Qualcuno ha letto il libro dei fratelli bogdanov "prima del big bang"?
non so se pensare che la teoria in esso contenuta sia una "bufala" o qualcosa di serio.
di certo è, almeno a prima vista, interessante.
Ho letto il libro dei fratelli Bogdanov e sono d'accordo con la loro tesi di fondo. Quache anno fa ho pubblicato sul sito www. fisicamente.it un articolo dal titolo "L'enigma dell'Osservatore" ( cui rimando per maggiori approfondimenti ) nel quale scrivevo che:
- a mio parere, esiste la possibilità che al fondo della realtà fenomenica, al di fuori del tempo e dello spazio, si nasconda una struttura puramente matematica, un programma computazionale che dà origine ad una fitta rete di percorsi e ad una molteplicità di configurazioni virtuali;
- è possibile, altresì, che da questo software di base derivino dei sottoprogrammi autoreferenziali ed autoincrementali in grado di replicarsi, costituenti i codici genetici di tutti gli organismi viventi, e che da questi, una volta raggiunto un certo livello di complessità, emergano delle subroutines in grado di conferire a quegli stessi organismi le facoltà proprie dell’osservatore cosciente e consapevole di sé.
Questa rappresentazione delle realtà:
1) spiegherebbe, innanzitutto, quello che è stato definito il mistero più inquietante della fisica, suffragato dagli esperimenti, ma rimasto ancora oscuro, cioè la violazione del “principio di località” che emerge dalla Meccanica Quantistica. Ammettendo che tutta la realtà è generata da un programma informatico, vale a dire da un algoritmo matematico astratto, esistente al di fuori del tempo e dello spazio, l’enigma sarebbe risolto. Infatti, solo in questo caso, qualsiasi operazione effettuata su un termine dell’algoritmo si ripercuoterebbe istantaneamente su qualsiasi altro termine correlato al primo, senza bisogno di alcuna forma di comunicazione a distanza;
2) renderebbe più chiaramente comprensibile la teoria degli universi paralleli: questi non sarebbero, infatti, né i molti mondi ipotizzati da Everett, né gli universi “momenti” introdotti da Deutch, ugualmente coesistenti e popolati da altrettante copie dell’osservatore cosciente. Sarebbero invece, più semplicemente, diverse configurazioni virtuali, che l’osservatore cosciente potrebbere attraversare, in una individuale successione, percorrendo uno solo dei tragitti costituenti la fitta rete di quelli possibili;
3) potrebbe, infine, chiarire, in termini di fisica fondamentale, il fenomeno della vita ed il sorgere delle facoltà mentali superiori.
Cordialmente.
credo vi sia almeno un errore, tu dici
<<2) la Meccanica quantistica non è deterministica, ma probalistica.>>
ecco, l'errore è che la meccanica quantistica è deterministica, è la nostra conoscenza del sistema che non lo è.
La congettura poi che il tempo non esista è stata per la prima volta descritta dal fisico Julian Barbour in "la fine del tempo". Nonostante il successo del libro, non ha prodotto dimostrazioni matematiche; comunque Smolin (altro fisico teorico) dice che il concetto del tempo che oggi hanno i fisici sono dovute proprio a quelle idee. Non per niente Barbour ha lavorato alla stesura del libro facendo un secondo lavoro per vivere. Oggi è un conosciuto e apprezzato fisico teorico.
Non commento invece sulla computabilità della coscienza, non mi riesce di capire in che modo la <<mente e la coscienza altro non siano che il prodotto di un programma software in grado di girare sull’hardware cervello sull’hardware cervello>> quando poi questo software deve essere anche <<autoreferenziale>>. Mi chiedo, esistono algoritmi autoreferenziali?
Infatti se esistono gli universi paralleli o, meglio, configurazioni virtuali parallele, così come ho scritto, la meccanica quantistica è deterministica. Aveva, quindi, ragione Einstein.
Per quanto riguarda l'autoreferenzialità di alcuni programmi informatici, Stepfhen Wolfram nel suo "A new kind of Science" credo che voglia dimostrare proprio questo.
Sono d'accordo sulla grande importanza delle ideee di Julian Barbour in questo settore di ricerca.
Cordialità.
<<...l'autoreferenzialità di alcuni programmi informatici...>>
si però attenzione, la produzione di un programma autoreferenziale vuol dire produzione di una autocoscienza? Un software quindi autoreferenziale, in grado di girare sull’hardware, produrrebbe coscienza?
Se fosse così semplice un robot in grado di pensare come un uomo sarebbe alla portata della tecnologia attuale.
L'autoreferenzialità dei programmi informatici potrà generare l'autocoscienza? La risposta è sì, secondo i teorici dell'Intelligenza Artificiale Forte. Per averne la prova ci sarà, probabilmente, da aspettare la realizzazione dei computers quantistici, ancora in avvio di sperimentazione.
Pardon, non mi ero qualificato.
Ripeto:
L'autoreferenzialità dei programmi informatici potrà generare l'autocoscienza? La risposta è sì, secondo i teorici dell'Intelligenza Artificiale Forte. Per averne la prova ci sarà, probabilmente, da aspettare la realizzazione dei computers quantistici, ancora in avvio di sperimentazione.
Un software quindi autoreferenziale, in grado di girare sull’hardware, produrrebbe coscienza?
Se fosse così semplice un robot in grado di pensare come un uomo sarebbe alla portata della tecnologia attuale....
mi spiego con un esempio.
Noi sappiamo che la nostra sensazione di un suono è dovuto alla vibrazione dell'aria, tali vibrazioni colpiscono la membrana chiamata timpano e percorrono un lungo percorso fino al nervo uditivo che trasmette l'onda, la sua forma l'intensità altezza e timbro, in impulsi elettrici al cervello. A quel punto l'onda è divenuta un impulso elettrico. Ammesso di non credere che gli impulsi elettrici siano autocoscienti, dovrei credere che esiste un software che tramuti l'impulso elettrico in algoritmo autoreferenziale? In pratica (e forse solo in teoria) deve esistere un software in grado generare algoritmi autoreferenziali distinti per ogni tipo di sensazione (in questo caso uditiva)?
Mi chiedo in cosa può consistere questo software generatore di sensazioni...
leggi "la mente nuova dell'imperatore" di Penrose (e anche altri suoi lavori successivi), per capire quanto sia DEBOLE la tesi sostenuta dall'IA forte.
Non credo che Roger Penrose sia più un portavoce importante della cosiddetta fisica di frontiera. E',infatti, rimasto legato ai vecchi concetti di tempo e di realtà materiale. Posso, invece, consigliare la lettura della saggistica più recente del settore:
"La fisica dell'immortalità" - Frak J. Tipler - Mondadori(fuori commercio);
"Menti, macchine e multiverso" - Julian Brown - Einaudi;
"La fine del tempo" - Julian Barbour - Einaudi;
"La trama della realtà" - David Deutch - Einaudi;
"Il velo di Einstein" - Anton Zeilinger - Einaudi;
"La scperta dell'universo" - Charles Seife - Einaudi;
"Informazione" - Hans Christian Von Baeyer - Dedalo;
"Il programma dell'universo" - Seth Lloyd;
"I conigli di Schrodinger - Colin Bruce - Raffaello Cortina Editore;
"Che cos'è il tempo? Che cos'è lo spazio? - Di Renzo Editore;
"Prima del Big Bang" - Igor e Grichka Bogdanov - Longanesi;
"La fisica del cristianesimo" - Frank J. Typler - Mondadori
BROWN
"La fisica dell'immortalità" - Frak J. Tipler - Mondadori(fuori commercio);
"Menti, macchine e multiverso" - Julian Brown - Einaudi;
"La fine del tempo" - Julian Barbour - Einaudi;
"La trama della realtà" - David Deutch - Einaudi;
"Il velo di Einstein" - Anton Zeilinger - Einaudi;
"La scperta dell'universo" - Charles Seife - Einaudi;
"Informazione" - Hans Christian Von Baeyer - Dedalo;
"Il programma dell'universo" - Seth Lloyd;
"I conigli di Schrodinger - Colin Bruce - Raffaello Cortina Editore;
"Che cos'è il tempo? Che cos'è lo spazio? - Di Renzo Editore;
"Prima del Big Bang" - Igor e Grichka Bogdanov - Longanesi;
"La fisica del cristianesimo" - Frank J. Typler - Mondadori
ehehe, molti di questi li ho gia letti, quello di Igor e Grichka Bogdanov no, ma le recensioni non portano nulla di buono.
Tra quelli citati il migliore, perchè scritto da un fisico con i contro-attributi, è Il velo di Einstein, ma non parla dei problemi legati alla coscienza, e i problemi riguardo il collasso della funzione d'onda vengono da Zelinger spiegati in termini di "informazione". Il problema legato all'informazione però deve essere unito anche ad una fonte che "comprenda" l'informazione. Per questo problema Zeilinger non mi è sembrato molto esaustivo.
I conigli di Scrondiger di Bruce parla di universi paralleli, la fisica del Cristianesimo anche utilizzato come modello scientifico per spiegare i dogmi della chiesa cattolica.
Ma voglio far notare che la teoria degli universi paralleli, che che ne dica Tipler o Bruce, rimane un'ipotesi non suffragata da esperimenti, per cui rimane solo un'ipotesi, in piu a questa si legano molti problemi non risolti proprio in virtù dei problemi riguardanti la mente e la coscienza. Per questo forse la lettura di Penrose sia del piu datato libro "La mente nuova dell'imperatore" che del piu recente (ma tostarello) "La strada che porta alla realtà" è consigliabile. ciao
E',infatti, rimasto legato ai vecchi concetti di tempo e di realtà materiale.
In ogni caso ha il merito di proporre soluzioni originali. Già il fatto di mettere in relazione la coscienza a processi intrinsecamente non algoritmici, è un indizio interessante.