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Invito ad una pratica serenità

November 12 2007 at 8:16 PM
Simplicius  (no login)

In relazione alle dispute (anche piuttosto violente) in corso su questo forum, penso che sia opportuno riferirsi al fatto fondamentale che in effetti gli ormai famosi esperimenti di fisica evidenziano che, limitatamente ad alcuni particolari casi a livello microscopico, tutto faccia dedurre che dovrebbe sussistere una categorica necessità dell'osservatore cosciente. Risulta, d’altra parte, che nulla si può attualmente effettivamente dire ad un livello dimensionale maggiore, sebbene possa essere che qualcuno, ritenendo semplicisticamente che la realtà macroscopica non sia altro che una sorta di “agglomerato” di realtà microscopiche, sia propenso ad asserire tout court la suddetta medesima necessità dell’esistenza dell’osservatore cosciente (al fine del funzionamento stesso della realtà macroscopica) o, almeno sia propenso ad asserire che comunque tra le due realtà dovrebbero pur esistere delle più recondite connessioni dirette, tali che la realtà macroscopica debba essere in definitiva influenzata da quelle caratteristiche riscontrate a livello micro. Resterebbero però in ogni caso da scoprire e da verificare sia la succitata supposta mancanza di soluzione di continuità nel passaggio tra micro e macro, sia la natura e le modalità delle duddette presunte connessioni.

I dati di fatto connessi a quell'evidenza particolare a livello micro hanno comunque indotto, ed inducono tuttora, a stimolare talenti umani che sono al di là della pura razionalità, in particolare è di molto stimolata la fantasia, col risultato di vari tentativi di correlare il macroscopico al microscopico, in una generale concezione che presuppone, in modo preliminarmente arbitrario, una qualche diretta correlazione che non sia soltanto concettuale tra micro e macro. Questa visione coinvolge sia pensatori e filosofi, sia lettori “comuni” e appassionati di scienza, sia anche alcune persone che ben sanno di fisica e di scienza in generale, compresi addirittura alcuni scienziati. In ogni caso si tratta di semplici ipotesi, sia che siano formulate da lettori “comuni”, sia che siano esposte da fisici famosi, i quali di fatto per l’occasione si tolgono così momentaneamente le vesti degli scienziati per assumere l’identità provvisoria di “pensatori”, di “interpretatori estrapolanti”, di “filosofi ipotizzanti”, dato che non risulta alcuna verifica di ciò che essi stessi asseriscono. Così lo stesso Schrödinger può giungere sostanzialmente a dire, al di fuori dell’ambito prettamente scientifico, che tutto lascerebbe pensare che la rappresentazione della realtà, senza la presenza dell’osservatore cosciente, è paragonabile ad uno spettacolo davanti a panche vuote. In coerenza con tale visione la coscienza viene così ad assumere la posizione di protagonista, anzi un principio primo che esiste a priori, e l’osservatore è piuttosto da considerare come un soggetto cosciente che agisce da partecipatore e addirittura da creatore della realtà.

Tutto questo la fisica però non lo dice, perché non può dirlo non essendo ciò suo compito: quelle sono soltanto delle deduzioni che fanno parte di una speculazione di stampo filosofico che tutti hanno il diritto di liberamente affrontare, partendo da quei dati di fatto scientifici, i quali però, c'è per inciso da ricordare, non possono essere ragionevolmente discussi nella loro intrinseca descrizione, anche matematica, da chi non è fisico.
Il filosofo, o il lettore “comune”, o anche il fisico stesso che vuole fare il filosofo, può soltanto prendere atto dei risultati scientifici per assumerli come dati di base sui quali partire per poi articolare con una certa coerenza le proprie supposizioni. Meglio naturalmente è se chi esprime le proprie interpretazioni ha le cognizioni metodologiche proprie della scienza, o almeno il “senso” del metodo scientifico, possibilmente avendone provato per un certo periodo i criteri con l’applicarsi direttamente nello studio matematico-scientifico, sufficientemente da averne afferrato appunto il “senso”, altrimenti rischia di parlare basandosi su cose di cui non possiede vera cognizione, con una probabile ulteriore sempre maggiore deriva rispetto all’impronta scientifica assunta come base, man mano che egli sviluppa il suo stesso pensiero.

C’è da notare che il caso di Coppola è piuttosto singolare. Si tratta di un fisico che, assumendo come base i suddetti risultati scientifici, si mette a filosofeggiare, quindi facendo, come egli stesso asserisce, delle ipotesi. Il fatto nuovo è che queste ipotesi, che si basano sul concetto di coscienza analogamente a quanto sopra detto a proposito per esempio di Schrödinger, non soltanto sono sostenute da tutto un impianto fondato su una coerente armonica sintesi comparata di tutto il pensiero finora sviluppato nel tempo e nello spazio (occidente ed oriente) da parte dell’umanità nel suo complesso, ma addirittura hanno delle valenze di natura sperimentale nel campo della stessa coscienza, punto focale dell’argomentare, cosa che permette uno sviluppo importante nella messa in relazione tra realtà e consapevolezza. Questa sperimentazione, nel caso specifico, è rappresentata dalla pratica meditativa. È come se in sostanza si dicesse: “Medita e così potrai scoprire la verità delle ipotesi formulate”. In sostanza sussiste una possibilità della verifica sperimentale che altrimenti non sarebbe possibile, data la differente natura comunicativa tra l’esprimersi della scienza e quello dell’intuizione filosofica o, comunque, del cosiddetto senso comune.

Sappiamo che esistono ferrei limiti al nostro pensiero logico, indicati anche dallo studio della logica stessa (Goëdel) e anche la scienza ha delle barriere invalicabili da lei stessa intrinsecamente individuate (Heisemberg), tuttavia, giunti ad un certo punto, è però possibile continuare il cammino con una pratica vissuta che faccia compiere un salto decisivo, per esemipo mediante la meditazione, così come alcuni giungono a compiere tale salto attraverso l’abbandonarsi ad una qualche fede, magari attraverso anche la preghiera o l’arte, le quali di fatto tendono a dare un senso e uno spiraglio luminoso al velo di mistero che inevitabilmente ci circonda e che tenderebbe a lasciarci avviluppati, qualora non lasciassimo agire tutte le nostre facoltà.

Penso, perciò, che sia inutile rincorrere affannosamente dettagli e notizie che riguardano opinioni e ipotesi che prolificano inarrestabilmente.
Piuttosto che tutta la massa di informazioni che si susseguono incessantemente e che hanno la presunzione di rivelarci, magari con dettagli esasperati, ciò che non possono per loro stessa natura rilevare, penso che valga più un po’ di SERENA PRATICA che tenda a darci maggiore forza interpretativa, magari, in particolare, partendo da un maggiore e consapevole approccio allo stesso studio matetematico-scientifico e, in ogni caso, mediante una concreta attività definibile come sperimentale, vale a dire del tipo più sopra accennato.

 
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SaTiro
(no login)

Re: Invito ad una pratica serenità

November 12 2007, 10:17 PM 

Semplicius
Così lo stesso Schrödinger può giungere sostanzialmente a dire, al di fuori dell’ambito prettamente scientifico, che tutto lascerebbe pensare che la rappresentazione della realtà, senza la presenza dell’osservatore cosciente, è paragonabile ad uno spettacolo davanti a panche vuote. In coerenza con tale visione la coscienza viene così ad assumere la posizione di protagonista, anzi un principio primo che esiste a priori, e l’osservatore è piuttosto da considerare come un soggetto cosciente che agisce da partecipatore e addirittura da creatore della realtà.
Tutto questo la fisica però non lo dice, perché non può dirlo non essendo ciò suo compito: quelle sono soltanto delle deduzioni che fanno parte di una speculazione di stampo filosofico che tutti hanno il diritto di liberamente affrontare, partendo da quei dati di fatto scientifici, i quali però, c'è per inciso da ricordare, non possono essere ragionevolmente discussi nella loro intrinseca descrizione, anche matematica, da chi non è fisico.

SaTiro:

ATTENZIONE: chi fisico non è ( e si è visto esprimere certe considerazioni ERRONEE anche da chi di fisica ha conoscenze sufficienti e a cui gli si è stato dato un Ok SBALORDITIVO da un presunto purista) qualora domandasse: <<ma siete proprio sicuri?>> Il "purista" ha il DOVERE di dire NO!!!
Qualora non lo facesse (glissando la domanda come farebbe uno che cerca solo la RISSA) risulta essere solo, come minimo, un BUGIARDO !!!

La serenità doveva essere cercata quando era il momento, ora certi BUGIARDI (presentatisi in nome della scienza o forse a nome dello stesso Fisico Coppola) dovrebbero avere il coraggio di ammette: ho sbagliato, invece di continuare ad offendere,ed a glissare la verità, anche, presumibilmente, a nome dello stesso Coppola.


 
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Rob_jack
(no login)

Re: Invito ad una pratica serenità

November 12 2007, 11:17 PM 

Tempo addietro avevo deciso di non rispondere a questo utente. Ma ora urge una spiegazione.

SaTiro:

ATTENZIONE: chi fisico non è ( e si è visto esprimere certe considerazioni ERRONEE anche da chi di fisica ha conoscenze sufficienti e a cui gli si è stato dato un Ok SBALORDITIVO da un presunto purista) qualora domandasse: <<ma siete proprio sicuri?>> Il "purista" ha il DOVERE di dire NO!!!
Qualora non lo facesse (glissando la domanda come farebbe uno che cerca solo la RISSA) risulta essere solo, come minimo, un BUGIARDO !!!


Già è stato detto/ridetto (anche da Carlo). Infatti Carlo aveva scritto:

7) Il campo unificato potrebbe essere coscienza;

e mi fermo qui.

SaTiro:

La serenità doveva essere cercata quando era il momento, ora certi BUGIARDI (presentatisi in nome della scienza o forse a nome dello stesso Fisico Coppola) dovrebbero avere il coraggio di ammette: ho sbagliato, invece di continuare ad offendere,ed a glissare la verità, anche, presumibilmente, a nome dello stesso Coppola.


?????????????????????????????????

Sei lontanissimo dalla realtà. Io scrivo liberamente. Vengo qui leggo e se ho voglia, rispondo (se ne sono capace). Ne + e nè -

 
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SaTiro
(no login)

Re: Invito ad una pratica serenità

November 12 2007, 11:58 PM 

Il purista
Sei lontanissimo dalla realtà. Io scrivo liberamente. Vengo qui leggo e se ho voglia, rispondo (se ne sono capace). Ne + e nè -

SaTiro:

Rispondi anche quando non ne sei capace a quanto pare!

Il purista
Tempo addietro avevo deciso di non rispondere a questo utente. Ma ora urge una spiegazione.
Già è stato detto/ridetto (anche da Carlo). Infatti Carlo aveva scritto:

7) Il campo unificato <<potrebbe>> essere coscienza;

SaTiro:

La spiegazione te la do io: sei incapace di leggere...
Quali sarebbero le conoscenze di fisica che attesterebbero la veridicità di tale affermazione?
Carlo lo ha scritto, e non risultano essere, quelle, conoscenze di fisica, tutt'al più solo interpretazioni, idee, senza nessuna possibilità di verifica del contrario.
Tutto il contrario di "conoscenze",per cui trattasi solo supposizioni.
Forse non ti ricordi di aver scritto un bel Ok lì da presunto "purista"?
Oppure Vuoi smentire di esserlo?

Vuoi invece continuare a falsificare, a mentire e a cercare la RISSA, vuoi insomma, come sempre hai fatto, a proseguire a fare lo GNORRI? Sappi che Bugiardo e rissoso eri, e bugiardo e rissoso rimarrai.

La presunzione di intervenire come "purista" della fisica almeno risparmiacelo d'ora in avanti, perché è forte la sensazione che sia il Signor Coppola a mandarti in sua vece, che forse non sa la magra figura che gli stai fornendo.

 
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