Eccomi di nuovo in questo stupendo forum per postare la mia ennesima ff, spero vi piaccia e, essendo la storia un po' particolare, vi consiglio di leggere bene le note che ho messo qui sotto e se avete altri dubbi chiedete pure. Mi scuso in anticipo per la mia mente malata che mi ha portato a concepire una storia simile ^_^
Autore: Buffy09
Rating: R/NC17
Coppia: Buffy/Angel
Timeline: 1,2 e 3 serie di Btvs, dopo la 3 serie però diventa completamente AU, inoltre alcuni avvenimenti delle prime 3 stagioni sono stati stravolti.
Sommario: Dopo l’Ascensione del sindaco Buffy con la sua famiglia decide di fare ritorno a Los Angeles, ma proprio questa sua decisione riporterà alla luce delle verità nascoste.
Diclaimer: I personaggi e i luoghi descritti non sono di mia proprietà, ma di JW, della WB e della UPN.
Note dell’autore: In questa storia ho riunito le mie due passioni: quella per Buffy e quella per la musica. Ogni capitolo ha come introduzione una canzone diversa che più o meno ne illustra la tematica, oppure che mi ha ispirato a scrivere questa fanfic. La vita di Buffy prima e dopo Sunnydale è stata cambiata in base alle esigenze della storia, inoltre la condizione famigliare della cacciatrice è completamente diversa. Alcuni personaggi sono di mia creazione.
NB1: In questa storia tutta la famiglia Summers conosce il segreto della cacciatrice fin dall’inizio, cioè da quando Buffy viene chiamata per la prima volta a 15 anni.
NB2: Il personaggio di Angel è descritto come un insieme tra Angel e Angelus, quindi se vi piace Angel sempre depresso e colpevole, questa non è la ff giusta per voi.
NB3: Per quanto riguarda la relazione tra Buffy e Angel ci sono alcune differenze rispetto allo show. Angel perde l’anima nell’episodio “Surprise” ma non a causa del sesso con Buffy, ma perché la cacciatrice si lascia mordere durante il rapporto e questo lo porta al suo attimo di felicità. La relazione fisica tra i due nella mia storia è possibile e ha inizio molto prima, intorno alle prime puntate della 2 serie. La Scooby Gang, però, non ne sa niente, loro credono che Angel perde l’anima perché ha fatto sesso con Buffy in “Surprise” come nella serie.
Capitolo 1
I told myself I won’t miss you but I remember
What it feels like beside you
I really miss your hair in my face
and the way your innocence tastes
and I think you should know this
You deserve much better than me
“Hinder – Better than me”
Sunnydale – 01/06/1999
Buffy rientrò in casa e si gettò sfinita sul divano. Far esplodere un liceo ti distrugge fisicamente, pensò chiudendo gli occhi e godendosi la quiete della sua abitazione. Sua madre e Dawn erano tornate a Los Angeles per evitare il pericolo di essere divorate dal Sindaco e doveva chiamarle per dire loro che tutto era andato bene e che potevano fare ritorno. Si alzò a malincuore dal divano, prese il cordless e attese una risposta dall’altro capo del telefono “Sono io” disse non appena riconobbe la voce della madre “E’ andato tutto bene, potete tornare quando volete” continuò con voce stanca e passandosi una mano tra i capelli sporchi di fumo e detriti, doveva proprio lavarseli. “Buffy, credo che sia arrivato il momento” si limitò a dire Joyce. La ragazza restò pietrificata, strinse di più il cordless per poi ricordarsi che con la sua forza sovraumana poteva romperlo e lasciò la presa cercando di formulare un pensiero coerente.
Ecco, era quello il momento che aveva atteso da tanto. Il momento in cui si sarebbe ripresa la sua vecchia vita, quella che aveva amato e al tempo stesso odiato. La sua vita a Los Angeles, con le persone che amava di più e con tutti i problemi che le aveva portato.
Quando sua madre aveva deciso che tutte loro avevano bisogno di staccare un po’ la spina e, ovviamente, dopo che Buffy aveva accidentalmente incendiato la scuola, si erano trasferite a Sunnydale. Adesso sua madre aveva apparentemente deciso che ne aveva avuto abbastanza di quella cittadina posta proprio sulla Bocca dell’Inferno e voleva tornare alla sua vita. Buffy per una volta concordava con lei.
L’unico problema era spiegarlo alle persone che l’avevano accompagnata in quella avventura. Poteva già sentire le urla e le recriminazioni. Non che le importasse, ma non era certa di riuscire a sopportarlo. L’unica soluzione a cui riusciva a pensare era quella di non dire niente, in fondo non era indispensabile. Lei sarebbe stata a Los Angeles, a miglia di distanza da Sunnydale, e sarebbe venuta a fare visita ai suoi amici una volta ogni tanto. Non c’era alcun bisogno di raccontare loro la verità, di raccontare loro che la decisione di tornare a Los Angeles era già stata presa prima ancora che facesse le valige la prima volta, prima del suo arrivo a Sunnydale. Sua madre le aveva concesso tre anni fuori dalla città degli angeli, giusto il tempo necessario per diplomarsi e adesso era tempo di tornare a casa. La sua vera casa. La sua città.
“Va bene, quando partiamo” disse rivolta a sua madre e sollevando lo sguardo sullo specchio che aveva di fronte. Dopo tanto tempo i suoi occhi erano di nuovo accesi per la felicità e sul suo volto era comparso un sorriso.
“Puoi anche risparmiarti la fatica” Angel si voltò di scatto per trovare colei che ormai poteva considerare la sua ex ragazza sull’uscio della camera da letto. Era così intento a fare le valige che non l’aveva neanche sentita arrivare, cosa che, invece, succedeva sempre fin da quando l’aveva incontrata. Non sapeva se essere felice del fatto che si trovasse lì o se esserne contrariato. Aveva sperato che il loro gioco di sguardi tra il fumo e le luci lampeggianti delle ambulanze fosse il loro ultimo saluto. Non sapeva cosa fosse venuta a fare, ma se voleva cercare di fargli cambiare idea in un ultimo gesto disperato, allora era nei guai. Aveva passato l’ultima mezzora a raccogliere le sue cose in giro per la magione, facendo una lista delle ragioni per cui era meglio lasciarla e partire. Adesso, osservando i suoi capelli biondi ancora sporchi dopo la distruzione del liceo e i suoi occhi tristi posati sulle valige che si trovavano sul letto, non ne era tanto sicuro.
“Buffy…cosa ci fai qui?” si spostò davanti al letto in modo da coprire la vista delle valige. Ovviamente stava lasciando Sunnydale e lei lo sapeva, ma non c’era ragione di sbatterglielo in faccia. La vide fare un passo indietro e sollevare lo sguardo su di lui “Sono venuta solo a dirti che puoi risparmiarti la fatica di preparare le valige” “Buffy…” la interruppe, sapendo già quello che stava per dirgli. “No,” la ragazza sollevò una mano per interromperlo “Non sono venuta a fermarti…cioè, si sono venuta a fermarti” balbettò, improvvisamente in imbarazzo per quella situazione “Solo non per il motivo che credi” Angel si rilassò visibilmente e aspettò che lei continuasse a parlare “Mia madre ha deciso che ora che ho finito il liceo posso tornare a Los Angeles e frequentare il college lì” Di certo non era quello che si era spettato di sentire e, a dir la verità, lo ferì più di ogni altra cosa al mondo. Eppure, poco prima lui stava facendo la stessa cosa: partendo per un’altra città. “Oh” fu tutto quello che riuscì a dire, ma per fortuna lei continuò a parlare evitando ad entrambi di cadere in un silenzio imbarazzante “Quindi non devi più lasciare la città se non vuoi. Me ne vado io…tra un paio di settimane giusto il tempo di preparare tutto” Buffy restò ferma sulla porta per un po’, sperando di ricevere un commento, una risposta o anche un sospiro di sollievo. Qualsiasi cosa, ma non il silenzio che scese pesantemente su di loro. Quando capì che non avrebbe ottenuto altro da lui, si voltò e uscì più in fretta che poté da quella magione che era stata il suo Paradiso e adesso era il suo Inferno personale.
Sunnydale – 02/06/1999
“Che cosa?” esclamò scandalizzato Xander, fissando negli occhi la ragazza che era stata il suo sogno proibito in tutti quegli anni. Willow, Cordelia e Oz osservavano attoniti il salotto di casa Summers, che era pieno di scatoloni. “Ti trasferisci? Di nuovo?” continuò ad urlare il ragazzo, lanciando un’occhiata a Giles che, invece di essere incredulo come lui, stava aiutando Dawn a portare gli scatoloni sulla vecchia Jeep di Joyce. “Lo so, anche per me è stata una novità” rispose la ragazza, spostandosi per far passare sua sorella e il suo osservatore. Sorrise pensando a quanto fosse diventata brava a mentire, almeno Sunnydale era servita a qualcosa. “Comunque questo non significa niente, continueremo a vederci lo stesso. Posso venire qui ogni volta che voglio” “Buffy…” disse con tono triste Willow “Avevamo deciso di andare insieme alla UC Sunnydale” si avvicinò alla sua amica e l’abbracciò “Lo so, mi spiace” si tirò indietro per guardarla negli occhi “Ma ci sarà Oz con te. E’ anche meglio, non trovi?” chiese con un sorriso. Le dispiaceva lasciare i suoi amici, ma più di tutto le spiaceva lasciare Willow. A Los Angeles aveva molti amici maschi, ma nel corso della sua vita aveva legato con ben poche ragazze. Ricordava ancora il suo primo giorno alla Sunnydale High quando aveva incontrato Cordelia e aveva subito capito che non era il genere di persona con cui avrebbe voluto fare amicizia. Con Willow, invece, era stato esattamente il contrario. Avevano legato subito e a Buffy era sembrato un piccolo miracolo l’aver trovato una ragazza con cui andare d’accordo. “Non avrò la mia amica con me. Oz è il mio ragazzo, non è la stessa cosa” si lamentò con un tenero broncio la rossa. Buffy sospirò, conoscendo Willow aveva pensato che sarebbe stata una delle prime a darle il suo appoggio, invece sembrava proprio che volesse renderle le cose più difficili. “Se vuoi posso venire con te il primo giorno. Farti compagnia” “E il tuo orientamento, alla UCLA?” “Oh, io non ho bisogno della giornata dell’orientamento. Conosco bene quell’università, prima di venire a Sunnydale spesso andavo a trovarci alcuni miei amici che la frequentavano. Non è un problema per me. Se vuoi sarò qui con te” Vide la sua amica sorridere e fare cenno di si con il capo. “Questo non risolve niente!” sbottò Xander, avvicinandosi alle due ragazze e facendo un gesto per indicare la casa di Revello Drive che nel frattempo continuava a svuotarsi. “Xander, per favore…” iniziò a dire la bionda, proprio non aveva voglia di sentirsi fare una ramanzina da colui che, tra una settimana, sarebbe partito per fare il giro degli USA per ritornare chissà quando, se mai fosse tornato. Perché in quel periodo partivano tutti? Angel, Xander e adesso lei. Cercò di tornare a concentrarsi sulle parole del suo amico, che nel frattempo aveva iniziato di nuovo a farle la predica. “…e i vampiri, come faremo noi da soli sulla Bocca dell’Inferno? Ti stai comportando da immatura!” concluse con un tono di voce sempre più alto “Xander, senti” rispose sempre più spazientita Buffy “Per i vampiri non ti devi preoccupare. Non è un tuo problema e ne ho già parlato con Giles. Il mio osservatore ricordi? Quello che si occupa di queste cose. Non è una tua responsabilità” “No, infatti! Dovrebbe essere la tua!” Buffy lo guardò ferita. Come poteva dirle una cosa del genere? Dopo che si era presa quella responsabilità a soli 15 anni e aveva fatto di tutto per salvare il mondo e anche loro infinite volte. “Appunto” concluse con tono freddo la ragazza, cercando di non perdere la poca pazienza che ancora le restava. “E’ una mia responsabilità, quindi ci penso io Xander. Non preoccuparti, potrai continuare a dormire tranquillo la notte” detto ciò si voltò e iniziò ad aiutare Giles e Dawn a portare gli scatoloni. Poteva sentire il brusio provenire dall’angolo dove i suoi amici erano rimasti, si guardavano intorno spaesati e a volte scuotevano la testa. Buffy non sapeva se quel loro comportamento fosse dovuto all’incredulità o al fatto che disapprovavano la sua scelta. Al momento non le interessava, dopo tanto tempo era felice e non avrebbe lasciato che i suoi amici le rovinassero quel momento.
Dopo una lunga giornata a casa Summers a spostare e riempire scatoloni, Giles decise che per lui era ora di andare e, non volendo lasciare la sua cacciatrice sola con quella che sembrava essere una Scooby Gang molto arrabbiata, sospinse l’intero gruppo a lasciare la casa con lui. Lungo il tragitto verso le rispettive abitazioni fu bombardato di domande, evidentemente tutti erano certi che lui ne sapesse più di loro. In effetti era la verità, ma di certo non avrebbe rivelato informazioni che Buffy aveva chiesto che restassero riservate. Decise che la strategia migliore da usare fosse quella di dire loro tutto quello che poteva, sperando di calmarli. “Capisco che siete scioccati per questa notizia così improvvisa…” “Giles!” lo interruppe Xander, più furioso degli altri “La cacciatrice sta lasciando la Bocca dell’Inferno!” “Oh, Xander” si lamentò in risposta Willow “Per piacere! Siamo cresciuti a Sunnydale anche senza Buffy, continueremo a cavarcela come abbiamo sempre fatto. Il problema è che la nostra migliore amica sta lasciando Sunnydale!” concluse rivolta verso l’osservatore “Lo so, ma se la smettete di interrompermi allora, forse, posso dirvi quello che so” rispose Giles, lanciando un’occhiata di rimprovero a tutto il gruppo. “Oh, fantastico!” commentò improvvisamente Cordelia “Una lezione del professor Giles alle 9 di sera. Io dovrei essere al Bronze adesso, lo sapete? Questa cosa della Scooby Gang non si addice alla mia immagine” tutti la guardarono in attesa che terminasse il suo monologo “Va bene, va bene. Ascolterò quello che ha da dire il signor Giles” si arrese alla fine, ma tutti sapevano che anche lei era curiosa di sentire cosa avesse da dire il vecchio osservatore.
Arrivarono davanti all’appartamento di Giles, luogo che l’uomo aveva scelto per raccontare loro quello che sapeva, dato che la biblioteca era andata distrutta insieme al resto della scuola. Seduto sulla fontana spenta posta nel piccolo cortile davanti alla porta di casa dell’osservatore, c’era Angel con i suoi soliti abiti neri e il volto scuro. “Angel?” chiese incerto l’uomo “Pensavo avessi lasciato la città” Il vampiro si alzò in piedi “Buffy non ve lo ha detto?” a quel punto Xander fece un passo avanti “Detto cosa? Siete tornati insieme?!” chiese incredulo, ma il vampiro scosse subito la testa “No, che sta partendo. Lascia Sunnydale” “Ah, si” rispose tristemente Willow e un pesante silenzio scese sul gruppo, mentre tutti riflettevano sulle ripercussioni che quella partenza aveva sulle loro vite. “Io dovevo lasciare la città dopo l’Ascensione, ma quella sera Buffy è venuta da me a dirmi che sarebbe stata lei ad andarsene” chiarì alla fine Angel guardando l’osservatore, che annuì in risposta. “Mi tengo lontano e aspetto che…” Angel non riuscì a finire la frase, ma non ne aveva bisogno dato che tutti sapevano cosa stava aspettando. Giles avanzò leggermente verso di lui e fece un cenno verso la porta “Stavamo entrando in casa per parlare di alcune cose…” “Giles deve spiegarci perché Buffy se ne va. Sembra che sappia molte più cose di noi” commentò secca Cordelia, stanca di tutti quei giri di parole. Era annoiata, avrebbe preferito essere al Bronze o a casa a fare anche lei le valige per la sua imminente partenza per Los Angeles. Suo padre era già in galera, sua madre era fuggita chissà dove e lei doveva liberare la casa prima che quelli del fisco venissero a confiscarla. Aveva i suoi problemi in quel momento e non le importava affatto che Buffy stesse lasciando Sunnydale, anche lei stava facendo la stessa cosa e se erano abbastanza furbi avrebbero dovuto farlo anche gli altri. Sunnydale portava solo guai.
Giles sospirò di fronte alla mancanza di tatto di Cordelia, non pensava che fosse il caso di raccontare quelle cose all’ormai ex ragazzo della cacciatrice, ma di certo dopo quella rivelazione della ragazza il vampiro si sarebbe incuriosito. Infatti, alzando lo sguardo sull’altro uomo lo trovò in attesa di un invito a quella riunione. “D’accordo” disse alla fine “Entrate e vi racconterò quello che so” aprì la porta e dopo che furono entrati tutti l’osservatore prese in disparte il vampiro “Lei non deve sapere che ho detto certe cose anche a te” l’altro annuì serio. “A proposito, cosa ci facevi fuori dal mio appartamento?” “Glielo dirò più tardi…in privato, se non le spiace” “Certo, certo” rispose Giles, dopo essere rimasto per un attimo incuriosito da tanta riservatezza. Si voltò verso il salone dove notò che i ragazzi si erano già sistemati, come se stessero aspettando la favola della buonanotte. Angel prese posto sul bracciolo del divano, accanto all’unica persona che sembrava sopportarlo abbastanza, Willow, e Giles si poggiò alla mezza parete che separava la sala dal piccolo angolo cottura, preparandosi a scegliere con cura cosa dire e cosa no. Il fatto che fosse presente anche Angel complicava molto le cose, ma era un buon oratore e se la sarebbe cavata senza tradire la fiducia della sua cacciatrice.
mi incuriosisce molto devo dire!!!!!ma mooolto..quindi ti dico solo k nn vedo l'ora di leggere il resto...hihih!!!grazie anche per qst fanfic!a prestooo
Grazie come sempre per l'incoraggiamento che mi date anche quando la mia pazzia raggiunge livelli mai visti prima ^_^
Ci tengo molto a sentire il vostro parere su questa ff, quindi mi raccomando commentate e criticate anche se ne sentite il bisogno.
Enjoy!
Capitolo 2
I'm hearing what you say but I just can't make a sound
You tell me that you need me then you go and cut me down
But wait...
You tell me that you're sorry didn't think I'd turn around and say..
That it's too late to apologize, it's too late
I said it's too late to apologize, it's too late
“One Republic ft. Timbaland– Apologize”
Sunnydale – 02/06/1999
Riflettendo su come iniziare il suo discorso, Giles si tolse gli occhiali e iniziò a pulirli, senza rendersi conto del fatto che faceva sempre così quando doveva riflettere su qualcosa. “Prima che inizi a parlare Buffy sarà già partita per Los Angeles” sussurrò Cordelia a voce abbastanza alta tanto che anche l’osservatore la sentì e indossò gli occhiali giusto in tempo per vedere Xander che le dava una gomitata. “La sera dell’ascensione” iniziò l’uomo, decidendo di ignorare il piccolo litigio tra i due ragazzi e loro si immobilizzarono non appena sentirono la sua voce. “Buffy ha chiamato sua madre per dirle che lei e Dawn potevano rientrare in città e che tutto si era risolto per il meglio. Joyce ha pensato bene che per loro fosse il momento di trasferirsi di nuovo a Los Angeles” “Non ci sta dicendo niente che già non sappiamo” lo interruppe Xander e questa volta fu lui a ricevere una gomitata da Willow e uno sguardo di “ben ti sta” da parte di Cordelia. Giles chiuse gli occhi per un secondo e, respirando profondamente, riprese a parlare. “Buffy è venuta da me il giorno dopo e mi ha raccontato che, in effetti, la decisione di fare ritorno a Los Angeles dopo il diploma era stata già presa prima ancora che le tre Summers arrivassero a Sunnydale. Mi ha anche detto che non si aspettava che succedesse davvero, dato che sia Dawn che Joyce si sono rifatte una vita qui, ma entrambe sembrano disposte a cambiare di nuovo le loro abitudini. Poco tempo fa, Joyce è dovuta andare a Los Angeles per lavoro e si è rincontrata con Hank, sembra che si siano riconciliati e anche da ciò è scaturita la decisone di fare ritorno lì. Buffy mi ha detto che non sapeva cosa fare, per via del suo ruolo di cacciatrice e, a dir la verità, neanche io inizialmente sapevo cosa farmene di questa nuova informazione” si sedette su uno sgabello davanti alla mezza parete e, dopo una breve pausa, riprese a parlare al suo pubblico, ormai rapito dalle sue parole. “Le ho detto di tornare a casa, mentre io mi sarei occupato di alcune cose, poi le avrei fatto sapere. Ho chiamato il Consiglio degli osservatori” “Che cosa?” questa volta il commento fu unanime, persino Angel restò scioccato. “Non sapevo cosa fare e, in ogni caso, lo avrebbero saputo comunque da Wesley. Buffy può anche aver abbandonato il Consiglio, ma loro sanno tutto quello che succede qui e trasferirsi senza farglielo sapere potrebbe essere considerato imperdonabile e Buffy si ritroverebbe ad essere una fuggitiva. Ho parlato con una mia vecchia conoscenza, quindi non ci sono stati problemi. Gli ho esposto la situazione e il mio amico ha preso a cuore il nostro problema e mi ha detto che avrebbe trovato una soluzione per me” Giles si alzò e fece il giro della mezza parete per prendere il bollitore e riempirlo d’acqua, non poteva proseguire il suo racconto senza l’aiuto di una bella tazza di tè. La Scooby Gang si sporse in avanti, sempre più curiosa, se Giles stava preparando il tè voleva dire che la storia diventava seria. “Il suo amico ha trovato una soluzione, vero?” chiese Willow, conoscendo già la risposta dato che la sua amica si stava preparando per lasciare la città. Giles annuì fermamente “E qual è?” chiese Cordelia, ormai presa dalla storia “Mi ha riferito che il Consiglio è al corrente di alcuni grandi cambiamenti che stanno per avvenire e che il trasferimento di Buffy è uno di questi. Sapevano che stava per accadere e non hanno intenzione di fermare il corso della storia” “Quali sono gli altri grandi cambiamenti?” chiese Angel, mentre il guerriero che era in lui prendeva il sopravvento. Giles lo guardò per la prima volta da quando aveva iniziato il racconto “Non lo so con precisione, non hanno voluto dirmelo. So solo che non sono brutte notizie” il bollitore iniziò a fischiare e Giles lo sollevò guardando il gruppo per capire chi ne volesse un po’. Verso il tè in tre diverse tazze e le porse a Cordelia e Willow, che avevano accettato la sua offerta, prima di prendere la propria tazza e tornare a sedersi sullo sgabello. “Hanno detto che, sapendo già quello che stava per succedere, si sono preparati e una squadra di guerrieri addestrati e di maghi e streghe potenti sta arrivando a Sunnydale per cercare di chiudere la Bocca dell’Inferno. In caso non dovessero riuscirci resteranno di base qui per controllare il flusso demoniaco e, se dovessero esserci grossi problemi, chiameranno Buffy per avere un aiuto” “Buffy cosa ha detto in proposito?” chiese Angel, conoscendo bene ciò che la ragazza che amava pensava del Consiglio. “E’ stata riluttante all’inizio, ma alla fine ha concordato con me che, se davvero voleva partire, questa era la soluzione migliore o forse anche l’unica” concluse Giles, mentre tutti riflettevano sulle sue ultime parole. Fu Willow a rompere il silenzio con voce triste “Quindi Buffy vuole davvero partire? Cioè, se ha accettato l’aiuto del Consiglio, allora desidera davvero tornare a Los Angeles?” Oz le strinse una mano per confortarla “Temo di si” le rispose Giles, non sapendo proprio cosa dirle. Gli dispiaceva vederli così tristi, ma era contento per colei che, invece, considerava come una figlia. “E lei cosa farà?” chiese Angel, curioso di sapere se l’uomo sarebbe rimasto a Sunnydale o se avesse seguito la cacciatrice. “Io resterò qui. Buffy potrà fare la ronda a Los Angeles anche senza di me e, in caso avesse bisogno di qualcosa, potrà sempre chiamarmi. Il Consiglio ritiene che a Los Angeles non ci sia molta attività demoniaca, solo qualche vampiro e demone che si aggira di notte di tanto in tanto. Con la Bocca dell’Inferno così vicina preferiscono dirigersi qui” “Benissimo! Fantastico, davvero! Quindi la cacciatrice sarà a Los Angeles a prendere il sole della California e a spendere i soldi di papà, mentre noi qui combattiamo i demoni e i vampiri al posto suo!” commentò Xander sempre più risentito per l’egoismo della sua amica. “Tu non dovrai fare niente!” rispose brusco Angel, sorprendendo tutti per quel suo comportamento così insolito. Willow lo osservò e sorrise al pensiero che, anche un ragazzo silenzioso e riservato come lui, potesse perdere la pazienza se qualcuno parlava male della donna che amava. “Ci sarò io qui a proteggerti! Buffy si merita questo e altro!” si alzò dal divano e uscì sbattendo la porta. Tutti restarono attoniti ad osservare la porta di legno che si era chiusa con un tonfo dietro le spalle del vampiro furente. Giles era sorpreso che non si fosse rotta in mille pezzi per la forza con cui l’altro l’aveva sbattuta. “Ok, ragazzi. Credo che sia meglio che torniate a casa, una notte per rifletterci sopra non può che farvi bene” si avviò verso la porta per aprirla, mentre loro raccoglievano le rispettive cose e lo raggiungevano “Buona notte e ricordatevi che quello che ha detto Angel è vero. Buffy si merita qualcosa di buono dalla vita” Willow annuì e sospinse gli altri ad uscire dall’appartamento per permettere all’ex bibliotecario di riposare.
“Puoi uscire adesso” disse Giles, quando tutti gli altri erano ormai andati via. Angel uscì dall’ombra delle piante che adornavano il cortile, tenendo lo sguardo basso “Mi dispiace per lo sfogo, io…” “Hai fatto benissimo” commentò Giles, facendogli cenno di entrare “Quei ragazzi sono degli egoisti a volte, ma d’altronde sono ancora giovani” Angel entrò di nuovo nell’appartamento, ma questa volta preferì restare in piedi. Quello che doveva dire era molto importante e non era certo di riuscire a stare seduto composto sul divano. “Allora, di cosa mi volevi parlare in privato?” chiese l’osservatore, mentre riponeva le tazze di tè ormai vuote. “Se vuoi parlare di Buffy…” “No, non è per questo che sono qui” Angel si lasciò sfuggire un sorriso di chi la sa lunga “Anche se sono certo che ha tralasciato molte cose nel suo racconto” Giles lo guardò per un attimo, non sapendo bene come interpretare le parole dell’altro “So che conosce molti particolari che ha preferito non rivelare” si spiegò meglio Angel “Oh, certo. Ci sono cose che è meglio non dire ad un gruppo di adolescenti arrabbiati” “E io? Non sono un adolescente arrabbiato” commentò Angel, sempre più curioso di quali fossero queste cose che Giles aveva preferito tenere nascoste “No, tu sei anche peggio. Sei l’ex ragazzo della persona in questione” quella frase zittì Angel, che sospirando si lasciò cadere sul divano “Almeno mi dica se è qualcosa di importante…di grave” “No, Angel, niente del genere. Conosco solo alcune cose di Buffy che lei ha preferito non rivelare ai suoi amici nel corso del tempo. Io rispetto la sua decisione” notando l’espressione rilassata del vampiro, Giles sorrise “Scommetto che anche tu sai cose che gli altri non sanno. In fondo dopo tre anni insieme…” lasciò la frase in sospeso, ma il sorriso sul volto di Angel bastò a chiudere quella parte della conversazione. “Allora, vuoi finalmente dirmi cosa ci facevi fuori dall’appartamento prima?” Angel tornò serio e si alzò di nuovo dal divano avvicinandosi all’uomo, che si trovava nell’angolo cottura a riporre le tazze ormai lavate e asciutte. Gli prese una mano, spaventandolo per quella improvvisa vicinanza, e se la mise al petto “Cosa stai…” iniziò a dire l’uomo, ma restò senza parole quando sentì sotto il proprio palmo il battito inconfondibile di un cuore “Come…” di nuovo senza parole, Angel lo aiutò a terminare la frase “Com’è possibile? Non lo so” disse sinceramente, lasciando andare la mano dell’altro. “Mi sono svegliato questa mattina e ho sentito un battito cardiaco. All’inizio ho pensato che ci fosse qualcuno nella magione, ma poi mi sono reso conto che proveniva da me” si allontanò da lui e iniziò a camminare in giro per la sala “Non so cosa mi stia succedendo Giles” disse ovviamente confuso “Ho ancora bisogno di sangue, non sento il sapore del cibo. Posso vedere di notte, posso sconfiggere un vampiro senza problemi, non ho una temperatura corporea, ma…” “Hai un cuore che batte” concluse per lui Giles, ancora sconvolto per quella scoperta “Già” si limitò a rispondere Angel “Hai provato con il sole? La luce…” “Mi brucia ancora la pelle. Già provato” disse il vampiro sollevando una mano parzialmente bruciata. Giles corrugò la fronte e si avvicinò per osservarla meglio “Quando ci hai provato?” “Questa mattina, dopo che mi sono reso conto che il cuore che batteva era il mio” “E ancora non è guarita?” Angel si guardò la mano corrugando la fronte “Non ci avevo pensato” mormorò, mentre Giles si toglieva gli occhiali per pulirli con il solito fazzoletto bianco, doveva riflettere “Guarisci molto lentamente rispetto a prima” Angel annuì e tornò a sedersi sul divano, tenendo la mano in questione ancora alzata e osservandola come se non fosse la sua. “Cosa credi che mi stia succedendo Giles?” “Non saprei, non credo sia mai successo prima. Posso solo dirti che al momento ti trovi in quella che sembra essere una condizione a metà tra quella umana e quella demoniaca. Dovrò fare delle ricerche, ma nel frattempo in caso dovessi notare qualche altro cambiamento fammelo sapere subito” “Certo” concordò Angel, poi allontanò lo sguardo dalla propria mano, per la prima volta da quando aveva scoperto che non era ancora guarita, e aggiunse “Non deve saperlo nessuno! Non voglio….” “Ma certo. Non lo diremo a nessuno” entrambi sapevano bene a chi facesse riferimento quel nessuno. Se stava accadendo qualcosa a Angel di certo la Scooby Gang lo avrebbe scoperto presto, ma Buffy non doveva assolutamente saperlo e su questo erano d’accordo entrambi gli uomini. Buffy ormai aveva la sua vita.
When you’re gone the pieces of my heart are missing you
When you’re gone the face I came to know is missing too
When you’re gone the words I need to hear
to always get me through the day and make it ok
I miss you
“Avril Lavigne – When you’re gone”
Sunnydale – 12/07/1999
Giles era sommerso da una catasta di libri, come al solito in quel periodo, ma ancora non era riuscito a spiegarsi neanche uno degli strani fenomeni che stavano colpendo il corpo di Angel. Il vampiro sembrava stare bene, beveva il suo sangue, dormiva di giorno e restava sveglio di notte, avvertiva la presenza dei suoi simili e vedeva bene al buio. Da un mese ormai non c’erano stati altri cambiamenti, l’unica differenza era rimasta il fatto che guariva molto lentamente e aveva un battito cardiaco. Stava riflettendo su un’antica profezia, che dubitava essere utile al suo scopo, ma non aveva molto altro su cui lavorare. Le parole erano scritte in una lingua demoniaca a lui sconosciuta, ma tramite l’aiuto di altri tre libri stava cercando di capire cosa c’era scritto. Si tolse gli occhiali per massaggiarsi gli occhi stanchi e guardò verso la porta quando la sentì aprirsi, subito dopo le voci della Scooby gang riempirono la stanza “Era orribile!” disse la voce di Cordelia con il suo solito tono disgustato. “Ho visto di peggio, ma il modo in cui è morto, quello si che ha fatto schifo” commentò Xander tenendo la porta aperta per lasciar passare Willow e Oz. L’osservatore si alzò in piedi allarmato “Problemi di demoni? Devo preoccuparmi?” Cordelia si lasciò cadere sul divano “Si rilassi, siamo stati al cinema” “Oh, e c’erano dei demoni? Dobbiamo andare a controllare?” si sporse per prendere la giacca “Oppure ci sta già pensando la squadra del Consiglio?” Willow sghignazzò “Signor Giles, abbiamo solo visto un film dell’orrore” “Oh certo, ma…” improvvisamente, l’uomo sembrò rendersi conto di quello che gli stavano dicendo “Oh” ripeté, lasciando andare la giacca e tornando a sedersi alla scrivania con un sospiro. Non avrebbe mai capito questi ragazzi, il loro modo di esprimersi e di usare le parole era barbarico. “Non potevate dirlo subito. Usando le parole adatte. Data la cittadina in cui viviamo, sarebbe carino se poteste essere più chiari quando parlate di demoni” “Beh, erano demoni finti, ma lo stesso schifosi” commentò la bruna, accavallando le gambe e lanciando un’occhiataccia al suo ex, che era stato colui che aveva scelto il film. “Ehi, potevi anche non venire!” rispose Xander “Visto che tanto abbiamo dovuto pagartelo noi il biglietto” “Xander!” lo strillò Willow, mentre il ragazzo si pentiva subito delle sue parole. Non era colpa di Cordelia se suo padre aveva preferito evitare di pagare le tasse e perdere tutta la sua fortuna. “Certo che hai dovuto pagarmi il biglietto! Come ti aspetti che possa lasciare questa città senza i miei preziosi risparmi” disse l’ex reginetta del liceo, non rinunciando a rispondere a tono al commento del ragazzo. Il suo piano di partire per la città degli angeli non era andato in fumo, come le diceva spesso Xander, era solo stato rimandato a più tardi, a quando avrebbe avuto i soldi necessari per potersi permettere un piccolo appartamento nella grande metropoli. Ovviamente, per piccolo appartamento intendeva un piccolo buco, con un bagno piccolo come uno scantinato e probabilmente mal funzionante. Di certo sarebbe stato meglio che continuare a lavorare come commessa al negozio di vestiti dove prima andava a fare i suoi acquisti con la carta di credito di papà. Ormai tutta Sunnydale conosceva la sua situazione finanziaria e aveva perso tutte le sue amiche e tutti gli ammiratori. Doveva ammettere che se non fosse stato per quegli sfigati della Scooby Gang adesso si sarebbe ritrovata da sola, invece Willow, complice la solitudine che stava provando dalla partenza della cacciatrice, si era impietosita e le aveva proposto di andare a vivere da lei. Non era la soluzione migliore, ma da quando il fisco si era impossessato della sua casa aveva passato le notti in un sudicio motel e a volte, per risparmiare soldi, persino nella sua auto. L’unica cosa che le era rimasta. In fondo, i genitori di Willow non erano mai in casa e le due ragazze vivevano praticamente da sole. Lei aveva occasione di risparmiare i soldi dell’affitto e del cibo e Willow aveva occasione di stare in compagnia anche quando si trovava a casa. Con i suoi genitori sempre fuori per lavoro, Oz che spesso si allontanava per suonare con i Dingoes e Buffy che ormai aveva lasciato la città, Willow aveva solo Xander e ovviamente lei a farle compagnia. Aveva passato così tanto tempo a prenderla in giro al liceo e solo adesso si rendeva conto che, mentre lei aveva avuto intorno a sé persone false che la ricercavano solo per quello che aveva, Buffy aveva trovato una vera amica in Willow. Quando aveva iniziato a frequentare la Scooby Gang per via della sua relazione con Xander aveva scoperto che le due avevano già formato il loro club privato e, sebbene era stata sempre ben accetta, non era mai riuscita a diventare un vero membro. Adesso, con la cacciatrice a miglia di distanza, lei e Willow stavano legando come non aveva mai creduto possibile.
“Quando sarò diventata famosa non ammetterò mai di essere uscita con uno zoticone come te” disse indignata “Non ti preoccupare, neanche io voglio che lo sappia tutto il mondo” rispose Xander sedendosi accanto a lei sul divano. “Ragazzi” li interruppe Giles “Non che non apprezzi la vostra compagnia…o i vostri litigi…” disse guardando i due ragazzi in questione “ma cosa ci fate qui? Ci sono problemi?” Da quando avevano smesso di partecipare alla caccia ai demoni, dopo la partenza di Buffy e l’arrivo del Consiglio a Sunnydale che ora si occupava di tutto, la Scooby Gang aveva fatto visita a Giles solo una volta a settimana, due se proprio si sentivano in colpa, ma per il resto si stavano godendo la loro estate com’era giusto che fosse. Quella settimana erano già venuti tre volte e Giles non aveva mai detto nulla, ma adesso cominciava a sospettare che ci fosse sotto qualcosa “No, nessun problema” commentò Willow, guardando gli altri in cerca di qualcos’altro da dire per spiegare le loro visite più frequenti “Abbiamo solo finito i divertimenti” continuò per lei Xander “Adesso ci stiamo rimettendo in riga per iniziare un nuovo anno” spiegò meglio la rossa “Io e Oz con il college e Cordelia e Xander con il lavoro. Non abbiamo più tempo per divertirci, oggi era l’ultima serata di puro divertimento” “Bene, sono contento di sapere che state pensando al vostro futuro” disse l’osservatore chiudendo il libro che stava traducendo prima che arrivasse il gruppo. Era ormai convinto che non ci fosse nulla in quelle pagine e lui aveva solo sprecato il suo tempo. Alla fine sarebbe stato costretto a chiedere di nuovo aiuto al Consiglio, ma voleva aspettare ancora un po’ e vedere se ci sarebbero stati altri…incidenti o qualsiasi cosa fossero. “A cosa sta lavorando? Qualcosa di interessante?” chiese Willow seguendo lo sguardo dell’uomo posato sui volumi sulla sua scrivania “Oh, questi? No, solo delle ricerche per cultura personale” “Lei? Cultura personale?” chiese scandalizzato Xander “Ancora? Non le basta quella che già ha?” Giles lo guardò esasperato e il ragazzo abbassò lo sguardo scrollando le spalle, come ad indicare che non gli sembrava di aver fatto una domanda tanto inopportuna. In effetti era così, ma Giles non poteva dire loro cosa stava facendo veramente e quindi lasciò cadere l’argomento. Si alzò per riporre i suoi libri, quando la porta d’ingresso si aprì all’improvviso e un Angel affannato comparve sull’uscio “Cos’è successo?” chiese allarmato l’uomo, restando con il braccio sollevato a metà nell’atto di rimettere il libro nella libreria. “Niente” si affrettò a rispondere il vampiro, osservando la folla di persone presente nel salotto dell’osservatore. “Oh, credevo ci fossero demoni in vista” “No” rispose l’altro entrando e chiudendo la porta dietro di sé con più calma di quando l’aveva aperta. “Ero solo passato a chiederle in prestito un libro” concluse lanciando uno sguardo verso la Scooby Gang seduta sul divano “Ciao” salutò cordialmente, sedendosi su uno sgabello all’angolo cottura. “Ciao Angel” lo salutò gioviale Willow, mentre gli altri mormorarono qualcosa e Oz gli fece un cenno con il capo. Dopo alcuni minuti di silenzio imbarazzante, Xander si alzò in piedi e con un gesto del braccio indicò la porta “Ok, è meglio che vada prima che si faccia troppo tardi. Le strade non sono più sicure come una volta” quella frecciata in riferimento al trasferimento della cacciatrice era ormai diventata una costante per il ragazzo. Non aveva preso bene la sua partenza e il fatto che non era ancora mai venuta a trovarli non faceva che aumentare il suo risentimento. Angel gli lanciò un’occhiataccia, ma ormai aveva rinunciato a minacciarlo ogni volta che parlava male di Buffy, comunque non poteva ucciderlo, tanto valeva ignorarlo. Tutti gli altri si alzarono e con scuse simili a quelle di Xander lo seguirono fuori dall’appartamento e lontano da quel silenzio imbarazzante. Da quando Buffy se n’era andata il gruppo aveva iniziato a sentirsi sempre più a disagio in compagnia di Angel, fino a che era stato il ragazzo della loro migliore amica lo avevano accettato, adesso era solo un vampiro che di tanto in tanto li aveva aiutati in passato.
Giles scosse la testa “Sono proprio immaturi a volte” Angel lo guardò cercando di capire se si stesse riferendo al modo in cui si comportavano in sua presenza, al modo in cui parlavano di Buffy o ad entrambe le cose. Scegliendo di trattare il suo argomento preferito, chiese “Lei l’ha più sentita?” l’uomo lo guardò sapendo bene a chi si stava riferendo, ma non sapeva se fosse il caso di parlarne con lui. Finendo di sistemare i libri e sedendosi sulla poltrona, decise che dargli qualche informazione generica non avrebbe ucciso nessuno “Si, la sento di tanto in tanto. Sta bene, è contenta di essere tornata a Los Angeles” Angel annuì e si limitò a mormorare “Bene” prese posto anche lui sull’altra poltrona e si sporse in avanti, unendo le mani e posando i gomiti sulle ginocchia “Io…credo che…” Giles lo guardò incuriosito, non lo aveva mai sentito balbettare “Io ho fame” disse all’improvviso Angel “Oh, beh, non credo di avere del sangue a portata di mano” disse Giles lanciando uno sguardo verso il frigo, come se da quella distanza potesse dire se aveva una scorta di sangue o meno “No,” si affrettò a correggerlo Angel “Io ho fame di cibo” Gile spalancò gli occhi. Un altro cambiamento era avvenuto e lui ancora non aveva scoperto quale fosse la causa “Davvero? Di cibo?” “Si, prima ho cercato di bere la mia scorta di sangue, quella che tengo alla magione, ma aveva un sapore orribile. Ho pensato che fosse andato a male, anche se lo avevo conservato in frigo come sempre. Sono andato a prenderne dell’altro e aveva lo stesso sapore cattivo. Poi ho visto una bambina con un gelato e ne ho sentito il bisogno…la voglia. Ne ho comprato uno e aveva un sapore stupendo. Ho fame di cibo” “Ti preparo qualcosa” si affrettò a dire l’ex bibliotecario “Non sono venuto qui per mangiare. Lungo il tragitto oltre al gelato ho mangiato un hot dog, delle patatine fritte, delle ciambelle, ho bevuto una soda, un frullato e un caffè. Credo che sto per vomitare, ma ancora non so cosa mi sta succedendo” “Ah, si, certo” balbettò l’uomo, incredulo per tutte le cose che il vampiro era riuscito a ingurgitare nel breve tragitto fino al suo appartamento. “E comunque” aggiunse tanto per stare tranquillo “in caso sentissi il bisogno di rimettere, il bagno è da quella parte” Angel annuì, probabilmente quell’informazione gli sarebbe servita a breve. “Angel, a questo proposito, io volevo parlarti in effetti. Non sono riuscito a trovare niente che nomini una cosa del genere, neanche lontanamente. Non so proprio cosa ti stia succedendo” il vampiro si poggiò allo schienale della poltrona, massaggiandosi lo stomaco dolorante “Neanche io lo so, ma mi piace. Posso sentire il mio cuore che batte, posso mangiare cibo normale. Non sento più il bisogno di nutrirmi di sangue” disse entusiasta. Giles si tolse gli occhiali per iniziare a pulirli e Angel si sporse di nuovo in avanti per prepararsi a qualsiasi cosa l’uomo stesse per dirgli. “Avevo pensato che forse la soluzione migliore è quella di contattare il Consiglio” “No!” sbottò Angel, senza lasciare che l’uomo continuasse a spiegargli le sue motivazioni “Angel, capisco la tua riluttanza” “No, Giles, non hanno voluto salvarmi quando stavo per morire avvelenato. Hanno costretto Buffy a farmi bere il suo sangue. Non se ne parla!” Giles si alzò in piedi, quasi arrabbiato “Lo capisco questo, Angel. Quando si tratta del Consiglio siamo tutti un po’ titubanti, ma se Buffy ha accettato il loro aiuto non vedo per quale motivo non debba farlo tu” Angel lo osservò e rifletté sulle sue parole. Non aveva del tutto torto, ma non riusciva a fidarsi. Come se avesse letto i suoi pensieri Giles aggiunse “Lasciami fare un tentativo. Parlerò con le persone giuste, persone che conosco e di cui mi fido. Non abbiamo molte alternative se vogliamo sapere cosa ti sta succedendo” Angel sospirò e annuì. Poi nell’appartamento risuonò il borbottio del suo stomaco e il vampiro si alzò e corse in bagno.
Sunnydale – 13/07/1999
Giles entrò in quella che ormai era la sede ufficiale del Consiglio a Sunnydale, un vecchio magazzino ristrutturato per ospitare la loro base operativa. C’era un piccolo ingresso, con sedie, poltrone e librerie, al punto da sembrare una piccola sala d’attesa. Dietro la porta color ciliegio c’era la sala principale dalla quale si diramavano tutte le altre stanze, a cui Giles non aveva accesso. Un uomo in giacca e cravatta, che Giles non aveva mai visto prima, lo condusse verso la grande sala che al momento era vuota. C’era solo una persona ad attenderlo “Malcom” lo salutò con affetto l’ex bibliotecario “Rupert” rispose questo, voltando le spalle alla finestra verso cui aveva rivolto lo sguardo fino a quel momento “Che piacere vederti di persona, dopo tutte quelle ore passate al telefono” “Già, a proposito grazie per il tuo aiuto per quel ultimo problema” “Rupert, non devi neanche dirlo. So benissimo cosa siamo pronti a fare noi osservatori per le nostre pupille, le nostre cacciatrici. La tua poi, è tutta un’altra storia” disse sorridendo “Si, una ragazza particolare, ma molto speciale” “Lo credo bene, trasferirsi nel bel mezzo di una guerra…” scosse la testa in segno di disapprovazione, ma Giles sorrise sapendo bene che Malcom apprezzava i disertori come Buffy più di quanto non facesse lui. “Allora mio caro amico, di cosa sei venuto a parlarmi. Deve essere importante per farti venire fin dentro la tana del leone” disse scherzando e prendendo posto al grande tavolo circolare di mogano e facendogli cenno di seguire il suo esempio. “E’ una questione molto importante e sono certo che ti piacerà sentire quello che ho da dirti” Malcom gli fece cenno di proseguire e si sporse sul tavolo come un bravo scolaro che ascolta il suo maestro. Quella situazione parve strana a Giles, che era solito fare la stessa cosa quando Malcom gli insegnava ciò che sapeva, quando era ancora un giovane sprovveduto. “Il vampiro con l’anima” “Angel” disse subito l’uomo, informato di tutto quello che succedeva nel mondo demoniaco “Esatto,” continuò Giles, iniziando a raccontare all’amico fidato tutti i cambiamenti che Angel aveva subito in quei due mesi. Partendo dal battito cardiaco fino ad arrivare alla fame di cibo. “E’ incredibile!” commentò sconvolto Malcom, dopo aver ascoltato la storia senza aprire bocca. “Impossibile, ma vero” commentò Giles “No, amico mio” lo corresse l’altro “Non ho detto impossibile. Ho detto incredibile” gli fece cenno di seguirlo e lo condusse verso una delle porte che Giles si era sempre chiesto dove conducesse. Quando l’uomo l’aprì Giles rimase leggermente deluso di trovare una semplice biblioteca, persino più piccola di quella che aveva gestito alla Sunnydale High. “Ricordi quando ti ho parlato di grandi cambiamenti che stanno avvenendo?” chiese Malcom, sapendo già che il suo amico lo ricordava benissimo e quindi proseguì senza aspettarsi davvero una risposta “Non sapevamo quali fossero…prima di una settimana fa” disse enigmaticamente, voltandosi a prendere un libro dal cassetto di una grande scrivania nera e sedendosi sulla sedia di pelle rossa che si trovava lì accanto. Giles entrò di più dentro la stanza e prese posto sulla sedia accanto al suo amico “Le veggenti, in Inghilterra, ci hanno informato di stare attenti. Un grande avvenimento stava per avere luogo proprio sotto i nostro occhi. Abbiamo parlato con gli Oracoli, cioè i nostri guerrieri hanno parlato con loro, e ci hanno riferito che qualcosa di incredibile stava per accadere” “Malcom” lo riprese leggermente Giles, curioso di sapere di cosa stesse parlando l’altro uomo e spazientito per i suoi continui giri di parole “Si scusami, ecco qui” disse infine, mostrandogli la pagina del libro che aveva preso poco prima. Nella pagina c’era un grande titolo scritto in inglese “The human vampire” e sotto di esso un disegno diviso a metà: nella parte sinistra c’era l’immagine di un uomo e in quella destra l’immagine di un vampiro. “Cosa vuol dire tutto questo?” chiese Giles, anche se la sua mente cominciava già a capire “Credo che stiamo per assistere ad un avvenimento che non ha precedenti, mio caro Rupert. Il tuo vampiro sta diventando umano” sfogliò il libro e si corresse “O almeno in parte umano” gli indicò un passaggio del libro in cui veniva spiegato bene ciò che stava succedendo al corpo di Angel, Giles prese il testo dalle mani dell’amico e iniziò a leggere: “Prima batterà il cuore, poi il suo corpo inizierà a ricevere gli stimoli dal mondo esterno come li prova un essere umano, proverà la fame, la stanchezza, il sonno. Poi il dolore, estremo dolore in cui il suo corpo si libererà del demone. Almeno di una parte di esso. Il corpo tratterrà i benefici della parte malvagia, dell’essere che ha occupato il suo corpo terreno, manterrà la sua forza, la sua vista da predatore e la capacità di mutare il suo aspetto. Finito il periodo della dolorosa trasformazione il vampiro umano potrà camminare sulla terra alla luce del sole e morire di vecchiaia come il più comune dei mortali” L’ex bibliotecario chiuse il libro ancora incredulo “Umano?” “Eh già” commentò l’amico, riponendo il libro ormai introvabile, dato che la sua era l’unica copia rimasta. “Com’è possibile? Voglio dire, perché lui?” “Perché no? Ha combattuto per il bene e al fianco della cacciatrice, è sopravvissuto all’inferno e si è redento per i suoi crimini” “Chi lo ha deciso?” Malcom si alzò dalla sedia e iniziò a camminare mentre raccontava al suo amico di lunga data i misteri del loro universo “Ah, mio curioso Rupert, e chi lo sa? Gli Oracoli non hanno svelato questo particolare. Ma tu davvero necessiti di saperlo?” “Credo di no” disse quasi sconsolato Giles, mentre anche lui si alzava dalla sedia “Credo che tu abbia buone notizie da portare al tuo amico vampiro” l’altro annuì “Ma prima che vada, dimmi Malcom, quali sono gli altri grandi avvenimenti?” “Curioso come sempre, vero Rupert? Non ti basta la grande notizia che hai appena ricevuto” rise e gli diede una pacca sulla spalla “Sei una brava persona, lo sei sempre stato e quello che sto per dirti deve restare una confidenza” “Assolutamente” rispose Giles serio e guardandolo fisso negli occhi per convincerlo che stava dicendo la verità. “I grandi avvenimenti sono tre e due sono già avvenuti. La cacciatrice doveva lasciare questo posto infernale, non è questo il suo destino, non deve rischiare di morire in battaglia. Deve vivere, perché il suo destino sembra essere un altro” “Come fai a saperlo?” “Io non so niente Rupert, gli Oracoli ci guidano e loro hanno detto così” sollevò due dita e riprese a parlare “Il secondo avvenimento era l’avverarsi della profezia del vampiro umano che camminerà questa terra. Come hai potuto constatare questa profezia si è già messa in moto. Questi due elementi riguardano i due guerrieri di questo tempo: la cacciatrice e il suo vampiro. Il terzo avvenimento è semplicemente una conseguenza, la chiusura di ogni Bocca dell’Inferno presente sulla terra” “Oh mio Dio” esclamò Giles, davvero senza parole “Dici davvero?” “Si, terminata la trasformazione del vampiro con l’anima, niente più demoni primordiali e apocalissi. La cacciatrice dovrà solo tenere a bada i piccoli demoni e i vampiri. Le grandi battaglie sono concluse per il momento, Rupert” “Che vuol dire per il momento?” chiese ancora scettico Giles “Che tutte le Bocche dell’Inferno si riapriranno alla morte di entrambi i guerrieri, ma questa secondo gli Oracoli non è una cosa che succederà tanto presto. O qualcosa di cui noi vecchi saremo testimoni, caro Rupert” rise di nuovo e iniziò a scortarlo verso la porta, evidentemente le cose importanti da dire erano finite “E’ un’occorrenza che accade ogni mille anni. Siamo stati fortunati e così la tua cacciatrice” “Se lo merita” commentò Giles, prima di salutare calorosamente il suo amico e dirigersi verso la magione per dare la buona notizia a Angel.
Sunnydale – 14/07/1999
Un pesante silenzio era sceso nell’appartamento di Giles alla notizia dell’imminente trasformazione che Angel stava lentamente subendo. “Ma dite sul serio?” chiese Willow, ancora incredula. “Si” rispose semplicemente Giles, mentre Angel se ne stava seduto in disparte sentendosi come una statua in un museo che tutti fissano. Non sapeva come reagire a quella notizia, Giles era andato da lui il giorno prima non appena lo aveva scoperto e a distanza di 24 ore ancora non sapeva come reagire. Non faceva altro che pensare: devo dirlo a Buffy. Devo chiamare Buffy. Cosa direbbe Buffy? Cosa farebbe Buffy? Come reagirebbe Buffy? Ma più si guardava intorno e più si rendeva conto che lei non era lì e che lui stava convivendo la notizia più bella della sua esistenza con dei semi-sconosciuti. Con delle persone che ancora non riuscivano ad accettarlo, anche dopo che aveva salvato loro la vita innumerevoli volte. Li sentiva parlare in sottofondo, fare domande e ricevere risposte da Giles, che ogni tanto lo osservava, probabilmente si stava chiedendo come mai non facesse i salti di gioia. Forse perché temeva che si trattava di un sogno, che presto si sarebbe svegliato e si sarebbe reso conto che si trattava di un sogno. “Ben presto arriverà il momento più difficile per te” disse Giles, questa volta voltando le spalle al resto del gruppo e rivolgendosi al vampiro “Lo so” rispose Angel, tornando a concentrarsi su quello che stava succedendo e cercando di allontanare i pensieri di Buffy e tutti i suoi dubbi. “Secondo i calcoli del mio amico Malcom, è questione di giorni” “Sarò pronto” Giles annuì “Bene, ma credo che…non dovresti affrontarlo da solo” “Ce la farò” cercò di convincerlo il vampiro, sapendo già cosa stava per proporre l’uomo. Non voleva il suo aiuto, non voleva costringerlo a badare a lui e al suo dolore per un’intera settimana. Se ci fosse stata Buffy…bloccò subito quel genere di pensieri, in fondo Buffy non c’era “Angel, non essere testardo. Non sappiamo cosa potrebbe succederti, nessuno conosce le ripercussioni di questa cosa. Starò da te” disse guardandolo fisso negli occhi, come per sfidarlo a contraddirlo “Porterò delle cose che potrebbero servirmi entro la fine della settimana. Potrebbe iniziare da un momento all’altro” Angel si limitò ad annuire, in fondo l’osservatore non aveva torto, probabilmente avrebbe avuto bisogno di una mano. “Non può farcela da solo” disse Willow con voce preoccupata “Potremo fare dei turni” propose guardando gli altri “Ti ringrazio, ma si tratta solo di una settimana. Sarà dura, ma penso di potermela cavare da solo” “Dovrà pur fare delle pause per mangiare e dormire” disse Willow, ancora incerta “Vedremo Willow. In caso avrò bisogno di aiuto non esiterò ad ammetterlo e chiamarvi” la rossa sembrò soddisfatta e fece un cenno con il capo.
Sunnydale – 16/07/1999
Iniziò una mattina, così all’improvviso. Dopo una notte di sonno pacifico, Angel si svegliò con un forte dolore allo stomaco. Fece appena in tempo a capire cosa stava succedendo, che un altro spasmo lo colse. Riuscì a trascinarsi verso il telefono e chiamò Giles “Pronto?” “Ah…” riuscì solo a dire, ma l’altro sembrò capire cosa stava succedendo “Arrivo subito!” esclamò e Angel lasciò andare la cornetta per stringersi entrambe le braccia al corpo e lottare contro il dolore.
Giles entrò nella magione chiamando il nome di Angel, ma nessuno rispose. Quella casa era enorme e dubitava di riuscire a trovarlo facilmente tra tutte quelle stanze. Fortunatamente non dovette andare troppo lontano, infatti girando l’angolo che portava alla camera da letto vide un braccio e avvicinandosi sempre di più trovò Angel sdraiato sul pavimento. Era svenuto, probabilmente per il troppo dolore. Provò a sollevarlo per portarlo fino al letto, ma era un peso morto e da solo non ce la faceva. Sembrava che avrebbe dovuto accettare l’offerta di Willow, dopotutto. Prese la cornetta del telefono che il vampiro aveva lasciato cadere a terra accanto a sé, probabilmente dopo aver chiamato lui. “Willow? Si, sono a casa di Angel. E’ cominciato” sentì la ragazza dire che avrebbe radunato gli altri e che sarebbe arrivata subito “Grazie. A dopo” rimise la cornetta al suo posto e iniziò a guardarsi intorno, in cerca di qualcosa da poter fare mentre aspettava la Scooby Gang.
“Dov’è il peso morto?” disse Xander entrando in camera, dove si trovava Giles “Qui. Aiutami a portarlo sul letto” entrambi si accucciarono accanto al corpo di Angel, Giles prese la testa e Xander i piedi. “Al mio tre. Uno, due…tre!” lo sollevarono e lo depositarono con ben poca grazia sul letto. “Accidenti!” esclamò Xander riprendendo fiato dopo quello sforzo “Poteva avere almeno la decenza di rimettersi a letto da solo” Giles non si disturbò neanche a lanciargli la solita occhiata esasperata. Si asciugò la fonte con il fazzoletto e poi sistemò meglio il corpo del vampiro. “Ho bisogno che andiate da un mio amico medico” disse rivolto a Willow e Cordelia, che si trovavano sulla porta. “Vi darà delle medicine che gli ho richiesto alcuni giorni fa, ma non ho avuto il tempo di andarle a prendere” cercò nella camera un foglio di carta e trovò un blocco accanto al telefono. Scrisse l’indirizzo e il nome del dottore “Dite che vi mando io e che ho bisogno della scatola rossa. Lui capirà” “A cosa serve?” chiese Oz, mentre raccoglieva le cose che Angel aveva fatto cadere quando, probabilmente, si era trascinato verso il telefono in preda al dolore. “Per alleviare il dolore. Presto si sveglierà e ricomincerà ad avere forti spasmi. Possiamo aiutarlo con delle medicine, spero” disse Giles rivolgendo lo sguardo al vampiro ancora privo di sensi sdraiato sul letto. “Andate, fate presto. Potrebbe svegliarsi a minuti” le esortò, per poi vederle sobbalzare e correre verso l’uscita.
Sunnydale – 20/07/1999
Era toccato a lei, dopo averci girato intorno per giorni usando la scusa del lavoro alla boutique, Cordelia era stata costretta a badare a Angel, mentre gli altri si prendevano quello che avevano chiamato “meritato riposo”. E il suo meritato riposo?
Seduta sulla sedia accanto al letto di Angel, Cordelia sfogliava il nuovo Cosmo e ogni tanto lanciava occhiate furtive verso quel corpo stupendo che apparteneva al vampiro. Quasi umano. Pensò con un ghigno malizioso la ragazza. Sospirando mise via il giornale, in fondo diventava sempre più depressa quando leggeva di belle cose che non poteva permettersi. Meglio concentrarsi sui bianchi pettorali bagnati di sudore che erano in bella mostra di fronte a lei. Ricordava ancora la prima volta che aveva visto Angel, si trovava al Bronze con intorno le solite amiche, e all’improvviso questo bel ragazzo aveva fatto il suo ingresso nel locale. Era rimasta molto delusa e ferita nel vederlo andare verso la nuova sfigata della scuola, Buffy ovviamente. La loro relazione non era mai stata delle migliori, ma il fatto che il ragazzo su cui aveva puntato gli occhi fosse andato dritto verso di lei non aveva fatto altro che peggiorare la situazione. Da quel momento aveva provato più e più volte ad attirare l’attenzione del ragazzo, ma senza molto successo. Riceveva solo sguardi indifferenti e sorrisi di cortesia. Poi, naturalmente, aveva scoperto che era un vampiro e a quel punto era stata lei a lasciarlo stare. Non voleva certo passare per una pazza che usciva con un assassino, anche se era il ragazzo più bello che avesse mai visto. Buffy poteva tenerselo il suo demone, non era di certo il suo tipo. Adesso, però, era tutta un’altra storia. Con Buffy lontana da Sunnydale, Angel che stava diventando umano e lei senza più un soldo, aveva bisogno di un fidanzato. Uno vero che ti porta al cinema, a cena e che ti lascia dormire da lui la notte. E poi Angel era stupendo fisicamente e farsi vedere in giro per la città al suo fianco sicuramente l’avrebbe aiutata a recuperare un po’ della sua popolarità perduta e soprattutto la sua dignità. Sorrise, piena di una nuova speranza, in fondo decidere di non partire per Los Angeles non era stata una cattiva idea. Buffy poteva tenersi la città degli angeli, lei si sarebbe tenuta il suo Angel.
ciaoooo buffy ho appena letto la tua nuova storia....complimenti!!!sono moltoooo curiosaaaaaa!!!ci sono tanti spunti su cui commentare ..la partenza di buffy mi ha colpita e penso che ci sono dei segreti dietro....mi fa strano che la cacciatrice possa avere una vita diversa!! triste la scena fra b e a .. impressionante l'egoismo e l'immaturita' degli cosiddetti amici di buffy ...ho come l'impressione che in questa storia ci saranno tanti momenti in cui noi resteremo stupiti!!!sono rimasta delusa dall'assenza di buffy nel momento in cui avviene il cambiamento di angel e non mi piace proprio che codelia possa solo pensare di occupare il posto lasciato da buffy sia con willow ma soprattutto con annngeeel!!!infatti tutto cio' mi terrorizza!!!!ma confido in te stupiscici come sai fare tu!!!
bacioni madda
ciao, brava la storia si fa sempre più interessante, mi veniva quasi da dire a CC "giù le mani..." :D e nel frattempo esprimerle tutta la mia solidarietà... chi non farebbe pensieri impuri di fronte a lui???? :D mi raccomando continua presto. Ciao
Grazie di nuovo a tutte voi per l'incoraggiamento, soprattutto maudit che ha già iniziato a farsi mille domande ^_^ i tuoi commenti mi hanno davvero incoraggiata a proseguire. E Genny...credo che tutte noi la pensiamo come te ;)
Capitolo 4
I never meant to brag but I got him where I want him now
It was never my intention to brag to steal it all the way from you now
But God does it feel so good cause I got him where I want him now
“Paramore – Misery Business”
Sunnydale – 24/07/1999
Buffy fermò l’auto nel parcheggio a pagamento situato nel centro di Sunnydale. Era venuta con la nuova macchina che Hank aveva comprato a Joyce come regalo di “bentornata a casa”, una nuova Jeep fiammante, e non voleva che i suoi amici la notassero. Nasconderla nel parcheggio a pagamento sperava fosse la soluzione migliore. Quando avevano deciso di trasferirsi a Sunnydale nel 1997, Joyce aveva deciso che non era il caso di girare per le strade di una piccola cittadina con una Mercedes nuova di zecca, avrebbero attirato solo sguardi indiscreti. Una volta giunti lì, Buffy aveva capito che per una volta sua madre aveva avuto ragione, infatti l’unica macchina fin troppo visibile nella ridente Sunnydale era una Crysler rossa, decappottabile targata QueenC. Quando poco tempo prima avevano fatto ritorno a Los Angeles, Hank aveva pensato che la Mercedes era ormai datata e l’aveva cambiata con una Grand Jeep grigio metallizzato. Convincere sua madre a farsela prestare, quella era stata tutta un’altra storia. Se non fosse stato per l’appoggio che aveva ricevuto da Hank, in quel momento si sarebbe ritrovata su un pullman scomodo e fin troppo caldo. Nessuno a Sunnydale sapeva che era in grado di guidare, sua madre le aveva proibito durante quei tre anni di prendere la sua Jeep vecchia e semidistrutta e le aveva detto di fingere di non saper guidare come la maggior parte degli adolescenti in una piccola cittadina. Lei lo aveva fatto, aveva rinunciato all’auto per tre anni, ma adesso era stanca e rivoleva la sua vita e la sua libertà. Amava guidare, amava le auto e sfrecciare con una macchina nuova sull’autostrada le dava la sensazione di essere viva. Nei tre anni a Sunnydale aveva avuto l’occasione di prendere la macchina solo quando sua madre era finita sotto l’incantesimo delle barrette di cioccolata della banda della scuola. Ma anche in quella occasione, a causa della presenza di Willow, aveva dovuto fingere di non saper guidare per evitare che sua madre si arrabbiasse una volta tornata in sé. Solo Angel sapeva che era in grado di guidare, infatti ricordava un particolare episodio in cui il vampiro le aveva mostrato la sua auto nel garage, dopo aver scoperto che in realtà aveva la patente, e le aveva permesso di guidarla. Lo aveva ripagato bene in seguito per quel suo bel gesto, sui sedili di pelle della sua Plymouth e al sicuro nel garage della magione.
Buffy sbattè la testa contro il volante per allontanare quei pensieri, non voleva pensare a Angel e soprattutto non voleva pensare a cose come quelle che avevano fatto nella sua decappottabile nera d’epoca. Scese dalla macchina, indossando i suoi occhiali da sole e, facendosi forza per affrontare di nuovo i suoi amici, s’incamminò verso il luogo dell’incontro. In quel mese aveva parlato spesso con Willow e, purtroppo, con Cordelia visto che si trovavano entrambe nella stessa casa. Cosa a cui Buffy ancora non riusciva a credere. Ma non si era mai sentita con Xander, probabilmente il ragazzo era ancora arrabbiato con lei, dato che le uniche volte che aveva provato a chiamarlo lui non aveva mai risposto. Alla fine si era arresa. Giles, invece, era tutt’altro discorso. Lo aveva sentito quasi tutte le settimane, ma negli ultimi tempi aveva esitato un po’ a chiamarlo perché lo aveva sentito titubante e distante. Alla fine aveva capito che quando faceva così voleva dire che nella stanza con lui c’era Angel, dato che una volta aveva sentito chiaramente la sua voce mentre parlava con Willow.
Angel. Quel nome ancora la turbava, solo sentirlo pronunciare le faceva venire i brividi e le lacrime agli occhi allo stesso tempo. Sperava davvero di non incontrarlo, ma fino a che avesse evitato di trattenersi in città oltre il tramonto non ci sarebbero stati problemi. “Buffy! Ecco Buffy!” sentì urlare la sua migliore amica e voltandosi verso il suono della sua voce, vide tutta la Scooby gang al completo che l’aspettava seduta ad un tavolo all’aperto dell’Espresso Pump, un nuovo locale che avevano scoperto da poco i suoi amici di Sunnydale. Fece un cenno con la mano e si avviò verso di loro “Ciao ragazzi, è così bello vedervi” abbracciò tutti e poi prese posto sullo sgabello vuoto “Buffy!” esclamò di nuovo Willow “Cosa hai fatto hai capelli?” “Oh” commentò l’altra toccandosi le punte “Sono delle extension nere. Avevo voglia di cambiare” “Ti stanno benissimo” le disse l’amica con un sorriso genuino sul volto “Grazie” “Meglio di prima, sicuramente” disse, invece, Cordelia interrompendo le due ragazze “Beh, cosa devo dire Cordelia. Non sei cambiata neanche un po’” la bruna sorrise sprezzante. Buffy la ignorò e iniziò a chiedere ai suoi amici cosa avessero combinato in quel mese o come andavano i preparativi per l’università. Tutti le raccontarono le varie novità, che non erano molte, ma il tempo sembrò volare ugualmente, tra una tazza di caffé e un frullato. “Allora, Buffster. Tu cosa ci dici?” chiese Xander, dandole una leggera gomitata “Com’è la vita a Los Angeles?” “Oh, il solito. Shopping e sole, per il momento. Poi farò quello che farete anche voi studio, studio e ancora studio. O nel vostro caso lavoro,” disse rivolta al ragazzo e a Cordelia, “ma in fondo è sempre la stessa cosa, no? E’ noioso” concluse con un sospiro. “Ehi, ma tu non dovevi partire per quel giro negli USA?” chiese perplessa Buffy a Xander “Ah, quello! No, alla fine la macchina ha pensato bene di fermarsi nel bel mezzo del nulla…” “Già, sono dovuta andarlo a prendere in un posto deserto! Incredibile!” concluse per lui Cordelia. “Capito” si limitò a rispondere Buffy con un cenno del capo. “Fino a quando resti?” chiese Willow “Beh, non molto. Pensavo di ripartire tra un paio d’ore” disse la bionda guardando l’orologio che aveva al polso “Così presto?” chiese delusa Willow, ma prima che l’altra potesse rispondere Cordelia lanciò un urlo “Oh mio Dio!” tutti si guardarono intorno, in attesa di un branco di demoni che li attaccassero da un momento all’altro, ma la ragazza si sporse verso Buffy e le afferrò il braccio “Cos’è questo?!” Buffy spalancò gli occhi incredula “Cordelia, ci hai fatto prendere un colpo per un orologio!” “Dove lo hai preso?” Oz e Xander rotearono gli occhi, mentre Cordelia continuava a tirare Buffy per un braccio e Willow corrugava la fronte riconoscendo il modello da una rivista che Cordelia aveva lasciato in camera sua a casa Rosenberg. “E’ il nuovo modello della Guess! Ma lo sai quanto costa?!” Buffy cercò di riprendersi il braccio senza riuscirci, alla fine decise di usare la sua forza di cacciatrice per togliersi da quella situazione imbarazzante. Sapeva che non avrebbe dovuto indossarlo, ma voleva essere certa di ripartire in tempo e alla fine lo aveva messo. Adesso se ne stava pentendo. “No, Cordelia. E’ un regalo” “Ah, ecco” commentò la bruna, era sicura che Buffy non aveva tanto buon gusto da poter comprare una cosa simile “Allora hai amici ricchi a Los Angeles?” chiese, improvvisamente interessata alla sua vita privata “Io…” iniziò a balbettare Buffy. Perché nessuno cambiava argomento?! “Si, figurati. La nostra Buffster” disse Xander, togliendola dall’impiccio, ma offendendola con le sue parole denigratorie. “Con tutta la storia della cacciatrice non ha tempo per una vita sociale. E’ fortunata ad avere noi” Buffy sorrise, nascondendo il disappunto per le sue parole, ma preferendo comunque cambiare discorso “Ok, se non vi spiace vorrei andare a trovare Giles prima di ripartire” “Certo” concordarono tutti, abbandonando i propri posti e incamminandosi accanto a lei lungo le vie di Sunnydale, dopo aver pagato.
Giunti davanti alla porta, Buffy esitò un attimo temendo di trovare Angel dentro l’appartamento insieme al suo osservatore. Xander non attese oltre, ignorando la sua esitazione, bussò al posto suo “Ti aspetti che si apra da sola, Buffster?” chiese facendole l’occhiolino, sapendo bene per quale motivo stava esitando. Buffy lo guardò a lungo, riflettendo sul suo strano comportamento, era come se il risentimento si fosse impossessato del suo amico e non restasse nulla del ragazzo altruista e gentile che aveva conosciuto un tempo. Buffy si tolse gli occhiali da sole e aprì la porta, prima che qualcun altro lo facesse al posto suo “Giles? Indovina chi è tornata a Sunnydale?” l’uomo sbucò dalla cucina con uno strofinaccio tra le mani “Buffy? Che piacere vederti” l’abbracciò e la ragazza ricambiò con piacere “Mm, che profumino. Cosa sta cucinando?” si voltò verso i fornelli e vide la carne che rosolava sul fuoco “Oh, solo la mia cena” la vide prendere alcune fragole dal piatto dove le aveva poste poco prima “Vuoi restare a mangiare?” le chiese, notando il suo appetito “Ah, vorrei Giles, ma devo tornare a LA questa sera. Parto tra un po’, volevo solo fare un salto da lei prima” sorrise e si sedette sullo sgabello davanti all’angolo cottura. Gli altri si erano già seduti sul divano e le poltrone “E noi, Giles?” chiese Xander, fingendosi offeso “A noi non offre la cena?” l’uomo lo guardò corrugando la fronte “Se non ricordo male la tua casa si trova a pochi isolati da qui” Xander mise il broncio scherzosamente. Poi Buffy e Giles si lasciarono andare a una lunga conversazione su quegli che erano stati gli ultimi avvenimenti nelle loro vite, passando a volte ad argomenti più leggeri e scherzosi. La Scooby Gang restò seduta in disparte, Xander e Oz si ritrovarono ben presto impegnati in una discussione sulla criptonite di Superman, mentre Cordelia e Willow decidevano cosa mangiare a cena quella sera una volta a casa. “Io voglio ordinare cibo cinese, non lo mangiamo dalla settimana scorsa” disse Cordelia, ripensando agli involtini primavera che aveva mangiato il giovedì scorso “D’accordo” rispose Willow, scrollando le spalle, dopo tutto quel caffé e quel frullato bevuto all’Espresso Pump, dubitava di poter mangiare anche un solo biscotto della fortuna. “Senti, Cordelia…” disse la rossa, un po’ titubante e spaventata dalla reazione che l’altra poteva avere dopo aver sentito la sua domanda “Cosa dobbiamo fare per Angel?” la bruna si voltò di scatto verso l’angolo dove Buffy stava conversando con Giles e spizzicando ancora le sue fragole. Per fortuna non aveva sentito niente “Cosa vuoi dire? Cosa centra adesso Angel?” disse abbassando ancora di più la voce quando pronunciò il nome del ragazzo “Lui voleva vederla. Ha detto se potevamo proporre a Buffy un incontro. Penso che abbia il diritto di sapere quello che è successo a Angel” Cordelia scosse la testa “Willow, sei così innocente a volte. Dopo tutto quello che hanno passato, vuoi che ricomincino tutto da capo?” “No, ma…” “Se è destino che si incontrino, allora si incontreranno prima che Buffy riparta” concluse la bruna, chiudendo gli occhi e poggiando la testa sullo schienale del divano. Willow restò a guardarla per alcuni secondi, poi di voltò a guardare Buffy, che ormai stava raccogliendo le sue cose e si stava preparando a ripartire, non era certa che tenerle nascosta una cosa simile fosse una buona idea. Sapeva anche che la sua migliore amica stava facendo ritorno a Los Angeles proprio in quel momento e lei sarebbe tornato a casa con Cordelia, adesso condivideva la maggior parte delle cose con lei, non voleva perdere un’altra amica.
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Angel non riusciva a stare seduto, continuava a camminare da una stanza all’altra e a guardare l’orologio con impazienza. Aveva chiesto a Cordelia e Willow di chiedere a Buffy se le andava di parlare con lui, di specificare che doveva dirle una cosa importante. Le due ragazze gli avevano assicurato che l’avrebbero trascinata da lui se fosse stato necessario e, quindi, adesso stava aspettando che la portassero lì.
Sentì la porta d’ingresso aprirsi e corse in quella direzione “Buffy?” disse, senza neanche rendersene conto “Mi spiace, Angel” disse la voce di Cordelia. Sul volto di Angel scomparve la speranza e il sorriso “Non è venuta?” chiese conoscendo già la risposta. La bruna si chiuse la porta alle spalle “Noi glielo abbiamo chiesto. Le abbiamo anche detto che era una cosa importante, che poteva cambiare tutto, ma lei…” lasciò la frase in sospeso e scosse la testa “Non è voluta venire” “Che cosa ha detto?” la ragazza si avvicinò a lui e gli toccò un braccio “Oh, Angel. Non voglio dirti quello che ha detto. E tu non vuoi saperlo” Il ragazzo si sedette sul bracciolo del divano che si trovava lì vicino e tenne la testa bassa, quando vide che Cordelia gli si stava avvicinando la fermò con un cenno della mano “Vorrei restare da solo, se non ti spiace” “Oh” esclamò lei, facendo un passo indietro “Assolutamente. Prenditi il tuo tempo” si avviò verso la porta, ma prima di uscire si fermò “Ma ricordati una cosa Angel. Se non ha voluto neanche vederti per sapere cosa avevi da dirle…beh, allora non ti merita affatto” con quella frase chiuse la porta dietro di sé.
Sunnydale – 10/08/1999
Bellissimo. Era l’unica cosa a cui riusciva a pensare Cordelia guardando il corpo di Angel avvolto in un paio di semplici boxer rigorosamente neri, mentre se ne stava sdraiato sulla sabbia ad assaporare il calore del sole. Non appena erano stati certi che il sole non avrebbe ridotto in cenere il corpo dell’ormai ex vampiro, la Scooby Gang gli aveva proposto una giornata al mare. O perlomeno, Cordalia glielo aveva proposto fingendo che tutti gli altri fossero d’accordo. Infatti, Willow era ancora leggermente titubante nell’aiutarla a conquistare Angel, probabilmente si sentiva ancora responsabile per Buffy. Ovviamente Cordelia non perdeva mai occasione di ricordarle che la sua “migliore amica”, o comunque volesse chiamarla, se ne stava a Los Angeles a divertirsi, mentre lei era bloccata in quella piccola cittadina. Oz non si pronunciava in materia, Cordelia ancora non era riuscita a capire se quel ragazzo avesse un cervello tutto suo o se aspettasse che Willow gli dicesse cosa fare per poi farla senza discutere. E, infine, Xander che continuava a professare il suo odio per colui che aveva rubato il cuore della ragazza dei suoi sogni, anche se Cordelia aveva notato che era contento di avere un altro uomo con sui parlare oltre ad Oz che, beh, non parlava molto.
Lei, dal canto suo, aveva indossato il suo costume migliore…cioè l’unico che le era rimasto dopo la bancarotta…e stava facendo del suo meglio per mettere in mostra le sue curve. Purtroppo aveva constatato che con Angel quello non bastava, doveva essere brava con le parole e fare la tenera e romantica. Non era proprio la sua tattica ideale, ma sapeva che alla fine ce l’avrebbe fatta. Aveva già in mente un piano, un buon piano. Sorridendo si alzò dalla sdraio dove era rimasta fino ad allora a riflettere sulla sua prossima mossa e si avvicinò alla propria preda. “Angel” disse sedendosi sull’asciugamano accanto a lui e stando attenta a mettersi molto vicina “Così prenderai un’insolazione. Dopo secoli senza sole, potrebbe farti male” Bene, l’atteggiamento premuroso piaceva a tutti i ragazzi, pensò. “Forse hai ragione, ma cosa posso farci. Mi piace troppo” rispose lui con un sorriso e continuando a godersi il calore sulla sua pelle “Posso metterti un po’ di crema, se vuoi. Potrebbe evitarti una bruciatura almeno” “Va bene” rispose l’altro, senza però aprire gli occhi. Cordelia andò verso la sua borsa per prendere la crema, nel frattempo iniziò a riflettere su cosa fare. Il ragazzo non aveva neanche aperto gli occhi e lei non sapeva se sarebbe riuscita a convincerlo solo con le sue parole, doveva almeno guardarle un attimo la scollatura. Tornando verso la sua preda sorrise, avendo trovato l’argomento adatto per fargli aprire gli occhi e per togliergli alcune fantasie stupide dalla testa, come la sua Buffy. Certo non sarebbe tornata e, dato che non sapeva che lui era tornato umano, ovviamente grazie a lei, una loro riconciliazione sembrava molto improbabile. Per quando la cacciatrice avrebbe scoperto che lui era tornato umano, Cordelia lo avrebbe già avuto tutto per sé. Conosceva il senso di colpa di Angel, quello non era sparito con il suo demone, non l’avrebbe lasciata per rimettersi con Buffy, perché questo l’avrebbe ferita. Avrebbe semplicemente aspettato che fosse stata lei a farlo, ma si sbagliava di grosso. Aveva trovato l’uomo giusto per lei e non se lo sarebbe lasciato scappare. “Ecco qui” disse, tornando a sedersi accanto a lui sul telo da mare e sospingendolo a mettersi seduto per mettergli la crema sul petto e sulle spalle. “Grazie Cordelia, non so come farei senza di te” rispose lui sorridendo. Beh, quello era un buon inizio, pensò Cordelia, preparandosi al suo prossimo attacco. “Speriamo che tu non debba mai scoprirlo” disse con fare seducente, sporgendosi verso di lui per premere i seni contro il suo braccio. Notando, però, che quel suo gesto lo metteva a disagio, si tirò subito indietro e decise di usare le parole. “Sono contenta della tua trasformazione. Davvero Angel, te lo meriti” “Grazie” “Oh, non ringraziarmi. E’ vero. Dopo tutto quello che ti è successo. Sai, a volte ti guardavo e pensavo…” si fermò un attimo, smettendo anche di mettergli la crema, poi riprese a parlare scuotendo la testa “No, lascia stare” “Cosa?” chiese lui ormai incuriosito. “Mi spiace, ma non vorrei ferirti con quello che sto per dirti. A volte parlo troppo.” Lui le prese un braccio “Puoi dirmi quello che vuoi” Cordelia sorrise, quella tecnica funzionava sempre. “Beh, è solo che ho sempre pensato che Buffy ti facesse male” lo vide rabbuiarsi e subito continuò a parlare, per paura che lui potesse interromperla sul più bello “Non fraintendermi, io adoro Buffy. Solo non penso che sia la persona adatta a te. Con tutti quei problemi emozionali e con il dovere della cacciatrice. Tu hai bisogno di qualcuno che ti faccia divertire, soprattutto adesso che sei tornato umano. Devi essere più solare e lei di certo non ti aiuterebbe in questo” lo vide farsi pensieroso e continuò a sferrare il suo attacco. Ricordandosi della piccola bugia che gli aveva raccontato alcuni giorni prima, decise di usare quella. “Sai, forse è una buona cosa il fatto che abbia rifiutato di incontrarti. Vuol dire che lei ha voltato pagina ed è ora che lo faccia anche tu” Lo vide tornare a sdraiarsi sul telo con un’espressione pensierosa. Si alzò e si allontanò, sorridendo soddisfatta. Il seme della discordia era stato piantato e anche ben innaffiato.
grrrr uccido cordelia ti avverto!!!.... continua e sempre piu bellaaaaaa!!!!!grazie grazie e grazie!sei bravissima!spero di leggere ul continuo prestissimo e che cordelia si faccia i fatti suoi presto.........baci !
oh noooo!!!oh nooo!!!questo e' stato il mio commento quando ho letto l'ultimo cap...poi siccome tanti sono i punti diversi nella tua storia mi chiedevo ti prego non far mettere insieme c e a!!!!poi che combina buffy a l.a??ho dei sospetti ma soprattutto molte curiosita'!!!complimenti ancora bellissima anche la storia sul sito her bronze ....
bacioni madda!!
Come sempre vi ringrazio per i commenti, siete sempre le migliori ^_^ spero che con questo nuovo capitolo, in cui davvero ho dato libero sfogo alla mia pazzia, non smetterete di dirmi ciò che pensate ;)
Capitolo 5
I don’t wanna be without you baby, I don’t want a broken heart
Don’t wanna take a breath without you baby, I don’t wanna play that part
I know that I love you, but let me just say, I don’t wanna love you in no kind of way, no, no
I don’t wanna a broken heart and I don’t wanna play the broken hearted girl, no, no
No broken hearted girl
“Beyoncé- Broken hearted girl”
Sunnydale – 27/08/1999
Willow rimise a posto la cornetta del telefono e si voltò verso Cordelia, che se ne stava seduta sul divano poco distante da lei “Allora, chi era?” chiese continuando a fare zapping alla tv “Buffy” rispose Willow prendendo posto accanto a lei “Cosa voleva? Possibile che non sa godersi la vita a Los Angeles. Deve sempre chiamare qui?” disse annoiata, ma la rossa subito cercò di difendere la sua amica “Ha solo chiamato per confermare l’appuntamento di domani. Ricordi, ci vediamo tutti qui per poi andare al Bronze” “Cosa?” chiese la bruna, fingendo incredulità “Ma io devo uscire con Angel domani” “Che cosa? Ma Cordelia! E’ una settimana che ti ricordo di questo appuntamento!” la ragazza sbuffò e finse di essere dispiaciuta. Ovvio che si ricordava dell’appuntamento che avevano preso con la bionda cacciatrice, per questo motivo aveva organizzato tutto per far si che Angel la passasse a prendere a casa di Willow esattamente 30 minuti dopo l’arrivo della biondina. “Senti, mi spiace. Non è che la mia vita ruoti intorno a Buffy! Me ne sono dimenticata!” Willow sospirò, non riusciva a crederci. In meno di 24 ore Buffy avrebbe rischiato seriamente di scoprire non solo che Angel era tornato umano, ma anche che stava uscendo con Cordelia. “Beh, dovrai rimandare” “Sei impazzita! Sono riuscita a convincerlo a portarmi fuori per un vero appuntamento e adesso dovrei rimandare” si alzò in piedi fingendosi sconvolta “Proprio tu mi chiedi una cosa del genere?! Lo sai quanto è importante per me questo appuntamento! Dovrai trovare un altro modo per non farlo sapere alla tua preziosa Buffy” si voltò e si incamminò verso la sua camera, fingendosi oltraggiata. In realtà sapeva che la rossa non avrebbe fatto nulla, avrebbe solo cercato di non farli incontrare, ma lei sarebbe stata più brava.
Los Angeles - 28/08/1999
Buffy uscì di casa in fretta, era in ritardo e sapeva che se ci fosse stato traffico sulla strada verso Sunnydale sarebbe arrivata ancora più tardi a casa di Willow. “Buffy!” sentì la voce di sua madre chiamarla, sospirando non si fermò, ma continuò a incamminarsi verso il garage “Sono in ritardo” le urlò di rimando. Non voleva iniziare una discussione con la donna proprio prima di mettersi alla guida, quando succedeva finiva sempre per sfogarsi sull’acceleratore. Il loro rapporto non era mai stato dei migliori, ma in quel periodo le cose sembravano persino andare peggio. Quando era più piccola sua madre era sempre stata dura con lei, ma Buffy non si era lasciata sopraffare e aveva sopportato quelli che sapeva bene essere dei soprusi. Molte figlie, soprattutto adolescenti, affermano di odiare la propria madre e di essere maltrattate psicologicamente, ma Buffy sapeva che per lei quella era la realtà. Non si lamentava, il più delle volte, ma crescendo, ogni giorno di più, si rendeva conto che la vita era stata ingiusta con lei. Era stata una bambina felice, solare e adorata dal suo papà, fino a che non era arrivata Joyce Jenkins per riprendersi sua figlia. A quel tempo Buffy era stata troppo piccola per comprendere cosa stesse succedendo, ma crescendo aveva cercato di capire, anche se con qualche difficoltà dato che suo padre aveva cercato in tutti i modi di non farle scoprire che tipo fosse sua madre.
Joyce Jenkins era scappata da una famiglia semplice e perfetta, madre casalinga e padre contadino, in una piccola città dell’Ohio per trasferirsi a Los Angeles in cerca di fortuna. Non essendo riuscita a diventare ricca da sola, aveva deciso che il modo migliore per assicurarsi un futuro perfetto era quello di trovarsi un marito ricco. La sua prima preda era stata il padre di Buffy, Jimmy Leyton, che in quel periodo lavorava a tempo pieno in una tavola calda e nel tempo libero scriveva testi rap e registrava demo da presentare alle case discografiche. Joyce aveva sperato che Jimmy sfondasse nel mondo della musica e quando l’occasione giusta si era presentata, la donna aveva pensato che il suo sogno stesse per diventare realtà. Era appena rimasta incinta accidentalmente, ma quell’errore poteva aiutarla a legare a sé Jimmy che presto sarebbe stato ricco e famoso. I mesi continuarono a passare, la pancia di Joyce continuava a diventare sempre più grande, ma Jimmy ancora doveva accordarsi con la casa discografica. Il 09 Gennaio nacque Buffy Anne Leyton e il giorno seguente la casa discografica rifiutò il demo di Jimmy e Joyce Jenkins si ritrovò al punto di partenza. La mattina del 14 Gennaio Jimmy si era alzato e aveva cercato Joyce ovunque nel loro piccolo appartamento, aveva aspettato per tutto il giorno di ricevere sue notizie, mentre cercava di prendersi cura di una Buffy di appena 5 giorni, ma quando era scesa la sera, Jimmy si era reso conto che da quel momento sarebbero stati solo lui e la sua bambina. Da quel giorno le cose erano peggiorate sempre di più, Jimmy doveva lavorare per mantenere Buffy e al tempo stesso non aveva i soldi per poter pagare una babysitter. Aveva dovuto vendere l’appartamento e si erano dovuti trasferire in una roulotte nella zona malfamata di LA, ma lì avevano incontrato persone gentili che li avevano aiutati fino a che la fortuna non aveva sorriso ad entrambi. Una casa discografica emergente aveva offerto a Jimmy un contratto dopo aver ascoltato la sua musica e da quel momento tutto era andato per il meglio. Jimmy era diventato JL e in pochi mesi aveva venduto milioni di dischi ed era diventato il fenomeno del momento. Buffy era piccola allora, ma aveva capito cosa stava succedendo ed era sempre stata fiera di suo padre. Pochi giorni dopo il quinto compleanno di Buffy, però, tutto era cambiato nuovamente. Joyce Jenkins, ormai diventata Joyce Summers e con un pancione di almeno 5 mesi, si era presentata nella loro nuova villa a Hollywood con una notifica del giudice in cui chiedeva l’affidamento di Buffy. Jimmy aveva usato tutte le sue risorse e aveva lottato fino alla fine, ma il giudice era giunto alla conclusione che, a causa del suo lavoro, era meglio che Buffy restasse con la madre. Quella era stata la fine della solare e gioiosa Buffy, che all’inizio aveva cercato di conoscere quella donna che diceva di essere sua madre e che portava in grembo sua sorella, ma Joyce non sembrava interessata a stringere un rapporto con lei. Dopo aver provato in tutti i modi a passare del tempo con la donna e a cercare di conoscerla, come le diceva sempre suo padre, Buffy aveva preferito passare il tempo a giocare da sola. Era stato durante quei momenti di solitudine che l’uomo che aveva sposato sua madre, Hank Summers, avvocato di successo, aveva deciso di passare del tempo con lei. Trovare una persona gentile in quella grande casa era stato piacevole, ma ben presto era stata privata anche di quella gioia. Joyce le aveva detto chiaramente che non apprezzava che passasse così tanto tempo con qualcuno che non fosse suo padre. Buffy aveva 7 anni ormai e cominciava a capire che persona meschina fosse sua madre. Una sera, cogliendo l’occasione dato che Hank era ad una cena di lavoro, Joyce le aveva chiaramente detto che l’unico motivo per cui si trovava in quella casa era per ottenere altri soldi da Jimmy, che era costretto a pagare le spese per il mantenimento mensile. Così Buffy era cresciuta in quella casa insieme ad una madre che fondamentalmente non l’aveva mai voluta, un patrigno con cui non poteva parlare per non far ingelosire sua madre e una sorellina che diventata sempre più viziata con il passare degli anni. Nonostante le cose non andassero nel migliore dei modi a casa Summers, crescendo Buffy aveva iniziato a passare sempre meno tempo in casa e più tempo a casa del suo vero padre. Jimmy, nel frattempo, aveva abbandonato la carriera da rapper per diventare un discografico e rendere la sua professione più sedentaria in modo da poter passare più tempo con sua figlia. Dopo essere andata a scuola, l’autista di suo padre l’aspettava fuori e la scortava fino alla villa Leyton dove passava il pomeriggio nella sala di registrazione privata di suo padre ad ascoltare cantanti e musicisti che registravano la loro musica. Questo fino a che sua madre non lo aveva scoperto e le aveva impedito di andare, da quel momento era riuscita a vedere suo padre sempre di meno e tutto quello non aveva fatto altro che peggiorare le cose tra madre e figlia. A 14 anni Buffy si era ormai trasformata in una ragazzina ribelle e incontrollabile, facendo preoccupare anche suo padre che solitamente lasciava sua figlia libera di affrontare la vita come meglio credeva. Quando, però, a 16 anni appena compiuti Buffy aveva schiantato di proposito la sua BMW nuova di zecca contro un gardreil, anche Jimmy si era reso conto che la sua bambina aveva bisogno di staccare la spina. Aveva minacciato Joyce di toglierle l’affidamento e la donna, per paura di perdere i soldi del mantenimento, aveva deciso di allontanarsi da Los Angeles per un po’. Così era iniziata la loro avventura in una cittadina posta proprio sulla Bocca dell’Inferno che tutti chiamavano Sunnydale.
Il pessimo rapporto con sua madre, la lontananza di suo padre, il suo ruolo di cacciatrice, il dolore per la perdita di Angel, era fin troppo per Buffy Summers. A 18 anni aveva ormai deciso di riprendere le redini della sua vita, di non essere più vittima del destino e di essere di nuovo la piccola Buffy Leyton, gioiosa e solare. Certo, sarebbe stato difficile fino a che sarebbe stata costretta a vivere con Joyce, cioè fino ai suoi 21 anni quando, secondo la legge, poteva chiedere i soldi per il suo mantenimento che sua madre in teoria avrebbe dovuto mettere da parte in tutti quegli anni. Infatti, dato che il giudice aveva detto che la donna era già abbastanza ricca da non aver bisogno di usare quel denarol, i soldi erano finiti in un fondo a cui lei avrebbe potuto accedere solo compiuti 21 anni e sua madre le aveva detto chiaramente che non avrebbe visto un centesimo se non restava a vivere con lei fino ad allora. Buffy sapeva che avrebbe potuto denunciarla, in fondo quei soldi erano suoi per legge, ma non voleva spenderli in spese legali. Aveva vissuto con Joyce Summers per 13 lunghi anni, poteva resistere per altri 3.
“Buffy Summers!” le urlò dietro la donna “Torna subito qui! Ti sto parlando!” Buffy si voltò sospirando “Cosa c’è?” “Lasciami il numero di Willow” disse incrociando le braccia al petto “In caso mi dovesse servire” la ragazza la guardò senza capire e poi scosse la testa “Sei pazza! Non lo hai mai chiesto per tutti questi anni che siamo state a Sunnydale e adesso vuoi il suo numero?” “Si, quando stavamo a Sunnydale non ne avevo bisogno, era sempre la stessa cittadina. Adesso sarai in una città completamente diversa e se voglio chiamarti voglio poterlo fare” le porse la mano con il palmo all’insù e Buffy capì che fino a che non glielo avesse dato non sarebbe stata in grado di lasciare la casa. Rientrò di corsa nell’abitazione e prese il blocco che tenevano sempre accanto al telefono dell’ingresso, scrisse il numero rapidamente e uscì sempre correndo, sorpassando sua madre che sorrideva soddisfatta.
Sunnydale – 28/08/1999
“Eccola finalmente” esclamò Willow correndo verso la porta d’ingresso di casa Rosenberg. Non sapeva se essere eccitata per l’arrivo della sua amica o se essere ansiosa a causa dell’appuntamento che Cordelia aveva con il suo ex ragazzo. Aveva organizzato una giornata stupenda da trascorrere con Buffy, le aveva proposto una cena in casa, ovviamente a base di pizza, poi sarebbero andate al Bronze per divertirsi come un tempo. Ovviamente sperava con tutto il cuore che Angel avrebbe portato Cordelia altrove per il loro primo appuntamento, così da evitare problemi tra lei e la sua migliore amica. Aprì la porta e invece di Buffy, si trovò di fronte Angel con la carnagione scura, grazie ai frequenti bagni di sole che poteva permettersi, e con indosso una camicia nera e un paio di jeans che lo facevano sembrare un modello. “Oh” esclamò delusa “Sei tu” “Non sei contenta di vedermi?” chiese scherzoso Angel entrando in quella che ormai era diventata come una seconda casa per lui. Se non fosse stato per Cordelia probabilmente adesso si sarebbe trovato davanti alla casa di Buffy a Los Angeles per pregarla di tornare insieme, quando sapeva benissimo che la ragazza non voleva avere più niente a che fare con lui. Cordelia lo aveva aiutato in un periodo molto importante della sua vita e lo aveva fatto senza aspettarsi nulla in cambio, ma ovviamente qualcosa era nato tra di loro e, anche se Angel non sapeva bene di cosa si trattasse, entrambi volevano provare a vedere dove il destino li avrebbe portati. Era proprio quello lo scopo di quel loro primo appuntamento. “No, solo che…” rispose la rossa chiudendosi la porta alle spalle, poi improvvisamente sembrò ricordarsi qualcosa di molto importante e spalancò gli occhi “Io…adesso…” iniziò a balbettare come sempre quando aveva qualcosa da nascondere, Willow Rosenberg era proprio un libro aperto, pensò Angel sorridendo “Vado a vedere se Cordelia è pronta” esclamò la ragazza correndo su per le scale.
In pochissimo tempo raggiunse la camera degli ospiti, dove Cordelia ormai viveva da mesi, e aprì la porta senza neanche preoccuparsi di bussare. “Cordelia!” urlò fiondandosi nella stanza e trovando la brunetta che ammirava il suo stupendo abito rosso allo specchio “Cosa ne pensi?” chiese sorridendo e accarezzando le sue curve morbide e abbondanti “Stai benissimo! Andiamo, Angel aspetta di sotto” la sospinse verso la porta, ma l’altra si tirò indietro “Non sono ancora pronta” disse corrugando la fronte “Devo ancora sistemarmi i capelli…cosa ne pensi? Li lascio sciolti…” disse sistemandosi una ciocca davanti al viso “Oppure li lego in qualche modo?” chiese iniziando a cercare un fermaglio sopra il comò “No, no, vanno benissimo sciolti” le rispose Willow ricominciando a spingerla verso la porta “Ehi!” esclamò oltraggiata Cordelia “Stai cercando di sbarazzarti di me!” urlò posando le mani sui fianchi e guardando la rossa come se l’avesse appena pugnalata alle spalle “Vuoi davvero lasciarmi andare al mio primo appuntamento con Angel senza prima accertarti che io sia stupenda, solo per evitare che la tua stupida Buffy scopra che il ragazzo che fino a qualche mese fa giurava di amarla ha preferito uscire con me invece che con lei?” Willow la guardò confusa, proprio non sapeva cosa rispondere. Non voleva che Buffy venisse a sapere di quel loro appuntamento, ma si rendeva anche conto che se il rapporto tra Cordelia e Angel andava a buon fine, allora non avrebbe potuto evitare che Buffy lo scoprisse prima o poi. “Cordelia” iniziò a dire cercando di restare calma “Penso davvero che tu stia benissimo” la vide sorridere soddisfatta, mentre lanciava un’altra occhiata verso lo specchio “Tu credi?” “Certamente, ma devi anche ammettere che per me è difficile aiutarti a preparare per uscire con quello che era il ragazzo di Buffy fino a poco tempo fa” “Lo capisco” mentì Cordelia tornando a guardare la rossa, poi sospirò “D’accordo, lascerò i capelli sciolti, ma resta il fatto che devo ancora truccarmi” vide il sorriso scomparire dal volto di Willow “Ma…” riprese a dire con enfasi “Ti prometto che farò in fretta” “Bene, grazie” disse l’altra uscendo mestamente dalla stanza, sperando che quella brutta serata finisse presto.
Cordelia scosse la testa incredula non appena sentì la porta della camera chiudersi, non riusciva a credere che Willow pensasse davvero che avrebbe fatto in fretta a truccarsi. Non ci aveva mai messo meno di 15 minuti a truccarsi neanche quando doveva uscire per andare a prendere un caffè con le sue amiche del liceo, figurarsi se poteva impiegarci di meno per prepararsi per il suo appuntamento con Angel. Almeno ci avrebbe impiegato 30 minuti…giusto in tempo per l’arrivo di Buffy, pensò sorridendo soddisfatta di sé e dirigendosi di nuovo verso lo specchio.
“Perché ci sta mettendo tutto questo tempo?” esclamò esasperata Willow 20 minuti dopo essere scesa di nuovo in sala a far compagnia ad Angel, mentre entrambi aspettavano che Cordelia facesse la sua comparsa “Oh, non preoccuparti” disse comprensivo il ragazzo “Ho aspettato anche più a lungo con…” si bloccò improvvisamente rendendosi conto di quello che stava per dire. Buffy. Quel nome continuava a perseguitarlo sia che fosse sveglio sia che dormisse, non riusciva a liberarsene e sapeva bene che quell’appuntamento era un palese tentativo di voltare pagina, apparentemente senza successo. Da parte sua Willow fece finta di niente, anche se sapeva bene che Angel stava per fare il nome della sua amica. Ricordava molto bene le serate passate insieme a Buffy nella sua stanza, mentre l’aiutava a prepararsi per i suoi incontri con il vampiro. Ovviamente non aveva mai dato un grande contributo, dato che l’altra ragazza sapeva molto più di lei in fatto di moda, ma l’aveva aiutata incoraggiandola moralmente e distogliendola da brutti pensieri che spesso venivano a galla quando si trattava di Buffy e Angel. I pensieri di entrambi furono interrotti dal campanello e a Willow quasi venne un colpo per lo spavento. Spalancò gli occhi e osservò la porta di legno come se stesse aspettando la visita da parte della Morte stessa. “Willow…” la chiamò Angel confuso “Non vai ad aprire?” “C-certo…” balbettò la rossa alzandosi in piedi controvoglia e incamminandosi verso l’ingresso. “Willow? Ci sei?” la voce di Xander proveniente dalla veranda riportò il cuore di Willow a battere normalmente. Sospirando sollevata la ragazza si affrettò a fare entrare il suo amico “Finalmente…come mai ci hai messo tanto? Cosa stavi facendo?” la tempestò di domande il ragazzo facendo un cenno di saluto verso Angel “Oh, niente…stavo solo chiacchierando con Angel…qui in sala…non stavamo…facendo niente” Xander la guardò confuso e sospettoso allo stesso tempo “Cosa stavi facendo?” le chiese con un ghigno “Niente!” si affrettò a rispondere Willow “Vero? Angel?” “Certo, non stavamo facendo niente. Parlavamo in attesa che Cordelia faccia la sua comparsa” disse l’ex vampiro facendo un cenno con la mano verso le scale che portavano di sopra “Ah, il grande primo appuntamento” commentò Xander avvicinandosi a colui che ormai poteva considerare un amico e sedendosi su una poltrona. Non sapeva ancora come reagire a quella notizia, non sapeva se essere contento che Cordelia avesse dimenticato il suo tradimento con Willow e si stesse rifacendo una vita, o se essere offeso perché anche lei aveva preferito Angel a lui, come era già successo con Buffy. Alla fine aveva deciso che non gli importava e che non erano affari suoi, la sua storia con Cordelia era finita da tempo e la sua storia con Buffy…beh…quella non era mai iniziata. Aveva sotterrato l’ascia di guerra con Angel, soprattutto adesso che non era più un vampiro e che comunque passava molto tempo in loro compagnia, in fin dei conti era meglio così. “Xander, cosa ci fai qui?” chiese Willow interrompendo i due ragazzi “Non sei contenta di vedermi?” chiese per poi spostare lo sguardo su Angel che stava ridendo “Le ho detto la stessa cosa io quando sono arrivato. Oggi sei strana Willow” commentò ricordandosi il comportamento strano della ragazza quando gli aveva aperto la porta e notando che si stava comportando allo stesso modo adesso che era arrivato Xander. “Strana? Io?” ridacchiò nervosa l’altra continuando a lanciare occhiate verso l’orologio “No, non…” lasciò la frase a metà quando vide Cordelia scendere le scale pronta per il suo appuntamento. Angel sorrise alzandosi in piedi e Xander lanciò un fischio di ammirazione “Accidenti, sembra che tu ti sia vestita per andare alla cerimonia degli Oscar, invece che…” si bloccò non sapendo esattamente dove Angel avesse intenzione di portarla “Stai zitto Xander” lo fulminò con uno sguardo Cordelia prima di ricambiare il sorriso dell’altro ragazzo. “Sei bellissima” si complimentò Angel prendendole la mano e aiutandola a scendere il resto della scalinata “Bene, sei pronta…stupenda” balbettò Willow ancora più nervosa di prima. Se Buffy avesse fatto il suo arrivo poco prima avrebbe semplicemente scoperto che Angel era umano, poi naturalmente Willow aveva pianificato di trascinarla in cucina dove l’avrebbe tenuta segregata fino a che Cordelia e Angel non avessero lasciato l’appartamento. Se, invece, arrivava in quel preciso momento, non solo avrebbe scoperto la trasformazione del suo ex, ma anche che una delle sue amiche stava per uscire con lui. Di certo non sapeva proprio cosa avrebbe fatto Buffy in quel caso, avrebbe potuto uccidere tutti i presenti in casa oppure avrebbe potuto correre via in lacrime, comunque sia Willow non voleva assistere a nessuno dei due possibili scenari. Sospinse Angel verso la porta sperando che Cordelia lo seguisse e augurò frettolosamente ad entrambi una buona serata “Will, perché tanta fretta? Volevo prendere ancora un po’ in giro Cordelia” commentò Xander con un ghigno “Non ho ancora detto niente riguardo il trucco o sulle…Ahi!” esclamò quando Willow gli diede un buffetto non troppo gentile sulla nuca “Lasciali stare, è tempo di andare per loro e noi abbiamo altre cose da fare” gli disse lanciandogli uno sguardo cospiratore, lasciandogli intendere che avrebbe capito tutto una volta rimasto solo con lei. “Giusto…hai ragione” confermò Xander, anche se non del tutto convinto “Andate e divertitevi, posso sempre prenderti in giro quando tornerai a casa” terminò rivolto verso la bruna “Buona serata anche a voi” augurò Angel con il suo solito garbo, sorridendo e conducendo Cordelia sulla veranda prima che i due ex iniziassero a litigare. Cordelia decise di lasciar stare e seguì Angel verso la sua macchina d’epoca nera, all’inizio non ci aveva creduto quando il ragazzo le aveva detto di possedere quell’auto da diverso tempo, ma che non l’aveva mai usata dato che era stato un acquisto del suo alter ego malvagio, Angelus. Adesso era solo contenta di non dovergli prestare la sua auto per il loro appuntamento e, anzi, stava persino pensando di venderla per ricavarci un po’ di soldi che potevano sempre farle comodo. L’unica cosa di cui non era contenta in quel preciso istante, però, era il fatto di non essere riuscita a incontrare Buffy prima del loro appuntamento. Quando dal piano di sopra aveva sentito suonare il campanello per la seconda volta, ormai aveva finito di prepararsi da almeno 5 minuti, ma era rimasta in attesa dell’arrivo della cacciatrice in modo da poter mettere in atto il suo piano. Poco dopo si era avviata lungo le scale pronta a recitare la parte dell’innocente che improvvisamente si trova nel bel mezzo di una lite tra ex, ma era rimasta delusa nel vedere che a suonare il campanello era stato Xander. A quel punto aveva pensato di fare ritorno nella sua camera e aspettare ancora un po’, ma guardando l’ora si era resa conto di essere già in ritardo di mezzora e non voleva dare l’opportunità ad Angel di cambiare idea, quindi aveva ripreso a scendere le scale. Adesso avrebbe pensato solo a divertirsi, poi al suo ritorno avrebbe fatto in modo che la preziosa Buffy Summers venisse a sapere del suo incredibile appuntamento con Angel O’Connor, il vampiro diventato umano giusto in tempo per lei.
“Willow?” esclamò Xander voltandosi verso la sua amica, non appena rimasti soli “Si può sapere che ti prende?” chiese seguendola in sala dove la ragazza si lasciò cadere sfinita sul divano con un sospiro “Finalmente, non ce la facevo più!” “A fare cosa?” “Xander!” urlò l’altra esasperata “Sta per arrivare Buffy! Non ti ricordi?” “Si, certo che me lo ricordo…perciò sono qui. Ma non capisco cosa c’entra con il tuo comportamento” “Come sarebbe non capisci?!” chiese lei incredula “Buffy…Angel…Cordelia…non ti dice niente?” il ragazzo scosse la testa fingendo ancora di non capire, ma erano amici da troppo tempo e Willow sapeva bene quando l’altro mentiva. In quel momento aveva la stessa espressione di quando Buffy aveva rifiutato di andare al ballo con lui il primo anno che si erano conosciuti, era ferito, arrabbiato e in quelle occasioni veniva fuori un lato di Xander che a Willow non piaceva affatto. Scompariva il suo amico dolce, scherzoso e goffo e compariva un ragazzo malvagio e crudele che riusciva a ferirti anche solo con un cenno del capo. “Xander…” iniziò a dire la rossa comprensiva “lo so che sei arrabbiato con Buffy perché se n’è andata…” “No, io…” l’occhiataccia che gli lanciò Willow però lo zittì, adesso era il suo turno di parlare e lui non poteva far altro se non ascoltare “Sai, anche io a volte ci penso e mi arrabbio. Voglio dire, ne abbiamo passate tante insieme con la storia dei vampiri, ma anche tra di noi, come amici. Adesso invece siamo solo noi due, Oz, Cordelia che sembra prendere sempre di più il posto di Buffy e Angel che non sembra neanche più lui” abbassò lo sguardo scoraggiata “Ogni volta che faccio qualcosa di nuovo o che mi succede qualcosa non faccio altro che chiedermi…cosa farebbe Buffy se fosse qui? Cosa direbbe?” “Puoi sempre chiamarla” aggiunse comprensivo Xander, che ormai si era deciso ad ascoltare quella che era partita come una ramanzina e che, invece, si era trasformata in uno sfogo. “Lo so, ma non è lo stesso” Xander annuì e quando vide che Willow non aveva intenzione di aggiungere altro, prese la parola “Anche a me succedeva così all’inizio, ma poi mi sono reso conto che in fin dei conti la nostra vita è migliore senza di lei” “Xander!” esclamò l’altra sconvolta “Perché dici così? Non è vero!” “Si Willow, pensaci bene!” urlò il ragazzo arrabbiato “Eravamo solo noi due prima, poi arriva Buffy e porta con sé demoni, vampiri e apocalissi…” “Non è colpa sua!” “No, ma resta il fatto che da allora non abbiamo fatto altro che rischiare di morire” “E questo ha reso le nostre vite migliori! Solo scoprendo che potevamo morire da un giorno all’altro abbiamo trovato il coraggio di fare cose che non avremmo mai fatto prima!” “D’accordo, allora diciamo che gli siamo debitori per questo, ma adesso è bene che sia tornata a Los Angeles dove potrà vivere la sua vita come vuole e noi faremo la stessa cosa qui” “Sei freddo” si limitò a commentare Willow e prima che potesse dire altro suonò il campanello per la terza volta quella sera in casa Rosenberg.
Non solo aveva fatto tardi prima di partire, ma una volta in viaggio si era anche trovata davanti una fila lunghissima di auto che apparentemente erano dirette tutte nella stessa direzione: Sunnydale. Non aveva mai avuto problemi a raggiungere la piccola cittadina, ma per qualche strano motivo quella sera ci stava mettendo più del solito. Oltre al traffico, inoltre, era anche stata costretta a parcheggiare lontano dalla casa di Willow per non far capire loro che era venuta in macchina. Quella storia stava diventando un peso e prima o poi avrebbe dovuto raccontare loro la verità in proposito, o perlomeno avrebbe potuto dire loro che ormai aveva imparato a guidare e che sua madre si fidava a lasciarla venire da sola a Sunnydale. In un modo o nell’altro doveva togliersi quel peso. In ogni caso, alla fine era riuscita ad arrivare e adesso si trovava di fronte una Willow pallida e turbata “Cos’è successo?” chiese non appena entrata in casa notando che anche Xander sembrava essere nelle stesse condizioni “Problemi?” la cacciatrice in lei prese il sopravvento, ma si rilassò quando vide Willow scuotere la testa “No, stavamo solo decidendo cosa fare dopo cena” disse la ragazza sorridendo e lanciando un’occhiata a Xander che annui “Oh, allora? Cosa avete deciso?” chiese sorridendo e mettendosi a sedere sul divano accanto al suo amico dopo aver poggiato il borsone con le sue cose accanto alla scalinata. Era contenta di poter passare più di un paio d’ore soltanto con i suoi amici di Sunnydale, nonostante non le mancasse il divertimento a Los Angeles, spesso si sentiva in colpa dato che non li andava a trovare tanto spesso. “Bronze” risposero in coro i due e Buffy li guardò scoppiando a ridere “Beh, non c’è molta scelta qui a Sunnydale” avevano ripetuto quella frase moltissime volte durante quei tre anni e di certo non era una bugia, ma quella sera spezzò qualcosa tra di loro “Oh certo” commentò Xander “Questa non è la tua Los Angeles, noi di provincia ci accontentiamo di poco” Buffy lo guardò confusa “Non volevo dire…” “Lo sappiamo Buffy” si affrettò a correre in suo soccorso Willow “Allora, ordiniamo la pizza?” esclamò tornando a sorridere e cercando di evitare un’altra lite. Non riusciva a capire per quale motivo le cose fossero tanto tese tra di loro, ma di certo avrebbe fatto del suo meglio per rendere quella rimpatriata divertente.
Con indosso i suoi jeans a vita bassa D&G che le mettevano in risalto i fianchi, il top nero che le lasciava la schiena scoperta, le scarpe con il tacco che l’alzavano di alcuni centimetri e i capelli sciolti che le ricadevano sulle spalle, Buffy fece il suo ingresso al Bronze. Willow fece altrettanto iniziando già a cercare con lo sguardo Oz, che si trovava sul palco dove i Dingoes stavano suonando, mentre Xander adocchiò subito un tavolo e fece cenno loro di seguirlo. Dopo aver ordinato la pizza avevano aspettato l’arrivo del corriere parlando del più e del meno, cercando di migliorare la brutta atmosfera che si era creata. Alla fine ci erano riusciti e avevano cenato ridendo, scherzando e ricordando i vecchi tempi, poi le ragazze erano andate a prepararsi per uscire, mentre Xander le aveva aspettate in sala davanti ad un vecchio film di James Bond. Willow era ormai convinta che la serata si stesse svolgendo magnificamente, avrebbero concluso con un bel drink e una passeggiata fino a casa, dove lei e Buffy avrebbero dormito insieme nella stessa stanza e sarebbe stato tutto come ai vecchi tempi. L’unica differenza era che il mattino dopo la sua migliore amica non avrebbe fatto ritorno a casa Summers, ma a Los Angeles e lei sarebbe rimasta di nuovo da sola. “Allora Buffy…quando hai intenzione di ripartire?” aveva preso l’abitudine di farle quella domanda il più tardi possibile, così poteva godersi il suo tempo insieme a lei senza guardare l’orologio, ma quella sera non riuscì a trattenersi dal chiederlo subito “Non saprei, non ho impegni per domani, quindi se sei libera anche tu posso restare fino a domani sera” gli occhi di Willow si spalancarono per la sorpresa “Davvero?” chiese incredula e felice “Certo” rispose l’altra rendendosi conto che probabilmente per la rossa quella proposta era una sorpresa dato che, spesso e volentieri, le sue visite duravano solo un paio d’ore. Voleva davvero mantenere un buon rapporto con i suoi amici, ma tra le battute maligne di Xander e Cordelia e la possibilità di incontrare Angel in qualsiasi momento, Buffy cercava di evitare di restare troppo tempo a Sunnydale. Quella sera però Cordelia sembrava essere impegnata in chissà cosa, Willow non era stata molto chiara a riguardo, ma a Buffy non interessava davvero sapere dove fosse l’ex cheerleader, le bastava sapere che non avrebbe passato la serata con loro. E per quanto riguardava Angel…beh, prima o poi avrebbe dovuto affrontarlo, senza contare che ormai si sentiva pronta a farlo. “Hai sentito Xander?” chiese all’amico “Buffy resterà qui anche domani! Non è grandioso? Possiamo fare quello che facevamo sempre prima della tua partenza” continuò a dire tornandosi a rivolgersi all’altra “Cioè possiamo…potremo andare…” si bloccò corrugando la fronte “Da Giles a fare ricerche su qualche demone?” propose sarcastico Xander “Insomma Willow, non facevamo granché prima, se non andare a caccia di demoni” la ragazza abbassò lo sguardo, non sapeva proprio cosa dire dato che l’altro aveva ragione “Non preoccuparti Will” la incoraggiò Buffy “Troveremo qualcosa e poi possiamo anche stare in casa tutto il giorno per quanto mi riguarda, sono solo contenta di poter passare un po’ di tempo con voi” si sorrisero ed entrambe pensarono di aver ritrovato l’amica di un tempo l’una nell’altra, dopo mesi di sorrisi imbarazzati.
“Ah, sono esausta” esclamò Willow gettandosi sul letto “Ma se non hai neanche ballato” la prese in giro Buffy ridendo e sedendosi accanto a lei “Lo so, ma ho avuto una giornata pesante” “Davvero? E cos’hai fatto?” Willow fu presa dal panico, di certo non poteva raccontarle di come aveva sprecato tutte le sue energie a pregare che Cordelia lasciasse la casa con Angel prima che lei arrivasse e li vedesse insieme. “Ah, le solite cose, ma chissà perché oggi mi sono sembrate pesanti” mentì per poi iniziare a pensare a qualsiasi argomento di cui poter parlare, pur di allontanare l’attenzione da sé e dalla sua giornata. “Allora, vuoi dirmi cosa sta succedendo?” domandò alla fine, contenta di aver trovato una via di fuga “Che vuoi dire?” chiese Buffy confusa “Non lo so, ma sei strana ultimamente” “Ultimamente? Vuoi dire da quando sono partita?” Willow annuì “Non è niente, probabilmente è la lontananza che fa brutti scherzi” mentì la cacciatrice “Buffy, non è lontananza…voglio dire, non solo. Insomma, guardati!” esclamò alla fine Willow esasperata. Era da un po’ che aveva notato vari cambiamenti nell’aspetto della sua migliore amica, ma non aveva mai detto niente in quanto temeva che la risposta non le sarebbe piaciuta, ma ormai doveva sapere. Era contenta di aver trovato il coraggio di dirle quello che pensava, anche se era riuscita a farlo solo per distogliere l’attenzione dal suo pomeriggio movimentato. Buffy continuava ad essere confusa e Willow riprese a parlare con più fervore “Ogni volta che vieni c’è qualcosa di diverso, all’inizio era solo il tuo modo di fare e sei diventata ancora più sicura di te, poi hai cambiato modo di vestire…” disse indicando i suoi jeans “Prima non avresti mai indossato pantaloni così” “Willow, ma cosa stai dicendo? Sono solo dei pantaloni” “Allora perché non li hai mai messi prima?” “Perché…beh, perché…non lo so, non è mai capitato” si giustificò Buffy senza molto successo, ovviamente non poteva confessarle che quel genere di jeans erano finiti tra le cose proibite da Joyce Summers, come la sua patente di guida, quando si erano trasferite a Sunnydale. Sua madre aveva improvvisamente deciso che quel tipo di abbigliamento era troppo sexy per una sedicenne di provincia, così era stata costretta a sostituire il suo intero guardaroba con abiti che prima non avrebbe neanche degnato di uno sguardo “E i capelli? Che mi dici dei capelli? Ogni volta che vieni sono più scuri!” “Sono andata dal parrucchiere e li ho fatti scurire, cosa c’è di strano?” “Perché?” “Perché al momento mi piacciono così” rispose Buffy, fingendo nuovamente che non ci fosse nulla sotto il suo improvviso cambiamento, ma sapevano bene entrambe che non era così. Prima di arrivare a Sunnydale, oltre al suo guardaroba e alla sua patente, aveva dovuto abbandonare anche la sua tintura nera. Quando le cose avevano iniziato ad andare davvero male in casa a Los Angeles, una Buffy quattordicenne aveva deciso di esprimere tutto il suo rancore e la sua rabbia attraverso l’abbigliamento e i suoi capelli. In quel periodo il suo armadio si era lentamente riempito di abiti neri che, insieme alla sua nuova pettinatura dello stesso colore, le avevano conferito un aspetto arrabbiato che rispecchiava alla perfezione il suo stato d’animo. Il tutto poi aveva portato al suo fatidico incidente nella sua BMW nuova all’età di 16 anni. Non poteva certo raccontare a Willow che lentamente si sentiva trascinata sempre di più dentro quel buco nero che era stata la sua vita prima di Sunnydale, non poteva perché farlo significava dover spiegare all’innocente Willow tutti i casini che aveva combinato in quegli anni di perdizione, tutti i litigi con la sua famiglia, tutto il dolore e la rabbia. Non poteva farlo, a Sunnydale quella Buffy non esisteva e la Scooby Gang non l’avrebbe mai conosciuta. “Ti stanno bene…” le disse Willow, interrompendo il corso dei suoi pensieri “solo che non penso che sia quello il motivo” ci fu una pausa in cui entrambe restarono in silenzio, poi la rossa si fece coraggio e le chiese “E’ per via di Angel?” la vide sollevare di scatto la testa e poi sospirare “No, non è per lui. Insomma…alla fine avevi ragione tu, avevate ragione tutti, Angel compreso…non avrebbe potuto funzionare” disse rassegnata e Willow sentì una fitta al cuore nel vedere l’amore e la rassegnazione negli occhi verdi della sua amica. Si sentì malissimo al pensiero che Buffy non sapesse che Angel era tornato umano, al pensiero che proprio in quel momento Cordelia si trovava ad un appuntamento con lui. Non poteva permettere che Buffy cambiasse il suo aspetto e il suo modo di fare per un uomo che amava, con il quale era convinta di non poter stare, anche se questo non era vero ormai da mesi. “Buffy, in realtà…c’è una cosa che vorrei dirti…avrei dovuto dirtela da tempo, ma…” “Willow!” la voce di Cordelia riecheggiò per tutta la casa silenziosa “Willow? Sei di sopra?” entrambe le ragazze si riscossero da quel breve momento d’intimità che si era venuto a creare per voltarsi verso la porta della camera che poco dopo si spalancò per lasciar entrare una Cordelia raggiante e stupenda come al solito. “Willow non crederai mai…oh” esclamò quando notò che la ragazza non era da sola, ma ovviamente lo aveva saputo fin dall’inizio.
Il suo appuntamento con Angel era andato bene, non benissimo come aveva sperato, ma alla fine lui le aveva fatto intendere che la cosa si sarebbe ripetuta e questo per il momento le bastava. Quando l’aveva riaccompagnata fino alla porta si era aspettata un bacio della buonanotte, ma lui le aveva solo sfiorato una guancia con le labbra ed era sparito nella notte. A quel punto Cordelia si era innervosita, non solo non aveva ricevuto un bacio come si deve, ma non aveva neanche avuto il tempo di proporgli di entrare così da poter sbattere in faccia a Buffy Summers la loro relazione. Era rimasta immobile sulla veranda riflettendo sul da farsi e, infine, era rientrata con un piano ben preciso in mente. Salendo le scale per andare in camera, aveva udito le voci di Buffy e Willow provenire dalla camera di quest’ultima, così si era avvicinata senza fare troppo rumore e aveva origliato parte della conversazione. Apparentemente le due ragazze stavano parlando di Angel e Cordelia era arrivata appena in tempo per evitare che Willow commettesse l’errore più grande della sua vita. Dopo tutte le loro chiacchierate e tutta la sua opera di convincimento in cui le spiegava per quale motivo non era il caso di dire niente a Buffy, ecco che la lasciava 5 minuti da sola e lei andava a raccontare tutto alla cacciatrice. Non era arrabbiata per il fatto che glielo stesse dicendo di per sé, ma voleva essere lei a farlo in modo da poter aggiungere anche dei dettagli piccanti sulla sua relazione con Angel, anche se sarebbe stata costretta a inventarseli.
“Ciao Buffy” la salutò calorosamente avvicinandosi a loro “Cordelia” ricambiò l’altra con meno entusiasmo “Siete uscite?” riprese a dire la bruna indicando i loro vestiti “Si” rispose Buffy “Ma anche tu a quanto pare” “Ovviamente, è venerdì sera e credi che Queen C se ne starebbe a casa?” “Cordelia…” iniziò a dire Willow alzandosi dal letto e mettendosi tra le due ragazze “Io e Buffy volevamo passare una serata da sole. Sai, per raccontarci alcune cose e…” “Oh, stupendo! Mi farà molto piacere unirmi a voi” disse entusiasta, sapendo bene che la rossa non la stava affatto invitando, ma non poteva lasciarsi sfuggire un’occasione simile “Anch’io ho molte cose da raccontare ad entrambe” si sporse per guardare direttamente Buffy “Sai, sono uscita per un appuntamento questa sera…con un uomo stupendo…” la cacciatrice si finse interessata, ma prima che potesse chiedere chi fosse quest’uomo misterioso Willow la interruppe “No, Cordelia! Io intendevo una serata solo io e Buffy!” “Dio, Willow! Sei diventata lesbica tutto d’un tratto?” esclamò la bruna scortese “Solo tu e Buffy?!Vuoi che ti accenda anche delle candele…sai, per creare l’atmosfera” rise di cuore e tornò a rivolgersi a Buffy “Riesci a crederci? Le manchi talmente tanto che vuole passare la notte da sola con te” lanciò un’occhiata a Willow e sorrise malvagia “Sai, Will, sono convinta che a Buffy non dispiacerà condividerti con me, vero?” “Cordelia!” iniziò a ribattere Willow sempre più arrabbiata, ma Buffy la bloccò alzandosi in piedi e cercando di capire cosa stesse succedendo. Era strano vedere le due ragazze litigare, da quando lei si era trasferita Willow sembrava aver legato molto con la ex cheerleader della Sunnydale High, ma in quel momento proprio non riusciva a capire per quale motivo non voleva che anche l’altra ragazza passasse la serata con loro. Certamente, anche lei avrebbe preferito concludere in bellezza senza la presenza di Cordelia, ma doveva ammettere che se non fosse stato per lei adesso Willow si sarebbe ritrovata di nuovo sola con Xander, proprio come prima del suo arrivo, invece aveva comunque un’amica su cui contare “Will, se vuole restare non è un problema. Non capisco…” s’interruppe quando notò l’espressione colpevole sul volto di Willow “Cosa sta succedendo?” chiese titubante, iniziava a pensare che qualsiasi cosa fosse probabilmente non voleva saperla “Niente, vero Willow?” chiese innocente Cordelia, sapendo bene che la rossa aveva raggiunto il limite e che stava per esplodere, ma era proprio quello su cui contava. “Buffy…” singhiozzò Willow “Mi dispiace, io non so proprio come sia successo…non so come siamo arrivati a questo punto, ma…” “Cosa?” la sospinse Buffy posando una mano sulla sua spalla per confortarla “Qualsiasi cosa sia puoi dirmela” “NO!” urlò Willow allontanandosi da lei come se scottasse “Non essere gentile con me…non me lo merito” “Adesso non essere melodrammatica” la rimproverò Cordelia “Buffy ha avuto solo quello che si meritava” “Di cosa cazzo state parlando?” sbottò a quel punto Buffy. Stava iniziando davvero a pensare che qualsiasi cosa fosse le avrebbe rovinato la serata “E’ iniziato tutto per evitare che tu soffrissi ancora di più” cercò di spiegare Willow tenendo bassa la testa “Ma poi non so...mi è sfuggito tutto di mano. Adesso non so perché l’ho fatto” la ragazza ovviamente stava cercando di confessare qualcosa di grave e Buffy avrebbe voluto concederle almeno il tempo per trovare le parole giuste, ma ormai aveva perso la pazienza e voleva solo sapere cosa fosse “Will, lasciamo le scuse e le recriminazioni per dopo, adesso voglio solo sapere cosa sta succedendo” Fu Cordelia a risponderle, era da settimane che sognava quel momento, si era immaginata tutti gli scenari possibili e alla fine era giunta alla conclusione che il modo migliore per colpire e affondare Buffy Summers era usare cinque semplici parole “Io e Angel stiamo insieme” Vedere la confusione, l’incredulità, il dolore e infine la rabbia sul volto della bionda fu una gioia per Cordelia.
Buffy fece un passo indietro e spostò subito lo sguardo su Willow alla disperata ricerca di qualche segno che fosse tutta una bugia, l’altra ragazza guardava scandalizzata Cordelia e Buffy sentì il dolore che provava al petto diminuire, iniziando a pensare che fosse davvero una menzogna. “Willow? E’ vero?” “No!” esclamò oltraggiata la rossa, mentre due paia di occhi si fissavano su di lei. Per la prima volta nella vita evitò di lasciarsi intimidire da tutta quella soggezione e decise di raccontare la verità, ma quando iniziò a pensare a cosa dire si ritrovò a balbettare “Cioè si...voglio dire...” “Willow?!” le urlò contro Buffy “E’ vero oppure no?” “Loro non stanno insieme” iniziò a chiarire la rossa “Stasera è stato solo il loro primo appuntamento” sussurrò tornando ad abbassare la testa. Buffy corrugò la fronte facendo un altro passo indietro “Sei uscita con Angel?” chiese scandalizzata rivolta a Cordelia anche se ormai conosceva già la risposta “Non c’è niente di male, voi vi siete lasciati...” “Non è questo il punto” esclamò Willow raccogliendo l’ultimo briciolo di coraggio che le rimaneva per raccontare alla sua migliore amica tutta la verità. Solo in quel momento iniziava a rendersi conto di quanto fosse caduta in basso pur di avere al suo fianco un’amica falsa come Cordelia, mentre con tutte le bugie e i segreti probabilmente aveva perso per sempre l’amicizia di Buffy che le era sempre stata accanto in quei tre anni. “Qual è il punto allora, Willow?” chiese la cacciatrice ormai furente e pronunciando il nome della rossa come se fosse veleno “Non sarebbe mai successo se non...Angel, lui...gli è successo qualcosa in questi ultimi mesi...” “Cos’è successo?” chiese Buffy questa volta con tono preoccupato, trattandosi della Bocca dell’Inferno era pronta a tutto. Poteva essere stato un incantesimo andato male, un demone, una strega, qualsiasi cosa, ma di certo non quello che uscì dalle labbra della ex-reginetta della Sunnydale High “Angel è tornato umano poco tempo fa e ha deciso di rifarsi una vita” “Umano?” sussurrò Buffy corrugando la fronte “Si” confermò Willow sporgendosi per toccare la sua amica per la prima volta da quando era iniziato quel confronto “E non mi ha detto niente?” chiese con le lacrime agli occhi, fino a quel momento aveva cercato in tutti i modi di non piangere, ma iniziava a diventare sempre più difficile “Lui voleva, ma...” cercò di spiegare Willow, ma la paura di perdere un’amica la trattenne “Diciamoci la verità” disse Cordelia avviandosi verso l’uscita “Fino a che è stato un vampiro l’unica persona con cui poteva stare era la cacciatrice. Adesso la lista delle possibilità si è allargata e ovviamente lui ha fatto la scelta più sensata” mentre la bruna chiudeva la porta della camera dietro di sé con un sorriso sul volto, Buffy desiderò non aver sentito le parole della ragazza. Durante la sua relazione con Angel si era chiesta spesso se non fosse davvero così. Quando Faith era entrata a far parte del gruppo si era sentita improvvisamente minacciata, non essendo più l’unica cacciatrice in città forse Angel avrebbe preferito la temeraria bruna a lei, ma il vampiro era sempre riuscito a rincuorarla. Adesso però si chiedeva se non fosse stata tutta una messa in scena, se in quel momento aveva preferito lei, ma quando aveva scoperto che stava riacquistando la sua umanità aveva deciso di lasciarla per poi poter riprendere a corteggiare chiunque volesse. Solo in quel momento si rese conto che Willow aveva una mano posata sul suo braccio e si spostò di scatto come se l’avesse scottata. “Perché lui non mi ha detto niente?” chiese di nuovo Buffy, temendo la risposta, ma non riuscendo ugualmente a trattenersi dal fare la domanda “Mi dispiace moltissimo Buffy, noi...” pianse Willow, ma la cacciatrice la prese con forza per un braccio strattonandola “Voi che cosa? Cosa avete fatto?” “Lui ci ha chiesto di organizzare un’incontro l’ultima volta che sei venuta...” riprese a dire Willow tra le lacrime e i singhiozzi “Ma Cordelia ha detto che era meglio di no...che avreste soltanto sofferto di nuovo tutti e due” “Spettava a noi decidere! Spettava a me!” urlò la cacciatrice riversando tutto il suo dolore e la sua rabbia su di lei. La guardò con gli occhi lucidi, la fronte corrugata, le guance rosse per la rabbia e con voce tremante disse “Come hai potuto?” “Buffy...” provò a spiegarsi la ragazza, ma davvero non sapeva come avesse potuto fare una cosa simile “Io non lo so, non so cosa...” “Risparmiatelo” sussurrò Buffy allontanandosi ancora di più fino a raggiungere la porta, senza pensarci un secondo di più si avviò lungo le scale afferrando il borsone con il cambio per la notte e lasciò la casa di quella che una volta aveva considerato la sua migliore amica.
Indossando rapidamente una maglietta bianca e scendendo le scale del suo appartamento, Rupert Giles si chiese chi potesse bussare con tanta foga alla sua porta alle 3 di notte, da quando la sua cacciatrice si era trasferita non succedeva più tanto spesso. “Sto arrivando” urlò, ma il rumore non cessò fino a quando non aprì l’uscio “Buffy?” esclamò incredulo trovandosi di fronte la ragazza “Pensavo che dovessi passare la notte da Willow. E’ successo qualcosa?” Con l’esercito del Consiglio degli Osservatori che si occupava a tempo pieno dei demoni, era certo che qualsiasi cosa fosse successa non riguardava niente di sovrannaturale. “Lei lo sapeva?” sbottò la ragazza senza rispondere alla domanda dell’uomo e fiondandosi nell’appartamento “Cosa?” chiese Giles ancora più confuso “Di Angel? Che è tornato umano? Lei lo sapeva?” urlò Buffy, mentre le lacrime tornavano a riempirle gli occhi. Osservando l’espressione colpevole sul volto del suo mentore una singola lacrima le scese sul volto “Perché?” sussurrò, mentre l’uomo le si avvicinava per consolarla. A differenza del gesto di Willow, quello di Giles fu ben accetto da Buffy, che non si allontanò da lui, ma lo guardò dritto negli occhi in cerca di risposte “Perché?” ripeté ancora in attesa di una spiegazione che non tardò ad arrivare “All’inizio non sapevamo cosa stesse succedendo...” iniziò a raccontare Giles sospingendola verso il divano “All’inizio quando?” chiese Buffy sedendosi sconfortata e asciugandosi le lacrime. Comprendeva bene la scomoda posizione in cui si trovava il suo osservatore, tutti si confidavano con lui e spesso non poteva raccontare i segreti che custodiva, ma questa volta stava facendo un’eccezione per lei. Sapevano entrambi che era molto importante per la ragazza venire a sapere quello che era successo, in particolare Buffy voleva sapere se la trasformazione di Angel avesse qualcosa a che fare con la fine della loro relazione. “Poco dopo la tua partenza, Angel è venuto da me con il cuore che batteva e una bruciatura sulla mano che tardava a guarire” Buffy sospirò di sollievo nel sentirsi dire che era successo tutto dopo la loro rottura, tra tutte quelle brutte notizie almeno c’era qualcosa di positivo a cui aggrapparsi. “Ho parlato con un mio amico del Consiglio e abbiamo scoperto...” mentre Giles continuava con il suo racconto di profezie, segni del destino e avvenimenti cosmici, Buffy riuscì a comprendere solo la parte in cui Angel, il suo Angel, tornava umano e non la chiamava per avvertirla. Dopo tre anni di sofferenza, rimpianti, occasionali giornate felici, ma soprattutto di amore, lui era tornato umano e non aveva neanche avuto l’accortezza di chiamarla, aveva preferito lasciare che fossero Cordelia e Willow ad organizzare un incontro. Tutta quella situazione non faceva altro che convincerla sempre di più che l’amore tra di loro era stato solo passeggero o semplicemente legato alla sua condizione di vampiro. “Willow mi ha mentito” sussurrò Buffy al termine del racconto di Giles, che scosse la testa in risposta “Se la pensi in questo modo allora ti ho mentito anch’io, eppure sei qui” la ragazza annuì “Capisco per quale motivo lei non mi ha detto niente, non era neanche compito suo farlo. Non era compito di nessuno se non di Angel, ma non è solo questo” sospirando Buffy si passò una mano tra i capelli “Sembra che Angel abbia chiesto a Willow e Cordelia di organizzare un incontro con me...voleva dirmelo” le sfuggì un singhiozzo, ma riuscì a continuare e a raccontare tutto all’uomo che la guardava comprensivo “Non so cosa dire Buffy, non mi sarei mai aspettato un comportamento simile...perlomeno non da Willow” si corresse dopo un attimo di esitazione. Come al solito tenere dei segreti non aveva aiutato nessuno, Angel non aveva voluto dirlo a Buffy prima di capire cosa stesse succedendo e poi aveva lasciato la faccenda nelle mani sbagliate. Se Giles avesse saputo quello che stava accadendo avrebbe pensato lui ad avvertire Buffy per evitare che soffrisse inutilmente per un branco di giovani incompetenti. Vide la ragazza asciugarsi per l’ennesima volta le lacrime sul volto “Devo andare” la sentì sussurrare “Dove?” chiese confuso, ormai si erano fatte le 4 passate e l’unica cosa di cui aveva bisogno Buffy in quel momento era una bella dormita “A casa, torno a Los Angeles” si alzò con rinnovato vigore “Non voglio restare un minuto di più in questa dannata città!” “Buffy, comprendo benissimo come ti senti” notando lo sguardo furioso della sua cacciatrice, l’uomo scosse la testa “Va bene, forse non riesco proprio a capirlo, ma so che non sei in grado di guidare fino a casa in queste condizioni e ormai è notte fonda. Perché non resti qui per stanotte?” offrì indicando le scale che portavano alla camera da letto “No, Giles, grazie. Non voglio rischiare di incontrare nessuno e poi...” sospirò “non vorrei fare qualche sciocchezza” sorrise tristemente, mentre nella sua mente scorrevano le immagini di tutto quello che avrebbe potuto fare ai suoi cosiddetti amici per vendicarsi di quella pugnalata alle spalle. “Non si preoccupi, starò bene e poi...guidare mi rilassa” Giles le sorrise comprensivo “D’accordo, ma promettimi di essere prudente” Buffy annuì e si avviò verso l’uscita, ma prima di andarsene si rivolse di nuovo all’uomo “Tornerò a trovarla, ma faccia in modo che quando verrò non ci sarà nessun altro” aprendo la porta sussurrò “Non voglio vedere più nessuno. Mai più” concluse voltando le spalle all’unica persona che le dispiaceva abbandonare.
Accidenti a ql gallina... mi hai fatto ricordare il periodo in cui ho visto la serie di Angel e l'orticaria che spesso mi provocava CC :D... vediamo come procederai, sono molto curiosa. Ciao.
non puoi farmi questo!!!odio cordelia con tutto il cuore!!!...=(....sembra fatto apposta x ricordarmi che sto passando adesso,spero solo che almeno in una storia di fantasia possa finire bene,e cioè BUFFY&ANGEL....punto...cordelia dimenticata,cancellata,eliminata....mi coinvolge molto...penso si sia capito...continua!!
Lo so che l'ultima parte con Spordelia è stata orribile da leggere...ovviamente pensate anche a me che sono stata costretta a scriverla ^_^...cmq vedrete che le cose migliorano molto in fretta in questa mia ff. Grazie ancora per i commenti che come sempre mi aiutano a proseguire, mi fa piacere che la storia vi coinvolge tanto...e scusa Buffy4ever se ti ho fatto pensare a cose brutte, ma come sai le mie ff sono quasi sempre a lieto fine quindi non disperare ;)
Capitolo 6
Why’d you go and break what’s already broken
I try to take a breath but I’m already choking
Cause everywhere I look I can see how you hold him
How long til this goes away
She said she wants to be friends
I took a big step back
She said, she said, she said she’s sorry
With one finger, with one finger
I said Fuck That!
“Hinder – How long”
Los Angeles – 10/11/1999
Caro Diario,
un’altra giornata è terminata e io sono di nuovo qui a raccontarti gli ultimi avvenimenti della mia vita...non che sia successo niente di particolare, ma si suppone che tu ascolti qualsiasi cosa io abbia da dire per stupida che sia. Dunque, questa mattina a scuola Trevor Lambert mi ha salutata lungo il corridoio!! Da non crederci!! Gli sguardi di tutti si sono posati su di me e dopo la lezione di biologia mi sono ritrovata circondata dal gruppo delle ragazze popolari, che mi hanno invitato ad un loro pigiama party. Sono sicura che non appena lo dirò alla mamma lei dirà di si, sarà contentissima di sapere che sto facendo le amicizie giuste nella nuova scuola. Per colpa di quella stupida di mia sorella, che si è fatta cacciare dalla Hemery più di 3 anni fa, la mamma ha dovuto pagare un sovraprezzo per potermi iscrivere lì e adesso ho sempre il preside con il fiato sul collo! Anche se devo dire che ultimamente sembra essersi accorto che non sono affatto come Buffy e che Dawn Summers è una ragazza seria e studiosa! Non vedo l’ora di...
“Dawn!” la voce di sua madre riportò la ragazzina alla realtà “Posso entrare?” chiese iniziando già a sospingere l’uscio e infilando la testa nella fessura “Certo” rispose entusiasta l’altra posando il diario distrattamente sul letto “Sai mamma, oggi a scuola Trevor...” iniziò a dire pronta a raccontare a Joyce quello che le era successo quella mattina “Tesoro” la interruppe la donna poggiando una mano sul suo ginocchio “Devo uscire con le ragazze dello Yacht Club...non ho molto tempo” “Oh” rispose delusa Dawn, da quando erano tornate a Los Angeles, sua madre aveva fatto di tutto per rimettersi in pari con la sua vita sociale e le lunghe chiacchierate che spesso avevano riempito le loro giornate a Sunnydale erano diminuite sempre di più con il passare dei giorni. “Ne riparliamo questa sera dopo cena” le propose la donna notando il suo disappunto “Certo” annuì Dawn sapendo bene di non avere altra scelta “Allora perché sei venuta?” chiese improvvisamente curiosa di sapere per quale altro motivo sua madre si trovasse nella sua camera “Oh, è solo che ho notato che tua sorella non è andata più a Sunnydale di recente...” Dawn sbuffò senza riuscire a contenersi. Buffy era sempre al centro di ogni conversazione iniziata da sua madre, che si trattasse di qualche guaio in cui si era cacciata o che si parlasse di demoni e vampiri, quello era l’argomento che la donna sembrava preferire. Fin da quando era diventata abbastanza grande da comprendere che Hank non era il padre naturale di Buffy, Dawn si era sempre chiesta per quale motivo sua sorella maggiore non vivesse con il suo vero padre. In fin dei conti non aveva fatto altro che creare problemi, Jimmy e Joyce litigavano spesso a causa sua, Hank e Joyce litigavano spesso per qualcosa che lei aveva combinato, Joyce e Buffy stessa non riuscivano mai a parlare senza sfociare in una lite e, infine, tra lei e sua sorella non scorreva neanche buon sangue a causa di tutte quelle discussioni e della gelosia che Dawn ammetteva apertamente di provare nei confronti dell’altra. Aveva sempre avuto tutto quello che desiderava a partire dalle cose materiali fino ad arrivare ai rapporti personali. Aveva amici che le volevano bene, un padre che l’adorava, persino Hank andava più d’accordo con Buffy che con lei, e a Sunnydale aveva anche trovato l’amore. Ovviamente quella storia non l’aveva ingelosita più di tanto dato che Angel era stato un vampiro, ma quando la relazione era finita Dawn era stata contenta di vedere che almeno qualcosa nella vita di sua sorella non andava per il verso giusto. Sbattendo le palpebre confusa si rese conto che sua madre stava continuando a parlare e cercò di tornare a concentrarsi “...ho pensato di chiamare Willow per sapere se è successo qualcosa, lo sai com’è tua sorella...non racconta mai niente...” stava dicendo esasperata Joyce “Ma prima ho pensato di chiedere a te se sapevi qualcosa” si interruppe e restò in attesa, ma Dawn scosse la testa “Beh, allora temo che sarò costretta a chiamare Sunnydale” commentò la donna alzandosi e sorridendo alla figlia prima di avviarsi verso la porta. “Mamma!” la richiamò Dawn “Aspetta” durante il discorso di sua madre era stata talmente persa nei suoi pensieri, che solo in quel momento si era resa conto che in realtà lei sapeva cos’era successo, anzi erano giorni che desiderava raccontarlo a sua madre sempre troppo impegnata con le sue uscite con le amiche. “Alcuni giorni fa l’ho sentita che litigava con qualcuno al telefono...” Joyce sorrise soddisfatta e tornò a sedersi sul letto facendole cenno di continuare “Ero salita di sopra per chiederle se mi accompagnava in centro e l’ho sentita parlare con qualcuno al telefono, perciò sono scesa di sotto e ho preso il cordless in corridoio” lo disse con tranquillità, sapeva bene che sua madre spesso faceva la stessa cosa e nessuna delle due biasimava l’altra per quel comportamento, che entrambe sapevano bene essere scorretto. “Stava parlando con Giles e gli stava dicendo che non li avrebbe mai perdonati e che non voleva più vederli, che l’unica cosa che desiderava era andare avanti con la sua vita qui a Los Angeles e dimenticarsi di essere mai stata a Sunnydale” poi scosse la testa dispiaciuta “Non ho capito di preciso di cosa stessero parlando però” a Joyce sembrò non importare quel piccolo dettaglio “Quando è successo?” Dawn ci pensò sopra e poi rispose con certezza “Più di un mese fa, me lo ricordo perché dovevo andare in centro per comprare la gabbia di Mimi” disse con un sorriso lanciando uno sguardo verso la gabbia del suo criceto, acquistato qualche giorno dopo la telefonata di Buffy a Sunnydale. Anche Joyce si girò verso il piccolo animale che li osservava come se avesse capito che stavano parlando di lei “Bene, grazie tesoro, sei stata utilissima come sempre” le disse la donna baciandola rapidamente sulla guancia e correndo via dalla stanza per andare a prepararsi per il suo aperitivo con le amiche.
“Casa Rosenberg?” chiese fingendo di essere incerta, ma sapendo bene di aver fatto il numero esatto “Si, chi parla?” rispose una voce familiare “Sono Joyce...” riprese a dire con la sua falsa titubanza “La madre di Buffy” precisò anche se non era necessario “Oh!” esclamò sorpresa Willow “Salve!” poi corrugò la fronte preoccupata e confusa “E’ successo qualcosa?” “No no” si affrettò a tranquillizzarla Joyce “In verità chiamo per sapere se è successo qualcosa da voi” disse enigmatica “Che intende dire?” “Ho notato che Buffy non vi fa visita da molto e comincio a temere che sia successo qualcosa” Willow non sapeva cosa dire, era strano che la madre di colei che era stata la tua migliore amica fino a qualche mese prima, chiamasse per sapere se c’erano problemi. Da quando Joyce aveva scoperto che sua figlia era la cacciatrice, la ragazza aveva iniziato a tenerla sempre aggiornata sulla sua vita o perlomeno così le era sembrato, ma adesso era come se la donna stesse cercando di estorcerle informazioni che non era riuscita ad ottenere direttamente da Buffy. Willow non sapeva cosa fare, da un lato voleva raccontare tutto alla persona che era stata l’unica sorta di figura materna per lei negli ultimi 3 anni, ma d’altra parte non sapeva se facendolo avrebbe rovinato ancora di più l’amicizia con la cacciatrice. Sollevò lo sguardo pensierosa e notò la foto appesa alla parete che la ritraeva insieme a Xander e Buffy sul prato della Sunnydale High, era stata scattata molto tempo prima, quando il problema più grande da risolvere era come conciliare le loro attività notturne con la scuola e il Bronze. Willow scosse la testa sconsolata, guardare quella fotografia le ricordava ancora di più quanto fosse cambiata Buffy, quanto fosse cambiata lei stessa. La Willow della foto non avrebbe mai voltato le spalle alla sua migliore amica per fare colpo su Cordelia Chase. La Willow della foto sarebbe corsa da Buffy per raccontarle della trasformazione di Angel e le sarebbe stata affianco fino a che le cose non si sarebbero risolte. Si voltò verso lo specchio posto dall’altra parte della sua camera da letto e si rattristò, la Willow che vi vedeva riflessa non era la stessa di qualche anno prima. Quella Willow era la stessa che aveva ferito l’unica persona al mondo che non se lo meritava, colei che aveva sacrificato la propria vita per lei e anche la propria felicità più volte di quante potesse ricordare. Raccontare quello che era successo a Joyce probabilmente era un errore, Buffy si sarebbe infuriata, ma forse la donna avrebbe potuto mettere una buona parola per lei. Prendendo una decisione si rivolse nuovamente a Joyce, raccontandole di Angel, di Cordelia e del litigio che era avvenuto qualche mese prima in quella stessa casa. “Ma è terribile!” esclamò Joyce fingendo di essere rattristata da quella notizia, ma restando comunque sconvolta nell’apprendere che il vampiro con l’anima innamorato perso di sua figlia era tornato umano e che la famosa Scooby Gang si fosse disgregata “Lo so,” commentò Willow senza notare il tono falso dell’altra “Non so più cosa fare” singhiozzò ormai in preda al dolore che provava per la perdita della sua amica “Buffy non vuole parlarmi e io non ho avuto neanche l’occasione di scusarmi o di spiegarle quello che è successo. Doveva venire alla giornata dell’orientamento della UC Sunnydale...” si bloccò ripensando a quella giornata di ottobre. Quando si era svegliata al mattino il suo primo pensiero era stato per l’amica, sapeva bene che non si sarebbe presentata per starle vicino all’orientamento all’università e sapeva di non meritarselo, ma una parte di lei aveva sperato di incrociare lo sguardo di Buffy tra la folla, aveva sperato di vederla camminare con passo sicuro verso di lei con un sorriso sulle labbra pronta a perdonarla. La sera si era messa a letto e si era resa conto per la prima volta che la loro amicizia era davvero finita. “Willow?” la riportò alla realtà la voce di Joyce “Ci sei ancora?” “Si, scusi stavo solo ripensando...io, vorrei tanto sistemare le cose tra di noi. Lei potrebbe...” fu in quel momento che Joyce decise di fare la proposta su cui aveva riflettuto per giorni prima di decidere di fare quella telefonata “Ho avuto un’idea, perché non venite a stare da noi per qualche giorno?” “Da voi?” chiese incredula Willow “Vuole dire a Los Angeles?” “Si, certo, perché no?” “Beh, ci sono le lezioni all’università e poi...” la ragazza non riusciva a pensare ad altri impegni che la costringessero a restare a Sunnydale “Forse potremmo venire un fine settimana” propose riflettendo ad alta voce “Certo, quando volete” la voce cordiale di Joyce la riportò alla realtà “La ringrazio molto per la sua offerta, ma non credo proprio che a Buffy farebbe piacere” “Credo di conoscere mia figlia abbastanza bene Willow” cercò di convincerla con un sorriso “E lascia che ti dica che a Buffy serve una piccola spinta per affrontare le cose” la rossa continuava a non essere convinta “Non saprei, ma comunque le prometto che ci penseremo” sentirla usare il plurale ricordò a Joyce che la decisione non spettava solo a Willow “Perché non ne parli anche con gli altri?” “Certo” le assicurò l’altra “Perfetto allora, adesso devo andare. Ci risentiamo presto” la salutò in fretta Joyce, rendendosi conto di aver sprecato fin troppo tempo per quella semplice telefonata senza neanche concludere nulla. Willow era troppo buona per poter accettare la sua offerta senza prima convincersi che facendolo non avrebbe ferito Buffy, avrebbe dovuto richiamare per riuscire a parlare con Cordelia. Certamente la reginetta della Sunnydale High non si sarebbe lasciata sfuggire l’occasione di una gita a Los Angeles.
Sunnydale – 27/11/1999
Cordelia gettò le chiavi sul tavolino dell’ingresso “Willow?” chiamò senza ottenere risposta, poi si ricordò che la rossa aveva una lezione quel pomeriggio e scrollando le spalle si gettò sul divano pronta per la sua soap preferita. Da quando aveva dovuto abbandonare le comodità dell’essere popolare e ricca, finendo così a lavorare in una boutique e a vivere in casa di una delle ragazze che aveva sempre preso in giro al liceo, guardare la sua soap preferita era diventato il momento della giornata che preferiva. Si tolse le scarpe che le stavano uccidendo i piedi, si sciolse i capelli e accese la televisione, ma non appena iniziò la sigla di apertura del programma Cordelia notò la spia luminosa della segreteria che lampeggiava. Sbuffando si alzò dalla sua posizione comoda e spinse il tasto play: “Ah...Willow...sono io...Angel” la speranza si riaccese negli occhi della bruna. La sua nascente relazione con Angel era terminata bruscamente soltanto dopo tre appuntamenti, quando aveva iniziato davvero a sperare che le cose tra di loro potessero davvero funzionare, Angel si era tirato indietro dicendo che tra di loro poteva esserci solo una bella amicizia. Cordelia aveva fatto di tutto per convincerlo che l’amicizia era alla base di un possibile futuro amore, ma a quel punto il ragazzo aveva fatto il nome della cacciatrice “Con Buffy non siamo mai stati solo amici...non potevamo esserlo” aveva sussurrato con un sorriso triste e lo sguardo perso nel vuoto. Quella frase non aveva fatto altro che aumentare l’odio che Cordelia provava per la bionda che anche a distanza di chilometri riusciva a rovinarle l’esistenza. Adesso ascoltando la voce del bel tenebroso sulla segreteria telefonica, Cordelia non poté evitare di sperare che il ragazzo avesse cambiato idea, ma le sue parole furono come una pugnalata al cuore. “Senti, volevo chiederti se avevi più avuto notizie...” il nastro girò a vuoto per alcuni interminabili secondi e Cordelia sbatté ritmicamente il piede sul parquet di legno scuro in attesa, di questo passo la soap opera sarebbe finita prima ancora che lei potesse tornare a sedersi sul divano “Volevo solo sapere se avevi sentito più Buffy” continuò Angel nel messaggio registrato e questa volta Cordelia non aspettò un secondo di più. Si fiondò sulla segreteria e cancellò il messaggio ancora prima che potesse sentire altro “Che faccia tosta! Chiamare qui chiedendo di quello scherzo della natura, quando noi due ci siamo lasciati solo qualche mese fa!” sbottò Cordelia passando al secondo messaggio registrato in segreteria “Salve, sono di nuovo Joyce Summers” la voce della donna incuriosì la ragazza, cosa voleva la mamma della cacciatrice? “Chiamo per sapere se avete preso una decisione riguardo la mia proposta. Io sarei felicissima di ospitarvi, quindi non fatevi troppi scrupoli...D’accordo allora, spero di risentirvi presto. Ciao.” Cordelia corrugò la fronte e riascoltò il messaggio cercando di comprendere di cosa stesse parlando la donna, ma senza successo. Chinandosi sulla segreteria iniziò a cercare il numero da cui aveva telefonato Joyce e senza pensarci spinse il tasto di chiamata rapida. Prima ancora che potesse rendersi conto di ciò che stava facendo una voce rispose “Casa Summers, chi parla?” “Ah...cercavo Joyce” disse titubante rimpiangendo all’istante di non aver pianificato qualcosa prima di fare quella telefonata “Si, un momento” Cordelia sentì dei rumori all’altro capo e si rese conto che a rispondere era stata la piccola Dawn che adesso stava andando a dare il telefono alla madre “Pronto?” rispose la donna “Salve Joyce, sono Cordelia” disse sorridendo e preparandosi a recitare bene la parte per poter capire cosa stesse succedendo “Oh, come sono contenta di sentirti. Allora avete preso una decisione spero?” “Beh...” tergiversò l’altra “Non eravamo sicuri di alcune cose, può essere così gentile da spiegarmi esattamente cosa aveva pensato lei?” “Oh, ma certo. Per me non ci sono assolutamente problemi, né di spazio né di tempo. Potete stare quanto volete, la mia casa è aperta a tutti e...” “La sua casa? Vuole dire ad LA?” chiese sconvolta Cordelia “Certo, perché ci sono dei problemi?” chiese confusa Joyce “Oh, no no no! E’ perfetto!” urlò la bruna in preda alla gioia. Dimenticandosi completamente della sua soap opera preferita si lanciò in una lunga conversazione con Joyce Summers. Finalmente la vita iniziava a sorriderle.
Xander bussò alla porta di Willow con un sospiro, da quando non c’era più Buffy il centro dei loro incontri si era spostato da casa Summers a casa Rosenberg. Anche se voleva molto bene a Willow, tutta quella situazione non lo aiutava a lasciarsi alle spalle la sua amicizia con Buffy. Quando l’aveva conosciuta era un ragazzino imbranato e sbeffeggiato da tutti, adesso si sentiva quasi un uomo grazie a tutte le occasioni che aveva avuto di crescere in quei 3 anni trascorsi con la prescelta. Adesso, però, ricominciava a sentirsi inadeguato, mentre Willow e Oz si dedicavano all’università e Cordelia aveva trovato un lavoro come commessa, lui continuava a rimbalzare da un lavoro all’altro senza trovare un posto nella società. Era tornato lo Xander Harris imbranato che non aveva una ragazza e neanche un futuro. Nonostante tutto la telefonata di Cordelia di quel pomeriggio lo aveva stranamente riempito di speranza, la bruna gli aveva chiesto di presentarsi da Willow quella sera stessa perché aveva delle grandi novità che avrebbero dato una svolta alle loro vite. Xander non si era reso conto fino a quel momento di quanto avesse bisogno di una svolta, quindi adesso, entrando nel salone di casa Rosenberg, sperò con tutto il cuore che non fosse un’altra delle strane trovate di Cordelia Chase create appositamente per rovinargli la vita.
“Bene, siete tutti qui” urlò entusiasta l’ex-cheerleader quando vide entrare colui che era stato il suo primo vero ragazzo, sebbene le cose tra di loro non avevano funzionato granché. Gli fece cenno di sedersi accanto ad Oz e roteò gli occhi quando lo vide afferrare famelico il sacchetto di patatine che Willow teneva in grembo “Dunque,” iniziò a dire con tono solenne “Ho una notizia stupenda che cambierà completamente le nostre vite...” “Lo hai già detto al telefono questo” la rimbeccò Xander con la bocca piena di patatine alla paprika, Cordelia decise di ignorarlo, ma non poté evitare di lanciargli un’occhiataccia “Quello che sto per dirvi è molto importante per me, ma anche per voi, perciò vi chiedo di non interrompermi fino a che non vi avrò raccontato tutto nei minimi dettagli” aggiunse continuando a guardare Xander e sperando che non rovinasse tutto con i suoi commenti sarcastici. Passò lo sguardo su tutti loro un’ultima volta prima di riprendere a parlare con una nuova luce negli occhi “Questo pomeriggio sono tornata da lavoro e ho trovato un messaggio in segreteria” corrugò la fronte e si corresse rivolgendosi in particolare a Willow “Anzi, ne ho trovati due di messaggi! Uno era di quel maleducato ex vampiro che dopo avermi mollata senza alcun motivo ha avuto la faccia tosta di chiamare qui!” respirò profondamente e chiuse gli occhi per rilassarsi “Comunque non è questa la cosa importante” commentò, restando incredula per il fatto che Xander non aveva fatto una delle sue solite battute sull’argomento “Ciò che importa, invece, è il secondo messaggio che ho trovato in segreteria. Joyce Summers ha chiamato dicendo...” “Oh, Cordelia” gemette Willow, sapendo già cosa aveva in mente la sua coinquilina “Ssh!” la rimproverò l’altra “So bene cosa stai per dire, ma non puoi condizionare loro due” disse indicando Oz e Xander che adesso erano ancora più curiosi. Beh, perlomeno Xander era curioso, Oz aveva una strana espressione, che probabilmente poteva passare per curiosità o per vago interesse. “Lasciami finire prima, poi potrai dire la tua” tirandosi indietro la chioma bruna si rivolse di nuovo al suo pubblico “Come stavo dicendo, Joyce ha chiamato e ci ha proposto di andare a stare da loro a Los Angeles!” concluse con un grido di gioia e attese la reazione degli altri “In vacanza?” chiese Xander, che ancora non capiva cosa ci fosse di tanto eccitante. Da quando le ragazze avevano litigato con Buffy per la storia di Angel, neanche lui aveva avuto più occasione di sentirla, ma gli andava bene così. Quando la ragazza aveva deciso di trasferirsi Xander aveva già capito che prima o poi la loro amicizia sarebbe finita definitivamente, anche se non aveva mai pensato che potesse accadere tanto presto. “No idiota! Non in vacanza!” lo rimproverò Cordelia, ma a quel punto si rese subito conto che trattarlo male non lo avrebbe convinto a stare dalla sua parte, così si tranquillizzò e passò alla seconda parte del suo discorso, quella in cui spiegava tutti i pro di quella situazione. “Ho parlato a lungo con Joyce e devo dire di aver scoperto molte cose interessanti con un’unica telefonata. Tanto per cominciare la signora Summers è disposta ad ospitarci tutti a tempo indeterminato, conosce la nostra situazione piuttosto precaria e vorrebbe aiutarci. A quel punto io mi sono chiesta come avremmo fatto a vivere tutti insieme in una sola casa ed è qui che ho scoperto una cosa molto interessante” con un ghigno si voltò a guardare Willow, sapeva che sarebbe stata la più difficile dei tre da convincere, ma sperava anche che ciò che stava per rivelarle l’aiutasse a prendere la decisione giusta. “Joyce è rimasta sconvolta quando le ho detto che nessuno di noi sapeva nulla del fatto che Buffy è ricca” pronunciò le parole come se per lei non significassero nulla, ma ancora non riusciva a credere che la cacciatrice avesse tenuto nascosta una cosa simile “E’ non intendo ricca nel senso che suo padre è un avvocato famoso” scosse la testa per dare più enfasi alle sue parole “Intendo straricca al punto che il suo patrigno è un famoso avvocato e il suo vero padre è un produttore discografico!” urlò in preda all’eccitazione e sorridendo ancora di più nel notare lo stupore sui volti dei suoi amici “Che cosa?!” urlò Xander sputando pezzi di patatine masticate dappertutto, ma troppo sconvolto per rendersene conto. “Hai sentito bene” disse Cordelia osservando la rabbia e il dispiacere che si faceva strada nei loro occhi e sentendosi soddisfatta di sé per essere riuscita nel suo intento. A quel punto la stanza cadde nel silenzio più profondo, i tre ragazzi seduti sul divano riflettevano su quelle nuove informazioni, mentre Cordelia li osservava in attesa che prendessero la decisione giusta.
Willow non riusciva a credere alle sue orecchie “Che intendi per patrigno?” chiese all’improvviso, corrugando la fronte e cercando di dare un senso alle parole di Cordelia “Joyce si è risposata?” Xander e Oz passarono lo sguardo da lei alla bruna in attesa anche loro di ricevere una risposta. Tutti si erano concentrati principalmente sul fatto che Buffy fosse ricca e non avesse mai detto nulla in proposito, ma Willow trovava più sconcertante il fatto che Joyce si fosse risposata in così poco tempo. Chi aveva incontrato a Los Angeles in quei pochi mesi? Qualcuno che già conosceva? Qualcuno di cui era già stata innamorata in passato?
Cordelia sorrise ancora di più nel vedere che le cose stavano andando meglio di quanto avesse sperato, se Willow non era rimasta sconvolta per il fatto che la perfetta Buffy Summers le aveva mentito riguardo le sue condizioni economiche, di certo non avrebbe preso bene quello che stava per dirle. “Non proprio” disse enigmatica “Questo è un altro piccolo dettaglio che la cacciatrice ha omesso” fece una pausa ad effetto e poi riprese a parlare con fervore sapendo bene di aver vinto quella battaglia “Joyce e Hank non hanno mai divorziato” si gustò lo stupore che tornò sui volti del suo pubblico, ma subito si affrettò a raccontare tutto ciò che sapeva “Buffy è finita nei guai e Joyce è stata costretta a portarla via da Los Angeles, così Dawn è andata con loro, ma Hank è rimasto per via del suo lavoro. Joyce mi ha raccontato che tutte loro sapevano che la loro permanenza qui a Sunnydale sarebbe stata di soli 3 anni, giusto per dare il tempo a Buffy di finire il liceo e poi si sarebbero ritrasferite. Lo sapevano fin dall’inizio” specificò, scuotendo la testa per esprimere disappunto e incredulità “Ma allora chi è il patrigno di cui parlavi?” chiese Willow ancora più confusa. Se Joyce non aveva mai divorziato da Hank, allora chi era il patrigno di Buffy? “Hank” rispose Cordelia come se la cosa fosse ovvia, ma sapendo bene che in realtà non lo era affatto “E’ lui il patrigno” “Allora chi è il vero padre di Buffy?” chiese Willow esasperata, ancora non riusciva a credere a quante cose la sua ex migliore amica le avesse tenuto nascoste “Il produttore discografico, Jimmy Leyton” notò Oz che spalancava gli occhi e lo fissò in attesa che dicesse qualcosa, ma dato che come al solito il ragazzo se ne stava in silenzio cercò di farlo parlare lei “Tu sai chi è?” “E’ un famoso rapper che si fece notare tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. Scrisse molti testi contro la politica di allora e dedicò alcuni dei suoi pezzi anche a sua figlia, ma non credevo si trattasse di Buffy” disse con il tono che una persona usa normalmente per avvertire che è finita la carta igienica in bagno. “E adesso?” chiese Willow al suo ragazzo, mentre la curiosità per tutti quei lati nascosti della sua amica cresceva dentro di lei “Adesso, come ha detto Cordelia, fa il produttore discografico. Si occupa principalmente di rap ed è molto conosciuto anche in questo campo” concluse il ragazzo “Un momento!” urlò Xander che fino a quel momento era rimasto in silenzio, cercando in tutti i modi di capirci qualcosa. Si alzò in piedi e guardò dritta negli occhi la sua ex ragazza “Praticamente ci stai dicendo che per tutto questo tempo Buffy ci ha tenuto nascosto non solo che è straricca, ma anche che colui che credevamo fosse suo padre non è il suo vero padre. Che suo padre è in realtà un famoso rapper e produttore discografico di Los Angeles e che lei potrebbe benissimo essere ricca e famosa!” “Beh, si” si limitò a rispondere Cordelia “Ma di certo non è famosa, altrimenti avremmo saputo prima tutte queste cose” concluse, sedendosi sfinita sulla poltrona ormai convinta di essere riuscita pienamente nel suo intento e iniziando già a pensare alle cose da mettere in valigia in vista della sua imminente partenza.
“Con Buffy non siamo mai stati solo amici...non potevamo esserlo”
questa frase mi ha stracolpita in pieno...
sei molto veloce!grazie tante!!!non vedo l'ora di leggere il resto....sn curiosissima....a presto baci!
ciaoooo cara devo dirti che le tue idee sono folli per davvero!!!nel cap 5 sono stata male.....la mente malefica di cordelia mi ha fatto penare per fortuna che agel e' ritornato in se' !!!mi piace leggere e vedere che lo scenario cambia velocemente ...odiosa joyce!!!e ho paura che a l.a ne succederanno delle belle ...sono curiosa di sapere come reagira' buffy a tutto quello che sta combinando joyce.....povera buffy essere tradita da tutti quelli che riteneva suoi amici!!!mi ha stupito il comportamento di willow e pure angel perche' non va lui stesso da buffy invece di chiedere a gli altri??!!perche' non si da una mossa??!!grazie per essere cosi' veloce a postare !!
bacioni madda
Come sempre non posso fare a meno di ringraziare le mie due sostenitrici maudit e buffy4ever ^_^ grazie ragazze, come farei senza di voi? ;)
Scusate se vi faccio penare con Cordelia, ma tutto ha un suo scopo, nn temete. E maudit...si, sono davvero folle :P
Ecco la prima parte del cap 7, enjoy!
Capitolo 7
Keep holdin on, cause you know we’ll make it through, we’ll make it through
Just stay strong, cause you know I’m here for you, I’m here for you
There’s nothing you can say. Nothing you can do
There’s no other way when it comes to the truth
So keep holdin on, cause you know we’ll make it through, we’ll make it through
“Avril Lavigne – Keep holdin on”
Sunnydale – 28/11/1999
Willow se ne stava sdraiata sul letto nel dormitorio di Oz a riflettere su tutto quello che Cordelia aveva detto loro il giorno prima, mentre il suo ragazzo sedeva accanto a lei ed era intento a sistemare le corde della sua chitarra. Aveva passato la notte insonne a ripensare ai 3 anni trascorsi con la cacciatrice e ancora non riusciva a credere che la ragazza fosse riuscita a mentire così bene. Nessuno di loro aveva mai minimamente immaginato che potesse nascondere una cosa tanto grande, in fin dei conti era sempre sembrata una di loro e non una ragazza ricca e viziata. Scosse la testa per allontanare quei pensieri, non era giusto generalizzare affermando che chiunque è ricco di conseguenza è anche viziato. Probabilmente Buffy apparteneva a quella ristretta cerchia di persone ricche, che al tempo stesso apprezzano le piccole cose. Sospirando si voltò verso Oz “Ehi” disse richiamando la sua attenzione “Tu cosa ne pensi di questa storia di Los Angeles?” il ragazzo scrollò le spalle “Farò tutto quello che farai tu” si limitò a dire, lasciando Willow nel dubbio “Pensi che dovremmo andare?” “Tu cosa ne pensi?” chiese lui di rimando, sapendo bene che alla rossa bastava una piccola spinta per iniziare a parlare e in quel modo avrebbe trovato da sola la soluzione giusta “Non lo so” sospirò Willow tornando a guardare il soffitto della stanza “Secondo Cordelia le cose andrebbero molto meglio per tutti noi a Los Angeles” fece una smorfia “Ma devo dire che l’ultima volta che ho seguito un consiglio di Cordelia ho litigato con la mia migliore amica e adesso mi ritrovo in questa situazione” “Ma?” la sospinse Oz, che ormai conosceva bene la sua ragazza “Ma in fin dei conti non mi sembra una cattiva idea cambiare scenario” concluse Willow a bassa voce, poi restò in silenzio a riflettere fino a che le cose non le apparvero più chiare che mai. Si mise a sedere sul letto e guardò Oz con un sorriso eccitato sul volto “Potrei chiedere il trasferimento alla UCLA, in fondo mi sono iscritta a Sunnydale solo perché qui ci siete tu, Xander e Cordelia, ma se ci trasferiamo tutti allora posso benissimo frequentare l’università di Los Angeles” “Senza contare che è una università molto prestigiosa rispetto a quella di Sunnydale” concordò Oz “E poi tu praticamente vai a Los Angeles tutte le settimane per suonare nei locali, in questo modo non avresti più problemi a trovare degli ingaggi serali con la tua band” Oz annuì e mise via la chitarra per poter guardare negli occhi la sua ragazza e decidere se stavano davvero facendo la cosa giusta. “Per non parlare di Cordelia che sarà contentissima del cambiamento e Xander avrebbe maggiori possibilità di trovare un lavoro...” il suo entusiasmo si spense quando ripensò alle persone che, al contrario, non avrebbero ricevuto alcun giovamento da quel trasloco “Cosa ne pensi di Giles?” chiese con espressione triste “Giles sa cavarsela da solo e poi potrebbe sempre decidere di venire con noi” “Giusto, non ci avevo pensato. E Angel? Lui, però, non può venire con noi” Oz ricambiò lo sguardo triste di Willow “Sono certo che anche in questo caso si troverà una soluzione” ci pensò un po’ su e poi disse “Angel potrebbe benissimo venire a Los Angeles con noi. Ovviamente non potrà stare a casa Summers, ma LA è una città grande e le probabilità che lui e Buffy si incontrino sono remote” Willow abbassò lo sguardo “Spero davvero che Angel decida di venire con noi e spero che nonostante le probabilità, quei due si incontrino e sistemino le cose tra di loro. Buffy non ne vuole più sapere di me e non ho avuto occasione di farle sapere che lui e Cordelia non stanno più insieme, sono sicura che se lo sapesse...” “Willow” la rimproverò bonariamente Oz “Lo so, lo so” sospirò la rossa “Le cose potrebbero non andare come vorrei. Buffy potrebbe continuare ad odiarmi anche se le dimostro con tutta me stessa che so essere una buona amica. E le cose tra lei ed Angel potrebbero rimanere così come sono adesso anche se lui striscia ai suoi piedi supplicando perdono” Avevano avuto spesso quella conversazione dopo il suo litigio con la cacciatrice, Willow aveva raccontato ad Oz come immaginava che le cose si sarebbero sistemate e il ragazzo spesso era stato costretto a riportarla con i piedi per terra, ricordandole che non bastava desiderare una cosa affinché si avverasse. Adesso, però, aveva la possibilità di ricostruire il suo rapporto con Buffy, aveva appena scoperto che neanche la ragazza era stata completamente sincera con lei e poteva usare quell’informazione a suo favore. Ormai era più che convinta che trasferirsi ad LA era la decisione giusta per tutti.
Sunnydale – 03/12/1999
Dopo averci riflettuto per giorni e giorni, Cordelia decise che fare un ultimo tentativo con Angel non era una cattiva idea. Nonostante il suo piano originale fosse finito male, la ragazza non poteva accettare di buon grado un rifiuto dall’’uomo dei suoi sogni, ma il suo imminente trasferimento a Los Angeles avrebbe sicuramente complicato le cose. Quindi con determinazione alzò la cornetta e fece il numero di Angel “Ciao” disse con tono suadente non appena l’altro rispose “Oh, Cordelia” si era aspettata un saluto più caloroso, ma a quanto pare avrebbe dovuto accontentarsi del fatto che almeno aveva riconosciuto la sua voce “Cosa stavi facendo?” chiese con il solito tono suadente “Io? Niente di speciale, leggevo” Cordelia fece una smorfia e roteò gli occhi “Mi stavo chiedendo se ti andava di prendere un caffè insieme” restò in attesa di una risposta che tardava ad arrivare, forse aveva sbagliato approccio “Non saprei Cordelia” “Angel, non ti ho mica chiesto di sposarmi” rise nervosa, stava iniziando a pensare che quell’uomo fosse irrecuperabile. Una bella donna come lei gli si gettava ai piedi e l’unica cosa che era in grado di fare era rifiutare le sue avances e pensare a Buffy Summers. “Va bene” si rassegnò “Vuol dire che sarò costretta a darti la bella notizia per telefono” “Che bella notizia?” chiese l’altro curioso, mentre Cordelia diventava sempre più irascibile. Neanche in quel modo era riuscita a convincerlo ad uscire dalla sua magione per incontrarla di persona, era proprio una causa persa. “Ci trasferiamo a Los Angeles” urlò ancora in preda alla gioia “Chi? Chi si trasferisce?” “Io sciocchino...ah, ovviamente anche Willow, Oz e Xander” “Come mai?” chiese ancora confuso “Joyce ci ha offerto la sua ospitalità” “Joyce? La madre...” Cordelia sospirò nel constatare che l’ex vampiro aveva ancora problemi a pronunciare il nome della sua ex. Causa persa, ripeté a se stessa. “Si, Joyce Summers” con un sorriso maligno si apprestò a raccontare di nuovo la storia della cacciatrice bugiarda, sperando che le sue parole potessero far capire ad Angel una volta per tutte che Buffy non era la ragazza giusta per lui. “Capisco” si limitò a commentare l’uomo una volta che Cordelia ebbe terminato il suo racconto “Tutto qui?” chiese sconvolta, senza riuscire a trattenere l’amarezza e la delusione “Che vuoi dire?” “Ti ho appena detto che la tua preziosa Buffy ti ha mentito per 3 anni e tu riesci solo a dire capisco?!” “Cordelia” sospirò Angel prima di riprendere a parlare con il solito tono calmo “Io lo sapevo già” “Cosa?!” urlò la ragazza stringendo con forza la cornetta del telefono “Si, Buffy me l’ha confidato una sera” disse, stando attento a non rivelare tutti i dettagli di quella serata trascorsa insieme alla sua ragazza. Non avrebbe mai dimenticato la stupenda sensazione che aveva provato quando, sdraiati sul vecchio divano nel suo appartamento accanto al Bronze, Buffy gli aveva aperto il suo cuore. In quel periodo Joyce aveva appena iniziato ad uscire con Ted, che ovviamente si era rivelato essere un robot, ma prima ancora che la cacciatrice entrasse in azione, Buffy si era dichiarata contraria a quella relazione. Una sera, mentre Buffy gli medicava le ferite causate dal loro ultimo scontro con Spike e Drusilla, la ragazza gli aveva confessato che le mancava suo padre e aveva finito per rivelargli la sua vera condizione familiare. Ovviamente aveva omesso di dire che Joyce e Hank erano ancora sposati e che la sua storia con Ted era da considerarsi una relazione extraconiugale. “Sapevi che era ricca sfondata?” “Non ha usato le tue esatte parole, ma si, è quello che mi ha detto” “Ha mentito a tutti Angel!” “Non a me, ma posso capire il motivo che l’ha spinta a non dire niente a tutti voi” “E sarebbe?” chiese l’altra sempre più esasperata, sembrava che nulla potesse far cambiare idea ad Angel, avrebbe sempre considerato Buffy sincera e perfetta “Willow e Xander si lamentavano spesso di come i ragazzi ricchi fossero superficiali e maligni. Tu stessa, Cordelia, devi ammettere di non esserti comportata nel migliore dei modi nei confronti di coloro che erano meno fortunati di te” “E allora? Lei avrebbe potuto fare lo stesso” “Si, ma non voleva, non voleva passare per ricca e cattiva” “Tutte storie. Non l’ha detto solo perché era gelosa. A Sunnydale ero io quella ricca, bella e popolare e lei temeva di non reggere al confronto. Probabilmente aveva ragione, se la gente avesse scoperto che era ricca l’avrebbe presa ancora più in giro. Con tutte le cose strane che la circondavano non sarebbe diventata comunque popolare e lei lo sapeva, perciò ha preferito mantenere il segreto” Angel scosse il capo, Cordelia aveva davvero un modo tutto suo di vedere le cose “Quindi adesso ti trasferisci da lei?” chiese cercando di cambiare argomento “Si, chiamavo proprio per dirtelo. Joyce ha invitato tutti, compreso te...perciò se vuoi venire...” lasciò la frase in sospeso e attese una risposta “Joyce ha invitato anche me?” chiese sorpreso “Si, le ho detto che stavamo insieme e ovviamente mi ha detto che potevo portarti con me. Certo, adesso le cose sono differenti, ma non c’è motivo per cui tu non debba venire” “Non credo sia il caso, Cordelia. Comunque grazie per avermelo detto” “Non c’è di che, ma mi raccomando Angel, almeno pensaci su” concluse, tentando ancora una volta di convincerlo prima di salutarlo.
Angel restò immobile per quelle che parvero ore davanti al telefono, ancora non riusciva a credere a quello che Cordelia gli aveva detto. Joyce Summers era venuta a sapere che lui e Cordelia erano usciti insieme, ma nonostante tutto aveva proposto alla ragazza di invitare anche lui a Los Angeles. A quel punto non sapeva proprio come interpretare quella situazione. Mesi prima la donna si era presentata da lui per chiedergli di lasciare sua figlia, di farlo per il bene di Buffy stessa e in quel modo lo aveva aiutato a prendere una decisione che al momento gli si ritorceva contro. Se solo avesse aspettato ancora qualche mese adesso lui e Buffy starebbero godendosi un pomeriggio di sano sesso chiusi nella sua stanza al piano di sopra della magione. Invece lui sedeva alla debole luce del caminetto a leggere Byron e Buffy era a Los Angeles a fare chissà cosa. Venire a sapere che Joyce Summers aveva aperto le porte della sua casa anche a lui poteva significare solo una cosa: Buffy aveva voltato pagina e probabilmente si vedeva già con qualcun altro. Il solo pensiero che un altro uomo potesse toccare ciò che era suo gli faceva ribollire il sangue nelle vene. Solo lui sapeva cos’era meglio per lei, solo lui sapeva cosa le piacesse fare dentro e fuori dal letto. Solo lui. Scaraventando a terra il libro di poesie, decise di uscire per fare due passi, schiarirsi le idee e sperò che l’aria fresca lo aiutasse a ritrovare la calma persa.
Senza rendersene conto si ritrovò nei pressi dell’appartamento di Giles, si guardò intorno e riconobbe la schiera di edifici tutti uguali. Senza pensarci due volte svoltò l’angolo e bussò con violenza contro la porta di legno massiccio. “Angel, vieni entra” lo accolse l’ex bibliotecario. Da quando era tornato umano il suo rapporto con l’osservatore era migliorato molto, riuscivano a parlare civilmente e spesso si erano ritrovati a trascorrere piacevoli serate a discutere di cultura, lingue e avvenimenti storici.
Giles non aveva alcun bisogno di chiedere all’altro cosa ci facesse nel suo appartamento, sapeva bene di cosa aveva bisogno Angel, lo capiva dalla sua espressione. Quando il ragazzo si presentava da lui con lo sguardo triste, le spalle basse e la mascella rigida c’era solo una cosa che aveva in mente: Buffy Summers.
“Mi fa piacere che tu sia passato di qui. Ho delle novità di cui vorrei parlarti” “Davvero?” chiese l’altro con lo sguardo ancora perso nel vuoto “Si, siediti. Posso offrirti qualcosa?” Angel scosse il capo e Giles decise di arrivare al sodo, in modo da poter risollevargli presto il morale “Ieri ho ricevuto una telefonata dal Consiglio” “Ci sono problemi?” chiese Angel speranzoso di potersi concentrare su qualsiasi cosa che non riguardasse una certa cacciatrice bionda dagli occhi verdi “Non direi” rispose Giles per poi correggersi “In realtà mi hanno comunicato che Quentin Travers è deceduto” “Cosa?” chiese Angel sconvolto “Si, è successo tutto molto in fretta. Stava prendendo il tè nel suo ufficio di Londra e all’improvviso un attacco di cuore lo ha colpito. Sfortunatamente non c’era nessuno al suo fianco, due osservatori lo hanno trovato ore dopo quando sono andati a chiamarlo per avvertirlo dell’inizio di una riunione” Giles non riuscì a reprimere un sorriso, ricordava fin troppo bene i numerosi scontri avuti con Quentin nel corso del tempo e soprattutto ricordava il loro ultimo incontro avvenuto in occasione del Cruciamentum, prova a cui venivano sottoposte le cacciatrice nel loro diciottesimo anno di età. Fortunatamente Buffy aveva passato la prova a pieni voti, ma Travers si era accertato che lui si ritrovasse senza il suo lavoro di osservatore. Dunque venire a sapere che il capo del Cosiglio degli Osservatori era deceduto in seguito ad un banale attacco di cuore, era piuttosto ironico. “Incredibile” commentò Angel “Già, ma questo mi porta alle mie buone notizie” annunciò Giles “Il mio amico Malcom, te lo ricordi?” “Certo, ci ha aiutato a capire cosa mi stava succedendo all’inizio della mia trasformazione” Giles annuì e proseguì “Mi ha chiamato per farmi sapere che il Consiglio si trova in una situazione instabile al momento. Travers era la figura di riferimento e adesso sono tutti alla ricerca di qualcuno che si faccia avanti per prendere il suo posto. Ovviamente i candidati non mancano, ma coloro che, al contrario, non hanno alcun interesse nel prendere il potere sono restii ad affidare loro questo compito. Alcuni soci più anziani hanno fatto il mio nome e Malcom sta portando avanti una sorta di propaganda politica” Giles sorrise imbarazzato al pensiero “Ti hanno proposto di ricoprire il ruolo di Travers?” chiese Angel comprendendo ciò che l’osservatore stava cercando di dirgli “Si e devo dire che sto seriamente considerando la cosa da ogni punto di vista. Se mi venisse affidato questo compito potrei fare dei grandi cambiamenti” “Potrebbe rendere la vita più semplice a molte persone” concordò Angel con un sorriso “Ne ho già parlato con Malcom, partirò questo fine settimana per andare a controllare le cose di persona. Se tutto dovesse andare bene tornerò solo per sistemare tutto per il trasferimento e per salutare tutti voi” Angel annuì, sapendo bene che le cose si sarebbero risolte nel migliore dei modi. Tranne per Travers e altri osservatori che non avevano alcun interesse a migliorare le cose, il Consiglio era da sempre una grande istituzione che faceva da mediatore tra il Bene e il Male e Angel non riusciva a pensare a nessun candidato migliore di Rupert Giles. Nella sua vita quell’uomo aveva conosciuto entrambe quelle entità sia nel suo ruolo di Osservatore, che durante il suo periodo ribelle nei panni dello Squartatore “Ovviamente avrò bisogno che qualcuno prenda il mio posto qui” “Che vuole dire?” chiese Angel confuso, non voleva essere scortese, ma si rendeva conto che ormai il ruolo di osservatore che l’altro ricopriva non era più una necessità dato che la cacciatrice aveva lasciato la città. “Ho intenzione di fare alcuni cambiamenti nell’organizzazione del Consiglio” si affrettò a spiegare Giles “Ne ho già discusso con Malcom e alcuni osservatori di Londra e siamo tutti d’accordo sul fatto che nonostante Buffy non ricopra più un ruolo attivo come in passato, tuttavia sarebbe irresponsabile da parte nostra lasciare che le sue potenzialità vadano perse. Voglio affiancarle un osservatore che si occuperà di gestire l’attività demoniaca e che possa addestrarla e aiutarla a restare in forma” “A che scopo?” chiese Angel “Voglio dire, ormai non c’è bisogno del contributo della cacciatrice per tenere a bada le forze del male” “No, hai ragione. In seguito alla tua trasformazione tutte le Bocche dell’Inferno del mondo si sono chiuse, proprio come aveva detto Malcom, ma questo non vuol dire che non ci sono più esseri infernali pronti ad approfittare di questa nuova situazione” si alzò dalla poltrona dove era rimasto seduto per tutto quel tempo e prese un foglio da sopra la piccola scrivania di mogano accanto all’ingresso “Ecco come abbiamo intenzione di gestire le cose io e Malcom” Angel prese il pezzo di carta e contemplò a lungo lo schema che vi era rappresentato “Cos’è il SIT?” chiese indicando i vari punti in cui ricorreva quella sigla “Le SIT” lo corresse Giles prendendo posto accanto a lui e iniziando a spiegargli lo schema nel dettaglio “Come puoi vedere a capo di tutto ci sarà sempre il Consiglio, guidato da me e Malcom. Insieme gestiremo un gruppo di ricercatori” proseguì indicando la parte sinistra del foglio “Che si occuperanno di studiare e catalogare informazioni sui demoni che andremo ad affrontare nel corso del tempo. Questa unità si è già messa al lavoro per riorganizzare le biblioteche e gli archivi del vecchio Consiglio. Poi, come puoi vedere, ci sono gli osservatori” disse, passando ad indicare la parte destra del foglio “Loro si occuperanno di addestrare i guerrieri del Consiglio, faranno da mediatori con il gruppo di streghe e stregoni che collaborano con noi da molti anni ormai e, infine, avranno il compito di guidare le SIT” “Che sono?” chiese di nuovo Angel “Le Slayers in Training, cioè le cacciatrici in allenamento” “Cacciatrci? Credevo…” prima che l’ex vampiro potesse terminare la frase Giles lo interruppe, sapendo bene ciò che stava per dire l’altro “Si, la cacciatrice attiva è sempre stata solo una…se facciamo un’eccezione per Faith ovviamente” specificò prima di togliersi gli occhiali e iniziare a pulirli “In ogni caso il Consiglio ha sempre avuto diverse potenziali cacciatrici che lavoravano all’interno delle mura del Consiglio per diventare più forti e per farsi trovare pronte in caso di una chiamata. Come Kendra, per esempio” disse notando subito la smorfia che comparve sul volto di Angel nel sentire nominare la cacciatrice che Drusilla aveva ucciso principalmente a causa di Angelus “Kendra aveva seguito anni di addestramento e di studio prima di essere chiamata come cacciatrice, la stessa cosa avviene per molte altre ragazze che si preparano in anticipo ad essere delle Prescelte. L’unica differenza sarà che con il nuovo Consiglio saranno le streghe e gli stregoni ad indicarci le ragazze che sono pronte per questo tipo di compito. Con un preciso rituale saremo in grado di identificare coloro che con il tempo riuscirebbero ad accettare questo destino e coloro che, invece, si ribellerebbero. In questo modo eviteremo di imporre a chiunque un destino che non desidera e al tempo stesso non saremo costretti a rivelare a chi non è pronto che al mondo ci sono creature malvagie da cui bisogna difendersi” “Le ragazze che non lo desiderano potranno continuare a vivere tranquille, senza neanche immaginare il destino che le ha sfiorate” sussurrò Angel, diventando improvvisamente triste al pensiero che se questo metodo fosse stato usato anche in passato, molte ragazze non sarebbero morte soccombendo sotto il peso di un compito troppo grande per loro. Sapeva bene che quello non sarebbe stato il caso di Buffy, lei era una combattente e sarebbe sicuramente rientrata nel gruppo delle ragazze pronte ad accettare il loro destino. Anche se il Consiglio avesse usato prima quel metodo, Buffy sarebbe comunque diventata una cacciatrice. “Tutto questo ci aiuterà a tenere sotto controllo il mondo demoniaco e, al tempo stesso, aiuterà il Consiglio a migliorarsi in vista del futuro. Come ben sai le Bocche dell’Inferno non resteranno chiuse per sempre, arriverà un momento in cui si riapriranno tutte contemporaneamente e dobbiamo essere pronti per affrontare una situazione del genere” mettendo via il foglio con lo schema del nuovo Consiglio, Giles tornò a sedersi di fronte ad Angel “Ovviamente non saremo noi a combattere quella battaglia, secondo Malcom dovranno passare molti anni prima che succeda. In ogni caso, ti sto dicendo tutto questo perché ho una proposta per te” Angel lo guardò “Vuoi che diventi un osservatore?” chiese, ricordandosi ciò che l’uomo gli aveva detto poco prima “Esatto” “Mi stai proponendo di prendere il tuo posto? Qui a Sunnydale?” Giles si limitò ad annuire “Ma non c’è molto da fare qui” confessò alla fine Angel, senza preoccuparsi più del fatto che le sue parole potessero offendere l’altro “Vuole mandarmi una SIT da allenare?” chiese, iniziando a domandarsi se sarebbe stato davvero capace di gestire un’adolescente che aveva appena scoperto di dover combattere demoni e vampiri. Ricordava ancora l’espressione sconvolta di Buffy quando, a Los Angeles, il suo vecchio osservatore Merrik le aveva mostrato il suo destino. Non pensava di essere in grado di ripercorrere di nuovo quella strada, di vedere un’altra povera ragazza costretta a rinunciare a tutto nella vita per un bene superiore. Tutte quelle preoccupazioni, però, furono stroncate sul nascere dalla risposta secca di Giles “No, non voglio mandarti una SIT” seguì un attimo di silenzio durante il quale Angel si preparò a sentire la proposta dell’ex bibliotecario, mentre l’uomo cercava invano le parole giuste per comunicargli la sua proposta “Vorrei che tu ti occupassi di Buffy” “Buffy?” sussurrò Angel preso alla sprovvista nel sentire qualcuno pronunciare ad alta voce il nome della donna che amava “Come capo del nuovo Consiglio, inoltre, ho intenzione di retribuire con un salario fisso tutti coloro che sono devoti a questa causa, quindi anche tu riceveresti un assegno mensile. So che stavi cercando un lavoro” aggiunse, cercando in tutti i modi di convincerlo. Sapeva bene che per lui era una decisione difficile e sapeva che la situazione non sarebbe stata perfetta neanche per Buffy, ma ormai era un osservatore da molti anni e soprattutto conosceva bene la sua cacciatrice al punto da sapere che soltanto Angel avrebbe potuto convincerla ad allenarsi almeno due volte la settimana senza fare storie. “Solo tu riusciresti a convincerla a partecipare a questo nuovo progetto” iniziò a dire Giles “Se dovessi lasciare questo compito in mano a qualcun altro, sono certo che farebbe ritorno in Inghilterra piangendo dopo aver passato una sola giornata accanto a Buffy” aggiunse con un sorriso malinconico “Era già difficile convincerla ad allenarsi quando la Bocca dell’Inferno era aperta, aveva sempre qualcosa di meglio da fare” commentò Giles continuando a sorridere, mentre Angel ripensava al passato e a tutte le sessioni di allenamento che la ragazza aveva saltato solo per passare la serata con lui. “Va bene” disse infine con una nuova luce negli occhi, contento di essere riuscito a trovare un nuovo scopo in quella sua vita mortale “Ma credo che sarà un problema convincere Buffy” “Lo so, ci ho già pensato” lo informò Giles, soddisfatto del risultato di quel loro incontro “Ho parlato con lei proprio ieri” “Davvero?” “Si, non appena ho ricevuto la proposta di Malcom e dopo aver deciso come gestire il nuovo Consiglio, l’ho chiamata per parlarne con lei. Era molto contenta del mio nuovo ruolo, ma ha detto che le dispiaceva non avermi più come osservatore. A quel punto ho colto l’occasione per spiegarle ciò che avevo intenzione di fare” “E lei cos’ha detto?” chiese Angel sempre più curioso “Mi ha detto di cercarle un osservatore bello e aitante” risero entrambi “Ovviamente lei stava scherzando, ma credo di essere riuscito in ogni caso ad accontentare la sua richiesta in un certo qual modo, non credi?” si sorrisero, ma nonostante l’atmosfera scherzosa entrambi sapevano bene che convincere Buffy sarebbe stata un’impresa “Vorrei parlarle io, se non le dispiace” propose Angel tornando improvvisamente serio “Credo di poterla convincere. Mi basterà rassicurarla, dirle che non ho intenzione di interferire nella sua nuova vita” “Beh” sospirò Giles “Buona fortuna allora” concluse sarcastico con un’espressione poco convinta simile a quella di Angel.
STUPENDAAAAA!!!!....che idea che hai avuto!!!davvero non so che dire,mi piace sempre di più,sono curiosa di vedere angel nei panni di osservatore.....di Buffy per giunta!!XD hihihi....WOW!!...sono strafelice che ancora ci sia qualcuno che scriva queste storie,perchè se non possiamo sperare in un ritorno in televisione,ci potrà sempre far sognare la fantasia!!!Non smettiamo mai di scrivere!=) continua presto sono curiosa curiosissima!
uhauuuuuuu mi lasci sempre piena di domande e di pensieri che mi vagano per la mente cercando di capire come procedera' questa storia!!!willow sembra essere pentita di aver dato ascolto a cord. forse riuscira' a chiarirsi con bufy cord. e' sempre piu' una vipera per fortuna che ha fallito ancora una volta con angel pensava di poter incrinare l'idea che lui ha della sua cacciatrice poi l'idea di angel osservatore mi incuriosisce mooltooo speciamente ora che dovra' aver a che fare con buffy infatti son curiosa di leggere del loro incontro...
grazie per le tue idee folli!!!
baci madda
Los Angeles – 15/01/2000
Buffy entrò in sala sbuffando “Allora, cosa si è inventata questa volta?” chiese irritata, mentre prendeva posto a una delle eleganti sedie poste intorno al grande tavolo da pranzo di mogano “Non lo so, ma penso nulla di buono” le annunciò Hank Summers togliendosi gli occhiali da lettura e mettendo via il libro che stava leggendo prima dell’arrivo della sua figliastra. Joyce gli aveva lasciato un messaggio sulla segreteria del suo ufficio dicendo che quella sera doveva tornare a casa in tempo per la cena, alle 7 in punto, perché lei aveva un annuncio da fare. In quei 14 anni di matrimonio con Joyce aveva imparato che quando la donna decideva qualcosa ciò comportava solo guai per gli altri membri della famiglia. Giudicando dall’espressione turbata sul volto di Buffy, Hank capì che anche la ragazza stava pensando la stessa cosa “Ti ha specificato qualcosa?” le chiese dopo alcuni minuti di silenzio “No” rispose Buffy sospirando “Niente. Mi sono svegliata all’alba per poter uscire di casa senza imbattermi in lei, invece l’ho trovata che mi aspettava davanti alla porta del garage” scosse la testa ancora incredula all’idea che sua madre arrivasse a tanto pur di importunarla di persona. Non poteva usare il telefono come aveva probabilmente fatto con Hank? “Ha detto che mi voleva a casa per cena, che non voleva sentire scuse. Ha detto che ha qualcosa di importante da dire e che me ne sarei pentita se non fossi stata presente” lanciò una rapida occhiata verso Hank, che stava annuendo con il capo “Speriamo che sia una cosa accettabile” disse sconfitto, sapendo bene che qualunque cosa avesse detto non avrebbe fatto cambiare idea a sua moglie. Si rendeva conto di non essere uno di quegli uomini che sanno mettere le donne al loro posto, ma era cresciuto con l’idea che uomo e donna sono allo stesso livello. La sfortuna lo aveva però spinto tra le braccia di sua moglie, che aveva la capacità di rigirare le persone e le situazioni come meglio credeva. Aveva smesso molti anni prima di cercare di contrastarla, adesso si accontentava di avere una vita agiata e un lavoro di cui andava fiero. Solo quando guardava ciò che Joyce aveva fatto alla sua primogenita provava rimorso per ciò che non era riuscito a fare. Ricordava ancora il giorno in cui aveva accompagnato sua moglie per l’ultima udienza che avrebbe deciso a chi sarebbe stata affidata Buffy Anne Leyton, ricordava l’espressione devastata che era comparsa sul volto di Jimmy Leyton nel sentire il giudice che concedeva l’affidamento alla madre. Ad un certo punto era stato costretto a chiudere gli occhi, non aveva sopportato la vista di quell’uomo a cui veniva tolta la sua unica ragione di vita e, soprattutto, non aveva voluto vedere il volto rigato di lacrime della bambina che veniva allontanata dalle braccia del padre per essere trascinata via dalla stretta ferrea della sua nuova mamma. Da quel momento Jimmy aveva iniziato a chiamare a casa Summers incessantemente, chiedendo notizie della figlia e ansioso di poter parlare con lei. Joyce, però, era stata irremovibile, fino a che non ci fosse stato l’altro processo che avrebbe deciso se Jimmy possedeva i requisiti adatti per poter vedere sua figlia almeno durante i fine settimana, la piccola non avrebbe parlato con lui neanche per telefono. Hank aveva cercato di far ragionare la moglie in tutti i modi, non sopportando più di vedere la bambina in lacrime che si trascinava per la grande casa chiedendo dove fosse il suo papà. Ogni volta che aveva tentato di trattare quell’argomento con la moglie, però, questa gli si era rivoltata contro urlandogli che Buffy non era figlia sua e che solo lei sapeva cos’era più giusto fare. Dopo l’ennesima lite a causa di quella condizione ormai divenuta insopportabile, Hank aveva deciso di scavalcare la sua testarda moglie e aveva cercato di porre rimedio a quella situazione. Quando Jimmy aveva telefonato come tutti i giorni alle 16 in punto chiedendo ancora una volta di poter parlare con Buffy, Hank gli aveva passato la bambina, era rimasto di vedetta per tutti i 30 minuti di quella conversazione tra padre e figlia e poi aveva fatto promettere ad entrambi che quello sarebbe stato il loro segreto. Quella storia era andata avanti per mesi, fino a che non era giunta la data del processo che aveva accordato a Jimmy il diritto di tenere con sé la sua unica figlia tutti i fine settimana dell’anno, oltre che per tre mesi l’estate. Joyce non aveva mai scoperto di quelle telefonate clandestine e Hank era contento di essere riuscito a fare qualcosa di buono nonostante il brutto carattere di sua moglie. Oltre a quel piccolo aiuto, però, si rammaricava per non essere riuscito a fare di più per colei che era poi diventata Buffy Summers. Con il passare degli anni gli scontri tra madre e figlia erano peggiorati sempre di più, erano passate dai litigi sui giocattoli a quelli sui vestiti da comprare, fino ad arrivare a liti più serie in cui si erano sputate addosso tutto l’odio che provavano l’una per l’altra. Hank non capiva per quale motivo Joyce avesse desiderato così tanto avere in casa una figlia che in realtà non aveva mai voluto, cosa che lei stessa gli aveva confessato una sera davanti ad una bottiglia ormai vuota di tequila. L’unica cosa che Hank sapeva per certo era che non avrebbe mai avuto il coraggio di chiederglielo direttamente, sapeva bene di essere un codardo, ma preferiva continuare a vivere la sua falsa vita di noto avvocato felicemente sposato e con due figlie, piuttosto che fare a sua moglie una domanda che sapeva per certo che avrebbe incrinato il loro rapporto forse irrimediabilmente. Era solo contento di poter guardare Buffy adesso, ormai cresciuta, e vedere che era diventata una giovane donna forte nonostante ciò che aveva passato, questo lo rincuorava e gli faceva credere che forse aveva fatto la cosa giusta.
“Dov’è la mamma?” chiese Dawn con il sorriso sul volto entrando in sala da pranzo e gettandosi su una delle sedie “Non è in casa, ma sono sicuro che sta per tornare” le rispose Hank e non appena ebbe finito di pronunciare quelle parole sua moglie fece il suo ingresso “Oh, bene. Siete già tutti qui” esclamò la donna poggiando sulla tavola la busta con la loro cena take-away presa dal ristorante cinese più famoso di Los Angeles “Oh” esclamò entusiasta Dawn iniziando a frugare tra le scatole piene di cibo “A cosa dobbiamo questa bella cena e la riunione di famiglia?” “Ho una bellissima notizia per tutti” disse Joyce iniziando a distribuire la cena a tutti per poi prendere posto anche lei al grande tavolo di mogano.
“Pochi giorni fa ho parlato al telefono con gli amici di Buffy a Sunnydale” disse lanciando una rapida occhiata verso sua figlia, che al suono di quelle parole aveva rischiato di soffocare con gli spaghetti cinesi che aveva appena messo in bocca. “Cosa?!” urlò con la bocca piena e allontanando immediatamente la sua cena, sapendo bene che quella conversazione le avrebbe tolto l’appetito “Si, ho notato che non andavi più a trovarli e così ho chiamato per vedere se potevo fare qualcosa” “Per impicciarti, vuoi dire!” le urlò di nuovo Buffy “Se non ti dispiace, vorrei finire di parlare prima che tu inizi a inveirmi contro” sbottò irritata Joyce lanciando un’occhiataccia alla sua primogenita “Buffy” la riprese bonariamente Hank “Perché non sentiamo prima cos’ha da dire?” le propose “Dunque, stavo dicendo che ho parlato con i tuoi amici” riprese a dire Joyce senza aspettare che la figlia acconsentisse al suggerimento del suo patrigno “Ho scoperto che avete litigato e, Buffy...” disse scuotendo la testa “devo dire che da te non me lo sarei mai aspettato. Hai litigato con tutti i tuoi amici per un ragazzo, un solo ragazzo, che talaltro...” Buffy la fulminò con lo sguardo “Ti conviene pensare bene a quello che stai per dire se vuoi evitare la lite del secolo!” sibilò, sapendo bene che sua madre stava per iniziare a sminuire Angel e quella era una cosa che solo lei aveva il diritto di fare. “Bene, come preferisci, ma resta il fatto che le tue azioni sono discutibili...” “Come sempre mamma!” sbottò Buffy, che già sapeva di non voler sentire altro di ciò che Joyce aveva intenzione di annunciare loro durante quella cena “Insomma!” intervenne Hank prima che tra le due scoppiasse la solita lite “Si può sapere di cosa state parlando?” chiese con un tono di voce più basso “Ho litigato con i miei amici di Sunnydale un po’ di tempo fa” si affrettò a spiegare Buffy prima che sua madre potesse farlo al posto suo e travisare la storia “Ricordi il mio ragazzo?” chiese un po’ in imbarazzo per l’argomento, anche se Hank sapeva tutto della sua vita, a partire dai suoi fidanzati fino ad arrivare alla storia della cacciatrice, questo non significava che per lei fosse facile parlare di certe cose con lui. “Il vampiro?” chiese cercando di ricordare il suo nome, ma invano “Si, giusto, beh...non è più un vampiro” “Che cosa?” urlò a quel punto Dawn lasciando cadere i bastoncini cinesi nella scatola del take-away e guardando sconcertata sua sorella “Angel non è più un vampiro?!” “No, adesso è umano” sussurrò Buffy “E a quanto pare ha chiesto a Willow e Cordelia di dirmi che voleva vedermi per potermelo dire, ma loro non mi hanno riferito il messaggio e sono andate da Angel a dirgli che io non ne volevo sapere di lui” raccontò Buffy tutto d’un fiato, sperando di non scoppiare a piangere di fronte a tutti “Perché?” chiese Dawn confusa, conosceva Cordelia e sicuramente era capace di fare una cosa simile, ma da Willow non se lo sarebbe mai aspettato “Non lo so, so soltanto che non è stato un comportamento corretto e non ho intenzione di rivederli” si voltò verso Joyce “Quindi mi chiedo per quale motivo sei andata a impicciarti degli affari miei!” “Non mi racconti mai niente e volevo capire cos’era successo così all’improvviso” fece un respiro profondo e riprese a dire “Comunque ho parlato con loro e ho scoperto che non se la passano tanto bene a Sunnydale” a quelle parole Buffy sbuffò e scosse la testa, chiedendosi cosa importasse a sua madre se la Scooby Gang stesse bene oppure no, quando ormai non interessava neanche più a lei “Così ho pensato...dato che abbiamo molto spazio libero in questa grande casa...” “NO!” urlò subito Buffy alzandosi in piedi “Non ci pensare nemmeno!” sapeva bene che quando sua madre si metteva in testa qualcosa calpestava tutto e tutti pur di riuscire nel suo intento, e non voleva assolutamente che iniziasse a gingillarsi all’idea che la gang di Sunnydale venisse a stare da loro per chissà quanto tempo “Buffy!” le urlò Joyce in risposta “Smettila di essere così scontrosa e infantile. Sai bene come ragioniamo in questa famiglia, io e tuo padre prendiamo le decisioni. Ho voluto che ci foste anche tu e Dawn per evitare di ripetermi, ma in realtà sto annunciando la mia proposta solo a Hank” “Di cosa stai parlando Joyce? Che proposta?” chiese Hank sempre più confuso dallo scambio tra le due donne “Ho offerto loro di venire a stare da noi” “Offerto a chi?” domandò l’uomo sempre più incredulo di fronte alla sfrontatezza di sua moglie. “Sono due ragazze e due ragazzi...” finse di pensarci su e poi aggiunse “Forse tre ragazzi” Buffy corrugò la fronte restando in silenzio e pensando a chi potesse aver fatto la proposta sua madre. Riusciva a pensare solo a Willow e Cordelia, che ovviamente erano le due ragazze a cui aveva fatto riferimento la donna, mentre i due ragazzi erano sicuramente Xander e Oz, ma il terzo... Sentì le lacrime pungerle gli occhi, ma si rifiutò di piangere anche se la voce le uscì un po’ strozzata quando urlò “Angel?! Hai chiesto ad Angel di venire a vivere qui?!” “Joyce!” la rimproverò Hank non appena sentì fare il nome dell’ex ragazzo di Buffy. Non riusciva a credere che Joyce avesse potuto estendere l’invito anche a colui che aveva spezzato il cuore di sua figlia. “Beh, ho saputo che adesso sta frequentando Cordelia” nel sentire quelle parole gli occhi di Buffy divennero improvvisamente lucidi, aveva cercato con tutta se stessa di dimenticarsi quel piccolo particolare e adesso, non solo sua madre glielo aveva bruscamente ricordato, ma se davvero si fossero trasferiti in casa sua, ogni giorno avrebbe ricevuto una pugnalata al cuore nel vedere quei due insieme. “Non potevo non invitare anche lui” concluse Joyce innocentemente.
“No” la voce tonante di Hank Summers rimbombò per la sala silenziosa “Come?” gli chiese la moglie “Ho detto no” ripeté con lo stesso tono l’uomo “Non lascerò che un gruppo di adolescenti vengano a vivere sotto il mio tetto. E soprattutto” aggiunse lanciando un’occhiata verso la sua figliastra, che riusciva a trattenere le lacrime a stento “Non lascerò che l’ex ragazzo di nostra figlia abiti insieme a noi” Buffy abbassò il capo, ringraziando la sua buona stella per averle concesso un patrigno che teneva davvero a lei “Ma Hank” iniziò a dire Joyce con un sorriso sul volto che fece subito riconsiderare a Buffy la sua buona stella “Ho già proposto a quei ragazzi di venire da noi, sono certa che si stanno preparando già per il trasloco” Quelle furono le parole magiche, Buffy abbassò il capo sconfitta, Joyce sorrise vittoriosa e Hank corrugò la fronte in cerca di una via d’uscita. Tutti in quella casa sapevano qual’era il punto debole dell’avvocato Hank Summers: non sapeva opporsi a niente che fosse già stato deciso. Se prometteva a qualcuno un favore si faceva in quattro fino a che non riusciva a rispettare quella promessa. Se decideva di portare i colleghi a cena in un ristorante famoso, ma una volta lì scopriva che c’era stata qualche disguido con la prenotazione ribaltava il locale pur di farsi trovare un tavolo, evitando così di deludere i suoi colleghi. Quando qualcuno gli faceva notare il suo strano comportamento rispondeva sempre allo stesso modo: “Onorare sempre la parola data” Joyce conosceva troppo bene suo marito per non approfittare di questa sua piccola pecca e tutti i presenti in quella casa lo sapevano. “Buffy...” iniziò a dire Hank questa volta con un tono di voce basso e abbattuto “No, ho capito” ribatté la ragazza con la voce rotta dalle lacrime “Ormai è stato tutto deciso e non hai nessuna intenzione di revocare l’invito” “Lo sai come la penso, potrei fare un’eccezione...” “Sai una cosa?” lo interruppe Buffy, sapendo bene che tutto quello che avrebbe detto l’uomo non avrebbe fatto cambiare idea a Joyce e che, in un modo o nell’altro, la Scooby Gang avrebbe abitato in quella casa “Non me ne importa più niente. Non mi importa di Angel. Di Willow e di nessuno che viene da Sunnydale. Non importa se mia madre è contenta che il mio ex ragazzo e la sua nuova fiamma verranno a vivere qui. Non importa se anche mia sorella è contenta” disse indicando il sorriso che Dawn aveva sul volto da quando era iniziata quella conversazione “E non m’importa neanche dei soldi. Puoi tenerteli” sussurrò guardando sua madre dritta negli occhi “Io me ne vado” si voltò e corse su per le scale verso la sua stanza. Sentì chiaramente lo stridio di una sedia che veniva allontanata rapidamente e pochi secondi dopo il suo patrigno entrò nella sua camera e le strinse un braccio per trattenerla prima che potesse iniziare già a fare le valige “Buffy, non farlo” “Lasciami andare Hank” si voltò a guardarlo con le lacrime agli occhi “Ho sopportato di tutto in questi 13 fottutissimi anni, ma non me ne starò qui a guardare l’unico ragazzo che abbia mai amato che se la spassa con la stronza di Sunnydale!” “Rifletti Buffy, proprio perché hai aspettato così tanto non dovresti mollare proprio adesso” la incoraggiò Hank “Si, l’unica differenza è che prima non potevo andarmene. Adesso sono maggiorenne e posso farlo” “Si, ma sei maggiorenne da neanche un anno e già vuoi scappare? Alla prima occasione?” “Non posso Hank” gli disse con la voce rotta dal dolore “Non posso sopportarlo, non posso restare sotto il suo stesso tetto se non sono più...” si asciugò gli occhi con il dorso della mano e si lasciò cadere sul letto sfinita “Sto cercando di lasciarmelo alle spalle, di dimenticare tutto e di rifarmi una vita che possa considerarsi normale” “Lo so e ne hai tutto il diritto, ma non ti chiedi per quale motivo tua madre abbia fatto una cosa simile?” “Si, certo che lo so. Vuole i miei soldi. Vuole i soldi che mi spettano quando compirò 21 anni, ma non resterò qui a soffrire solo per avere del denaro di cui non mi importa minimamente!” “A te non importa forse, ma a lei si” le suggerì Hank. La cosa che voleva di più al mondo era vederla uscire da quella casa per vivere in pace in un appartamento in centro con tutti i soldi che le spettavano nel suo nuovo conto in banca. “Buffy, sei più forte di quanto credi e questo è solo un altro ostacolo che ti renderà ancora più forte. I tuoi amici probabilmente staranno qui per qualche settimana, forse per qualche mese, ma alla fine tu uscirai di qui tra un paio di anni con i soldi che ti spettano, uno spirito forte e una vita nuova davanti a te” “Non farmi questi discorsi da avvocato, non cercare di convincermi” lo rimproverò Buffy “So bene che è tutto vero, ma non so se posso farcela” “Provaci, solo per un po’ e vedi come vanno le cose, se proprio non riesci a sopportarlo potrai sempre andartene” la ragazza lo guardò negli occhi, iniziando a pensare che probabilmente quella non era una cattiva idea. Forse sarebbe riuscita a sopravvivere anche a questa nuova prova, forse ne sarebbe uscita più forte, con tutti i soldi che le spettavano e con il sorriso sulle labbra per essere riuscita ad avere la meglio su sua madre per l’ennesima volta.
Sunnydale – 19/01/2000
Buffy sedeva sul suo letto a gambe incrociate, impegnata a riordinare la sua collezione di LP, tanto che la sua stanza sembrava un campo di battaglia o un negozio di dischi molto disordinato. La radio ad alto volume era come un’aura che la proteggeva dal resto del mondo, un mondo che le stava lentamente crollando addosso pezzo dopo pezzo. Quella mattina era stata inavvertitamente testimone della conferma che la Scooby Gang avrebbe fatto il suo ingresso trionfale a Los Angeles dopo le festività natalizie, quando aveva trovato sua madre impegnata in una conversazione telefonica con Cordelia. Per quel motivo aveva deciso di chiudersi in camera, per evitare di ritrovarsi in qualche locale a fare follia in preda agli effetti dell’alcol, e stava riordinando la sua collezione in ordine alfabetico con un sottofondo rock ‘n roll e con il telefono poggiato tra la spalla e l’orecchio. “No, non c’è bisogno che tu venga” disse al suo amico d’infanzia Josh “Davvero, sto bene. La Gang arriverà solo dopo le feste, quindi per il momento mi godo la quiete” lo informò con un sorriso sincero sul volto, mentre pensava a quanto fosse diversa la sua amicizia con lui rispetto a quella che aveva condiviso con gli altri a Sunnydale. Si conoscevano da anni ormai, fin da quando lui si era trasferito nella casa davanti alla sua dopo che il padre aveva trovato lavoro in una clinica privata a pochi isolati dal loro quartiere. Josh Collins aveva 11 anni all’epoca, quasi 2 più di Buffy, ma questo non aveva impedito loro di fare presto amicizia. Lei lo aveva visto per la prima volta dalla finestra della sua camera, mentre giocava a pallacanestro nel piccolo cortile fuori alla nuova casa. Lo spazio non era molto, l’abitazione di Josh era molto più piccola rispetto a casa Summers, quindi Buffy aveva avuto l’idea di invitarlo a giocare nel suo giardino sul retro che era molto più spazioso. Il ragazzino non se lo era fatto ripetere due volte e, per la prima volta da quando era stata costretta ad andare a vivere con sua madre, Buffy si era sentita finalmente contenta di vivere in quel posto. Ben presto i due avevano iniziato a vedersi quasi tutti i giorni, andavano a fare lunghi giri in bici intorno al quartiere, giocavano nella piscina a casa di Buffy nelle giornate afose, restavano in casa a guardare la tv quando pioveva e Buffy aveva trovato nella famiglia Collins un altro porto sicuro dove rifugiarsi quando le cose diventavano insopportabili tra lei e sua madre. La signora Megan Collins, infatti, era una donna gentile e dolce, che rappresentava lo stereotipo della moglie casalinga nata con l’unico scopo di essere madre. Sapeva cucinare torte e biscotti fantastici, si occupava egregiamente della sua piccola abitazione e metteva sempre al primo posto il suo unico figlio e l’adorato marito, George Collins. Con il passare del tempo, il loro rapporto si era fatto più complesso, quando entrambi avevano raggiunto l’età giusta per iniziare ad interessarsi all’altro sesso, si erano scambiati il loro primo bacio ed erano diventati una coppia. La cosa era andata avanti per anni, portandoli persino a sperimentare entrambi per la prima volta il sesso, ma crescendo si erano resi conto entrambi che la loro era solo una grande amicizia. In seguito Buffy era uscita con alcuni ragazzi della sua scuola, ma non si era mai sentita abbastanza presa da loro da spingersi oltre qualche bacio innocente, al contrario di Josh. Lui, infatti, aveva trovato subito la sua nuova anima gemella in Emily Sharp, una quindicenne che frequentava il suo stesso liceo, ma le cose tra di loro erano degenerate nel giro di pochi mesi. La famiglia Sharp, infatti, era stata sconvolta dalla notizia che la loro figlia minorenne fosse rimasta incinta dopo essere stata a letto con il figlio della rispettabile famiglia Collins. Cattolici da generazioni, gli Sharp vietarono a Emily di abortire, ma le proibirono di tenere il bambino dicendo che avevano fatto troppi progetti per il futuro della loro unica figlia per permettere che un figlio le rovinasse la vita. Emily era destinata ad Harvard o Yale, non ad accudire un bambino all’età di 15 anni, aveva urlato il signor Sharp ai genitori di Josh durante un incontro che avrebbe dovuto decidere il destino di quella creatura concepita per errore. Quelli che seguirono furono dei mesi durissimi per Emily e il suo ormai ex ragazzo, ma servirono ad entrambi per prendere decisioni importanti, che avrebbero cambiato le loro vite. Josh, infatti, aveva parlato seriamente con i suoi genitori dopo l’incontro con gli Sharp, affermando che nonostante fosse consapevole di aver commesso un errore non voleva disfarsi di suo figlio o darlo ad un’altra famiglia, se loro avessero accettato di aiutarlo era disposto a prendersi le sue responsabilità come padre. I Collins erano stati restii all’inizio, ma vedendo la determinazione nei suoi occhi, avevano accettato di aiutarlo. I genitori di Emily erano stati contentissimi di sapere che non avrebbero dovuto neanche preoccuparsi di trovare una casa al bambino una volta nato, così avevano aspettato che la ragazza partorisse una bella bambina per poi fare in fretta le valigie e trasferirsi altrove, dove il loro segreto sarebbe stato al sicuro. Josh non aveva più rivisto Emily da allora, la ragazza era rimasta troppo traumatizzata da quell’esperienza e non aveva neanche voluto vedere la piccola dopo il parto. L’unica cosa positiva in tutta quella situazione era stata la nascita della piccola Keyla Collins, che ben presto aveva conquistato il cuore dei suoi due nonni al punto che entrambi non avevano voluto che Josh lasciasse la loro casa neanche adesso che era ormai un ventunenne con a carico una bellissima figlia di quasi 5 anni.
“Cos’è questo baccano?” chiese Buffy al suo amico, anche se sapeva benissimo cosa stava succedendo a casa Collins. Era l’uragano Keyla che si stava abbattendo su di loro, infatti in sottofondo poteva chiaramente sentire le urla della bambina “E’ Keyla” rispose l’altro con un sospiro esasperato “Oggi è stata una vera peste” “Passamela” gli disse sorridendo. Fin dalla nascita della piccola, Buffy era entrata nel ruolo della zia che vizia e coccola a non finire la sua nipotina, ma con il passare del tempo quell’attaccamento le si era, in un certo senso, rivoltato contro. Infatti, quando Keyla aveva iniziato a dire le sue prime parole, aveva anche iniziato a chiamarla ‘Ma’ lasciando intendere a tutti che lei fosse davvero sua madre. Josh e Buffy stessa avevano cercato più volte di spiegarle con parole semplici e comprensibili che non era così, ma ancora oggi, all’età di 5 anni, Keyla diceva a tutti che Buffy era la sua mamma. Megan Collins, ormai nonna provetta, un giorno aveva preso da parte la piccola per farle capire ancora una volta che Buffy non era la sua vera madre, “Si, ma è lo stesso la mia mamma” aveva risposto con infinita innocenza Keyla. A quel punto, tutto ciò che era rimasto loro da fare era aspettare che la piccola crescesse e smettesse da sola di chiamarla in quel modo. “Mamma” urlò la bambina prendendo il telefono tra le piccole mani “Sto giocando con il nonno!” “Bene, allora ti stai divertendo” le rispose Buffy finendo di mettere in ordine l’ultimo LP “Mamma, quando vieni a casa?” “Forse più tardi, tesoro” “Va bene” rispose l’altra senza perdere il suo entusiasmo “Keyla, mi passi di nuovo papà, per favore?” Buffy sentì la piccola che passava di nuovo la cornetta al genitore “Ehi, allora sei sicura che non vuoi compagnia?” “Si, sicurissima. Magari vengo più tardi a trovare la piccola peste” “Perfetto, ti aspettiamo” si salutarono e Buffy si ritrovò di nuovo sola nella sua casa enorme. Hank era a lavoro e non sarebbe tornato se non molto tardi come al solito, Joyce e Dawn erano uscite per comprare i regali di Natale, mentre Buffy era stata contenta di potersi godere un po’ di sana solitudine dopo molto tempo. Adesso, però, cominciava a pentirsi di aver deciso di restare in casa e iniziava ad annoiarsi senza far niente. Si alzò per cambiare il cd nello stereo e passò ben cinque minuti a cercare di decidere se fosse più dell’umore adatto per ascoltare ancora rock o se passare al rap. Quando ebbe deciso afferrò l’album di 50Cent, alzando il volume al massimo, per poi tornare a gettarsi sul letto, chiedendosi se non fosse davvero il caso di andare direttamente a casa di Josh, invece che restare a deprimersi in una casa vuota pensando alla tortura che avrebbe dovuto sopportare a distanza di poche settimane, quando avrebbe rivisto Angel e soprattutto quando avrebbe visto Cordelia attaccata al suo braccio muscoloso come una sanguisuga. Quei brutti pensieri, però, vennero interrotti dal suono del telefono e Buffy si fiondò a rispondere, grata per quella piccola distrazione, senza pensare che con il volume troppo alto dello stereo probabilmente avrebbe a malapena sentito la persona che stava all’altro capo della cornetta “Pronto?” disse cercando di concentrarsi sui suoni provenienti dall’apparecchio e iniziando ad avviarsi verso lo stereo per abbassare “Pronto?” ripeté confusa, non sentendo niente all’altro capo, ma quando udì pronunciare il suo nome dalla voce che avrebbe riconosciuto anche nel bel mezzo di un concerto, restò senza fiato per la stretta al cuore “Angel” riuscì a dire con voce strozzata, poi si ricordò della musica che risuonava senza sosta nella stanza e si affrettò a spegnere lo stereo “Buffy?” la chiamò di nuovo Angel. Solo sentirlo pronunciare il suo nome era come un pugno allo stomaco “Si” rispose la ragazza poggiandosi contro la parete della stanza “Cos’era tutto quel rumore?” “Niente...stavo solo...ascoltavo un po’ di musica” iniziò a balbettare senza sapere davvero cosa dire, l’ultima cosa che si era aspettata era una sua chiamata “Oh” esclamò Angel “Sei...sola?” chiese imbarazzato “Uh, si” rispose Buffy ancora più confusa per il fatto che le stesse chiedendo una cosa tanto banale “Perché?” domandò, quando la curiosità ebbe la meglio su di lei “Devo parlarti di alcune cose, ma posso richiamare se disturbo” disse titubante “No, sto solo...” s’interruppe prima di commettere l’errore di ricadere in vecchie abitudini, finendo per raccontargli quello che stava facendo in quel preciso istante per poi chiedergli cosa stava facendo lui come aveva fatto tante volte in passato “Di cosa mi devi parlare?” chiese usando un tono più consono alla loro nuova condizione “Io volevo...c’è una cosa di cui...” iniziò a balbettare Angel, senza davvero sapere come iniziare quella conversazione senza rischiare che lei gli riattaccasse il telefono in faccia. “Hai parlato con Giles di recente?” chiese, scegliendo la via meno dolorosa “Si” rispose confusa Buffy non sapendo per quale motivo Angel la chiamava per sapere se aveva parlato con il suo ex osservatore “Sta bene?” chiese improvvisamente preoccupata “Oh, si certo” si affrettò a rassicurarla l’altro “Non è per lui che ti chiamo, è solo che mi ha fatto una proposta e mi piacerebbe accettarla, ma prima ne volevo parlare con te” Quelle parole la ferirono più di un schiaffo dritto in faccia, erano le classiche parole che un marito dice a sua moglie quando arriva il momento di prendere una decisione importante insieme. Era come se Angel avesse ricevuto una proposta di lavoro e ne volesse parlare con lei “E io cosa c’entro, scusa?” chiese senza preoccuparsi di nascondere la sua irritazione arrivati a quel punto “Beh, riguarda te” rispose enigmatico Angel confondendola ancora di più “Angel” sospirò esasperata Buffy, lasciandosi scivolare contro la parete della camera e rannicchiandosi a terra “Potresti semplicemente arrivare al sodo?” chiese bruscamente. L’ultima cosa che si era aspettata era di ricevere una sua telefonata e anche in questo caso si stava chiedendo cosa avesse l’ex vampiro di tanto importante da dirle al punto da chiamarla a casa. “Certo, scusa” mormorò l’altro “Giles mi ha detto che non sarà più il tuo osservatore e che a breve si trasferirà a Londra per riorganizzare il Consiglio” fece una pausa per sentire se la ragazza avesse qualcosa da dire in proposito “E allora?” chiese ancora più seccata Buffy, quando il ragazzo restò in silenzio per alcuni secondi all’altro capo del telefono “Beh, lui ti ha già spiegato come vuole gestire le cose nel nuovo Consilio?” “Si, più o meno” “Bene, ecco riguardo la tua situazione...ci saranno dei cambiamenti...lievi...non ti accorgerai neanche...” “Che cambiamenti?” lo interruppe cominciando a pensare che probabilmente quella conversazione le avrebbe causato solo altro dolore “Giles ha chiesto a me di prendere il suo posto” disse Angel tutto d’un fiato “Il suo posto? Ma se lui non...” spalancò gli occhi quando nella sua mente iniziò a diventare tutto più comprensibile “Un osservatore? Sarai un osservatore?” chiese con un ghigno, non riuscendo a reprimere un sorriso al pensiero di Angel con indosso un tweed “Allora andrai anche tu in Inghilterra?” disse, iniziando a chiedersi se le sarebbe piaciuto di più sentirsi rispondere di no. Se Angel partiva per l’Europa le probabilità che lo avrebbe rivisto presto erano remote, ma al tempo stesso non sapeva se sperare davvero che partisse in modo da non doverlo vedere tutti i giorni abitare sotto il suo stesso tetto. “Beh...ecco...no, non vado a Londra con Giles” “Ah” esclamò Buffy quasi delusa, aveva davvero iniziato a sperare che si trasferisse così lontano per poterlo dimenticare più in fretta “Verrò a Los Angeles per addestrare te” si decise a spiegarle l’ex vampiro, capendo che più rimandava e più diventava difficile dirle tutto. Ci fu un lungo silenzio all’altro capo del telefono, Angel poteva sentire il respiro di Buffy e alla fine la ragazza si decise a parlare di nuovo “No” disse con voce minacciosa “Non puoi! Non puoi aspettarti che ti dica di si, non dopo...Angel, non è giusto e lo sai bene” si sfogò “Lo so, per questo ti ho chiamata prima. Volevo sapere cosa ne pensavi e ovviamente...” “Cosa ne pensavo?!” urlò Buffy ormai furente “Cosa credevi che avrei pensato?” “Valeva la pena provare” disse Angel con tono sconsolato “Perché? Per farmi arrabbiare?” “No, stavo solo cercando...” s’interruppe prima di confessarle ciò che stava provando in quella nuova fase della sua vita, prima di rivelarle che si sentiva una nullità e che tornare a combattere per il Bene forse lo avrebbe fatto sentire vivo per la prima volta da mesi. Non era giusto raccontare a Buffy quelle cose, l’aveva ferita troppo con tutte quelle sue decisioni sbagliate “Cercando di fare cosa?” chiese la ragazza con un tono più basso e comprensivo, notando la stanchezza nella voce di Angel “Niente, scusa se ti ho disturbato” “Angel!” lo richiamò prima che l’altro potesse riattaccare “Aspetta!” seguì un ennesimo minuto di silenzio, poi Buffy sospirò “Se non sarai tu il mio osservatore, allora chi sarà?” “Non lo so, penso che Giles sceglierà un altro candidato e...” Buffy lo interruppe “Si, ma comunque dovrebbe venire qui a Los Angeles, giusto?” “Beh, certo” rispose confuso Angel non sapendo bene per quale motivo la ragazza gli stava facendo tutte quelle domande di cui conosceva già le risposte. “E tu che farai?” “Non lo so” “Non hai già un lavoro lì a Sunnydale? Adesso dovrai pur fare qualcosa per vivere, no?” Angel corrugò la fronte “Che vuoi dire?” “Beh, sei umano adesso, no? Non pensi che sia il caso che tu ti trovi un lavoro?” “Tu come lo sai?” “Come so cosa?” chiese Buffy alzandosi dal suo angolino accanto alla parete e avviandosi verso il letto dove si lasciò cadere già distrutta da quella conversazione. Angel sentì il rumore del letto su cui la ragazza si era probabilmente appena seduta e strinse la mascella, mettere Buffy e la parola letto nella stessa frase gli faceva venire in mente ricordi meravigliosi e, al tempo stesso, incredibilmente dolorosi, che non poteva permettersi in quel momento. Prima doveva capire come faceva Buffy a sapere che lui era umano, quando Cordelia gli aveva espressamente detto che lei non aveva voluto sentir fare neanche il suo nome durante un’occasionale conversazione “Come sai che sono umano?” “Angel, stai scherzando?” chiese irritata “Me l’ha detto la tua nuova ragazza, Cordelia” rispose acida “Ah Buffy” esclamò, pentendosi immediatamente per averle inflitto anche quell’ennesimo e inutile dolore “Io e Cordelia non stiamo insieme” “Beh, allora dovresti dirlo anche a lei prima che cominci a ordinare l’abito da sposa” disse con un misto di sarcasmo e di freddezza nella voce “Buffy, Cordelia sa benissimo come stanno le cose. Mi spiace che tu abbia pensato che stavamo insieme per tutto questo tempo, ma non è così” “Senti, Angel, non mi va di farmi prendere in giro, ok? Ero a casa di Willow quando Cordelia è tornata dal suo appuntamento con te, quindi non mentirmi. Almeno abbi la decenza di essere sincero!” “Si, scusami, mi sono espresso male. Siamo usciti un paio di volte, ma solo perché...beh, è complicato, ma comunque non c’è niente tra di noi” Buffy si lasciò scappare un sorriso, ma mantenne comunque un atteggiamento freddo “Come ti pare. Comunque ce l’hai o no un lavoro?” “No, lo sto cercando, ma non c’è molto per un ex vampiro senza un titolo di studio” “Capisco, quindi Giles ha avuto pietà di te e ti ha offerto il posto come osservatore?” “Esattamente, ma Buffy non preoccuparti per me, troverò...” “Va bene” “Come?” chiese Angel spalancando gli occhi e stringendo di più la cornetta del telefono sperando con tutto se stesso di aver capito bene “Ho detto che va bene. Puoi venire ed essere il mio osservatore” si arrese Buffy “Davvero? Ne se sicura? Guarda che non devi farlo per forza” “Lo so, ma Angel ti conosco troppo bene” commentò anche se quelle parole non fecero altro che ferire entrambi non appena le pronunciò, ma si riprese in fretta e continuò “Non avresti mai accettato l’incarico se non avessi davvero voglia di combattere il Male” “Vero, sono contento di poter mettere al servizio di un nuovo Consiglio la forza e l’agilità che mi sono rimaste dopo la trasformazione” “E poi preferisco avere te come osservatore, piuttosto che un estraneo” mentì Buffy, nonostante tutto il dolore che provava a causa della loro separazione, non poteva sopportare l’idea che Angel non stesse vivendo appieno la sua nuova vita. Si meritava quella ricompensa e diventare umano era sempre stato un suo sogno, la sua trasformazione lo aveva liberato dai demoni del passato. A quanto pare, però, voleva ancora fare qualcosa per quel mondo dove il Male continuava ad esistere e se essere il suo osservatore lo avrebbe aiutato a dare un senso alla sua esistenza, allora Buffy avrebbe accettato, lo avrebbe fatto per lui, per farlo felice, come sempre. Senza contare il fatto che, dato che lui e Cordelia non si frequentavano più, questo avrebbe reso le cose più facili per lei. Non sarebbe stata costretta ad assistere mentre si baciavano per casa sua o a restare sveglia la notte sotto le coperte a pensare a cosa stesse facendo la coppia felice nel letto della camera degli ospiti. Reprimendo un brivido a quel nuovo pensiero, Buffy si mise di nuovo seduta sul letto e incrociò le gambe “Senti...” iniziò a dire titubante “Hai intenzione di venire insieme al resto della Gang?” chiese giocando nervosamente con la manica della sua felpa “No, non ti farei mai una cosa simile. Ho sentito che tua madre ha proposto a tutti di venire da te, ma io posso trovarmi un altro posto dove stare, tranquilla” “Bene” sospirò sollevata Buffy “Bene, grazie” ripeté “Adesso devo andare” disse guardando l’orologio e rendendosi conto che la telefonata era durata quasi mezzora. Era già abbastanza difficile non pensare a lui giorno dopo giorno, ma dopo quella lunga telefonata avrebbe avuto problemi a prendere sonno quella notte, ne era sicura. “Certo, grazie per...” le parole di Angel furono interrotte dalla voce acuta di Joyce che faceva il suo ingresso in camera della figlia “Buffy, con chi sei al telefono?” “Ah, io...” esclamò Buffy allontanando l’apparecchio dall’orecchio e guardando sconvolta sua madre “Nessuno” rispose in preda al panico, non sapeva se riattaccare il telefono in faccia ad Angel o se salutarlo rapidamente per poi riattargli il telefono in faccia. Sua madre non le diede il tempo di fare nessuna delle due cose e le tolse la cornetta dalle mani. Angel sentì Buffy parlare con sua madre, poi la sentì urlare “Mamma” e infine, senza sapere davvero cosa fosse successo, si ritrovò al telefono con Joyce Summers a scambiarsi carinerie. Buffy continuava a lanciare occhiatacce alla madre, tentando in tutti i modi di riprendersi il telefono sapendo bene quali fossero le sue intenzioni. Come suo solito Joyce aveva sicuramente ascoltato di nascosto la conversazione di sua figlia con il suo ex e, ovviamente, non le avrebbe mai permesso di passarla liscia e di concedere a Angel di trovarsi un posto dove stare tutto per sé. Joyce Summers aveva deciso che Angel doveva abitare con loro, insieme al resto della Scooby Gang, e le cose sarebbero andate come aveva deciso lei. Buffy sospirò cercando di trattenere le lacrime, se solo non fosse stata talmente presa dalla sua conversazione con Angel, forse avrebbe sentito sua madre rientrare dal suo giro per lo shopping natalizio e avrebbe chiuso prima la telefonata con il suo ex. Come al solito, però, ogni volta che l’uomo che amava era coinvolto, era come se si trovasse in una bolla dove esisteva solo lui, il mondo esterno spariva e a causa di ciò adesso si ritrovava in quella situazione pazzesca. “No, non voglio sentire storie” continuava a ripetere sua madre a Angel per telefono, ma sembrava che l’altro avesse un po’ più di buon senso della donna. Buffy, però, sapeva che la cosa sarebbe andata avanti per le lunghe se proseguivano in quel modo. Sapeva che Angel non avrebbe mai acconsentito pur di non ferirla, ma sapeva anche che sua madre non si sarebbe mai tirata indietro pur di averla vinta. “Digli che per me va bene” disse scoraggiata abbassando lo sguardo a terra “Sentito Angel, Buffy dice che va bene. Andiamo, in fondo sono passati mesi ormai, ve lo siete lasciato entrambi alle spalle” commentò soddisfatta si sé “Certo, te la passo subito. Allora, ci vediamo presto. Ciao” lo salutò per poi ripassare il telefono alla figlia con un sorriso vittorioso, ma invece di allontanarsi dopo averle passato l’apparecchio restò lì accanto per controllare che i due non si mettessero di nuovo d’accordo diversamente da come aveva previsto lei “Angel, si tranquillo” lo rassicurò quando questi le chiese titubante se era sicura della sua decisione “Davvero, non è un problema. E’ meglio così” “Buffy, tua madre non può obbligarmi a fare niente” le disse Angel “Quindi se è davvero un problema...” “Tanto dovremo allenarci, no? Sarà più comodo in questo modo” gli disse alzando lo sguardo su sua madre che ancora la guardava sfidandola a fare un passo falso “Buffy” ripeté Angel con un tono molto basso “Hai appena detto che era meglio se non venivo e adesso, improvvisamente, mi dici che va bene” “Beh, ho cambiato idea. Dopo tutti questi anni dovresti sapere che è un prerogativa tipicamente femminile quella di cambiare idea di continuo” scherzò, anche se né lei né Angel restarono convinti dal suo falso tono allegro “Ci vediamo presto allora, va bene?” disse senza lasciargli il tempo di aggiungere altro e desiderosa di chiudere quella telefonata al più presto “Come vuoi. A presto Buffy” la ragazza non se lo fece ripetere due volte e riattaccò il telefono per poi sollevare lo sguardo su sua madre che, contenta di aver risolto quella questione, si stava già avviando fuori dalla stanza. Prima di andarsene, però, la donna si fermò sull’uscio e si voltò verso la figlia “Non provare mai più ad agire alle mie spalle. Ho invitato io queste persone e decido io chi viene e chi non viene” con queste ultime parole si allontanò facendo risuonare i tacchi sulla scalinata di legno. Buffy lanciò uno sguardo verso la porta e non ci pensò due volte prima di dirigersi il più in fretta possibile a casa Collins. Erano anni che non piangeva in quella casa e di certo non avrebbe ripreso a farlo in quel momento.
"ma se davvero si fossero trasferiti in casa sua, ogni giorno avrebbe ricevuto una pugnalata al cuore nel vedere quei due insieme."....
sigh......è vero...concordo...=(....
cmq....bravissima cm sempre...bello il nuovo personaggio josh,riesci a far entrare nuovi personaggi descrivendoli davvero bene!nn vedo l'oraaaaa di leggere,mannaia a joice cm la odio!!!!continua!!=)
non per essere ripetitiva ma quanto mi piace questa storia!!!in questo ul timo cap non ho proprio gradito quell'odiosa di joyce mi sembra la matrigna cattiva di ceneretola!!mi fa piacere sapere che almeno in famiglia buffy ha qualcuno che la aiuta e la sostiene mi intriga parecchio josh... e gia' i miei pensieri si accavallano immaginando nuovi scenari!! angel conosce lui e sa che della sua bambina che chiamma buffy mamma???dolce la talefonata lui che balbetta cosi' grosso e forte e si intimorisce di fronte all'amore della sua vita molto dolceee anche buffy che continua a fare di tutto per lui ...aspetto un nuovo cap.. brava brava!!!
baci madda
Scusate, questa parte è molto descrittiva, ma mi farò perdonare cn la prossima parte ^_^
Capitolo 8a
When I got a little older I realized it’s all lies, there is no prize, there is no prize
There is no heartache if you can afford, everything delivered right to your door
Responsibilities, this life is easy
So now the girl with everything how could she complain
cause she’s got it made, yeah she’s got it made
I don’t need to be tucked in at night and told that everything is gonna be alright,
Is gonna be alright cause I don’t have to fight
You don’t have to like me anymore, I got money now.
I don’t care what you say about me anymore, I got money now.
“Pink – I got money now”
Los Angeles – 09/02/2000
Buffy sfrecciò nel viale che portava a casa Summers con la sua Audi R8 nuova fiammante. La musica proveniente dallo stereo si sentiva dai finestrini aperti, mentre l’auto si avvicinava sempre di più all’ingresso. La ragazza sospirò notando il furgone nero targato Sunnydale posto proprio davanti al garage, in quel modo non poteva neanche rimettere la macchina ed era costretta a lasciarla sul viale. Rallentò notevolmente e vide in lontananza sua madre che le faceva cenno di andare da lei. Sapeva bene cosa voleva: la gang di Sunnydale era lì e la donna voleva che facesse gli onori di casa. Joyce non le aveva detto quando sarebbero arrivati proprio per evitare che facesse in modo di non essere presente. Per fortuna non c’era pericolo: era da tanto che non faceva quello che sua madre le diceva. Fece rapidamente un’inversione a U e sfrecciò nuovamente, ma questa volta nella direzione opposta, uscendo dal grande cancello di ferro e allontanandosi lungo le strade di Los Angeles.
Joyce scosse la testa e si ripromise di fare una bella chiacchierata con la ragazza, che ormai aveva superato ogni limite. “Cosa fate ancora fuori?” esclamò, evitando di parlare di quello che era appena accaduto “Venite dentro e andate a sistemare le vostre cose” continuò entusiasta rivolgendosi al gruppo di Sunnydale, che ancora aveva lo sguardo fisso sul cancello da cui era appena sfrecciata via Buffy. Si guardarono l’un l’altro chiedendosi cosa ci facesse Buffy alla guida di un’auto, ma soprattutto cosa ci facesse alla guida di quell’auto in particolare. Solo Angel abbassò lo sguardo a terra chiedendosi se avessero davvero preso la decisione giusta quando avevano scelto di trasferirsi a Los Angeles.
Cordelia, invece, era persa in ben altri pensieri, secondo lei era stato un bene che la cacciatrice avesse tenuta nascosta la sua condizione economica a Sunnydale, infatti a giudicare dalla villa in cui stavano per entrare e dalla macchina che Buffy guidava, se la ragazza avesse raccontato a tutti di essere ricca la Sunnydale High si sarebbe presto dimenticata di Cordelia Chase, la ragazza più ricca della città per iniziare a sbavare dietro a Buffy Summers, la ragazza più ricca della città che veniva dalla grande LA. Fu riscossa dai suoi pensieri quando Joyce la sospinse su per i gradini di marmo bianco dell’ingresso. Restò incredula e senza parole, per la prima volta in vita sua, quando si trovò davanti una delle case più belle che avesse mai visto. “Wow” sentì sussurrare Willow che si trovava proprio accanto a sé “Venite, vi faccio fare un giro panoramico” disse loro Joyce portandoli verso sinistra e aprendo una porta scorrevole enorme che conduceva ad un largo salone decorato con mobili modernissimi bianchi, il tutto spezzato qua e là dalle poltrone e dai divani di pelle nera, oltre che dalle piante che donavano un tocco di calore alla stanza. In fondo alla sala c’era un’altra porta scorrevole più piccola rispetto alla precedente, che li condusse in quella che doveva essere la sala da pranzo. C’era un grande tavolo moderno di mogano con intorno 12 sedie, contro le pareti della stanza erano poste piante e quadri di pittori famosi, oltre ad una statua di marmo dalla forma incomprensibile, che probabilmente apparteneva a qualche famoso artista moderno. Joyce sistemò meglio il vaso di girasoli posto al centro del tavolo, come per migliorare qualcosa che era già fin troppo perfetto “Qui è dove ceneremo tutti insieme la sera, solitamente noi ceniamo alle 7, ma se ci sono impegni inderogabili o richieste particolari possiamo sempre cambiare orario. Invece, la colazione e qualsiasi altro spuntino potrà essere mangiato in cucina. Da questa parte” disse aprendo una porta e conducendo il gruppo dentro una cucina immensa. I mobili erano di un bordò lucido che rendeva la stanza calorosa e accogliente, mentre l’acciaio delle rifiniture ricordava quello delle cucine professionali. Il centro della stanza era occupato da un isola abbastanza lunga da contenere 5 persone, infatti accanto al lungo bancone d’acciaio erano posti 5 sgabelli d’acciaio con il sedile di pelle bordò. Il tutto era accompagnato da elettrodomestici di ultima generazione, macchina del caffè professionale, una cioccolatiera e un enorme cesto di frutta. “La cucina è nuova” li informò Joyce passando un dito sulla superficie linda del lavabo d’acciaio “Quella vecchia si era rovinata dopo quasi 20 anni, quindi ho ordinato questa ancora prima del nostro rientro a casa” si voltò verso sinistra e fece cenno loro di proseguire lungo la scalinata d’acciaio che portava al piano di sopra “C’è una scalinata anche all’ingresso, come avrete sicuramente visto quando siete arrivati, ma per il momento saliamo usando questa” affermò precedendo tutti lungo gli scalini e conducendoli in un lungo corridoio con il parquet e tanti quadri alle pareti. Joyce mostrò loro rapidamente la camera matrimoniale, che, a differenza delle stanze che avevano appena visitato che erano più moderne, era arredata con mobili di legno color ciliegio e con tende e copriletto color panna. Al centro della parete opposta al grande letto c’era un elegante caminetto in tinta con il resto della stanza, che però non sembrava essere mai stato acceso davvero. Accanto alla porta che conduceva all’enorme cabina armadio dei coniugi Summers, ve ne era un’altra che portava al bagno privato della coppia, arredato secondo una stile classico ed elegante. “Bellissima” commentò Willow una volta uscita dalla camera seguendo nuovamente Joyce lungo il corridoio spazioso della casa. “Questa è la camera di Dawn” disse la donna bussando contro la porta di legno massiccio “Avanti” rispose la ragazzina con entusiasmo e, prima che la madre potesse aprire l’uscio, lei lo fece al posto suo e fece cenno a tutti di entrare. La stanza era arredata come quella di una qualunque teenager, con poster di cantanti alle pareti e abiti sparsi dappertutto che le conferivano quel classico aspetto disordinato che sembrava andare tanto di moda all’età di Dawn. Contro la parete a nord era posto un letto matrimoniale sopra al quale c’era il diario della ragazzina ancora aperto, evidentemente lo stava aggiornando con gli ultimi avvenimenti proprio prima di aprire la porta “Allora? Vi piace la casa?” chiese entusiasta abbracciando Willow “E’ stupenda” le rispose la rossa ancora incredula alla vista di tanto lusso “Non hanno ancora finito il giro” l’avvertì Joyce “Venite, vi mostro le vostre stanze” disse incamminandosi di nuovo per il corridoio, ma questa volta seguita a ruota anche da Dawn che saltellò verso un’altra porta per poi spalancarla “Questa è la camera per gli ospiti che preferisco” annunciò l’adolescente lasciando entrare il gruppo per mostrargli la camera con eleganti mobili in legno color noce, due letti ad una piazza e mezzo posti ai lati opposti della stanza con i copriletto porpora che si abbinavano alla moquette, oltre ad una scrivania un po’ troppo moderna rispetto al resto dell’arredamento “Questa l’ho comprata appositamente per te” affermò orgogliosa Joyce rivolgendosi a Willow “Ho pensato che potessi aver bisogno di un posto dove mettere il tuo computer portatile” si abbassò contro la parete “Qui ci sono le prese elettriche e in casa abbiamo un modem wireless attivo 24 ore al giorno, quindi non penso che avrai problemi per la connessione ad internet” prese un cd che era poggiato sulla scrivania in questione e glielo mostrò “Ecco, questo è il cd per l’istallazione” “Grazie” disse incredula Willow “Non doveva disturbarsi tanto” “Oh, figurati, per così poco. E’ solo una scrivania” fece un cenno con la mano per chiudere la questione “Comunque, questa sarà la stanza delle ragazze” disse indicando i letti, mentre Cordelia e Willow notavano le loro valigie poste ai piedi del letto, dove le aveva lasciate la domestica che gliele aveva tolte dalle mani non appena erano arrivate. “Mi spiace, ma in questa casa formiamo le stanze in base al genere e non alle coppie” scherzò rivolta a Willow e Oz, che erano gli unici del gruppo a stare insieme “Oz, Xander e Angel potranno dividersi come meglio credono le altre due stanze per gli ospiti” disse conducendoli di nuovo nel corridoio e aprendo rapidamente due porte poste proprio l’una accanto all’altra. La stanza sulla destra era provvista di mobili neri e moderni, contornati da moquette, copriletto e tende di tutte le tonalità di blu e azzurro immaginabili. L’altra stanza, quella posta a sinistra, invece, aveva mobili color ciliegio e moquette, copriletto e tende erano rosso scuro. “Spero di aver scelto colori abbastanza mascolini” disse la donna facendosi da parte e lasciando decidere agli uomini dove avrebbero dormito, da parte sua sperava che Oz o Xander decidessero di condividere la stanza con Angel. “Mi spiace dirvi, però, che Oz non potrà occupare la stanza singola. Sono una madre all’antica e anche se siete maggiorenni siete comunque sotto la mia responsabilità, quindi preferirei dormire tranquilla la notte sapendo che tutti sono nei propri letti” disse sorridendo bonariamente a tutti i presenti e pensando che Oz avrebbe potuto condividere il letto con la sua ragazza durante la notte se avesse scelto la stanza singola “Ovviamente vi sto concedendo molta fiducia, so bene che durante la notte potreste benissimo fare a scambio di camere” commentò con un sorrisetto furbo “Sono stata giovane anch’io, cosa credete. Comunque voglio fidarmi di voi e spero che ricambierete questa mia fiducia” tutti annuirono e Oz, con un sorriso comprensivo sul volto, prese la sua valigia, che era stata lasciata lungo il corridoio in attesa che venisse decisa la disposizione, e la portò dentro la stanza blu “Ti aspetto dentro compagno di stanza” disse guardando gli altri due ragazzi “Chiunque tu sia” Angel, però, preferì fare la cosa più nobile come sempre, quindi, anche lui con il sorriso, prese la propria valigia ed entrò anche lui nella stanza blu. Non riuscì neanche a metterci dentro un piede, che subito si sentì tirare per un braccio “Ehi, stai scherzando. Si deve portare rispetto per gli anziani” commentò Xander facendo l’occhiolino e sospingendo Angel verso la stanza rossa “Io e Oz ci divertiremo un mondo di notte, quando lui ululerà alla luna e io...beh...mi coprirò gli occhi per non beccarlo nudo il mattino dopo” tutti risero e Angel ringraziò Xander per avergli concesso il suo spazio privato, sapendo bene che non avrebbe resistito a lungo in una camera doppia “A questa cosa ci ha già pensato Rupert” disse Joyce riferendosi alla trasformazione da lupo di Oz “Oh, davvero?” chiese Angel finendo di sistemare la valigia nella sua nuova camera e tornando ad unirsi al gruppo che si trovava ancora in corridoio “Rupert ha fatto venire delle persone molto gentili del Consiglio a far installare la gabbia apposita, l’ho fatta sistemare nel seminterrato, dove talaltro Giles ha fatto preparare una specie di sala per gli addestramenti. Ha detto che Buffy ne avrebbe avuto bisogno” “Si, infatti. E’ perfetto, grazie Joyce” “Si, grazie soprattutto per l’ospitalità” aggiunse Willow, che ancora non credeva ai suoi occhi di fronte a quella bella casa in cui avrebbero vissuto da quel momento in poi. “Figuratevi, è un piacere avere così tante persone in casa. Hank è sempre in ufficio e Buffy è sempre in giro, io e Dawn ci annoiamo a stare sempre sole in questa grande casa silenziosa” sorrise di nuovo a tutti e poi sospinse le ragazze verso l’ultimo pezzo di corridoio che ancora non era stato visitato “Adesso viene la parte che piacerà di più alle signore” commentò cospiratrice “Da questo lato” disse indicando una delle porte che ancora non erano state aperte “C’è il bagno per gli uomini della casa. Ovviamente mi riferisco a voi tre, mio marito usa il bagno privato che si trova nella nostra stanza” disse rivolta ai tre ragazzi e aprendo la porta per mostrare il bagno dalle mattonelle color smeraldo e sanitari di marmo verde, provvisto di asciugamani e tende di diverse tonalità di verde come il resto del locale. Oltre alla toilette, al lavandino e alla doccia, c’erano anche una vasca idromassaggio posta su una parte rialzata in fondo alla stanza. “Quello delle ragazze, invece, è da questa parte” aprì l’ultima porta che si trovava su quel piano e mostrò loro un bagno quasi identico a quello degli uomini, ma con mattonelle rosa chiaro e sanitari di marmo rosa, con asciugamani e tende rosa. Anche in questo bagno c’era la vasca idromassaggio, ma al contrario dell’altro era anche provvisto di un enorme specchio che ricopriva tutta la parete laterale. “Oh mio Dio!” esclamò estasiata Cordelia “E’ fantastico!” “Fino ad ora questo è stato il bagno personale di Dawn” le informò Joyce facendo notare loro il disordine che regnava sovrano anche lì dentro come nella camera della ragazzina, che a quel commento sghignazzò “Prometto di mantenerlo più in ordine adesso che dobbiamo iniziare a condividerlo” “Mi raccomando ragazze” le avvertì Joyce “Organizzatevi bene per i turni, non voglio sentire lamentele per chi ha passato più tempo in bagno e chi no” “Oh, non si preoccupi. Possiamo anche usarlo tutte insieme, guardi quanto è spazioso” commentò Willow “Bene, allora possiamo concludere questo tour. Adesso fate come se fosse casa vostra e ci rivediamo questa sera per la cena, puntuali alle 7 in sala da pranzo. Io ho delle commissioni da fare” disse per poi poggiare un braccio sulle spalle di Dawn “Vi lascio in buona compagnia” poi si rivolse solo alla figlia “Perché non mostri loro le altre stanze al piano di sotto?” chiese “Gli ho mostrato solo la cucina, la sala principale e la sala da pranzo. Ho preferito che prima decidessero in che stanza sistemarsi e mostrargli i bagni” “Certo, ci divertiremo un mondo” esclamò eccitata Dawn battendo le mani e sorridendo a quel gruppo di ragazzi che considerava ormai amici suoi. “Ma...” la voce di Willow fece fermare Joyce che aveva già iniziato ad avviarsi verso la scalinata principale per tornare di sotto “Cosa c’è tesoro?” chiese curiosa di sapere cosa avesse potuto tralasciare al punto da spingere Willow ad avere dei dubbi “Dov’è la camera di Buffy?” chiese, dando voce a ciò che stavano pensando tutti gli altri “Oh, ma certo” esclamò Joyce indicando un angolo lungo il corridoio, dove la parete svoltava per un breve tratto verso destra. La gang si sporse per scoprire la presenza di un’altra scalinata di legno che conduceva ad un’unica porta nera “La soffitta?” chiese confusa Cordelia, in mezzo a tutto quello splendore Buffy aveva scelto quel posto e ne aveva fatto la sua stanza, mentre loro sarebbero stati in quelle tre stupende camere per gli ospiti “Si, qualche anno prima che ci trasferissimo a Sunnydale io e Hank abbiamo fatto insonorizzare la soffitta e Buffy ne ha fatto la sua stanza. Stavamo perdendo tutti l’udito con quella sua musica a tutto volume, impossibile da sopportare” scosse la testa al ricordo “Adesso quando accende lo stereo si sente solo tremare la casa” concluse ridacchiando per la sua stessa battuta “Comunque è chiusa a chiave” disse con rammarico Joyce “Quindi immagino che dovrà mostrarvela lei quando tornerà” se si degnerà di tornare, pensò, scuotendo di nuovo la testa per poi lanciare una rapida occhiata all’orologio che aveva al polso “Sono in ritardo, devo proprio andare. Dawn, mi raccomando” disse alla sua secondogenita, ricordandole con quelle parole di prendersi cura dei loro ospiti.
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Dopo che Joyce se ne fu andata, Dawn li accompagnò di nuovo al piano di sotto, mostrandogli rapidamente lo studio di Hank, che si trovava proprio vicino all’ingresso, composto da una scrivania di mogano e sedia in pelle nera, mentre al centro della stanza c’erano due piccole poltrone di pelle nera e tutto intorno alle pareti erano poste tre enormi librerie piene di grossi volumi di argomento giuridico. Poi lasciarono in fretta quell’ufficio e, attraversando di nuovo la sala da pranzo, la piccola di casa Summers aprì un’altra porta che conduceva in un’altra sala più grande. “Questa è la mia stanza preferita” annunciò Dawn gettandosi su un enorme divano di pelle rosso che si trovava davanti ad uno schermo LCD altrettanto grande posto proprio sopra il caminetto. L’intera stanza era piena di ogni forma di intrattenimento possibile, era quasi da considerarsi una sala giochi. Accanto all’LCD c’era un dvd, una playstation, una xbox e anche una wii, mentre sulla parete opposta faceva bella vista una grande libreria d’acciaio piena di videogiochi di tutti i tipi e per tutte le consolle, ma anche dvd e vecchie vhs. Tutti quei divertimenti, però, perdevano d’importanza davanti al grande tavolo da bigliardo che faceva bella vista al centro della stanza. La Scooby Gang trascorse alcune ore a divertirsi in quella stanza, come dei bambini che aprono i regali la mattina di Natale. Poi Willow si avvicinò alla finestra e scostò la tenda per vedere cosa ci fosse al di fuori di quella enorme casa e rimase estasiata nel notare l’enorme giardino sul retro. “Ah, giusto non avete visto il giardino” esclamò Dawn aprendo la porta finestra e iniziando a mostrare al gruppo la piscina e la zona relax posta vicino ad un gruppo di palme “La mamma stava pensando di fare alcuni cambiamenti, ma poi ha sistemato le stanze per voi...” spiegò la ragazzina “E comunque io penso che vada bene così” “Stai scherzando” urlò Xander immaginandosi i giochi da poter fare in acqua e il sollievo che avrebbe provato immergendosi in piscina nelle giornate troppo calde “Quello cos’è?” chiese Cordelia notando un piccolo stabile separato dal resto della casa “Oh” esclamò Dawn “Quello è il garage, lo avete visto anche quando siete arrivati” “Ah, giusto” commentò Cordelia ricordando la saracinesca bianca davanti alla quale Oz aveva parcheggiato il furgone al loro arrivo. “Senti” disse Cordelia senza riuscire a trattenersi “Ma chi ha avuto la brillante idea di comprare a tua sorella un’auto così costosa? Non è un po’ troppo rischioso, dato che la cacciatrice non sa affatto guidare” chiese con un ghigno “Oh” esclamò Dawn titubante, non sapendo bene se fosse il caso di raccontare la verità su quella faccenda, ma non le venne in mente nessuna scusa plausibile da poter usare “Buffy sa guidare” disse a bassa voce “Davvero? Ha preso delle lezioni in questi mesi?” chiese Willow incuriosita, anche lei si era chiesta come mai Buffy si trovasse alla guida di un auto e solo la sfacciataggine di Cordelia le aveva dato il coraggio di fare anche lei domande su quella questione “No, voglio dire...” “Buffy sapeva già guidare, solo che non aveva una macchina” spiegò Angel al posto della ragazzina che sembrava non trovare le parole giuste “Che vuoi dire? Tu lo sapevi?” chiese Xander corrugando la fronte Angel annuì “Quando si sono trasferite Joyce ha pensato che in una piccola città come Sunnydale ben pochi adolescenti avevano la macchina, giusto?” disse guardando Dawn e sperando che a quel punto trovasse lei il coraggio di continuare la spiegazione, non voleva spingersi troppo in là e raccontare anche cose che non avrebbe dovuto dire. “Si, la mamma non voleva che Buffy si facesse notare troppo con la sua auto costosa...all’epoca aveva una BMW” spiegò Dawn “Va bene, ma perché mentire sul fatto che sapeva guidare?” chiese Willow confusa “Voglio dire, posso capire in parte per quale motivo Joyce non voleva farle guidare un’auto costosa in una piccola città, era ovvio che avrebbe attirato l’attenzione di tutti, ma perché fare anche finta di non sapere guidare affatto?” “Non lo so, era una cosa tra loro due” disse Dawn scrollando le spalle “Ma credo che mia madre non voleva che fosse troppo diversa dagli altri adolescenti di Sunnydale. Cioè, voi non sapevate guidare, no?” “Io si” affermò con fierezza Cordelia “Si, ma tu eri ricca” ribatté Willow al posto di Dawn, iniziando a capire il motivo di tanta segretezza “Se Buffy avesse saputo guidare avrebbe anche dovuto avere un’auto tutta sua o magari prendere in prestito quella di Joyce” continuò a dire la rossa “Esatto, ma mamma non poteva prestargli la vecchia Jeep perché le serviva per il lavoro e non voleva comprarle un’auto economica solo per fargliela usare per tre anni per poi doverla cambiare” “Senza contare che a Sunnydale non era necessario avere un’auto” commentò Xander “Giusto e poi la mamma temeva che con un’auto a disposizione Buffy sarebbe tornata sempre qui ad LA non appena fosse stato possibile” “Avrebbe avuto più occasioni per vedere suo padre” si lasciò sfuggire Angel, che anche quando Buffy gli aveva raccontato quella storia della macchina non aveva capito molto il ragionamento fatto da Joyce “Si, è vero, ma in quel periodo Buffy...cioè, il trasferimento a Sunnydale era stato fatto per una ragione e...” “L’incendio alla Hemery” disse Xander conoscendo già quella storia “Si, ma non solo per quello. Insomma, qui a Los Angeles ci sono molte altre scuole in cui Buffy si sarebbe potuta iscrivere per finire il liceo, ma mamma ha pensato bene che avesse bisogno di staccare un po’. Tutti ne avevamo bisogno, quindi ci siamo trasferiti in una piccola città” “Stai dicendo che Buffy ci ha mentito anche su questo?” chiese Cordelia, contenta di aver trovato un’altra falla nella perfetta Buffy “Non lo so, lei cosa vi ha detto?” chiese Dawn iniziando a pensare che forse avesse detto un po’ troppo e che sua sorella l’avrebbe uccisa per questo “Che dopo l’incendio è stata espulsa e che, dopo il divorzio dei vostri genitori...” “Dei suoi genitori” specificò Cordelia interrompendo Willow e indicando Dawn “Ricordati che non ci ha detto la verità neanche su questo. Hank non è suo padre, vero?” “No, infatti” rispose la ragazzina “Comunque più o meno è tutto vero. Ci siamo trasferiti dopo l’incendio alla Hemery, anche se non è stata proprio quella la ragione principale. E i miei genitori stavano per divorziare, ma poi hanno deciso solo per la separazione e ovviamente adesso sono tornati insieme” spiegò Dawn “Incredibile” sbottò Cordelia “Bugie su bigie. E brava la cacciatrice” “Cordelia” la rimproverò Willow, pur sentendosi tradita anche lei per tutte quelle menzogne. Certo, non poteva andare da Buffy a lamentarsi di nulla, non dopo la pugnalata alle spalle che le aveva inferto, ma forse tutto quello poteva aiutarla a ritrovare la sua amica oppure a scoprire la vera Buffy e provare a costruire una nuova amicizia più sincera. Quelle sue riflessioni furono interrotte dal rombo di un motore e tutto il gruppo si voltò verso il garage pensando che Buffy si fosse degnata di tornare “E’ papà” esclamò Dawn con entusiasmo e dirigendosi verso il garage seguita da tutti gli altri. Aprì la porta laterale dello stabile ed entrò avvicinandosi alla Lexus nera del genitore che ormai riposava a motore spento “Ciao papà” “Ciao piccola” le rispose l’altro accarezzandole la testa di sfuggita e aprendo la portiera posteriore per prendere la sua ventiquattrore di pelle nera “Questi sono i ragazzi di Sunnydale?” chiese rivolto al gruppo che stava ammirando la sua auto e quella di sua moglie, una Grand Jeep Cherokee grigia metallizzata, che faceva bella mostra al centro del garage “Si” rispose Dawn voltandosi verso di loro e facendo le presentazioni, poi Hank tornò a rivolgersi a sua figlia “Tua madre è in casa?” “No, è uscita con un’amica dello Yatch Club” “La sua auto è qui” disse osservando la Jeep “Si è fatta venire a prendere?” “Non lo so, ma credo di si. Non mi ha detto niente” “Capito. E Buffy?” Dawn ridacchiò “Buffy era tornata, ma a visto che loro erano appena arrivati e ha tagliato la corda” Hank scosse la testa con un sorriso divertito “Sono sicuro che è andata solo a casa di Josh, tornerà presto” “O affatto” mormorò Dawn, mentre Hank iniziava ad apparire preoccupato “Da quanto tempo è via?” “Più di due ore” “Adesso la chiamo” disse infine facendo sghignazzare divertita la figlia, che tornò a voltarsi verso il gruppo “Papà adesso farà tornare Buffy, così potrete vedere la sua stanza e poi il tour della casa sarà completo e sarete ufficialmente parte della famiglia” dichiarò contenta Dawn appoggiandosi contro l’auto della madre e indicando un parcheggio vuoto “Quello sarà il posto per la mia macchina, lo sapete?” disse orgogliosa “L’anno prossimo potrò iniziare a prendere lezioni e quando avrò la patente papà mi comprerà l’auto che voglio” “E che macchina vorresti?” chiese incuriosita Cordelia “Non lo so ancora, ma credo che sceglierò qualcosa di giovanile tipo il maggiolino della Volkswagen” disse eccitata all’idea di poter possedere un veicolo tutto suo “Oh carino” ricambiò con entusiasmo Willow “Buffy è da Josh, praticamente dall’altro lato della strada. Sarà qui a momenti” annunciò Hank interrompendoli e aprendo la porta per lasciare il garage “Perché non venite ad aspettare in casa?” propose, ma prima di ascoltare la loro risposta il suo cellulare squillò e lui, rispondendo, si affrettò a rientrare per potersi occupare delle solite questioni di avvocato. “Andiamo ragazzi” disse Dawn prendendo Willow sottobraccio e iniziando ad avviarsi anche lei verso l’uscita del garage, ma in quel momento sentirono il suono metallico della grande saracinesca che si sollevava, mentre in sottofondo si udivano chiaramente le fusa di un motore “Oh, ecco Buffy” esclamò la ragazzina tornando indietro e notando i fari dell’Audi di sua sorella che comparivano in fondo al vialetto dopo aver attraversato per la seconda volta quel giorno il cancello di ferro battuto. L’auto percorse il breve tratto per prendere posto nel parcheggio a sinistra della Lexus di Hank e la gang osservò da vicino quella che era la macchina più bella che avessero mai visto. La vernice grigio-azzurro ricopriva le linee eleganti del davanti fino ad arrivare ai lati dell’auto dove si trovavano due mezzelune di colore nero che risaltavano rispetto al resto. I fari erano formati da tanti piccoli led bianchi, mentre tutti i finestrini erano neri come il carbone e non permettevano di vedere nulla al suo interno. Subito dopo la portiera si aprì e ne uscì Buffy, dall’aspetto incredibile e al tempo stesso con un’espressione irritata sul volto. Angel inconsapevolmente fece un passo avanti, bloccandosi immediatamente quando si ricordò che non era più la sua ragazza e che il forte desiderio che provava di prenderla tra le braccia e baciarla con una passione infinta non poteva più essere esaudito. Aveva sempre pensato che fosse la ragazza più bella che avesse mai visto, ma quel giorno se possibile era ancora più bella, al punto che non c’erano parole per descriverla. Si era tinta i capelli e, adesso, quei boccoli color carbone le ricadevano intorno al viso mettendole ancora di più in risalto gli occhi color smeraldo, marcati dall’eye-liner nero e dall’ombretto dello stesso colore. La pelle era più abbronzata e il suo corpo, perfetto come sempre, era coperto da un abito che Angel non sapeva se definire indecente o sensuale. Era un miniabito a strisce bianche e nere che avvolgeva ogni curva del suo corpo stupendo fino alle cosce snelle, dove terminava con un piccolo spacco laterale di pizzo nero. In vita c’era un’ampia cinta di pelle nera con fibbia laterale d’acciaio, che evidenziava i suoi fianchi stretti. Aveva uno scollo a V profondo che faceva risaltare il suo seno sodo, avvolto in quello che poteva solo essere un push-up dato che sembrava quasi che i seni stessero per uscire dalla scollatura dell’abito. Nella valle tra i suoi seni perfetti, zona che Angel aveva sempre amato baciare, faceva bella mostra un collana con un pendente a croce che scintillava sotto il neon del garage. A completare il tutto facevano bella mostra gli stivali di pelle, con il tacco fin troppo alto, che le avvolgevano i piedi. Angel poteva sentire il battito irregolare del cuore di Xander che si trovava a pochi passi di distanza, a quanto sembrava quella vista aveva colpito molto anche lui. Un ruggito gli risalì per la gola, residuo dei giorni da vampiro, ma riuscì a trattenersi a stento dopo essersi allontanato leggermente dal ragazzo per evitare di sentire l’odore del testosterone che si risvegliava nel corpo del ragazzino. Tornando a guardare colei che ormai era la sua ex ragazza, Angel sentì i pantaloni farsi improvvisamente stretti nell’immaginare tutto ciò che avrebbe potuto fare a quel corpo se fossero stati soli. Ricordava fin troppo chiaramente com’era stringere il suo corpo contro il proprio, com’era sentire il suo respiro caldo sulla pelle, le labbra contro le sue, ma soprattutto com’era stringere tra le mani il suo sedere sodo e morbido allo stesso tempo, com’era accarezzare quelle cosce calde e invitanti. Scosse la testa e allontanò lo sguardo da Buffy, osservando invece l’auto con cui aveva appena fatto il suo ingresso, ma le cose peggiorarono drasticamente quando il suo cervello iniziò ad immaginare la ragazza sdraiata sul cofano freddo con le gambe aperte, mentre lui le strappava via le mutandine. Scosse di nuovo la testa e fece un respiro profondo, l’unica cosa che gli era rimasta da fare a quel punto era guardare il pavimento e sperare che nessuno notasse il rigonfiamento nei suoi pantaloni.
Willow, Cordelia e il resto del gruppo si stavano lanciando occhiate incredule, nessuno di loro era preparato a trovarsi di fronte una Buffy così diversa e soprattutto più bella del solito. Solo Dawn non sembrava colpita da quanto fosse cambiata sua sorella in così poco tempo, semplicemente le si avvicinò come se niente fosse “Era ora che tornassi” la rimproverò “Siamo state io e la mamma a dover far fare il tour della casa ai tuoi amici” “Non sono amici miei” ribatté l’altra a bassa voce, ma abbastanza affinché Angel la sentisse con il suo udito sovrannaturale “Come ti pare. Comunque mamma è uscita, quindi sarò io a portare la Scooby gang a vedere la tua camera. Era chiusa a chiave e non siamo potuti entrare, ma adesso che sei tornata...” “No” la interruppe Buffy voltandosi e chiudendo l’auto spingendo il pulsante sulla chiave nera che aveva in mano, mentre per il garage si sentiva il suono della serratura che scattava “Nessuno entra in camera mia” disse con un tono leggermente più alto in modo che fosse chiaro a tutti che quello era territorio off-limits “Come preferisci, forse vuoi aspettare che sia mamma a portali lì quando tornerà” suggerì con aria innocente, ma sapendo bene che quella era l’ultima cosa che voleva sua sorella. “Va bene, ma dammi 5 minuti prima” disse sbuffando per poi passare rapidamente accanto al gruppo di Sunnydale, sorpassandoli alla svelta e uscendo dalla porta laterale senza neanche guardarli. Dawn scosse la testa “Ok ragazzi, tra un po’ possiamo salire in soffitta. Poi sarete liberi di fare quello che volete, magari iniziare a disfare le valige” disse la ragazzina, mentre conduceva anche loro fuori dal garage “Dove porta quella scalinata?” chiese Willow una volta fuori dallo stabile, quando vide Buffy che saliva su per una scalinata bianca, come il resto dell’esterno della casa, che portava ad un balcone del primo piano per poi riprendere sulla destra e condurre ad una porta nera “In camera di Buffy” rispose Dawn “la soffitta ha due uscite. Quella all’interno che è la porta che avete visto prima lungo il corridoio, mentre quella che vedete è l’uscita esterna ed è quella che Buffy usa di più” spiegò per poi iniziare a scuotere la testa “Come se Buffy avesse bisogno di un’uscita tutta sua, già così fa come vuole, ma con quella porta a sua disposizione è come se abitasse da sola. Praticamente può fare quello che le pare, fa entrare i ragazzi in camera ed esce nel bel mezzo della notte per tornare all’alba...” “Dawn” la rimproverò Hank, comparendo all’improvviso dietro di loro “Lo sai che non mi piace che parli male di tua sorella. Cosa diresti se fosse lei a farlo?” “Scusa, ho toccato la preziosa Buffy” si lamentò la piccola, facendo sorridere Cordelia che aveva capito ormai da un po’ di tempo che neanche Dawn era una fan di Buffy. Benvenuta nel club, pensò l’ex cheerleader. Hank poggiò un braccio sulle spalle della ragazzina “Non parlare così, voglio bene ad entrambe” “Non dovrebbe essere così. Lei non è neanche figlia tua” sbottò Dawn, senza curarsi del fatto che l’intera Scooby Gang era presente. Hank sollevò lo sguardo sul gruppo di spettatori e sospirò “Coraggio, rientriamo. Non mi sembra il caso di avere qui questa conversazione. Abbiamo degli ospiti adesso, devi comportarti come si deve” istruì l’uomo, conducendo il gruppo dentro “Ero venuto a cercarti per sapere se Buffy era tornata” le spiegò aprendo la porta d’ingresso a tutti “Si, non hai sentito la macchina?” rispose ancora scontrosa Dawn “Adesso li porto in camera sua, dopotutto sono amici suoi” disse con cattiveria, sapendo bene che le cose non stavano più in quel modo.
me lo sentivo che postavi un nuovo cap mi e'piaciuta la parte descrittiva della casa mi sembrava di essere li'!!odiosa come sempre joyce e down che e' gelosa dalla sorella credo che si unira' a cord. per rendere a buffy la vita impossibile!!aspettavo l'incontro tra buffy e la gang c'e' molta tensione e mi ha fatto sorridere angel ancora geloso di buffy la buffy di l.a. e' molto buia ...triste .... infatti sono curiosa di sapere di piu' che vita conduce non voglio credere alle parole di down!!!aspetto con ansia il prossimo cap sperando di avere piu' parti fra buffy ed angel......
baci madda
Questo capitolo è leggermente Nc17, tanto per essere pignoli vi avverto ;)
Capitolo 8b
Angel poteva sentire il suono attutito della musica attraverso la porta nera, salì lungo la scalinata di legno insieme agli altri e fece un respiro profondo. Stava per entrare nella camera della sua ex ragazza, il che significava che sarebbe stato circondato dalle sue cose, dal suo odore e, inoltre, l’avrebbe vista di nuovo in quell’abitino mozzafiato. Dawn bussò e quando non ricevette risposta girò la maniglia, ma prima che potesse aprire la porta, questa si spalancò all’improvviso mostrando Buffy che stava parlando al cellulare e che non li degnò di uno sguardo, semplicemente continuò la sua conversazione tirandosi indietro dall’ingresso per lasciare loro lo spazio per entrare. La musica altissima si diffuse per tutto il corridoio e il gruppo entrò chiudendosi la porta alle spalle, mentre la cacciatrice abbassava il volume dello stereo per poi gettarsi su una poltroncina rossa accanto alla finestra e continuare la sua telefonata. Il gruppo si guardò intorno titubante e, al tempo stesso, incredulo per le dimensioni della soffitta e per il modo particolare in cui era stata arredata. Lungo le pareti rosso sangue c’erano uno scaffale pieno di vecchi e nuovi LP in ottimo stato che attirarono subito l’attenzione di Oz, un mobile nero che conteneva uno stereo enorme, le cui casse erano sparse in tutti gli angoli della stanza, un giradischi e accanto una scrivania con sopra un computer di nuova generazione acceso. Al centro della stanza faceva bella mostra un tappeto tondo e rosso, posto proprio davanti ad un elegante camino nero, mentre contro la parete opposta si trovava un letto smisurato con la testata in ferro battuto nero e con il copriletto dello stesso colore. Nella zona a nord della stanza, invece, c’era una porta nera lasciata semiaperta che lasciava intravedere la cabina armadio fin troppo grande, mentre sulla parete opposta faceva bella mostra un’altra porta sempre nera, che Dawn prontamente aprì per mostrare loro il bagno con mattonelle beige e sanitari con rifiniture dorate. A completare l’arredamento c’erano un’infinità di candele profumate rosse e nere, ma soprattutto ciò che attirava maggiormente l’attenzione era la parete accanto all’ingresso dove si trovava un’enorme macchia di pittura nera, che sembrava essere stata fatta apposta, dentro la quale vi erano tanti autografi di cantanti e musicisti famosi fatti con un pennarello bianco. Willow sfiorò la parete incantata, chiedendosi chi fosse in realtà Buffy Summers e cosa le aveva accumunate al punto da farle diventare amiche in quei 3 anni sulla Bocca dell’Inferno. Era come se la ragazza allegra, solare che aveva conosciuto a Sunnydale fosse stata tutta una montatura e che, solo ora, veniva fuori questo lato oscuro e nascosto della ragazza, che Willow non era certa di voler scoprire. Si voltò verso la poltroncina di pelle su cui ancora sedeva Buffy con le gambe accavallate, intenta nella sua telefonata e notò che li stava guardando tutti con gli occhi stretti in due fessure minacciose, era come se li stesse sfidando a fare un passo falso. Willow fece subito due passi indietro dalla parete, che stava ancora toccando con una mano, e calpestò inavvertitamente i piedi di Cordelia che le stava passando vicino “Ahi!” si lamentò la bruna “Vuoi stare attenta!” poi si avviò verso Oz trascinando la rossa con sé “Hai visto quanti dischi, varranno una fortuna” commentò il ragazzo non appena vide avvicinarsi la sua compagna “Già” si limitò a dire Willow facendo scorrere lo sguardo su quell’enorme scaffale.
“Se l’invasione di privacy è finita avrei delle cose da fare” il tono irritato di Buffy portò tutti a smetterla di guardarsi intorno per voltarsi verso di lei, che a quanto sembrava aveva finito la sua telefonata e adesso se ne stava in piedi vicino all’ingresso con le braccia incrociate, in attesta che la sua stanza si svuotasse da tutti quegli sguardi indiscreti. “Sai Buffy” disse Cordelia, mentre seguiva gli altri verso la scalinata di legno che li avrebbe riportati al piano di sotto “Non ti facevo così...” finse di pensarci su “...sadica” commentò con un sorriso malvagio, ma l’altra non si fece prendere in contropiede e rispondendo al suo sorriso disse “E io non ti facevo così...” fece scorrere lo sguardo sul suo abito rosso acceso troppo piccolo per le sue curve “...squaldrina” poi sembrò ripensarci “A dire il vero si, ma oggi sembri...come dire...più disperata del solito” la bruna stava per ribattere, ma Willow la trascinò via lungo le scale lanciando un sorriso di scusa verso Buffy, che la ignorò. Xander e Oz si limitarono a sorridere cordiali, beh almeno fu quello che fece Oz, il sorriso di Xander somigliava più ad una presa in giro. “Devi impegnarti di più” le disse Dawn con un ghigno “Se la mamma sa come hai trattato...” la sorella però non la fece finire di parlare, sapendo già cosa stava per dirle “Sparisci” le intimò spingendola verso la porta per poi voltarsi e trovarsi faccia a faccia con Angel. Non lo aveva mai visto con un’espressione tanto seria e pensierosa allo stesso tempo “Cosa c’è ora?” gli disse sospirando “Niente” sussurrò iniziando ad incamminarsi anche lui giù per le scale. Buffy restò sulla porta indecisa sul da farsi, da una parte sapeva di essersi comportata male con tutti loro, ma sapeva anche che non potevano certo aspettarsi un’accoglienza calorosa da parte sua. Angel, però, era tutta un’altra storia. Con lui avrebbe dovuto lavorare molte volte a settimana, secondo il programma fatto da Giles, quindi era meglio cercare di rendere le cose più facili tra di loro, anche se non lo erano affatto “Aspetta” lo richiamò Buffy poggiandosi contro il corrimano della scalinata “Vuoi...” sembrava aver perso la capacità di parlare, succedeva sempre quando si trattava di lui “Vuoi...vedere il seminterrato?” il ragazzo si fermò sorpreso “Certo” salì di nuovo uno scalino e poi si fermò “Adesso?” “Beh, se vuoi solo vederlo si, ma se vuoi che inizi ad allenarmi dovrai aspettare che mi cambi” disse indicando il suo miniabito, mentre Angel lottava per non tornare a far scorrere lo sguardo sulle sue curve morbide messe in risalto da quel vestito, che avrebbe dovuto essere dichiarato illegale. “No, possiamo anche solo dargli un’occhiata e magari organizziamo un programma” “Ok, allora andiamo” disse lanciando un’occhiata verso il gruppo di Sunnydale che si era fermato in fondo alla scalinata per origliare la loro conversazione “Da soli” chiarì con un sussurro passandogli accanto lungo le scale. Il corpo caldo di Buffy lo sfiorò appena, ma per Angel fu comunque una tortura, fece di nuovo un respiro profondo per poi pentirsene immediatamente quando l’odore della ragazza gli colpì le narici. Sospirando scese gli ultimi scalini e iniziò a seguire Buffy, cercando di non cedere alla tentazione di posare lo sguardo sul suo sedere sodo avvolto nel miniabito e chissà da cos’altro al di sotto.
”Giles lo ha sistemato bene” commentò Buffy voltandosi all’indietro verso di lui, mentre scendevano la scalinata di marmo che li riportò per l’ennesima volta all’ingresso principale di quella casa enorme “Anche il resto della casa è stupendo, Buffy” le disse cercando di fare conversazione “Grazie, ma per lo più l’ha arredata mia madre con l’aiuto di un arredatore di interni” “Mi piace la tua stanza” mormorò abbassando lo sguardo e sperando di non farla arrabbiare con quel commento forse troppo personale “In realtà vorrei cambiarla, ma tra qualche anno andrò via di casa e mia madre la trasformerà in chissà cosa...quindi non ne vedo il motivo” rispose scrollando le spalle “Dove andrai?” le chiese incuriosito, mentre superavano l’ufficio di Hank e la sala da pranzo per entrare nella spaziosa cucina “Non lo so ancora, ma penso un appartamento” “Oh” si limitò a commentare Angel, senza davvero sapere cosa dire in proposito “Ecco” esclamò lei lasciando cadere l’argomento “Questa è la porta del seminterrato” annunciò aprendola “Ed ecco l’ennesima scalinata della casa” scherzò con un sorriso sincero sul volto, il primo che Angel le vedeva fare da quando era arrivato “Già, ci sono molte scale, ma è una casa grande” “Ti piace la tua camera?” chiese improvvisamente, pentendosi subito però per aver fatto una domanda così personale “Si” rispose Angel, senza notare il pentimento di Buffy per quella domanda “E’ molto spaziosa” commentò prima di raggiungere l’ultimo scalino e notare il grande seminterrato pieno di attrezzi per gli allenamenti, con una parete piena di armi e un armadietto anch’esso pieno di asce e balestre di ogni tipo. “Giles ha fatto le cose in grande” disse Buffy accarezzando il sacco rosso che pendeva dal soffitto e contro cui era certa che avrebbe sfogato molta della rabbia che l’arrivo della Scooby Gang le avrebbe causato. Angel spostò lo sguardo da ciò che lo circondava alla ragazza, non riusciva a credere a quanto fosse cambiata in così poco tempo. Al contrario dei suoi amici, lui sapeva molte più cose sulla vita di Buffy prima di Sunnydale e conosceva bene il suo lato oscuro, sia che si trattasse di quello della Cacciatrice, sia che si trattasse di quello della ragazza di 18 anni che aveva di fronte, ma nonostante tutto il suo cambiamento lo spaventava un po’. “Hai tinto i capelli?” le chiese in un sussurro temendo una reazione negativa per quel suo commento, ma l’altra lo guardò per un secondo prima di abbassare lo sguardo e prendersi una ciocca tra le dita con aria pensierosa “Si, li avevo così prima del trasferimento” posò di nuovo lo sguardo su di lui “Volevo un cambiamento” Angel non aveva alcun dubbio sul doppio senso di quelle parole. Tutto in lei stava a rappresentare un cambiamento, una metamorfosi, Buffy non voleva più essere colei che era stata a Sunnydale e a partire dai suoi capelli, passando per i suoi vestiti e arrivando all’atteggiamento scontroso, si capiva benissimo che stava riuscendo alla perfezione nel suo intento. “Allora” riprese a dire lei mettendosi seduta con un balzo su un lungo tavolo di mogano posto contro la parete in fondo alla stanza “Come vuoi fare per gli allenamenti, Giles ha detto...” “Farai sempre così da adesso in poi?” le chiese all’improvviso Angel rifiutandosi di lasciarle cambiare argomento e di evitare la questione “Così come?” ribatté lei in risposta con freddezza. Entrambi sapevano bene a cosa si stava riferendo il ragazzo, ma sembrava che Buffy avesse tutta l’intenzione di rendere un possibile chiarimento tra di loro impossibile. “Hai proprio intenzione di non essere più loro amica, così all’improvviso?” “Non credo che siano affari tuoi” “Willow ha detto che avete discusso” continuò a dire lui senza badare alle sue parole “Cosa può essere successo di tanto grave da farti cambiare idea sulla vostra amicizia? Soprattutto dopo tutto quello che avete passato in questi 3 anni” Buffy scese dal tavolo e con una freddezza che mai Angel aveva visto in lei rispose “Ho detto che non sono affari tuoi” lo sorpassò dirigendosi di nuovo verso le scale, se non aveva intenzione di organizzare i loro allenamenti non avevano nient’altro da dirsi. Aveva ormai raggiunto la porta quando sentì di nuovo la sua voce, ma questa volta non era calda e comprensiva, ma aveva un tono rabbioso che le ricordò tanto Angelus. “Ti allenerai tutti i giorni, dal lunedì al venerdì dalle 20 alle 22. Il sabato dalle 10 alle 12 ci occuperemo della teoria e la domenica dalle 15 alle 18 ci occuperemo degli allenamenti con le armi speciali. Cominciamo la prossima settimana.” Buffy lo guardò sbalordita, quando aveva parlato con Giles al telefono l’uomo le aveva assicurato che gli allenamenti erano una semplice necessità per evitare che la cacciatrice in lei si rilassasse troppo. L’ex osservatore le aveva parlato di un alcune ore settimanali, ma sembrava che Angel avesse tutt’altra idea. “Stai scherzando, vero?” “Ti sembra che io stia scherzando?” rispose l’altro aprendo l’armadietto e iniziando a fare un inventario mentale delle armi che avevano a disposizioni. Il rumore dei tacchi degli stivali di Buffy che si affrettava a scendere di nuovo la scalinata riempì il seminterrato silenzioso “Angel sono troppe ore...” si fermò scuotendo la testa incredula “E sabato mattina la teoria? Cos’è questa storia? Non ho mai accettato di fare nulla che richiedesse prendere in mano un libro!” “Questo è il programma” le rispose l’altro senza neanche voltarsi a guardarla e iniziando a controllare le armi poste contro la parete “Angel!” urlò la ragazza afferrandolo per un braccio e costringendolo a voltarsi per guardarla in faccia “Non ho alcuna intenzione di...” un ruggito basso risuonò per la stanza e Buffy lo guardò stupita. Giles le aveva spiegato che il suo ex era tornato umano mantenendo alcune caratteristiche tipiche del suo demone, ma Buffy non immaginava che il ruggito fosse una di quelle. Sentire quel suono animalesco l’aveva sempre eccitata e anche in quella occasione, sebbene fossero nel bel mezzo di una discussione e sebbene ormai non stessero più insieme, fu costretta a fare un passo indietro per evitare di saltargli addosso. Immediatamente si pentì di quella sua debolezza quando notò il sorrisetto compiaciuto sul volto del ragazzo, Buffy non sapeva se stesse sorridendo perché pensava di averla spaventata con quel suo ruggito o per il fatto che sapeva di averla fatta eccitare, in ogni caso sentì di nuovo la rabbia salire e prendere il posto dell’eccitazione. “Questo è il programma Buffy” le disse Angel con tono minaccioso “E lo rispetterai” le ordinò tornando ad occuparsi delle armi e considerando la questione conclusa, ma Buffy era di tutt’altro parere. La sua risata fredda e sarcastica lo fece voltare di nuovo verso di lei “Se la metti così allora puoi anche fare la muffa qui sotto ad aspettarmi lunedì. Io non ci sarò” gli disse prima di incamminarsi di nuovo verso l’uscita “Fossi in te ci ripenserei” “Non mi fai paura Angel. Puoi fare il lupo cattivo quanto vuoi, i tuoi ruggiti non mi faranno cambiare idea” gli disse fermandosi prima di salire il primo gradino della scalinata. Angel rise in pieno stile Angelus e scosse la testa “Lo so, ma dimentichi che ci sono molte altre cose che so di te e che potrei usare come...” fece una pausa in creca del termine più adatto “...incentivo” disse con un mezzo sorriso. Buffy corrugò la fronte confusa, se fino ad adesso aveva pensato di poter avere la meglio su di lui in quel momento si rese conto che Angel aveva secoli di esperienza nel convincere le persone a piegarsi al suo volere, senza contare che sapeva fin troppe cose sul suo conto per non usarle contro di lei in situazioni come quella.”Tipo?” chiese diventando sempre più sospettosa quando notò lo strano luccichio nei suoi occhi color cioccolato “Non lo so, stavo pensando a qualcosa tipo quello che è successo quando sei andata a quella festa dei Delta Zeta Kappa” suggerì fingendosi pensieroso e sorridendo apertamente quando vide la ragazza spalancare gli occhi incredula. Buffy arrossì leggermente al ricordo di quella lontana sera in cui entrambi si era lasciati andare arrivando a conoscere meglio se stessi e l’altro. Ricordava ancora l’imbarazzo che aveva provato durante il lungo tragitto dalla confraternita a casa, percorrendo le strade di Sunnydale con Angel al suo fianco aveva cercato di spiegargli cosa l’avesse spinta a comportarsi in quel modo. Da quando avevano fatto l’amore per la prima volta mesi prima, invece di sentirlo più vicino era come se il vampiro avesse avuto dei ripensamenti. Anche lei si rendeva conto che le cose erano sfuggite di mano ad entrambi, ma la sera in cui aveva distrutto ciò che restava del Maestro tutto ciò di cui aveva avuto bisogno era stato il suo conforto.
Quando la sera prima aveva trovato il coraggio di chiedergli di andare a prendere un caffè insieme era rimasta ferita e confusa dal suo aperto diniego, la proposta di Cordelia di andare alla festa della confraternita le era sembrata l’occasione giusta per dimenticarsi di Angel e andare avanti. Ovviamente un demone millenario si era imbucato alla sua festa e lei era stata costretta ad ucciderlo, senza contare che tutta quella storia l’aveva riportata di nuovo tra le braccia di Angel. Una volta giunti a casa Summers la ragazza aveva deciso di evitare altri giri di parole e di chiarire una volta per tutte la loro strana situazione. Camminando avanti e indietro nervosamente nella sua camera da letto si era rivolta al vampiro, che se ne stava seduto sul suo letto tranquillo e pensieroso allo stesso tempo. Gli aveva detto che lo voleva, lo desiderava più di ogni altra cosa al mondo, che non gli importava che fosse un vampiro e che non si era mai goduta così tanto il sesso quanto aveva fatto con lui quella notte di qualche mese prima. A quel punto Angel l’aveva afferrata e baciata facendo nascere in lei sensazioni mai provate, insieme si erano trascinati sul letto per abbandonarsi alla loro seconda notte di passione. Nel bel mezzo della notte, ormai esausti, erano rimasti abbracciati al buio a parlare ed era stato allora che Angel le aveva aperto il suo cuore spiegandole ciò che aveva provato all’idea che lei fosse andata ad una festa piena di ragazzi più grandi. Le aveva spiegato quello che aveva provato lui e, a malincuore, le aveva persino raccontato della rabbia che aveva provato la sua parte demoniaca. Sentendo il suo imbarazzo Buffy lo aveva sospinto a continuare rendendosi conto che, sebbene Angel l’aveva già perdonata per gli avvenimenti di quella sera, il demone in lui era ancora furioso. Nel corpo del vampiro era in pieno corso una lotta tra il bene e il male, una lotta interiore di cui Buffy sentiva parlare per la prima volta. Sapendo bene che in parte era colpa sua e sentendosi in colpa per questo, la ragazza gli aveva chiesto se c’era qualcosa che poteva fare per lui e, anche se Angel le aveva assicurato di stare bene e che non c’era bisogno che lei facesse nulla, qualcosa nei suoi occhi castani le aveva fatto capire che in realtà non era così. Dopo averlo pregato per quelle che le erano sembrate ore, nel buio della stanza Angel si era confidato ulteriormente con lei spigandole come funzionavano le cose tra vampiri quando succedeva qualcosa come ciò che lei aveva fatto quella sera. Sottomissione era la parola che aveva usato il vampiro, abbassando lo sguardo imbarazzato per la sua natura, ma Buffy gli aveva preso il viso tra le mani e costringendolo a guardarla gli aveva sussurrato “Farò qualsiasi cosa per te” Angel le aveva sfiorato le labbra con le proprie per poi sussurrare a sua volta “Voglio sottometterti...voglio sapere che sei mia...voglio...” aveva scosso la testa e Buffy lo aveva sospinto a continuare, non voleva che si fermasse proprio in quel momento in cui la loro relazione sembrava stesse facendo dei progressi importanti “Devo sculacciarti” aveva ammesso infine Angel con voce talmente bassa che se Buffy non si fosse trovata a pochi centimetri da lui non lo avrebbe sentito. Il vampiro aveva abbassato di nuovo lo sguardo imbarazzato per quella confessione, ma dopo qualche secondo di esitazione la cacciatrice gli aveva chiesto “Sono la tua ragazza?” lui aveva sollevato di scatto la testa per tornare a puntare gli occhi castani in quelli verdi di lei “Sempre” aveva sussurrato con un’espressione seria pronunciando quella parola che senza saperlo con il tempo avrebbe segnato altre tappe importanti della loro relazione. A quel punto Buffy non aveva esitato oltre, aveva afferrato la sua mano sinistra, fredda e dura come il marmo, portandosela sul fondoschiena e stringendosi di più a lui aveva sussurrato “Fallo” Senza rendersene conto il desiderio era tornato a scorrerle nelle vene, gli occhi di Angel erano un misto tra il castano dell’anima e il giallo del demone e quando la sua mano le aveva colpito per la prima volta il fondoschiena nudo, Buffy si era lasciata sfuggire un gemito “Sshh” le aveva detto lui con il suo solito mezzo sorriso “Tua sorella e tua madre possono sentirci” le aveva ricordato, mentre con movimenti gentili l’aveva fatta sdraiare sulla pancia tornando ad accarezzarle sensualmente il fondoschiena prima di colpirlo per la seconda volta usando un po’ più di forza. Buffy si era trattenuta dal gemere troppo forte per tutto il tempo che lui si era preso per acquietare il demone che aveva dentro di sé, gli aveva lasciato il completo controllo della situazione rischiando di diventare pazza per l’eccitazione ogni volta che lui aveva alternato una sculacciata ad una carezza alla sua femminilità. Dopo quelle che le erano sembrate ore di piacevoli torture, Angel si era spinto dentro di lei afferrandole i fianchi e tenendola ferma continuando a sussurrare “Mia” ancora e ancora. Infine si era riversato in lei continuando a spingersi dentro il suo corpo con forza e segnando in quel modo l’inizio di quella che era stata la loro relazione in quegli ultimi 3 anni.
Adesso Buffy non riusciva a credere che Angel potesse prendere gli eventi di quella sera e usarli contro di lei in quella situazione. Sapeva bene che ciò a cui si stava riferendo non era la stupenda notte di sesso che aveva sperimentato, ma bensì alla punizione che aveva avuto luogo quella notte, la sua punizione. Il solo pensiero fece venire i brividi a Buffy. Quella sera nella sua stanza gli aveva permesso di sculacciarla perché dentro di sé aveva sempre saputo che Angel non le avrebbe mai fatto del male, ma adesso era certa che l’unica cosa che avrebbe ricavato da una situazione del genere sarebbe stato dolore, anche se minimo, ma soprattutto umiliazione. Non ci sarebbe stato desiderio e non ci sarebbero stati gemiti di piacere, solo lei rossa per l’imbarazzo e arrabbiatissima e la mano di lui che si scontrava ripetutamente sulla sua pelle. Di certo avrebbe fatto tutto in suo potere per evitare di finire con il sedere in aria pronto ad essere sculacciato da quello che era il suo ex, ma conosceva Angel fin troppo bene da sapere che in un modo o nell’altro quella era la posizione in cui si sarebbe ritrovata se mai si fosse rifiutata di partecipare agli allenamenti o se mai fosse arrivata in ritardo anche solo di un minuto. “Non lo faresti mai” disse infine in un sussurro, anche se neanche lei credeva alle sue stesse parole “Sta a te decidere. Gli allenamenti cominciano lunedì, se ti presenti in orario a quella sessione e a tutte le altre non dovremo scoprire se sto bluffando” si voltò a guardarla con espressione seria “Ma Buffy mi conosci troppo bene per pensare anche lontanamente che non lo farei” Il silenzio che riempì la stanza era opprimente, la cacciatrice sentiva le lacrime pungerle gli occhi. Angel si trovava in quella casa da poche ore ed era già riuscito a rendere la sua vita ancora più schifosa di quanto non fosse già in quel particolare periodo. Prima la lasciava, poi se la faceva con Cordelia, poi si presentava a casa sua per essere il suo osservatore e adesso la minacciava usando concessioni che lei gli aveva fatto in passato solo perché era innamorata di lui. “Stai facendo tutto questo solo perché non ho risposto alla tua stupida domanda sui miei ex amici?” chiese ripensando a cosa avesse portato a questo improvviso cambiamento nel ragazzo. Quando gli aveva proposto quel tour del seminterrato le era sembrato gentile e intenzionato ad essere civile con lei, ma probabilmente era stata la sua risposta fredda a portare in superficie la sua rabbia. Angel sembrò pensarci su prima di rispondere “In parte, ma soprattutto lo sto facendo perché adesso sono io il tuo osservatore e se ti rifiuti di portarmi rispetto solo perché abbiamo avuto una relazione allora...” si voltò verso di lei posando sul tavolo l’ascia che aveva in mano “Diciamo solo che a mali estremi...” lasciò volutamente la frase in sospeso sapendo bene che la ragazza avrebbe intuito il resto. Buffy non resistette oltre e si fiondò su per le scale, questa volta senza voltarsi indietro, attraversò a passo svelto l’enorme villa Summers ansiosa di rifugiarsi nella sua stanza e dimenticarsi di tutto. Voleva dimenticare Sunnydale, Willow, Xander, Cordelia, ma soprattutto Angel.
Angel si lasciò cadere su una delle sedie poste intorno al grande tavolo di mogano prendendosi la testa tra le mani. Non riusciva neanche a credere a ciò che aveva appena fatto, ricattare Buffy in quel modo usando quella che poteva considerare l’esperienza più bella della sua vita e trasformandola in qualcosa da usare contro di lei. Solo ripensando a quella sera i pantaloni gli diventavano più stretti e al tempo stesso si sentiva ancora più in colpa per ciò che era successo poco prima. Quella notte Buffy era andata contro a tutto ciò che era la sua natura pur di aiutarlo a mettere fine al tormento interiore che era Angelus, ricordava ancora quanto era stato difficile per lui tenere a bada il demone in quella occasione. Dal momento in cui era venuto a sapere che quegli stupidi ragazzini tenevano Buffy prigioniera chissà dove nella loro confraternita, Angelus si era fatto sentire con un forte ruggito e anche quando la situazione si era risolta per il meglio il demone aveva continuato a ruggire all’interno della sua gabbia. Angel aveva cercato in tutti i modi di ignorarlo, ma neanche le lunghe ore trascorse a fare l’amore con Buffy avevano acquietato Angelus. L’anima riusciva a sentire il desiderio del demone di riprendere possesso di ciò che considerava suo, ciò che era diventato suo qualche mese prima in una delle ultime notti estive a Sunnydale. Passare tutta l’estate lontano dalla cacciatrice era stato un tormento per Angel, ma anche per il suo alter ego, e quando si era ritrovato nella sua camera con Buffy mezza nuda di fronte a sé e desiderosa di essere definitivamente sua, né l’anima né il demone avevano opposto molta resistenza.
Dopo aver distrutto definitivamente le ossa del Maestro e aver pianto tra le sue braccia per quelle che le erano sembrate ore, lui l’aveva accompagnata a casa e una volta lì avevano passato il resto della notte a parlare di quello che era successo e dell’estate appena trascorsa. Ben presto, però, le parole avevano lasciato il posto ai baci e alle carezze e, senza che nessuno dei due se ne rendesse conto, si erano ritrovati avvinghiati sul letto semi svestiti e in preda al desiderio. Non appena aveva riacquistato un po’ di autocontrollo Angel era stato restio a proseguire e anche se Buffy gli aveva assicurato che era quello che voleva, lui aveva scosso la testa e si era allontanato dal suo corpo caldo e invitante. “Non penso che questo sia il momento migliore per prendere questa decisione Buffy” le aveva detto continuando a scuotere la testa “Che vuoi dire?” gli aveva chiesto la ragazza mettendosi anche lei seduta e richiudendo gli orli del pigiama per coprirsi il seno scoperto “Dopo tutto quello che è successo questa sera...forse credi di essere pronta, ma...” “Angel” lo aveva interrotto lei posando una mano sulla sua coscia e rendendo tutto ancora più difficile per lui “Lo voglio davvero, io...” si era interrotta cercando le parole giuste per dirgli qualcosa di importante “Questa non sarebbe...cioè non è la mia prima volta” anche nel buio della stanza il vampiro era riuscito a vedere le guance della cacciatrice diventare sempre più rosse per l’imbarazzo di ciò che gli stava confessando “Oh” si era limitato ad esclamare lui senza sapere come reagire a quella notizia “Sei...” anche la ragazza era sembrata confusa dalla sua espressione perplessa “...arrabbiato?” “No, Buffy, no” si era affrettato a tranquillizzarla “Certo che no, solo che non me l’aspettavo, tutto qui” le aveva risposto prendendole le mani e sorridendole “Sei così giovane che pensavo...” lei aveva riso imbarazzata “Lo so” si era limitata a commentare per poi riprendere a baciarlo con passione, gli aveva accarezzato le spalle nude e il petto liscio fino ad arrivare alla cintura dei pantaloni, ma lui l’aveva fermata prima di poter andare oltre e perdere completamente il controllo della situazione “Buffy, anche se non è la tua prima volta, non credo comunque che sia una buona idea” “Perché?” si era lamentata lei tirandosi indietro come se si fosse scottata “Hai appena subito un trauma per via del Maestro. Per te questa estate è stata...” “Orribile” gli aveva confessato a quel punto la ragazza “E non solo per quello che è successo” aveva sospirato e si era sporta di nuovo verso di lui accarezzandogli il volto “Angel, ho passato l’estate a fingere che non ci fosse nulla tra di noi. Invece, eccomi di nuovo qui” aveva detto con un dolce sorriso “Non voglio più fingere” aveva sussurrato riprendendo a slacciargli la cintura, ma questa volta con gesti più titubanti come se temesse un altro rifiuto. Angel, però, non aveva più alcuna intenzione di respingerla o di cercare di farla ragionare, le parole pronunciate dalla ragazza non potevano essere più vere. Neanche lui aveva voluto fingere ulteriormente. L’aveva spinta contro i cuscini e aveva lasciato che fossero il desiderio e l’amore che provava per lei a guidarlo. Ovviamente più tardi, quando la passione di entrambi si era ormai spenta, avevano parlato sul serio ed era in quel modo che Angel aveva scoperto dell’esistenza del suo amico Josh.
Tutto ciò non gli aveva evitato di provare una fitta di gelosia quando, prima nel garage della villa, aveva sentito il signor Summers affermare che Buffy si trovava a casa di Josh. Avevano ripreso a vedersi? Lo avrebbero fatto presto? Doveva preoccuparsi? Tutti quei dubbi erano scomparsi dalla sua mente quando l’aveva vista scendere dalla sua auto più bella che mai, ma adesso avevano ripreso a tormentarlo. Buffy si era comportata malissimo con i suoi amici di Sunnydale, ma con lui aveva cercato di essere civile, persino gentile, ma quando era stato lui a cercare di riallacciare i rapporti con lei chiedendole cosa l’avesse spinta a cambiare idea sulla Scooby Gang, la freddezza della ragazza lo aveva ferito più di quanto volesse ammettere. Di conseguenza aveva lasciato che la propria rabbia e, soprattutto, la parte demoniaca che ancora esisteva in lui prendesse il sopravvento e adesso si chiedeva se non avesse bruciato l’unica occasione che aveva per provare a riconquistarla. Se la ragazza aveva anche solo la minima intenzione di riprendere la sua vecchia relazione con Josh, Angel era certo che con il suo comportamento l’aveva spinta dritta dritta tra le braccia del ragazzo. Alzandosi dalla sedia e avviandosi anche lui verso le scale per lasciare il seminterrato, Angel non poté fare a meno di dare un pugno al sacco rosso facendolo dondolare con forza avanti e indietro. Senza rendersene conto si ritrovò impegnato a colpire il sacco ancora e ancora, sfogando la sua rabbia per come erano andate le cose. Si era ripromesso di comportarsi meglio che poteva, di vivere con Buffy in modo da riconquistare la sua fiducia per poi provare a farle capire quanto ancora l’amasse, ma adesso si rendeva conto che come al solito in presenza della ragazza non riusciva mai a ragionare razionalmente e che la sua impulsività prendeva sempre il sopravvento. Bloccando il sacco con entrambe le mani, Angel fece alcuni passi indietro per calmarsi, quello non era il modo giusto per risolvere le cose con Buffy. Ciò che gli serviva in quel momento era una doccia per lavare via il sudore e una bella sessione di riflessione al buio nella sua nuova camera per riuscire a trovare una soluzione ai suoi problemi con la cacciatrice.
so che in questa storia mi farai molto soffrire sono incavolata con angel posso???dico io proprio ora si doveva far prendere la mano??in fondo buffy aveva fatto il primo passo!!!ci sono rimasta male ....chissa' forse tra una lotta e l'altra le cose tra di loro si aggiusteranno!!!bellissima come sempre poi il lato buio di buffy mi affascina cosi' come il suo passato condiviso con angel !!!
grazie ancora per questa meravigliosa storia !!!
baci madda!!!
Angel in qst cap devo dire che mi ha lasciata un pò cosi....ricordava vagamente angelus....cmq tu per cambiare avvenimenti del passato vai proprio forte!sei bravissima continua cosi voglio vedere cosa combinano quei due!baci a presto
Con questo nuovo capitolo vi chiedo un mattimo per onorare tutte le vittime del terremoto de L'Aquila, capoluogo della mia amata regione, l'Abruzzo. Anche nella mia cittadina sul mare abbiamo sentito chiaramente la fortissima scossa delle 3:32 e anche quella di questa notte all'1:15.
Io sono stata molto fortunata e tutte le persone che conoscevo in quella città, ragazze che si trovavano lì per studiare, sono tornate a casa sane e salve anche se perdendo tutti i loro possedimenti, ma c'è chi non è stato così fortunato.
Buffy09
Capitolo 9
So baby, yes I know what I am and no I don’t give a damn and you’ll be lovin it
Somedays I’m a super bitch, up to my old tricks, but it won’t last forever
Next day I’m your super girl, out to save the world and it keeps gettin better.
“Christina Anguilera – Keeps gettin better”
Los Angeles – 26/02/2000
Esausta Cordelia entrò in quella che poteva considerarsi la sala giochi di casa Summers. Fin da quando si erano trasferiti lì qualche settimana prima, lei e il resto dei suoi amici avevano preso l’abitudine di trascorrere un paio d’ore insieme nella sala giochi alla fine di una lunga giornata di impegni. Willow e Oz solitamente erano i primi a rientrare a casa dopo le loro lezioni all’università, seguiti da Xander che era riuscito a trovare lavoro come operaio grazie all’aiuto di Hank, che aveva rappresentato un capo cantiere in una causa legale qualche tempo prima e che aveva pensato bene di presentargli il ragazzo facendogli ottenere subito un posto di lavoro, dato che l’uomo gli era immensamente riconoscente per averlo difeso gratuitamente e per avergli fatto vincere la causa. Cordelia, invece, era l’ultima a tornare a casa dato che ancora non era riuscita a trovare un lavoro che facesse per lei. Per il momento continuava a lavorare come commessa in una boutique, ma nel tempo libero non aveva smesso di impegnarsi per coronare il suo sogno di diventare famosa. Durante quel breve periodo di permanenza in casa Summers aveva stretto una strana amicizia con Joyce, la quale si era subito interessata al suo desiderio di entrare nel mondo dello spettacolo, dato che un tempo anche la donna aveva avuto lo stesso sogno, e da allora l’aiutava continuamente dandole consigli e indirizzandola nella direzione giusta. Nonostante tutto, però, ancora non era riuscita nel suo intento di diventare famosa e continuava ad essere una semplice commessa, quindi ogni sera tornava a casa sfinita dopo aver accontentato i desideri di tutte quelle ricche donne di Los Angeles che cercavano vestiti incredibili per serate ancora più incredibili con persone che contavano davvero. Praticamente ogni giorno le veniva sbattuta in faccia la cruda realtà e le veniva ricordato che il futuro prospero che sognava fin da bambina si era trasformato in un incubo. Lasciandosi cadere su una delle larghe poltrone di pelle calciò via le eleganti scarpe con il tacco e con un cenno del capo salutò Willow che era impegnata in una partita a biliardo con Xander, mentre Oz si divertiva a giocare a GuitarHero. Non appena il sangue tornò a circolare nei suoi piedi esausti, Cordelia si alzò nuovamente per andare a prendere qualcosa da bere. Incamminandosi verso la porta di legno bianca che portava direttamente in cucina chiese a coloro che ormai considerava suoi amici se volevano qualcosa anche loro, poi entrò nella spaziosa cucina. L’enorme frigo era pieno di ogni bevanda possibile, ma soprattutto c’erano molte Red Bull bibita preferita di Dawn e, da un po’ di tempo, anche di Cordelia. Aprendo la lattina con cautela, l’ex cheerleader della Sunnydale High decise di uscire sul balconcino della cucina e godersi la calda brezza pomeridiana prima che questa lasciasse il posto al freddo della notte californiana. “Fai piano Keyla” sentì qualcuno urlare per poi rendersi conto che si trattava di Buffy, che proprio in quel momento stava scendendo le scale esterne che portavano in soffitta rincorrendo una bambina che all’incirca dimostrava 4 o 5 anni. “Papà” urlò la piccola raggiungendo l’ultimo scalino della scalinata e gettandosi tra le braccia di un ragazzo. Cordelia lo guardò a bocca aperta, non aveva mai visto nessuno di più bello. Dimostrava più o meno la sua stessa età, aveva capelli biondo scuro lunghi quasi fino alle spalle e lisci, gli occhi verdi si notavano anche a distanza di chilometri per quanto erano accesi, le spalle enormi e le braccia muscolose si notavano persino sotto la felpa e i jeans gli avvolgevano i fianchi talmente in basso che Cordelia restò a guardarli sperando che da un momento all’altro gli scivolassero lungo le cosce per lasciarlo in boxer proprio davanti a lei. “Keyla, lo sai che non mi piace che corri giù per quelle scale. Quante volte devo dirtelo” la rimproverò con quella voce bassa e sexy “Scusa” rispose la bimba dai capelli biondi come il sole. A quel punto Buffy raggiunse la strana coppia formata da quel dono di Dio e dalla bambina e li superò per avviarsi verso la Crysler grigia parcheggiata nel vialetto, aprì la portiera sul retro e gettò sui sedili uno zainetto rosa, mentre il ragazzo con in braccio colei che sembrava essere sua figlia seguiva la cacciatrice fino all’auto “Oggi ha fatto la brava?” chiese alla ragazza, ma prima che questa potesse rispondere la bambina lo fece al posto suo “Io faccio sempre la brava, vero ma’?” Buffy le sorrise e prendendola dalle braccia del ragazzo iniziò a posizionarla sul seggiolino posto sui sedili posteriori. Cordelia osservò il dono di Dio sistemarsi i jeans e dovette concentrarsi per non farsi sfuggire un gemito, lo guardò salutare la cacciatrice con un rapido bacio sulla guancia per poi posizionarsi al posto di guida “Ciao mamma” urlò la bambina salutando Buffy con la manina fuori dal finestrino. Cordelia fece un passo indietro spalancando gli occhi e coprendosi la bocca con la mano che non reggeva la lattina, continuando a guardare Buffy che ricambiava il saluto della piccola. Per evitare che l’altra ragazza la vedesse sul balconcino, Cordelia rientrò subito in cucina “Oh” esclamò spaventata quando si trovò davanti Joyce con un’espressione truce “Buffy!” urlò subito la donna oltrepassando Cordelia e sporgendosi sulla ringhiera del balconcino “Vieni in cucina. Adesso!” Notando l’atmosfera tesa l’ex cheerleader decise di tornare dai suoi amici e risparmiarsi una lite tra madre e figlia, ma invece di usare la porta che conduceva in sala giochi usò quella che portava in sala da pranzo. Non voleva assistere alla lite di prima persona, ma di certo non si sarebbe lasciata sfuggire l’ennesima occasione di scoprire qualcosa di scandaloso sulla preziosa Buffy Summers. La sala giochi era troppo rumorosa per origliare una conversazione, ma la sala da pranzo era ancora vuota dato che la cena avrebbe avuto luogo solo tra un paio d’ore, quindi era la postazione perfetta.
Buffy si trascinò controvoglia fino in cucina trovandosi di fronte sua madre con le braccia incrociate al petto, le sopracciglia aggrottate e lo sguardo freddo. Non era niente che non aveva mai visto prima, anzi, sapeva anche per quale motivo sua madre fosse tanto arrabbiata, ma avevano avuto quella discussione infinite volte e il risultato era sempre stato lo stesso. Inconcludente. Le due Summers, in effetti, avevano spesso opinioni divergenti, ma in modo particolare quando si trattava di questo caso. “Quante volte ancora dobbiamo affrontare questo argomento Buffy?” le chiese sua madre con voce dura “Immagino all’infinito” sospirò la ragazza poggiandosi contro un ripiano della cucina e preparandosi alla solita ramanzina “Non solo sei andata a cacciarti in questa situazione, ma non fai neanche qualcosa per cercare di uscirne” iniziò a dire Joyce avvicinandosi alla figlia con fare minaccioso “La famiglia di Josh può anche aver scelto di essere presa in giro da tutti decidendo di tenere con sé quella bambina, ma tu non ti farai trascinare in questa storia” “So io come gestire le cose, ok?” rispose Buffy “Lo vedo!” urlò Joyce “L’hai gestita talmente bene che dal momento in cui quella bambina ha iniziato a parlare ti ha chiamato mamma! Non deve farlo, non puoi permettere che la gente la senta chiamarti in quel modo...” la ragazza non la lasciò finire, si allontanò dal ripiano contro cui si era poggiata fino a quel momento per avviarsi verso l’uscita, ma ben presto fu bloccata da sua madre, che le afferrò un braccio e la fece voltare “La prossima volta che sento che ti chiama mamma, giuro che farò di tutto affinché tu non la veda mai più” concluse lasciando il braccio della figlia, facendo un passo indietro e uscendo dalla cucina considerando la questione chiusa una volta per tutte. Buffy sospirò passandosi le mani tra i capelli, aveva avuto quella discussione con Joyce talmente tante volte che ormai rispondeva in automatico a tutto ciò che la donna le diceva sull’argomento. Sapeva che il fatto che Keyla la chiamasse mamma dava molto fastidio a Joyce, che temeva sempre i pettegolezzi della gente, ma in realtà quelli non erano mai stati un problema in questa particolare situazione. Tutti nel quartiere sapevano che Keyla era figlia di Emily Sharp che aveva lasciato Los Angeles subito dopo il parto, anzi la maggior parte dei loro ricchi vicini credevano che fosse una cosa positiva che la bambina avesse qualcuno da poter chiamare mamma. Buffy sapeva bene che il vero motivo per cui questo fatto dava fastidio a Joyce era che la donna non sopportava l’idea che una bambina che non aveva nessun legame genetico con lei la considerasse sua madre. Joyce Summers non riusciva a concepire che sua figlia potesse essere considerata una figura materna più di quanto lei lo fosse stata per Buffy. Scuotendo la testa e rassegnandosi all’idea che quella lite avrebbe avuto luogo ancora e ancora, nonostante i suoi buoni propositi e nonostante la minaccia di Joyce, Buffy si avviò su per le scale sperando di riuscire a raggiungere la sua stanza senza fare altri brutti incontri.
Cordelia si nascose dietro la pesante tenda della sala da pranzo non appena sentì i tacchi di Joyce avvicinarsi alla porta contro cui si era poggiata ad origliare l’intera conversazione. La donna iniziò a muoversi con gesti rapidi e rabbiosi per la stanza, iniziando ad apparecchiare il grande tavolo di legno per la cena, posando piatti e stoviglie senza notare mai la presenza di due piedi scalzi che facevano capolino da sotto le tende beige. Quando, finalmente, Joyce lasciò la stanza Cordelia sospirò sollevata per non essere stata scoperta e corse via dalla sala da pranzo cercando di non far cadere la sua lattina ancora piena di Red Bull. “Ragazzi” urlò non appena si trovò nuovamente tra le mura della sala giochi “Non avete idea di cosa ho appena scoperto” disse con un sorriso, sconcertata e al tempo stesso eccitata per la notizia che stava per dare ai suoi amici.
Il pesante sacco rosso dondolava da una parte all’altra spostandosi sotto i pugni rabbiosi di una cacciatrice fuori controllo. Questa fu la scena che Angel si trovò di fronte quando fece il suo ingresso nel seminterrato per il suo allenamento quotidiano con Buffy. Fin da quando l’aveva praticamente ricattata, la ragazza si era sempre presentata in orario a tutte le sessioni, ma mai una volta era arrivata nella loro palestra personale prima di lui. Mancava ancora mezzora all’inizio dell’allenamento vero e proprio, ma sembrava proprio che la cacciatrice avesse delle questioni da risolvere e se la stava prendendo con il sacco, invece che con il diretto interessato. “Tutto bene?” le chiese sapendo bene che anche se la ragazza aveva dei problemi lui era l’ultima persona a cui li avrebbe raccontati “Benissimo” rispose infatti l’altra senza smettere di colpire il sacco e senza neanche distogliere lo sguardo “Bene” commentò Angel “Bene, perché per un attimo ho pensato che il sacco ti avesse detto qualcosa di offensivo” disse cercando di essere sarcastico di fronte a quello che sapeva bene essere il solito sfogo della cacciatrice. Quando le cose le sfuggivano di mano, quando la vita diventava insopportabile per lei o quando aveva avuto una giornata pesante non c’era niente di meglio per Buffy Summers che una bella sessione di allenamento o una caccia proficua in giro per i cimiteri della città. La ragazza non rispose al suo tentativo di essere ironico, ma continuò imperterrita a colpire il sacco con rabbia “Abbassi troppo la spalla” le disse iniziando a togliersi la felpa e restando con indosso la solita canottiera bianca e i pantaloni della tuta grigi “Il sacco non sembra lamentarsi” ribatté lei enfatizzando ogni parola con un pugno, ma si bloccò immediatamente quando sentì le mani calde di lui sulle sue braccia scoperte “Al sacco non interessa, ma un vampiro noterebbe subito la spalla che si abbassa e capirebbe al volo la tua prossima mossa” le mostrò come doveva fare il movimento spostando il suo braccio con la mano “Tanto che ci siamo facciamo le cose come si deve” le sussurrò nell’orecchio prima di tirarsi indietro e lasciarla sfogare di nuovo sul sacco, ma questa volta senza abbassare la spalla. Annuendo la propria approvazione per la lezione imparata dalla sua cacciatrice, Angel decise che per la mezzora che ancora mancava all’addestramento vero e proprio poteva lasciare che la ragazza continuasse il suo sfogo, mentre lui sedeva al tavolo di mogano a preparare il materiale per la sessione di studio che avrebbero avuto il giorno successivo. Sfogliando libri e manuali, Angel lasciò che i minuti scorressero sull’orologio e non disse nulla neanche quando la mezzora era ormai passata e l’allenamento ancora non era iniziato. Soltanto dopo 45 minuti dal momento in cui era entrato nel seminterrato e l’aveva trovata così, Buffy indietreggiò fino alla parete e vi si lasciò scivolare contro fino a sedersi a terra con il fiatone e le mani che le pulsavano. A quel punto Angel abbandonò i suoi libri e si inginocchiò accanto a lei “Così rischi di farti male” le disse prendendole le mani e massaggiando le ossa doloranti, poi si alzò e andò a prendere la borsa con tutti i medicinali che teneva nell’armadietto. Tornando a mettersi accanto a Buffy tirò fuori una crema e delle bende bianche, dopo averle massaggiato le mani ancora per qualche minuto spalmandole la crema fresca sulla pelle calda e pulsante, le bendò entrambi gli arti “Tienile fino a domattina, per sicurezza” le suggerì iniziando a rimettere a posto i medicinali, mentre Buffy controllava le fasciature sempre mantenendo il silenzio. “Si può sapere cos’è successo di tanto grave al punto che quasi ti rompevi le ossa delle mani?” chiese con un sorriso comprensivo, mentre rimetteva nell’armadietto la borsa “Niente che ti riguardi” rispose fredda la ragazza senza neanche guardarlo, per poi poggiare una mano a terra per aiutare il suo corpo a rialzarsi. Prima che potesse anche solo provare a mettersi in piedi, però, una fitta partì dal suo arto dolorante e l’attraversò completamente. Angel corse subito al suo fianco, sollevando il suo corpo da terra per evitare che la mano della ragazza soffrisse sotto il suo peso più di quanto non avesse già fatto “Cos’è questo?” chiese all’improvviso dopo che lei lo aveva già spinto via una volta tornata in piedi “Niente” ribatté Buffy abbassandosi in fretta la maglietta. Angel, però, corrugò la fronte e la guardò negli occhi sapendo bene che stava mentendo e che aveva visto giusto. Quando l’aveva aiutata a rialzarsi aveva notato una benda anche sul suo fianco sinistro e preoccupato che quella rabbia che la ragazza provava l’avesse messa nei guai durante la caccia della sera prima disse “Ti sei fatta male” notando che la ragazza era reticente a mostrargli la ferita e chiedendosi per quale motivo non gli avesse detto niente non appena era successo. “Buffy, quando ti fai male a caccia devi venire da me...non puoi sempre fare tutto da sola” le disse cercando ancora una volta di sollevarle la maglietta per controllare l’entità del danno subito “Non è...sto bene” iniziò a balbettare la cacciatrice per poi spingerlo via. A quel punto Angel si prese un attimo per osservare meglio colei che fino a poco tempo prima era stata la sua ragazza, la conosceva fin troppo bene per non accorgersi che c’era qualcosa che gli stava tenendo nascosto. Perché non voleva fargli dare un’occhiata ad una semplice ferita? “Cosa c’è sotto la benda?” le chiese diventando più minaccioso e facendola indietreggiare nuovamente contro la parete posta alle sue spalle “Fammi vedere” la intimò afferrandole il braccio con cui la ragazza si stava tenendo il fianco con la benda “No, Angel, davvero non...” un urlo riempì la stanza quando l’ex vampiro afferrò Buffy costringendola a voltarsi e ben presto la ragazza si ritrovò schiacciata contro la parete con il corpo di Angel dietro di sé “Cosa c’è sotto la benda Buffy?” un sospetto si era fatto strada nella sua mente e non si sarebbe fermato fino a che non ne avesse avuto conferma. Un altro urlo, questa volta più acuto, tornò a riempire la stanza quando la sua mano la colpì con forza sul fondoschiena coperto da un paio di pantaloncini azzurri “Angel!” urlò Buffy cercando di girarsi e sfuggire dalla sua presa, ma anche usando la sua forza di cacciatrice la presa del ragazzo era troppo ferma “Lasciami subito! Non ho fatto niente...” un altro colpo sul fondoschiena la lasciò senza parole, ma quando Angel si lasciò trasportare fin troppo e strinse tra le dita la carne morbida che non toccava da mesi ormai, Buffy perse la pazienza “E’ un tatuaggio!” urlò riuscendo a voltarsi e ad allontanare quel corpo muscoloso da sé nel momento in cui Angel restò scioccato dalle sue parole e abbassò la guardia. “Un tatuaggio!” ruggì l’ex vampiro mentre i suoi occhi passavano dal castano scuro ad un castano chiaro tendente al giallo “Ti sei fatta un tatuaggio!” urlò sollevandole di nuovo la maglietta e strappando via la benda senza curarsi del dolore che le procurò e senza accorgersi che Buffy ormai aveva smesso di opporgli resistenza. La ragazza si limitò a sollevare leggermente le braccia per lasciarlo libero di ispezionare la pelle leggermente arrossata su cui faceva bella mostra un tatuaggio nuovo di zecca. Alcune settimane prima un amico di Josh lo aveva chiamato contentissimo per essere riuscito a coronare il suo sogno di aprire un negozio di tatuaggi. Il ragazzo amava l’arte e soprattutto quella che poteva esprimere sulla sua pelle e su quella degli altri, quindi aveva guadagnato i soldi necessari per poter dare il via a questa sua attività. Josh, sapendo che Buffy aveva sempre desiderato farsi un tatuaggio, le aveva detto se voleva andare con lui a dare un’occhiata al negozio. La cacciatrice aveva passato settimane intere a sfogliare gli album dell’artista che racchiudevano le sue opere migliori, a cercare immagini di tatuaggi su internet e a discuterne con Josh e con suo padre. In particolare Jimmy era diventato bianco come un cadavere quando sua figlia si era presentata a casa sua per dirgli allegramente che per lei era arrivato il momento di farsi un tatuaggio. La ragazza aveva iniziato a chiedergli il permesso fin da quando aveva compiuto 14 anni, ma Jimmy glielo aveva sempre proibito pensando che fosse troppo giovane, ma quando Buffy aveva raggiunto i 16 anni le liti sulla questione tatuaggio si erano fatte più insistenti e Jimmy, pur di non litigare più con sua figlia per una cosa tanto banale, lui stesso aveva centinaia di tatuaggi superstiti del suo periodo da rapper, le aveva promesso che poteva farsene uno quando avrebbe raggiunto la maggiore età. Buffy, da parte sua, aveva resistito a quella sua piccola tentazione fin troppo a lungo, più di un mese prima, infatti, aveva ormai compiuto 19 anni e, tecnicamente, era in ritardo di un anno. Quindi dopo aver scelto il tatuaggio perfetto per lei, qualche giorno prima si era recata al negozio dell’amico di Josh e dopo mezzora sul suo fianco sinistro c’era un bel simbolo giapponese fatto con l’inchiostro nero. “Che cos’è?” le chiese con rabbia Angel passando le dita sulla pelle arrossata e facendo tremare Buffy per quel tocco che la eccitava e spaventava allo stesso tempo “Cinese?” chiese tornando a guardarla negli occhi, posando le mani sui suoi fianchi scoperti e stringendo con forza “Giapponese” rispose lei con un sussurro cercando di allontanarlo da sé prima che il suo corpo la tradisse in qualche modo. Quel continuo contatto con Angel durante gli allenamenti la distruggeva, una parte di lei lo desiderava con tutta se stessa, ma un’altra parte lo odiava profondamente per ciò che le aveva fatto e per ciò che le faceva provare. “Che significa?” le chiese continuando a farla domande, ma Buffy ne aveva abbastanza di giocare a quel gioco con lui “Non sono affari tuoi” gli disse spingendolo via. Non aveva nessuna intenzione di spiegargli il significato del suo tatuaggio, perché farlo avrebbe significato parlare della loro precaria situazione. Aveva passato una settimana a chiedersi se fosse meglio farsi tatuare un’immagine, per esempio un animale o un essere mitologico, oppure un simbolo che fosse tribale o appartenente a una lingua orientale. Alla fine aveva optato per quest’ultima opzione e, dopo aver guardato diversi simboli cinesi e giapponesi aveva scelto l’alfabeto Kanji. A quel punto era arrivata la parte più difficile, aveva trascorso l’ultima settimana prima del suo appuntamento con il tatuatore a scegliere la parola più adatta, voleva un termine che rappresentasse qualcosa per lei e che ricordasse qualcosa. Tra le sue prime opzioni c’erano parole giapponesi come Tamashi, Fukko e, in particolare, Tenshi, che rispettivamente significavano Anima, Rinascita e Angelo. Il simbolo della parola Anima le avrebbe ricordato di non perdere la sua, ma le avrebbe anche ricordato che una parte della sua anima ormai non le apparteneva più, ma era dello stupendo ragazzo moro che si trovava di fronte a lei. Il termine Rinascita, invece, era perfetto per lei, ma avrebbe significato qualcosa solo a distanza di alcuni anni, quando, finalmente, sarebbe stata in grado di lasciare quella casa e soprattutto lasciarsi alle spalle quella vita e farsene una nuova. Alla fine, quindi, lo aveva scartato dicendo a se stessa che avrebbe sempre potuto farsi un altro tatuaggio usando quella parola quando quel momento sarebbe arrivato. Poi si era trovata di fronte l’ultima parola sulla lista, Angelo, che le ricordava il passato e ovviamente aveva un significato molto importante per lei, ma Buffy si rendeva anche conto che se si fosse fatta un tatuaggio qualche mese prima non ci avrebbe pensato due volte prima di farsi tatuare il nome dell’uomo che pensava di amare per il resto della sua vita, ma le cose erano cambiate. Per fortuna a Sunnydale non le era mai venuto in mente di farsi un tatuaggio, altrimenti adesso si sarebbe ritrovata con il continuo ricordo di Angel sulla pelle. Scartando completamente quella parola aveva continuato a cercare altri termini più adatti e dopo ore finalmente aveva trovato ciò che faceva per lei. La parola Onshu significava Amore e Odio e sembrava rappresentare perfettamente la sua vita e le sue emozioni. Quando guardava il suo tatuaggio le veniva in mente l’amore che provava per le persone nella sua vita, come suo padre, Josh e Keyla, mentre l’odio le ricordava altre figure come quella di sua madre e, in quel periodo, anche dei suoi amici di Sunnydale. In particolare, però, le piaceva quel simbolo Kanji perché rappresentava alla perfezione ciò che provava per colui che per tre anni era stato il centro del suo universo, in un modo o nell’altro la parola Onshu era sinonimo di Angel e dunque, in un certo senso, aveva finito per tatuarsi il nome dell’uomo che amava sulla pelle come continuo ricordo di ciò che era stato. “Non sono affari miei?!” la voce tonante di Angel rimbombò per tutto il seminterrato “Ti sei fatta un tatuaggio e non sono affari miei?!” “Proprio così” ribatté Buffy sistemandosi la maglietta e lanciandogli un’occhiataccia “Non sono più la tua ragazza Angel” gli urlò in risposta, sapendo bene che in quel momento il ragazzo si stava comportando in maniera irrazionale. Quella frase sembrò riportare l’ex vampiro alla realtà, i suoi occhi tornarono ad essere del loro castano naturale e il borbottio continuo proveniente dal profondo della gola del ragazzo, che aveva iniziato a risuonare nel suo petto dal momento in cui le aveva strappato la benda, smise di farsi sentire. “Vuoi ancora allenarti?” gli suggerì, comprendendo fin troppo bene i sentimenti contrastanti che stava provando in quel momento e proponendo una cosa che potesse riportare le cose alla normalità. Infatti, nonostante il loro passato e tutte le questioni lasciate irrisolte, i due si erano calati con naturalezza nei loro ruoli di cacciatrice e osservatore, gli addestramenti andavano bene ed entrambi sfogavano le loro frustrazioni in quelle due ore senza proferire parola. Quel giorno, però, le cose erano sfuggite di mano ad entrambi e si erano addentrati in un territorio fin troppo conosciuto, quello della gelosia, dell’amore rabbioso e delle recriminazioni. “Si” rispose Angel scuotendo la testa e allontanando i pensieri di Josh che tracciava i contorni del tatuaggio della sua ragazza prima di fare l’amore con lei, mentre continuava ad osservare il simbolo giapponese tatuato sensualmente sul suo fianco “Alleniamoci” disse con rabbia mettendosi al centro della stanza e facendole cenno di prepararsi ad attaccare. Aveva fin troppa rabbia da smaltire e Buffy era più che pronta a rispondere con altrettanto impeto. Sarebbe stata una lunga sessione di allenamento per entrambi.
Quando Angel entrò nella sua stanza al secondo piano, dopo il suo duro allenamento con Buffy, tutto quello di cui sentiva il bisogno era una bella doccia, ma si trovò di fronte una strana scena.
Cordelia era sdraiata sul grande letto rosso della camera, al suo fianco era seduta Willow che giocava con le maniche della felpa di Oz, che a sua volta sedeva dietro alla sua ragazza, mentre Xander era inginocchiato ai piedi del letto con i gomiti piantati sul materasso. Insomma, senza che Angel se ne rendesse conto la sua era improvvisamente diventata la stanza per le riunioni della Scooby Gang.
“Riuscite a crederci” stava dicendo Cordelia ““Joyce si è preoccupata di sistemare Oz e Willow in stanze separate e di accoppiarli con uno di noi, ma con tutto il sesso che fa Buffy al piano di sopra poteva anche risparmiarselo” Tutti si voltarono verso la porta notando l’arrivo di Angel, che se ne stava immobile senza sapere come comportarsi. Era ovvio che stavano parlando della sua ex e lui non sapeva se rimanere o se andare altrove per non ascoltare quei discorsi. Cordelia decise per lui quando gli chiese “Ehi, Angel, tu sai chi è questo Josh?” a quel punto la curiosità ebbe la meglio e l’ex vampiro si abbandonò sulla sedia accanto alla scrivania, chiedendosi per quale motivo Cordelia e gli altri stavano parlando di Buffy, dato che ormai la vedevano di rado, ma soprattutto per quale motivo volevano sapere chi fosse Josh. Era successo qualcosa? Erano venuti a sapere che Buffy si era rimessa con il suo migliore amico? “Più o meno, perché?” rispose vago decidendo di tastare il terreno prima di lasciarsi trascinare in quella conversazione “Oggi l’ho visto nel vialetto, è venuto a riprendere una bambina e sembrava conoscere molto bene Buffy” disse Cordelia lanciando sguardi al resto del gruppo, che era ancora sconvolto e un po’ dubbioso su quello che aveva raccontato loro, ma per lei la situazione era più che chiara. La cacciatrice era rimasta incinta, aveva partorito per poi lasciare la bambina alle cure del padre e, infine, si era trasferita a Sunnydale dove nessuno sapeva che era una ragazza madre. “E’ sua figlia” rispose Angel osservando le facce stupite del gruppo “Allora è vero” commentò Willow con voce triste, non riuscendo a credere che colei che fino a poco tempo prima era stata la sua migliore amica le avesse tenuto nascosto una cosa simile “Si” continuò a dire Angel, senza rendersi conto che le sue parole erano state travisate “Si chiama Keyla e ha all’incirca 5 anni” “Quindi deve averla avuto all’incirca...” Cordelia si fece un rapido calcolo “A 14 anni?” chiese dubbiosa, rendendosi conto che i conti non tornavano bene come aveva sperato, se Buffy aveva davvero partorito a quell’età allora la gravidanza non era stata uno dei motivi che l’aveva spinta a Sunnydale, anzi, prima di trasferirsi la bambina aveva compiuto addirittura 2 anni. Quindi perché crescere sua figlia per due anni e poi abbandonarla con il padre per spostarsi sulla Bocca dell’Inferno? “No” disse Angel corrugando la fronte e interrompendo le riflessioni di Cordelia “Non penso che avesse 14 anni quando l’ha avuta, Josh è più grande di Buffy di alcuni anni. Doveva avere almeno 16 anni quando è nata Keyla” rispose Angel raggruppando le varie informazioni che aveva su Josh Collins “Si, ma io non sto parlando di Josh” ribatté Cordelia con un cenno della mano “Io sto parlando di Buffy” “Buffy?” chiese confuso Angel “Che vuoi dire?” prima che la bruna potesse rispondere, però, Willow prese la parola. Preferiva essere lei a trattare quell’argomento delicato con l’ex ragazzo della cacciatrice, se davvero Angel non sapeva che Keyla era anche figlia di Buffy, non poteva essere Cordelia a farglielo sapere. Sicuramente l’ex cheerleader avrebbe usato quella situazione a suo vantaggio, mettendo in cattiva luce Buffy e cercando di riavvicinarsi a Angel in un momento di debolezza. Willow non poteva permetterglielo, la prima volta aveva sbagliato a prendere le parti di Cordelia nel suo inutile tentativo di far innamorare Angel di lei, ma di certo non era tanto stupida al punto da commettere lo stesso errore due volte “Angel” iniziò a dire la rossa con tono comprensivo, capiva fin troppo bene la confusione che stava provando in quel momento “Cordelia oggi ha visto la bambina...Keyla...” disse incerta, ricordando a malapena il nome che Angel aveva usato riferendosi alla piccola “Era insieme a Buffy e continuava a chiamarla mamma” riuscì a dire infine osservando attentamente ogni minima reazione del ragazzo per capire cosa stesse provando “No” disse Angel sorridendo per poi tornare improvvisamente serio, quando notò che nessun’altro era divertito quanto lui da quella assurdità “Sei sicura?” chiese in un sussurro posando lo sguardo su colei che era stata la migliore amica di Buffy a Sunnydale “Lei non mi ha mai detto niente” si affrettò a chiarire Willow “Non ha detto niente a nessuno” specificò Xander con tono arrabbiato “Ma quando Cordelia ci ha raccontato quello che ha sentito, non so...” continuò a spiegare Willow per poi essere interrotta da Cordelia “Ci siamo fatti due conti e, in effetti, tutto torna” mentì la ragazza, continuando a chiedersi per quale motivo la cacciatrice aveva tenuto sua figlia per due interi anni prima di lasciarla a Los Angeles, ma senza cercare di chiarire questo suo dubbio insieme agli altri. “Tranne per una cosa” disse Oz, lasciando tutti di stucco quando si unì alla conversazione, di solito preferiva restare in silenzio e ascoltare, ma proprio per questo motivo era anche l’unico che notava cose che agli altri sfuggivano “Cosa?” chiese Angel, sperando davvero che il ragazzo avesse trovato un punto debole in tutta quella faccenda che, sinceramente, cominciava a sembrargli incredibile. “Buffy non era vergine prima di incontrare te?” chiese confuso guardando l’ex vampiro su cui adesso erano puntanti quattro paia di occhi in attesa di una risposta che potesse chiarire tutto. Angel non riuscì a proferire parola e abbassò lo sguardo sconfitto, mentre svaniva la speranza che potesse esserci stato un malinteso. “Oh mio Dio!” esclamò Cordelia spalancando gli occhi, mentre un sorrisetto gli compariva sul volto “Le bugie di quella ragazza sono infinite” disse scandalizzata, anche se una parte di lei non riusciva a credere alla propria fortuna. Quando Buffy Summers era arrivata alla Sunnydale High il primo desiderio di Cordelia Chase era stato di prendere quella ragazza con del potenziale e farne un’altra delle sue seguaci, ma dopo essere stata scartata per Willow Rosenberg il suo unico desiderio era stato di far capire a tutti a Sunnydale che Buffy Summers era una poco di buono. Questo suo piano, però, era presto andato in fumo quando la cacciatrice le aveva salvato più volte la vita e, nonostante il suo caratteraccio, neanche Cordelia poteva prendersela con qualcuno che salvava vite, se non in occasioni particolari, per esempio quando si trattava di un ragazzo come Angel. In quel momento, però, non aveva dovuto fare proprio niente, la Buffy Summers perfetta e generosa che tutti ricordavano si stava lentamente e inesorabilmente deteriorando davanti ai loro occhi. La cacciatrice si era scavata la fossa con le sue stesse mani.
Angel s’infilò nell’enorme box doccia e attese che l’acqua calda sciogliesse i suoi muscoli tesi, ma soprattutto sperando che portasse via con sé la marea di pensieri che gli affollavano la mente. Dopo aver passato diversi minuti nel silenzio più totale della sua camera insieme a tutto il gruppo di Sunnydale, Cordelia, che era stata la prima a riprendersi dallo choc, aveva iniziato a raccontare cos’era successo dopo che Buffy aveva accompagnato Keyla alla macchina del padre. Secondo ciò che l’ex reginetta della Sunnydale High aveva origliato, Joyce non era affatto contenta che Keyla chiamasse mamma sua figlia e da ciò era scaturita una lite che era sfociata nella minaccia della donna di non farle più vedere la bambina. Angel scosse la testa al pensiero, era ovvio, dunque, che Buffy gli era apparsa furente nella sessione di allenamento di poco prima. Se davvero Keyla era sua figlia e Joyce aveva minacciato di non farle più vedere la bambina, Buffy aveva tutto il diritto di essere arrabbiata e di passare 45 minuti a prendersela con un sacco piuttosto che con sua madre. Ovviamente, tutto questo non cambiava il fatto che la ragazza, non solo aveva mentito ai suoi amici, ma soprattutto aveva mentito a lui. Per quale motivo non si era fidata abbastanza al punto da tenergli nascosta una cosa simile? Eppure lui era a conoscenza di alcune informazioni che il resto del gruppo di Sunnydale non sapeva neanche che esistessero. Si sentiva in colpa per essere stata costretta a lasciare la bambina con suo padre? Si vergognava di essere rimasta incinta tanto giovane? Angel non sapeva più che pensare, ma poteva sentire chiaramente la rabbia crescere in lui, anche se non capiva esattamente per quale motivo fosse arrabbiato. Perché ha avuto un bambino che non è il tuo, gli avrebbe ricordato il demone con cui fino a poco tempo prima aveva condiviso il corpo, ma Angelus non era lì e l’anima non avrebbe mai ammesso di essere geloso del fatto che Keyla non fosse sua.
Allontanando quei pensieri pericolosi, Angel cercò di capire se la sua rabbia nei confronti della sua ex era solo irrazionale, e quindi legata ad un’idea astratta di famiglia che aveva immaginato fin troppo spesso durante i tre anni di relazione con Buffy, o se aveva davvero una base concreta. In effetti, si era trovato più volte ad essere furente con la ragazza in quel periodo di convivenza, ma la maggior parte delle volte aveva incolpato la tensione che si creava tra di loro, ma se non fosse stato solo per quel motivo? Se la sua rabbia fosse dovuta a qualcos’altro? Continuando a massaggiarsi le spalle tese sotto il getto caldo della doccia e grazie al silenzio che lo circondava, Angel riuscì a riflettere e a dare un senso alla confusione che aveva in testa, giungendo alla conclusione che l’unico problema, la cosa che lo faceva arrabbiare di più, era l’atteggiamento di Buffy. Da quando si erano lasciati la ragazza si era allontanata sempre di più da lui, com’era giusto che fosse, ma invece di diventare più civile con lui, diventava sempre più impertinente e arrabbiata. Ormai erano passati quasi 9 mesi da quando la loro relazione era terminata e le cose, invece di migliorare, peggioravano. Certo, lui con la minaccia di sculacciarla non aveva cero migliorato le cose, ma Buffy era abbastanza grande e matura da comprendere che i loro sentimenti e il loro rapporto cacciatrice/osservatore non avevano nulla a che fare l’uno con l’altro. Allora perché continuava ad essere scontrosa con lui? In realtà, se proprio doveva essere sincero, aveva più motivi lui di essere arrabbiato con lei che non viceversa. Uscendo dalla doccia con una nuova determinazione negli occhi, si avvolse l’asciugamano intorno alla vita e fece ritorno in camera, sperando che nel frattempo la gang si fosse trovata un altro luogo per le sue riunioni. A partire da domani avrebbe fatto capire a Buffy che era tempo di crescere, non poteva restare la solita ragazzina viziata che crede che tutto nella vita debba andare come vuole lei. Era rimasta incinta? E allora, c’è di peggio nella vita, pensò Angel ormai furioso. Le uscite serali, gli allenamenti scadenti, l’impertinenza, sarebbe finito tutto, da quel momento voleva avere a che fare con una Buffy seria e pronta a prendersi le sue responsabilità come donna e come cacciatrice.
mi unisco al tuo appello, in quanto condividiamo la stessa regione.
io abito nella provincia dell'aquila e fortunatamente ero a casa mia quindi ho solo sentito la scossa, senza danni, ma vedere la città in cui studio, le strade che conosco e provare l'angoscia per le persone che si conoscono lì è insopportabilmente doloroso.
il mio pensiero è per tutti coloro che purtroppo non ce l'hanno fatta e ora possiamo solo andare avanti, ricostruendo tutto.
ma xk angel deve credere a quella rakkia????'mamma miaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!e joice e insopportabile,xk nn si trova una casa di cura x stress di avanzata età???!!!!mah.....stupenda!continuaaaaaaaaaaaaaaaa
cara buffy 09 come te voglio rivolgere il mio pensiero a tutti quelli che in questo momento stanno attraversando un periodo difficile questa tragedia ha colpito tutti anche qui da noi a napoli si e' sentita la scossa....da cittadina italiana sono orgogliosa della solidarieta' mostrata da tutti gli italiani e da cristiana prego affinche' sia data la speranza e la forza a questa gente di ripartire con coraggio !!!ritornando alla storia detesto cordelia e joyce ,cord.si intromette nella vita di buffy e ha messo gli occhi su josh ...l'amico di buffy!!!joyce invece minaccia di portare via anche l'affetto che buffy ha verso la figlia di josh la sua cattivereria non ha limiti!!!sbavo al pensiero di angel in canottiera .....sempre dolce e disponibile verso la sua cacciatrice!!!mi dispiace che buffy e' ancora ostile verso angel ma dopo le ultime rivelazioni da parte della gang penso che ci saranno scintille tra questi due!!!
bacioni madda
Oggi dopo tanto sn riuscita a sedermi di nuovo davanti al pc un po' più tranquilla e senza la solita paura che un scossa potesse farmi saltare in piedi e correre verso la porta. In camera ho sempre pronto lo zaino con alcune delle mie cose e i primi giorni avevo il timore di tirare fuori il mio portatile e accenderlo per paura di essere costretta a lasciarlo dov'era in caso di una scossa improvvisa, ma oggi sn riuscita a rilassarmi abbastanza e scrivere una nuova parte. Spero vi piaccia.
Ecco un nuovo capitolo tutto per te Silvia ;) grazie per aver ascoltato i miai sfoghi in questi giorni di paura e sofferenza.
Capitolo 10
You're angry I know this, the world couldn't care less
You're lonely I fell this and you wish you were the best
No teachers or guidance and you always walk alone
You're crying at night when nobody else is home
Come over here and let me hold your hand and hug you, darling
I promise you that it won't always feel this bad
“Pink – Conversation with my 13 years old self”
Los Angeles – 27/02/2000
La radiosveglia si accese all’improvviso facendo risuonare per la stanza le note del nuovo singolo di Beyoncé e facendo sobbalzare Buffy nel suo ampio letto. La ragazza gemette nel dormiveglia, poi si rigirò tra le lenzuola fino a mettersi supina, aprì lentamente gli occhi e si ritrovò a fissare il soffitto cremisi senza alcuna voglia di alzarsi. Nella camera Beyocé continuava a cantare e Buffy ancora una volta era grata per il fatto che la sua stanza fosse stata insonorizzata ormai anni prima, in caso contrario sua madre si sarebbe presentata a bussare violentemente contro la porta ordinandole di abbassare il volume. Non poteva farci niente se crescendo con Jimmy aveva imparato ad ascoltare la musica ad un volume fin troppo alto e, di conseguenza, non riusciva a svegliarsi se le pareti non tremavano per i bassi della radio. Sollevando le mani sopra la testa si ricordò delle fasciature che ancora indossava e ricordò il suggerimento di Angel di lasciarle fino al mattino. Ormai era mattina, pensò Buffy, iniziando a liberare una mano alla volta dalle bende bianche, poi controllò la pelle, con le dita tastò le ossa e, infine, mosse entrambi gli arti con cautela per controllare che non ci fossero danni. Non sentendo alcun dolore sorrise, grata per le sue capacità di guarigione, poi stiracchiandosi allontanò le coperte prima di rischiare di riaddormentarsi, mentre Beyoncé cantava le sue ultime note lasciando il posto a Akon. Tutti i giorni faceva le stesse cose e Buffy iniziava davvero a risentirne non solo perché la sua vita stava diventando noiosa e prevedibile, ma anche perché la stanchezza cominciava a farsi sentire nonostante la sua energia di cacciatrice.
Quasi ogni giorno si alzava alle 6 solo per avere il tempo di preparasi e uscire di casa alle 7 in punto, sapendo bene che tutti dormivano ancora a quell’ora, ma se solo si arrischiava a fare leggermente più tardi di certo avrebbe trovato sua madre in cucina pronta a farle la predica per qualunque cosa. Una volta sgattaiolata fuori di casa si recava alla UCLA per seguire le lezioni, cercando per tutto il giorno di evitare Willow e Oz lungo i corridoi dell’edificio, per poi recarsi a casa di suo padre nel pomeriggio dove trascorreva le uniche ore di tranquillità della giornata insieme alle persone a cui teneva di più. Nel primo pomeriggio il suo amico Josh la raggiungeva alla villa Leyton per portarle Keyla, infatti da quando era tornata a Los Angeles Buffy aveva ripreso ad aiutare il ragazzo padre a prendersi cura della sua piccola peste di 5 anni. Josh aveva lavorato come agente immobiliare odiando profondamente il suo lavoro, anche se all’inizio ciò gli aveva permesso di passare molto tempo con sua figlia, in seguito il ragazzo aveva iniziato a cercare qualcosa che potesse renderlo più felice. Aveva fatto diversi colloqui per qualsiasi tipo di impiego, ma i pochi che andavano a buon fine avevano degli orari impossibili per un giovane con prole. Così Buffy aveva provato a dargli una mano, pur sapendo che il suo amico era molto orgoglioso e difficilmente avrebbe accettato il suo aiuto. Aveva parlato con alcuni conoscenti di suo padre ed era riuscito a fargli avere degli ingaggi come comparsa in alcuni video musicali. Al contrario di ogni aspettativa, Josh aveva accettato contentissimo e nel giro di un anno da comparsa era diventato il volto di una nota marca di jeans finendo per firmare un contratto come modello per una famosa agenzia. Il ragazzo sapeva che quello sarebbe stato solo un lavoro temporaneo, una volta passati i 30 anni di certo non avrebbe avuto più ingaggi come modello, ma forse quell’impiego poteva aprirgli altre porte oppure, nella peggiore delle ipotesi, sarebbe tornato a fare l’agente immobiliare. Nel frattempo si godeva quella piacevole parentesi della sua vita, l’unico lato negativo era che poteva stare una settimana senza lavoro e ritrovarsi con fin troppo lavoro la settimana successiva. Per questo motivo Keyla passava molto tempo con sua nonna, Megan, che solitamente teneva la bambina con sé mentre sbrigava le sue faccende quotidiane, ma da quando la piccola aveva saputo che la sua “Ma’” era tornata, piangeva sempre quando era costretta a passare la giornata con sua nonna. Notando la disperazione della donna, Buffy si era offerta di tenere lei Keyla, assicurando a Megan e Josh che non era affatto un problema. Così adesso teneva con sé la bambina fino all’ora di cena, quando la lasciava di nuovo a casa dei Collins e, controvoglia, si recava a casa sua per la cena con tutta la famiglia, compresa la gang di Sunnydale. Le prime settimane dopo il loro arrivo aveva fatto di tutto per evitare quelle ore angoscianti in cui doveva sedere al grande tavolo in sala da pranzo circondata da persone che odiava o che le avevano spezzato il cuore. Purtroppo sua madre si era accorta che le sue assenze non erano accidentali e aveva promesso di renderle la vita un inferno se non si trovava ogni giorno a quelle cene in orario, Buffy aveva avuto un dejà vu della sua conversazione con Angel nel seminterrato e sospirando aveva assicurato a sua madre che si sarebbe presentata. Ovviamente dopo la cena doveva anche subirsi Angel durante le 2 ore di allenamento giornaliere a cui la costringeva, senza contare che l’ex vampiro non solo non aveva cambiato idea sul programma che aveva fatto per lei, nonostante anche Giles aveva ammesso che era troppo, ma le aveva ordinato di andare a caccia ogni sera per almeno 3 ore. Solo dopo aver adempiuto a tutti i suoi doveri di cacciatrice, di cui credeva di essersi liberata quando aveva lasciato Sunnydale, Buffy si concedeva alcune ore di svago nel suo locale preferito con musica a tutto volume, una pista da ballo e un barista che aveva una cotta per lei e le faceva bere alcolici nonostante la sua età. Al contrario della maggior parte delle persone per cui la settimana si conclude il venerdì, quando comincia il weekend fatto di relax e divertimento, per Buffy il weekend era anche peggio degli altri giorni. Il sabato, infatti, non solo doveva comunque alzarsi presto, ma doveva tenere Keyla più a lungo degli altri giorni in quanto Megan era impegnata con il suo club del libro e con il club di cucina, che erano le due passioni della donna e neanche la nipote le impediva di andare a quelle riunioni. Perciò Josh portava Keyla a Buffy verso le 9 e la bambina, che comunque con lei era un angelo, restava seduta al tavolo di mogano del seminterrato intenta a colorare, mentre Buffy studiava la storia delle cacciatrici con Angel dalle 10 alle 12 seguendo il programma che il ragazzo aveva deciso senza di lei. Nel pomeriggio, finalmente, riusciva a riposarsi quando Keyla faceva il suo riposino, per poi riprendere a giocare con la piccola da quando si svegliava fino all’arrivo del padre verso le 18. A quel punto arrivava il momento che Buffy odiava di più, infatti, dopo l’ennesima orribile cena in famiglia, Joyce la costringeva a portare fuori il gruppo di Sunnydale. La donna sapeva bene che sua figlia non faceva altro che evitare tutti i suoi amici, ma di certo non le avrebbe lasciato campo libero dopo essere arrivata ad invitarli nella loro grande villa, quindi aveva trovato come pretesto il fatto che i ragazzi non conoscevano la città e le aveva imposto un’uscita serale il sabato e la domenica. Buffy si era armata di santa pazienza e aveva accontentato sua madre anche in quel piccolo capriccio, ricordando in continuazione a se stessa che nel giro di un paio di anni avrebbe lasciato per sempre quella casa. Caricando tutti nella Jeep di sua madre, Buffy li portava ogni sera in un locale diverso per poi abbandonarli a loro stessi non appena oltrepassata la porta, il gruppo sapeva che la cacciatrice li avrebbe radunati quando avrebbe deciso che era ora di rientrare, cosa che solitamente accadeva a poche ore dal loro arrivo. Poi, finalmente, arrivava l’ultimo giorno della settimana, la domenica, in cui Buffy aveva un po’ più tempo per sé dato che Josh non lavorava perciò Keyla passava la giornata intera con suo padre. Quindi da quando aveva iniziato le lezioni all’università Buffy aveva deciso di usare quelle poche ore di libertà per dedicarsi allo studio. Faceva una breve pausa per unirsi alla famiglia per il brunch settimanale nel giardino sul retro, altro rituale a cui sua madre la costringeva ad andare, per poi tornare in camera a studiare per il tempo che le restava prima dell’allenamento domenicale con Angel, quello dedicato alle armi speciali. Ogni volta ne usciva distrutta, non essendo ancora abituata alle armi e alle tecniche che Angel si aspettava che lei apprendesse nel giro di pochi mesi. Infine, dopo la solita cena, portava di nuovo fuori la gang fino alla mezzanotte per poi crollare sfinita sul letto sperando che prima o poi sarebbe cambiato qualcosa nella sua vita, ma quando la mattina dopo riapriva gli occhi era già lunedì e la sua settimana era ricominciata da capo.
Arrivando alla conclusione che tutto quel divagare sulla piega che aveva preso la sua vita le stava solo facendo fare tardi, Buffy riuscì finalmente a trovare la forza di alzarsi dal letto, s’infilò rapidamente sotto la doccia e ne uscì appena in tempo per sentire bussare contro la porta di metallo che conduceva alla scalinata esterna della soffitta. Aprendo sentì un corpicino che le si gettava addosso con un urlo acuto e la voce calda del suo migliore amico che la salutava “Ehi, scusa sono in anticipo?” chiese Josh lanciando uno sguardo sul suo orologio da polso notando che la sua amica era appena uscita dalla doccia, mentre solitamente era già vestita al loro arrivo “No” rispose Buffy sistemandosi meglio l’asciugamano intorno al corpo dopo aver rischiato di perderlo quando Keyla le si era gettata tra le braccia poco prima “E’ colpa mia, non mi sono alzata” disse scuotendo la testa e accarezzando i capelli della bambina, mentre il ragazzo la osservava corrugando la fronte “Buffy sei sicura che stai bene? Sei un po’…” non finì la frase, pensando a un termine meno offensivo di quello che aveva in mente “Uno schifo?” disse al posto suo la ragazza con un sorriso stanco. Josh annuì, mettendosi seduto sul letto ancora sfatto e facendo posizionare la figlia sulle sue ginocchia abbracciandola da dietro “Se non te la senti posso chiedere a mio padre di lasciar perdere gli straordinari per una volta” “Io non voglio stare con il nonno!” si lamentò prontamente Keyla voltandosi a guardare il padre “Lo so amore, ma non vedi che Buffy è stanca. Forse per oggi…” “Ma’?” chiamò la piccola puntando gli occhi sulla ragazza che si era infilata nella cabina armadio “No, Josh” rispose Buffy rientrando nella camera con indosso una vecchia felpa e con sotto solo gli slip “Sto bene, davvero” lo tranquillizzò riportando in bagno l’asciugamano che aveva usato poco prima e iniziando a cercare i pantaloni della tuta dappertutto nella stanza disordinata “La prossima settimana vedrò di non prendere nessun ingaggio, ti lascio riposare” le disse l’amico lasciando la presa su Keyla quando la piccola scese dalle sue ginocchia per avvicinarsi a Buffy “Ma’?” la chiamò di nuovo la bambina “Non mi vuoi con te?” chiese con le labbra imbronciate e la fronte corrugata “Ma certo amore, assolutamente. Non ascoltare il papà” le disse facendole l’occhiolino per poi lanciare un’occhiataccia al suo amico, ci mancava solo che le toccava rincuorare una bambina di 5 anni in lacrime “Farò la brava, prometto” le assicurò Keyla cercando ancora di convincerla a tenerla con sé “Lo so, tu fai sempre la brava con me” le sorrise Buffy spostando lo sguardo sulla poltrona accanto allo stereo dove erano poggiati i pantaloni che stava cercando. Dopo averli indossati si gettò di nuovo sul letto sfatto “A che ora hai il servizio fotografico?” chiese a Josh, sdraiandosi accanto a lui, mentre Keyla si posizionava tra di loro “A mezzogiorno, ma tra il traffico e il tempo che ci metteranno a prepararmi, devo andarmene tra un po’” “Lo sai che papà si trucca?” disse ridacchiando la bambina stringendo a sé il suo peluche preferito, un coccodrillo con maglietta da rapper rossa e bandana dello stesso colore che Buffy aveva vinto per la piccola grazie alle sue abilità di cacciatrice ad una fiera a cui i tre erano andati quell’estate. Josh finse di offendersi per quel commento della figlia e Keyla rise ancora più forte “Allora farai davvero la brava?” le chiese il ragazzo tornando serio e l’altra annuì “E tu riposati appena puoi” raccomandò alla sua amica “Appena posso” mormorò Buffy raggomitolandosi tra le lenzuola, iniziando a scivolare nuovamente nel sonno. “Ma’?” la chiamò Keyla “Shh, si è addormentata” le sussurrò suo padre “Lasciala riposare” disse stringendo a sé sua figlia e decidendo di rimanere ancora un po’ per concedere alla sua amica almeno un’altra mezzora di riposo.
Dopo quelli che a Buffy sembrarono solo pochi secondi, però, un tonfo contro la porta la fece sobbalzare svegliandola e facendola mettere sedere di scatto sul morbido letto “Cazzo!” esclamò per poi voltarsi subito verso Keyla che si era portata una mano alla bocca e aveva gli occhi spalancati e divertiti “Mamma ha detto una parolaccia” sghignazzò “Scusa” disse Buffy rivolta soprattutto al suo amico “Buffy!” si sentì urlare dall’altra parte della porta di legno “Arrivo” gridò la cacciatrice affrettandosi ad aprire ad un Angel molto arrabbiato “Sono le 10:10! Cos’è tutto a un tratto hai deciso di sfidarmi?” “No” rispose subito Buffy, l’ultima cosa che voleva era che l’ex vampiro mettesse in pratica le sue minacce e soprattutto non voleva ritrovarsi nella stessa posizione del giorno prima, quando avevano avuto quella discussione per il suo tatuaggio. Solo in quel momento Angel notò che non erano soli e posò lo sguardo su Josh e sua figlia “Questa mattina mi si è fatto un po’ più tardi del solito. Arrivo subito” gli disse sospingendolo di nuovo fuori dalla stanza “Sbrigati” le ordinò poco prima che la ragazza gli richiudesse la porta in faccia. Sbuffando Buffy si affrettò a indossare le sue Nike “Devo andare all’allenamento” abbracciò l’amico in segno di saluto “Andiamo Keyla, saluta papà” disse prendendo lo zainetto di Hello Kitty della bambina pieno di giochi e colori “Ci vediamo questo pomeriggio e mi raccomando fai la brava” Keyla salutò il genitore con un bacio sulla guancia per poi correre da Buffy, che aveva già aperto la porta della camera e l’aspettava con la mano tesa verso di lei. Josh le guardò scendere le scale corrugando la fronte, poi uscì dalla stanza usando la porta di metallo e si incamminò verso la sua Crysler parcheggiata nel vialetto. Buffy era sfinita e si vedeva benissimo, le occhiaie intorno agli occhi e l’eccessiva magrezza ne erano un chiaro segno. Prese il cellulare e chiamò il suo agente prima di mettere in moto l’auto, la cosa migliore che poteva fare in quel momento per Buffy era prendersi una settimana di riposo e lasciare che la sua amica facesse lo stesso. Questo suo gesto sicuramente sarebbe stato d’aiuto, ma se il suo ex ragazzo e attuale osservatore non si rendeva conto che la stava sfinendo allora sarebbe servito a poco.
Angel sollevò lo sguardo quando sentì la porta del seminterrato aprirsi, cercando di evitare di fare ulteriori commenti sul ritardo di quasi 15 minuti di colei che ormai era diventata la sua cacciatrice. Guardò la bambina dai capelli biondi che saltellava sugli scalini raggiungendo di corsa il tavolo di mogano “Ciao” lo salutò con il solito sorriso prima di strappare il suo zainetto di Hello Kitty dalle mani di Buffy che l’aveva appena raggiunta. Si sedette come al solito sulla sedia vicino al muro, tirò fuori i suoi colori disponendoli con cura e, senza dire altro, si mise a colorare il suo libro.
Qualche tempo prima Buffy aveva iniziato a presentarsi il sabato mattina con quella bambina “Suo padre lavora” si era limitata a dire aiutando Keyla a sistemarsi con i suoi giochi per poi inginocchiarsi accanto alla piccola “Fai la brava” le aveva sussurrato per poi voltarsi verso di lui pronta per la sua lezione sulla storia delle cacciatrici. Fino a quel momento non era stato un problema per Angel, ma quella mattina si soffermò a fissare la bambina corrugando la fronte, cercando nei suoi lineamenti qualcosa che gli ricordasse Buffy, ma tranne per il fatto che entrambe avevano i capelli biondi non riuscì a trovare nulla che indicasse una parentela. “Angel” lo richiamò la ragazza “Se non dobbiamo lavorare io ho altre cose da fare” “No, adesso cominciamo” rispose Angel freddo, prendendo posto il più lontano possibile dalla bambina e cercando di concentrarsi sul lavoro che doveva svolgere senza molto successo. Quella mattina non aveva proprio la forza di passare due ore a raccontare a Buffy la storia della cacciatrice del Senegal, quindi si limitò a passarle il volume, chiedendole di leggere da sola per una volta e massaggiandosi le tempie per evitare il mal di testa che stava per scoppiargli. Non aveva chiuso occhio per tutta la notte per pensare a tutto quello che aveva scoperto il pomeriggio prima e trovarsi di fronte la bambina a poche ore da quella rivelazione non lo aiutava di certo. Così, mentre Buffy era intenta nella sua lettura e a sospirare tra una pagina e l’altra per esprimere la sua noia, Angel non riuscì a distogliere lo sguardo da Keyla che, al contrario di sua madre, riusciva a starsene seduta composta a colorare con una concentrazione straordinaria “Di certo non ha ripreso da te” gli sfuggì e Buffy sollevò lo sguardo dal grande libro che stava fingendo di leggere “Come scusa?” “Niente” cercò di rimediare Angel “Stavo solo pensando che tu non riesci a stare seduta senza lamentarti, al contrario di una bambina di 5 anni” commentò freddo, soddisfatto con se stesso per aver trovato una risposta plausibile. Aveva intenzione di parlare con Buffy di ciò che aveva appena scoperto, ma non aveva alcuna intenzione di farlo di fronte alla bambina stessa e soprattutto non quando la rabbia era ancora troppa per poterla gestire. La ragazza sorrise poggiando lo sguardo su Keyla che ricambiò con una risatina “Lei sta colorando” commentò Buffy tornando a guardare Angel “Non vale, quello che sto facendo io non è così divertente” il ragazzo non aggiunse altro, ma puntò un dito sul volume e l’altra sospirando tornò alla sua lettura. Keyla, però, non tornò ai suoi colori, ma restò a fissare Angel dall’altra parte del tavolo, poi si alzò e andò a mettersi all’angolo tra i due adulti “Che cos’è?” chiese curiosa puntando la catasta di libri di fronte a sé “Libri di storia” rispose Buffy al posto del ragazzo, quando vide che l’altro era tanto intento ad essere spaventato dalla piccola per poterlo fare. Sollevando Keyla e facendola sedere sulle sue gambe, Buffy osservò Angel incuriosita dal suo atteggiamento. “Angel?” lo chiamò corrugando la fronte, mentre Keyla seduta sul suo grembo iniziava a sfogliare il grande libro che la sua Ma’ stava leggendo fino a poco prima. Quando l’altro non le rispose, ma restò a fissare la bambina come se fosse un demone, Buffy si sporse e gli toccò una mano solo per essere respinta con forza prima che lo sguardo freddo di Angel si posasse su di lei “Studia” le ruggì per poi alzarsi e scappare via dal seminterrato come se ci fosse stato un incendio.
Los Angeles – 28/02/2000
La porta sbattuta con violenza la fece sobbalzare, mentre il libro e i vari appunti di letteratura che stava studiando prima di addormentarsi le caddero a terra. Angel si fermò per un attimo preso alla sprovvista nel vedere Buffy con ancora il pigiama addosso e i capelli in disordine che cercava di raccogliere i vari fogli dal pavimento, il letto era ancora sfatto e la stanza in generale era un vero disastro. Guardandosi rapidamente intorno Angel notò vestiti e scarpe sparsi dappertutto, libri dell’università erano disposti disordinatamente su tutte le superfici piane, il bagno era pieno di asciugamani sparsi qua e là, mentre intorno al lavandino erano accatastati cosmetici e altri prodotti. Tornando a posare lo sguardo su Buffy dovette trovare la forza di non saltarle addosso quando notò che ciò che poco prima aveva considerato un pigiama, in realtà era solo una
t-shirt di un gruppo rock che le arrivava fino alle ginocchia e un paio di calzini a righe colorate. La ragazza si era alzata dal letto e stava balbettando qualche scusa per il suo enorme ritardo per l’allenamento domenicale, motivo principale per cui lui si trovava in quella stanza incredibilmente disordinata. “Lo so, sono tremendamente in ritardo” la sentì dire, mentre continuava a raccogliere fogli e vestiti “Mi sono addormentata” Angel continuò a non proferire parola troppo intento ad osservare incantato il bordo della maglietta di Buffy che si sollevava sempre di più ogni volta che la ragazza si abbassava per prendere qualcosa da terra, ma riscuotendosi da quel torpore le urlò contro “Sei in ritardo di mezzora!” L’aveva aspettata nel seminterrato per tutto quel tempo con una spada orientale tra le mani contando i minuti che passavano, poi aveva gettato via l’arma e si era fiondato in camera sua, ma trovarla mezza nuda sul letto con tutto quel disordine che la circondava lo aveva momentaneamente lasciato interdetto. Adesso, però, la rabbia tornava a farsi sentire, anzi, era persino aumentata nell’udire le sue deboli scuse “Lo so!” gli urlò di rimando Buffy smettendo di ripulire la stanza, rendendosi conto che probabilmente le ci sarebbe voluta una giornata intera per farlo e che spostare da un posto a un altro libri e maglioni non significava proprio mettere in ordine. “E’ solo che...” riprese a dire con voce sommessa sistemandosi il bordo della t-shirt che indossava e rendendosi conto solo in quel momento di essere seminuda “Non possiamo rimandare per oggi?” chiese sempre a bassa voce, temendo una sfuriata che non tardò ad arrivare “Rimandare?! Non solo sei in ritardo, ma adesso vuoi anche rimandare?! Cioè vorresti saltare completamente l’allenamento?” “Non mi sento molto bene oggi” ammise la ragazza prendendo un paio di pantaloni dalla sedia di pelle rossa e indossandoli sapendo che quella conversazione non sarebbe finita tanto presto e non avendo alcuna intenzione di litigare con Angel con indosso solo una t-shirt, le mutandine e un paio di calze colorate. Sedendosi sul bordo del letto si passò una mano tra i boccoli neri cercando di sistemarsi almeno i capelli “Non mi sembri malata” commentò Angel avvicinandosi alla porta “Ti aspetto di sotto, ti voglio vedere nel seminterrato con una spada in mano tra 10 minuti!” le intimò prima di sparire lungo la scalinata.
Buffy si lasciò cadere all’indietro sul letto cercando di far smettere la stanza di girare, quando si era alzata quella mattina aveva iniziato a girarle la testa e da quel momento era successo ogni volta che si era alzata in piedi dopo essere stata seduta. Si sentiva la testa pesante e tutte le ossa indolenzite, in quelle condizioni era certa che non sarebbe nemmeno riuscita a polverizzare un vampiro privo di sensi, figuriamoci tenere in mano una spada. Rassegnandosi all’idea che in un modo o nell’altro avrebbe dovuto almeno provarci, si alzò e senza neanche preoccuparsi di indossare qualcos’altro si avviò al piano di sotto.
Angel l’aspettava con una spada enorme tra le mani pronto a insegnarle qualche nuova tecnica antica e semplicemente inutile, creata appositamente per far soffrire generazioni intere di cacciatrici. Quando il ragazzo le tirò con abilità l’arma aspettandosi che lei la prendesse usando la giusta coordinazione tra occhio e braccio, attitudine di base di qualsiasi cacciatrice, Buffy mancò la presa e il metallo s’infilò nel legno del pavimento. Vide Angel che scuoteva la testa contrariato prima di iniziare ad annoiarla con la storia di quell’arma e del popolo che l’aveva forgiata, mentre lei si affrettava a riprendere la spada sfilandola da terra osservandone il design e testandone la pesantezza. Non appena la breve lezione di storia fu terminata Angel prese un’altra spada simile che fino ad allora era rimasta poggiata sul tavolo e si mise in posizione di difesa “Attaccami” la incitò e Buffy non se lo fece ripetere due volte, l’unico lato positivo di quegli allenamenti estenuanti era che aveva l’occasione di sfogarsi direttamente su una delle persone che ultimamente le rendevano la vita impossibile. All’inizio riuscì ad affondare alcuni colpi, ma sapeva che ci era riuscita solo perché sulle prime Angel si tratteneva sempre, dopo quella prima fase in cui la lasciava scaldare e testare l’arma contrattaccava con tutta l’abilità che aveva appreso nei suoi 200 e più anni di esperienza. Quel giorno, però, Buffy resistette ben poco al contrattacco e ben presto fu disarmata, la spada cadde nuovamente a terra. Angel spinse ancora una volta la spada in avanti verso il corpo ormai indifeso della ragazza per costringerla ad indietreggiare e ammettere la sconfitta, ma quella mattina i riflessi della cacciatrice non erano dei migliori. All’improvviso cadde a terra accanto alla spada e la lama la ferì all’avambraccio “Buffy” esclamò allarmato Angel gettando via la sua arma e inginocchiandosi accanto alla ragazza “Sto bene. E’ solo un taglio” disse lei controllandosi la ferita, mentre lui si affrettava a prendere la borsa dei medicinali per bendarle il braccio. Restarono nel silenzio più assoluto, mentre Angel sistemava la benda e osservava con attenzione la ragazza, che se ne stava seduta a terra con la testa bassa e i capelli che le coprivano il viso. “Bene” commentò Angel dopo aver riposto i medicinali “Abbiamo constatato che le armi orientali non fanno per te” disse bruscamente allontanandosi da lei per riporre la borsa e le spade, mentre Buffy restava ancora seduta a terra in silenzio “Continuiamo con il corpo a corpo” le disse togliendosi la felpa e le scarpe, dato che anche la ragazza era scalza e voleva una lotta ad armi pari. La cacciatrice sollevò la testa di scatto procurandosi una fitta alla testa e portandosi subito la mano alla tempia, non riusciva a credere alle sue orecchie. Nonostante avesse notato quanto non fosse in forma quel giorno, cadere sulla lama di una spada ne era un chiaro segno, Angel voleva lo stesso continuare l’allenamento. Tralasciando il suo ritardo, ormai si stavano allenando da quasi mezzora, quindi mancavano ancora due ore alla fine di quella sessione e Buffy era convinta che non sarebbe sopravvissuta a tutto quello sforzo. Aveva bisogno di riposare, non ricordava di essersi mai sentita tanto stanca in vita sua. “Angel...” iniziò a protestare, ma quella fu l’unica cosa che riuscì a dire prima di essere interrotta dall’altro “Alzati, non abbiamo ancora finito” le intimò con tono freddo, sembrava quasi che ce l’avesse con lei per chissà quale motivo. Buffy si rese conto che lamentarsi non l’avrebbe portata da nessuna parte, anzi più si attardava più c’era il rischio che il suo osservatore le facesse recuperare persino la mezzora di ritardo. Sospirando iniziò ad alzarsi e, com’era già successo infinite volte quel giorno, un capogiro la colse all’improvviso facendola rannicchiare di nuovo a terra. “Buffy!” urlò Angel correndo di nuovo al suo fianco “Ma che ti prende oggi?” le chiese duramente “Te l’ho detto! Non mi sento bene!” rispose lei esasperata “Che cos’hai?” le domandò il ragazzo, questa volta con un tono più calmo “Niente, ho solo bisogno di riposare un po’” rispose Buffy scrollandosi di dosso il ragazzo che ancora la teneva tra le braccia, ma Angel la guardò in volto corrugando la fronte “Buffy...” iniziò a dire notando il suo volto arrossato e sollevando una mano per posarla sulla sua guancia destra e poi sulla sua fronte “Tu scotti” “Cosa?” “Scotti. Hai la febbre” a quel punto fu Buffy a corrugare la fronte confusa “No, sono solo stanca” “Hai la febbre” ripeté Angel questa volta con tono preoccupato e pieno di rimorso. La ragazza gli aveva detto chiaramente che non si sentiva bene, ma lui l’aveva trascinata nel seminterrato, l’aveva attaccata con una spada e stava quasi per costringerla ad un corpo a corpo. Scuotendo la testa e incolpandosi per la propria stupidità non aspettò neanche che la ragazza cercasse di minimizzare il suo malore e la sollevò da terra “Angel! Mettimi giù” urlò la cacciatrice iniziando a ribellarsi, ma entrambi sapevano che sarebbe stato inutile, la febbre la indeboliva troppo. “So camminare” sbuffò Buffy, mentre l’altro continuava a portarla in braccio lungo tutte le scalinate e i corridoi di casa Summers “Potevi dirmelo che avevi la febbre” sbottò Angel con un misto di rimorso e seccatura, depositandola sul letto ancora sfatto una volta entrati nella grande soffitta che era la camera di lei “Ti ho detto che non mi sentivo bene” puntualizzò lei alzandosi dal materasso e iniziando a gettare a terra vestiti e libri che vi erano depositati. Certo, le cose non erano andare come aveva desiderato, era comunque stata costretta a scendere ad allenarsi, ma fortunatamente Angel si era reso conto che non stava bene e adesso aveva tutta l’intenzione di approfittare di quelle ore di libertà concesse per farsi una bella dormita. Al diavolo lo studio. Gettandosi di nuovo sul letto ormai esausta, si coprì con la trapunta nera e sistemò i comodi cuscini per prepararsi al suo meritato riposo. Angel, nel frattempo, iniziò a chiudere le tende nella stanza per evitare alla luce pomeridiana di disturbarle il sonno, poi si guardò intorno esasperato. Organizzando mentalmente il lavoro che doveva svolgere, decise di cominciare a raccogliere prima i vestiti da terra per poi passare al resto “Che stai facendo?” chiese con un lamento Buffy sollevando la testa dai cuscini. Dopo essersi infilata sotto le coperte e aver chiuso gli occhi si era inutilmente aspettata di sentire la porta della camera aprirsi e chiudersi, segnale che Angel aveva lasciato la stanza, ma non sentendo niente aveva riaperto gli occhi per trovare il ragazzo impegnato a fare le pulizie. “Riordino questo casino” sbottò l’ex vampiro, troppo abituato all’ordine per poter sopportare una vista del genere “Lascia stare, lo faccio io più tardi” “Tu pensa a riposare, più tardi l’unica cosa che dovrai fare è mangiare qualcosa e prendere la tua medicina” “Non...” “Ah!” la rimproverò Angel senza neanche lasciarla finire “Non voglio sentire una sola parola, farai come ti dico. Adesso dormi” le ordinò usando un tono duro e con un sospiro la ragazza tornò a chiudere gli occhi, probabilmente troppo esausta persino per litigare, mentre Angel riprendeva il suo operato cercando di non fare troppo rumore. Aprendo la porta scorrevole della cabina armadio, però, rimase ancora una volta senza parole, anche lì sembrava fosse appena passato un uragano. Sospirando lasciò a terra la pila di maglie che aveva appena preso e si mise a lavoro nella cabina armadio, sistemando cassetti e appendiabiti, mettendo al loro posto cinte, borse e scarpe. Scuotendo la testa si chiese cosa aveva portato Buffy a trasformare la sua camera in una zona devastata dalla furia di un tornado, ovviamente nessuno era più ordinato di lui, ma sapeva anche che la ragazza non era mai stata così disordinata. Tornando a prendere la pila di maglie che aveva lasciato davanti all’ingresso della cabina armadio, l’ex vampiro iniziò ad appendere maglioni e a ripiegare i top e le t-shirt. Rientrando nella camera dove Buffy ormai dormiva profondamente nella penombra, iniziò ad accatastare tutti i pantaloni per poi portare anche quel mucchio nella cabina armadio e appenderli uno dopo l’altro al loro posto, scuotendo nuovamente la testa nel notare che la maggior parte di quei capi d’abbigliamento erano di una taglia fin troppo piccola. Quando fece di nuovo ritorno nella stanza principale iniziò a sentirsi un pochino meglio nel notare che erano rimasti ben pochi vestiti sparsi qua e là, muovendosi silenzioso raccolse alcuni abiti che ricordava di averle visto addosso durante le loro uscite serali nel fine settimana. Solo quando si trovò a raccogliere da terra reggiseni e mutandine, si rese conto che probabilmente quella di riordinare la stanza della sua ex ragazza non era stata una buona idea. Cercando di reprimere l’istinto di infilarsi qualcosa in tasca per ricordo, rapidamente riportò gli abiti nella cabina armadio, ripose i reggiseni nell’apposito cassetto e gettò nella cesta dei panni sporchi le mutandine e le calzette sporche. Facendo alcuni respiri profondi per ritrovare il controllo, uscì dalla cabina armadio ormai impeccabile e si guardò intorno nella stanza per vedere cos’altro c’era da riordinare. Avvicinandosi all’enorme stereo nero vide cd ed lp sparsi ovunque sul mobile, ma sapeva che Buffy lo avrebbe ucciso se solo avesse toccato i suoi preziosi cimeli o se li avesse riposti nella sezione sbagliata “Avril Lavigne non è rock” gli aveva urlato esasperata una volta, quando per sbaglio si era lasciato trasportare in una conversazione sul mondo della musica. Sorridendo al ricordo della serata che avevano trascorso insieme ad ascoltare ogni tipo di musica, da quella classica a quella che secondo lui era solo rumore, Angel decise che in quel caso si sarebbe limitato solo a fare una pila ordinata di cd e di lp in attesa che Buffy si sentisse abbastanza bene per poterli mettere lei stessa al loro posto. Infine, raccolse in giro per la stanza i vari fogli, blocchi e libri che la ragazza aveva sparso ovunque, persino sul pavimento, e sedendosi sulla sedia di pelle rossa accanto allo stereo cercò di riunire gli appunti in base all’argomento sapendo benissimo di stare esagerando, ma senza poterci fare niente. Dopo aver passato più di mezzora a raggruppare gli appunti di storia contemporanea, quelli di letteratura inglese e quelli di psicologia, Angel li posò insieme con i rispettivi libri sul mobile dove aveva sistemato i cd e gli lp. Tornando a guardarsi intorno sorrise soddisfatto nel notare che, tranne alcune borse fuori posto che si affrettò a rimettere nella cabina armadio, la stanza era finalmente tornata ad essere pulita e ordinata. Adesso l’unica cosa che mancava da fare era far tornare al suo antico splendore il bagno, quindi sospirando per l’ennesima volta in poche ore si tirò su le maniche ed entrò nel grande bagno. I sanitari erano in buone condizioni, ma anche lì c’erano asciugamani sparse dappertutto, cosmetici, spazzole e prodotti per capelli disposti disordinatamente su ogni superficie piana. Portando le asciugamani nella cesta dei panni sporchi, ne prese di pulite in uno dei cassetti della cabina armadio dove le aveva notate poco prima e le riportò in bagno. A quel punto raccolse tutti i trucchi nel borsellino rosso che Buffy aveva lasciato accanto al lavandino, rimise le spazzole nel loro contenitore apposito e sistemò i vari prodotti per capelli sulla mensola sotto lo specchio. Afferrando una scatola ormai vuota notò con rammarico una tintura per capelli, non che non adorasse i boccoli neri della cacciatrice, ma lui avrebbe sempre immaginato la sua Buffy bionda e con gli occhi verdi. Gettando la tintura nel cestino vide che era strapieno, decidendo di occuparsi anche della spazzatura prese una nuova busta da mettere nel contenitore di alluminio e poi mise quella vecchia vicino alla porta per poterla portare via una volta finito di pulire. Voltandosi verso la vasca da bagno si scoraggiò ulteriormente quando vide che anche in quella zona del bagno regnava il caos più totale, l’accappatoio viola di Buffy pendeva su un bordo della grande vasca idromassaggio, varie creme per il corpo erano state lasciate disordinatamente sul piccolo mobiletto che si trovava nell’angolo della stanza e la pianta decorativa posta tra la vasca e la finestra era viva per miracolo. Dopo aver appeso l’accappatoio sul gancio dietro la porta del bagno e riordinato le varie creme, richiudendo quelle che erano state lasciate persino aperte, Angel si guardò intorno in cerca di qualcosa che potesse essere usato come brocca improvvisata in modo da poter annaffiare la piantina assetata. Non trovando nulla che facesse al caso suo, decise di guardare nel mobile sotto al lavandino, ma quando aprì uno dei due sportelli tutto il contenuto cadde a terra. Sospirando e chiedendosi come avesse fatto Buffy a vivere in mezzo a tutta quella confusione, il ragazzo iniziò a rimettere al loro posto prodotti per la pulizia del bagno, phon, arricciacapelli e persino la scatola dei tamponi. Solo in quel momento si rese conto che, sebbene in teoria stava facendo un favore alla cacciatrice riordinandole la stanza e il bagno, in pratica stava effettivamente invadendo la sua privacy. Accantonando quell’idea, dato che ormai aveva quasi finito di pulire e non poteva farci più niente, decise di controllare se anche gli altri mobiletti del bagno si trovassero nelle stesse condizioni disastrate. Quello che si trovava vicino alla vasca da bagno non era perfettamente in ordine, ma i vari shampoo e bagnoschiuma non gli caddero addosso quando aprì la vetrinetta. Adesso l’unica cosa che gli restava da controllare era l’armadietto dei medicinali, ma aveva quasi timore di aprirlo pensando che tutte quelle scatole e bottigliette gli sarebbero cadute addosso. Chiudendo gli occhi aprì entrambi gli sportellini di vetro aspettando di essere sommerso dalla valanga di medicinali mal riposti, ma non successe nulla. Ogni scatola era al proprio posto, ma la gioia di vedere almeno una piccola parte del bagno ancora in condizioni ottimali sparì immediatamente quando l’occhio gli cadde su una scatola blu “Ecco una cosa che non avrei mai voluto vedere” sussurrò sconsolato. Senza rendersene conto sollevò la mano per prendere la scatola di preservativi, sperando di trovarla ancora sigillata o almeno quasi piena, sperando che fossero vecchi e che quindi quella confezione risaliva a molto tempo prima, quando Buffy ancora doveva trasferirsi a Sunnydale, ma non era quello il caso. Certo, la scatola era quasi piena, ma di certo non era vecchia. Rimettendo i preservativi al loro posto con mani tremanti, Angel cercò di trovare un lato positivo in tutta quella faccenda, se davvero Buffy stava attualmente facendo sesso con qualcuno, almeno lo stava facendo in maniera responsabile. Chiudendo l’armadietto dei medicinali con più forza del necessario si voltò a dare un’ultima occhiata al bagno congratulandosi con se stesso per l’ottimo lavoro. Ogni superficie era sgombra, le asciugamani pulite facevano bella mostra ai loro posti e la stanza era tornata ad essere un luogo abitabile. In ogni caso, non avendo trovato nulla da poter usare come brocca, decise di mettere direttamente la piantina assetata sotto il rubinetto, fece uscire un filo d’acqua e poi soddisfatto la rimise al suo posto, infine, prendendo la busta della spazzatura si avviò verso la porta della camera per lasciare Buffy al suo sonno ristoratore, mentre lui si recava in cucina a prepararle la cena.
grazie per essere tornata!!capisco la tua paura!!Vedere i funerali ieri in tv mi ha provocato molto dolore,posso solo immaginare come vi sentiate la,e come abbiate timore che possa riaccadere da un momento all'altro....
Cmq per la fanfic è splendida cm al solito!spero che anchel capisca presto che keyla nn è la figli di buffy!nn vedo l'ora di leggere il seguito m sempre!=)a presto!
mi ha colpito molto il tuo commento mi dispiace tanto del momento tragico che stai vivendo ti sono vicina e se hai bisogno di fare due chiacchiere sono qui!!! la Pasqua e'giorno di Resurrezione: Auguri a te e a tutti voi che vi sentite stanchi ed affaticati, che il Cristo risorto prendendovi per mano possa farvi sentire tutta la forza del suo AMORE, possa colmare i vostri cuori di pace e donarvi la forza per proseguire il cammino sicuri che domani sarà migliore...ritornando al cap postato povera buffy che vita!!!angel la sta strapazzando moltooo!!mi ha colpito la scena dei due con keyla spero che questo malinteso si sciolga presto!!!ma buffy frequenta qualcuno??!!spero proprio di nooooo!!!
bacioni
Grazie come sempre a tutti per gli incoraggiamenti sia relativi alla ff sia all'attuale condizione dell'Abruzzo. Fortunatamente le cose sembrano andare meglio, nonostante un'ennesima scossa avvertita ieri sera dopo due giorni di tranquillità, ma a quanto pare niente riesce a fermare la mia mente malata, quindi ecco un nuovo capitolo ;)
Capitolo 10b
Joyce sedeva su uno degli sgabelli in cucina intenta a sfogliare un libro di ricette “Abbiamo gli spinaci?” chiese alla cuoca che attendeva pazientemente istruzioni per la cena di quella sera “No, signora” rispose con cautela, sperando che la donna non se la prendesse con lei per non aver comprato l’inimmaginabile al supermercato quando aveva fatto la spesa quella mattina “Oh, allora che tipo di verdure abbiamo?” chiese Joyce continuando a passare da una ricetta all’altra “Carciofi, zucchine e melanzane, signora” “Perfetto” ribatté la padrona di casa “Allora cerca una ricetta in questo libro da poter fare con queste verdure” le disse porgendole il libro “Mi raccomando, ceniamo tra un paio d’ore” “Certo, signora” rispose la cuoca, contenta di poter cercare da sola la ricetta più adatta e mettendosi subito all’opera. Joyce stava per lasciare la cucina quando vide Angel fare il suo ingresso “Salve” salutò cordiale l’ex vampiro “Angel” rispose la donna in segno di saluto per poi corrugare la fronte subito dopo non appena notò la busta che aveva in mano “C’è qualche problema?” “No, sto solo portando fuori la spazzatura” “Ci sono persone che lo fanno appositamente per te” gli ricordò la madre della cacciatrice continuando a non capire per quale motivo il ragazzo aveva sentito il bisogno di pulire in una casa dove c’era una donna delle pulizie pagata appositamente per svolgere quel compito “Ero in camera di Buffy...” “Ah, adesso capisco tutto” lo interruppe Joyce facendo un cenno alla cuoca che, a malincuore, prese la busta dalle mani del ragazzo per andare a buttarla nei secchi che si trovavano sul retro della casa “Vedi Angel” iniziò a spiegare Joyce “Già da prima che ci trasferissimo a Sunnydale, Buffy si è sempre rifiutata di lasciare che fosse una domestica a occuparsi della pulizia della sua stanza. Ha sempre detto che voleva pensarci lei, ma a quanto pare non è così” “No, Buffy è molto ordinata di solito” chiarì Angel, notando che Joyce sembrava piuttosto seccata per il fatto che era stato lui a portare fuori la spazzatura di Buffy, ovviamente la donna non sapeva che durante la sua lunga esistenza aveva fatto cose ben peggiori. “Ma oggi ha un po’ di febbre” la informò “Durante l’allenamento non si è sentita bene, così l’ho fatta mettere a letto e mentre lei dormiva ho dato una sistemata alla stanza” spiegò sollevando le spalle per indicare che era una cosa da nulla “Volevo prepararle qualcosa di leggero per la cena” continuò a dire facendo un cenno con la mano verso i fornelli “Non preoccuparti, ci penserà Julia” disse Joyce riferendosi alla cuoca, che proprio in quel momento fece ritorno in cucina e ricominciò a sfogliare il libro delle ricette “Perché non ti unisci agli altri? Credo che stiano guardando un film in sala” gli propose sospingendolo verso l’uscita “Ah, la ringrazio Joyce, ma preferirei portare qualcosa di caldo a Buffy” rispose l’altro allontanando il braccio dalla presa leggera, ma ferma della signora Summers. Come vampiro era sempre stato bravo a riconoscere una situazione pericolosa e anche adesso come mezzo demone si rendeva conto che la posizione in cui si trovava in quel momento non era da meno. La donna che aveva di fronte sembrava non avere alcuna intenzione di lasciarlo da solo in quella cucina, poteva distinguere nei suoi occhi la minaccia velata e la determinazione. Sapendo che non l’avrebbe avuta vinta senza che quella conversazione si trasformasse in una lite, Angel mostrò il sorriso più falso della storia “Forse un film non è una cattiva idea, in fondo Buffy sta ancora dormendo e...” si voltò verso la donna che stava raccogliendo in giro per la cucina i vari ingredienti per la ricetta che era finalmente riuscita a trovare “Julia può preparare qualcosa di leggero per lei” “Visto, sapevo che avresti fatto la cosa giusta” commentò contenta Joyce sospingendolo nuovamente a seguirla fuori dalla cucina “Credo stiano guardando uno dei classici” continuò a dire la donna cordialmente aprendo la porta della sala dove risuonavano le note di Colazione da Tiffany, film che persino Angel conosceva molto bene “Ah” esclamò estasiata Joyce “Uno dei miei preferiti” aggiunse spingendolo verso il comodo divano dove erano riuniti tutti gli altri ragazzi di Sunnydale, per poi lasciare in fretta la stanza contenta del suo operato.
Sospirando esasperato Angel restò poggiato contro la parete della grande sala per alcuni minuti, ignorando i cenni di Cordelia che gli chiedeva di sedersi accanto a lei, per poi uscire rapidamente dalla sala e tornare in cucina. Con il suo udito soprannaturale, uno dei pregi dell’essere un mezzo demone, riusciva a sentire i rapidi passi di Joyce al piano di sopra e con un po’ di fortuna sarebbe riuscito a preparare la cena per Buffy senza ulteriori interruzioni. Entrando nuovamente in cucina sorrise alla giovane cuoca “Salve” la salutò timidamente, probabilmente neanche la cuoca avrebbe accettato di buon grado l’invasione di campo, ma Angel era più che intenzionato a portare a termine la sua missione. Buffy non riusciva a sopportare le cene in casa Summers neanche quando era in buona salute, di certo non avrebbe accettato di scendere in sala per la cena e doveva mangiare per forza qualcosa per poter prendere la medicina. “Brodo e verdure cotte” si limitò a dire la donna che stava tagliando le zucchine sul tagliere “Come scusi?” chiese confuso Angel avvicinandosi ai fornelli “Sapevo che non si sarebbe arreso” spiegò Julia con un sorriso. Da quando gli amici della signorina Summers si erano trasferiti da loro si era ritrovata con il doppio del lavoro, ma non le dispiaceva in quanto amava cucinare e preferiva farlo in casa di privati piuttosto che in un ristorante. Era brava a cucinare, ma non lo era altrettanto sottopressione, quindi aveva abbandonato il suo posto al ristorante di pesce dove aveva lavorato per quasi 3 anni e aveva deciso di andare a lavorare per la famiglia Summers. All’inizio aveva detestato l’aria di superiorità della padrona di casa, ma ben presto aveva imparato a gestirla e, in alcuni casi, a sopportarla. L’unica cosa che non era riuscita a digerire nonostante il trascorrere del tempo era il modo in cui Joyce Summers monopolizzava la vita di coloro che la circondavano, proprio come era successo poco prima con lo stupendo ex ragazzo della figlia. Fortunatamente già da un po’ di tempo la cuoca aveva notato che Angel O’Connor non era molto incline a prendere ordini, quindi non appena la sua padrona aveva lasciato la cucina insieme all’altro, si era affrettata a preparare gli ingredienti per una cena leggera adatta ad una persona malata e aveva aspettato il ritorno del ragazzo. “Sto preparando un brodo caldo” spiegò Julia indicando una pentola sul gas acceso “In quel contenitore ci sono delle verdure già pulite e tagliate, basterà che le cucini con un po’ d’olio con una pentola antiaderente” “Perfetto, grazie” rispose Angel sorridendo alla giovane che sembrava averlo letto nel pensiero “Posso fare qualcosa per aiutarti?” “Se vuoi puoi prendere la pentola per le verdure in quell’armadietto” propose indicando un mobile con il coltello che aveva ancora in mano “Ma non sono autorizzata a chiedere aiuto, quindi non sentirti obbligato” chiarì, ma Angel stava già cercando il tegame giusto “Mi fa piacere aiutare e poi ero venuto in cucina proprio per preparare la cena” rispose iniziando a cucinare le verdure per Buffy, mentre la cuoca lo osservava incredula. Non riusciva a credere ai suoi occhi, non solo era un bel ragazzo, ma sapeva anche cucinare, purtroppo per la giovane, però, il suo cuore era già impegnato e persino un cieco poteva vedere chiaramente che, nonostante non stessero insieme al momento, quel ragazzo e la signorina Summers erano innamorati l’uno dell’altra. Ogni sera li vedeva seduti al grande tavolo in sala da pranzo e, anche da lontano, si osservavano a vicenda quando pensavano che l’altro non stesse guardando. Erano proprio una causa persa e Julia sperava proprio che presto avrebbero trovato il modo per tornare a stare insieme, com’era giusto che fosse. Finendo di tagliare l’ultima zucchina versò il tutto nella pentola che aveva preparato prima di cominciare a cucinare e mise tutto sotto il forno già acceso, poi controllò a che punto era il brodo per Buffy e, notando che era già pronto, lo versò in un piatto che poi posò su un vassoio per la colazione coprendolo con un altro piatto. “Altri 5 minuti e poi puoi aggiungere l’olio” disse ad Angel lanciando una rapida occhiata al tegame dentro il quale l’ex vampiro stava cucinando le verdure “Lei mangia con il resto della famiglia?” chiese all’improvviso la cuoca “No, preferirei mangiare di sopra con Buffy se è possibile” “Certo, ma la cena che sto preparando per gli altri ci metterà più tempo di quelle verdure” spiegò indicando la padella “Allora mangerò anch’io brodo e verdure” “Benissimo, preparo un piatto anche per lei” “Grazie” rispose sincero Angel tornando alla sua cucina. Aveva sempre adorato cucinare, ma fino a che non aveva conosciuto Buffy non aveva mai avuto occasione di mettere in pratica le sue abilità culinarie. Fin da piccolo, quando era stato ancora umano e ignaro dei mali del mondo aveva sempre passato il suo tempo in cucina o nella biblioteca di famiglia. Quando era diventato Angelus il demone in lui ovviamente aveva disprezzato quella sua passione umana e dopo aver ricevuto di nuovo la sua anima di certo non aveva mai sentito il bisogno di riprendere quella pratica, se non dopo aver conosciuto Buffy. Nel momento in cui la loro relazione era diventata stabile, Angel aveva iniziato a invitare la ragazza nel suo appartamento per offrirle un assaggio dei suoi piccoli esperimenti culinari, ma soltanto durante il periodo in cui aveva vissuto alla vecchia magione aveva iniziato a cucinare seriamente per la cacciatrice. Nel suo vecchio appartamento lo spazio angusto non gli aveva permesso molta libertà di movimento, senza contare che spesso non aveva l’occorrente giusto, ma nella magione di Crawford Street la cucina era immensa e Buffy era stata felice di potergli fare da cavia, mentre lui sperimentava tutto ciò che non aveva mai potuto fare durante la sua esistenza come umano e come vampiro. Un sorriso radioso comparve sul volto del ragazzo quando pensò all’ironia della sua situazione, era umano da mesi ormai e non aveva mai cucinato nemmeno per se stesso passando da un take away all’altro, cenando fuori, a casa di Giles o di Willow a Sunnydale e, da quando si era trasferito in quella casa ovviamente era stata Julia a cucinare al posto suo, ma era bastato un secondo, un attimo di debolezza della cacciatrice e subito si ritrovava tra i fornelli a cucinare per lei. Persino tutta la rabbia che aveva provato nei suoi confronti era sparita nel vederla tanto stanca e vulnerabile, anche se doveva ammettere che il risentimento che sentiva nei confronti di alcune questioni riguardanti la ragazza ancora regnava sovrano nel suo cuore. Non gli piaceva affatto il modo in cui lo trattava o come si rivolgeva a lui, non gli piaceva il modo in cui si stava comportando nei confronti dei suoi amici, non gli piaceva il fatto che si fosse fatta un tatuaggio, odiava l’idea che avesse avuto una figlia con un altro uomo. Allontanando quei pensieri negativi, che lo riportavano pericolosamente vicino alla rabbia che aveva provato fino a quel pomeriggio e che per il momento sembrava scomparsa, spense il gas e riversò le verdure nei due piatti preparati dalla cuoca. Con estrema cautela Angel sollevò il vassoio, ringraziò Julia per averlo aiutato e iniziò a salire le scale sperando di non far cadere niente durante il tragitto.
Quando finalmente riuscì ad entrare in camera di Buffy con i piatti ancora intatti sul vassoio di legno, trovò la ragazza ormai sveglia che parlava al cellulare “Lo so che me l’avevi detto” la sentì lamentarsi “Sono a letto adesso, contento” la vide roteare gli occhi e solo in quel momento la ragazza notò lui “Oh, è tornato il mio carceriere” la sentì dire a chiunque ci fosse all’altro capo del telefono e le lanciò un’occhiataccia a cui la ragazza rispose con un sorrisetto che scomparve non appena notò il vassoio che aveva tra le mani. Angel si avvicinò al letto e Buffy chiuse in fretta la comunicazione “Ci sentiamo più tardi, ok? Saluta Keyla” “Josh?” chiese una volta che la ragazza riattaccò “Si, cos’è?” disse lei cambiando rapidamente argomento e mettendosi seduta sul letto mentre Angel le posizionava il vassoio sulle gambe “Brodo e verdure” la informò vedendola storcere il naso, ma ignorandola e porgendole il cucchiaio “Mangia” le ordinò per poi prendere il proprio piatto dal vassoio e sedendosi sulla sedia accanto al letto iniziò a fare altrettanto “Hai mai pensato di fare carriera nell’esercito?” chiese la ragazza prendendo la posata e girando il brodo caldo nel piatto “Lì ci sono molte persone che sarebbero felicissime di ricevere ordini da te” con un sorriso Angel non le rispose, ma si limitò a indicarle nuovamente il piatto e la ragazza sospirando iniziò a mangiare “Come ti senti?” le chiese iniziando già a notare un lieve miglioramento in lei, le guance non erano più arrossate e gli occhi sembravano meno spenti rispetto a prima “Meglio, ma dubito che riuscirei a uccidere anche un solo vampiro” rispose l’altra con una smorfia, proprio non le piaceva sentirsi debole e vulnerabile “Finisci di mangiare e poi potrai prendere la medicina” ribatté Angel posando il proprio piatto ormai vuoto sul comodino per poi prendere quello di verdure e iniziare a divorare anche quello, mentre osservava accigliato il brodo di Buffy che la ragazza si limitava a rigirare nel piatto. Dopo quelle che ad entrambi sembrarono ore estenuanti di silenzio, Angel ripose i piatti ormai vuoti sul vassoio togliendolo dalle gambe della ragazza per riporlo su uno dei mobili. Voltandosi nuovamente verso Buffy le posò una mano sulla fronte allontanando con le dita le ciocche nere “Sto meglio” rispose l’altra godendosi il fresco del suo palmo sulla sua pelle ancora calda “Sembra di si, ma ti prendo lo stesso la medicina” rispose lui avviandosi verso l’armadietto dei medicinali che si trovava in bagno. “Ehi” iniziò a dire Buffy, mentre lui cercava una tachipirina “Grazie per aver ripulito la stanza, so che era un casino qui dentro” si guardò intorno con un sorriso, contenta che fosse stato qualcun altro a rimettere tutto al suo posto, il solo pensiero che, oltre a tutti gli altri suoi impegni, avrebbe dovuto trovare una mezza giornata per ripulire la stanza le aveva fatto venire i brividi per settimane. Non sentendo nessun commento di Angel provenire dal bagno, Buffy corrugò la fronte e si chiese cosa stesse facendo il ragazzo lì dentro. Quanto tempo ci voleva a prendere un semplice medicinale? Spalancò gli occhi quando improvvisamente si ricordò cosa c’era nell’armadietto dei medicinali “Angel!” urlò alzandosi dal letto di scatto e rischiando di cadere a terra per l’ennesimo giramento di testa, ma prima che potesse fare un altro passo le forti mani del ragazzo l’afferrarono per le braccia “Buffy, rimettiti a letto” le ordinò sollevandola da terra senza fatica e adagiandola per la seconda volta quel giorno sulle coperte. Posò la scatola del medicinale sul comodino e porse alla ragazza il bicchiere con l’acqua e la piccola compressa bianca “Tieni” mormorò, evitando accuratamente di chiederle cosa l’avesse spinta fuori dal letto.
Lo sapeva fin troppo bene, anzi era rimasto stupito dalla mancanza di reazione della ragazza quando l’aveva informata che sarebbe andato in bagno a prenderle la medicina, ma evidentemente Buffy non si era ricordata della scatola di preservativi se non troppo tardi. La ragazza ingoiò la compressa senza problemi, poi restò a testa bassa ad osservare il bicchiere ormai vuoto, troppo imbarazzata anche solo per dire qualcosa. Aveva acquistato quegli anticoncezionali non appena aveva scoperto che Angel stava con Cordelia, era stata la prima cosa che aveva fatto non appena tonata a Los Angeles dopo quel devastante viaggio a Sunnydale. Si era fermata al primo negozio aperto 24 ore su 24 e aveva comprato una scorta da bastarle per un anno intero. Dopo l’acquisto aveva guidato fino a casa di Josh in preda alla rabbia e al dolore e, non appena era entrata nella camera del ragazzo, si era tolta la giacca, le scarpe e la maglietta per poi gettarsi sul letto accanto al corpo caldo dell’altro. Josh si era svegliato all’improvviso, spaventandosi nel vedere la sua amica mezza nuda nel suo letto con gli occhi rossi e lucidi “Buffy cos’è successo?” le aveva chiesto premuroso, ma lei non aveva avuto neanche la forza di rispondergli e si era fiondata su di lui baciandolo con tutta la rabbia e la disperazione che provava. Inizialmente Josh l’aveva assecondata rispondendo al suo bacio e lasciando che la sua amica gli togliesse la maglietta e i pantaloni con cui dormiva, lasciandolo con indosso solo i boxer. A quel punto Buffy si era tolta frettolosamente i jeans restando anche lei solo con la biancheria intima, poi aveva ripreso a baciarlo infilando una mano dentro i boxer grigi e accarezzandogli il membro che già si era risvegliato alla vista del corpo pieno e sodo della sua migliore amica. “Buffy...” aveva iniziato a protestare Josh, notando che la ragazza stava disperatamente cercando di sfogarsi per qualcosa che le era successo “Cos’è successo?” le aveva chiesto “Hai litigato con tua madre?” di solito, quando il ragazzo si trovava il corpo caldo di Buffy addosso durante la notte era per qualche cattiveria che Joyce le aveva detto e che la ragazza cercava disperatamente di dimenticare, ma non appena le parole gli erano uscite di bocca Josh si era reso conto che non era quello il motivo per cui si trovava lì. La sua amica era cambiata molto in quegli ultimi anni, era diventata più forte e sicura di sé e niente che Joyce potesse dirle la riduceva in quelle condizione, almeno non più. In questa nuova fase della vita di Buffy Summers c’era solo una persona che poteva portarla a comportarsi in quel modo e tutti i pezzi del puzzle erano tornati al loro posto quando Josh si era ricordato che la sua amica doveva trovarsi a Sunnydale quella notte e non nel suo letto “Hai visto Angel?” le aveva chiesto notando subito le lacrime riempirle gli occhi e allontanando la mano di lei dal proprio membro ormai completamente eretto “Cos’è successo?” le aveva chiesto ancora una volta, ma Buffy si era avvinghiata ancora di più a lui sollevando una gamba sulle sue “Scopami” gli aveva sussurrato con voce tremante per via delle lacrime che ormai avevano iniziato a scorrerle sulle guance “Per favore” Josh, invece, l’aveva semplicemente stretta a sé lasciando che piangesse e si sfogasse fino a che non si era addormentata. La mattina dopo si era risvegliata da sola nel letto dell’amico con indosso ancora soltanto la biancheria intima, ma prima che potesse scappare via da quella stanza imbarazzata a morte per la scenata della sera prima, Josh era rientrato nella stanza con una bella tazza di caffè fumante per lei e le aveva chiesto di confidarsi con lui. Quella sera Buffy si era resa conto di quanto fosse fortunata ad avere un amico come Josh Collins.
Improvvisamente il pensiero di quella sera, del dolore che aveva provato a causa di Angel e del suo stupido appuntamento con Cordelia, le ricordarono che non c’era nulla di cui doveva vergognarsi. Ormai non era più la sua ragazza, se finiva a letto con un altro ragazzo non poteva considerarlo un tradimento, ne aveva tutto il diritto. Sollevando di nuovo la testa lo guardò dritto negli occhi porgendogli il bicchiere “Grazie” gli disse, rendendosi conto che in ogni caso aveva fatto molto per lei e un po’ di cortesia non avrebbe ucciso nessuno.
Angel fu preso alla sprovvista da quell’improvviso cambiamento nell’espressione e nell’atteggiamento della ragazza, era passata dall’essere imbarazzata e remissiva all’essere sicura di sé e rabbiosa. Osservandola anche in lui crebbe una collera inconscia che lo fece scattare “Almeno hai iniziato ad usarli. E’ un passo avanti” commentò con tono freddo, riportando alla luce un argomento che pochi secondi prima entrambi avevano deciso di ignorare. Quando l’aveva vista abbassare lo sguardo imbarazzata aveva subito deciso di lasciar perdere e di non fare alcun commento sulla scatola di preservativi, di certo non aveva alcun diritto di dirle cosa poteva o non poteva fare, ma nel momento in cui lei lo aveva apertamente sfidato a rimproverarla di qualcosa alzando lo sguardo e puntandolo dritto su di lui, non aveva saputo resistere all’impulso di ricordarle il suo posto. “Come scusa?” chiese lei oltraggiata “Certo, avresti dovuto pensarci prima, ma meglio tardi che mai, no?” ribatté Angel posando il bicchiere accanto alla scatola del medicinale "Di cosa diavolo stai parlando?!” il ragazzo la guardò dritta negli occhi con rabbia “Cos’è all’improvviso hai pensato che potessero esserti utili?” continuò a urlarle contro “Avresti dovuto pensarci prima di fare sesso e restare incinta” la incolpò, mentre la rabbia dentro di lui cresceva sempre di più al ricordo della bella bambina bionda che lei aveva avuto senza di lui “Incinta?!” urlò scandalizzata Buffy ancora più confusa e sobbalzando sul letto “Incinta?!” ripeté ancora più sconvolta “Angel, ma...” “Perché non me l’hai detto, Buffy?” chiese lui abbassando il tono di voce, mentre la rabbia lasciava lentamente il posto alla delusione “Detto cosa? Io non sono incinta!” urlò in rispose l’altra “Non intendo adesso. Io parlo di cinque anni fa” chiarì Angel abbassando lo sguardo. Quando aveva scoperto di Keyla e del rapporto che la piccola aveva con Buffy, aveva deciso che non erano affari suoi e che se Buffy non si era confidata con lui nei tre anni in cui erano stati insieme, allora probabilmente c’era un buon motivo. La rabbia repressa e il comportamento della ragazza, però, lo avevano fatto esplodere e non era riuscito a trattenersi dal trattare quell’argomento spinoso con lei. “Cinque anni fa?” ripeté Buffy a bassa voce corrugando la fronte “Angel, io continuo a non capire” ammise scuotendo la testa, ma proprio in quel momento capì a cosa si stava riferendo l’altro “Keyla?” sussurrò e Angel le rispose annuendo “Oh” esclamò con un sorriso “Ma Keyla non è mia figlia, Angel” spiegò decidendo di essere totalmente sincera a riguardo, anche se in teoria non erano affari suoi “Non mentirmi, Buffy” l’ammonì l’altro guardandola dritto negli occhi “Non sto mentendo” rispose lei tornando seria “Keyla è figlia di Josh e di una sua ex ragazza, che ha lasciato la città dopo il parto” Angel la guardò incredulo “Sul serio?” Buffy annuì “L’ha abbandonata?” chiese, diventando triste al pensiero che una madre potesse non desiderare sua figlia “Già” iniziò a spiegare la ragazza, raccontandogli la storia di Emily Sharp “Mi dispiace Buffy” si scusò Angel, quando l’altra ebbe terminato il suo racconto “Sono saltato alle conclusioni sbagliate e ti ho anche urlato contro senza motivo, ma...” fece una breve pausa, quasi timoroso di portare alla luce un altro argomento che non gli era chiaro “Keyla ti chiama mamma” confessò alla fine “Lo so” sospirò Buffy “Io, Josh e i suoi nonni le abbiamo spiegato all’infinito che non sono sua madre, ma lei risponde sempre che lo capisce, ma che sono comunque sua madre” concluse Buffy roteando gli occhi “E’ testarda” “Senti chi parla” le rinfacciò Angel, sentendo la tensione tra di loro svanire, ma soprattutto provando un immenso sollievo nello scoprire che la sua Buffy non aveva avuto una figlia da qualcuno che non era lui.
In seguito a quella conversazione sincera, la prima che avevano da ormai molto tempo, Angel aveva proposto alla ragazza di tornare a riposarsi per lasciare il tempo alla medicina di fare il suo corso. Buffy si era sdraiata sotto le coperte senza lamentarsi, lasciando Angel sorpreso per quel comportamento arrendevole, ma aveva insistito per guardare un po’ di tv, facendo rimpiangere al ragazzo il pensiero di poco prima. Non appena terminò South Park, però, il respiro della cacciatrice si fece più pesante e Angel la guardò scivolare nel sonno come ai vecchi tempi, quando era solito osservarla dalla finestra della sua camera a Sunnydale. Non riusciva proprio a credere a quante cose fossero cambiate nel giro di pochi mesi, a come in così poco tempo era riuscito a tornare umano e a perdere l’unica persona per cui aveva davvero senso subire quella trasformazione. Aveva sperimentato ogni fase del suo cambiamento da solo oppure in compagnia di Giles, Willow, Xander, Oz e Cordelia, ma mai con la persona che amava. Aveva gioito nel sentire il suo cuore battere per la prima volta, mentre Buffy faceva le valige per tornare a Los Angeles. Aveva assaporato ogni tipo di cibo, mentre Buffy viveva ormai la sua nuova vita. Aveva visto per la prima volta dopo secoli i raggi del sole, si era persino abbronzato al mare, ma anche in quell’occasione la sua Buffy non era stata al suo fianco. Ripensare a tutto questo gli faceva rimpiangere ogni giorno di più la sua decisione di lasciarla, ma in quel momento gli era sembrata la soluzione migliore. I dubbi sulla loro relazione erano sempre stati presenti nella sua testa e la chiacchierata che aveva fatto con Joyce lo aveva aiutato a prendere una decisione che in quel momento era sembrata sensata, ma fino alla fine si era chiesto se davvero stava facendo la cosa giusta. Solo quando Buffy lo aveva forzato a bere da lei per curarsi dal veleno della freccia scoccata da Faith si era reso conto di aver fatto la cosa giusta. Certo, se avesse saputo prima che a distanza di qualche settimana sarebbe iniziata la sua trasformazione, allora avrebbe aspettato, ma in ogni caso si sarebbe tenuto alla larga da lei in quei giorni, dato che altrimenti la tentazione sarebbe stata troppo forte. Bere il sangue di una cacciatrice per un vampiro è come bere il vino dell’annata migliore per un umano, ma oltre al buon sapore il sangue di Buffy era per lui come un afrodisiaco a cui il demone che viveva dentro di lui rispondeva con una ferocia che Angel non aveva mai provato prima. Solo il terrore di poter fare del male a Buffy gli aveva impedito di perdere ancora una volta la sua anima quella notte nel notare l’entusiasmo con cui il corpo della ragazza aveva risposto al morso, ma di certo non lo avevano aiutato i gemiti e l’odore dell’eccitazione di lei che avevano riempito la stanza non appena le sue zanne le avevano perforato la pelle. Giles era stato furioso con entrambi dopo l’accaduto, anche se fortunatamente non avevano subito una vera e propria ramanzina dall’uomo a causa dell’imminente Ascensione, ma essendo l’unico all’interno del gruppo che conosceva le vere dinamiche che avevano portato alla perdita dell’anima di Angel la notte del diciassettesimo compleanno di Buffy, la sua rabbia era comprensibile. Il resto della Scooby gang, invece, si era limitata a incolpare lui dell’accaduto, ritenendo che fosse stato il vampiro stesso a imporsi sulla ragazza per bere il suo sangue e salvarsi la vita, senza sapere che non solo Buffy gli aveva offerto il suo collo quella notte, ma che lo aveva fatto anche in precedenza. Chiudendo gli occhi Angel non poté non ripensare a quella che considerava una delle notti più belle trascorse con la sua cacciatrice. Dal momento in cui avevano iniziato la loro relazione portandola persino ad un livello d’intimità maggiore con il trascorrere dei giorni, o meglio delle notti, Buffy aveva dimostrato di essere più che comprensiva nei confronti di quelli che erano i desideri e le passioni di un vampiro. Con il tempo la cacciatrice aveva imparato molto bene come comportarsi durante il sesso, sapeva cosa appagava il demone e l’anima e cosa li faceva infuriare e spesso finiva per lasciare che fosse Angel a prendere il comando della situazione. Nonostante le immense libertà che Buffy gli lasciava, Angel si era sempre trattenuto nel momento dell’orgasmo, quando il demone in lui si faceva sentire con maggiore impeto, urlando e ruggendo nella sua testa pretendendo di assaporare il sangue della cacciatrice, ma Angel aveva sempre rifiutato ad entrambi quell’enorme piacere. La sua piccola volpe bionda, però, aveva iniziato a capire che il vampiro le nascondeva qualcosa e aveva deciso di indagare su cosa fosse, così una sera si era presentata nel suo appartamento e lo aveva praticamente assalito con la sua bocca e le sue piccole mani. Dopo il sesso, durante il quale Angel era riuscito ancora una volta a trattenersi dal bere il suo sangue, la cacciatrice aveva deciso che, visto che i fatti non l’avevano portata da nessuna parte, l’unica cosa che le restava da fare era chiedere. Al quel punto aveva chiaramente ammesso di aver scoperto, tramite alcuni libri di Giles, che il sesso violento tra vampiri li spinge a bere il sangue l’uno dall’altro e Buffy voleva sapere per quale motivo lui non provava mai a farlo con lei. Inutile dire che nel sentire quelle parole Angel aveva avuto già un’altra erezione nonostante il sesso appena consumato. “Io mi fido di te” gli aveva confessato Buffy comprendendo subito per quale motivo il suo fidanzato vampiro fosse tanto reticente a provare quella pratica sessuale con lei. Quella confessione e il desiderio smisurato dell’anima e del demone di assaporare il sangue della donna amata li aveva portati entrambi alla notte del diciassettesimo compleanno di Buffy, quando Angel si era lasciato trasportare dalla sua vera natura, godendo della completa fiducia che la ragazza dimostrava nei suoi confronti e perdendo la sua anima proprio in quel momento di pura felicità tra le braccia della sua anima gemella.
Sistemandosi meglio sulla sedia, Angel allontanò lo sguardo dal seno di Buffy che si sollevava ad ogni respiro della ragazza. Ripensare a quella notte in cui aveva assaporato per la prima volta il sangue della cacciatrice, mentre il suo corpo aveva continuato a spingersi con forza dentro di lei, non era una buona idea dato che i pantaloni iniziavano già a stargli stretti. Sospirando cercò di restare aggrappato al presente e dimenticare il passato, anche se una piccola parte di lui non poteva fare a meno di sperare. Sperare che forse c’era ancora una possibilità per loro, forse se fosse riuscito a comprendere meglio la nuova Buffy, se fosse riuscito a dimostrarle tutto il suo amore e, soprattutto, se fosse riuscito a farle capire che poteva fidarsi di nuovo di lui, allora sarebbe riuscito a riconquistarla. Con quei pensieri positivi, Angel si alzò dalla sedia e, dopo aver posato un leggero bacio sulla fronte della ragazza che amava più di qualsiasi cosa al mondo, spense la tv e uscì dalla stanza lasciando Buffy al suo sonno ristoratore.
mmmmmmmmmmm.... io speravo che la bimba fosse di buffy ed angel :-( ma va bene lo stesso.. speriamo che riesca a riconquistarla.... continuala presto... e auguri per la tua situazione.. immagino sia terribile convivere que quei terremoti ma forza e coraggio tutto passa :-)
grazie grazie!sn contenta che hai ancora voglia di postare!nn vedo l'ora che tra loro succeda qualcosa di più!=)...sn stracuriosa!!""nn farci aspettare tanto!a rpesto!
Questa volta sono riuscita a scrivere un capitolo intero, senza essere costretta a dividerlo a metà ^_^ spero vi piaccia, ma mi raccomando sono ben accette anche le critiche ;)
Capitolo 11
I don’t wanna be the girl who has to fill the silence
The quiet scares me cause it screams the truth
Please don’t tell me that we had that conversation
I won’t remember save you’re breath cause what’s the use?
The night is calling and it whispers to me softly come and play
I’m falling and if I let myself go I’m the only one to blame
“Pink – Sober”
Los Angeles – 12/04/2000
Dawn alzò la testa dalla spalla di Willow nel vedere l’Audi di sua sorella risalire il lungo vialetto e scomparire dentro il garage “E’ tornata” esclamò sollevata, dando dei colpetti al braccio di Willow e indicandole la porta del garage, da cui poco dopo uscì Buffy.
La ragazza salì la prima rampa di scale giocherellando con le chiavi di casa, ma quando iniziò a salire la seconda rampa si bloccò a metà strada nel vedere Dawn seduta sulla scalinata tra Cordelia e Willow, che a sua volta era poggiata contro le ginocchia di Oz, che sedeva un gradino più in alto accanto a Xander, mentre Angel se ne stava in piedi poggiato al corrimano. “Siete rimasti chiusi fuori?” chiese confusa, notando che gli sguardi di tutti erano fissi su di lei “No, Buffy” la chiamò sua sorella alzandosi in piedi e avvicinandosi a lei “E’ la mamma” sussurrò la ragazzina abbassando lo sguardo “Che ha fatto stavolta?” chiese imperturbabile la cacciatrice, superando tutti i suoi amici lungo le scale fino ad arrivare alla porta di metallo che conduceva alla sua camera “E’ impazzita!” esclamò Cordelia sollevando le braccia al cielo “Siete tutti pazzi in questa casa!” urlò oltraggiata. Il suo unico desiderio per la serata era stato quello di godersi un bel film in televisione, salire in camera, lamentarsi come ogni sera con Willow del fatto che la luce del suo portatile le disturbava il sonno, per poi addormentarsi nel suo comodo letto. Ovviamente non aveva fatto i conti con l’improvvisa pazzia di Joyce Summers che l’aveva interrotta nel bel mezzo di un film piuttosto decente e adesso, invece che stare nel suo bel letto, si ritrovava seduta su una scalinata in balia del freddo della notte. “Avresti dovuto pensarci prima di trasferirti da noi” ribatté Buffy lanciandole un’occhiataccia e aprendo finalmente la porta di metallo “Buffy” la chiamò nuovamente sua sorella entrando nella stanza e tirandola per la manica della giacca per farla voltare verso di sé “Vai di sotto dalla mamma” le disse con occhi lucidi “Cosa?” chiese la ragazza allontanando il braccio dalla sua presa e notando che tutta la Scooby Gang era entrata in camera con lei aspettando che facesse qualcosa “Sentite” iniziò a dire Buffy con un sospiro “Ho appena avuto a che fare con demone schifoso che ha pensato bene di lasciarmi addosso un po’ della sua puzza. Adesso l’unica cosa che voglio fare è togliermi questi vestiti sporchi, farmi una bella doccia e mettermi a letto” spiegò la ragazza iniziando a levarsi la giacca gettandola in un angolo della stanza, ma quando si voltò nuovamente verso il gruppo notò lo sguardo accigliato di Angel e sospirando raccolse nuovamente la giacca per poi metterla nella cesta dei panni sporchi, che si trovava nella cabina armadio. Ovvio che il ragazzo le aveva lanciato un’occhiataccia, in fondo era stato lui a ripulire il caos della sua stanza qualche giorno prima. Sorridendogli per una frazione di secondo, Buffy riportò subito lo sguardo su Dawn, che la guardava speranzosa “Scendi in cucina solo per un attimo, la mamma non sta bene” “Non sta bene?” la sbeffeggiò Buffy “Adesso si dice così?” chiese sarcastica entrando di nuovo nella cabina armadio e chiudendo la porta scorrevole. Poteva lamentarsi quanto voleva, ma sapeva che alla fine sarebbe scesa in cucina per occuparsi ancora una volta di una Joyce ubriaca, tanto valeva cambiarsi almeno la maglia. Prendendo una t-shirt nera con un grosso bulldog e la scritta “Bite Me!” sul davanti, Buffy gettò via il top nero che aveva indossato per la caccia e uscì nuovamente dalla cabina armadio. Cordelia e Xander stavano parlottando tra di loro, mentre Willow e Angel le lanciavano sguardi preoccupati e Dawn le andò di nuovo incontro “Non lo so che cosa è successo” iniziò a spiegarle la ragazzina “Stavamo giocando a biliardo e all’improvviso abbiamo sentito rumore di vetri rotti, così siamo corsi in cucina e c’era Julia che raccoglieva i pezzi di un bicchiere rotto” Dawn s’interruppe all’improvviso per poi riprendere a parlava a voce più bassa “Credo che mamma sta male come quella sera, quando...” Buffy sbottò nel sentire quelle parole “Dawn, mamma non sta male, ok?!” “Buffy!” la riprese Angel, prima che la ragazza potesse sfogare sulla sorella tutta la rabbia che provava in quel momento per sua madre. Sapeva bene cosa stava succedendo, così come lo avevano probabilmente intuito anche gli altri, ma evidentemente Dawn preferiva auto convincersi che Joyce avesse semplicemente un malore. Quando avevano sentito il rumore di vetri rotti si erano fiondati tutti in cucina, ma vedendoli la donna era esplosa e aveva iniziato a scacciarli dalla stanza, ovviamente loro non se l’erano fatto ripetere due volte, ma le urla e i lamenti di Joyce si sentivano dappertutto nella grande villa. La cuoca e la domestica erano ancora di sotto in cucina con la donna cercando di tranquillizzarla e di farla smettere di urlare, ma fino a quel momento non era servito a niente, così come non era servito il futile tentativo che Xander e Angel avevano fatto con la madre della cacciatrice. Dawn, incapace di ascoltare ancora quei lamenti, era uscita in giardino seguita dal resto del gruppo che non voleva lasciarla da sola, ma anche dal retro della casa si poteva udire la voce sommessa di Joyce. La ragazzina, allora, si era avviata su per le scale che portavano in soffitta, sempre seguita dagli amici di sua sorella, e li aveva informati che la camera di Buffy era insonorizzata e l’unica cosa che dovevano fare era aspettare il ritorno della ragazza. Adesso che la cacciatrice era lì, però, Angel e il resto del gruppo si stava chiedendo se la loro fosse stata davvero una buona idea, dato che Buffy sembrava più che intenzionata a cacciarli dalla sua camera insonorizzata e farsi una bella dormita. “Dawn” iniziò a dire Angel cercando in tutti i modi di risolvere quella situazione senza scaturire una lite tra sorelle “Forse possiamo restare tutti qui e aspettare che tua madre si calmi, no?” chiese il ragazzo rivolgendosi più a Buffy che non alla ragazzina, che era certo che avrebbe acconsentito “Dov’è Hank?” chiese la cacciatrice ignorando Angel e posando lo sguardo direttamente su Dawn “Ha chiamato prima di cena, ha detto che sarebbe tornato tardi perché doveva finire un lavoro in ufficio” spiegò la ragazzina “D’accordo” sospirò Buffy passandosi una mano tra i capelli “D’accordo” ripeté incamminandosi verso la porta ormai rassegnata all’idea che anche questa volta toccava a lei occuparsi di una Joyce ubriaca e volubile, ma prima di uscire dalla stanza si voltò di nuovo verso di loro minacciosa “Non toccate niente e soprattutto non addormentatevi nel mio letto” intimò puntando un dito sull’enorme letto posto al centro della stanza, l’ultima cosa che desiderava era tornare nella sua camera dopo una sfuriata con Joyce e trovare il letto già occupato dalla Scooby Gang.
Buffy s’incamminò lungo le scalinate di casa Summers fino a trovarsi di fronte alla porta della cucina da dove poteva sentire chiaramente le urla di una Joyce furiosa “Lasciami andare, domestica ingrata! Come osi dirmi cosa devo fare?!” Facendo un respiro profondo la cacciatrice si preparò a quella che sapeva bene che sarebbe stata una tortura per il suo cuore, in quanto anche se odiava sua madre con tutta se stessa, nel profondo c’era ancora una parte di lei che desiderava l’amore e la comprensione della donna e ogni volta che Joyce si ubriacava, finiva per sputarle in faccia tutto ciò che pensava di lei e il suo cuore ne risentiva ancora adesso, a distanza di anni da quando aveva giurato a se stessa che le parole di sua madre non l’avrebbero più ferita. Aprendo la porta e chiedendo a chiunque ci fosse ai piani alti di darle la forza di affrontare quell’ennesima difficoltà, Buffy entrò in cucina “Mamma?” la chiamò “Buffy! Cosa vogliono queste lavoratrici ingrate da me?” domandò la donna poggiandosi contro il ripiano della cucina, troppo instabile per poter restare in equilibrio da sola “Niente” iniziò a dire la ragazza facendo un cenno a Julia e Hanna, la domestica, lasciando intendere loro che da quel momento ci avrebbe pensato lei “Vedi, stanno andando via” cercò di tranquillizzarla indicando le due donne che stavano lasciando in fretta la cucina. Erano brave lavoratrici, ma di certo non venivano pagate per sopportare i maltrattamenti delle loro padrona ubriaca “Ci sono solo io adesso” “Buffy” la chiamò di nuovo per nome la donna, quasi spaesata “Dov’è Hank?” “A lavoro, tornerà tra poco” la donna sbuffò roteando gli occhi “Sicuramente si sta scopando la sua segretaria” Buffy abbassò la testa cercando di mantenere il controllo, sapeva bene che Hank non era sempre stato fedele alla moglie, ma Joyce di certo non poteva dire di non aver fatto altrettanto, ovviamente quello non era il momento di ricordarle le sue innumerevoli scappatelle “Perché non lo aspetti in camera?” le propose invece, avvicinandosi a lei e prendendola per un braccio “Non dirmi cosa devo fare” le rispose l’altra allontanandola con una spinta “Non te lo stavo ordinando” cercò di spiegarle la ragazza “Solo che essendo molto tardi ho pensato che potevi aspettare Hank sdraiata sul tuo letto, ma se non vuoi non importa” rispose Buffy con infinita calma, mentre Joyce prendeva di nuovo tra le mani la bottiglia di vodka e si guardava intorno in cerca di un bicchiere “Lo so cosa stai facendo” le disse la donna scuotendo un dito di fronte al volto della figlia “Lo stai coprendo” aggiunse annuendo con il capo, mentre prendeva un altro bicchiere dalla credenza e iniziava a riempirlo con il liquido incolore “Dove sei stata Buffy?” le chiese all’improvviso guardandola con cattiveria e malizia “Ero in camera” rispose la ragazza, sapendo già dove voleva arrivare sua madre con quella domanda, dato che avevano sempre la stessa discussione quando la donna era sotto gli effetti dell’alcol “No, non eri in camera” l’accusò scuotendo la testa e bevendo un sorso di vodka facendo una smorfia per il suo sapore forte “Sei appena tornata a casa, non è vero?” si avvicinò alla figlia con aria cospiratrice “Te lo sei scopato anche stasera, non è così?” disse in un sussurrò, mentre Buffy faceva un passo indietro per allontanarsi dal forte odore di alcol che emanava sua madre “Incredibile” sbottò la donna “Ti ho dato una casa in cui vivere ed è così che mi ripaghi?” le urlò contro sbattendo il bicchiere sul tavolo rischiando di rompere anche quello “Scopandoti mio marito!” Buffy restò in silenzio per tutta la sfuriata, poggiata contro la finestra e lanciando rapide occhiate verso il vialetto nella vana speranza di vedere arrivare la Lexus di Hank. In passato quando sua madre le aveva gettato addosso quelle false accuse lei aveva risposto con altrettanto ardore, urlandole in faccia che non era vero, ma con il tempo aveva imparato che Joyce non le avrebbe mai creduto. L’unica cosa che poteva fare era restare in silenzio e lasciare che quelle cattiverie le scivolassero sopra, a breve la mente ubriaca di Joyce avrebbe cambiato argomento e a quel punto Buffy avrebbe potuto ricominciare a parlare con lei e convincerla a sdraiarsi da qualche parte, a quel punto finalmente la donna avrebbe perso i sensi e tutta quella scenata si sarebbe conclusa. “Tanto a me non importa” sbiascicò Joyce, continuando il suo monologo “Hank può farsi chi vuole...mia figlia, la segretaria...ho anch’io i miei amanti, sai?” confessò orgogliosa “Posso avere tutti gli uomini che mi pare, mi basta entrare in un bar con le mie amiche e...” schioccò le dita per indicare che per lei trovare un uomo era la cosa più facile al mondo “Sai” riprese a dire, abbandonando la rabbia e il risentimento di poco prima e avvicinandosi a Buffy con fare cospiratore, come se fossero improvvisamente diventate amiche “All’inizio avevo fatto un pensierino su Xander” le confidò sghignazzando e Buffy non poté evitare di fare una smorfia al pensiero “Ma poi mi sono detta...” riprese il bicchiere e in un attimo si scolò tutto il suo contenuto, per poi riempirlo ancora una volta “Non c’è gusto con lui, a te non importerebbe affatto. Dato che ti sei scopata mio marito, il minimo che posso fare è ricambiare il favore” quella frase la fece scoppiare a ridere “No, no” sbiascicò nuovamente “Non mi farei tuo marito, perché tu non ce l’hai un marito, ma stavo pensando a Angel” Joyce posò lo sguardo su sua figlia e all’improvviso fu come se fosse tornata completamente sobria “Ah” esclamò puntandole il dito contro “Ti ho vista. Ti sei mossa” le disse ridendo “Sapevo che la parte della statuina non sarebbe durata se facevo il suo nome” Buffy stava cercando con tutta se stessa di restare immobile e di non rispondere alle provocazioni di sua madre, ma la donna sapeva bene dove e come colpirla e la situazione le stava lentamente sfuggendo di mano “Sono sicura che ad Angel farebbe piacere avere una donna matura, invece che una ragazzina inesperta” “Sei patetica” sbottò alla fine Buffy, incapace di ascoltare oltre le insinuazioni di sua madre “Come scusa?” chiese l’altra oltraggiata sbattendo di nuovo il bicchiere sul tavolo “Ho detto che sei patetica” ripeté la ragazza, godendosi l’espressione di sua madre “Guardati” le disse indicandola con una mano, mentre si allontanava dalla finestra convinta che Hank non sarebbe rientrato tanto presto. Probabilmente si stava facendo davvero la segretaria. “Ubriaca fradicia con il tuo abito firmato, nella tua cucina da migliaia di dollari, nella tua casa perfetta e completamente ignara del fatto che al piano di sopra ci sono cinque persone che hanno appena assistito alla tua bella scenata da alcolizzata” si avvicinò alla madre e la guardò con disprezzo “Congratulazioni, adesso sanno chi sei veramente” si sporse verso il tavolo, prese il bicchiere ancora pieno di vodka e lo passò alla donna, tanto valeva farla ubriacare completamente “Tu, stupida puttanella” le urlò Joyce gettando il bicchiere contro il muro e frantumando anche quello “Credi di essere tanto migliore di me, eh? Beh, ti sbagli...ti sbagli di grosso” le puntò un dito contro e con l’altra mano afferrò il bordo del tavolo per non cadere a terra “Con la droga e gli incendi a scuola, la polizia che ti ha dovuto prendere le impronte...” scosse la testa e un sorriso cominciò a comparire sul suo volto “Sei proprio come tuo padre” quella cattiveria, però, non ebbe l’effetto desiderato e Buffy ricambiò con il suo stesso sorriso “Per fortuna” le disse notando il lampo di rabbia nei occhi di sua madre, che un attimo dopo si fiondò su di lei, ma l’alcol le fece perdere l’equilibrio e si ritrovò subito a terra stordita “Buffy” le disse non appena riaprì gli occhi dopo aver sbattuto la testa a terra “Dove sono?” le chiese confusa, dimenticando improvvisamente la rabbia provata poco prima “Vieni” le disse Buffy, senza preoccuparsi di rispondere alla sua domanda “Andiamo a sdraiarci” la fece alzare da terra e l’accompagnò in sala facendola mettere sull’ampio divano di pelle. Non appena posò la testa sui morbidi cuscini rossi Joyce si addormentò e Buffy iniziò a indietreggiare, cercando di mettere quanto più spazio possibile tra lei e la persona che odiava di più al mondo.
Angel fece un passo indietro quando vide Buffy comparire sulla rampa di scale, non sapendo bene cosa fare. Quando la ragazza era uscita dalla sua stanza per andare in cucina, lui aveva tranquillizzato Dawn e, lasciandola insieme agli altri, aveva seguito Buffy al piano di sotto. Non appena aveva sentito la calma tornare nella voce di Joyce, aveva deciso di ritornare in camera, ma si era fermato a metà tragitto nell’udire nuovamente strillare la donna. Poi era rimasto senza fiato quando Joyce aveva accusato Buffy di essere andata a letto con Hank, sapendo che mai e poi mai la ragazza avrebbe fatto una cosa simile, e sapendo che sentire sua madre che l’attaccava in quel modo probabilmente era un’esperienza orribile per la cacciatrice.
Angel era convinto che Buffy lo avrebbe mai fatto, non importa quanto fosse cambiata rispetto alla Buffy che aveva conosciuto a Sunnydale, l’ex vampiro ne era comunque certo e il silenzio che aveva seguito le accuse della donna glielo avevano confermato. Quando Buffy era arrabbiata e furiosa attaccava come un animale selvaggio, ma se si sentiva solo ferita allora preferiva restare in silenzio e controllare le proprie emozioni prima di fare la sua mossa. Angel sapeva che era proprio quello che stava facendo la ragazza in quel momento. Quando, però, aveva sentito fare il nome di Xander e poi anche il suo, Angel aveva dovuto lottare contro se stesso per non fiondarsi in quella cucina e colpire Joyce con tutta la forza che possedeva. Buffy era rimasta già abbastanza scottata dalla loro relazione, non serviva che sua madre ci mettesse il carico con le sue allusioni. Per fortuna la sua cacciatrice aveva scelto proprio quel momento per cacciare le unghie e Angel non era riuscito a reprimere un sorriso orgoglioso nel sentire la replica della ragazza. A quel punto la situazione era degenerata, Angel aveva sentito il rumore di un altro bicchiere che andava in frantumi e le urla più violente della donna, ma non aveva neanche fatto in tempo a fiondarsi giù per le scale per entrare in cucina, che subito la quiete era tornata a regnare nella grande casa. Poco dopo aveva visto Buffy passare davanti alla scalinata, sorreggendo Joyce con un braccio e accompagnandola in sala. Stava per risalire in camera, per non farsi trovare lì dalla ragazza, quando lei era apparsa sulle scale con un’espressione che era per metà sorpresa e metà rabbia pura.
Angel cercò di dire qualcosa, qualsiasi cosa, per capire come si sentiva, per rincuorarla, ma Buffy gli lanciò un’occhiata fredda e lo sorpassò avviandosi in fretta verso la sua camera. Angel non si lasciò fermare dalla velata minaccia di morte della ragazza, ma la seguì al piano di sopra e poi fino in soffitta. Una volta lì vide la Scooby Gang e Dawn alzarsi dai rispettivi posti e guardare entrambi in attesa di notizie, fu la voce fredda di Buffy a spezzare il silenzio “Potete tornare nelle vostre camere, lo spettacolo è finito” poi non lasciò a nessuno il tempo di chiederle cos’era successo, entrò nella cabina armadio e ne uscì con indosso già una giacca pulita. Angel la guardò corrugando la fronte confuso, non capiva cosa stesse facendo, ma era sicuro che non gli sarebbe piaciuto “Buffy?” la chiamò cercando di fermarla, quando la vide afferrare le chiavi sul comodino dove le aveva posate poco prima quando era rientrata “Buffy? Dove vai? E’ tardi” le urlò dietro, ma lei non si voltò neanche a guardarlo e sbatté con forza la porta di metallo. Angel aprì la finestra che dava sul giardino e vide la ragazza scomparire nel garage, poco dopo nella stanza tutti udirono il ringhio rabbioso dell’Audi della cacciatrice e Angel osservò l’auto sgommare lungo il vialetto per poi sparire lungo la strada buia.
Richiudendo la finestra con un sospiro rassegnato, Angel si voltò verso il gruppo notando i loro sguardi curiosi e confusi “Joyce sta dormendo” li informò, evitando di spiegare ciò che era successo prima che la donna perdesse definitivamente i sensi “Willow, perché non accompagni Dawn nella sua camera?” le suggerì e la rossa annuì e sospinse la ragazzina fuori dalla stanza seguita da Oz “Cos’è successo?” chiese Xander non intenzionato a lasciar correre, ma ben determinato a scoprire ogni dettaglio “Niente, adesso è tutto apposto” lo rassicurò Angel avviandosi anche lui fuori dalla stanza e invitando con un gesto della mano Xander e Cordelia a fare altrettanto “Niente?” urlò l’ex cheerleader spalancando gli occhi “Joyce è improvvisamente impazzita e tu dici che non è successo niente?!” “Joyce non è impazzita” rispose stizzito Xander “Era ubriaca fradicia” precisò, lui ne sapeva qualcosa di genitori alcolizzati “Xander!” lo rimproverò Angel, guardando il ragazzo con sguardo severo e sperando che per una volta l’altro tenesse la bocca chiusa. “Sto solo spiegando come la vedo io” rispose Xander sollevando le braccia in segno di resa “In ogni caso, non era questo mi aspettavo quando mi sono trasferita qui” disse stizzita Cordelia “Questa doveva essere la mia occasione per diventare ricca e famosa, ma non credo che ci riuscirò mai se la cacciatrice e la sua famiglia continuano a comportarsi come pazzi” Angel sentì la rabbia esplodere dentro di lui e afferrò con forza la ragazza per un braccio “Allora non saresti dovuta venire affatto” le ruggì contro prima di lasciare la presa e allontanarsi da lei il più in fretta possibile per evitare di fare qualcosa di avventato. Non riusciva a credere a quanto potesse essere ottusa ed egoista Cordelia! A causa dell’apparente alcolismo di Joyce, Dawn si era dovuta rifugiare in una stanza insonorizzata troppo scossa per l’accaduto, mentre Buffy aveva dovuto affrontare l’ira e la crudeltà della madre e adesso era chissà dove a sfrecciare nella sua auto fin troppo veloce per i suoi gusti. Con un ringhio sommesso scese gli ultimi scalini e si ritrovò nell’ampia cucina ormai silenziosa, l’unico segno che in quel luogo poco prima c’era stata una lite erano i vetri del bicchiere che si trovavano a terra accanto alla parete. Dopo averli raccolti, nella speranza che tenendosi occupato la sua preoccupazione per Buffy si affievolisse, decise di andare ad aspettare la cacciatrice direttamente davanti al garage. Avvicinandosi all’ingresso, però, si fermò all’improvviso quando posò per un secondo lo sguardo sul corpo addormentato di Joyce sul divano della sala. Non resistendo alla tentazione entrò nella stanza e restò ad osservare la donna priva di sensi per quelle che gli sembrarono ore. Non riusciva a credere che la madre gentile e premurosa che aveva conosciuto a Sunnydale in realtà era una donna fredda e piena di risentimento, che aveva semplicemente saputo recitare la sua parte molto bene sulla Bocca dell’Inferno. Un rumore improvviso lo fece voltare di scatto “Angel” lo salutò cordialmente Hank Summers “Come mai ancora sveglio? E’ molto tardi” quando anche l’uomo entrò in sala, la sua espressione cambiò e passò dall’essere affabile e cordiale all’essere triste e demoralizzata “Cos’è successo?” chiese con il tono di chi non si aspetta niente se non brutte notizie “Credo che Joyce abbia esagerato con la bottiglia questa sera” spiegò Angel sforzandosi nella scelta delle parole e Hank gli fu grato per il rispetto che aveva mostrato nel parlare di sua moglie alcolizzata “Dove sono le ragazze?” chiese poggiando la sua ventiquattrore accanto al divano dove riposava la donna. Angel sorrise come faceva sempre quando sentiva l’uomo chiamare le figlie le sue ‘ragazze’ “Dawn credo stia dormendo e Buffy...” s’interruppe non sapendo bene se mentire o se dire la verità rischiando così di mettere la ragazza nei guai con il genitore “E’ uscita” concluse al posto suo l’uomo annuendo con il capo “Lo fa sempre in queste occasioni” Hank iniziò a incamminarsi verso la cucina e Angel decise di seguirlo “Davvero?” chiese sperando che il patrigno della cacciatrice potesse far luce su ciò che era successo “Si, dice che ha bisogno di stare da sola e io la capisco, ma mi preoccupo per lei” “Lo capisco” l’uomo lo guardò per un secondo e sembrava che stesse per dirgli qualcosa, ma poi ci ripensò e scuotendo la testa disse soltanto “In un attimo qui dentro si scatena il finimondo e prima che te ne rendi conto la guerra è finita, Buffy prende la macchina e sparisce per un paio d’ore” Angel si sedette su uno degli sgabelli della cucina quando vide Hank fare altrettanto dopo aver preso il cordless bianco “Odio quella macchina” continuò a sfogarsi l’uomo “Ho detto a Jimmy di non comprargliela, ma lui farebbe qualsiasi cosa per Buffy” iniziò a spingere i tasti sul telefono, probabilmente stava componendo un numero, ma al tempo stesso le parole gli uscivano di bocca come se non se ne rendesse conto “420 cavalli!” sbottò contrariato “A cosa gli serve a una ragazza di 18 anni una macchina tanto potente?!” si portò il cordless all’orecchio, ma poco dopo riattaccò sconfortato “Non risponde al cellulare” disse e Angel capì che il genitore stava cercando di mettersi in contatto con Buffy “Sono sicuro che tornerà presto” cercò di rincuorarlo il ragazzo, mettendo da parte la propria ansia “Voglio dire, se davvero esce sempre dopo queste liti non c’è da preoccuparsi” l’uomo lo guardò con un’espressione non del tutto convinta e tornò a spingere i tasti del cordless e un attimo dopo stava sfogando la sua frustrazione su chiunque ci fosse all’altro capo del telefono “Jimmy!” urlò “Buffy è lì con te?” notando la delusione sul volto dell’altro, Angel capì che la cacciatrice non era con suo padre “Lei e Joyce hanno litigato...non lo so, io non c’ero” l’uomo sbuffò irritato “Non so da quanto tempo è uscita...aspetta...” si voltò verso di lui in attesa di avere una risposta da lui sulla questione “Uh...” balbettò Angel colto alla sprovvista e lanciando una rapida occhiata all’orologio “Da poco, forse mezzora” “Mezzora” ripeté secco Hank al telefono “Se stava davvero venendo da te ormai doveva essere già lì” si passò una mano tra i capelli “Senti, puoi provare al cellulare? Io ho provato poco fa, ma non mi risponde...forse non vuole parlare con me, ma a te magari risponde” Angel lo vide annuire e dopo un rapido saluto l’altro riattaccò il telefono “Adesso ci prova lui a chiamarla, mi richiamerà tra un po’” gli spiegò con una nuova speranza negli occhi, ma apparendo comunque molto preoccupato. Angel colse quel momento di silenzio per cercare di chiarire una questione molto delicata, ma che al tempo stesso sentiva il bisogno di affrontare “Signor Summers” iniziò a dire titubante “Quando Buffy e Joyce stavano discutendo, sua moglie ha detto una cosa che...” “La maggior parte di quello che dice sono solo bugie...è l’alcol” chiarì, auto convincendosi che era la verità non essendo sicuro di poter reggere l’idea che la donna con cui era sposato da ormai 13 anni potesse essere tanto spietata. “Sono certo che era una bugia, ma non ho mai visto Joyce comportarsi così con Buffy e...” “Ti capisco” disse Hank, notando che il ragazzo era a corto di parole “Le prime volte ha fatto lo stesso effetto anche a me, ma ho imparato a conviverci” sospirando e lanciando l’ennesima occhiata nervosa al telefono disse “Cosa ha insinuato questa volta? Secondo lei cosa aveva fatto Buffy?” chiese con scetticismo “Ha detto che voi due avete una relazione” confessò Angel tutto d’un fiato. Si rendeva conto che parlare di quella questione delicata con un uomo che fine a qualche mese prima non aveva mai visto prima non era la cosa migliore da fare, ma era troppo sconvolto da ciò che era successo quella sera per trattenere la sua sfacciataggine ed essere cordiale. Doveva capire, doveva sapere tutto quello che non sapeva su colei che era stata la sua ragazza per ben 3 anni, ma che sembrava ancora tenergli nascoste questioni importanti come l’alcolismo di sua madre. La risata di Hank lo rincuorò “Ah, quella è la sua storia preferita” poi l’uomo tornò serio e si passò una mano sulla fronte “Purtroppo è anche la storia che ferisce di più Buffy. Le ricorda qualcosa che avrebbe potuto avere e che non ha” Angel lo guardò sempre più curioso, ma prima che potesse chiedergli di continuare a parlare, Hank lo fece da solo “Vedi” iniziò a raccontare “Quando Buffy venne a stare da noi Joyce si considerò soddisfatta del proprio operato, era contenta di aver vinto la battaglia per la custodia contro Jimmy, ma non aveva considerato i sentimenti della bambina che sarebbe venuta a vivere con noi. Buffy all’iniziò tentò in tutti i modi di conoscere meglio mia moglie, ricordo che Jimmy continuava a incoraggiarla, le diceva di passare più tempo con la donna prima di giudicarla, ma sia io che lui sapevamo che madre e figlia non avrebbero legato” si alzò e si incamminò verso la finestra osservando il vialetto buio “Una sera, dopo aver messo a letto Buffy, parlai con Joyce e le spiegai che se non si impegnava di più non sarebbe riuscita a costruire un rapporto con sua figlia. Non scorderò mai il suo sguardo quando mi disse che non le importava, che tutto quello che voleva erano i soldi del mantenimento che Jimmy le doveva perché era stato lui a metterla incinta e a rovinarle la vita. Non avevo mai visto mia moglie tanto fredda, ma a quel tempo pensai che quel comportamento era riservato solo a quella parte della sua vita, a Jimmy e a Buffy” si voltò di nuovo verso Angel con un sorriso triste “Adesso non mi prendo più in giro da solo, so bene che mia moglie sa essere molto vendicativa se vuole. A modo mio, però, ci tengo a lei e soprattutto tengo alla mia famiglia, quindi cerco di accontentarla in tutto e continuo a vivere la mia vita” spiegò l’uomo, come se stesse tentando di giustificare il suo stile di vita a qualcuno che non poteva comprenderlo “In ogni modo” disse schiarendosi la gola e tornando al punto “Buffy e Joyce non stavano legando e io potevo vedere la bambina chiudersi in se stessa, così feci ciò che chiunque avrebbe fatto al mio posto. Iniziai a passare il mio tempo libero con lei, la portavo a fare delle passeggiate, le compravo giocattoli e cd di musica” l’uomo rise scuotendo la testa “Non ho mai visto nessuno essere tanto contento di ricevere un lettore cd” disse ricordando il giorno in cui lo aveva regalato alla bambina sperando che la musica l’avrebbe aiutata a prendere sonno la notte, quando di solito la sentiva piangere e singhiozzare dalla sua camera da letto. Angel rispose al sorriso, mentre anche lui ripensava alla passione morbosa che la ragazza aveva per la musica e a quante volte anche lui ne era stato testimone “Ovviamente Joyce non apprezzava il nostro rapporto, ogni occasione era buona per ricordare ad entrambi che Buffy non era davvero mia figlia” continuò a raccontare Hank, mentre il sorriso spariva dal suo volto “Da parte mia non ho mai smesso di starle vicino, non m’importava di ciò che pensava mia moglie in quel caso. Sapevo che Joyce non voleva passare del tempo con sua figlia e lo accettavo, ma di certo non volevo permetterle di evitare che potessi farlo io. Crescendo, però, Buffy ha iniziato a evitarmi, rifiutava i miei inviti ad andare a fare una passeggiata e alla fine mi resi conto che, se anche le parole di Joyce non avevano scoraggiato me, avevano comunque scoraggiato lei” “Non le disse niente?” chiese Angel, sentendosi improvvisamente trascinare nel passato della ragazza che amava più di qualsiasi cosa al mondo e che, nel sentire quel racconto, iniziava ad amare ancora di più “A Buffy?” quando Angel annuì l’uomo riprese il suo racconto “Certo, le spiegai all’infinito che non importava che non fossi veramente suo padre, che volevo comunque conoscerla e passare del tempo con lei come con una vera figlia, ma lei era testarda persino allora” Angel sorrise, comprendendo benissimo la situazione dell’uomo “Ripensandoci adesso mi rendo conto che a quel tempo per lei era più facile rinunciare a me, piuttosto che sentire ogni giorno le recriminazioni di sua madre” tornò a sedersi sullo sgabello prendendo di nuovo in mano il cordless, che nel frattempo continuava ad essere silenzioso “Da questo scaturisce la rabbia di Joyce, non voleva che tra di noi nascesse un rapporto padre/figlia perché nella sua testa Buffy era ed è sempre stata solo figlia sua. Quando si riferiva a lei diceva sempre “mia figlia” e mai “nostra figlia”, invece credo che quando qualcuno vive con te da tanti anni alla fine diventa comunque parte della famiglia, anche se non si ha lo stesso sangue” Angel annuì completamente d’accordo con l’uomo “Quando beve quei sentimenti tornano a galla, l’alcol distorce tutto e la porta ad accusare entrambi di atti tremendi” concluse sospirando e scuotendo per l’ennesima volta la testa “Ho cercato tanto volte di farla smettere di bere e a volte ha funzionato, ma ci sono momenti in cui non ci puoi fare niente. Un attimo prima sta benissimo e l’attimo dopo la trovi con una bottiglia mezza vuota tra le mani. Non so se...” lasciò la frase a metà quando lo squillo del telefono risuonò per la cucina “Pronto?” disse subito Hank portandosi il cordless all’orecchio “Jimmy! L’hai trovata?” un attimo di silenzio e poi la delusione colpì entrambi gli uomini nella stanza “Capisco, certo fammi sapere se viene da te. Io l’aspetterò alzato. Ci sentiamo Jimmy” non appena riattaccò, Hank riprese a comporre un altro numero “Speravo di poterlo evitare” mormorò per poi notare la domanda implicita sul volto di Angel e chiarire meglio ciò che intendeva dire “Sto chiamando Josh, ma non voleva disturbarlo a quest’ora, sicuramente Keyla sta dormendo” disse facendo una smorfia al pensiero che con quella telefonata avrebbe svegliato la piccola “Ciao Josh, sono Hank, Scusa se ti disturbo a quest’ora...” mentre il patrigno di Buffy spiegava al ragazzo cos’era successo, Angel rifletté sul fatto che se una parte di lui desiderava trovare Buffy, un’altra parte sperava davvero che la ragazza non fosse andata dal suo migliore amico nel cuore della notte per sfogare la sua rabbia repressa chissà come. Magari usando uno dei preservativi che teneva con tanta cura nel suo bagno, gli ricordò una voce maligna nei recessi della sua mente. “Capisco, grazie lo stesso Josh e chiamami se dovesse passare di lì” sentendo nuovamente la delusione nella voce di Hank, Angel smise di lottare con le due parti di se stesso e ritornò alla realtà “Niente?” “No, neanche Josh l’ha vista. Accidenti!” sbottò esasperato Hank gettando il cordless sul tavolo e rischiando di romperlo “Sono sicuro che tornerà presto” disse Angel, cercando ancora una volta di rincuorarlo con le stesse parole che aveva usato prima che l’altro iniziasse il suo giro di telefonate. Hank lo guardò nuovamente come se volesse confessargli qualcosa, ma a differenza di prima, questa volta iniziò a parlare senza riserve “Vedi Angel, quando Buffy esce con la macchina sono sempre un po’ preoccupato, ma quando sfreccia via in preda alla rabbia alla guida di 420 cavalli...sono molto più che preoccupato” Angel tentò ancora una volta di tranquillizzare il genitore “Ho visto Buffy guidare, se la cava molto bene. Non credo che debba preoccuparsi” “Oh, lo so” ribatté Hank consapevole “Il problema è quando improvvisamente decide di non saper guidare” rispose enigmaticamente, passandosi una mano tra i capelli ormai completamente spettinati e tornando nuovamente a guardare fuori dalla finestra nella speranza di vedere l’Audi di Buffy “Che intende dire?” chiese Angel sempre più confuso dalle parole dell’uomo “Buffy è sempre stata un po’...estrema quando si tratta di prendere certe decisioni” spiegò Hank, iniziando a chiedersi se non stesse tradendo la fiducia della sua figliastra nel raccontare certi particolari della sua vita a quello che era il suo ex ragazzo, ma l’ansia e la preoccupazione erano troppo forti e Hank sentiva il bisogno di sfogarsi con qualcuno. “Prima che si trasferisse a Sunnydale, Buffy ha passato un periodo orribile. Pur essendo sedicenne era molto più matura della sua età, ma a quel tempo le cose divennero troppo da gestire persino per lei. Avevamo scoperto da poco che Buffy era la cacciatrice e lei cercava in tutti i modi di conciliare la sua vita con il suo nuovo destino. Sembrava che la stesse gestendo bene, ma una sera andò tutto a rotoli” si poggiò contro la finestra, voltando le spalle al vetro ormai certo che la macchina di Buffy non sarebbe comparsa di lì a poco, e riprese a parlare tenendo la testa bassa “Tornai a casa e vidi subito le luci dell’ambulanza, quindi corsi dentro e non scorderò mai quella scena” mormorò l’uomo “Buffy se ne stava in un angolo con gli occhi spenti e i jeans e la maglietta sporchi di sangue, pensai al peggio e corsi da lei, ma un paramedico mi fermò per spiegarmi la situazione” a quel punto anche Angel si passò una mano tra i capelli, preparandosi a quello che sapeva non sarebbe stato un bel racconto “L’uomo mi spiegò che apparentemente Joyce aveva tentato il suicidio tagliandosi un polso, ma Buffy l’aveva trovata in tempo e aveva chiamato il 911. Una volta in ospedale il medico ci informò che la ferita non era grave e che le condizioni di Joyce erano stabili, ma Dawn era inconsolabile, continuava ad urlare a Buffy che era tutta colpa sua e lei non rispondeva, continuava ad avere quello sguardo perso nel vuoto” s’interruppe per un attimo, cercando di controllare le emozioni che provava al ricordo di quello che era stato il periodo più brutto della sua vita “Non potendo fare più niente per Joyce in ospedale, decisi di riportare entrambe le ragazze a casa, ma una volta arrivati qui le cose precipitarono. Dawn, che non aveva mai smesso di lanciare frecciatine a Buffy, riprese a incolparla per quello che era successo, allora decisi di prendere in mano le redini della situazione e commisi l’errore più grande. Sgridai Dawn dicendole di smettere di urlare contro sua sorella, ma lei iniziò a urlare più forte dicendo che loro due non erano sorelle. Credo che a quel punto Buffy ne ebbe abbastanza, fece alcuni passi indietro e si chiuse di sopra in camera sua. Decisi che era meglio lasciarla sola per il momento, così misi a letto Dawn e cercai di ripulire il casino che c’era in bagno dopo che Joyce...” la voce gli mancò, ma si riprese subito “Solo a distanza di giorni scoprì che Joyce aveva organizzato tutto, aveva detto a Dawn di chiudersi in camera e di non uscire, aveva aspettato che Buffy tornasse da scuola e poi si era recisa il polso sapendo bene che sua figlia l’avrebbe trovata in tempo” Angel lo vide scuotere la testa e non poté evitare di fare altrettanto “Al suo risveglio la prima cosa che ha fatto è stato puntare un dito verso Buffy dicendo che era colpa sua, incrementando così anche il risentimento di Dawn. Ho cercato in tutti i modi di convincere tutti che non era colpa di nessuno” nella voce dell’uomo Angel notò l’esasperazione di fronte ad una famiglia che si andava disgregando di fronte ai suoi occhi “Ma Joyce continuava a dire che era stato il comportamento di Buffy a spingerla a cercare una via di fuga e Buffy continuava a restare in silenzio. Dio...” esclamò Hank “Restò in silenzio per giorni interi, girava per casa come un fantasma e alla prima occasione usciva e rientrava tardissimo, ma questo non faceva altro che peggiorare i rapporti con sua madre che la rimproverava per quel suo comportamento. Dawn continuava a farle dispetti su dispetti, insomma non sapevo più che fare” stancamente l’uomo si trascinò di nuovo verso lo sgabello e vi si gettò con stanchezza “Le cose continuarono così per molto tempo, ma alla fine Buffy iniziò a parlare di nuovo e le cose sembravano essere tornate alla normalità. Poi ci fu l’incendio della palestra e la situazione degenerò di nuovo, in casa si tornò a litigare con più frequenza, si parlava di trasferimento e né Dawn né Joyce ne erano contente, ma questa volta Buffy sembrò averne abbastanza delle urla e delle recriminazioni. Dopo una lite piuttosto rabbiosa scappò verso il garage e poco dopo sentii la macchina sfrecciare via” Hank s’interruppe, cercando di non pensare al fatto che a distanza di anni si ritrovava nella stessa posizione di allora e riprese il suo racconto “Aspettai per ore che tornasse a casa, invece poco dopo ricevetti una telefonata dall’ospedale e un’infermiera m’informò che Buffy aveva avuto un incidente e che l’avevano ricoverata da loro. Corsi lì come un forsennato e trovai Jimmy e Josh nella sala d’attesta, subito pensammo a uno scontro con un’altra auto, ma la polizia ci informò che la Bmw di Buffy si era scontrata contro il guardrail” “Aveva perso il controllo della macchina?” chiese Angel, facendo sentire la sua voce dopo essere rimasto in silenzio a lungo, ma l’uomo scosse la testa rispondendo alla sua domanda “Lo pensammo tutti all’inizio, anzi fingiamo ancora di pensarlo adesso” “Fingete?” chiese sempre più confuso Angel “Quando è arrabbiata Buffy riesce a guardarti dritto negli occhi e mentirti senza che tu te ne accorga” rispose Hank confondendo ancora di più il ragazzo con questa sua risposta “Ma quando è triste non riesce a mentire e se lo fa allora di certo non ti guarda negli occhi. La polizia le chiese di raccontare cos’era successo e lei disse di aver perso il controllo della vettura, ma lo fece guardando fuori dalla finestra dell’ospedale” concluse l’uomo con un sorriso triste “Non aveva perso il controllo” sussurrò Angel iniziando a capire ciò che Hank stava cercando di dirgli dal primo momento che aveva iniziato quel lungo racconto “Ancora oggi se glielo chiedi ti dice di aver perso il controllo della macchina, ma non ti guarda mai negli occhi” si alzò e tornò a guardare fuori dalla finestra “Come hai detto tu prima, Buffy sa guidare molto bene” “Lo ha fatto di proposito” mormorò Angel, pronunciando le parole che Hank non era mai riuscito a formulare ad alta voce, persino in questa occasione decise di non commentare e invece chiese “Tu la ami?” Angel sorrise, non c’era domanda più semplice per lui “Più della mia stessa vita” “Mi fa piacere sentirlo, se lo merita quella ragazza” Hank fece una pausa in cui sembrò riflettere su qualcosa, poi disse “Nonostante ciò, lascia che siano i genitori a preoccuparsi” “Lei crede che dobbiamo preoccuparci?” chiese Angel, ignorando il commento dell’altro, improvvisamente troppo intimorito per ciò che aveva scoperto “Non lo so, tu hai assistito alla lite. Potrebbe farlo?” gli domandò l’uomo sperando davvero di poter essere rincuorato dalle parole del ragazzo per una volta “Fino ad ora non sapevo neanche che fosse capace di una cosa simile” confessò Angel abbassando la testa e iniziando a preoccuparsi seriamente anche lui.
Il silenzio li avvolse, mentre l’unico suono che risuonava nella grande cucina era il ticchettio delle lancette dell’orologio appeso alla parete. Entrambi gli uomini erano persi nel propri pensieri, Hank continuava a guardare fuori dalla finestra con la speranza negli occhi, mentre Angel teneva la testa bassa e ripensava a tutte le volte che aveva visto Buffy salire e scendere dalla sua auto fin da quando si era trasferito in quella casa. Non riusciva a credere che la ragazza potesse essere capace di una cosa simile, ma c’era un pensiero in particolare che lo tormentava al momento. Era il ricordo della sera in cui aveva lasciato che Buffy guidasse la sua Plymouth GTX Convertible del 1967 a Sunnydale. Allontanando il brivido che provò all’idea che la sua amata auto aveva rischiato di schiantarsi contro un gardrail, si concentrò sugli avvenimenti di quella sera e si rese improvvisamente conto che probabilmente era stata la prima volta che Buffy aveva guidato una macchina dopo l’incidente. Per questo non aveva avuto un’auto tutta sua a Sunnydale. Per questo motivo aveva dovuto fingere di non avere la patente. Adesso tutto era più chiaro nella mente di Angel, ma questo non cambiava il fatto che la ragazza gli aveva mentito e lui le aveva persino offerto di guidare la sua macchina d’epoca. Reprimendo un altro brivido all’idea che la sua auto aveva rischiato grosso quella sera, Angel ripensò a una delle tante magnifiche serate trascorse con la sua cacciatrice.
Ricordava ancora il calore del corpo di Buffy contro il suo, mentre trascorrevano una tranquilla serata sul divano della vecchia magione. Il fuoco crepitava nel camino e Buffy si stava lamentando dell’ultimo compito di storia che le era andato male “Mi chiedo come tu abbia fatto ad arrivare all’ultimo anno di liceo senza essere bocciata in storia?” le aveva chiesto corrugando la fronte al pensiero delle enormi carenze che la sua ragazza sembrava avere in quella materia. La risata cristallina della cacciatrice era risuonata per tutto l’ampio salone “Beh, qui a Sunnydale mi aiuta Willow e a Los Angeles facevo impazzire Josh, ma alla fine mi aiutava anche lui” gli aveva detto Buffy, voltandosi sul divano per guardarlo in faccia e Angel aveva notato la tristezza nei suoi stupendi occhi verdi “Ti manca il tuo amico” aveva constatato lui senza tanti giri di parole “E mio padre” aveva confessato l’altra tornando a guardare il fuoco del camino “Ma va bene lo stesso, qui ci sei tu” aveva detto baciandogli il petto coperto dalla camicia e stringendolo di più a sé “Dovresti andare a trovarli più spesso” le aveva detto lui “Già, ma gli orari dei pullman per Los Angeles sono incredibili, ci metterei più di mezza giornata e con la Bocca dell’Inferno che non dorme mai non è una buona idea” gli aveva spiegato la ragazza “Tua madre ancora non ti lascia prendere la patente?” le aveva chiesto lui a quel punto, dato che allora era ancora convinto che la sua cacciatrice non sapeva guidare “Ah, si, più o meno” aveva balbettato lei e Angel si era subito reso conto che gli stava mentendo, ma aveva deciso di aspettare e vedere se la ragazza si fosse aperta con lui di propria volontà, ovviamente non aveva dovuto attendere molto “Veramente...io so guidare Angel” “Davvero?” le aveva chiesto lui confuso “Ricordo che prima del tuo compleanno...” aveva fatto una pausa per allontanare i ricordi dolorosi del diciassettesimo compleanno della sua ragazza, per poi riprendere a dire “Tua madre ti aveva proibito ancora una volta di fare il test, Willow aveva detto che...” “Lo so” lo aveva interrotto lei tornando a guardarlo in volto e spiegandogli che in realtà lei aveva già la patente, ma che sua madre non voleva che guidasse dato che, essendo Sunnydale una piccola cittadina, non ce n’era bisogno. “D’accordo, ma almeno potrebbe prestarti la macchina per arrivare fino a Los Angeles” le aveva proposto Angel, anche se ovviamente adesso si rendeva conto che le ragioni per cui l’intera famiglia Summers non aveva voluto che Buffy guidasse in quel periodo erano più che valide. “Non fa niente” aveva liquidato in fretta la questione la sua furba cacciatrice, evitando così di dovergli mentire sulla vera ragione per cui non poteva guidare “Sto bene qui dove sono” aveva confessato baciandolo sulle labbra “Sai” si era lasciato andare lui “Io ho una macchina” “Davvero” aveva esclamato entusiasta Buffy tirandosi indietro per guardarlo meglio negli occhi “Che macchina?” “D’epoca” “Posso vederla?” aveva chiesto la ragazza muovendosi contro di lui con fare provocante, come se Angel avesse avuto bisogno dell’incentivo per accontentare ogni suo desiderio “Certo” si era alzato, aiutandola a fare altrettanto e l’aveva condotta verso il garage della magione “Non sapevo neanche che questo posto avesse un garage” aveva detto lei, prima di restare senza fiato davanti alla Plymouth nera lucente. Avevano passato quasi mezzora in quel freddo garage, mentre Buffy osservava ogni minimo dettaglio della macchina per poi pregarlo di poterci salire dentro e, alla fine, Angel aveva persino proposto di farle fare un giro. All’andata aveva guidato lui ovviamente, dato che l’auto aveva il cambio manuale e lui non sapeva se Buffy era abituata a quel tipo di guida, ma al ritorno lei gli aveva assicurato che anche la sua vecchia auto a Los Angeles aveva il cambio manuale e Angel, sempre desideroso di accontentare ogni suo desiderio, aveva acconsentito. Si era sentito morire quando le aveva consegnato le chiavi, aveva preferito guardare altrove nel momento in cui Buffy si era seduta al posto di guida iniziando a preparare la marcia e aveva fatto una smorfia quando aveva sentito il motore ruggire, ma poi si era tranquillizzato subito notando la dimestichezza che la ragazza aveva alla guida. Non appena erano rientrati al garage non aveva potuto fare a meno di notare lo sguardo acceso della ragazza e il suo sorriso soddisfatto “Ah, era da tanto che non guidavo” aveva confessato accarezzando il volante con le mani “Mi mancava” poi si era voltata verso di lui con un sorrisetto malizioso. Prima che se ne rendesse conto si era ritrovato la ragazza seduta a cavalcioni su di lui e non aveva potuto far altro se non sorridere “Grazie” gli aveva sussurrato la ragazza baciandolo e iniziando a sbottonargli la camicia, muovendo i fianchi contro i suoi. Angel non si era lamentato minimamente, anzi aveva iniziato ad accarezzarle le cosce nude sollevandole sempre di più la gonna nera “Mmm, devo farti guidare più spesso” le aveva detto baciandole il collo, mentre lei iniziava già a slacciargli la cinta di pelle “Credo di si” aveva risposto lei infilando una mano dentro i suoi pantaloni e accarezzandolo come sapeva fare solo lei. Avevano continuato a stuzzicarsi a vicenda a lungo, poi Angel aveva perso la pazienza e l’aveva fatta sollevare per poi spingerla nuovamente verso il basso e, spostando di lato le sue mutandine ormai bagnate per l’eccitazione, l’aveva penetrata lasciandosi sfuggire un grugnito. Buffy lo aveva cavalcato lentamente, fermandosi a volte per