Da un punto di vista adattativo, la coscienza è INUTILE.
SaTiro:
non ti do torto , salvo che bisognerebbe ammettere almeno che la coscienza segua la crescita biologica e sociale dell'individuo. Del perchè nasca (e quando è apparsa) è un mistero. C'è chi dice che abbia una funzione sociale perchè permette di comunicare con gli altri tramite un "io narrativo" (Dennett). "Ma un uomo che ha maggiore dialettica sarà piu cosciente di se e degl'altri?" Bho?
cmq le varie tesi vengono qui riportate (sinteticamente)
http://www.thymos.com/lastampa/cosc.html
invece mi interesserebbe capire se siete d'accordo con questo schema (riportato nel saggio):
<<Nella storia delle scienze della mente e della macchina possiamo evidenziare tre fasi. In ciascuna fase un elemento e' stato considerato essenziale per decidere se una macchina sia o meno "intelligente": la razionalita', l'intenzionalita' e l'introspezione. Per razionalita' intendiamo un comportamento che e' coerente con la necessita' di sopravvivere nel proprio ambiente. Per intenzionalita' la capacita' di far riferimento ad altri oggetti. Per introspezione intendiamo il far riferimento a se stessi.
La razionalita' e' certamente comune a tutti gli animali, e probabilmente a tutto cio' che (tautologicamente) esiste (ovvero e' sopravvissuto). L'intenzionalita' e' comune almeno a diversi sistemi biologici, oltre che a qualche oggetto costruito dall'uomo. L'introspezione e' il criterio che sta assumendo una crescente rilevanza per stabilire il primato dell'essere umano.>>
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riporto dall'altro topic (il cervello quantico)
Rob
Libero arbitrio => coscienza
(a parole MIE: libero arbitrio uguale maggiore coscienza)
In altre parole, la coscienza sembrerebbe essere una condizione necessaria affinchè un sistema complesso sperimenti il libero arbitrio (conclusione banale!)
SaTiro:
In quella uguaglianza sembra che il libero arbitrio sia una proprietà della coscienza ( lo sai che di matematica non ne capisco).
Se l'ipotesi che l'introspezione (la capacità di credere nell'esistenza del proprio Io e del mondo)sia La "caratteristica" fondamentale dell'uomo e che il libero arbitrio non potrebbe prescindere dalla coscienza, al contrario la coscienza, a mio modo di vedere, non dovrebbe aver nessun bisogno del libero arbitrio per sostenere la propria esistenza (e il proprio primato).
La coscienza dovrebbe bastare a se stessa.
Se potessi esprimere un insieme (rifacendomi alla tua eguaglianza), la coscienza sarebbe l'insieme più grande, e il libero arbitrio un sottoinsieme che cresce all'aumentare della coscienza; ma questo non vorrebbe dire che se non ci fosse libero arbitrio non potrei parlare nemmeno di coscienza perchè gli mancherebbe qualcosa?
Invece non dovrebbe essere così, se la coscienza (come caratteristica principale) è introspezione di se stessa e del mondo (al di la della possibilità di poter esercitare un "libero arbitrio") il libero arbitrio è qualcosa che non può appartenere al suo insieme.
In altre parole, io intuisco (e posso solo usare la mia soggettiva intuizione) che potrei anche non essere in grado di far nulla "volontariamente", ma posso essere "cosciente" di questa mia incapacità.
Quindi potrei intuire che nell'insieme della coscienza non vi è nessun sottoinsieme.
SaTiro ^_^