è interessante constatare ke in qst mesi di assenza vi siete dimenticati di me.
cmq, nn importa. qst è la parte 6 e ve la posto scusandomi x la mancanza di notizie da parte mia. buona lettura.
Parte 6 – La prima parola
La porta del Magic Box si aprì con il solito scampanellio e Buffy entrò reggendo in braccio Nicky mentre con l’altra mano spingeva il passeggino del piccolo. Dopo averlo adagiato lì aprì la persiana della vetrina e accese le luci.
Dopo il mancato matrimonio di Xander non si erano più avute notizie di Anya, la ragazza era sparita nel nulla, probabilmente D’Hoffrin, il demone che l’aveva creata, l’aveva ripresa sotto la sua ala ridandole i suoi poteri. Ma non lo sapevano per certo.
Di conseguenza, dato che Giles non c’era, era toccato a Buffy prendere in mano le redini del negozio. Il che era anche un bene dato che costituiva un’entrata fissa ogni mese che serviva a mantenere lei, Dawn e Nicky e a fare in modo che non le contestassero la custodia dei due. Persino Giles era stato d’accordo quando era tornato a Sunnydale prima dell’estate a causa di tutto il trambusto che si era creato.
Al solo pensarci, a Buffy veniva ancora la pelle d’oca e la piccola cicatrice tonda sopra il petto, a sinistra, pulsava ancora.
Tutti avevano scoperto della passata relazione tra lei e Spike ed inutile dire che quelli che ci erano rimasti più male erano stati Xander e sua sorella. Il suo migliore amico l’aveva presa ancora peggio ed avevano litigato ferocemente, Xander aveva quasi tagliato la testa a Spike.
Poi quei tre cretini di Jonathan, Warren ed Andrew ne avevano tentata un’altra della loro ma Buffy aveva fatto in modo che Jonathan ed Andrew venissero arrestati, la cosa non era piaciuta a Warren che aveva fatto irruzione nel giardino di casa Summers armato di pistola proprio mentre Buffy e Xander facevano pace e Willow e Tara stavano in disparte a lasciarli parlare ed occuparsi di Nicky.
Erano esplosi tre colpi. Uno aveva rotto la finestra di camera di Dawn terrorizzandola a morte mentre posava lo zaino di scuola, uno aveva ferito Buffy circa dieci centimetri sopra il cuore e l’altro aveva preso Tara allo stomaco creando il panico.
Xander aveva subito chiamato l’ambulanza mentre Dawn si precipitava di sotto in lacrime per il terrore trovando sua sorella a terra con Xander che le tamponava la ferita, Tara tra le braccia di Willow e Nicky che piangeva.
Ancora fragile, la cosa aveva sconvolto Willow che si era armata dello scudo della vendetta e dopo che le due erano state portate al pronto soccorso aveva fatto incetta di magia nera per farla pagare a Warren. Dopo aver estratto con la magia il proiettile da Buffy facendola guarire, non aveva potuto fare la stessa cosa con Tara la cui ferita era più grave, poi aveva dato la caccia a Warren.
A Nulla erano valse le suppliche dei suoi amici, aveva scuoiato Warren vivo, poi aveva cercato di distruggere il mondo, prima osteggiata da Giles arrivato da Londra e armato di poteri donatogli momentaneamente da una congrega di streghe.
Solo Xander era riuscito a fermarla parlandole da buon amico e dichiarandole quanto le volesse bene. Non appena Willow era tornata in sé aveva voluto sapere di Tara ma la ragazza era in coma e per evitare una ricaduta Giles, con il primo volo disponibile, l’aveva condotta con sé a Londra dove Wesley li attendeva insieme alla stessa congrega di streghe che avrebbe aiutato Willow.
Tara si era risvegliata una settimana dopo, aveva chiesto di Willow e le era stato detto ciò che era successo. Poco alla volta si stava riprendendo, aveva passato l’estate a fare riabilitazione aiutata da Buffy e Xander.
Scosse la testa scacciando via quei brutti momenti e si concentrò su Nicky. Il piccolino aveva dieci mesi e ormai camminava quasi da solo. Bastava prenderlo per mano o che lui avesse qualcosa su cui poggiare le manine e camminava perfettamente.
Faceva diversi versi tanto che Buffy supponeva stesse quasi per parlare ma ancora, a parte vari “Ma”, “Dada” e “Papapa” non spiccicava molto. Era bellissimo e spesso lei si incantava a guardarlo. Aveva i capelli castano molto chiaro, quasi biondi, e gli occhi erano azzurri, della stessa forma di quelli di Angel, si era accorta. Le labbra rosse e carnose invece erano decisamente di Darla. Il sorriso era senza alcuna ombra di dubbio di Angel.
Buffy aveva montato un box vicino alla cassa dove adagiava Nicky per farlo giocare tranquillamente e dove poteva sempre tenerlo d’occhio. Anche se era lui ciò che i clienti venivano spesso a guardare, quelli più affezionati tornavano solo per lui e quelli nuovi promettevano di tornare per lui.
-Allora, ti va di giocare con il tuo Mister Orsacchiotto?-gli chiese mettendolo nel box e avvicinandogli l’orsacchiotto.
Subito la porta si aprì con uno scampanellio e Xander entrò spingendo la sedia a rotelle di Tara che reggeva sulle ginocchia un cartone chiuso e tre bicchieri di carta.
-Abbiamo portato la colazione!-annunciò lui allegro.-Brioche varie e cappuccino.-
-Tanto per rovinarci un po’ il fegato.-sorrise Tara poggiando le cose sul tavolo.
-Ma si, Tara, al diavolo persino la linea.-le diede corda Buffy prendendo il suo bicchiere.-Fortuna che il mio piccolino ha ancora tutta la vita davanti a sé prima di rimbambirsi di caffè e ciambelle.-lanciò un’occhiata a Nicky che si stava divertendo ad agitare su e giù il suo orsacchiotto.
-Oggi sembra più allegro del solito. Chissà cosa gli fa quel peluche per renderlo così felice.-sorrise Xander.
-A volte mi sorprendo a pensare al suo futuro come se fosse davvero mio. Me lo immagino quando andrà al liceo, quando avrà la sua prima ragazza, che università sceglierà. E invece ogni giorno può essere quello in cui Wesley scoprirà come far fronte alla profezia.-fece Buffy sconsolata.
-Non pensarci adesso, rischi solo di uscire fuori di testa.-Tara le prese una mano.
-Lo so, ma non posso farne a meno!-esclamò.-Penso continuamente al fatto che lui non è mio figlio eppure lo sto crescendo io mentre non lontano da qui suo padre soffre pensando di averlo perso per sempre. Connor ha già messo i primi denti ed Angel se lo è perso, quasi cammina ed Angel si perderà i suoi primi passi e anche la sua prima parola e di questo passo anche il suo primo giorno di asilo.-sospirò. Non lo chiamava mai Connor.
-Buff, calmati, sappiamo che è un’ingiustizia e che sicuramente Angel sta soffrendo ma tu lo stai facendo per il bambino e il giorno in cui Angel lo scoprirà sono sicuro che capirà.-tentò di tranquillizzarla Xander.
-Lo spero sempre.-si calmò.
La porta si aprì e due ragazze entrarono ridendo per poi guardarsi in giro. Buffy andò da loro per vedere se avevano bisogno di aiuto, le due risposero che cercavano un regalo di compleanno per una loro amica che era appassionata di antiche leggende.
Buffy consigliò loro un bel libro con tutte le più antiche leggende, su come si erano evolute arrivando alle storie che si conoscevano oggi e poi venivano analizzate in base a fatti storici realmente accaduti, ai luoghi di origine ecc. Ne rimasero affascinate tanto che lo presero e in più comprarono anche un set di candele profumate alla cannella. Dopo che ebbero pagato ringraziarono e andarono via.
-Cambiando argomento.-esordì Xander.-Stasera torna Willow. Che si fa?-e lì calò il silenzio.
-Giles dice che adesso sta molto meglio rispetto a quattro mesi fa.-disse Buffy.
-Io credo che lei ed io dovremmo parlare, anche a lungo.-fece Tara.
-Per stasera, intanto è meglio darle un bel bentornata.-decise Buffy.-Xander vai tu a prenderla?-il suo amico annuì.-Bene, noi vi aspettiamo a casa mia, ceniamo tutti insieme. Che ve ne pare?-annuirono d’accordo.
-Vuoi che ti aiuti a preparare?-si offrì Tara.
-No, ci sarà Dawn ad aiutarmi. Ma vieni pure quando vuoi, una mano con Nicky mi serve sempre.-guardò Xander.-Ma tu non dovresti essere in cantiere?-
-Si, da dieci minuti in effetti.-fece tranquillo rilassandosi sulla sedia.
Buffy e Tara lo guardarono e all’inizio lui non capì i loro sguardi. Poi ripensò alle sue parole e sgranò gli occhi.
-Ci vediamo stasera.-scattò dalla sedia afferrando la giacca e corse via.
-Non dimenticarti di Willow!-gli urlò dietro Buffy-Ti senti pronta per stasera?-chiese a Tara dopo che Xander fu andato via.
-Penso di si.-annuì.-Io amo davvero tanto Willow e anche se ha fatto cose sbagliate le ha fatte perché ha temuto di perdermi per sempre, in fondo al mio cuore non riesco a trovare una condanna per lei.-spiegò.
-Will è tanto fortunata ad aver trovato una persona che la ama come te.-sorrise.-Devo cambiare Nicky, ci pensi un attimo tu ai clienti?-
-Certo.-assentì mentre Buffy si alzava e prendeva il bambino dal box.
Tara la guardò sparire nel retro. Buffy si trovava così bene con Nicky. Forse non ci aveva mai pensato ma era portata a fare la madre, più di quanto credeva. E si vedeva lontano un miglio che voleva bene al piccolo come se era davvero figlio suo, le brillavano gli occhi ogni volta che il piccolo sorrideva.
Buffy chiuse il negozio che erano le sette. Tara era andata via dopo pranzo perché aveva la seduta di fisioterapia. Dawn era passata dopo scuola per farle un saluto poi era andata a casa per cominciare a pensare a cosa preparare e nel frattempo apparecchiare la tavola.
Quando entrò in casa con Nicky sentì ridere dalla cucina. Arrivando lì notò che Tara era già arrivata ed era seduta ad uno degli sgabelli affettando della frutta che poi metteva in una grossa ciotola.
-Come siete allegre!-esordì posando il bambino nel seggiolone.
-Sei tornata.-sorrise Dawn.-Tara sta facendo la macedonia. Io ho controllato e secondo me possiamo fare degli spaghetti con il ragù, c’è anche del pollo e dell’insalata.-la informò.
-Per me va bene.-alzò le spalle.-Dovrebbero anche esserci delle patate che possiamo fare al forno.-controllò in uno sportello in basso trovando un sacchetto di patate ancora buone.
-A me piacciono le patate.-concordò Tara.
-Non ti sarai affaticata stando molto in piedi, vero?-si preoccupò Buffy notando la sedia a rotelle in un angolo.
-No, tranquilla. Il dottore dice che sto procedendo bene ma spesso devo alzarmi dalla sedia a rotelle e camminare un po’.-
-Bene.-annuì cominciando a pelare le patate e mettendole nel lavello per lavarle.
Dawn mise sul fuoco la pentola con l’acqua e cominciò a fare il ragù controllata a vista da Buffy che nel frattempo tagliava le patate e le metteva in una teglia. Tara dopo aver finito con la macedonia la mise in frigo e cominciò a fare l’insalata mentre Buffy, che aveva già messo le patate nel forno, prendeva il pollo dal frigo e lo condiva per poi metterlo insieme alle patate.
Poco dopo tutta la cena si stava preparando e Dawn aveva apparecchiato una tavola superba. Nicky, più sveglio e allegro che mai, partecipava a modo suo alla serata gorgogliando e ridendo. Finché improvvisamente calò il silenzio quando sentirono la porta aprirsi.
-Buffy? Dawn? Siamo arrivati!-urlò Xander per annunciarsi.-C’è nessuno?-
Dawn aiutò Tara a sedersi sulla sedia a rotelle mentre Buffy prendeva Nicky dal seggiolone. Poi si diressero nel salotto mentre Dawn spingeva la sedia di Tara.
-Siamo tutti qui.-sorrise Buffy arrivando per prima.
Guardò Willow e subito le si riempì il cuore. La sua migliore amica aveva assunto quella dolce aria colpevole che la faceva somigliare alla timida ragazza mal vestita che aveva conosciuto anni prima nel cortile del liceo di Sunnydale.
In fondo ai suoi occhi si notava un senso di colpa che non aveva eguali ma lei era Willow: era sempre stata così buona che non poteva concepire il male neanche quando aveva scoperto della sua esistenza. Averlo sperimentato in prima persona l’aveva cambiata e resa più grande, oltre a farle capire quello che davvero era importante nella vita.
-Ciao Willow.-la abbracciò con le lacrime agli occhi e la sua migliore amica fu la prima a singhiozzare avendo capito quanto ancora Buffy potesse volerle bene.
Le gettò le braccia al collo chiedendo scusa e Buffy le rispose che non c’era niente di cui dovesse essere perdonata. Poi si staccarono e si sorrisero con la stessa complicità di quando avevano sedici anni e parlottavano di ragazzi.
-Oh cielo, questo è Dominick? È così cresciuto!-gli passò un dito sulla guancia paffutella e rossa.
-Non è bellissimo?-sorrise Buffy orgogliosa.
-Si, è davvero stupendo.-e fu a quel punto che notò la sedia a rotelle dietro di Buffy.
Tara sapeva che per quanto l’amasse, il primo passo di Willow doveva essere ritrovare la sua amicizia con Buffy. E questo era accaduto rendendola felicissima. Non appena i loro sguardi si incrociarono lei sorrise con tutto l’amore di cui era capace facendole intendere con un solo sorriso che lei l’aveva attesa in tutti quei mesi.
Willow scoppiò di nuovo in lacrime e si gettò ai piedi della sua amata piangendo sulle sue ginocchia che le accarezzò dolcemente i capelli cresciuti. Anche Tara pianse, mormorandole che non doveva scusarsi, ormai era tutto passato. Le alzò il viso asciugandole le lacrime e poi la abbracciò forte.
Fu un momento molto intenso che nessuno avrebbe mai voluto interrompere, ma Nicky si scocciò della cosa e cominciò a strillare per la fame. Willow si alzò salutando anche Dawn a cui disse di smettere di diventare così bella e grande perché già non la riconosceva più.
Si misero a tavola dove il grande mattatore fu Nicky che assaggiò la pasta imbrattandosi di sugo, Buffy era così esasperata che voleva solo sbattersi la testa contro al muro, e passando sulle ginocchia di tutti per rimanere al centro dell’attenzione.
Dopo cena, Dawn andò a letto perché la testa le ciondolava ovunque a causa del sonno. Salutò tutti e salì di sopra in camera sua. Gli altri si trasferirono in cucina dove caricarono la lavastoviglie e rimisero a posto chiedendo a Willow della permanenza in Inghilterra e di Giles.
-Sta bene.-rispose la rossa.-Ha una tenuta fantastica appartenente alla sua famiglia e che lui ha dato in comodato d’uso a questa congrega di streghe, lui abita in un fantastico appartamento a tre piani a Londra ma veniva tutti i giorni a trovarmi e mi portava anche a cavallo.-
-E pensare che a noi ha dato ad intendere per anni che fosse uno normale e invece il vecchio inglese è pure ricco.-scosse la testa Xander.
-Secondo te come ha fatto a non lavorare per un anno e mezzo dopo l’esplosione del liceo senza finire sul lastrico?-gli fece notare Buffy.-Ad ogni modo quando ci verrà a trovare?-
-Spera presto, gli impegni del Consiglio lo tengono occupato parecchio.-alzò le spalle.
-Beh come sempre da quando è tornato in Inghilterra.-
-E voi qui come ve la siete cavati? Ci sono stati altri pericoli per Nicky?-chiese.
-No, abbiamo avuto un’estate tranquilla.-Xander scosse la testa.
-Nessuna notizia di Anya?-guardò il suo amico e lo vide farsi serio. Il nome di Anya lo rendeva ancora sofferente.
-Anche di lei niente, è sparita nel nulla.-sospirò.-Beh, ragazze, per quanto adori la vostra compagnia domattina ho da fare in cantiere.-
-Vado anch’io, domattina devo andare in università per vedere quando ricominciano i corsi.-concordò Tara.
-Vuoi che ti accompagni?-si offrì Willow.-Io devo andarci per portare la mia iscrizione all’ultimo anno, sperando che la accolgano dato il ritardo.-
-Vedrai che lo faranno, sei sempre stata una studentessa più che ottima.-la incoraggiò Buffy.-A me invece tocca adesso portare mio figlio a nanna.-rise osservando Nicky che si era appisolato sul seggiolino con la testa sulla spalla.
-È così adorabile.-sospirò Willow adorante.
-Lo adoro.-lo prese dolcemente facendo attenzione a non svegliarlo e se lo adagiò piano sul petto con la testa sull’incavo del collo.-Vi accompagno.-mormorò per non svegliarlo.
Si salutarono dandosi appuntamento per il giorno successivo poi chiuse la porta barrandola a chiave e spense le luci. Salì al piano di sopra, controllò che Dawn dormisse e poi si chiuse nella sua camera adagiando piano Nicky sul suo letto dove lo spogliò piano e gli mise il pigiama, a quel punto lo mise nella culla e gli rimboccò le coperte.
Come ogni sera rimase diversi minuti a guardarlo dormire, incantata da tanta bellezza ed innocenza. Piano gli accarezzò il pancino attraverso le coperte, poi andò a letto.
La mattina dopo la routine riprese come se nulla fosse cambiato. Si alzò presto, svegliò Dawn, poi preparò Nicky mentre sua sorella faceva colazione. La accompagnò a scuola e andò ad aprire il negozio, poco dopo spuntarono i suoi amici con caffè e ciambelle per tutti. Quella mattina, però, Xander aprì loro davanti il giornale con un’aria parecchio seria.
-Leggete qui.-indicò loro un articolo.
“TROVATA RAGAZZA UCCISA VICINO AL PORTO, è la terza in poche settimane. Fatti del genere stanno accadendo in altre parti del mondo.” Capeggiava il titolo dell’articolo.
-A me non è parso di captare troppa attività paranormale.-sentenziò Buffy.
-Evidentemente chiunque sia sta coprendo bene le tracce.-disse Willow leggendo alcune righe.
-Tu dici?-le chiese.
-Può essere, oltretutto cose simili sono successe anche in Turchia, Cina, Brasile e in varie parti d’Europa.-indicò il paragrafo con la lista dei paesi.
-Sembra che faccia tutto parte dello stesso piano.-rifletté Tara.
-Si, è troppo strano per essere una coincidenza.-sospirò Xander.-Non è che hai fatto uno dei tuoi soliti sogni?-chiese a Buffy.
-A pensarci qualche notte fa ho sognato una ragazza che correva e correva come se volesse sfuggire al demonio in persona e mi pareva che qualcuno la stesse seguendo ma non era molto chiaro e nel momento in cui si è trovata davanti ad un vicolo cieco mi sono svegliata perché Nicky piangeva, credo che avesse avuto un incubo anche lui o forse sono i dentini.-rammentò.
-Ti sei mai chiesta se Nicky ha o avrà in futuro qualche dote particolare? Insomma, i suoi reali genitori sono due vampiri quindi qualcosa la prenderà no!-le chiese Tara.
-Me lo sono chiesto.-confermò.-E lo osservo ogni giorno ma fino ad ora non ha mai dato a dimostrare alcuna dote particolare. Magari da grande sarà molto forte o avrà udito od olfatto molto sviluppati, non lo so.-alzò le spalle.
-Può anche essere che la notte in cui hai fatto quel sogno lui ha captato che eri agitata e ha cominciato a piangere di proposito per svegliarti.-ipotizzò Willow.
-Che è particolare si vede.-affermò la cacciatrice.-Se lo osservo attentamente noto, comunque, alcune doti particolari. Magari puoi anche aver ragione tu.-
Ripresero a parlare degli omicidi senza giungere ad una valida conclusione tranne quella che se c’era di mezzo qualche demone o qualcosa di soprannaturale non avrebbe tardato a mostrarsi meglio. Decisero che avrebbero informato Giles e poi i suoi amici andarono via lasciandola sola.
All’ora di pranzo il negozio era di solito deserto. Come quel giorno. Buffy controllò e mise in ordine alcune fatture, controllò che i conti quadrassero e poi riordinò il tutto in appositi schedari.
Aveva già dato da mangiare a Nicky ma lui dopo il pasto non ne aveva voluto sapere di fare il suo solito sonnellino e adesso stava ancora seduto nel suo box ad agitare il suo orsacchiotto facendo versi.
Lei gli si avvicinò con il chiaro intento di riprovare a farlo dormire e lo prese in braccio senza che lui protestasse dandogli un biberon di camomilla. Se non dormiva adesso entro un paio d’ore sarebbe stato nervoso ed insopportabile e lei non poteva trascurare il negozio.
Il piccolo trangugiò un po’ della bevanda poi scosse la testa a dimostrazione che non ne voleva più e si strofinò gli occhi, cominciava ad essere stanco.
-Inizia a venirti sonno, finalmente, eh?-Buffy gli sorrise toccandogli il nasino con la punta del dito.
A quel punto il piccolo si voltò verso di lei, mezzo assonnato, e gli spiaccicò la manina sul viso a mo di carezza.
-Mamma.-disse.
Sulle prime lei rimase impietrita, il sorriso svanito dal suo volto. Non poteva essere, forse non aveva sentito bene. Magari se lo era immaginato, ma non ne era del tutto sicura.
-Cosa hai detto?-gli chiese.-Hai parlato! Dillo ancora, mamma.-lo incoraggiò.
-Mamma.-ripeté con gli occhi che si chiudevano per la stanchezza.
Erano mesi che non succedeva, Buffy iniziò a piangere. Per la gioia di sentirlo dire la sua prima parola e per la tristezza che fosse stata proprio lei a sentirla e non Angel, non quel padre che non lontano da lei piangeva per la perdita dell’adorato figlio.
-Oh Dio, Nicky!-esclamò felice.-Hai parlato! Ti voglio tanto bene, amore mio.-poggiò la guancia al viso del suo bambino, poi lo baciò felice. Nicky si era addormentato di già.
Lei lo adagiò piano nel box coprendolo con una copertina e rimase a vederlo dormire con il cuore diviso in due: una parte era felice, l’altra triste.
Ma per lei adesso Nicky era suo figlio e anche se un giorno avrebbe dovuto restituirlo ad Angel, il suo legittimo genitore, per ora voleva godersi ogni singolo momento con lui. Voleva assaporare la sensazione di essere quella madre che forse non avrebbe mai potuto essere.
Buffy stava crescendo, e lo faceva crescendo Nicky, proteggendolo da ogni pericolo e amandolo di un amore incondizionato. Di quell’amore che aveva provato solo una volta in vita sua, per il padre di suo figlio.
Diverse settimane dopo avvenne un altro miracolo nella crescita di un bambino: Nicky camminò.
Era una soleggiata domenica di fine ottobre, Dawn era uscita a fare un giro con alcune compagne di scuola, Willow e Tara avevano deciso di fare una scampagnata privata e Xander avrebbe trascorso la domenica in compagnia della sua famiglia a causa della visita di alcuni cugini alla lontana, così Buffy era sola a casa con il bambino e aveva deciso di dedicarsi alle pulizie domestiche.
Stava rimettendo in ordine dopo aver pulito tutto il salotto. Si voltava spesso a guardare Nicky seduto per terra su una coperta ed attorniato di giocattoli. Anche in quell’istante si voltò, nell’esatto momento in cui il piccolo si tirava in piedi aggrappandosi al divano e muoveva i primi incerti passi con le braccia tese in avanti verso la poltrona.
Lei rimase impietrita con il cuore in gola per l’emozione mista a paura. Non appena il piccolo ebbe raggiunto la sua meta lei corse ad abbracciarlo e baciarlo. Era uno dei giorni più felici della sua vita.
Da quella stessa notte i suoi sogni si fecero più frequenti, più cruenti e più specifici.
Sognava uomini incappucciati di nero che prendevano giovani ragazze e le uccidevano a sangue freddo. Ogni mattina si svegliava sempre più turbata ben sapendo che quello era il primo segnale del loro nuovo nemico che non mancò di manifestarsi presto: il Primo.
Poco dopo quella scoperta un mattina Willow irruppe nella tranquillità del salotto di casa Summers reggendo Andrew per la collottola. Il giovane era tornato con Jonathan ma l’aveva ucciso spinto dal Primo sotto forma di Warren su un grosso sigillo che non si era aperto e spaventato era fuggito via.
-E cosa ne facciamo di lui?-chiese Dawn perplessa.
-Dobbiamo tenerlo.-sentenziò Buffy recuperando Nicky che stava per avvicinarsi al loro ostaggio legato stretto su una sedia.-Può passarci delle informazioni.-
-Perdona la mia brutale sfacciataggine ma il bambino di chi è?-le chiese il giovane biondo.
-È mio figlio!-esclamò.
-E da quando ce l’hai? Lo scorso anno ne io, ne Jonathan ne Warren ci eravamo accorti che tu avessi avuto un bambino.-fece perplesso.
-Ve l’ho nascosto a dovere, adesso smettila di deviare il discorso e non osare avvicinarti a Nicky se non vuoi che ti uccida!-lo minacciò.
-Mi pare un po’ difficile dato come sono legato a questa sedia, ti pare?-tutti lo guardarono male e lui si convinse a tacere una volta per tutte.
-…Attivo!-lo additò Nicky mangiandosi la c della sua parola.
-Questo bambino sta imparando a dire troppe cose.-fece Xander fulminando Buffy con una occhiata.
-Ripete quello che sente dire da noi.-precisò Buffy.-Comunque andrò a dare un’occhiata a questo sigillo, ovviamente Andrew verrà con me e cercheremo di capire come mai il sangue di Jonathan non l’ha aperto.-
-Io e Tara rimaniamo con Nicky così tu puoi portarti dietro sia Xander che Dawn.-propose Willow.
-E continuiamo le ricerche.-concluse Tara portando un altro libro che stava sul tavolo, ormai si era riprese quasi benissimo.
-Può essere un’idea.-alzò le spalle e si preparò ad andare.
Aprendo la porta di casa però si trovò davanti una graditissima sorpresa.
-Giles.-sorrise emozionata e si slanciò per andarlo ad abbracciare ma fu ostacolata da tre ragazze che si intromisero tra di loro entrando in casa.
-Tu sei la cacciatrice?-le chiese l’ultima, una brunetta minuta, squadrandola da capo a piedi.-Mm, piacere di conoscerti.-e andò in salotto.
-Che succede?-chiese Buffy al suo ex osservatore.
-Il Primo ci attacca e noi siamo i rinforzi.-sorrise.
-Ben arrivati allora.-ricambiò spostandosi per farlo entrare, poi chiuse la porta e tutti si ritrovarono in salotto.
La guerra era appena cominciata.