Io sono dell'avviso che buoni risultati si ottengano solo attraverso un lungo lavoro personale in cui si fa applicazione di suggerimenti avuti e praticità acquisita sul "campo". Non credo sia fondamentale sapere o carpire cosa mirano i grandi campioni quando tirano di stecca, potendo tu stesso, con appunto l'allenamento, ricercare e memorizzare le diverse quantità di palla che servono per i vari tipi. Credo, anzi ne sono quasi certo, che un problema di + difficile soluzione, sia quello di colpire con buona frequenza (almeno 7 vole su dieci) il punto che si mira.Non c'è metodologia valida universalmente se nn quella di un costante allenamento "creativo" e cioè nn volto solo ad abbattere gli "ometti", bensì integrato dalla volontà di capire cosa meccanicamente è avvenuto nel momento in cui abbiamo steccato. Qualcuno dice che i "tiri vanno sentiti" e credo che quel qualcuno la sappia molto lunga....
Nelle biglie "di prima" le cose fondamentali sono la "steccata", e chiaramente la porzione di biglia.
Con il termine "steccata" si intende:
1)punto in cui colpire la propria biglia
2)posizione della stecca(orizzontale alta,orizzontale bassa, inclinata
3)Dinamica della steccata(a polso bloccato, frustata, battuta, penetrata, scorrente etc.etc.etc.etc.etc.etcetc.etc.etc.etc.etc.)
Domanda semplice, risposta complicata. In effetti, è molto più facile migliorare sui tiri di calcio data l'omogeneità della steccata e l'ausilio della geometria. Sui tiri diretti l'unico consiglio è di allenarti costantemente, anche ripetendo decine di volte lo stesso tiro con le bilie nella stessa posizione, e ricorda che a biliardo si gioca con due bilie (anzi tre) e non solo con l'avversaria. Io in allenamento guardo quasi esclusivamente il tragitto della mia bilia.