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Anonymous (no login) Posted Jan 7, 2009 10:11 PM
Secondo il ragionamento da me fatto, mentre l'ente matematico è strettamente imparentato con il mondo fisico, il pensiero cosciente no.
su questo non sono d'accordo: esistono enti matematici che non hanno relazione con il mondo fisico. Più precisamente, i matematici lavorano spessissimo su teorie che non hanno applicazioni fisiche. Magari l'avranno in futuro, ma non è detto. Un esempio storico è offerto dall'Analisi funzionale. Prima della formulazione della meccanica quantistica, era una pura speculazione matematica che non aveva applicazioni fisiche.
In ogni caso, una teoria matematica può rimanere confinata nell'universo platonico, senza avere applicazioni nella fisica. Questo è un punto importante, e difatti Penrose ne parla.
In ogni caso, hai detto bene: l'universo platonico è necessario. Ecco appunto, è una condizione NECESSARIA per l'esistenza dell'universo fisico, ma non è detto che sia SUFFICIENTE. Se lo fosse, allora avresti in automatico un universo fisico appena esiste un universo platonico. E in questo caso, l'universo fisico sarebbe una necessità logica, perchè se esiste un universo platonico, necessariamente esce fuori un universo fisico.
Senza un ordinatore il pensiero individuale (mio, tuo ecc.) non esisterebbe; non solo, questo pensiero non è nemmeno collegabile con il mondo fisico, cioè se non esistesse il mio pensiero cosciente il mondo fisico e quello platonico degli enti matematici, potrebbe esistere indipendentemente da noi.
Penso che la mente svolga un qualche ruolo di connessione tra i due, e che il mondo fisico non è poi così indipendente da quello mentale (basta ricordarsi degli aspetti ontologici della meccanica quantistica).
Se così non fosse si dovrebbe trovare un nesso tra la mente e l'ente matematico (e fisico), che però non trovo, e mi sembra che nemmeno Penrose ci tenti (il libro in questo momento non ce l'ho ma me lo ricordo abbastanza bene).
Il nesso non puoi trovarlo nella cornice concettuale della scienza, poichè la mente viene messa da parte a priori. In ogni caso, Penrose ipotezza che i "tre mondi" potrebbero essere tre aspetti diversi di un'unica realtà che non riusciamo a percepire (o se vogliamo, a concettualizzare) |
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