Sic transit gloria "Vighinga"!

by U IattuPadduzzu! (no login)

 
E giustissimo che finiscano cosi i "vichinghi!

http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_03/emmanuelllo_boss_morto_9474cf82-a184-11dc-976f-0003ba99c53b.shtml

"avrebbe anche svolto il ruolo di carceriere nel sequestro del piccolo di matteo
Morto il boss Daniele Emmanuello
Stava tentando l'ennesima fuga nelle campagne di Enna. Era tra i 10 ricercati più pericolosi d'Italia

Il boss mafioso, Daniele Emanuello, in una vecchia foto segnaletica (Ansa)
ENNA - È morto mentre tentava l'ennesima fuga, il super latitante di Gela Daniele Emmanuello, 43 anni, ricercato dal 1996 per associazione mafiosa, traffico di droga e omicidi. Il boss è deceduto dopo un conflitto a fuoco con la polizia in provincia di Enna, nei pressi di Villarosa: secondo quanto emerge......Emmanuello avrebbe compiuto 44 anni il prossimo 23 luglio, ed era inserito nella lista dei 10 ricercati più pericolosi del ministero degli Interni. La sua latitanza era iniziata nel 1996, dopo la cattura dei reggenti dell'epoca, ed era coincisa con la sua ascesa ai vertici di «Cosa Nostra» in provincia di Caltanissetta. Con i suoi fratelli, Nunzio, Davide e Alessandro, tutti attualmente in carcere, aveva infatti costruito uno dei clan più potenti e organizzati della Sicilia sud-orientale, tanto da avere rapporti diretti con i principali capimafia di Catania e Palermo. Non solo potere ma anche soldi e possedimenti. Un boss di primo piano, secondo gli investigatori di polizia e carabinieri che gli davano la caccia da 11 anni e che già in un'occasione, ad inizio del 2007, erano riusciti ad arrivare vicini alla sua cattura, sempre nelle campagne ennesi.

SEQUESTRO DI MATTEO - Daniele Emmanuello, il boss latitante morto dopo la sparatoria avvenuta nei pressi di un casolare dell'ennese con la Polizia di Stato, era stato accusato di essere uno dei carcerieri del piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio del pentito Santino Di Matteo, strangolato e poi gettato nell'acido nel gennaio 1996.

«ORA GELA È PIU' LIBERA» - «Adesso se la vedrà con Dio ma mi sarebbe piaciuto che avesse reso conto del suo operato alla giustizia degli uomini». Così il sindaco di Gela, Giuseppe Crocetta, commenta la notizia della morte del boss. Per Crocetta, che licenziò la moglie del capomafia che era tra i precari comunali perchè ufficialmente "nullatenente", adesso «a Gela si può mettere fine alla parola mafia» perchè, sostiene, «la cosca è stata azzerata dalle operazioni delle forze dell'ordine e della magistratura». Secondo il sindaco «Emmanuello ha avuto la responsabilità di avere distrutto l'economia e lo sviluppo di Gela, dove il boss aveva riunito gli eserciti di Cosa nostra e della Stidda». Per Crocetta è stata confermata «la tesi che si era stabilito un patto di alleanza tra la mafia di Enna, Caltanissetta e Gela per direttive di "Piddu" Madonia». «Recentemente - osserva - era stata fatta terra bruciata attorno a lui, con centinaia di arresti tra "picciotti" e luogotenenti, ma era destinato a crescere sempre di più».

«GLI STAVAMO DIETRO DA MESI» - «Seguivamo da mesi una pista per arrivare al latitante, Daniele Emmanuello, e grazie anche alle intercettazioni ambientali siamo riusciti a individuare il casolare dove si nascondeva»....«Enna si conferma un posto buono per i latitanti - ha continuato - Ma lo sapevamo già. Purtroppo il tentativo di fuga di Emmanuello è finito nel sangue».


03 dicembre 2007 "





Posted on Dec 3, 2007, 7:58 AM
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