| Original Message |
Pasquale Prisco (no login) Posted May 4, 2012 12:02 PM
Passiamo ora a considerare l'ipotesi che, un dato evento, possa verificarsi al 99,99%. Diciamo subito che, tale percentuale, è una delle più alte possibili (quella più alta è 9,9 periodico). Il calcolo probabilistico esclude, per sua stessa natura, il dato certo (espresso dalla percentuale del 100%). Chi pretende di distribuire il 100% di certezza in una previsione probabilistica, o non ha ben compreso il calcolo delle probabilità, oppure ambisce ad occupare il ruolo del mago di Oz o quello del divino Otelmo. Infatti la natura del calcolo probabilistico esclude automaticamente, in modo intrinseco, il dato certo, che viene espresso dalla percentuale del 100%, indipendentemente da ciò che pensa Pasquale Prisco, SaTiro, Rob, Alex o un Pinco Pallino qualsiasi (CHECCHE' SE NE DICA, CHECCHE'!). Chi è pratico di calcolo infinitesimale, sa bene che il clima di totale incertezza in cui siamo costretti ad operare (nostro malgrado), viene espresso anche dai numeri irrazionali e da quelli trascendenti. Nonostante i potenti mezzi messi a disposizione dalla tecnologia, infatti, non siamo in grado di rilevare, con precisione assoluta, tutte le cifre presenti, dopo la virgola, in un numero irrazionale. Il motivo è semplice: tali cifre si producono all'infinito!
Riprendiamo il discorso del 99,99%. Alla presenza di una tale percentuale, siamo in grado di asserire che, su un numero di 10.000 eventi, 9.999 avranno un esisto favorevole e 1 soltanto un esito, per così dire, sfavorevole, o soltanto contrario alle nostre aspettative (dipende, infatti dall'ampio ventaglio offerto dai vari e differenti punti di vista). Bisogna ribadire, a questo punto, che il calcolo probabilistico si basa sui dati aleatori dell'aspettiva, e non sui dati certi dell'assoluto. Gli scenari che, a questo punto, potrebbero prospettarsi, sono collegati a due diverse possibilità. Secondo la prima e più comune ipotesi, il risultato del 99,99% potrebbe essere prodotto da una stessa successione di 10.000 tentativi (nei quali, oltretutto, la presenza delle stesse variabili si può solo ipotizzare; la realtà, infatti, produce degli inevitabili cambiamenti dovuti al perpetuo divenire delle condizioni ambientali, psicologiche e strutturali), effettuati nello stesso universo. La seconda ipotesi, in modo più curioso ed affascinante, potrebbe prospettare la possibilità che, uno stesso lancio, possa produrre effetti in 10.000 universi diversi, secondo la teoria degli universi paralleli prospettata da Everett. In tal caso in 9.999 universi potremmo verificare uno stesso risultato, e solo in 1 un risultato diverso in grado di produrre effetti diversi. E' interessante notare, a questo punto, come questo clima di precarietà e di incertezza, tenda a confluire, in modo del tutto spontaneo, in un caposaldo della matematica (la teoria dell'incompletezza o dell'indedicibilità di Godel) e in uno della fisica (il principio di indeterminazione di Heisenberg). |
|