Indossò la collana vecchia di 30 milioni di anni.
Ambra .Trasparente custode di antichi segreti.
E con quel gesto diventò essenza.
Dalla pentola socchiusa veniva un profumato borbottio. Quieto e rassicurante. Come lo scodinzolare di un cane. Come una conversazione di bambine.
Mise sul tavolo gli ingredienti. Uova che racchiudono il segreto della vita. Farina, candido simbolo di semplicità e ricchezza. Una zucca dolce come la speranza nei momenti difficili.
Lavorò in silenzio con gesti che facevano parte di un rituale ripetuto molte volte.
Poca noce moscata per sognare di terre lontane, tanto formaggio grana per non dimenticare che la nostra terra è questa. Altro non serve se non quell’ingrediente segreto senza il quale niente è buono o bello.
Scegliere gli ingredienti per un piatto è come accostare le parole per una poesia . Inventarsi una ricetta è come scrivere un racconto . Chi cucina racconta una storia, chi narra sazia una fame.
mi hai dato un dito dietro cui nascondermi, generosissima Bed.
"Chi cucina racconta una storia, chi narra sazia una fame."
Mi inventerò giullare, mi inventerò cantastorie, proverò a saziare così l'improbabile pubblico di Amici che avranno l'ardire di passare in questa città fredda, con le montagne - viste da quaggiù- che fanno da muro.
Le montagne sono dei muri, finchè non decidi a pensarle diversamente: sono un mezzo per salire, vedere dall'alto, sognare di andare oltre, fare passi con gambe più o meno lunghe, con ruote più o meno larghe.
Vabbe', non c'entra niente.
Resta il fatto che io sazierò a modo mio.
Lasciamo le magiche alchimie della cucina casalinga a chi è stata illuminata dal focolare.
A noi non resta che raccontare
tutto era pronto: ben quattro amiche sul piede di guerra, con apposita divisa da cuoca e cappello da marinaio (oh, quello c'era), frullino strano per montare i bianchi, ricetta stampata stavolta a colori, il sacchetto con gli ingredienti sponsorizzati dalla Bed (tranne la cioccolata...), il forno a microonde in attesa, il forno vero già acceso.
"Sara, mancano le uova"
"quante?"
"due, non sai leggere?!"(minacciandomi con un mestolo)
"ok, ok, vado a prendere le uova!"
Passa qualche minuto e una delle quattro amiche sente questo monologo delirande.
Sì, perché si fa presto a dire due uova!
Innanzittutto le confezioni sono da sei. Ci sono uova di classe A, di classe così così e ripetenti.
Ci sono uova biologiche, il che vuol dire che le galline sono belle ruspanti e si mangiano l'erbetta cresciuta sulla discarica vicino casa.
Tanto, tutto si trasforma, no?
Poi ci sono confezioni: di carta, di plastica, di cartone riciclato.
Ci sono quelle con la scadenza, quelle con la data di confezionamento (e che mi frega quando le avete confezionate? io voglio sapere quando la gallina mi ha fatto l'uovo, non quando avete preso l'ovetto in questione, passato su un nastro, abbracciato da una morsa delicata meccanica, appoggiato nel suo spazio in scatola!), quelle con dietro la ricetta per la frittata della nonna, le confezioni famiglie numerose (12 uova!), quelle con disegnato babbo natale, quelle con la befana...MA MI STANNO PRENDENDO IN GIRO?
"Sara, ti calmi? prendi la confezione più vicina a te. Anzi: chiudi gli occhi, alza la mano, prendi e vai verso la cassa. Apri gli occhi solo quando è ora di pagare"
Seguo il consiglio e uscendo mi accorgo di avere preso uova biologiche in confezione di plastica. Bello, eh?
Ok...sacchetto, accendo la VespaTeresa (non parte più ora...), breeem (30km/h), breeeeeeeeem (50), braaaaaa (60), bruuuuuoooom (20, semaforo rosso).
Arrivo a casa. Mostro orgogliosa il mio trofeo, eccole!
Uova fresche di giornata (di quale non è precisato)!
Così fresche che si tagliano con un grissino...
su sei, ne sono arrivate...ne è arrivata una intera.
Le altre miseramente sfracellate nel sacchetto, selvaggiamente sgocciolanti per casa, tristemente irrecuperabili.
Mi mangio un'altra volta la cioccolata fondente.
200gr di consolazione.
cos'è Sara stai provando a fare la piccola fiammiferaia con me?
guarda che questi trucchetti non attaccano!
e poi proprio 4 amiche talpe analfabete dovevi chiamare ad aiutarti?
le uova che servono sono 4 (quattro)
e non 2 (due) come ti hanno detto.
mi era venuto il panico di averti dato la ricetta sbagliata :niente è piu crudele di dare la ricetta per condividere la conoscenza e poi volerne mantenere il monopolio dandola sbagliata o incompleta.
l'unico consiglio che mi sento di darti è spostare la mira dal risultato al processo.
come sai anche tu un viaggio non si fa per arrivare a una meta ma per il viaggiare in se.La meta è il viaggio.
non devi solo avere voglia di mangiarla , devi avere voglia di farla, perchè quella che poi mangerai, o offrirai con orgoglio a qualcuno non sarà solo una torta al cioccolato.
macché piccola fiammiferaia con te!
Funziona solo in certi contesti!
Con te vedo bene questo: rapisco i tuoi maiali, le galline e pure le oche, mi prendo anche un paio di Vespe giusto per rendere più drammatica la faccenda.
Poi inizio a chiedere il riscatto...
se non mi dai retta, ti mando in una busta una penna d'oca con incluso pennino e boccetta di inchiosto, e il paraolio lato volano delle Vespe...
eheheh!!!
Sara
PS invitare quattro amiche che tu definisci talpe a priori, fa parte del viaggio. Il forno non fa mica il rumore di una Polini, sai? Quattro femmine invece fanno il chiasso di un padellino senz'anima...
Ho detto quattro, sì. Io mi tiro fuori da certi rumori che non conosco.