da
http://www.ipotesi.net/ipotesi/perche.htm
II - Stati quantistici e misurazione fisica.
In fisica classica non vi sono limitazioni di principio alla misurazione delle caratteristiche di un sistema fisico: per esempio ad ogni istante possiamo misurare la posizione di un certo oggetto in movimento, la sua velocità, la sua energia, eccetera...]
[..Per esempio, per misurare la velocità di un'automobile su una strada e rivelare eventuali eccessi di velocità, la Polizia Stradale adopera dei dispositivi elettronici. Un dispositivo di questo tipo è capace di misurare con buona precisione la velocità dell'auto nell'istante in cui la macchina transita davanti all'apparecchiatura... ]
[...Vi sarà una certa "approssimazione" o "errore" in questa stima, poiché la velocità in quei pochi secondi potrà variare leggermente, però si tratterà di un errore piuttosto piccolo.
Non è così nella meccanica quantistica: gli oggetti "quantistici" (atomi, elettroni, quanti di luce, ecc.) si trovano in certi "stati" indefiniti, descritti da certe entità matematiche (come la "funzione d'onda" di Schrödinger).
Soltanto all'atto della misurazione fisica si può ottenere un valore reale; ma finché la misura non viene effettuata, l'oggetto quantistico rimane in uno stato che è "oggettivamente indefinito"...]
Volevo porre una domanda: l'esempio fatto voleva espressamente dire che la velocità dell'automobile (e il momento esatto in cui passa davanti alla Polizia) non è possibile misurarlo perché le misurazioni di tale precisione non sono possibili in modo ontologico per via della m.q., oppure era solo un esempio e l'automobile ha una sua velocità e una sua posizione ben definita perché rappresenta un sistema "classico", e con la m.q. non ha nulla a che vedere?
Se fosse possibile sarei curioso di conoscere eventuali sviluppi (sono passati diversi anni da quando i libri di Coppola sono usciti e magari c'è un fatto nuovo che rende la risposta piu sicura).
Grazie e saluti.