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equazione tra tutto e nulla

September 16 2005 at 11:56 AM
plexar  (no login)

secondo la teoria della relatività generale le onde gravitazionali dipendopno dalla massa di un corpo che determina la curvatura dello spazio-tempo ebbene immaginiamo di essere un fotone cosa accade quando viaggiamo alla velocità della luce? che lo spazio si contrae fino ad annullarsi ed il tempo si dilata all'infinito, conseguenza: decadono i principi fisici alla base della meccanica e dell'eletromagnatismo per cui la relatà che ci circonda potrebbe essere determinata da una sola paricella di massa nulla che spostandosi in ogni istante ed in ogni dove sepre e comunque genera tutto l'universo e gli altri miliardi di mondi paralleli.

ma la sua massa è pari a zero per cui è la sua energia che per l'equazione della relatività ristretta si traforma in massa curvando a fasi successive lo spazio e, pertando generando una radiazione fossile soggetta a decadimenti di energia e quindi di velocità.

in parole povere esiste solo una particella elementare che opera a zero dimensioni ed ad un tempo infinito di intervalli che genere il tutto e le variabili del tutto non contemplate nel presente attuale.

 
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Fabrizio
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Re: equazione tra tutto e nulla

September 21 2005, 11:48 PM 

Purtroppo queste sono congetture che vanno oltre la fisica del "verificabile", che è la fisica del metodo sperimentale introdotto da Galileo. Si entra in un campo in cui si può dire tutto e il contrario di tutto e che è di fatto una sorta di filosofia, sebbene appaia ammantata di una "credibilità" scientifica...
Con questo non voglio dire che possa essere vero, ma bisogna stare attenti a confondere tutto ciò, almeno allo stadio attuale, con una vera teoria scientifica (ho imparato bene la lezione, da quelli che dicono proprio questo a proposito di ciò che ho scritto nel libro Il segreto dell'universo...)
Fabrizio Coppola

 
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plexar
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Re: equazione tra tutto e nulla

September 26 2005, 10:37 AM 

congetture dici?? aspettatevi un trattato a breve che rivoluzionerà il concetto di fisica quantistica cosi come lo si conosce e provate ad immaginare dove verrà discusso.....un saluto

 
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Moderatore
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Re: equazione tra tutto e nulla

September 26 2005, 12:09 PM 

Lo aspettiamo con interesse.
Forse, sapendo qualcosa di più preciso, la risposta di Coppola poteva essere più pertinente.
Massimiliano.

 
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Anonymous
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Re: equazione tra tutto e nulla

September 28 2005, 10:28 AM 

Come battuta si potrebbe dire che al giorno d'oggi tutti si lamentano che non c'è più tempo...
Anche se forse non c'entra con l'argomento, comunque, secondo la cosmologia mitica indiana, è detto che il tempo è nato con il mondo se per "mondo" si intende la manifestazione cosmica corporea nella dimensione spaziale (quindi spazio-tempo sono collegati) ed è nato "nel mondo" se per "mondo" intendiamo la manifestazione universale totale, comprensiva delle dimensioni extra-corporee ed extra-spaziali, dove vigono altre forme di durata, cioè "tempi" non assimilabili a quello che conosciamo nella nostra dimensione. Man mano che un ciclo (umano o cosmico) si svolge, il tempo scorre sempre più velocemente fino a contrarsi del tutto alla comclusione del ciclo medesimo, ed è per questo che, per esempio, la vita di un individuo sembra scorrere più velocemente (anzi scorre effettivamente più velocemente) man mano che diventa sempre più adulto: gli anni nell'infanzia, nella gioventù, nell'età adulta e nell'anzianità scorrono a velocità diverse, sempre crescenti, tant'è che si dice "il tempo vola". Nell'infanzia il processo di invecchiamento è più lento che nell'età adulta, questo è un fatto. Lo stesso analogo discorso può essere fatto per una civiltà: gli anni del suo sviluppo ed espansione sono lenti e quelli del suo declino più veloci, lo si può constatare leggendosi la storia delle civiltà antiche dove l'ultimo loro periodo di vita è caratterizzato da scompigli e mutamenti rapidi ("rapidi" può voler dire anche nell'ordine di secoli, se la durata complessiva della civiltà è pluri millenaria). Forse lo stesso vale per il Cosmo, che evidentemente "invecchia" (si dice che man mano che un ciclo procede, anche gli Dèi "invecchiano", seppur lentissimamente rispetto agli umani e secondo un "tempo" che è diverso dal nostro).
Certo che i mutamenti continui e iper-veloci a cui oggi assistiamo sono un fatto, ma su cosa significhino meglio non azzardare nessuna interpretazione.

 
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SaTiro
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Dio e la luce

December 24 2005, 10:54 AM 

Il tempo è una dimensione che si unisce alle tre dimensioni spaziali. Non esistono solo tre dimensioni spaziali e una temporale ma ne vediamo solo quattro perchè questo è il modello di universo che conosciamo. Secondo la nuova teoria delle super stringhe (teoria che dovrebbe un giorno poter inglobare tutto la conoscienza, questo almeno nella speranza dei fisici) non ci sarebbero solo quattro dimensioni ma molte di più, 10, 15 o forse di più. Tutte "attorcigliate" e quindi non visibili. Già è difficle immaginarsi 4 dimensioni non ne parliamo 10, 20 ecc. Non vedo dov'è il problema se sosteniamo che la luce è a zero dimensioni. Almeno lei è semplice! ^_^

Mi sfuggono molte cose, purtroppo non sono un fisico e non ho nozioni di giometria e ne di matematica, ma la velocità della luce è verificata,è sempre quella,non la si può fermare, la si può al massimo incurvare(mi piego ma non mi spezzo), e nessuno sa cosa potrebbe succedere se un uomo si mettesse in groppa ad un fotone. Le leggi della relatività lo impedirebbero visto che solo la luce non avendo massa può andare così veloce. Ecco perchè Dio è visto quasi sempre come un fascio di luce? Solo la luce non ha, almeno in teoria, problemi di "Tempo" visto che incurva al massimo le sue dimensioni a 0. E' una battuta, ma mi sono sempre chiesto se Dio (sempre che esista) sia una "Entità" semplice o composta. Visto tutto cio che ha "Creato" mi verrebbe da dire composta, ma "Regolare". Leggi che valgono dapperttutto, in qualsiasi punto dello spazio, leggi fisiche ferree e per lo più quasi semplici ( anch'io che non capisco nulla di fisica riesco a percepire). E' possibile che Dio ci abbia nascosto la complessità, lasciandoci ammirare la bellezza di un universo armonioso, semplice ma bello?
Non è possibile dare una risposta se non conosciamo l'universo prima della sua nascita (sebbene sia un controsenso, ma non lo è). Il famoso "brodo primordiale" era semplice o composto? Da più parti ho letto che l'universo che è nato allo scoppio del big bang sia l'unico che avrebbe favorito una vita intelligente. Dio allora avrebbe mescolato il tutto in modo tale che qualche istante dopo lo scoppio l'universo conosciuto si formasse con leggi approppriate perchè la vita nascesse. L'alfa e omega sarebbero quindi la singolarità (il brodo primordiale, complesso) e la luce (semplice), due aspetti ancora non compresi, il primo non visibile il secondo...bhe se non vedessimo neanche la luce allora saremmo ri-diventari una "Singolarità".

n.b. scusate le bestialità , sono solo pensieri... ^_^

 
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Re: equazione tra tutto e nulla

February 19 2006, 1:41 PM 

teoria di Richard Feynman esiste un solo elettrone.......

 
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Anonymous
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Re: equazione tra tutto e nulla

February 19 2006, 1:49 PM 

Purtroppo queste sono congetture che vanno oltre la fisica del "verificabile", che è la fisica del metodo sperimentale introdotto da Galileo. Si entra in un campo in cui si può dire tutto e il contrario di tutto e che è di fatto una sorta di filosofia, sebbene appaia ammantata di una "credibilità" scientifica...


In effetti Richard Feynman quando postulò la teoria di una sola particella......
disse anche che con la quantistica si può spiegare tutto o nulla.......

 
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Re: equazione tra tutto e nulla

February 19 2006, 1:55 PM 

Non è possibile dare una risposta se non conosciamo l'universo prima della sua nascita (sebbene sia un controsenso, ma non lo è). Il famoso "brodo primordiale" era semplice o composto? Da più parti ho letto che l'universo che è nato allo scoppio del big bang sia l'unico che avrebbe favorito una vita intelligente. Dio allora avrebbe mescolato il tutto in modo tale che qualche istante dopo lo scoppio l'universo conosciuto si formasse con leggi approppriate perchè la vita nascesse. L'alfa e omega sarebbero quindi la singolarità (il brodo primordiale, complesso) e la luce (semplice), due aspetti ancora non compresi, il primo non visibile il secondo...bhe se non vedessimo neanche la luce allora saremmo ri-diventari una "Singolarità".

n.b. scusate le bestialità , sono solo pensieri... ^_^


Nel tuo pensiero l' alfa è la singolarità.........l' omega deve venire e non sappiamo cosa sarà
o cosa sia.......


la teoria più accreditata del big bang è il modello inflazionario, nell' inflazione si ha la massima espressione della singolarità........ovvero fenomeni che prevedono il superamento della velocità della luce........


Cmq si stanno formulando nuove teorie che prevedono più big bang sequenziali.........
la teoria è ancora "informe".....ma via via sta prendendo corpo......

 
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Anonymous
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Re: equazione tra tutto e nulla

February 19 2006, 2:03 PM 

" e la luce (semplice), due aspetti ancora non compresi, il primo non visibile"


un po' paradossale il concetto, in quanto tutto è composto di luce, tranne la materia ed energia oscura.........ogni corpo celeste e universale è composto di atomi,indi contiene luce....
Ogni atomo-sistema contiene in sè il mediatore dell' interazione o forza elettromagnetica: il fotone
l' archetipo-particella della luce.......Bibbia (Genesi): FIAT LUX.......

sembra che Dio abbia utilizzato uno sfondo oscuro ( materia ed energia oscura) per proiettare la luce.......la costante delle teoria della relatività Einsteniana...........

 
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SaTiro
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Risposta per anomymous

February 22 2006, 12:51 AM 

SaTiro:" e la luce (semplice), due aspetti ancora non compresi, il primo non visibile"

anomymous scrive:
un po' paradossale il concetto, in quanto tutto è composto di luce, tranne la materia ed energia oscura.........ogni corpo celeste e universale è composto di atomi,indi contiene luce....
Ogni atomo-sistema contiene in sè il mediatore dell' interazione o forza elettromagnetica: il fotone
l' archetipo-particella della luce.......Bibbia (Genesi): FIAT LUX.......

sembra che Dio abbia utilizzato uno sfondo oscuro ( materia ed energia oscura) per proiettare la luce.......la costante delle teoria della relatività Einsteniana...........

risposta di SaTiro:
Forse non ho espresso bene il concetto,per soggetto non "visibile" intendevo la "singolarità"; Un buco nero non è visibile...che io sappia, e cmq, secondo la teoria della gravità, si suppone che esistano corpi (non più tanto celesti^_^) dalle cui viscere non esce neppure la luce. Cosa ci sia dentro, e come funzioni una singolarità è difficile dirlo.


p.s. sono tornato, ho letto tutto il libro di Coppola durante il viaggio. Avrei bisogno di rileggere gli ultimi capitoli che collegano la teoria filosofica con il campo unificato la mente e la meccanica quantistica. E' la parte meno chiara di tutto il libro; probabilmente perchè è la parte più misteriosa? ^_^...

ciao


 
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Ksiryum
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forse questo articolo ci dona più "luce" sui buchi neri

February 22 2006, 11:58 AM 


19.07.2004

Hawking: «Sfuggire ai buchi neri? Forse è possibile»
di Pietro Greco

Non esistono «censori cosmici». Non esistono cancellini in grado di eliminare per sempre l’informazione dalla grande lavagna dell'universo. Neppure i buchi neri, gli oggetti cosmici più feroci che conosciamo, i candidati più autorevoli al ruolo di «cosmic eraser», di censori cosmici appunto, riescono a fare tanto. È questo che, presumibilmente, Stephen Hawking andrà a sostenere mercoledì prossimo a Dublino di fronte a una platea di colleghi riuniti a convegno per discutere di relatività generale.

Ma cosa sono i buchi neri? E cosa dirà, probabilmente, tra due giorni Stephen Hawking a Dublino? Vale la pena cercare di rispondere a queste domande. Non solo perché i buchi neri, per ragioni diverse, sono oggetti che catturano l’attenzione e l'immaginazione sia dei fisici che del grande pubblico. Ma anche perché il comportamento dei buchi neri ha grosse implicazioni sulla conoscenza e sul destino dell’intero universo.

I buchi neri sono i figli naturali della relatività generale. Nel senso che sono «previsti» dalla grande teoria elaborata nel 1916 da Albert Einstein. Si trattata, infatti, di oggetti dotati di una forza di gravità così mostruosa da riuscire a curvare lo spaziotempo fino a farlo chiudere su se stesso. In altri termini sono pozzi gravitazionali che non lasciano scappare via da sé nulla, neppure la luce. Di qui il nome, buchi neri.

Proprio a causa di questa loro peculiare e terribile caratteristica, l’essere per definizione non visibili, i buchi neri sono stati per lungo tempo oggetti virtuali. Previsti dalla teoria fondamentale della fisica, ma mai osservati da nessuno. Solo di recente, grazie a una serie di potenti strumenti collocati nello spazio, è stato possibile individuare la presenza grossi buchi neri (con una massa pari a centinaia di milioni di volte quella del nostro Sole) in molti luoghi dell'universo, attraverso il tremendo lamento che la materia eleva, sotto forma di raggi X caratteristici, quando sta per cadere in uno di quei pozzi gravitazionali e scomparire «per sempre» dal nostro universo.

Tra i grandi meriti di Stephen Hawking e del suo amico e collega, Roger Penrose, c'è stato quello di aver dimostrato, una trentina di anni fa, che in fondo quel «per sempre» non è davvero per sempre. E che i buchi neri non sono, poi, così neri.
Hawking e Penrose hanno dimostrato che, in un buco nero come nell'intero universo, la relatività generale è costretta a rinnegare se stessa. Nell’ambito della teoria di Einstein, infatti, non è possibile sfuggire al paradosso della «singolarità». Precipitando senza fine su se stessa, infatti, la materia in un buco nero continua a piegare lo spaziotempo fino a fargli raggiungere una curvatura infinita. Detta in altri termini il cuore di un buco nero è un punticino in cui la densità, la pressione e la temperatura raggiungono valori, appunto, infiniti. Un punticino, quindi, previsto dalla fisica che non può essere descritto dalla fisica.

È la meccanica quantistica che deve intervenire per salvare la fisica da questo paradosso. Quando, infatti, la curvatura dello spaziotempo è elevatissima, entrano in gioco le proprietà quantistiche a impedire la singolarità. Il guaio è che a tutt’oggi nessuno ha risolto il problema di come conciliare le due grandi teorie fondamentali della fisica. Di come elaborare la «Teoria del Tutto». Non sappiamo ancora come le proprietà quantistiche della materia e dell'energia riescano ad evitare che un buco nero si trasformi in una singolarità. Fatto è, però, che lo studio teorico dei buchi neri ha reso più attuale che mai il sogno di Einstein, l'unificazione della fisica.

Ma Hawking ha avuto il grande merito di continuare i suoi studi sui buchi neri. E di concentrarsi, in particolare, sulla linea di confine tra uno di questi pozzi gravitazionali e il resto dell'universo. Per scoprire, verso la metà degli anni '70 dello scorso secolo, che un buco nero non è poi così nero. E che quegli oscuri e onnivori oggetti, proprio a causa della meccanica quantistica, «evaporano». Perdono materia ed energia. Il principio di indeterminazione della meccanica quantistica, infatti, si applica anche sulla linea di confine di un buco nero. E poiché tra le specialità del principio elaborato da Heisenberg vi è quello di scavare tunnel sotto qualsiasi ostacolo per quanto insormontabile, ecco che la meccanica quantistica scava dei tunnel che consentono alla materia/energia di «uscire» da ciò da cui, per definizione, non potrebbe uscire. Di scappare via da un buco nero.

La scoperta (teorica) ha due implicazioni. Una riguarda il destino dell'universo. L'altra quello dell'informazione. La prima implicazione consiste nel fatto che c'è un futuro cosmico fuori da un buco nero. Nel futuro remoto, anzi, se l'universo continuerà a espandersi tutti i buchi neri evaporeranno e l'intera materia/energia cosmica esisterà in uno spaziotempo estremamente rarefatto ma fuori da quegli orribili pozzi di gravità.

L’altra implicazione ci riporta in un paradosso. Quando evapora da un buco nero, la materia/energia perde ogni informazione sul suo stato precedente. Cosicché un buco nero si comporta come un censore cosmico. Inghiotte e restituisce materia/energia. Ma inghiotte informazione senza restituirla mai. La cancella per sempre. Dall'istante in cui finiremo in un buco nero di noi l'universo perderà ogni traccia. E ciò è difficile da accettare, sia pure per ragioni diverse, sia da noi, ingenui non esperti, sia dai fisici più esperti. Se per noi la perdita di ogni nostra sia pur tenue traccia è uno scenario da incubo, per i fisici è un paradosso che non può essere spiegato con le leggi note della fisica.

Ora Hawking sembra aver trovato una strada per risolvere il «paradosso dei buchi neri». E dopodomani a Dublino illustrerà ai colleghi un nuovo modello fisico-matematico che consente alla materia/energia di scappare sotto il tunnel del confine di un buco nero recando con sé un minimo di informazione sul suo stato precedente. Cercherà di dimostrare perché neppure i buchi neri possono essere censori cosmici perfetti. Se Hawking dovesse avere ragione, allora ci saranno implicazioni cosmologiche profonde. Potremo, per esempio, cercare in giro per quel buco nero che è il nostro universo tracce di altri universi/buchi neri. Magari di quell'universo che, dicono alcuni, ha preceduto il nostro nel viaggio senza fine della materia/energia dall'eternità all'eternità.










 
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Ksiryum
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piccola aggiunta con passaggio chiave virgolettato

February 22 2006, 12:12 PM 


Per descrivere le sua nuova teoria idee sulla fisica dei buchi-neri, Hawking ha utilizzato una tecnica matematica introdotta dal fisico Richard Feynman, che l'ha applicata inizialmente alle particelle elementari. La nuova descrizione di Hawking si basa sul fatto che sembra non esistere in assoluto un buco-nero, piuttosto esiste una regione dello spaziotempo dove i processi fisici richiedono un tempo più lungo per sfuggire all'attrazione gravitazionale.



"Questo significa che i buchi-neri non si riducono del tutto ad una vera e propria singolarità."




In altre parole, un oggetto che cade in un buco-nero non scompare completamente piuttosto il
buco-nero viene "alterato" nel momento in cui "assorbe" l'oggetto stesso. L'informazione fisica dell'oggetto, anche se difficile da recuperare, rimane ancora lì da qualche parte all'interno del buco-nero.

Come può allora sfuggire questa informazione ? La risposta ci viene dalla teoria di Hawking: i buchi-neri "evaporano" lentamente nello spazio circostante emettendo particelle nella regione dell'orlo, per così dire, del profondo "precipizio gravitazionale". Il buco-nero, alla fine di questo processo di evaporazione, finisce per diventare un piccolo nocciolo da cui fuoriesce radiazione, chiamata radiazione di Hawking, che potenzialmente porta con sé l'informazione in essa contenuta.


 
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SaTiro
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i buchi neri

February 22 2006, 12:46 PM 

Il problema dei buchi neri l'ho già esposta in altri post, tali buchi tanto neri non sarebbero...a tal proposito ho letto un piccolo libricino di Monica Colpi "Buchi neri evanescenti". Si fa riferimento, in questo libro, alla conferenza di Dublino avvenuta nel 2004 in cui S. Hawking chiese di partecipare per riproporre tale problema e sulla "prospettiva dei buchi neri e la loro memoria, di quello che tornano a raccontare di se e quel che svanisce per sempre".

 
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