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Anonymous (no login) Posted Dec 19, 2008 11:37 PM
ringrazio tutti per i complimenti .
Dovrò aggiornare il blog, in quanto sono arrivato al cap. 18, ma nel blog compare il 12 seguito dal 15.
Questa storia del racconto è iniziata per scherzo... Ora mi ha preso la mano, e oggi proprio in quel bar ho incontrato un mio compaesano (conosciuto online) che ha appena pubblicato una raccolta di poesie (e sta scrivendo un racconto). Sta leggendo il mio racconto e lo trova interessante. Quindi gli ho spiegato che avrei intenzione di "raccontare" alcuni aspetti epistemologici della fisica quantistica e soprattutto il problema della coscienza, attraverso una storia sentimentale tra i due personaggi principali del racconto, Rico e Rossella (quest'ultima sarebbe la ragazza del bar, e ovviamente il nome è di fantasia).
Copio e incollo un brano significativo del Capitolo 16 (non ancora online):
Nel secolo scorso (negli anni della guerra fredda), la CIA finanziò un ambizioso progetto di ricerca finalizzato allo studio della telepatia. La possibilità di leggere il contenuto di una mente era estremamente interessante da un punto di vista strategico/militare. Quel progetto però non portò ad alcun risultato, per cui fu abbandonato. In seguito non ci furono altri progetti simili, anche perché la telepatia era da sempre considerata una forma di ciarlataneria.
Diversamente, il lavoro di Stefano era davvero pionieristico, anche se necessitava di vitali sviluppi. Rico proseguendo su tale linea di ricerca, aveva eseguito numerose simulazioni via software che corroboravano la teoria elaborata dal collega.
Notò che Stefano non si riferiva mai a termini del tipo "cervello" e "mente", bensì esclusivamente a "reti neurali" o a "sistemi di neuroni".
Il cervello e la mente.
Il cervello era l'hardware, la mente il "software". Quest'ultima appariva come una proprietà emergente ed epifenomenica, perciò secondaria. Allora Rico ripensò all'amore che provava per Rossella: la totalità dei suoi sentimenti proveniva in ultima istanza da un substrato neuronale e nulla di più. Inoltre, l'amore e l'attrazione tra due persone erano esclusivamente finalizzati alla procreazione ed era la volontà di sopravvivenza dei nostri geni ad attirarci verso persone del sesso opposto. Rico si rese conto che tale affermazione era intrinsecamente contraddittoria, poiché se il pensiero e la coscienza erano proprietà emergenti, come poteva un gene esibire una volontà? Nell'approccio riduzionistico, i geni rappresentavano una descrizione a basso livello, mentre le proprietà tipiche del pensiero e della coscienza emergevano solo ai livelli superiori di descrizione.
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