| Original Message |
TranvaBebop (no login) Posted Mar 15, 2002 10:13 PM
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[...] che poi il paradosso è che oggigiorno tutti vogliono avere un'istruzione.
E il tessuto sociale ne risente, e ne risentono anche gli artisti, coloro che si nutrono dell'ingerenza volgo-cromatica e sensazionalistica degli eventi circostanti, delle situazioni e degli alambicchi pletorici, della minchioneria introspettiva maschilista e della civettuologia minimalista e dietrista dell'avangarde fetish-femminista, sempre in contrasto auretico con l'Impostazione Generale un po' per sport e un po' per remunerativismo stilnovista.
L'artista si commisera allora della propria insicurezza creativa, che invece dovrebbe essere proprio lo stendardo di quel flusso di cognizioni e loro realizzazioni che pongono così distante il Vero Artista dalla spavalderia buffonesca del plagiatore improvvisato.
La sottile e vacua diramazione tra vita e plagio.. non conducono forse entrambi nello stesso luogo?
L'assimilazione, il contenuto e le sue postulazioni rappresentative e divagatorie, il suo morfismo strutturale e propedeutico a nuove e continue e sempre più esigenti forme di combinazioni e finalizzazioni....
non è cmq una sequenza di brutale espiazione della propria indisposizione e indisponenza all'agio e alla regolarizzazione?
l'artista, come può porsi in questo contesto di incauta immedesimazione con l'Altro ?
("Altro" in quanto fisicamente opponente al "Resto", si capisce)
Ce lo stiamo chiedendo.
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