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QFF: "Perché esiste qualcosa invece del nulla?"

December 18 2007 at 5:55 PM
Simplicius  (no login)

Sono venuto in possesso di un articolo piuttosto interessante che riporto più sotto. Si tratta di alcune puntualizzazioni e riflessioni di Edward A. Remler, professore emerito del College of William and Mary, in Virginia, che ha lavorato per cinquant’anni come fisico delle particelle nucleari.


SCIENZA E RAGIONE SONO IL FONDAMENTO DELL’ATEISMO?
No, afferma il fisico nucleare Edward A. Remler.
Per comprendere il motivo occorre affrontare la QUESTIONE FONDAMENTALE della FILOSOFIA: "PERCHE' ESISTE QUALCOSA INVECE DEL NULLA?"

La sfida del fondamentalismo islamico ha di nuovo attirato l’attenzione sulla religione. Molti, specialmente in Europa, da indifferenti circa le religioni si sono trasformati in militanti antireligiosi. Cristianesimo e fondamentalismo islamico sono ugualmente criticati perché divenuti protagonisti di una sanguinosa guerra scatenata dal terrorismo. Perciò alcuni europei secolarizzati hanno imprecato contro la religiosità americana per timore che una fede fondata sulla ragione si diffonda anche in Europa. Molti britannici, per esempio, credono che la fede del primo ministro Tony Blair lo abbia indotto a coinvolgere la Gran Bretagna nella guerra in Iraq. Perciò, Richard Dawkins, il noto zoologo di Oxford che si definisce “l’ateo più eminente del mondo” afferma che “irrazionalità della fede in Dio e religioni pietosamente assurde hanno afflitto la società dalle crociate all’11 settembre”.

La rinascita dell’ateismo militante, implicito nelle affermazioni precedenti, mi ha indotto a scrivere il presente saggio. Considero come obiettivo primario esaminare il problema della razionalità della fede in Dio, prestando particolare attenzione all’accusa che essa sia irrazionale perché contraddice la scienza.

Per semplicità, faccio coincidere la fede in Dio col teismo e con l’asserto che Dio esiste. Con ciò si passa sopra alla distinzione esistente tra "teismo", che considera Dio come un agente attivo nella storia del mondo, e "deismo" che esclude questo intervento.

In genere, il teismo si incarna in una religione. Quest’ultima è un complesso di idee che affermano la relazione di Dio con tutti gli aspetti della natura, comprendenti in particolare la natura umana. Per fare un esempio, le religioni spiegano il tuono, le stelle, fortuna e sfortuna, l’esistenza della specie umana, il senso e lo stile di vita e così via. Ogni religione mette in relazione tutto ciò con Dio o con gli dèi.

La fede in qualche religione può e deve essere distinta dalla fede in Dio. La religione si fa coinvolgere in dispute interminabili, mentre il teismo le evita. Sfortunatamente molte discussioni non hanno chiara questa distinzione. Perciò alcuni spesso ripetono che la religione ha contraddetto alcune verità scientifiche e che perciò il teismo è irrazionale. Tutto ciò rappresenta una deplorevole confusione di parole e di concetti: la razionalità del teismo non si fonda sulle scritture di alcuna religione.


Relazione tra Dio e la scienza

Un altro importante tema che permette di parlare di conflitto del teismo con la scienza concerne la creazione. Gli scenari possono essere diversi secondo le varie scritture, ma Dio è sempre il creatore dell’universo. Per un altro verso, si sente dire spesso che la scienza può o potrà spiegare la creazione (per es. il Big Bang) e perciò il ruolo –evidentemente il ruolo primario- di Dio come creatore diviene superfluo o addirittura sbagliato.

Se si riflette un poco su questo punto, si comprende che la scienza può solamente spiegare la creazione come qualcosa alla luce di qualcos’altro (“qualcosa” qui significa anche cose non sostanziali [vale a dire non prettamente materiali] come le leggi di natura). Pensando un poco di più si arriva al problema chiave della creazione, conosciuto come la Questione Fondamentale della Filosofia (QFF): "PERCHE' ESISTE QUALCOSA INVECE DEL NULLA?" L’analisi della QFF permette la chiara comprensione della relazione esistente tra teismo e scienza.

Per iniziare, dobbiamo rispondere alla QFF con la scienza. Per correttezza, dobbiamo ammettere che ogni cosa nell’universo sia esplicabile o che sarà spiegata in futuro con leggi fisiche. Ciò significa che, alla fine, tutti gli ambiti della scienza finiscono per ridursi alla fisica e che ogni area della conoscenza è sottoposta alla ricerca scientifica. Non si deve pensare che tutte le relazioni scientifiche saranno ridotte a fisica. Significa solamente che possono esserlo, almeno in linea di principio.

Questo asserto comprende tutte le scienze moderne. I biologi indicano le cause ultime dei fenomeni biologici in termini di chimica; i chimici in termini di fisica. Perfino i fenomeni mentali ultimamente sono stati spiegati nei termini del cervello fisico. Non tutti ritengono che questo schema sia vero, tuttavia un vero scienziato non accetterà di fornire spiegazioni scientifiche a partire da qualcosa di non fisico come potrebbe essere un’essenza spirituale del tipo forza, anima, volontà. Perfino uno studio scientifico di ispirazione artistica o religiosa rifiuterebbe di ricorrere alla classica interpretazione dell’ispirazione come il suggerimento di uno spirito.


Scienza e questione fondamentale

Per ritornare al compito di dare una risposta alla QFF si prenda qualcosa –una goccia d’acqua- e ci si chieda: perché c’è questa cosa? Perché esiste questa cosa? Il tentativo di dare una risposta all’interno degli schemi della scienza induce a parlare di una serie di cose esistenti e a porre per ciascuna di loro un perché.

La serie che comincia con una goccia d’acqua può essere schematizzata come segue. L’esistenza di una goccia d’acqua può essere compresa nei termini delle singole molecole d’acqua, delle particolari forze che agiscono tra loro e, in definitiva, delle leggi più generali della fisica che regolano il moto: la meccanica quantistica (MQ).

Il perché esistano molecole e forze intermolecolari si può spiegare in termini di atomi, di forze interatomiche e ancora una volta di MQ. Allo stesso modo gli atomi e le forze interatomiche si spiegano in termini di elettroni, nuclei, forze elettrodinamiche, con l'ausilio anche della MQ.

Giungiamo infine al livello fondamentale della fisica, ai suoi concetti base e alle sue equazioni. Tutti i perché, da qualunque cosa partano, alla fine giungono allo spesso risultato: le basi della fisica. A questo punto la QFF esige che si risponda alla domanda perché esiste questa base – l’insieme dei concetti e delle equazioni sottostanti la fisica -.

Le basi della conoscenza fisica mutano col passare del tempo e si approfondiscono nella misura in cui cresce la conoscenza della natura. Tuttavia, in ogni epoca, la fisica non ha potuto spiegare l’esistenza delle proprie basi. Il suo unico compito è di spiegare tutto quanto non rappresenta le sue basi al di qua quindi dei confini che delimitano le sue stesse basi, confini che giustificano la ragione per cui la base è chiamata base. Perciò la QFF fa sorgere una serie di domande che terminano tutte in un risultato inspiegabile, ossia inspiegabile all’interno della scienza. Così, la scienza non può rispondere sul perché esiste qualcosa (inclusa la stessa scienza) invece del nulla. Non c’è nulla nell’universo che possa spiegare l’esistenza dell’universo.

Che la risposta alla QFF non possa essere trovata entro i confini della scienza e della ragione significa soltanto questo.
Non si deve pensare che la risposta non esista. Se si presuppone che esista una risposta, in qualunque senso si assuma il termine esistere, non è un errore nominarlo. Il suo nome tradizionale è Dio. Giungiamo all’importante conclusione: all’interno della scienza, Dio non è conoscibile – e quindi sconosciuto. Ancor più, il Dio non conoscibile deve essere concepito in unità indivisibile. Perché si dovrebbe poter conoscere in qualche parte ciò di cui non si conosce nulla?


Errori comuni riguardanti la creazione

Ci sono due errori comunemente collegati con questa questione. Una persona con una qualche conoscenza di fisica potrebbe addurre “fluttuazioni quanto-meccaniche vuote”. Ma potrebbe l’universo esser stato creato dal nulla a partire da fluttuazioni quanto-meccaniche del vuoto? Potrebbe il tutto essersi creato dal nulla (e per di più, questo è implicito, senza necessità di Dio)?

La risposta scientifica è: no, il vuoto fisico è una cosa, qualcosa di diverso dal nulla. Inoltre, rimane ancora da rispondere alla domanda perché esista la meccanica quantistica stessa – o qualunque altra legge del genere.

Altri pensano che la QFF possa avere senso solamente se si crede che l’universo sia stato creato in una certa epoca, prima della quale non esisteva né tempo né universo. Essi pensano che se il tempo si estende in un infinito passato, allora non ci sarebbe mai stata la creazione e perciò non ci sarebbe nulla da spiegare.

Sfortunatamente, ciò lascia aperta la questione perché semplicemente l’universo esista. Inoltre perché tutto ciò che esiste oggi, deve continuare a esistere domani?


Possibili alternative alla QFF

La Questione Fondamentale della Filosofia deve essere presa sul serio? Molti (forse la maggioranza) ignorano la QFF perché non sono seri con se stessi sul piano intellettuale, tuttavia esistono anche pensatori seri che l’ignorano. Sembra che esistano tre possibili soluzioni della QFF:

1) è irrazionale e perciò non interessante;
2) è razionale, ma scientificamente inspiegabile e perciò non interessante;
3) è razionale e scientificamente inspiegabile, ma ugualmente interessante.

Nel primo caso l’accusa di irrazionalità si appunta sull’espressione “nulla assoluto” presente nella QFF. Occorre cercare di visualizzare il “nulla assoluto”. Non è spazio vuoto perché lo spazio è qualcosa. D’altra parte è chiaro che noi non possiamo concepire il nulla assoluto; ma per coerenza noi non possiamo parlare o interrogare ciò di cui non possiamo formare il concetto. Per lo stesso motivo alcuni ritengono che l’affermazione secondo cui Dio ha creato il mondo ex nihilo (dal nulla) è irrazionale perché noi non abbiamo il concetto del nulla.

Un’altra possibilità di irrazionalità si trova nel termine “perché”. Alcuni pensatori ritengono che nel “perché” ci sia una motivazione, non una causalità. Finché non ci sia necessità di ammettere che ogni causa supponga una motivazione di stile umano, e certamente una causa non scientifica suppone una motivazione, la QFF sembra includere un’asserzione irrazionale. Molte persone serie (come il filosofo scozzese del XVIII secolo David Hume) giudicano non interessanti dal punto di vista scientifico questioni insolubili del genere.

È discutibile la questione se qualcosa di inspiegabile non sia interessante. Per esempio, perché la vostra testa sbatte contro una parete? Si potrebbe rispondere che la questione non ha una risposta razionale, che la questione è irrazionale. Se è così, allora la questione è priva di fondamento e perciò non interessante.

Come rivelano questi esempi, “razionale” è un termine ambiguo e “essere interessante” è un termine soggettivo. Perciò le prime due proposizioni non possono esser difese; e nessuno che si tenga fermo all’una o all’altra può affrontare seriamente la QFF, un problema che è centrale per la fede nel concetto di Dio.


Affrontare l’esistenza di Dio

Che cosa accade se prendiamo in esame la terza proposizione, ossia che la QFF è razionale e scientificamente inspiegabile, ma ugualmente interessante? Il moderno e altamente influente filosofo tedesco Martin Heidegger sostiene che la QFF è l’unica questione genuina della filosofia. Stranamente egli si dichiara ateo, ma afferma che l’ateo non può negare l’esistenza di Dio. Piuttosto l’ateo nega che “Dio abbia un’esistenza”. Questo modo oscuro di esprimersi sottolinea l’ambiguità del concetto di esistenza. Il punto capitale di Heidegger è che la semplice statuizione che Dio esiste o non esiste senza chiarire il significato della parola “esiste” è ambiguo.

Dire che qualcosa “esiste” normalmente significa che è incluso nell’universo delle cose e degli esseri veri. Se noi dicessimo che Dio “esiste” in questo senso, ciò significherebbe (dal momento che Dio è la ragione di o la spiegazione perché esiste qualcosa invece del nulla) che l’universo spiega la sua esistenza, cosa che equivale, se si preferisce pensare in termini di creazione ex nihilo, a dire che l’universo si è creato da sé a partire dal nulla: il nulla ha creato qualcosa dal nulla. Questa è l’incoerenza che equivale o a negare la possibilità della QFF, o all’incapacità di affrontarla.

Terminiamo la nostra catena logica. Dire che Dio esiste equivale a comprendere l’esistenza in un senso allargato. Ciò significa che noi accettiamo la sua completa trascendenza, che la ragione dell’esistenza dell’universo si colloca completamente oltre l’universo. Infatti, tutto ciò che si colloca oltre la natura è, strettamente parlando, “soprannaturale”.


Conclusione

Concludendo, abbiamo esaminato la critica dell’ateismo militante che la fede in Dio è irrazionale, e che contraddice la scienza. Abbiamo concluso che l’esistenza di Dio, in quanto distinta dai singoli insegnamenti religiosi, certamente non contraddice la scienza.

Inoltre è corretta l’affermazione “dell’ateo più eminente al mondo” secondo la quale l’esistenza di Dio è irrazionale? Sì, ma solamente se egli crede che anche la Questione Fondamentale della Filosofia sia irrazionale: questa è la nostra risposta alla sua affermazione.
Il significato di “irrazionale” è sufficientemente flessibile per accogliere la fede nell’irrazionalità della QFF; ma ciò non permette di assumere la “irrazionalità dell’esistenza di Dio” come fede avente una qualche autorità. Tutto ciò si può classificare come fede religiosa nell’ateismo.

La conclusione di tutto ciò è che risulta semplicemente assurdo asserire che scienza e ragione fondano l’ateismo.

Infine, è possibile concepire una fede razionale nell’esistenza di Dio. In primo luogo occorre avere la capacità mentale (e forse emotiva) di porsi la questione fondamentale. Poi si deve comprendere e accettare il fatto che la domanda non può ricevere risposta dalla scienza. Dio, ossia la risposta, trascende l’universo delle cose conoscibili.



 
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ateo
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Re: QFF: "Perché esiste qualcosa invece del nulla?"

December 18 2007, 7:04 PM 

Secondo me occorre invece avere la capacità mentale ed emotiva di accettare il fatto che esistono domande che non possono avere una risposta (e la scienza chiaramente lo fa), e non cavarsela chiamando dio la risposta a tutte le domande che non ce l'hanno per mettersi la coscienza (coscienza...?) a posto.

 
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ateo
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Re: QFF: "Perché esiste qualcosa invece del nulla?"

December 18 2007, 7:12 PM 

PS: a proposito del passaggio: "Ogni religione mette in relazione tutto ciò con Dio o con gli dèi", forse un pò di ripasso di buddhismo non guasterebbe...

 
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Rob_jack
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Re: QFF: "Perché esiste qualcosa invece del nulla?"

December 18 2007, 11:46 PM 

ateo scrive:
Secondo me occorre invece avere la capacità mentale ed emotiva di accettare il fatto che esistono domande che non possono avere una risposta (e la scienza chiaramente lo fa),

Cosa farebbe la scienza?

Se essa non fornisce risposte a determinati quesiti, è perchè la scienza ha un proprio dominio di validità e pertanto non può fornire risposte.

Nel frattempo le domande esistono.

x la cronaca: l'ateismo razionalista è altrettando dogmatico di un qualunque fondamentalismo religioso.

 
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Rob_jack
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Re: QFF: "Perché esiste qualcosa invece del nulla?"

December 18 2007, 11:53 PM 

Lggendo di fretta:

Ci sono due errori comunemente collegati con questa questione. Una persona con una qualche conoscenza di fisica potrebbe addurre “fluttuazioni quanto-meccaniche vuote”. Ma potrebbe l’universo esser stato creato dal nulla a partire da fluttuazioni quanto-meccaniche del vuoto? Potrebbe il tutto essersi creato dal nulla (e per di più, questo è implicito, senza necessità di Dio)?

La risposta scientifica è: no, il vuoto fisico è una cosa, qualcosa di diverso dal nulla. Inoltre, rimane ancora da rispondere alla domanda perché esista la meccanica quantistica stessa – o qualunque altra legge del genere.


Secondo il mio modesto parere, il problema non si pone (trascurando una cosa importante, è cioè che il vuoto quantistico è un concetto assai spinoso), basta porre:

Dio=Nulla,

Il Nulla, il creatore dell'universo,

Il Nulla che possiede tutte le potenzialità dell'Essere.

Che cosa accade se prendiamo in esame la terza proposizione, ossia che la QFF è razionale e scientificamente inspiegabile, ma ugualmente interessante? Il moderno e altamente influente filosofo tedesco Martin Heidegger sostiene che la QFF è l’unica questione genuina della filosofia. Stranamente egli si dichiara ateo, ma afferma che l’ateo non può negare l’esistenza di Dio. Piuttosto l’ateo nega che “Dio abbia un’esistenza”. Questo modo oscuro di esprimersi sottolinea l’ambiguità del concetto di esistenza. Il punto capitale di Heidegger è che la semplice statuizione che Dio esiste o non esiste senza chiarire il significato della parola “esiste” è ambiguo.

Concordo. Il termine "esistere" è ambiguo. Magari per un neopositivista, esistere=verificabile sperimentalmente.....

 
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Anonymous
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Re: QFF: "Perché esiste qualcosa invece del nulla?"

December 20 2007, 12:02 AM 

"Perché esiste qualcosa invece del nulla?"

potrebbe essere una necessità logica.

Prendiamo la Relatività Generale. Sappiamo che secondo tale teoria, il big bang è una singolarità dello spazio-tempo. Quindi la teoria cessa di essere valida. Ok, la ricerca attuale è orientata alla formulazione di una teoria più generale in grado di "rimuovere" tale singolarità. Ma supponiamo per un attimo che tale teoria non esista, e che abbiamo solo la RG come teoria dell'universo fisico. In questo modo, in assenza di spazio/tempo/materia/energia (cioè il nulla) la matematica "esplode" in singolarità. Ma ciò non può avvenire, da qui l'esistenza di qualcosa invece del nulla.

Una situazione simile succede nel caso dell'esistenza dell'universo platonico in correlazione all'esistenza dell'universo fisico.

L'universo fisico implica l'esistenza dell'universo platonico. Ciò si dimostra facilmente x assurdo.

Ma è vero il viceversa? Cioè, l'esistenza dell'universo platonico implica NECESSARIAMENTE l'esistenza di un universo fisico? Se è così, allora l'esistenza dell'universo fisico diviene una NECESSITA' logica....

Per universo platonico indico l'insieme degli enti matematici e delle proposizioni logiche.

ps. spero di nn aver scritto ca22ate, visto l'ora tarda

 
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Gian Paolo
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...a proposito del nulla

December 23 2007, 2:38 PM 

Ciao a tutti,
certo, cercare di immaginare il nulla assoluto è davvero impossibile, tanto che io non ci credo. Molto più semplice e anche logico, a mio avviso, pensare a una dimensione infinita oltre il tempo e lo spazio (come ad esempio il campo unificato che personalmente interpreto in Dio).

Però riflettevo su una cosa: dato per certo che per nulla assoluto non si intende un posto tutto buio o tutto bianco, ma proprio nulla, niente di niente, questa concezione non può avvicinarsi al nostro consueto stato di sonno (senza sogni ovviamente)?. E' chiaro che oltre la nostra coscienza addormentata esiste la realtà, ma io mi riferivo alla non percezione di niente che abbiamo durante il sonno. Quello potrebbe essere una sorta di nulla assoluto (nella nostra coscienza)? Non vediamo, non sentiamo, non percepiamo il tempo e lo spazio, quando siamo addormentati e, ripeto, quando non sogniamo.

Se poi però parliamo del nulla "prima" dell'universo, quello proprio non riesco a concepirlo e come ho detto mi sembra assurdo e per niente credibile.

 
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SaTiro
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Re: ...a proposito del nulla

December 23 2007, 4:51 PM 


Non credo possibile pensare a qualcosa che c'è ora e prima non c'era; basta pensare solo che quando non c'era, il "tempo" non lo esprimeva; ma non è detto che l'assenza del tempo sia sinonimo di qualcosa che non esiste, ma solo qualcosa che non è stato ancora espresso.



Salve a tutti e Buon Natale

 
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Rob_jack
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Re: ...a proposito del nulla

December 24 2007, 12:52 PM 

Gian Paolo scrive:
pensare a una dimensione infinita oltre il tempo e lo spazio
-----
dato per certo che per nulla assoluto non si intende un posto tutto buio o tutto bianco, ma proprio nulla, niente di niente,


in effetti hai detto la stessa cosa. Qui il problema grosso è il LINGUAGGIO oltre alla nostra limitata percezione, per cui è necessario fare affidamento solo ed esclusivamente al linguaggio matematico.

Al primo step, manteniamoci in ambito classico.

L'universo è descritto dalla Relatività Generale. Abbiamo uno spazio-tempo che è una varietà differenziabile pseudoriemanniana 4-dimensionale.
La geometria dello spazio-tempo è descritta da un campo tensoriale.
La materia-energia è descritta da un altro campo tensoriale.

L'interazione tra questi due campi modifica la curvatura dello spazio-tempo. Quindi, non ha senso parlare di una materia "separata" dallo spazio. In effetti, uno spazio-tempo piatto (quindi privo di materia) non ha senso fisico....

Metaforicamente: spazio/tempo/materia sono gli "ingredienti" dell'universo. Cosa c'è "fuori" dell'universo? "tutto" ciò che non sia nè spazio, nè tempo, nè materia. Possiamo immaginare una "cosa" del genere? No, quindi chiamiamolo "nulla" o "non-essere".

Andiamo indietro nel tempo fino ai primi istanti di vita dell'universo. Ad un certo punto è necessario "fermarsi" a causa della singolarità iniziale.

Ed anche il tempo ha avuto un inizio. Quindi non ha nemmeno senso chiedersi: "cosa c'era prima?"

Buttate via il linguaggio ordinario, se volte capire.

 
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Rob_jack
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Re: ...a proposito del nulla

December 24 2007, 5:20 PM 

per il secondo step (in cui si tiene conto degli effetti quantistici) c'è un cap. interessante de Il tao della fisica. Precisamente: "Vuoto e forma" (cap.14) in cui ci si rende conto della "dinamicità" del vuoto, un concetto completamente sconosciuto a noi occidentali.

 
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Gian Paolo
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Re: ...a proposito del nulla

December 24 2007, 8:11 PM 

Rob_Jack scrive:
"Buttate via il linguaggio ordinario, se volte capire."

Hai ragione, ma non riesco a prescindere da una concezione linguistica ordinaria con tutti i limiti che questo so che comporta. Il tao della fisica lo sto leggendo proprio adesso e Capra dice appunto che il linguaggio ordinario non è adatto nè per spiegare la fisica nè gli stati superiori di coscienza raggiunti dai mistici.

In effetti qualcosina sulla relatività a livello divulgativo l'ho imparata in questi anni, ma forse proprio perchè ne sono venuto a conoscienza tramite il linguaggio ordinario non posseggo un quadro interpretativo molto chiaro. Stessa cosa sulla meccanica quantistica.

Rob_Jack scrive:
"Ed anche il tempo ha avuto un inizio. Quindi non ha nemmeno senso chiedersi: "cosa c'era prima?"

Questa è una frase alla Hawking... giustissima per carità, ma non risolve di certo il problema.

Cmq adesso a 27 anni, senza una minima base di matematica, sono spacciato. Posso solo che affidarmi al linguaggio ordinario per cercare di capire la fisica. Il che equivale a non poterla capire veramente. Ma come ho già risposto una volta ad un'altra persona, preferisco cmq cercare di interpretare, comprendere o filosofeggiare attraverso i pochi strumenti con cui la mia comprensione riesce ad adattarsi, che rimanere un essere umano completamente privo di tali conoscenze fondamentali.

D'altronde hai saputo dell'ultimo sondaggio sulla scuola italiana? Il 60% degli studenti non sa perchè viene la notte! Magari tra qualche anno ne verranno a conoscenza del perchè c'è la notte, ma sono sicuro che il 59% di loro per tutta la vita non saprà mai cosa sia la meccanica quantistica o semplicemente un atomo, quindi mi ritengo molto fortunato a sapere qualcosina (e questo per merito dei fisici scrittori!).

Grazie della risposta!
Buon Natale.

 
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SaTiro
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Sante parole

December 24 2007, 8:23 PM 


Gian Paolo
D'altronde hai saputo dell'ultimo sondaggio sulla scuola italiana? Il 60% degli studenti non sa perchè viene la notte! Magari tra qualche anno ne verranno a conoscenza del perchè c'è la notte, ma sono sicuro che il 59% di loro per tutta la vita non saprà mai cosa sia la meccanica quantistica o semplicemente un atomo, quindi mi ritengo molto fortunato a sapere qualcosina (e questo per merito dei fisici scrittori!).

SaTiro:

sante parole

di monito a chi crede che la conoscenza sia solo ad appannaggio di chi può; tutti possono, anzi devono, anche tenendo presente la propria cultura e intelligenza, perché la conoscenza dei problemi della scienza, anche superficiale, ci avvicina all'ignoto con uno spirito "critico", che non guasta mai...

 
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Rob_jack
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Re: Sante parole

December 24 2007, 9:12 PM 

Gian Paolo
Cmq adesso a 27 anni, senza una minima base di matematica, sono spacciato. Posso solo che affidarmi al linguaggio ordinario per cercare di capire la fisica. Il che equivale a non poterla capire veramente. Ma come ho già risposto una volta ad un'altra persona, preferisco cmq cercare di interpretare, comprendere o filosofeggiare attraverso i pochi strumenti con cui la mia comprensione riesce ad adattarsi, che rimanere un essere umano completamente privo di tali conoscenze fondamentali.

forse ho esagerato, anche se la mia voleva essere solo una battuta per mettere in risalto i limiti del linguaggio quando si trattano certi argomenti.

Gian Paolo:
D'altronde hai saputo dell'ultimo sondaggio sulla scuola italiana? Il 60% degli studenti non sa perchè viene la notte! Magari tra qualche anno ne verranno a conoscenza del perchè c'è la notte, ma sono sicuro che il 59% di loro per tutta la vita non saprà mai cosa sia la meccanica quantistica o semplicemente un atomo, quindi mi ritengo molto fortunato a sapere qualcosina (e questo per merito dei fisici scrittori!).

l'apprendimento deriva da fattori emotivi. Se una cosa ti piace, l'apprendi, altrimenti nisba.

Gian Paolo:
Grazie della risposta!

di nulla.

Buon Natale anche a te.

 
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Rob_jack
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l'inizio del tempo

December 25 2007, 2:46 PM 

Gian Paolo:
Questa è una frase alla Hawking... giustissima per carità, ma non risolve di certo il problema.

Diciamo che Hawking l'ha, per così dire, resa pubblica. In effetti, la pensano così quasi tutti i fisici. Ne I primi tre minuti, Weinberg fa un esempio suggestivo per comprendere l'inizio del tempo. Paragona quest'ultimo alla temperatura (paragone formale, ovviamente). Se un corpo viene raffredato fino al raggiungimento dello "zero assoluto", non sarà possibile raffredarlo ulteriormente, poichè non esistono temperature < 0°K. Fisicamente, significa che tutto il calore è stato sottratto dal corpo e non è possibile sottrarne altro. Similmente, se andiamo a ritroso nel tempo fino al big bang, si arriverà ad un punto in cui "tutto il tempo" è stato "sottratto" e non è possibile andare ulteriormente a ritroso.

x la cronaca: agli atei fa comodo porre t_0=-oo. Qui t_0 indica formalmente l'istante iniziale dell'universo (cio che viene chiamata CREAZIONE), mentre oo è il simbolo dell'infinito matematico, e -oo significa un "qualcosa" che è minore di un qualunque numero reale. Porre t_0=-oo equivale a supporre un universo che è sempre esistito. In tal modo il problema della creazione nemmeno si pone (anche se da un punto di vista teologico si potrebbe cmq postulare l'esistenza di un oggetto god-like che ha creato l'universo da un tempo infinitamente lungo).

Le cose invece stanno diversamente, poichè abbiamo visto che non solo è t_0>-oo, ma addirittura il tempo stesso ha avuto un inizio. In altri termini, il tempo non è qualcosa che esiste al di fuori dell'universo.
Tutto questo per gli atei è un grosso problema che cercano di risolvere appellandosi a effetti di natura quantistica. Ma nemmeno questo risolve il problema, poichè ciò implica l'esistenza di una logica soggiacente che permette di passare dal vuoto al pieno dell'esistenza. Questo problema è stato messo in evidenza da Pagels nel "codice cosmico".
Circa 2 anni fa il fisico Gabriele Veneziano (il primo che introdusse la nozione di stringa) postulò l'esistenza di una dimensione superiore del tempo, per cui l'universo sarebbe esistito da sempre. Gli atei presero la palla al balzo... Non sono a conoscenza degli sviluppi della congettura di veneziano (si parlava di una verifica sperimentale attraverso lo stato di polarizzazione dei fotoni della CBR).


 
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conoscenza razionale
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Re: l'inizio del tempo

December 25 2007, 2:47 PM 

x Gian Paolo

ma sei lo stesso Gian Paolo che scrive sul forum della TNAS?

se è così, sicuramente hai capito che la conoscenza astratta/razionale è solo una modalità di conoscenza...

 
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Rob_jack
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conoscenza razionale

December 25 2007, 2:48 PM 

ops, il post precedente è mio, ho sbagliato a dgt

 
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Gian Paolo
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Re: conoscenza razionale

December 25 2007, 7:35 PM 

per Rob_jack
Si, sono lo stesso Gian Paolo del forum della Tnas...

Cmq, sei forte... io ammiro molto i fisici e i matematici (tranne Odifreddi e la Hack )

Rob_jack scrive:

"Circa 2 anni fa il fisico Gabriele Veneziano (il primo che introdusse la nozione di stringa) postulò l'esistenza di una dimensione superiore del tempo, per cui l'universo sarebbe esistito da sempre".

Per caso è simile al concetto di tempo immaginario ipotizzato anni fa da Hawking e Hartle?

Grazie ancora per le tue importanti risposte.

 
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Rob_jack
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Re: conoscenza razionale

December 25 2007, 9:41 PM 

Gian Paolo:

Cmq, sei forte... io ammiro molto i fisici e i matematici (tranne Odifreddi e la Hack )
Grazie ancora per le tue importanti risposte.


Di nulla, figurati. Cmq considera che non ho una conoscenza approfondita di tali concetti avanzati. Sono nozioni che richiedono un'infinità di tempo per apprendere, oltre alle enormi difficoltà e ai vari stress che ne derivano.



Per caso è simile al concetto di tempo immaginario ipotizzato anni fa da Hawking e Hartle?


No. Il "tempo immaginario" è un espediente matematico per spiegare la penetrazione di una barriera di potenziale da parte di una particella quantistica (ad es. un elettrone). Ad esempio, se una pallina viene lanciata contro una parete, la pallina ovviamente rimbalza e nessuno si aspetta di vederla attraversare la parete. Quantisticamente invece, un elettrone (o una qualunque altra particella) ha una probabilità finita di attraversare una "parete" (espressa da una cd barriera di potenziale). L'attraversamento avviene nel "tempo immaginario", perchè il tempo anzichè essere un numero reale (come qualsiasi grandezza fisica) è moltiplicata per l'unità immaginaria (la radice quadrata di -1).
Questo è il famoso effetto tunnel, che tra l'altro ha delle applicazioni nell'elettronica (diodo tunnel).

Nel modello di Hawking e Hartle, l'universo emerge per effetto tunnel da una nebulosità quantistica, e l'attraversamento avviene nel tempo immaginario. Ma quest'ultimo è solo un espediente matematico. Invece, nella proposta di Veneziano si parla di un tempo fisico.

su veneziano c'è qualcosa qui:
http://tinyurl.com/385nsq

 
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Rob_jack
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Re: conoscenza razionale

December 25 2007, 9:42 PM 

ho dato un'occhiata su arxiv.org e ho visto che Veneziano ha pubblicato altri articoli sulla cosmologia del pre-Big-Bang, oltre a quel famoso articolo del 2004.

 
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Current Topic - QFF: "Perché esiste qualcosa invece del nulla?"
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