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pene...

January 16 2004 at 2:50 PM
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nevio  (no login)

 
secondo voi c'è un minimo di lunghezza?
se sì quanto sarebbe?

 
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AuthorReply

(Login Sebastian80)

Re: pene...

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January 16 2004, 5:09 PM 

se parli della margine inferiore della media dei peni, quella e' 13 o 14 cm. Se parli di peni davvero piccoli, ci sono quelli di 7, 8, 9 cm.


 
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ob1
(no login)

Per chi vuol ridere, e per chi no

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January 16 2004, 5:45 PM 

Se volete sorridere leggete, nella "Parte 1", questo ottimo suggerimento che ho trovato in rete.
Se invece volete leggere informazioni serie passate alla "Parte 2". Visto che pare essere uno degli argomenti preferiti nel forum, ho cercato di documentarmi opportunamente.
Se non avete pazienza, un pene può considerarsi sottodimensionato quando, in piena erezione, è inferiore ai 7 cm.

Parte 1
Il metodo piu' semplice: stando appesi a testa in giu' immergete il vostro pene in un recipiente colmo d'acqua distillata a 25°C.
Misurate la quantita' di acqua fuoriuscita e ricavate il volume.
Con l'aiuto di un calibro, un computer, ed un regolo calcolatore ricavate la funzione analitica della base del vostro pene: eliminate il disturbo dovuto alla presenza dei peli.
Avendo il volume e la base (che non e' regolare) con qualche semplice passaggio di analisi che coinvolge, sì e no, una decina di integrali di campo, e qualche banale funzionale, arriverete alla misura perfetta del vostro pene, al milionesimo di micron, come minimo, anche rapportato alla pressione sanguigna e quindi ai vari gradi di eccitazione.

Parte 2
Nel 1988, cercando di scoprire se era fondata la credenza che durante l’erezione il pene di maggiori dimensioni cresce di più di quello più piccolo, Paul Jamieson e Paul Gebhard considerarono la media delle misure maggiori e minori del rapporto Kinsey, e calcolarono che la lunghezza media del pene non eretto era di 98.80 mm e la sua circonferenza 95.25 mm, mentre la lunghezza media del pene eretto era di 157.73 mm, e la sua circonferenza media 123.19 mm. Questo significava che la lunghezza del pene medio aumenta del 63.4% con l’erezione, mentre la circonferenza aumenta del 32%. A conclusione del loro studio Janieson e Gebhard scriveranno che la variabilità della misura del pene continuerà a intrigare non solo gli specialisti della sessualità umana, ma anche il pubblico in genere.
Secondo il Descriptive Dictionary and Atlas of Sexology, il pene umano non eretto misura in media tra 76.2 e 101.6 mm in lunghezza, con un diametro di circa 25.4 mm. Il pene eretto misura in media tra 127 e 177.8 mm, con un diametro di circa 38 mm. Il dizionario definisce l’"identità fallica" come la tendenza dei maschi a ricercare la propria identità nel pene, con enfasi particolare sulla credenza che "bigger is better". Il fallocentrismo spiegherebbe invece quel tipo di sviluppo sessuale nel quale il pene è non solo centrale, ma anche carico di significati simbolici.
Roma, ottobre 2003: il X congresso dell'European-American Urological Association ha stabilito quali sono le misure medie: 8-9 centimetri a riposo, 14-16 centimeri in erezione, diametro 3-4 centimetri.
Uno studio molto interessante di Roos conferma che il 79% dei pazienti che si rivolgono a un chirurgo per il falloallungamento lo fa in funzione di "problemi con la propria immagine", il 14% perché spera di migliorare la funzionalità del pene, e solo l’1% perché deve rettificare una malformazione provocata da un trauma, da una malattia, o da un altro intervento chirurgico. Nel suo studio Roos scrive che "l’importanza psicologica dell’allungamento del pene è sottolineata dal fatto che l’operazione non migliora la funzione sessuale o la performance". Il paziente operato beneficerà di un miglioramento morfologico, ma la funzionalità del suo pene, l’intensità del suo desiderio, i suoi tempi di eiaculazione, in una parola, le sue prestazioni sessuali non cambieranno. Cambierà invece, e di parecchio, la sua attitudine psicologica al sesso e alle relazioni, perché avendo una migliore immagine di sé si sentirà più sicuro, con inevitabili benefici sia su questo, sia su altri piani della vita quotidiana.
La preoccupazione per le dimensioni del pene ha accompagnato l’uomo per tutta la sua storia e in tutti i continenti, anche se con motivazioni e finalità diverse. Per esempio i Sadhus indiani e alcune popolazioni peruviane usavano dei pesi per allungare il pene finendo per renderlo inutilizzabile, dato che non intervenivano sul fallo per migliorarne la funzionalità, ma solo l’estetica. Al contrario, i Dayaks del Borneo si mutilavano infilandosi aghi nel glande e lasciandoli in posizione fino a quando non si formava una cavità nella quale inserivano dei bastoncini che usavano come stimolo sessuale: gli uomini più decorati erano considerati i migliori amanti, e perciò erano i prediletti. Nel 1500 i Topinama del Brasile si allargavano il pene facendolo mordere da serpenti velenosi. Stavano male per sei mesi ma alla fine del trattamento il loro organo era diventato enorme. Ancora più indietro nel tempo, il Kama Sutra incoraggiava l’uso di speciali strumenti per aumentare lunghezza e diametro del pene.
Un’indagine condotta nel luglio del 2002 dall’Associazione Italiana per la Ricerca in Sessuologia si è conclusa presentando dati inequivocabili. Delle centinaia di richieste di intervento che ogni anno arrivano ai centri andrologici, solo il 20% riguarda uomini con un organo sessuale veramente sottodimensionato (inferiore a 7 centimetri quando è in erezione), mentre l’80% riguarda richieste di modifiche per motivi estetici oppure per presunte inadeguatezze dimensionali. Sui 1072 uomini del campione, 1 su 3 non è soddisfatto delle proprie dimensioni rispetto agli altri uomini, ma solo 1 su 5 prova imbarazzo nei rapporti personali. In altre parole, le dimensioni del pene non riguardano solo le relazioni private, ma investono tutte le relazioni in senso ampio.

 
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