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Ancient Prophecies - prologo

December 28 2007 at 12:59 AM
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ta dah!! sorpresa x Natale!
vi comuncio ke qst è una ff ke sto scrivendo a tempo perso, quindi nn so ke sviluppi le darò, nn so quante parti avrà e nn so quando potrò ogni volta postare le nuove parti...ma mi auguro ke siate cmq contenti.
godetevela, Cris.

Nota1: avevo letto in precedenza, diverse fan fic cominciate nello stesso modo e mai finite, beh ci ho voluto provare pure io.
Trama: e se in realtà Holtz non fosse riuscito a portarsi via Connor?
Nota2: il personaggio di Hara è una mia invenzione.
Ambientazione: stagione 3 Angel, stagione 6 Btvs, più futuro. La storia comincia dopo Sleep Tight.

Prologo: QuorToth.

Atterrò agilmente sulle gambe rizzandosi subito in piedi. Tutto intorno c’era il fetore della desolazione, della disperazione, della distruzione. Forse non aveva fatto la scelta più giusta ma pur di far soffrire Angelus avrebbe fatto questo e altro.
Allentò la presa sul fagotto che stringeva tra le braccia. Durante il trambusto ed il salto il bambino aveva pianto e strillato, adesso aveva smesso ed era calmo. Forse il salto dimensionale l’aveva fatto smettere di piangere. Lentamente gli scoprì il viso.
Daniel Holtz impallidì mollando la presa. Il fagotto cadde a terra mentre respirava affannosamente e le mani gli tremavano. Si accasciò al suolo guardando di nuovo il bambino. O meglio, il bambolotto con indosso gli abiti da neonato e avvolto nella copertina del piccolo Connor. Una stupida bambola! Non sapeva come ma l’avevano fregato.
Ricordò ogni singolo momento di quella notte e sapeva con certezza che quello che aveva rapito e con cui aveva attraversato il portale per QuorToth era un bambino vero, in carne ed ossa. Era Connor. Perché adesso si ritrovava con una bambola di plastica priva di vita? E quando era avvenuto lo scambio?
C’era di mezzo Angelus? Non credeva, perché se Angelus avesse saputo che lui aveva rapito una bambola non si sarebbe dato tanta pena di riprendersela. Sorrise amaro. Era stato l’inglese. Non sapeva come, ma Wesley Whindam-Price l’aveva raggirato.
Daniel Holtz urlò maledicendo Wesley.

 
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alexis82
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Re: Ancient Prophecies - prologo

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December 28 2007, 11:21 AM 

ciao..direi che come inizio mi piace spero che tu possa andare avanti e postare presto..ciao

 
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yasmine
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mi piace...

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December 31 2007, 12:27 PM 

ciao...mi piace veramente, spero continuerai presto...baci!!

 
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parte 1

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January 2 2008, 12:39 AM 

Buon anno a tutti!! mi auguro ke il 2008 sia cominciato bene x tutti voi, così come lo è stato x me, e spero ke continui portandovi gioia, amore, sorrisi e tanta ma tanta felicità.
parlando della ff, il prologo nn è molto esauriente ma con la prima parte qualcosa comincia a delinearsi.
baci, Cris.

Parte 1 – Sei un uomo morto Price

Angel si divincolò bruscamente dalla stretta di Gunn mentre varcavano la soglia dell’hotel. Lo strattonò così forte che quasi il giovane ragazzo di colore, per quanto forte e agile, cadde a terra. Mentre Fred chiudeva piano la porta alle loro spalle, Angel continuava a sfogare la sua rabbia contro il suo ex amico e collaboratore prendendo a calci una sedia e rovesciando in aria la culla del suo bambino. Il suo dolce e amato Connor che non avrebbe rivisto mai più.
Attirato da tutto quel trambusto, Lorne uscì dallo studio di Wesley per vedere cosa succedeva.
-Tutto bene?-chiese. Ma non andava niente bene.
Sahjhan era morto prima che potesse rivelare qualsiasi cosa sulla profezia su Connor per mano di Justine che l’aveva risucchiato in quell’anfora e Fred e Gunn non avevano scoperto niente di niente nell’appartamento di Wesley, ne tra le sue scartoffie ne tra i suoi appunti, ne in nessun’altra cosa. A parte quella sola frase “il Padre ucciderà il Figlio” che forniva la spiegazione sul perché Wesley aveva rapito Connor, e Holtz se l’era portato via. Per sempre.
-Abbiamo trovato Wesley. È in ospedale, Justine l’ha accoltellato allo stomaco e alla gola.-gli spiegò Fred.
-Si, ed Angel gli ha quasi dato il colpo di grazia soffocandolo con un cuscino.-concluse Gunn.
-Dolcezza, la violenza non porta mai a niente.-tentò di rabbonirlo il demone verde.
-Ha rapito mio figlio, questo è sufficiente. Se Wesley Whindam Price incrocia ancora il mio cammino è un uomo morto.-con quelle sole parole, Angel salì nella sua camera.
-Questo è un bel casino.-sospirò Gunn.
I tre cominciarono a riordinare, sistemando le cose di Wesley in uno scatolone. Ogni cosa che trovavano, di Wesley o di Connor, era una fitta al cuore. Dolorosa e straziante. E non ci sarebbe mai stata più la pace.
Il giorno dopo, Fred varcò timidamente la soglia della camera di Wesley, trovandola vuota e con il letto rifatto. Forse avevano portato Wesley a fare delle analisi. Se gli altri avessero saputo che era andata da lui si sarebbero arrabbiati ma a lei non importava. Fred voleva capire e con la scusa di portargli le sue cose voleva ancora una volta chiedergli spiegazioni, anche se forse Wesley non avrebbe potuto parlare.
-Scusi, infermiera.-fermò una delle infermiere che passavano da lì.-Wesley Whindam Price, l’avete spostato?-chiese.
-Oh no, se ne è andato. Il dottore ha protestato ma lui ha insistito per essere dimesso. Giusto stamattina ha messo firma ed è andato via, speriamo che non si aggravi così, non era ancora pronto per lasciare l’ospedale, fa persino difficoltà a parlare.-scosse la testa e riprese il suo giro lasciando Fred stupita.
La giovane texana non si perse d’animo andando a casa dell’ex osservatore. Bussò più e più volte ma nessuno rispose, a quel punto aprì. La casa era buia ed in perfetto ordine. Posò la scatola per terra ed accese la luce, pareva che nessuno vivesse li da tempo.
Si diresse in camera da letto ma li c’era ancora più desolazione. Un’anta dell’armadio era aperta rivelandolo completamente vuoto. Wesley se ne era andato del tutto e anche se ne era profondamente dispiaciuta decise che forse era meglio così.
Spense tutte le luci, riprese la scatola e uscì chiudendosi la porta alle spalle. Aveva sbagliato, ma Wes le sarebbe mancato.

-Arrivo subito!-
La donna sbirciò dallo spioncino per vedere chi bussava alle nove di sera. Aveva sessanta anni e anche se all’apparenza non si vedeva, era una strega molto potente. Non appena ebbe capito chi era, aprì la porta.
-Wesley!-esclamò.-Oh cielo, cosa ti è successo?-si preoccupò vedendolo pallido, pesto e con ancora la fasciatura intorno al collo.
-Sto bene.-sussurrò. Aveva difficoltà a parlare.
-Vieni dentro!-lo invitò chiudendo subito la porta.-Qualcosa è andato storto? Dovevi passare ieri sera.-lo fece accomodare sul divano.
-Scusami, Hara. Un inconveniente.-
-Holtz?-
-In un’altra dimensione a quanto ne so.-sospirò stancamente.-Come sta lui?-
-Benissimo, è un vero angioletto.-la donna avvicinò un passeggino reclinato dove un bambino dormiva pacificamente.
Di tutto quel trambusto Connor non si era accorto di niente, meglio così.
-Immaginavo che Holtz e Justine mi avrebbero fregato per questo ho affidato Connor a te e ti ho chiesto quell’incantesimo.-le disse.
-Beh, è stato facile dare ad una bambola le sembianze e le movenze di Connor anche se fuori da questa dimensione l’incantesimo si rompe. Ma anche se ormai Holtz si fosse accorto che ha preso una bambola è tardi, non si torna facilmente da una dimensione infernale.-gli rimboccò la copertina.
-Devo mettere il bambino al sicuro, per lui restare a Los Angeles è pericoloso. Anche se la città è grande, Angel può comunque fiutare il suo odore e arrivare fino a te.-
-E cosa farai allora?-
-Porterò via il bambino adesso stesso. Lo affiderò ad una persona che potrà prendersi cura di lui meglio di chiunque altro.-
-Ma non puoi guidare in queste condizioni!-esclamò preoccupata.-O lascia almeno che prima ti curi.-
-Non preoccuparti, ce la faccio.-si alzò.-Devo partire subito se voglio guadagnare tempo.-
La donna annuì. Scortò Wesley fuori aiutandolo a sistemare Connor sul seggiolino nel sedile posteriore della macchina che aveva preso a noleggio giusto poche ore prima, la sua se l’era portata via Justine e poi era facilmente rintracciabile dato che Angel e gli altri la conoscevano.
-Stai attento Wesley, in molti vorrebbero mettere le mani su questo bambino e per tanti motivi diversi. Alcuni buoni, altri no.-lo ammonì Hara.
-Non preoccuparti. Sarà al sicuro.-chiuse lo sportello e girò intorno al veicolo per mettersi al posto di guida.-Hara forse non ci vedremo mai più ma grazie per avermi aiutato.-
-Mai dire mai, Wesley. Buona fortuna.-sorrise.
-Anche a te.-ricambiò e partì.

Fuori città le strade erano deserte. Wesley guidò guardando continuamente alle sue spalle, come se fosse inseguito dal diavolo, ma forse si sentiva così. Spesso guardava Connor ma lui dormiva pacifico. Per fortuna.
Era teso e preoccupato. Ormai era quasi arrivato ma non si rilassò neanche quando imboccò la deviazione per Sunnydale. La sua destinazione.

 
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alexis82
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Re: parte 1

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January 2 2008, 10:57 AM 

bellissima continua cosi..si fa già da subito interessante..posta prestissimo
buon nuovo anno...ciaooo

 
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wow

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January 2 2008, 11:09 AM 

adesso inizio a capire.....mi raccomando continua incomincia ad essere davvero interessante!!!!

 
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yasmine
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Re: parte 1

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January 2 2008, 12:34 PM 

ma ke bello!!!! mi piace tantissimo, e poi ora c'ho capito qualcosa...continua!!! ;)

 
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parte 2

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January 16 2008, 1:13 AM 

Parte 2 – La mia luce in fondo al tunnel

Il silenzio veniva rotto ogni tanto da qualche parola. Parole di stupore, di tristezza, perché l’unico barlume di normalità della loro vita quella notte era svanito.
Buffy e Willow sedevano sul divano mentre Dawn era accovacciata sulla poltrona e stringevano tra le mani le tazze di tè caldo che stavano sorseggiando mentre esprimevano il loro rammarico per il matrimonio di Xander ed Anya andato a monte, chiedendosi dove fosse adesso Xander che era sparito senza dire niente.
Erano rammaricate per Anya che mai avevano visto così fragile e distrutta ed erano preoccupate per Xander che per mesi aveva tenuto dentro un peso che non era riuscito a confidare alle sue migliori amiche e che poi era venuto fuori nel modo peggiore.
Fuori non pioveva più forte come quel pomeriggio ma il temporale si era trasformato in una pioggerella fitta e sottile che aveva reso la giornata ancora più triste e cupa. Dawn sospirò.
-E pensare che questa doveva essere una giornata felice.-
-Lo speravamo tutti.-tentò di consolarla Willow.-Questi ultimi mesi non sono stati facili.-
-Le cose si sistemeranno, vero?-chiese con la tipica speranza adolescenziale.
-Le cose si sistemano sempre.-sorrise sua sorella.
A quel punto bussarono alla porta e le tre si guardarono a vicenda con le fronti aggrottate chiedendosi chi poteva essere in quella serata piovosa.
-Magari è Xander.-sorrise Willow con speranza.
Con la stessa speranza, Buffy si alzò velocemente da divano e corse alla porta spalancandola. Il suo sorriso scomparve con la stessa velocità sostituito prima dallo stupore e poi dalla preoccupazione.
-Wesley!-esclamò.
Il suo ex osservatore stava in piedi a stento, reggendosi allo stipite della porta, ed era sofferente. Il suo pallore si era accentuato, si teneva lo stomaco e un rivolo di sangue si cominciava ad intravedere dalla fasciatura intorno al collo dato che non veniva cambiata da ore.
Buffy lo sorresse attingendo alla sua forza da cacciatrice e lo trascinò dentro chiudendo la porta con un calcio e scortandolo nel salotto dove Willow e Dawn scattarono in piedi vedendoli arrivare.
-Oddio, cos’è successo?-si preoccupò Willow aiutando Buffy a far stendere l’inglese.-Wes, tutto bene?-gli chiese esaminandolo.
-Chiamo Angel per vedere se è tutto apposto.-Buffy scattò al telefono.
-No!-esclamò Wesley in modo strozzato bloccandola con la cornetta a mezz’aria.-Se viene a sapere che sono qui mi ucciderà.-
-Cosa?-esclamò.-Ma tu ed Angel siete amici.-posò la cornetta e si avvicinò.
-Non più. Non dopo ieri notte.-precisò.
-Buffy ha un taglio alla gola quasi riaperto, devo disinfettarlo e fasciarlo.-si intromise Willow.
-Aspetta.-la bloccò Wesley.-Prima occupatevi di lui.-si aprì lentamente la cerniera del giubbino rivelando il motivo perché si teneva lo stomaco.
Sollevò Connor che si era svegliato e gemeva agitandosi ma senza piangere e lo porse a Buffy che subito lo prese tra le braccia cullandolo.
-Chi è questo bambino?-gli chiese la cacciatrice.
-Il motivo per cui se Angel mi trova mi uccide.-rispose mentre Willow cominciava a curarlo.
-Dawn prepara una tazza di tè per Wesley.-le chiese la sorella e subito la ragazzina obbedì correndo in cucina.-Spiegami tutto, per quanto puoi.-
-Buffy devi occuparti di questo bambino ma Angel non deve sapere niente o mi ucciderà e forse ucciderà anche Connor.-esordì.
-Connor è il bambino, giusto?-chiese e lui annuì.-Perché Angel dovrebbe uccidere un bambino così piccolo?-
-Perché così è scritto. Il padre ucciderà il figlio.-citò.
Buffy e Willow impallidirono fissando entrambe il piccolo.
-Vuoi dire che questo bambino è…?-ma Buffy non riuscì a concludere.
-Si, è il figlio di Angel. È un miracolo, ancora non sappiamo come sia potuto accadere ma le profezie dicono che Angel lo ucciderà ed i tre segni della catastrofe si sono già avverati. Io l’ho portato via ma un vecchio nemico di Angel, Holtz, mi ha teso una trappola. Angel pensa che Connor sia adesso in una dimensione infernale e per questo vuole uccidermi, mi ha aggredito mentre ero in ospedale dopo che la compagna di Holtz mi ha accoltellato e portato via il piccolo. Ma in realtà Holtz ha portato via una bambola resa Connor tramite un incantesimo fatto da una strega che conosco. Io sono andato via di nascosto dall’ospedale e ho preso il bambino senza che Angel sappia niente. Buffy devi proteggerlo, solo tu puoi salvargli la vita.-raccontò.
-E tu cosa farai adesso?-gli chiese mentre Willow finiva di medicarlo.
-Io ho già contattato Giles a Londra e mi sta aspettando, ho un volo questa notte stessa. Gli ho spiegato la situazione e mi aiuterà. Faremo affidamento alle fonti del Consiglio e alla sua fornita collezione di testi antichi, lì ci sarà di sicuro la soluzione a tutto questo. Ci sarà un modo per proteggere Connor.-si tirò piano a sedere aiutato dalla strega rossa.
-Ed io nel frattempo che dovrei fare? Crescere il figlio che il mio ex fidanzato vampiro tecnicamente sterile ha avuto da un’altra donna senza che lui lo venga a scoprire?-si alterò.
-Lo devi proteggere da chi vuole ucciderlo, e fidati che sono in tanti quello che vorrebbero farlo.-precisò.
-Wesley io non sono capace ad occuparmi di un bambino.-
-Nemmeno Angel lo era ma ci riusciva e vedere un vampiro plurisecolare cambiare pannolini era uno spettacolo.-sorrise al ricordo.-Buffy, ti prego. Guardalo. È così piccolo e innocente, non merita di fare una fine orribile per mano del suo stesso sangue. Per mano della persona che lo ama di più al mondo.-
La cacciatrice fissò gli occhi azzurri di quel fagotto che stringeva tra le braccia. Il piccolo la guardò a sua volta e sbadigliò. Solo allora lei notò che le stava stringendo l’indice con la manina. Era come se si fosse aggrappato a lei in cerca di protezione.
-Chi è sua madre?-chiese.
-Cambierebbe qualcosa per te saperlo?-chiese di rimando.
-Forse no, ma sono curiosa di sapere chi è la donna tanto fortunata da essere riuscita a donare un essere così meraviglioso all’uomo che un tempo ho amato più di me stessa.-
-Darla era tornata in vita. Lei rivoleva Angelus e ha condotto Angel in un abisso. Angel ha trascorso con lei solo una notte, Darla pensava di perfetta felicità ma in realtà era perfetta disperazione. Si è uccisa per dare alla luce Connor, l’ultimo gesto l’ha fatto per amore di suo figlio perché non poteva partorirlo naturalmente: un corpo morto non poteva dare la vita.-le spiegò.
-Io lo proteggerò.-decise.
-Grazie.-sorrise.-Quando tutto sarà risolto anche Angel capirà l’enormità del tuo gesto.-
In quel momento, Dawn tornò con un vassoio tra le mani. Willow aiutò Wesley a bere il tè mentre Buffy parlava al telefono con Giles per metterlo al corrente che avrebbe protetto Connor e Dawn si coccolava l’ultimo arrivato in casa Summers contenta di avere quel bellissimo bambolotto ma triste per tutta la storia.
Dopo che ogni dettaglio fu deciso, Buffy si offrì di accompagnare Wesley all’aeroporto. L’ex osservatore consegnò la macchina a noleggio poi attese con Buffy che il volo venisse chiamato. Non mancava molto.
-Ti ammiro, Buffy, è un grande impegno quello che ti stai accollando.-le disse.
-Io ho amato Angel di un amore profondo e unico, non ho più amato così da allora. Proteggere suo figlio, anche se è figlio di Darla, per me non è solo una responsabilità ma anche un dovere che voglio prendermi in ricordo di ciò che c’è stato tra di noi. So che Angel capirà perché l’ho fatto quando glielo diremo.-spiegò con un sorriso.
In quel momento l’altoparlante annunciò il volo diretto per Londra ed i due si alzarono dal divanetto dirigendosi al gate.
-Grazie Buffy. So che Connor è al sicuro con te.-
-Il bambino non può continuare a chiamarsi Connor perché se tutti lo conoscono con quel nome e si scoprisse che io ne ho uno con lo stesso nome capiranno subito la verità. Lo chiamerò Dominick.-decise d’impulso.-Willow si occuperà di creare il suo estratto di nascita e la sua patria potestà. Non avevo mai pensato che avrei avuto così un figlio.-sorrise di auto ironia.
-Sarai una splendida madre, Dominick ti amerà.-sospirò.-A presto, Buffy.-
-A presto, Wesley.-si abbracciarono per salutarsi, poi l’inglese consegnò il biglietto all’addetto insieme al documento di identità.
Poco dopo l’aereo per Londra decollò e Buffy si incamminò lentamente verso casa, verso il suo bambino e la sua nuova vita.

 
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yasmine
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Re: parte 2

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January 16 2008, 10:15 AM 

omg....l'adoro troppo, mi piace tantissimo, spero solo in un lieto fine da famigliola felice...

 
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clodia
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Re: parte 2

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January 16 2008, 12:36 PM 

adorabile!!!!ti prego continua.......voglio vedere cm se la caverà la nostra buffy nei panni di una mamma!!!!

 
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alexis82
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Re: parte 2

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January 16 2008, 8:48 PM 

bellissima favolosa dolcissima...continua prestisssimo ti prego...

 
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Buffy4ever
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ciaooooooooooo

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January 18 2008, 8:43 AM 

ciaooo sn tornataaaa...finalmente o internet e la prima cosa o visto ttt le ff...ma qwuesta proprio!!!!!brava vai cosi!!!!!!!!!stupenda!!!nn vedo l'ora di leggere il seguito!!!!

 
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parte 3

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February 15 2008, 4:07 PM 

scusatemi per la lunga attesa, io ve l'avevo detto però che sarebbe andata così.
questa parte, anke se non c'entra niente, è per la mia piccola Kitty, mia compagna x 5 lunghissimi e meravigliosi anni di giochi, sorrisi e dolcezze. Piccolina i tuoi "miaaoooo" mi mancano sempre e anke al cagnolino tuo compagno di giochi. Micio Mao!!

Parte 3 – La culla vuota

Cordelia e Groo entrarono nell’hotel Hyperion allegri e abbronzati ansiosi di rivedere i loro amici, di coccolarsi Connor e di raccontare le loro avventure in Messico ma ciò che li accolse furono le facce tristi di Fred, Gunn e Lorne che subito dissero loro le ultime novità.
Da quando Connor era stato portato via, una settimana prima, Angel era divenuto quasi catatonico. Era chiuso nella sua camera bruciata a fissare la culla vuota di Connor. Nessuno aveva più nominato Wesley anche se Fred aveva riferito che era sparito.
Subito, Cordelia corse di sopra da Angel. Voleva esprimergli la sua tristezza e fargli capire che gli era vicino.
-Mi dispiace tanto.-gli mormorò passandogli un braccio intorno alle spalle.
-Mi manca così tanto. Mi sembrano passati anni invece che pochi giorni.-e una lacrima gli scivolò lentamente giù per una guancia.
-So che Wesley è sparito.-
-Non nominare Wesley!-urlò divincolandosi dal suo abbraccio e alzandosi.-È colpa sua se tutto questo è successo, doveva dirmelo e avremmo trovato una soluzione insieme. Se era profetizzato che avrei ucciso mio figlio sarei stato io il primo a decidere di allontanarlo da me ma così è stato peggio. Senza poterlo nemmeno abbracciare per l’ultima volta. E adesso lui è nella peggiori delle dimensioni infernali, il QuorToth il cui passaggio non può nemmeno essere più riaperto.-
-Lo so, i ragazzi mi hanno spiegato tutto. Penso che non sarei dovuta partire, se almeno fossi stata qui forse avrei avuto una visione che ci avrebbe aiutato.-sospirò.
-Non pensarlo nemmeno, tu hai fatto bene a prenderti una vacanza. Come sta il Groosalug?-le sedette accanto.
-Bene, si è emozionato alla vista del mare.-sorrise.-Mi sono chiesta spesso in queste due settimane come avrei trovato Connor. Di quanti centimetri era cresciuto o se magari adesso aveva imparato a sorridere.-si fece di nuovo triste.
-Adesso sorrideva.-le confermò.-E riusciva a stringerti il dito, lo faceva più forte con la mano sinistra. A volte pensavo che sarebbe diventato mancino, ma è inutile chiederselo, non lo sapremo mai.-sospirò sconsolato.
-Oh Angel, non dire così. Magari troveremo un modo per riportarlo da noi.-
-No, è impossibile.-scosse la testa.-Il demone che ha aperto il portare per il QuorToth è morto e poi ci aveva assicurato che era impossibile riaprire il portale, non senza una potente congiunzione di forze mistiche e magia nera che se praticate male avrebbero potuto risucchiare l’intero pianeta. È tutto finito.-non si era mai sentito così sconfitto come in quel momento.
Poche cose, per lui avevano avuto senso da quando aveva riacquistato la sua anima, la sua coscienza. Prima c’era stato l’amore, per l’unica ragazza che avesse mai contato qualcosa per lui ma che presto aveva capito essere un amore impossibile sotto tutti i punti di vista. Poi c’era stata la missione, la profezia Shanshu, quel barlume di speranza che l’espiazione dei suoi peccati aveva un senso: il perdono assoluto. Ma dal momento in cui ne era venuto a conoscenza ad ora erano già passati quasi due anni e benché sapeva che la strada era lunga e tortuosa, ogni giorno che combatteva senza sapere niente era una piccola sconfitta. Per ultimo c’era stato Connor, la cosa migliore di tutte, il bambino che mai si era sognato di poter avere e che con il suo innocente e sdentato sorriso gli aveva illuminato l’intera e secolare esistenza.
Di tutte le cose perse, quest’ultima era quella che faceva più male. Più della perdita dell’anima, più dei sensi di colpa che ogni giorno lo rodevano dall’interno. Più di tutto.
In quel momento il suo telefono suonò. Di solito il telefono suonava nella reception ma Angel aveva un numero privato che in pochi conoscevano. Lui non si mosse di un millimetro, improvvisamente si sentiva come invecchiato di tutti i suoi duecento lunghi anni.
-Rispondo io.-fece Cordelia vedendolo così, come se fosse un vegetale.-Pronto?-rispose.
-Non pronunciare il mio nome, fino a che non ti dirò di passarmi Angel.-
Cordy sussultò lievemente, lanciando subito uno sguardo ad Angel che però era troppo assorto nel suo dolore per cogliere quel lieve sussulto. Era Wesley al telefono e voleva parlare con Angel, ma prima voleva dire una cosa a lei.
-Io…io non credo che sia una buona idea.-fece titubante.
-Parlerò rapidamente e poi mi passerai Angel. Ma devi promettermi che ciò che ti dico non lo dirai mai a nessuno, specialmente ad Angel.-silenzio.-Cordy, promettimelo, ti prego.-la implorò.
-Va bene.-assentì.
-Sai tutto ciò che è successo? Anche di Connor?-
-Si.-annuì.
-Bene. Il bambino è vivo, sta bene e Holtz non è riuscito a portarlo nel QuorToth, quello che ha portato via era una bambola sotto incantesimo. Connor non è con me, l’ho affidato ad una persona di mia fiducia che lo proteggerà finché non verrò a capo di questa profezia e troverò un modo per impedirla.-le spiegò.
Cordelia si impedì di tirare un sospiro di sollievo, Angel se ne sarebbe accorto e l’avrebbe messa sotto torchio per sapere quello che sapeva. Aveva promesso di tacere, anche se contro la sua volontà, quindi doveva rispettare la parola.
-Dove sei?-gli chiese.
-Lontano. Fuori dall’America.-precisò.-Adesso passami Angel.-
-Ne sei sicuro?-
-So a cosa vado incontro, non preoccuparti.-fece una pausa._Grazie Cordy.-
-Non c’è di che.-si voltò verso Angel e lo chiamò, lui si girò appena.-Vogliono te.-gli porse la cornetta.
Il vampiro si alzò stancamente e prese il telefono come se fosse un peso. Sembrava davvero avere tutti i suoi duecento anni.
-Si?-chiese.
-Ciao Angel.-lo salutò.
Il vampiro parve riprendere vita. I suoi lineamenti si indurirono, raddrizzò le spalle e gli occhi si strinsero in una fessura mandando scintille d’odio che avrebbero distrutto anche una parete di amianto. Cordelia si spaventò, perché sembrava Angelus.
-Speravo in una qualche complicazione che ti avrebbe ucciso.-sibilò.-Come osi farti sentire dopo quello che hai fatto, brutto bastardo?-
-All’ospedale non potevo parlare, adesso ho un filo di voce per dirti che hai fatto bene a cercare di uccidermi, io avrei fatto lo stesso. Non ti biasimo, quindi, per il tuo gesto. Voglio solo dirti che un giorno capirai ciò che ho fatto e se neanche allora potrai perdonarmi lo capirò. Non sto bene con me stesso ma so di aver fatto la cosa più giusta.-disse.
-Prega il tuo Dio di non incrociare mai più la mia strada, Price, o porterò a termine ciò che ho cominciato. E non sarò l’Angelus che tutti temete, sarò Angel la qual cosa è ancora peggio.-
-Lo so. Addio Angel, almeno per ora.-e detto questo riattaccò.
Angel posò il telefono e si voltò verso Cordelia che era ferma in attesa, si torceva le mani in ansia.
-Non odiarlo, Angel.-lo supplicò.
-Cosa ti ha detto?-la guardò truce.
-Mi ha solo chiesto perdono e supplicato di non odiarlo.-mentì sentendosi uno schifo.
-Lasciami solo adesso, Cordelia.-le voltò le spalle.
-Come vuoi. Torno più tardi.-e detto questo se ne andò chiudendosi la porta alle spalle senza voltarsi nemmeno una volta.
Percorse il corridoio fino al punto in cui lui non avrebbe più potuto sentirla, poi si accasciò a terra e stringendosi le ginocchia al petto pianse. Singhiozzò senza controllo con il cuore diviso in due.
Fu così che Groo la trovò pochi minuti dopo.
-Principessa!-esclamò correndole al fianco.-Ero venuto a cercarti per sapere se ti andava di mangiare. Dimmi cosa ti fa stare così male.-
-Oh Groo, è solo questa orribile situazione.-lo abbracciò.-Ma se ci sei tu va tutto bene.-
-Le cose si sistemeranno.-tentò di consolarla.

Nella sua camera, Angel sospirò piano. In quel momento si sentiva devastato dentro, come lo era la sua camera. La culla del suo bambino era bruciacchiata e soprattutto vuota, come il suo cuore.
Lui aveva vissuto a lungo e se c’era una cosa che conosceva era la rassegnazione. Il suo piccolino non sarebbe tornato mai più. Con quella consapevolezza si avvicinò alla culla, la guardò un ultimo istante ripensando ai momenti felici con suo figlio, che purtroppo erano stati molto brevi, e poi cominciò piano a smontarla. Un pezzo alla volta. Per cercare di rimettere insieme i pezzi della sua non vita.
Sapeva di poter dire di avere almeno conosciuto la gioia di essere padre. Non avrebbe mai dimenticato il suo dolce e amato Connor. Mai.

 
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alexis82
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Re: parte 3

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February 15 2008, 5:06 PM 

poveo Angel...la tua storia è davvero bellissima.. continua prestissimo per favoreee..ciaooo

 
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maudit
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meravigliosa!!!!!!!!

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February 16 2008, 4:50 PM 

uhauuuu che bello!!!!!!!!una nuova storia!!!!!!!e' cosi' dolce anche a me era capitato di leggere storie con questa trama ma mai sviluppate fino in fondo!!!mi piace e sono curiosa di sapere come la svilupperai....povero angel e' distrutto senza connor e mi piace credere che con buffy lui avra' una vita diversa dal telefilm!!!come vedi la cosa m'intriga parecchio e sono felice che sei ritornata con le tue bellissime storie!!!!!!!!per quanto riguarda la tua perdita ci vuole un po' per superarla all'inizio io ero distrutta e questo mi ha segnata il mio amore e' qui sul mio computer di fronte a me nelle foto mi ha donato cosi' tanto!!!io sono figlia unica e a casa spesso ero sola ma lui mi ha donato tanta compagnia e amore ora lo porto con me nel portafoglio insieme ai defunti cari della famiglia perche' lui ha fatto parte della mia famiglia e non e' come dicono tanti solo un cane!!!!!ti racconto tutto questo perche' all'inizio ero persa in questo dolore cosi' grande...mi facevano sentire una sciocca soffrire per un cane!!!lui per me e' stato cosi' tanto !!!!
bacioni magda!!!!

 
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clodia
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x cristal!!

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March 11 2008, 2:51 PM 

cristallllllll dove sei finita???ti prego continua qst fanfic!!!è bellissima!!!

 
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x Clodia

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March 13 2008, 6:03 PM 

ciao! sn contenta ke la ff ti piaccia, noto ke sta riscuotendo un discreto successo.
purtroppo avevo già detto ke sarebbe stato un lavoro lungo xkè ci sto lavorando un pò a tempo perso. qst nn vuol dire ke nn stia progredendo, al contrario.
è probabile, cmq, ke posti in settimana.
grazie x l'interesse dimostrato, baci baci
Cris.

 
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parte 4

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June 6 2008, 12:40 PM 

nonostante la lunga attesa noto che non avete fatto caso alla mia lunga assenza...fa niente.
chiedo scusa x qst ma ho avuto problemi di rete, oltre ai miei personali (ah...la vita adulta...ke mondo difficile!)
ah...sono contenta di aver trovato tante nuove ff, brave! continuate così!
buona lettura.

Parte 4 – Un arduo compito

-Ok, ricominciate daccapo e più lentamente perché sono parecchio confuso: Buffy ha un figlio?-
Xander sgranò gli occhi guardando nell’ordine: Dawn che con la sua aria innocente aveva lo sguardo rivolto in aria, Willow che assunse la sua solita aria colpevole che la rendeva adorabile, Tara il cui viso aveva una tonalità di rosso molto rassomigliante al colore dei capelli di Willow, e Buffy che dava il biberon al bambino e si incartava su ogni parola che cercava di dire.
-Non è esattamente mio figlio. Io ho solo il compito di proteggerlo a tempo indeterminato spacciandolo per mio figlio.-precisò.
Xander era arrivato un’ora prima contrito e colpevole, una settimana dopo il suo mancato matrimonio. Voleva scusarsi con le sue migliori amiche e aveva appena cominciato il suo discorso di scuse quando Dawn e Tara erano spuntate gioiose porgendo a Buffy un Connor, per tutti Dominick, o meglio ancora Nicky, profumato e ben vestito dopo un bagnetto appena fatto. E li la testa di Xander era entrata in tilt, specie dopo aver compreso che Buffy era la “mamma” del bambino.
-Bene e fin qui la cosa è chiara. La domanda è: chi è il bambino? E chi te l’ha affidato?-continuò.
-L’ha portato qui Wesley.-rispose come se nulla fosse Dawn.
-Wesley? Intendi Wesley Whindam Price?-e tutte e quattro annuirono.-E perché l’ha portato fin qui? Angel non poteva proteggerlo?-
-In effetti è proprio Angel il problema.-Buffy si alzò e mise Nicky nella carrozzina.-Angel non può proteggere Connor perché potrebbe ucciderlo.-
-Connor? Voi l’avete chiamato Nicky poco fa.-il giovane si sedette perché era ancora più confuso.
-Mi sa che gli faccio un caffè.-e Dawn andò in cucina.
-Ed io ti aiuto!-e anche Tara sparì.
-Il bambino in realtà si chiama Connor ma io devo proteggerlo senza che nessuno lo sappia così gli ho cambiato il nome in Dominick.-esordì Buffy.-La sera che tu non ti sei sposato Wesley è venuto qui, era pesto e non stava bene, aveva rischiato di morire. Mi ha portato il bambino supplicandomi di proteggerlo perché Angel potrebbe ucciderlo anche se non vuole.-
-Si perché, vedi, Nicky è il figlio di Angel.-Willow gli diede la botta finale.
-Fermi tutti!-Xander si alzò.-Il mio mondo sta andando a rotoli. Da quando i vampiri possono avere figli?-
-Questo è un mistero.-rispose Buffy.
-E poi perché Angel dovrebbe uccidere suo figlio?-chi pensò.-Ah...adesso ci sono! Non è Angel, è il buon vecchio Angelus che è tornato dopo essersela spassata per una notte e aver concepito questo bellissimo angioletto. Per questo il piccolo necessita protezione.-ci pensò bene su.-Angelus è tornato?-si preoccupò.
-Hai sbagliato su tutta la linea.-lo smontò Willow.
-Angelus non è tornato.-confermò Buffy.-Si tratta di una profezia ancora non molto chiara. Wesley l’ha scoperta e ha portato via il bambino ad Angel di nascosto. Infatti adesso Wesley si è rifugiato da Giles a Londra dove insieme stanno cercando di capire qualcosa su questa profezia. Angel crede che il bambino sia addirittura in un’altra dimensione perché un suo vecchio nemico l’aveva rapito e poi era sparito in un portale, solo che era un trucco di Wesley.-
-Ok, adesso è tutto più chiaro. Angel ha avuto un figlio e a causa di una profezia rischia di ucciderlo, per questo Wesley l’ha rapito e l’ha portato qui affinché Buffy lo protegga. Ed io che pensavo che l’inglese non avesse spina dorsale.-scosse la testa.-Ma come facciamo adesso con un bambino in giro?-
-Per cominciare Willow e Tara hanno fatto un incantesimo intorno alla casa. Un segnale acustico ci avviserà di chiunque con cattive intenzioni si sia avvicinato troppo e lo terranno loro la sera mentre io sono di ronda.-
-Pensate che possa bastare?-si sedette di nuovo.
-No, anzi è veramente poco, ma per ora non c’è altro che possiamo fare.-sospirò Willow.-Wes ci ha detto che Angel potrebbe uccidere il bambino ma anche che il piccolo è un frutto miracoloso e in molti vorrebbero metterci su le mani, con le buone e con le cattive intenzioni, ma ancora non conosciamo perfettamente questi nemici.-
-In parole povere brancoliamo letteralmente nel buio in attesa che qualcosa accada.-riassunse Buffy.
Dawn e Tara tornarono in quel momento con il caffè che Xander non rifiutò di certo, anche se adesso molte cose erano più chiare.
Certo, non era contento di avere a che fare con il figlio di Angel ma Nicky non aveva colpe, era solo un piccolo bimbo innocente che rischiava la vita solo perché era venuto al mondo. E poi aveva un sorrisino così contagioso che era impossibile non innamorarsi di lui.

Il cimitero quella sera era stranamente deserto. Buffy aveva lasciato Nicky a casa con tutti i suoi amici per andare a fare la ronda. Nonostante la diffidenza, tutti si stavano lentamente innamorando di quel pargoletto tenero e paffuto, persino Xander che era il più sospettoso di tutti.
Le scappò un sorriso al pensiero di Nicky. O meglio, Connor. Ormai lo amava come se fosse veramente figlio suo. Subito dopo le si strinse il cuore a pensare che un giorno, forse non troppo lontano, avrebbe dovuto restituirlo al suo legittimo genitore: Angel.
Il suo stesso sangue, l’uomo che lo amava più di quanto lei avrebbe mai potuto fare. Le scappò un sospiro malinconico.
-Oh, ti prego! Dimmi che quel sospiro così dannatamente malinconico ti è sfuggito pensando che ormai è da un po’ che non stai più tra le mie braccia.-
Roteò gli occhi in aria al suono di quella voce e le si rivolse evitando persino di voltarsi.
-Veramente, Spike, ogni volta che ricordo di averti lasciato sorrido di felicità.-solo a quel punto si girò per trovarsi il suo ex amante a pochi metri di distanza che la fissava con il solito sguardo sfacciato.
-Beh, è un vero peccato. Pensavo di essere stato il tuo amante migliore.-
-Mi permetto di dissentire.-
-Non dirmi che il soldatino era meglio di me!-rise.
-Oh no, non parlo di Riley. Sarà successo una volta ma ti posso garantire che quelli si che furono fuochi d’artificio.-lo vide divenire livido di rabbia.-A parte sapere della mia vita sessuale, cosa vuoi?-incrociò le braccia al petto.
-Stasera tutta sola di ronda? Nessuno dei tuoi tirapiedi è venuto a farti compagnia?-avanzò di un passo.
-No, avevano tutti degli impegni.-rispose.
“Si, dovevano coccolarsi Nicky al posto mio!” pensò scocciata dal pensiero che tutti, tranne lei, stavano giocando con il piccolo. Si sentiva una mamma egoista ma purtroppo quello era il fascino che il bambino esercitava su tutti, era impossibile resistergli.
-Allora, volendo, potremmo concederci cinque minuti.-avanzò ancora con una esplicita richiesta negli occhi e nella voce ma ormai Buffy non cadeva più nel suo tranello.
-Spike, per l’ennesima volta, no! Non verrò mai più a letto con te, mai!-si voltò per riprendere il suo cammino ma lui la fermò per un braccio.
-Buffy!-la costrinse a voltarsi.
Lei fece per tirargli un pugno sul naso ma lui si abbassò giusto in tempo, anche se il pugno di Buffy non era mirato al suo naso, bensì a quello del vampiro alle spalle di Spike e che indietreggiò stordito. Buffy si liberò di Spike e iniziò a lottare con il demone.
Resosi conto della cosa, Spike cercò di aiutarla ma fu distratto da un secondo vampiro. Era strano, non si era accorto subito di loro e fronteggiandoli capì anche che non erano novellini. E di solito i vampiri “adulti” si presentavano sulla bocca dell’inferno per una sola cosa: provocare guai seri.
Buffy ridusse in cenere il suo vampiro giusto in tempo per cominciare a combattere con un terzo. Ma da dove diavolo sbucavano in così tanti? Erano per caso nascosti?
Gli diede un calcio allo stomaco che lo fece volare a terra e si precipitò ad impalettarlo. A quel punto il vampiro parlò distraendola.
-Puoi ucciderci quanti ne vuoi ma siamo in tanti e sappiamo che hai il bambino.-
Rimase di stucco perdendo la lucidità quel millesimo di secondo necessario al vampiro per darle un pugno al volto così forte da farla indietreggiare per circa un metro. Riacquistata la lucidità lo scaraventò contro un albero dove fu colpito da un ramo spezzato e ridotto in cenere.
Spike stava incontrando difficoltà con il vampiro così lo afferrò per le spalle e lo spostò dal demone prendendo il suo posto.
-Spike, corri a casa mia e di a Willow, Xander e gli altri che in città un gruppo di vampiri sa di Nicky.-gli ordinò.
-Nicky?-si stupì alzandosi e ripulendosi i pantaloni.
-Vai!-gli ingiunse.-Non fermarti e uccidi qualsiasi cosa ti barri la strada e non sia umano.-
Capendo la sua disperazione, visibile anche nel modo di combattere, Spike annuì e corse via lasciandola sola a sbrigarsela con quello che pareva l’ultimo vampiro lì presente.

Spike corse come un forsennato per le vie deserte di una notturna Sunnydale. Non sapeva e non capiva quello che stava succedendo ma aveva visto Buffy così preoccupata ed in ansia. Se reagiva in quel modo c’era un motivo. E quel motivo l’aveva chiamato Nicky.
Nicky. Chi cavolo era Nicky? Un nuovo amore? Una persona importante da proteggere? Chiunque fosse, per lei era importante. E poi avrebbe scoperto a breve chi era, se si trovava a casa Summers.
Per strada non incontrò nessuno e quando spalancò la porta di casa Summers precipitandosi nel salotto, fece sussultare di paura tutti i presenti che si alzarono spaventati e si voltarono verso di lui con le armi in pugno.
Erano già armati? E perché cavolo dovevano tenere le armi a portata di mano?
-Cosa vuoi torcia non umana?-lo aggredì Xander sarcastico.
-Mi manda Buffy.-esordì con un po’ di fiatone.-Abbiamo incontrato dei vampiri, belli tosti. Buffy mi ha detto di correre da voi e dirvi che un gruppo di vampiri in città sa di Nicky.-
Li vide impallidire tutti e guardarsi a vicenda. Per un secondo parvero spaesati ma subito si ricomposero e Willow fu la prima a parlare.
-Xander vai a prendere Nicky di sopra e portalo qui, è meglio averlo con noi. Tara di sopra in camera mia c’è un libro di incantesimi, porta giù tutto quello che ti serve per operare.-i due scattarono subito.
-Ed io?-si offrì volenterosa Dawn.
-Vai a chiudere a chiave la porta in cucina e aiuta Spike a portare l’armeria pesante dalla cantina.-i due si diressero immediatamente in quella direzione.
Lei sbarrò le finestre e chiuse le tende. Dentro casa erano al sicuro perché i vampiri non avevano il permesso di entrare, ma le cose sarebbero peggiorate se avessero deciso di dare fuoco alla casa per costringerli ad uscire. Non potevano combattere tenendo in braccio il bambino, e avrebbero avuto poco tempo per infilarsi tutti nella macchina di Xander, se ci entravano, e sgommare via per seminarli.
Xander fu il primo a tornare, seguito a ruota da Tara che reggeva tra le braccia due libri, candele, un mazzolino di fiori e sacchetti vari. Subito Willow la aiutò a depositare il tutto sul tavolino già svuotato. Pochi secondi dopo tornarono Spike e Dawn, solo il vampiro reggeva l’enorme baule di armi evitando lo sforzo alla ragazza.
-Adesso che siamo più armati di un esercito posso sapere chi è così importante da essere protetto così?-chiese Spike.
-Lui è Nicky.-lo informò Willow spingendo verso di lui la carrozzina dove avevano adagiato il piccolo.
-Mi state prendendo in giro?-rimase di sasso.-Tutta questa baraonda per un marmocchio?-li guardò uno alla volta.
-Non è un marmocchio, è il bambino più adorabile dell’universo.-lo difese Dawn piccata.
-E a chi appartiene?-continuò il vampiro biondo indicandolo con l’indice.
A quel punto tutti si guardarono imbarazzati, indecisi se parlare o meno.
-Magari è il caso che lo chiedi a Buffy.-rispose Willow per liquidare la faccenda.
-Avanti, voi lo sapete di chi è e non volete dirmelo.-insistette.
-Una volta tanto hai perfettamente ragione. E adesso che hai ottenuto questa soddisfazione, cosa che non ricapiterà facilmente, puoi farci il favore di stare zitto e concentrato in caso di pericolo.-concluse l’interrogatorio Xander.
Per un paio d’ore fu tutto tranquillo. Nonostante tutto, mantennero la mente sgombra da ogni pensiero e all’erta in caso di movimenti sospetti. Alternarono dei turni di guardia alle finestre, le armi pronte in pugno.
Poi, verso le tre del mattino, la porta lentamente si aprì e in salotto Buffy fece la sua comparsa. Aveva un labbro spaccato e sanguinante, una guancia gonfia e livida, un occhio nero e un taglio sulla fronte che ancora gocciolava sangue. La gamba di uno dei pantaloni era lacerata e si intravedeva un taglio lungo quasi quanto la coscia, aveva la maglia lacerata con diversi tagli sull’addome e la manica destra della giacca e della maglia non c’erano più mettendo in bella mostra circa cinquanta lividi su tutto l’avambraccio. Sembrava uscita da un campo di battaglia.
-Buffy! Stai bene?-si preoccupò Willow correndo verso di lei.
La sua amica le impedì di avvicinarsi alzando una mano. Senza dire niente, prese Nicky dalla carrozzina e voltò le spalle a tutti salendo di sopra e chiudendosi nella sua camera.
-Ma cosa…?-Xander non riuscì a formulare la domanda.
-Li ha affrontati tutti da sola. Tutto il gruppo di vampiri che cercava Nicky.-riuscì a capire Willow.

Mandare Dawn a letto fu un’impresa, la ragazzina non voleva coricarsi se prima non sapeva se Buffy stava veramente bene. Tara, che la conosceva bene, le parlò dolcemente e poco dopo la piccola Summers dormiva beata in camera sua.
Da quando Buffy era tornata l’avevano sentita uscire dalla sua camera per chiudersi a chiave in bagno. Poco dopo si era sentito lo scroscio dell’acqua nella doccia, durato ben cinquanta minuti. Poi, Buffy si era di nuovo chiusa in camera. Nicky era stato tutto il tempo con lei.
Al piano di sotto, in tutto quel frangente, non si era sentita volare una mosca. Il silenzio era stato persistente e pesante, pieno di preoccupazione e domande non espresse. Nemmeno Spike, in disparte nell’angolo più remoto del salotto, aveva osato parlare, troppo sconvolto dalla scena appena vista.
Silenziosamente, Tara aveva preparato il caffè per lei, Will e Xander, sorseggiato senza emettere alcun suono. In attesa di qualche segnale che non arrivò neanche dopo due ore che Buffy era tornata. Poi, Spike si staccò dal suo posto dirigendosi verso di loro.
-Io me ne torno a casa, il sole sta per sorgere. Se avete bisogno fatemi sapere.-ruppe il silenzio.
-Ti accompagno alla porta.-si offrì Tara gentile.
Due secondi dopo era di ritorno.
-Forse dovrei andare a chiederle come sta.-Willow si alzò inquieta dal divano gettando un’occhiata alle scale.
-Credo che tu sia l’unica in grado di parlarle, ora come ora.-acconsentì Xander.
-Xander ha ragione.-concordò Tara.
Willow annuì, poi si diresse timidamente su per le scale. Indugiò qualche secondo davanti la porta di Buffy, poi alzò il pugno e bussò piano perché probabilmente Nicky si era già addormentato da un pezzo.
-Buffy?-la chiamò non ottenendo risposta. Piano aprì la porta e sbirciò all’interno.-Posso entrare?-chiese affacciando la testa.
-Vieni pure.-la invitò la sua amica.
Buffy era in vestaglia seduta sul bordo del letto. I capelli pettinati erano ancora umidi e si era messa un cerotto sulla fronte, gli occhi erano gonfi e rossi: chiari segni di pianto. Aveva finito di disinfettarsi e curarsi la gamba che ora stava fasciando piano.
-Ti aiuto.-si offrì Willow chiudendo la porta e inginocchiandosi di fronte a lei e finendo di fare la fasciatura.-Cosa ti è rimasto da fare?-chiese.
-Il braccio e l’addome.-
La sua voce risuonava spenta e stanca. Probabilmente era stata una lotta lunga, faticosa e dolorosa.
-Nicky?-
-Dorme.-
Willow la curò in silenzio fasciandole il braccio. Prima di fasciarle l’addome, Buffy le chiese di guardarle la schiena. Aveva qualche taglio e diversi lividi di chi Willow si occupò. Per un po’, Buffy non avrebbe potuto indossare il reggiseno o il gancio le avrebbe fatto male a lividi e graffi sulla schiena.
-Perché li hai affrontati tutti da sola?-le chiese alla fine sedendole accanto.
-Non c’era tempo per chiamarvi.-sospirò.-Al cimitero uno mi è sfuggito e non potevo permettere che tornasse dagli altri per avvertirli che mi avevano trovato, dovevo ucciderlo prima ma non ci sono riuscita. A quel punto non potevo fuggire, dovevo affrontarli che ne fossi uscita vincente o perdente, per il bene di Connor.-
-Almeno hai vinto.-tentò di consolarla.
-Sessantuno vampiri tutti insieme, il mio record personale. Sfido qualsiasi altra cacciatrice a batterlo.-abbozzò un sorriso.-Devo chiamare Giles e informarlo di stanotte.-
-Riposati adesso, insieme al bambino. Lo chiamerò io più tardi per dirgli quello che è successo.-la aiutò a stendersi spostando la culla accanto a lei, poi uscì silenziosamente.
Al piano di sotto, Xander e Tara la aspettavano. Spiegò loro quello che era successo, poi a quel punto la nottata poté definirsi conclusa anche se erano le cinque del mattino. Xander se ne tornò a casa accompagnando Tara al dormitorio. A quel punto anche Willow andò a stendersi un po’ anche se sapeva che il suo sonno sarebbe stato breve, tra poco Dawn si sarebbe dovuta svegliare per andare a scuola e Buffy non era in condizioni di occuparsi della sorella, troppo stremata dentro e fuori com’era.

Buffy fece un brutto sogno. Sognò che era attorniata dagli stessi vampiri appena affrontati ma stavolta erano troppo forti rispetto a lei e la sopraffacevano. Lei cercava di difendersi e combattere mentre Connor piangeva in sottofondo, lontano da lei che comunque riusciva a sentirlo.
Chiamò il bambino ma lui piangeva senza potersi calmare, poi i vampiri furono veramente troppi e troppo forti e le si gettarono addosso mentre lei sentiva le forze abbandonarla continuando, fino alla fine, a chiamare il piccolo.
Si svegliò di soprassalto, l’orologio segnava le dieci del mattino e Connor realmente piangeva nella sua culla. Buffy fu subito accanto a lui, giustamente il bambino aveva di sicuro fame. Fortuna che Willow aveva portato del latte dentro un thermos mentre lei dormiva. Lo versò nel biberon, era ancora caldo, e prese il bambino in braccio per dargli da mangiare.
Appena finito, il piccolo diede segno di aver digerito poi tornò piano ad addormentarsi. Buffy lo rimise nella culla e lo osservò per un lungo tempo. Proteggerlo si stava rivelando un compito più duro di quanto si fosse aspettata ma lei avrebbe resistito perché Connor era importante, indipendentemente dal fatto che era il figlio di Angel, e lo avrebbe protetto fino a quando sarebbe servito anche a costo della sua stessa vita.

 
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clodia
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ke bello!!!

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June 6 2008, 12:49 PM 

ke sorpresa cris....entro sul forum e trovo la tua fanfic aggiornata!!!!!adesso corro subito a leggere!!!!ciao kiss!!!!

 
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alexis82
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Re: parte 4

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June 9 2008, 2:06 PM 

ciao bentornata...è davvero bellissima...ti prego continua presto che non vedo l'ora di leggere il seguito..è troppo interessante..aspetto gli sviluppi..a prestooo

 
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maudit
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stupenda!!!

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June 18 2008, 10:42 PM 

ciaooooo finalmente dopo un po di assenze ho il tempo da dedicare al mio hobby preferito ...leggere ff!!!!le tue poi sono grandiose!!!non e' vero che non ho notato la tua assenza semplicemente ho rispettato i tuoi tempi lo sai che sei insieme a poche altre la mia preferita scrittrice di questo forum!!!ritornando alla storia avrei voluto vedere la faccia di xander alla notizia del figlio di angel mi ha colpito il colloquio fra buffy e spike "sara' successo una volta ma ti posso garantire che quelli si che furono fuochi d'artificio"la mia anima immortal esultaaaa!!!!!!poverina buffy coraggiosa e leale come sempre!!!!ora sono curiosa di sapere di angel!!!!a presto baci maudit

 
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alexis82
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Re: parte 4

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July 8 2008, 9:45 AM 

ciao.. continuerai presto vero.. aspetto sempre di leggere il seguito della tua ff è troppo bella..ti pregooo

 
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Gen
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Re: cap4

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July 8 2008, 2:51 PM 

E' proprio bella qs ff, complimenti, spero ci farai presto leggere il seguito.

 
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clodia
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Re: cap4

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September 23 2008, 1:37 PM 

cristal scusa se ti disturbo però vorrei sapere se continuera qst storia...è bellissima!!!kisses

 
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parte 5

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September 24 2008, 1:19 AM 

mi dispiace veramente tanto per questa lunga attesa. la parte era finita da un pezzo ma ho preferito portarmi avanti un bel pò perchè per un pò non avrò internet e non so quando potrò postare ancora.
spero che la parte vi piaccia e mi spiace tanto se sto procedendo più a rilento di quanto vorrei ma la mia vita non si ferma all fanfic quindi per loro ho solo spazi di tempo ritagliati durante la notte.
baci, Cris.

Parte 5 – La lunga estate di Los Angeles

Luglio aveva ormai contato venti giorni. L’aria era irrespirabile e afosa, l’umidità si appiccicava alla pelle e rendeva ogni più semplice movimento un’agonia.
Lentamente la Angel Investigazioni era tornata alla vita. Aveva cancellato dalla vista, ma non dalla mente e dal cuore, ogni traccia riguardante Wesley e il piccolo Connor. Si premuravano di non nominare mai nessuno dei due perché ogni più piccolo pensiero era una spina sanguinante nel cuore e faceva terribilmente male. Tranne poi tornare a cedere nell’abisso.
Lorne era partito per Las Vegas dove un tizio che conosceva lo aveva assunto come intrattenitore nel suo casinò, diceva di stare riscuotendo grande successo e poi Lorne adorava le luci sgargianti e mettere in mostra le sue doti canore. Las Vegas faceva proprio per lui.
Angel era tornato a capo della sua agenzia occupandosi anche della parte che riguardava la ricerca. Non era bravo come Wesley, questo lo sapeva, ma conosceva anche lui molte lingue e i libri vecchi ed ammuffiti.
Tra Fred e Gunn non era durata, i due avevano capito che se la intendevano meglio come amici che come fidanzati e quindi tutto era tornato come prima senza che la faccenda pesasse in alcun modo sull’agenzia e sugli altri già provati dai recenti avvenimenti.
La stessa cosa non si poteva dire di Cordelia e Groo che era ogni giorno sempre più innamorati. La presenza di Groo ormai era un punto fisso e oltretutto affiancava egregiamente Angel nella lotta e quindi era anche utile agli affari. Questo fino ai primi giorni di giugno.
Una sera Cordelia era uscita per una commissione e non era tornata. Alle prime luci dell’alba Groo, Fred e Gunn avevano trovato la sua macchina abbandonata in mezzo alla superstrada, di lei non c’era nessuna traccia.
Ricerche e quant’altro non avevano portato a niente. Tranne alla scoperta, per altro poco significante, che la sera del suo compleanno aveva barattato una parte della sua umanità per poter reggere le visioni che lentamente la stavano uccidendo. Anche se avevano intuito che la sua scomparsa dipendeva da quello non avevano alcun indizio su dove potesse essere, così si limitavano ad attendere che magari un giorno sarebbe tornata.
E così, in un vortice di giorni, luglio aveva sorpassato la metà dei suoi giorni senza alcuna traccia della ragazza.
-Ciao. Ho portato la colazione.-esordì quella mattina Gunn mettendo davanti a Fred e Groo tre bicchieri e due sacchetti di carta.-Caffè freddo per me e Groo, latte freddo con cacao per Fred, brioche miste con crema e marmellata e un bicchiere di sangue di maiale per il capo che oltretutto non vedo. Dov’è Angel?-chiese guardandosi in giro.
-È di sopra. È andato a prendere alcuni libri che ci servono.-rispose Fred prendendo il suo bicchiere e aprendo il sacchetto da cui estrasse un cornetto con la crema.
-Su questi che abbiamo qui non abbiamo trovato niente su quel demone che è stato avvistato al porto.-precisò Groo prendendo anche lui una brioche, con la marmellata di lamponi.
-Nel mio giro di ricognizione, stanotte, non ho notato molte tracce. Forse si è spostato.-Gunn alzò le spalle bevendo un sorso di caffè.
-Sapete, penso che in questo caso una visione di Cordelia ci sarebbe stata davvero utile.-sospirò Fred.-Mi manca veramente tanto.-
-Manca a tutti.-precisò Groo.-A volte immagino di vederla rientrare dalla porta, bella e sorridente come sempre, e allora io corro a prenderla tra le mie braccia e non mi importerà dove lei sia stata, l’importante sarà che sia tornata.-
-Ce lo auguriamo tutti.-gli sorrise Gunn speranzoso.
In quel momento Angel tornò giù chiedendo cosa si auguravano. Il riferimento a Cordelia gettò nello sconforto pure lui ma poi si riprese, dicendo che lei non avrebbe voluto vederli in quel modo, anzi. Ripresero a cercare nei libri che il vampiro aveva portato giù, anche se alcuni necessitavano di traduzione tanto erano vecchi.

Il porto di notte era stranamente rumoroso, più che durante il giorno. O così poteva sembrare ad un orecchio umano. C’era il rumore del mare, dei pescherecci ancorati, del luna park sulla baia in lontananza. Per Angel era tutto molto silenzioso.
Lui riusciva a captare ben altri rumori di sottofondo, suoni e rumori che alle orecchie umane erano sconosciuti per lui erano normali.
Fu lui che riuscì a guidare gli altri sulle tracce che la sera prima a Gunn erano sfuggite. Fu lui a scovare delle impercettibili tracce di sangue, a odorare dove si erano dirette. Ma quando assaltarono il capannone era vuoto.
-Eppure i miei sensi non si sono sbagliati.-si giustificò perplesso.
-Magari sono tracce vecchie.-ipotizzò Gunn.
-Mm, non lo so.-qualcosa non gli quadrava.
-Avete sentito?-attirò la loro attenzione Fred dirigendosi verso il fondo.-A me è parso di sentire un lamento.-spiegò.
Cautamente spostò una pila di cartoni per scovarvi un uomo rannicchiato e sanguinante.
-C’è qualcuno qui.-informò gli altri.
-Fred, non avvicinarti!-ma l’avvertimento di Angel giunse un secondo troppo tardi.
Fred si era già chinata su di lui e quello che apparentemente parve una vittima in realtà tramutò il viso e prese Fred stringendola in una morsa e preparandosi a morderla. L’intervento di Angel fu tempestivo, liberò la ragazza e prese il vampiro per la gola alzandolo dal pavimento e inchiodandolo sul muro.
-Chi ti ha ridotto così?-gli chiese.
-La cacciatrice.-ansimò.-Sono fuggito da Sunnydale.-
-Non ci credo che Buffy ti abbia lasciato andare, non è da lei.-strinse di più la morsa tirando fuori il paletto.
-È stata una svista, mi sono nascosto. Eravamo in sessantacinque, io sono l’unico sopravvissuto. Ci ha ucciso tutti in una volta sola.-spiegò.
-Fortuna che ci sono io a rimediare alla sua svista.-e affondò il paletto nel cuore.
-Lei ha qualcosa che ti appartiene. L’ha chiamato Dom…-ma non riuscì a concludere perché esplose in cenere.
-Cosa voleva dire?-chiese Groo.
-Si, stava dicendo qualcosa. L’ha chiamato Dom.-ripeté Fred.
-Non ne ho idea.-Angel aggrottò la fronte stranamente confuso e con uno strano brivido famigliare che gli percorse la schiena.

Durante tutto il tragitto di ritorno, Angel fu stranamente silenzioso ed immerso nei suoi pensieri mentre Fred e Gunn progettavano di portare Groo da Lorne, per svagarsi un po’.
Quando varcarono la soglia dell’hotel, il vampiro andò a posare le armi, poi si tolse la giacca adagiandola sul divanetto rotondo.
-Ragazzi prendetevi pure il resto della serata, io vado a fare una doccia e poi leggo un libro.-e liquidateli così, Angel salì di sopra nella sua camera senza neanche guardarli e lasciandoli parecchio straniti del suo comportamento.
Fece una lunga doccia calda che non servì a schiarirgli le idee e rientrò nella sua camera ancora più confuso. Sedette sul letto con l’asciugamano avvolta intorno alla vita, ed un’altra intorno al collo che gli serviva per asciugarsi i capelli.
D’impulso prese il telefono e compose un numero a lui ben famigliare. Il telefono prese a squillare diverse volte e stava per riattaccare quando risposero.
-Pronto?-la voce femminile che rispose aveva il fiatone, segno che aveva corso per rispondere.
-Ehm…ciao Buffy.-fece lui timidamente.
-Angel!-esclamò e a lui parve colta dal panico.
-Ti disturbo?-si preoccupò.
-No! No, assolutamente.-si affrettò a precisare.-Io stavo facendo una doccia dopo ronda e non avevo sentito il telefono e quando l’ho sentito sono corsa prima che Dawn si svegliasse.-
-Buffy non giudicarmi stupido ma stasera è successa una cosa e volevo parlartene.-
-Sono tutta orecchi.-silenziosamente si alzò e controllò nella culla che Nicky dormisse, ma forse era meglio spostarsi perché se il piccolo si svegliava avrebbe cominciato a piangere ed Angel sentendolo si sarebbe insospettito. Ma d’altra parte non poteva andare a parlare in corridoio o avrebbe svegliato Dawn così cercò di abbassare il volume senza insospettirlo.
-Ho incrociato un vampiro, era messo male e mi ha detto che eri stata tu a ridurlo in quel modo. Anzi che erano in più di sessanta e che li hai uccisi tutti.-le spiegò.
A quel punto, Buffy fu davvero colta dal panico perché se quello che le era sfuggito aveva detto qualcosa lei era spacciata.
-Sei sicuro che non ce ne erano altri?-chiese.
-Si, lui ha detto di essere l’unico rimasto.-fece una breve pausa.-Ha detto anche un’altra cosa, ha detto che tu hai qualcosa che mi appartiene. È riuscito a dire Dom prima che esplodesse in cenere. Sai cosa intendeva?-silenzio.-Buffy?-
-No.-rispose lei.-Mi dispiace Angel, non mi dice niente di famigliare.-stava tremando.
-Scusa, Buffy non avrei dovuto chiamarti. È solo che è tutta la sera che ci penso e sentivo una strana sensazione e sapevo che non avrei avuto pace finché non te ne avessi parlato.-si giustificò.
-Hai fatto bene.-deglutì.-Angel ti ricordi com’è stato, tanto tempo fa?-gli chiese d’impulso pentendosi subito di aver parlato.
-Si, ma non chiedermi se provo ancora dell’amore per te, Buffy, perché non lo so più perdonami.-sospirò.-Dopo aver perso Connor, non sono più sicuro di riuscire a provare sentimenti profondi.-
-Saresti in grado di perdonarmi se ti facessi un torto gravissimo, difficile da perdonare?-
-Stai bene?-sorrise.
-Era solo per sapere.-
-Penso che potrei, dipende dall’entità del torto.-fece una pausa.-Buona notte, Buffy, scusa se ti ho disturbato.-
-Tu non disturbi mai. Buone notte a te, Angel.-e detto questo chiuse.
Angel rimase qualche secondo a fissare il telefono nelle sue mani. Buffy gli era parsa strana ma forse era solo stanca. E poi di rado lei gli aveva mentito, quindi se diceva di non sapere a cosa il vampiro si riferisse lui le credeva.
Quella strana sensazione non si era ancora attenuata ma forse era solo lui che era paranoico. Silenziosamente indossò un paio di pantaloni, poi prese un libro dalla libreria e si mise a letto per leggere.

La settimana successiva, Angel decise che i suoi amici e collaboratori non meritavano di passare tutta l’estate a lavorare quindi diede loro tre settimane di ferie prenotandogli persino una intera settimana a Las Vegas dove Lorne già li attendeva per farli svagare e divertire.
Lui si rifiutò dicendo che comunque qualcuno doveva pur rimanere in agenzia per mandare avanti il lavoro, il male non si fermava mai.
Non ripensò più alle parole del vampiro ucciso la settimana precedente, d’altronde persino Buffy gli aveva assicurato di non saperne niente e lui non aveva motivo per dubitarne.
Fu durante quel periodo che venne a trovarlo Kate Lockley, non la vedeva da tanto di quel tempo.
-A cosa devo la tua visita?-la accolse mentre preparava una tazza di caffè.-Anzi, prima dimmi come hai fatto a trovarmi.-
-Ho ancora qualche contatto tra i miei vecchi colleghi.-si guardò in giro.
-Allora, dimmi di te. Cosa stai facendo adesso?-la sentiva un po’ in imbarazzo.
-Beh da quando mi hanno licenziata sono stata per un bel po’ senza fare niente. È stato un periodo duro per me. Adesso poco alla volta mi sono ripresa e ho trovato un nuovo impiego, sono diventata la nuova direttrice del carcere femminile.-spiegò.
-Mm, un lavoro abbastanza impegnativo.-le porse il caffè.
-Abbastanza, ma è anche per questo che sono qui.-bevve un sorso.-Sto avendo a che fare con la tua amica, Faith Lehane.-
-Sta bene?-si preoccupò.
-Oh si, sta benissimo. La sua udienza si avvicina e lei non potendosi permettere un avvocato è stata affidata ad un d’ufficio. È qui che sorge il problema: ultimamente Lilah Morgan della Wolfram&Hart va a trovarla spesso e sempre con la solita richiesta di prendere lei in mano il caso. Inizia a diventare una situazione pesante, anche per me.-gli raccontò.
-Non sapendo più come attaccarmi stanno cercando, di nuovo, di attirare Faith.-sospirò.-Di recente mi hanno lasciato in pace, ma a quanto pare stavano escogitando qualcosa. Prima hanno cercato di portarmi via l’hotel, poi, anche per colpa loro, ho perso una persona importante per me ed evidentemente le mie ripetute minacce a Lilah Morgan adesso sono cadute nel vuoto, forse dovrei farle di nuovo visita.-
-Non posso aiutarti in questo, anche se ho ritenuto doveroso doverti dire di Faith.-si alzò e prese la borsetta.-Adesso devo andare, sono quasi in ritardo per il lavoro.-
-Grazie per essere passata.-la accompagnò alla porta.-Vieni quando vuoi.-
-Ci penserò.-sorrise.-A presto.-e detto questo se ne andò.
Non appena fu uscita, Angel tramutò il suo sorriso in pura rabbia contro Lilah Morgan. Era troppo strano che la Wolfram&Hart lo lasciasse in pace per un lungo periodo di tempo, dovevano assolutamente escogitare qualcosa per nuocergli altrimenti non erano soddisfatti di loro stessi.
Tempo addietro avevano cercato di portargli via l’hotel, poi con un cavillo sul contratto d’affitto se l’era cavata. Poi si erano gettati a pesce su Connor permettendo che Holtz se lo portasse via, adesso cercavano di nuovo di raggirare Faith e di farla cadere nelle loro grinfie.
Attese che si facesse buio. Non poteva entrare negli uffici della Wolfram&Hart senza che lo scoprissero dati i loro sofisticati allarmi contro i vampiri e non poteva entrare in casa di Lilah perché non era mai stato invitato. Ma poteva comunque sorprenderla.
Lui sapeva bene come nascondersi negli spazi bui, erano il suo elemento perché lui era una creatura della notte. Sfruttare le zone d’ombra, le superfici che non lo riflettevano per cogliere di sorpresa, essere silenzioso…in circa 250 anni aveva imparato tantissime cose. Forse più del dovuto.

Lilah varcò il portone del suo palazzo controllando la posta appena ritirata. Bolletta della luce, bolletta del telefono, la fattura della carta di credito, l’estratto conto della banca, la fattura mensile della casa di riposo dove alloggiava sua madre, pubblicità, pubblicità, pubblicità, pubblicità e ancora pubblicità. Infilò il tutto nella ventiquattrore e prese a salire le scale terribilmente silenziose e desolate.
Tirò fuori le chiavi dalla borsa e le aveva quasi infilate nella toppa quando si sentì osservata. Si voltò ma non c’era nessuno così fece per aprire e a quel punto sussultò spaventata lasciando cadere le chiavi, la borsa e la valigetta.
-Ti disturbo, Lilah?-la salutò Angel.
-Mi hai spaventata.-portò una mano al petto per calmare i battiti del cuore.
Quando Angel faceva in quel modo sapeva che non c’era da fidarsi, la terrorizzava quando faceva quelle improvvisate e soprattutto quell’aria ferina e implacabilmente glaciale che lo contraddistingueva. Era il pericolo allo stato puro.
-Oh potrei farti di peggio che spaventarti.-piegò le labbra in un leggero sorrisino. Ancora terrore.
Rapidamente la afferrò per la gola e la spinse contro il muro di fronte. Non la stava stringendo ne l’aveva alzata da terra ma la sua morsa era ferrea e lei non osava muoversi ne tanto meno respirare per la paura.
-Cosa vuoi?-gli chiese.
-Faith Lehane. Lasciala in pace.-rispose.-Non andare a trovarla, non offrirle i tuoi servigi, niente di niente. Ci avete provato già una volta con lei e non ha funzionato, ora lasciala stare!-strinse appena.
-Sarebbe potuta essere un prezioso elemento.-
-Beh adesso l’elemento ha perso il suo valore. Se vengo ancora a sapere che sei andata da lei e che hai cercato di farti assumere io ti uccido.-la minacciò.-Io e te avremo per sempre un conto in sospeso di nome Connor.-
A quel punto lei abbozzò un sorriso strafottente quasi a volerlo sfidare.
-Degli stregoni potenti al nostro servizio sono riusciti a raggiungere mentalmente la dimensione del QuorToth.-lo informò.-Hanno captato l’aura di Holtz ma niente aura del bambino. È probabile che tuo figlio non sia mai arrivato nel QuorToth.-
-Ti illudi Lilah.-a quel punto fu lui a sorridere.-Nelle dimensioni infernali il tempo scorre più in fretta. Sono passati cinque mesi, è probabile che a quest’ora Connor non sia più un bambino. Può essere diventato un ragazzo o addirittura un uomo adulto.-vide il suo sorriso svanire ed essere delusa.-Come faccio a saperlo? Anni fa ho passato un periodo di tempo in una dimensione infernale. Qui erano passati poco più di tre mesi, li erano trascorsi cento anni.-la lasciò andare.
-Non puoi essere sicuro che si siano sbagliati.-si massaggiò il collo.
-I tuoi stregoni hanno cercato l’aura di Connor bambino. Poco furbi.-fece per andarsene.-Ricordati: lascia stare Faith.-
-Ti odio Angel!-gli urlò dietro.-Vai all’inferno!-era livida.
-Ci sono già stato.-e detto questo sparì dietro l’angolo lasciandola li nel corridoio intenta a massaggiarsi il collo e a bollire di rabbia.

Appena lasciata Lilah, Angel andò a trovare Faith. La rimproverò per non averlo informato subito delle visite insistenti di Lilah poi passò a chiederle come stava aggiornandola sugli ultimi avvenimenti.
Le disse di Connor, del tradimento di Wesley, della sparizione di Cordelia. Fino a quel momento non aveva ancora avuto il coraggio di ammettere tutto e adesso esprimerlo a parole rendeva la situazione ancora più reale.
Faith ascoltò con una pazienza che non le si addiceva, essendo di natura irrequieta e ribelle. Alla fine riuscì ad essere di consolazione per il suo amico che se ne andò con il morale un po’ più sollevato.
Quanto tornò a casa, l’hotel era vuoto e deprimente ma lui adesso stava meglio e controllò il calendario perché aveva segnato la data del ritorno dei suoi amici. Mancava una settimana e sia lui che tutto l’hotel erano in uno stato pietoso, quindi avendo intere giornate a disposizione confinate in casa si rimboccò le maniche e sistemò e pulì da cima a fondo tutto l’edificio.
Rimise in sesto le camere non utilizzate, anche se li ci abitavano solo lui e Fred dato che Gunn aveva una casa sua e Groo viveva in casa di Cordelia. Imbiancò, rifece le pavimentazioni, sistemò i mobili, lavò i tendaggi poi passò ai locali che usavano come ufficio allestendo una delle camere come archivio con tanto di scaffali e cassettiere, sistemò la reception dove di solito lavorava Fred e allestì due uffici piccoli per Gunn e Groo, li avrebbero adorati.
Ristrutturò da cima a fondo la cucina comprando nuovi elettrodomestici e facendo la spesa, dato che spesso si fermavano li fino a notte fonda era meglio avere il frigo pieno invece di spendere sempre soldi per una cena comprata fuori. Sistemò anche la sala da pranzo con mobili nuovi, un nuovo tavolo, pareti imbiancate per bene e nuovi servizi di piatti, posate e bicchieri.
Alla fine l’hotel aveva assunto un nuovo aspetto con nuovi lampadari, pareti rinfrescate, mobili nuovi, quadri e persino delle loro foto in giro. Non si occupò del giardino perché non aveva il pollice verde, voleva dire che avrebbero chiamato dei giardinieri.

Quella mattina sentì distintamente il rumore del furgone di Gunn fermarsi davanti al cancello. Sorridente mise in funzione la nuova macchinetta del caffè e si guardò intorno per sincerarsi che tutto fosse perfetto. Era soddisfatto.
-Siamo tornati!-esordì Gunn varcando la soglia.
-Wow!-esclamò Fred guardandosi in giro.-Abbiamo sbagliato hotel?-
-Ciao!-li accolse Angel abbracciandoli tutti e tre.-Allora? Piaciuta la sorpresa?-chiese alludendo all’hotel.
-Beh, sembra un posto nuovo!-rise Fred.
-Ditemi tutto della vacanza.-avanzarono verso la reception.
-Oh, amico, dovevi esserci!-cominciò Gunn.-Specialmente per vedere Groo. Era più emozionato di un bambino.-
-Beh a Pylea non ci sono tutte queste cose.-si difese il diretto interessato facendoli ridere.
-Dai, Charles, non essere cattivo, Las Vegas ha emozionato anche me! E poi Lorne è fenomenale, il pubblico lo adora e il suo spettacolo è stupendo. Ti manda a salutare, sperava venissi anche tu.-disse Fred.
-Sarà per la prossima volta. Allora, che ve ne pare dell’hotel?-cambiò argomento Angel.
-Devo ammettere che è totalmente cambiato, e mi piace parecchio.-assentì Gunn.
-Dovete ancora vedere tutto quello che ho fatto.-e cominciò a far fare loro il giro turistico dell’hotel completamente rimesso a nuovo lasciandoli piacevolmente colpiti dalle modifiche.
Mostrò gli uffici nuovi, la cucina con la sala da pranzo, l’archivio e tutte le altre cose spiegando che quello sarebbe stato il nuovo inizio per la Angel Investigations, i suoi amici si dimostrarono pienamente d’accordo con lui su ogni cosa e si congratularono dell’eccellente lavoro svolto.
Gunn, scherzando, disse che se mai avrebbero pensato di cambiare mestiere avrebbero potuto mettere su un’impresa di ristrutturazioni. Angel lo guardò male ma poi rise. Per la prima volta, da tempo immemorabile, sentiva quel peso opprimente sul cuore un po’ più leggero.

è un pò piccolina come parte ma spero ke vada bene lo stesso. Cri.

 
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clodia
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Re: parte 5

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September 24 2008, 2:03 PM 

ciao cri grazie per aver postato un nuovo capitolo della tua incredibile storia...non ti preoccupare puoi metterci tutto il tempo ke vuoi è normale ke ti devi occupare di altro!!!
cmq la storia diventa sempre più bella e non vedo l'ora ke buffy ed angel si possano incontrare e spero ke lui la perdoni per avergli mentito!!!
posta presto(quando ti è possibile ovviamente)grazie mille kisses!!!

 
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maudit
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curiosa!!!!!

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September 26 2008, 9:47 PM 

ciaooooooo cris non preoccuparti non importa che vai a rilento l'importante e che come puoi posti un nuovo cap mi dispiacerebbe non poter leggere piu' questa storia.....non vedo l'ora che angel scopri la verita' anche se da quest'ultimo cap ci stava riuscendo infatti qualche dubbio gli e' venuto!!!!spero che riuscira' a perdonare buffy per le menzogne che gli sta raccontando.....e poi cordelia che fine ha fatto??
torna presto ....un bacione magda!!!!

 
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parte 6

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June 10 2009, 4:03 PM 

è interessante constatare ke in qst mesi di assenza vi siete dimenticati di me.
cmq, nn importa. qst è la parte 6 e ve la posto scusandomi x la mancanza di notizie da parte mia. buona lettura.

Parte 6 – La prima parola

La porta del Magic Box si aprì con il solito scampanellio e Buffy entrò reggendo in braccio Nicky mentre con l’altra mano spingeva il passeggino del piccolo. Dopo averlo adagiato lì aprì la persiana della vetrina e accese le luci.
Dopo il mancato matrimonio di Xander non si erano più avute notizie di Anya, la ragazza era sparita nel nulla, probabilmente D’Hoffrin, il demone che l’aveva creata, l’aveva ripresa sotto la sua ala ridandole i suoi poteri. Ma non lo sapevano per certo.
Di conseguenza, dato che Giles non c’era, era toccato a Buffy prendere in mano le redini del negozio. Il che era anche un bene dato che costituiva un’entrata fissa ogni mese che serviva a mantenere lei, Dawn e Nicky e a fare in modo che non le contestassero la custodia dei due. Persino Giles era stato d’accordo quando era tornato a Sunnydale prima dell’estate a causa di tutto il trambusto che si era creato.
Al solo pensarci, a Buffy veniva ancora la pelle d’oca e la piccola cicatrice tonda sopra il petto, a sinistra, pulsava ancora.

Tutti avevano scoperto della passata relazione tra lei e Spike ed inutile dire che quelli che ci erano rimasti più male erano stati Xander e sua sorella. Il suo migliore amico l’aveva presa ancora peggio ed avevano litigato ferocemente, Xander aveva quasi tagliato la testa a Spike.
Poi quei tre cretini di Jonathan, Warren ed Andrew ne avevano tentata un’altra della loro ma Buffy aveva fatto in modo che Jonathan ed Andrew venissero arrestati, la cosa non era piaciuta a Warren che aveva fatto irruzione nel giardino di casa Summers armato di pistola proprio mentre Buffy e Xander facevano pace e Willow e Tara stavano in disparte a lasciarli parlare ed occuparsi di Nicky.
Erano esplosi tre colpi. Uno aveva rotto la finestra di camera di Dawn terrorizzandola a morte mentre posava lo zaino di scuola, uno aveva ferito Buffy circa dieci centimetri sopra il cuore e l’altro aveva preso Tara allo stomaco creando il panico.
Xander aveva subito chiamato l’ambulanza mentre Dawn si precipitava di sotto in lacrime per il terrore trovando sua sorella a terra con Xander che le tamponava la ferita, Tara tra le braccia di Willow e Nicky che piangeva.
Ancora fragile, la cosa aveva sconvolto Willow che si era armata dello scudo della vendetta e dopo che le due erano state portate al pronto soccorso aveva fatto incetta di magia nera per farla pagare a Warren. Dopo aver estratto con la magia il proiettile da Buffy facendola guarire, non aveva potuto fare la stessa cosa con Tara la cui ferita era più grave, poi aveva dato la caccia a Warren.
A Nulla erano valse le suppliche dei suoi amici, aveva scuoiato Warren vivo, poi aveva cercato di distruggere il mondo, prima osteggiata da Giles arrivato da Londra e armato di poteri donatogli momentaneamente da una congrega di streghe.
Solo Xander era riuscito a fermarla parlandole da buon amico e dichiarandole quanto le volesse bene. Non appena Willow era tornata in sé aveva voluto sapere di Tara ma la ragazza era in coma e per evitare una ricaduta Giles, con il primo volo disponibile, l’aveva condotta con sé a Londra dove Wesley li attendeva insieme alla stessa congrega di streghe che avrebbe aiutato Willow.
Tara si era risvegliata una settimana dopo, aveva chiesto di Willow e le era stato detto ciò che era successo. Poco alla volta si stava riprendendo, aveva passato l’estate a fare riabilitazione aiutata da Buffy e Xander.

Scosse la testa scacciando via quei brutti momenti e si concentrò su Nicky. Il piccolino aveva dieci mesi e ormai camminava quasi da solo. Bastava prenderlo per mano o che lui avesse qualcosa su cui poggiare le manine e camminava perfettamente.
Faceva diversi versi tanto che Buffy supponeva stesse quasi per parlare ma ancora, a parte vari “Ma”, “Dada” e “Papapa” non spiccicava molto. Era bellissimo e spesso lei si incantava a guardarlo. Aveva i capelli castano molto chiaro, quasi biondi, e gli occhi erano azzurri, della stessa forma di quelli di Angel, si era accorta. Le labbra rosse e carnose invece erano decisamente di Darla. Il sorriso era senza alcuna ombra di dubbio di Angel.
Buffy aveva montato un box vicino alla cassa dove adagiava Nicky per farlo giocare tranquillamente e dove poteva sempre tenerlo d’occhio. Anche se era lui ciò che i clienti venivano spesso a guardare, quelli più affezionati tornavano solo per lui e quelli nuovi promettevano di tornare per lui.
-Allora, ti va di giocare con il tuo Mister Orsacchiotto?-gli chiese mettendolo nel box e avvicinandogli l’orsacchiotto.
Subito la porta si aprì con uno scampanellio e Xander entrò spingendo la sedia a rotelle di Tara che reggeva sulle ginocchia un cartone chiuso e tre bicchieri di carta.
-Abbiamo portato la colazione!-annunciò lui allegro.-Brioche varie e cappuccino.-
-Tanto per rovinarci un po’ il fegato.-sorrise Tara poggiando le cose sul tavolo.
-Ma si, Tara, al diavolo persino la linea.-le diede corda Buffy prendendo il suo bicchiere.-Fortuna che il mio piccolino ha ancora tutta la vita davanti a sé prima di rimbambirsi di caffè e ciambelle.-lanciò un’occhiata a Nicky che si stava divertendo ad agitare su e giù il suo orsacchiotto.
-Oggi sembra più allegro del solito. Chissà cosa gli fa quel peluche per renderlo così felice.-sorrise Xander.
-A volte mi sorprendo a pensare al suo futuro come se fosse davvero mio. Me lo immagino quando andrà al liceo, quando avrà la sua prima ragazza, che università sceglierà. E invece ogni giorno può essere quello in cui Wesley scoprirà come far fronte alla profezia.-fece Buffy sconsolata.
-Non pensarci adesso, rischi solo di uscire fuori di testa.-Tara le prese una mano.
-Lo so, ma non posso farne a meno!-esclamò.-Penso continuamente al fatto che lui non è mio figlio eppure lo sto crescendo io mentre non lontano da qui suo padre soffre pensando di averlo perso per sempre. Connor ha già messo i primi denti ed Angel se lo è perso, quasi cammina ed Angel si perderà i suoi primi passi e anche la sua prima parola e di questo passo anche il suo primo giorno di asilo.-sospirò. Non lo chiamava mai Connor.
-Buff, calmati, sappiamo che è un’ingiustizia e che sicuramente Angel sta soffrendo ma tu lo stai facendo per il bambino e il giorno in cui Angel lo scoprirà sono sicuro che capirà.-tentò di tranquillizzarla Xander.
-Lo spero sempre.-si calmò.
La porta si aprì e due ragazze entrarono ridendo per poi guardarsi in giro. Buffy andò da loro per vedere se avevano bisogno di aiuto, le due risposero che cercavano un regalo di compleanno per una loro amica che era appassionata di antiche leggende.
Buffy consigliò loro un bel libro con tutte le più antiche leggende, su come si erano evolute arrivando alle storie che si conoscevano oggi e poi venivano analizzate in base a fatti storici realmente accaduti, ai luoghi di origine ecc. Ne rimasero affascinate tanto che lo presero e in più comprarono anche un set di candele profumate alla cannella. Dopo che ebbero pagato ringraziarono e andarono via.
-Cambiando argomento.-esordì Xander.-Stasera torna Willow. Che si fa?-e lì calò il silenzio.
-Giles dice che adesso sta molto meglio rispetto a quattro mesi fa.-disse Buffy.
-Io credo che lei ed io dovremmo parlare, anche a lungo.-fece Tara.
-Per stasera, intanto è meglio darle un bel bentornata.-decise Buffy.-Xander vai tu a prenderla?-il suo amico annuì.-Bene, noi vi aspettiamo a casa mia, ceniamo tutti insieme. Che ve ne pare?-annuirono d’accordo.
-Vuoi che ti aiuti a preparare?-si offrì Tara.
-No, ci sarà Dawn ad aiutarmi. Ma vieni pure quando vuoi, una mano con Nicky mi serve sempre.-guardò Xander.-Ma tu non dovresti essere in cantiere?-
-Si, da dieci minuti in effetti.-fece tranquillo rilassandosi sulla sedia.
Buffy e Tara lo guardarono e all’inizio lui non capì i loro sguardi. Poi ripensò alle sue parole e sgranò gli occhi.
-Ci vediamo stasera.-scattò dalla sedia afferrando la giacca e corse via.
-Non dimenticarti di Willow!-gli urlò dietro Buffy-Ti senti pronta per stasera?-chiese a Tara dopo che Xander fu andato via.
-Penso di si.-annuì.-Io amo davvero tanto Willow e anche se ha fatto cose sbagliate le ha fatte perché ha temuto di perdermi per sempre, in fondo al mio cuore non riesco a trovare una condanna per lei.-spiegò.
-Will è tanto fortunata ad aver trovato una persona che la ama come te.-sorrise.-Devo cambiare Nicky, ci pensi un attimo tu ai clienti?-
-Certo.-assentì mentre Buffy si alzava e prendeva il bambino dal box.
Tara la guardò sparire nel retro. Buffy si trovava così bene con Nicky. Forse non ci aveva mai pensato ma era portata a fare la madre, più di quanto credeva. E si vedeva lontano un miglio che voleva bene al piccolo come se era davvero figlio suo, le brillavano gli occhi ogni volta che il piccolo sorrideva.

Buffy chiuse il negozio che erano le sette. Tara era andata via dopo pranzo perché aveva la seduta di fisioterapia. Dawn era passata dopo scuola per farle un saluto poi era andata a casa per cominciare a pensare a cosa preparare e nel frattempo apparecchiare la tavola.
Quando entrò in casa con Nicky sentì ridere dalla cucina. Arrivando lì notò che Tara era già arrivata ed era seduta ad uno degli sgabelli affettando della frutta che poi metteva in una grossa ciotola.
-Come siete allegre!-esordì posando il bambino nel seggiolone.
-Sei tornata.-sorrise Dawn.-Tara sta facendo la macedonia. Io ho controllato e secondo me possiamo fare degli spaghetti con il ragù, c’è anche del pollo e dell’insalata.-la informò.
-Per me va bene.-alzò le spalle.-Dovrebbero anche esserci delle patate che possiamo fare al forno.-controllò in uno sportello in basso trovando un sacchetto di patate ancora buone.
-A me piacciono le patate.-concordò Tara.
-Non ti sarai affaticata stando molto in piedi, vero?-si preoccupò Buffy notando la sedia a rotelle in un angolo.
-No, tranquilla. Il dottore dice che sto procedendo bene ma spesso devo alzarmi dalla sedia a rotelle e camminare un po’.-
-Bene.-annuì cominciando a pelare le patate e mettendole nel lavello per lavarle.
Dawn mise sul fuoco la pentola con l’acqua e cominciò a fare il ragù controllata a vista da Buffy che nel frattempo tagliava le patate e le metteva in una teglia. Tara dopo aver finito con la macedonia la mise in frigo e cominciò a fare l’insalata mentre Buffy, che aveva già messo le patate nel forno, prendeva il pollo dal frigo e lo condiva per poi metterlo insieme alle patate.
Poco dopo tutta la cena si stava preparando e Dawn aveva apparecchiato una tavola superba. Nicky, più sveglio e allegro che mai, partecipava a modo suo alla serata gorgogliando e ridendo. Finché improvvisamente calò il silenzio quando sentirono la porta aprirsi.
-Buffy? Dawn? Siamo arrivati!-urlò Xander per annunciarsi.-C’è nessuno?-
Dawn aiutò Tara a sedersi sulla sedia a rotelle mentre Buffy prendeva Nicky dal seggiolone. Poi si diressero nel salotto mentre Dawn spingeva la sedia di Tara.
-Siamo tutti qui.-sorrise Buffy arrivando per prima.
Guardò Willow e subito le si riempì il cuore. La sua migliore amica aveva assunto quella dolce aria colpevole che la faceva somigliare alla timida ragazza mal vestita che aveva conosciuto anni prima nel cortile del liceo di Sunnydale.
In fondo ai suoi occhi si notava un senso di colpa che non aveva eguali ma lei era Willow: era sempre stata così buona che non poteva concepire il male neanche quando aveva scoperto della sua esistenza. Averlo sperimentato in prima persona l’aveva cambiata e resa più grande, oltre a farle capire quello che davvero era importante nella vita.
-Ciao Willow.-la abbracciò con le lacrime agli occhi e la sua migliore amica fu la prima a singhiozzare avendo capito quanto ancora Buffy potesse volerle bene.
Le gettò le braccia al collo chiedendo scusa e Buffy le rispose che non c’era niente di cui dovesse essere perdonata. Poi si staccarono e si sorrisero con la stessa complicità di quando avevano sedici anni e parlottavano di ragazzi.
-Oh cielo, questo è Dominick? È così cresciuto!-gli passò un dito sulla guancia paffutella e rossa.
-Non è bellissimo?-sorrise Buffy orgogliosa.
-Si, è davvero stupendo.-e fu a quel punto che notò la sedia a rotelle dietro di Buffy.
Tara sapeva che per quanto l’amasse, il primo passo di Willow doveva essere ritrovare la sua amicizia con Buffy. E questo era accaduto rendendola felicissima. Non appena i loro sguardi si incrociarono lei sorrise con tutto l’amore di cui era capace facendole intendere con un solo sorriso che lei l’aveva attesa in tutti quei mesi.
Willow scoppiò di nuovo in lacrime e si gettò ai piedi della sua amata piangendo sulle sue ginocchia che le accarezzò dolcemente i capelli cresciuti. Anche Tara pianse, mormorandole che non doveva scusarsi, ormai era tutto passato. Le alzò il viso asciugandole le lacrime e poi la abbracciò forte.
Fu un momento molto intenso che nessuno avrebbe mai voluto interrompere, ma Nicky si scocciò della cosa e cominciò a strillare per la fame. Willow si alzò salutando anche Dawn a cui disse di smettere di diventare così bella e grande perché già non la riconosceva più.
Si misero a tavola dove il grande mattatore fu Nicky che assaggiò la pasta imbrattandosi di sugo, Buffy era così esasperata che voleva solo sbattersi la testa contro al muro, e passando sulle ginocchia di tutti per rimanere al centro dell’attenzione.
Dopo cena, Dawn andò a letto perché la testa le ciondolava ovunque a causa del sonno. Salutò tutti e salì di sopra in camera sua. Gli altri si trasferirono in cucina dove caricarono la lavastoviglie e rimisero a posto chiedendo a Willow della permanenza in Inghilterra e di Giles.
-Sta bene.-rispose la rossa.-Ha una tenuta fantastica appartenente alla sua famiglia e che lui ha dato in comodato d’uso a questa congrega di streghe, lui abita in un fantastico appartamento a tre piani a Londra ma veniva tutti i giorni a trovarmi e mi portava anche a cavallo.-
-E pensare che a noi ha dato ad intendere per anni che fosse uno normale e invece il vecchio inglese è pure ricco.-scosse la testa Xander.
-Secondo te come ha fatto a non lavorare per un anno e mezzo dopo l’esplosione del liceo senza finire sul lastrico?-gli fece notare Buffy.-Ad ogni modo quando ci verrà a trovare?-
-Spera presto, gli impegni del Consiglio lo tengono occupato parecchio.-alzò le spalle.
-Beh come sempre da quando è tornato in Inghilterra.-
-E voi qui come ve la siete cavati? Ci sono stati altri pericoli per Nicky?-chiese.
-No, abbiamo avuto un’estate tranquilla.-Xander scosse la testa.
-Nessuna notizia di Anya?-guardò il suo amico e lo vide farsi serio. Il nome di Anya lo rendeva ancora sofferente.
-Anche di lei niente, è sparita nel nulla.-sospirò.-Beh, ragazze, per quanto adori la vostra compagnia domattina ho da fare in cantiere.-
-Vado anch’io, domattina devo andare in università per vedere quando ricominciano i corsi.-concordò Tara.
-Vuoi che ti accompagni?-si offrì Willow.-Io devo andarci per portare la mia iscrizione all’ultimo anno, sperando che la accolgano dato il ritardo.-
-Vedrai che lo faranno, sei sempre stata una studentessa più che ottima.-la incoraggiò Buffy.-A me invece tocca adesso portare mio figlio a nanna.-rise osservando Nicky che si era appisolato sul seggiolino con la testa sulla spalla.
-È così adorabile.-sospirò Willow adorante.
-Lo adoro.-lo prese dolcemente facendo attenzione a non svegliarlo e se lo adagiò piano sul petto con la testa sull’incavo del collo.-Vi accompagno.-mormorò per non svegliarlo.
Si salutarono dandosi appuntamento per il giorno successivo poi chiuse la porta barrandola a chiave e spense le luci. Salì al piano di sopra, controllò che Dawn dormisse e poi si chiuse nella sua camera adagiando piano Nicky sul suo letto dove lo spogliò piano e gli mise il pigiama, a quel punto lo mise nella culla e gli rimboccò le coperte.
Come ogni sera rimase diversi minuti a guardarlo dormire, incantata da tanta bellezza ed innocenza. Piano gli accarezzò il pancino attraverso le coperte, poi andò a letto.
La mattina dopo la routine riprese come se nulla fosse cambiato. Si alzò presto, svegliò Dawn, poi preparò Nicky mentre sua sorella faceva colazione. La accompagnò a scuola e andò ad aprire il negozio, poco dopo spuntarono i suoi amici con caffè e ciambelle per tutti. Quella mattina, però, Xander aprì loro davanti il giornale con un’aria parecchio seria.
-Leggete qui.-indicò loro un articolo.
“TROVATA RAGAZZA UCCISA VICINO AL PORTO, è la terza in poche settimane. Fatti del genere stanno accadendo in altre parti del mondo.” Capeggiava il titolo dell’articolo.
-A me non è parso di captare troppa attività paranormale.-sentenziò Buffy.
-Evidentemente chiunque sia sta coprendo bene le tracce.-disse Willow leggendo alcune righe.
-Tu dici?-le chiese.
-Può essere, oltretutto cose simili sono successe anche in Turchia, Cina, Brasile e in varie parti d’Europa.-indicò il paragrafo con la lista dei paesi.
-Sembra che faccia tutto parte dello stesso piano.-rifletté Tara.
-Si, è troppo strano per essere una coincidenza.-sospirò Xander.-Non è che hai fatto uno dei tuoi soliti sogni?-chiese a Buffy.
-A pensarci qualche notte fa ho sognato una ragazza che correva e correva come se volesse sfuggire al demonio in persona e mi pareva che qualcuno la stesse seguendo ma non era molto chiaro e nel momento in cui si è trovata davanti ad un vicolo cieco mi sono svegliata perché Nicky piangeva, credo che avesse avuto un incubo anche lui o forse sono i dentini.-rammentò.
-Ti sei mai chiesta se Nicky ha o avrà in futuro qualche dote particolare? Insomma, i suoi reali genitori sono due vampiri quindi qualcosa la prenderà no!-le chiese Tara.
-Me lo sono chiesto.-confermò.-E lo osservo ogni giorno ma fino ad ora non ha mai dato a dimostrare alcuna dote particolare. Magari da grande sarà molto forte o avrà udito od olfatto molto sviluppati, non lo so.-alzò le spalle.
-Può anche essere che la notte in cui hai fatto quel sogno lui ha captato che eri agitata e ha cominciato a piangere di proposito per svegliarti.-ipotizzò Willow.
-Che è particolare si vede.-affermò la cacciatrice.-Se lo osservo attentamente noto, comunque, alcune doti particolari. Magari puoi anche aver ragione tu.-
Ripresero a parlare degli omicidi senza giungere ad una valida conclusione tranne quella che se c’era di mezzo qualche demone o qualcosa di soprannaturale non avrebbe tardato a mostrarsi meglio. Decisero che avrebbero informato Giles e poi i suoi amici andarono via lasciandola sola.
All’ora di pranzo il negozio era di solito deserto. Come quel giorno. Buffy controllò e mise in ordine alcune fatture, controllò che i conti quadrassero e poi riordinò il tutto in appositi schedari.
Aveva già dato da mangiare a Nicky ma lui dopo il pasto non ne aveva voluto sapere di fare il suo solito sonnellino e adesso stava ancora seduto nel suo box ad agitare il suo orsacchiotto facendo versi.
Lei gli si avvicinò con il chiaro intento di riprovare a farlo dormire e lo prese in braccio senza che lui protestasse dandogli un biberon di camomilla. Se non dormiva adesso entro un paio d’ore sarebbe stato nervoso ed insopportabile e lei non poteva trascurare il negozio.
Il piccolo trangugiò un po’ della bevanda poi scosse la testa a dimostrazione che non ne voleva più e si strofinò gli occhi, cominciava ad essere stanco.
-Inizia a venirti sonno, finalmente, eh?-Buffy gli sorrise toccandogli il nasino con la punta del dito.
A quel punto il piccolo si voltò verso di lei, mezzo assonnato, e gli spiaccicò la manina sul viso a mo di carezza.
-Mamma.-disse.
Sulle prime lei rimase impietrita, il sorriso svanito dal suo volto. Non poteva essere, forse non aveva sentito bene. Magari se lo era immaginato, ma non ne era del tutto sicura.
-Cosa hai detto?-gli chiese.-Hai parlato! Dillo ancora, mamma.-lo incoraggiò.
-Mamma.-ripeté con gli occhi che si chiudevano per la stanchezza.
Erano mesi che non succedeva, Buffy iniziò a piangere. Per la gioia di sentirlo dire la sua prima parola e per la tristezza che fosse stata proprio lei a sentirla e non Angel, non quel padre che non lontano da lei piangeva per la perdita dell’adorato figlio.
-Oh Dio, Nicky!-esclamò felice.-Hai parlato! Ti voglio tanto bene, amore mio.-poggiò la guancia al viso del suo bambino, poi lo baciò felice. Nicky si era addormentato di già.
Lei lo adagiò piano nel box coprendolo con una copertina e rimase a vederlo dormire con il cuore diviso in due: una parte era felice, l’altra triste.
Ma per lei adesso Nicky era suo figlio e anche se un giorno avrebbe dovuto restituirlo ad Angel, il suo legittimo genitore, per ora voleva godersi ogni singolo momento con lui. Voleva assaporare la sensazione di essere quella madre che forse non avrebbe mai potuto essere.
Buffy stava crescendo, e lo faceva crescendo Nicky, proteggendolo da ogni pericolo e amandolo di un amore incondizionato. Di quell’amore che aveva provato solo una volta in vita sua, per il padre di suo figlio.

Diverse settimane dopo avvenne un altro miracolo nella crescita di un bambino: Nicky camminò.
Era una soleggiata domenica di fine ottobre, Dawn era uscita a fare un giro con alcune compagne di scuola, Willow e Tara avevano deciso di fare una scampagnata privata e Xander avrebbe trascorso la domenica in compagnia della sua famiglia a causa della visita di alcuni cugini alla lontana, così Buffy era sola a casa con il bambino e aveva deciso di dedicarsi alle pulizie domestiche.
Stava rimettendo in ordine dopo aver pulito tutto il salotto. Si voltava spesso a guardare Nicky seduto per terra su una coperta ed attorniato di giocattoli. Anche in quell’istante si voltò, nell’esatto momento in cui il piccolo si tirava in piedi aggrappandosi al divano e muoveva i primi incerti passi con le braccia tese in avanti verso la poltrona.
Lei rimase impietrita con il cuore in gola per l’emozione mista a paura. Non appena il piccolo ebbe raggiunto la sua meta lei corse ad abbracciarlo e baciarlo. Era uno dei giorni più felici della sua vita.

Da quella stessa notte i suoi sogni si fecero più frequenti, più cruenti e più specifici.
Sognava uomini incappucciati di nero che prendevano giovani ragazze e le uccidevano a sangue freddo. Ogni mattina si svegliava sempre più turbata ben sapendo che quello era il primo segnale del loro nuovo nemico che non mancò di manifestarsi presto: il Primo.
Poco dopo quella scoperta un mattina Willow irruppe nella tranquillità del salotto di casa Summers reggendo Andrew per la collottola. Il giovane era tornato con Jonathan ma l’aveva ucciso spinto dal Primo sotto forma di Warren su un grosso sigillo che non si era aperto e spaventato era fuggito via.
-E cosa ne facciamo di lui?-chiese Dawn perplessa.
-Dobbiamo tenerlo.-sentenziò Buffy recuperando Nicky che stava per avvicinarsi al loro ostaggio legato stretto su una sedia.-Può passarci delle informazioni.-
-Perdona la mia brutale sfacciataggine ma il bambino di chi è?-le chiese il giovane biondo.
-È mio figlio!-esclamò.
-E da quando ce l’hai? Lo scorso anno ne io, ne Jonathan ne Warren ci eravamo accorti che tu avessi avuto un bambino.-fece perplesso.
-Ve l’ho nascosto a dovere, adesso smettila di deviare il discorso e non osare avvicinarti a Nicky se non vuoi che ti uccida!-lo minacciò.
-Mi pare un po’ difficile dato come sono legato a questa sedia, ti pare?-tutti lo guardarono male e lui si convinse a tacere una volta per tutte.
-…Attivo!-lo additò Nicky mangiandosi la c della sua parola.
-Questo bambino sta imparando a dire troppe cose.-fece Xander fulminando Buffy con una occhiata.
-Ripete quello che sente dire da noi.-precisò Buffy.-Comunque andrò a dare un’occhiata a questo sigillo, ovviamente Andrew verrà con me e cercheremo di capire come mai il sangue di Jonathan non l’ha aperto.-
-Io e Tara rimaniamo con Nicky così tu puoi portarti dietro sia Xander che Dawn.-propose Willow.
-E continuiamo le ricerche.-concluse Tara portando un altro libro che stava sul tavolo, ormai si era riprese quasi benissimo.
-Può essere un’idea.-alzò le spalle e si preparò ad andare.
Aprendo la porta di casa però si trovò davanti una graditissima sorpresa.
-Giles.-sorrise emozionata e si slanciò per andarlo ad abbracciare ma fu ostacolata da tre ragazze che si intromisero tra di loro entrando in casa.
-Tu sei la cacciatrice?-le chiese l’ultima, una brunetta minuta, squadrandola da capo a piedi.-Mm, piacere di conoscerti.-e andò in salotto.
-Che succede?-chiese Buffy al suo ex osservatore.
-Il Primo ci attacca e noi siamo i rinforzi.-sorrise.
-Ben arrivati allora.-ricambiò spostandosi per farlo entrare, poi chiuse la porta e tutti si ritrovarono in salotto.
La guerra era appena cominciata.

 
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buffy4ever
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bentornata cristal!!!

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June 12 2009, 1:45 PM 

ciaoooo!non è che ti abbiamo dimenticata!!!...è che comunque c'è stata molta assenza da parte di tutti nel forum almeno verso settembre ottobre novembre e dicembre....Poi ci siamo riprese grazie ad alcune fanfic!e adesso stava per ricadere nella solitudine,ma sei tornata tu!=)...la tua fanfic mi è sempre piaciuta,in effetti mi sono chiesta più volte che fine avessi fatto,ma pensavo che quando saresti tornata ti saresti fatta viva tu stessa....questa stora non l ho certo dimenticata!anzi!non vedo l'ora di leggere il seguito!spero che stavolta lo postera presto!ovviamente per come i tuoi impegni ti permettono!;)...a presto!ciaociao

 
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x Buffy4ever

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June 12 2009, 4:31 PM 

ciao bella.
la mia assenza nn è stata dettata da mia volontà, qst tendo a precisarlo.
agli inizi di ottobre ho cambiato casa e quelli della telecom se la sono presi con tutta la calma del mondo a venirmi a mettere il telefono cosa che è successa martedì 9 giugno (dal 6 ottobre ke aspettavamo!).
oltretutto in qst periodo Ancient Prophecies è cmq andata avanti, pensa ke ormai persino il cap 9 è pronto, ho quasi cominciato il 10.
x nn parlare del fatto ke sono piena di impegni dato ke sto organizzando il mio matrimonio e ke sono sempre con mia sorella ke a dicembre mi farà diventare zia.
cmq il forum è pieno di belle storie ke io, anke se nn commento mai, leggo sempre. continuate così girls!!
baci, Cris.

 
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maudit
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bentornata anche da parte mia!!!!

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June 13 2009, 7:38 PM 

cara cristal noi non possiamo dimenticarti!!semplicemente la routine quotidiana e gli imprevisti belli e brutti della vita ci portano altrove...ma e' bello ritrovarsi qui sul nostro forum a condivedere la nostra passione!!!intanto augurissimi per il grande evento che la gioia dei vostri cuori uniti nel giorno piu' bello vi accompagni per sempre!!e auguri e felicitazioni anche per il lieto evento in famiglia!!ritornando alla storia... questo ultimo cap mi e' piaciuto molto!!emozionante i momenti che buffy condivide con il piccolo sara' dura dopo separarsi da lui!!non oso pensare come reagira' angel a tutto cio'!!spero di poter leggere a breve un nuovo cap e magari capire se connor avra' un ruolo nell'imminente guerra che tutti si prepareranno a combattere....
baci magda

 
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capitolo 7

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August 3 2009, 3:56 PM 

Con mio enorme piacere Cristal ha postato il 7# capitolo di questa magnifica ff sul forum di HBH. link sito http://herhorseman.altervista.org.

link forum: http://herhorseman.forumcommunity.net/

Commentate direttamente sul forum!A presto...
silvia

 
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Current Topic - Ancient Prophecies - prologo
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