Nel presente tempo della lotta finale dei figli della luce contro i figli della oscurità si ridesta e si ripresenta il ripristino della coscienza rivoluzionaria di Akhenaton se mai è stata veramente sopita dal tempo dei millenni.
Essa si ripropone con fermezza e decisione nel mondo degli umani dove essa trova concordanza nella Coscienza Cristica in JESUS CRISTUS, in quella complementarietà di intenti in DIO UNO nell'amore universale dove il tutto si realizza in DIO in noi, in DIO tra di noi, in DIO-UNIVERSO e in DIO tra gli UNI-VERSI degli UNI-VERSI quale puro SPIRITO che tutto permea e tutto pervade quale soffio DELL'ASSOLUTO.
il ritorno di cristo lo aspettano anche i musulmani.
se dira loro magari cose spiacevoli, lo faranno fuori?
e le battaglie finali descritte nell'apocalisse.?
l'anti cristo sarà un uomo oppure un idea, un sistema, un gruppo, uno scisma, una donna,un partito politico, una branca della stessa scienza, la politica , lislam? maometto?il laicismo? o qualcosa di nuovo cui adesso nemmeno potremmo immaginare?la massoneria?
io una idea me la sono fatta anche se è senz'altro sbagliata.
l'anti cristo sarà un po tutto questo mescolato insieme , piano piano nella storia prenderà forma, e un po di tutto questo servirà per portare l'uomo ad non essere più libero
anche se esso non avrà l'impressione di essere schiavo.
il mondo sembrerà liberò bello, ma gli uomini dovranno piangere in casa la loro tristezza: perchè fuori non potranno nemmeno lamentarsi(per orgoglio).
nulla sarà ufficialmente censurato , ma guai a chi si dissocia dal pensar contemporaneo.
sarà zittito bollato come oscurantista, ignorato , denigrato , messo alla gogna.
sarà una schiavitù non vigilata.
l'uomo sarà schiavo , ma non saprà nemmeno di esserlo, perchè ci è arrivato molto lentamente e non avrà più fari a cui potersi rapportare.
la tristezza sarà dilagante e totale ,ma fuori bisognerà ridere ,
non ci si potrà nemmeno ammazzare perchè per un uomo così pieno di se ,conoscente in tutte le cose, nato solo, ma perfetto nel suo essere materiale sarebbe senza motivo.
questo dovrebbe essere il preludio dell'inferno. mi sembra che ci stiamo piano piano avviando.
Prego scusare il titolo un po' ironico del mio post, ma vorrei riportare il senso dell'interpretazione che risulta più vicina all'ufficialità della Chiesa cattolica. Questo, soltanto per un asettico rispetto storico e anche di cronaca, nonché per dovere di puntualizzazione, al di là di critiche o viceversa di apologie, relativamente a un argomento che dopotutto appartiene alla Chiesa stessa.
L'esperienza mistica vissuta da Giovanni in una domenica (il giorno del Signore) non è in effetti un triste oracolo sulla fine del mondo, come spesso si è creduto, ma una lettura del presente in funzione del futuro con un robusto messaggio di speranza per la Chiesa dell'era imperiale di Roma e di ogni tempo, chiamata alla fermezza nella fede e al coraggio nella testimonianza. Poiché la storia umana non è un caos assurdo dominato dal male, ma un cammino lineare accompagnato dalla potenza invincibile di Dio che ha preparato per i suoi figli una città perfetta e ideale, di una luminosità abbagliante, in cui non c'è più posto per lacrime, mali e morte.
L'Apocalisse è l'ultimo libro della Bibbia e si presenta con stile, genere letterario e prospettive differenti rispetto a tutti gli altri scritti del Nuovo Testamento. E' come un grande affresco della storia della salvezza e offre una chiave di lettura cristiana della presenza misteriosa della Chiesa nel mondo, proiettando anche la conclusione della storia nella visione della "Gerusalemme celeste". E' un messaggio di speranza rivolto alle Chiese in crisi e perseguitate dal potere imperiale di Roma: devono infatti ritrovare la fermezza della fede e il coraggio della testimonianza, perché le forze del male saranno sconfitte. Ed è un messaggio per la chiesa di tutti i tempi, benché parta condizionato dalla situazione storica del primo secolo dell'era cristiana.
La parola "Apocalisse" deriva dal termine greco "apocalypsis" che significa "rivelazione, svelamento" e quindi si propone appunto come uno svelamento della struttura profonda dell'avventura umana e del suo futuro approdo ultimo, anche se il libro in sostanza si autodefinisce "profezia" con il compito, dunque, di interpretare l'azione di Dio all'interno della storia.
Il linguaggio, però, e i simboli appartengono chiaramente alla corrente letteraria e teologica "apocalittica", molto presente nel giudaismo dell'epoca. Scritti di questo genere infatti esistono nell'Antico Testamento e, fin dal quarto secolo a. C., in altri libri religiosi che non fanno parte della Bibbia, oltre che in frequenti passi di libri scritti vicino al tempo della nascita di Gesù. Nel Nuovo Testamento il genere apocalittico si trova anche in altri brani (discorso di Gesù sugli eventi finali del mondo) e in passi delle lettere di San Paolo.
La caratteristica dello “stile apocalittico” è quella di insegnare usando simbolismi e visioni, come avviene anche nel genere profetico, ma in modo ridontante di immagini, allegorie e simboli, tratti da ogni aspetto dell’esperienza, del mondo umano e animale, vegetale e minerale. Ogni realtà è presa per dare un messaggio sul rapporto di Dio con l’uomo, con le sue leggi, i tempi e le modalità. Ne risulta un linguaggio fantastico e irreale, ma soltanto all’apparenza, perché in realtà esprime fatti storici, di cui sono protagonisti Dio e l’uomo, con la consolante promessa che Dio salva chi si affida a lui e nessuna forza del male impedirà il trionfo del suo progetto nella storia.
Se sotto il termine “apocalittica” si classifica quindi una letteratura e una visione del mondo e della storia che hanno avuto larga diffusione tra il 200 a. C. e il 200 d. C., toccando così sia il giudaismo sia il cristianesimo, una rinascita di questa prospettiva si è verificata in modo sporadico in vari periodi storici successivi e registra anche ai nostri giorni un certo “revival” in alcuni movimenti religiosi di taglio integralistico e fondamentalistico, soprattutto di matrice protestante, come per esempio i Testimoni di Geova, con risvolti talvolta inquietanti anche in movimenti dell’area esoterica.
Per comprendere questo fenomeno piuttosto complesso occorre in ogni caso approfondire la sua concezione della storia che in pratica è dualistica.
Si oppongono, infatti, in una lotta continua il bene e il male. Da una parte Dio con i suoi angeli nonché i giusti e gli eletti e dall’altra Satana, i demoni e i malvagi, vale a dire il presente storico perverso e inquinato con i suoi poteri forti in contrapposizione al futuro trascendente e salvifico, e si intravede anche il contrasto tra la terra, sede dell’iniquità, e il cielo, meta suprema e liberatoria. C’è, quindi, un rigetto della storia e una frenetica attesa delle “cose ultime” (tecnicamente si parla di “escatologia” o di “novissimi”).
Quella meta estrema, vera e propria fine del mondo storico per far sorgere l’alba del regno di Dio, è conquistata attraverso una lotta suprema, terribile e sanguinosa, tanto da comprendere la dissoluzione catastrofica di questo stesso mondo perché dalle sue ceneri fiorisca e trionfi il regno del bene e della giustizia, sorgente di liberazione e glorificazione per giusti ed oppressi. Nelle forme apocalittiche più radicali c’è, quindi, una sostanziale sfiducia nella storia e una profonda speranza in un “oltre” trascendente: si è, perciò, in discontinuità con l’autentica versione cristiana dell’incarnazione per la quale Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito non per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.
La dimensione “apocalittica” nel testo del Nuovo Testamento, e in particolare proprio nell’Apocalisse, riguarda comunque più il linguaggio letterario adottato che non i contenuti: la sua intenzione, infatti, è quella di infondere fiducia ai cristiani in crisi perché continuino a operare nella storia, mirando NON “ALLA FINE” del mondo, ma “AL FINE” della storia secondo il progetto divino.
Le vive e anche forti immagini evocate dal libro dell’Apocalisse, sebbene ciò possa apparire paradossale alla luce di una visione non approfondita, hanno in sostanza lo scopo di consolidare e mantenere viva la SPERANZA.
IO HO VOLUTO FARE DELLE DIVAGAZIONI CHE MI SONO VENUTE DI ISTINTO.
FAI UNA BELLA DESCRIZIONE DELL'APOCALISSE.
L'ANTICRISTO è CITATO NELLE LETTERE DI GIOVANNI , .
NON BISOGNA DIMENTICARE CHE: GIOVANNI ERA L'APOSTOLO PREDILETTO .(QUELLO CHE INTUIVA MEGLIO IL LINGUAGGIO ANCHE APOCALITTICO DI GESù).
ED è LO STESSO GIOVANNI CHE CI DICE CHE: GLI ANTICRISTI SONO TANTI NEL MONDO .
GIOVANNI ERA L'APOSTOLO CHE CAPIVA GESù QUINDI QUELLO CHE SICURAMENTE AVEVA UNA VISIONE DEL FUTURO ANCHE LONTANO, MOLTO EVOLUTA.
NON SCORDIAMOCI ANCHE CHE: GIOVANNI FU IL CUSTODE DELLA VERGINE MARIA , (LA SPOSA DI DIO) . SICURAMENTE LE DOTI STRAORDINARIE DI MARIA NON SI POSSONO , ANCHE SE NESSUNA SCRITTURA NE PARLA, FERMARSI SOLO ALL'OBBEDIENZA TERRENA, ELLA SARà STATA SICURAMENTE UNA GUIDA STRAORDINARIA SIA PER GIOVANNI ,GLI APOSTOLI, E TUTTA LA CHIESA NASCENTE.
SUL MISTERO DI MARIA A VISSUTO ANCHE QUESTO SECOLO.
QUESTA DONNA( CHE NON è UNA DEA) è UN MISTERO NEL MISTERO.
CI DICONO DEI MISTICI CHE: DIO SIA INNAMORATO (IN SENSO SPIRITUALE DI LEI) TANTO CHE SI OFFENDE MOLTO DI PIù QUANDO è LEI AD ESSERE OFFESA ,E NON CE COSA CHE LUI NON FACCIA SE LEI LO CHIEDE. è IL VENTRE CHE DIO A SCELTO PER NASCERE.
è LA PREDESTINATA A SCHIACCIARE LA TESTA AL SERPENTE.
QUESTE PARENTESI TEOLOGICO RELIGIOSE MI AFFASCINANO.
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Nella Totalità del Regno di DIO UNO.
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Noi come gli antichi amando anche il Sole ed aspettando un nuovo regno del Sole così come il regno di DIO in Terra, noi umani non facciamo altro che amare e riconoscere DIO UNO nel molteplice, DIO in noi DIO tra di noi.
IL Sole sia interpretazione simbolica di spiritualità e fattore tangibile della presenza vitale di DIO UNO nel molteplice, DIO in noi DIO tra di noi.
Io non parlo di adorazione ne di consacrare alcunché al Sole, mi riferisco ad un ritorno nella sua simbologia spirituale visiva e nel riconoscimento di quella molteplicità spirituale, vitale e tangibile della e nella Deità di e in DIO UNO quale sua coronazione totalizzante ed universale di fede nell’unico DIO in noi, nell’unico DIO tra di noi e nell’unico DIO UNI-VERSO.
Se vogliamo la croce stessa ha anche un richiamo Solare oltre che Cristico.
Io riconosco simbolicamente la spiritualità del sole, venga di nuovo il regno del sole, venga il regno di DIO in terra venga il suo regno e rendo culto ALL'IDDIO UNO L'ASSOLUTO.
Siamo all’avvento della venuta della luce e nella luce del rinnovato regno del SOLE e nella nuova coscienza Cristica nel DIO UNICO UNI-VERSO.
La semina di Akhenaton ci consegna al raccolto ultimo di una umanità posta nella nuova coscienza Cristica del terzo millennio.
Venga il regno del SOLE, venga il regno di DIO in Terra venga il suo regno.
Nel tempo che è adesso, quando la storia si trova allo stallo chiusa in una morsa che attanaglia proprio allora la storia prima di formare un nuovo ciclo fa un passo indietro e attinge alle parti sue più pure, Akehnaton e Jesus Cristus formano il ponte della purezza Universale ed entrambi ci riconsegnano ALL’ETERNO DIO UNO CHE E’ IN NOI, IN DIO TRA DI NOI IN DIO UNI-VERSO.
L’Interpretazione Solare di Akehnaton fu espressione simbolica dell’Universalità stessa offrendo alle popolazioni di allora quella idea visiva non che quale forza potenza vitale nel suo agire generante riscontrabile dall’occhio umano, ma fu dato esclusivamente solo come interpretazione simbolica.
IL credo della religione di Akehnaton era nel DIO UNICO IN DIO UNI-VERSO.
IL monoteismo di Akehnaton fu semina per il ripristino della verità di amore Universale in DIO UNI-VERSO, così come JESUS CRISTUS ha elevato la coscienza dell’umanità portando salvezza e riconsegnandoci a DIO NOSTRO PADRE come sua Figlianza Universale, Infinita ed Eterna.
Ascoltate popoli del mondo, ascoltate, in noi sono stati infusi i doni dello SPIRITO SANTO e ciò che presento è la presa consapevole della verità del momento nel tempo che è adesso, nel tempo che viviamo.
IL dinamismo trionferà sull’immobilismo e la presumibile conclusione della storia ci consegnerà ad un nuovo ciclo della storia che ci ricongiungerà al suo inizio?
Rivoluzione Spirituale Universale Jurmiana di JURM Ben ISman.
WWW.UNIONERELIGIONIJURM.COM
Chiamo alla mobilitazione verso il cambiamento di una auspicabile rivisitazione interpretativa sulla vera natura umana delle origini.
Forza di amore infinito di pace infinita da contrapporre alla forza stridente di reazione estrema di una guerra infinita.
IL pensiero genera la parola esprime la volontà, attiva la scelta e mette in moto l'azione che in concreto apporta co-creazione sul piano sensibile dove il tutto viene animato dall'amore e dalla vita.
Oggi il potere mondiale vuole imporre il tutto globale, in una cosa possiamo accontentarlo apportando la rivoluzione del risveglio dell'essere in senso globale cosi che dando loro ragione li scontenteremo di sicuro.
IL libero arbitrio è assoluto e limitato all'individuale presa di consapevolezza presente nell'essere.