Diario di un’apprendista cuoca tradizionale
Per ragioni che ancora scaramanticamente non vi voglio rivelare , ultimamente sono molto interessata alla cucina tradizionale e contadina
Vagheggiando tra le corsie della coop alla ricerca di articoli interessanti mi sono soffermata con crescente attenzione davanti allo scaffale delle farine.
Farina 0, farina 00, farina di tutti i calibri per polenta eccetera. Io cercavo una farina integrale per provare utopicamente a fare il pane , quando a un tratto
proprio ad altezza occhi, cioè dove astutamente mettono le novità, vedo FARINA DI FARRO integrale da agricoltura biologica.
Chi era presente nella corsia ha potuto notare le freccette nere uscire dai miei occhi dirette al sacchetto e la classica lampadina accendersi sopra la mia testa.
In un lampo ero a casa a impastare le famosissime tagliatelle di farro.
Quale migliore e antichissimo piatto della tradizione contadina eccetera eccetera.
Nell’entusiasmo forse impasto un po’ troppa farina e così ne preparo un vassoietto da fare assaggiare ai miei.sicuramente gli ricorderanno i perduti sapori della loro infanzia.Il colore scuro della sfoglia mi suggerisce l’abbinamento con un delicato sugo alle noci e panna ma all’esame organolettico si rivelerà insufficiente a predominare sul caratterisco sapore del farro e mentamente mi annoto , per le prossime di fare qualcosa di piu incisivo come condimento, forse un sugo di verze e salciccia potrebbe starci meglio.
Nel primo pomeriggio, impaziente, mi reco a sentire il giudizio dei miei genitori.
“mamma le avete mangiate le tagliatelle?”
“sé” (certo figliola)
“e come erano?”
“insamma…bouni…”(davvero deliziose,sei stata molto brava)
Nel frattempo si alza mio padre dal suo riposino pomeridiano. “allora ti sono piaciute le tagliatelle?”
“ no ! gnanc un poc…propria na schifessa…mo che fareina et druvé?”(non tanto, ma forse oggi non avevo appetito, ma dimmi un po’ che sono curioso: che farina hai usato?)
“ma la famosa farina di farro “
“ ed cossa? “ (come hai detto figliola?)
“FARRO”
“ mo cusel al Farro?” (davvero non conosco questo cereale)
Carissima bed forse non vale la pena andare così indietro nel tempo per trovare dei buoni piatti di tradizione emiliana.
Hai presente quelle belle lasagne piene di ragù,di besciamella, di parmiggiano reggiano?
ECCo proprio quelle.
Oppure quei bellissimi, piccolissimi, poetici tortellini in brodo.
Oppure quelle belle stagnate di rosette al forno, tutte uguali, con la crosticina rosolata di formaggio e besciamella sopra?
Basta, mi sta venendo una fame tremenda.
ciao Stefi (una che non è neanche di Modena ma che però sa apprezzare molto la cucina emiliana)
Ma visto che noi maschietti ci sfidiamo sempre con le nostre Vespe per poterci vantare di essere i migliori a preparare motori e balzelli vari, perchè non organizziamo una "gara" tra voi Vespegirl a chi fa da mangiare meglio ?!
Tanto lo so che siete tutte bravissime ( si vede dalle enormi panze dei vostri compagni .....)
Potrebbe essere una buona scusa per farci una mega magnata e assaggiare i sapori di tutte le vostre terre.
Non sto scehrzando, organizziamo ?
Non riesco a capire se è veramente una sfida o un imbroglio, con la scusa di "vediamo che fa meglio", gli uomini preparano qualche cosa, così, tanto per fare numero, mentre le donne per far vedere di che pasta sono fatte............ ciao stefi
Non è ne una sfida ne un imbroglio, era solo trovare una scusa per incontrarci tutti e ognuno mostrare quello che sa fare in ambito motoristico e culinario.
Io mi astengo dalla seconda specializzazione onde evitare avvelenamenti e gastriti, non so se friggere le patatine con il Motul 2T sia consono.
Ripeto, non è una sfida, è una scusa per vederci.