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Original Message
  • Re: La ragazza del bar e la Meccanica Quantistica
    • SaTiro (no login)
      Posted Jan 7, 2009 9:31 AM

      <<In ogni caso, la domanda è: in che modo gli enti matematici si realizzano in enti fisici?>>

      allora, io formulo il mio concetto: Penrose si concentra esclusivamente sugli enti matematici, essi esistono in un mondo platonico, ma sostengono il mondo fisico. Quindi la loro esistenza è necessaria ma non è detto che l'ordinatore (il mio terzo incomodo, ovvero la mente) debba esistere per sostenere l'ente matematico. Se invece prendo un sentimento, un pensiero astratto, non collegabile con l'universo fisico, questo per esistere ha bisogno dell'ordinatore oppure può esistere indipendentemente da esso? Secondo il ragionamento da me fatto, mentre l'ente matematico è strettamente imparentato con il mondo fisico, il pensiero cosciente no. Senza un ordinatore il pensiero individuale (mio, tuo ecc.) non esisterebbe; non solo, questo pensiero non è nemmeno collegabile con il mondo fisico, cioè se non esistesse il mio pensiero cosciente il mondo fisico e quello platonico degli enti matematici, potrebbe esistere indipendentemente da noi.
      Se così non fosse si dovrebbe trovare un nesso tra la mente e l'ente matematico (e fisico), che però non trovo, e mi sembra che nemmeno Penrose ci tenti (il libro in questo momento non ce l'ho ma me lo ricordo abbastanza bene).
      Mentre la tua domanda è specifica, la mia è di diverso tipo, io dico: come è possibile che esistano pensieri che con il mondo fisico non sembrano avere alcun collegamento? L'esistenza di questi pensieri quindi è il risultato dell'ente ordinatore ma non del mondo fisico, infatti senza di essi il mondo fisico esisterebbe (sempre che tu riesca a trovare il collegamento tra ente matematico e mondo fisico) ma i pensieri non esisterebbero. Quindi è "necessario" la presenza di un "ordinatore" per l'esistenza di pensieri individuali astratti (non collegabili con il mondo fisico); di conseguenza esisterebbe anche l'ordinatore (la mente). Io però non vedo la necessità dell'esistenza della mente per l'esistenza dell'ente matematico (infatti Penrose ordina gli enti matematici in un mondo platonico a parte e scollegato dalla mente).
      La tua domanda si concentra esclusivamente sul collegamento fra enti matematici e mondo fisico, ma su quello non ho alcuna idea interessante... ad oggi happy.gif
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