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Da un report letto sul concerto in oggetto,risulta che:
-non è stata fatta Hey Jude (si è dedotto che qualcuno aveva trascritto male un'intervista radiofonica di Elton,scambiando Carla/Etude per "Carla, Hey Jude")!
-non è stata fatta "All the nasties" (non si sa il motivo)...peccato davvero!
-Your Song è stata fatta in duetto con una cantante operistica Renee Fleming.
-è stata fatta una canzone dal nuovo album:Freaks In Love!!!Pare che ricordi un po' Strangers e This Train...,e che sia blueseggiante e in stile Burt Bacharach...non è che per caso si trova già un MP3 di questa versione live su WinMX,Kazaa e simili?!?
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July 19 2004, 2:37 PM
Da un'altra recensione,Freaks in love è stata descritta come un misto tra This train (di nuovo...),Don't let the sun,Gipsy Heart e Mellow....(!)
Insomma,da un lato promette bene,dall'altro sembra essere il solito "classico" di Elton senza grosse sorprese!Speriamo bene per il resto dell'album...
Ovviamente se qualcuno recupera un MP3 col brano dal vivo,lo faccia sapere,please!
Andrea
PS:...cmq vedo che non siete molto interessati all'argomento,visto che in una settimana non ci sono state risposte...
Ciao!
Non no, interessa eccome.......solo avessi un pò più tempo........
ho provato a cercare l'mp3 ma x il momento ancora niente........sarei proprio curiosa di sentirla.
Se avete notizie.....fatevi avanti!
New York, grande show di Elton John con 166 musicisti sul palco
Una volta si diceva che l'ego di Elton John fosse smisurato. Ma da quando, e sono ormai parecchi anni, il musicista ha smesso di flirtare con pericolose sostanze, Sir Elton è diventato (a modo suo, s'intende) meno megalomane. Ogni tanto, però, l'antico vizietto riaffiora. E, per il suo concerto alla Radio City Music Hall di New York, non solo si è portato dietro un'intera orchestra sinfonica, ma anche un coro da una sessantina di elementi. In tutto sul palco c'erano ben 166 musicisti: 99 orchestrali, 62 coristi e 5 di band. Il concerto è stato praticamente la replica di quello che aveva tenuto all'inizio del mese a Londra, ma non per questo, per i suoi fan, è stato meno emozionante. Reginald Kenneth Dwight, classe Quarantasette, ha iniziato alle 20 esatte mentre la maggior parte degli spettatori stava ancora cercando il proprio posto. Così, mentre la gente ancora vagava, l'occhialuto di Pinner, sostenuto dalle voci del Brooklyn Youth Chorus, ha sparato in rapida successione tre fra i brani più longevi della sua ormai elefantiaca discografia: "Sixty years on", "Greatest discovery" e "Border song". I grandi successi, nel corso della serata, non sono mancati; Elton ha ad esempio proposto "Sorry seems to be the hardest word", "Philadelphia freedom", "Don't let the sun go down on me" e "Your song", quest'ultima in chiusura e duettata con Renée Fleming. Ma, per il gaudio dei suoi fan della prim'ora, quelli che lo hanno seguito già dai tempi dell'album di debutto, quell'ormai lontano "Empty sky" del '69, il Rocket Man (brano che curiosamente non ha eseguito) ha fatto planare sulla platea delle chicche che per molto tempo erano state assenti dal suo répertoire. John ha ad esempio ripescato "Burn down the mission", "Take me to the pilot" (due brani che peraltro figuravano sul dimenticatissimo ma strepitoso live "11/17/70" del novembre '71), "Levon", "Come down in time", "Tiny dancer" e "Madman across the water", quest'ultima con assolo di piano. E, come se non fosse stato abbastanza, Sir Elton ha pure fornito un assaggio dal suo prossimo album "Peachtree Road" regalando l'inedita "Freaks in love".