare un po’ di tv, facendo rimpiangere al ragazzo il pensiero di poco prima. Non appena terminò South Park, però, il respiro della cacciatrice si fece più pesante e Angel la guardò scivolare nel sonno come ai vecchi tempi, quando era solito osservarla dalla finestra della sua camera a Sunnydale. Non riusciva proprio a credere a quante cose fossero cambiate nel giro di pochi mesi, a come in così poco tempo era riuscito a tornare umano e a perdere l’unica persona per cui aveva davvero senso subire quella trasformazione. Aveva sperimentato ogni fase del suo cambiamento da solo oppure in compagnia di Giles, Willow, Xander, Oz e Cordelia, ma mai con la persona che amava. Aveva gioito nel sentire il suo cuore battere per la prima volta, mentre Buffy faceva le valige per tornare a Los Angeles. Aveva assaporato ogni tipo di cibo, mentre Buffy viveva ormai la sua nuova vita. Aveva visto per la prima volta dopo secoli i raggi del sole, si era persino abbronzato al mare, ma anche in quell’occasione la sua Buffy non era stata al suo fianco. Ripensare a tutto questo gli faceva rimpiangere ogni giorno di più la sua decisione di lasciarla, ma in quel momento gli era sembrata la soluzione migliore. I dubbi sulla loro relazione erano sempre stati presenti nella sua testa e la chiacchierata che aveva fatto con Joyce lo aveva aiutato a prendere una decisione che in quel momento era sembrata sensata, ma fino alla fine si era chiesto se davvero stava facendo la cosa giusta. Solo quando Buffy lo aveva forzato a bere da lei per curarsi dal veleno della freccia scoccata da Faith si era reso conto di aver fatto la cosa giusta. Certo, se avesse saputo prima che a distanza di qualche settimana sarebbe iniziata la sua trasformazione, allora avrebbe aspettato, ma in ogni caso si sarebbe tenuto alla larga da lei in quei giorni, dato che altrimenti la tentazione sarebbe stata troppo forte. Bere il sangue di una cacciatrice per un vampiro è come bere il vino dell’annata migliore per un umano, ma oltre al buon sapore il sangue di Buffy era per lui come un afrodisiaco a cui il demone che viveva dentro di lui rispondeva con una ferocia che Angel non aveva mai provato prima. Solo il terrore di poter fare del male a Buffy gli aveva impedito di perdere ancora una volta la sua anima quella notte nel notare l’entusiasmo con cui il corpo della ragazza aveva risposto al morso, ma di certo non lo avevano aiutato i gemiti e l’odore dell’eccitazione di lei che avevano riempito la stanza non appena le sue zanne le avevano perforato la pelle. Giles era stato furioso con entrambi dopo l’accaduto, anche se fortunatamente non avevano subito una vera e propria ramanzina dall’uomo a causa dell’imminente Ascensione, ma essendo l’unico all’interno del gruppo che conosceva le vere dinamiche che avevano portato alla perdita dell’anima di Angel la notte del diciassettesimo compleanno di Buffy, la sua rabbia era comprensibile. Il resto della Scooby gang, invece, si era limitata a incolpare lui dell’accaduto, ritenendo che fosse stato il vampiro stesso a imporsi sulla ragazza per bere il suo sangue e salvarsi la vita, senza sapere che non solo Buffy gli aveva offerto il suo collo quella notte, ma che lo aveva fatto anche in precedenza. Chiudendo gli occhi Angel non poté non ripensare a quella che considerava una delle notti più belle trascorse con la sua cacciatrice. Dal momento in cui avevano iniziato la loro relazione portandola persino ad un livello d’intimità maggiore con il trascorrere dei giorni, o meglio delle notti, Buffy aveva dimostrato di essere più che comprensiva nei confronti di quelli che erano i desideri e le passioni di un vampiro. Con il tempo la cacciatrice aveva imparato molto bene come comportarsi durante il sesso, sapeva cosa appagava il demone e l’anima e cosa li faceva infuriare e spesso finiva per lasciare che fosse Angel a prendere il comando della situazione. Nonostante le immense libertà che Buffy gli lasciava, Angel si era sempre trattenuto nel momento dell’orgasmo, quando il demone in lui si faceva sentire con maggiore impeto, urlando e ruggendo nella sua testa pretendendo di assaporare il sangue della cacciatrice, ma Angel aveva sempre rifiutato ad entrambi quell’enorme piacere. La sua piccola volpe bionda, però, aveva iniziato a capire che il vampiro le nascondeva qualcosa e aveva deciso di indagare su cosa fosse, così una sera si era presentata nel suo appartamento e lo aveva praticamente assalito con la sua bocca e le sue piccole mani. Dopo il sesso, durante il quale Angel era riuscito ancora una volta a trattenersi dal bere il suo sangue, la cacciatrice aveva deciso che, visto che i fatti non l’avevano portata da nessuna parte, l’unica cosa che le restava da fare era chiedere. Al quel punto aveva chiaramente ammesso di aver scoperto, tramite alcuni libri di Giles, che il sesso violento tra vampiri li spinge a bere il sangue l’uno dall’altro e Buffy voleva sapere per quale motivo lui non provava mai a farlo con lei. Inutile dire che nel sentire quelle parole Angel aveva avuto già un’altra erezione nonostante il sesso appena consumato. “Io mi fido di te” gli aveva confessato Buffy comprendendo subito per quale motivo il suo fidanzato vampiro fosse tanto reticente a provare quella pratica sessuale con lei. Quella confessione e il desiderio smisurato dell’anima e del demone di assaporare il sangue della donna amata li aveva portati entrambi alla notte del diciassettesimo compleanno di Buffy, quando Angel si era lasciato trasportare dalla sua vera natura, godendo della completa fiducia che la ragazza dimostrava nei suoi confronti e perdendo la sua anima proprio in quel momento di pura felicità tra le braccia della sua anima gemella.
Sistemandosi meglio sulla sedia, Angel allontanò lo sguardo dal seno di Buffy che si sollevava ad ogni respiro della ragazza. Ripensare a quella notte in cui aveva assaporato per la prima volta il sangue della cacciatrice, mentre il suo corpo aveva continuato a spingersi con forza dentro di lei, non era una buona idea dato che i pantaloni iniziavano già a stargli stretti. Sospirando cercò di restare aggrappato al presente e dimenticare il passato, anche se una piccola parte di lui non poteva fare a meno di sperare. Sperare che forse c’era ancora una possibilità per loro, forse se fosse riuscito a comprendere meglio la nuova Buffy, se fosse riuscito a dimostrarle tutto il suo amore e, soprattutto, se fosse riuscito a farle capire che poteva fidarsi di nuovo di lui, allora sarebbe riuscito a riconquistarla. Con quei pensieri positivi, Angel si alzò dalla sedia e, dopo aver posato un leggero bacio sulla fronte della ragazza che amava più di qualsiasi cosa al mondo, spense la tv e uscì dalla stanza lasciando Buffy al suo sonno ristoratore.
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