| Original Message |
al cavin Posted Dec 11, 2003 12:35 PM
Esprimo alcune considerazioni personali in merito:
il "rientro" è un fenomeno che ha reso i biliardi internazionali molto diversi da quelli precedenti e ha fatto, e fa tutt'ora, impazzire i vecchi giocatori.
Prima degli anni 80, infatti, le sponde "tamburate" più alte, e con un angolo d'impatto minore facevano sì che la palla non "affondasse" troppo nella sponda. L'angolo di riflessione, quindi, era quasi sempre identico all'angolo di incidenza (un po' come in uno specchio) il risultato era che il "v" che ne nasceva era di semplice interpretazione. Adesso, con i biliardi moderni, è la velocità d'impatto nella sponda che definisce il "rientro" più o meno accentuato. Anche la "steccata", cioè il modo di eseguire il colpo sulla battente, ha un'importanza notevole. Avrete certamente notato che tirando piano il rientro non avviene mai.
Senza effetto alcuno, ma con una "steccata" diversa i giocatori esperti riescono a rientrare moltissimo o meno!
é chiaro che l'effetto sulla battente ha sempre l'influenza conosciuta: interno... stringe (chiude), esterno allarga >(apre)
Altri fattori, come il peso e il bilanciamento della stecca, e la posizione delle palle, hanno la loro importanza nel verificarsi di un rientro più o meno accentuato.
Purtroppo ...anzi per fortuna, la sensibilità del giocatore è la dote più importante per "piegare " al nostro volere un tiro, variando quantità di palla colpo e steccata!
cari saluti
Al
|
|