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BROWN (no login) Posted Sep 11, 2008 11:22 PM
Prendo atto, con il dovuto rispetto, del “nuovo” punto di vista di Simplicius, evidentemente frutto di un sofferto percorso speculativo.
Vorrei solo ricordare a tutti che, così come ho avuto modo di scrivere anche sulle pagine di questo forum (vedi Bogdanov), l’indeterminazione nella fisica quantistica può essere facilmente rimossa accogliendo l’ipotesi - avanzata per la prima volta da Everett nel 1957 - dell’esistenza di universi paralleli o, meglio come dico io, di configurazioni virtuali parallele generate da un algoritmo informatico.
La validità di questa ipotesi è stata dimostrata da David Deutch con una argomentazione logico-empirica legata ad esperimenti di interferenza della luce attraverso un ostacolo (vedi “La trama della realtà” – Einaudi).
Riporto inoltre, a maggior chiarimento, alcuni brani del recentissimo libro “La fisica del cristianesimo” di Frank J. Tipler edito da Mondatori, in cui si afferma:
“Questa conclusione è chiamata interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica. Tuttavia il termine interpretazione è improprio, perché questa è l’unica interpretazione della meccanica quantistica...... se la meccanica quantistica è vera, i molti universi esistono di necessità. La matematica della meccanica quantistica non ammette nessuna alternativa. L’esistenza dei molti universi, cui si dà il nome collettivo di multiverso, in realtà discende anche dall’equazione di Hamilton-Jacobi, ma poiché tali mondi sono non lineari, si sarebbe potuto supporre che in essi una particella in effetti seguisse soltanto una traiettoria. La linearità dell’equazione di Schrodinger invece non ci lascia tale opzione. Quindi il multiverso esiste anche nella meccanica classica newtoniana, se questa teoria viene espressa nella sua forma matematica più potente.”
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