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una riflessione

November 5 2004 at 10:01 PM
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Una riflessione, un pò lunga ma se vi scassate basta non leggere. Spero che qualcuno invece risponda. Ho voglia di capire.

EJ: -- To improve their lives. [laughs] Your album is joyful in a way, even though some of the subject matter is depressing.

RW: A lot of my young male contemporaries have died. Whether it's Jeff Buckley, Kurt Cobain, or recently Elliott Smith, those were all such losses. But in a weird way, I feel that you can hear the sadness in their music. When Jeff died, I wasn't that surprised. With my music, it is important for me to have hope and some kind of silver lining. I believe that music is essentially prophetic and that it really directs my life.

Questo é un estratto dall'intervista che Elton ha fatto a Rufus Wainwright l'anno scorso. Ascoltando molto Jeff Buckley, conoscendo le storie di Kurt Cobain, l'origine della sua musica, e avendo letto di Elliott Smith, il discorso che Rufus fa rispondendo a questa domanda di Elton mi aveva portato molto a riflettere. Era una riflessione personale. Ma non é questo il punto. Le parole di Rufus mi continuavano a girare nella testa e poi oggi ho letto delle intense pagine, scritte benissimo su Rockstar, riguardo Jeff Buckley (che comunque conosco bene), riguardo 2pac, cantante hip-hop, Sid Vicious, Keith Moon, Marc Bolan e Gram Parsons. Queste pagine hanno arricchito la mia riflessione personale, ma poi le ho anche viste sotto la prospettiva Elton. E ho fatto questa "surreale" riflessione. E spero che qualcuno mi dica la sua. Mi piacerebbe tanto.

Elton John é passato attraverso la droga, l'alcool, la bulimia. Si scolava un sacco di alcool prima di salire sul palco, al punto da non ricordarsi il giorno dopo cosa su quel palco fosse successo la sera prima. Eppure é ancora lì, vivo e vegeto. E ieri ha tirato fuori quella scaletta veramente eccitante! Invece no, gli altri son tutti morti. Attenzione, tutti hanno vissuto vite sregolate, spesso al limite, spesso influenzate troppo dall'orgasmo del successo (le stesse emozioni così irreali che possono provare anche i calciatori che trionfano sui giornali per le loro prestazioni ma che improvvisamente un giorno potrebbero vedersi decretata la fine da quegli stessi giornali).

In alcuni casi, la morte é stata dovuta a suicidio, o a micidiali miscugli di droga e alcool.
Ma ci sono anche altri casi.
Jeff é annegato nel Mississipi, Tupac é morto ucciso perchè aveva le palle di affrontare in maniera radicale i problemi, "comunicare con i fratelli della sua banda", diventando "l'icona dell'orgoglio nero e l'artefice di un radicale cambio di prospettiva nell'hip hop, spesso frustato da una superficialità di contenuti e da un'ostentazione di ricchezza e potere" (citazione tra virgolette dello scritto di rockstar).

E sia nel primo caso, sia nel secondo, nessuno si é mai stupito di queste morti.
Come dice Rufus a Elton, si trattava di morti preannunciate. Nel caso di Jeff, le sue canzoni erano intrise di sofferenza. E jeff non riusciva a dare una risposta positiva a tutto ciò. Lui la viveva quella sofferenza, era fin troppo introspettivo, e in qualche modo, non si sa perché, la sua era una morte preannunciata. Faccio passare il concetto che la troppa introspezione lo ha distrutto. Chi va troppo a fondo rischia di rimanere fulminato.

Dove voglio arrivare? Beh, Elton é ancora lì, sano e salvo. Perché?

Perchè é stato più saggio degli altri? Perché ha saputo controllarsi? (e ci si può controllare quando si é dipendenti da alcool o droga?)

No, secondo me Elton é ancora là perché c'é una differenza sostanziale fra lui e gli altri.

Gli altri hanno vissuto la loro sregolatezza, la loro vita al limite, perché in qualche modo credevano in ciò. Quasi a dire che loro non si rifugiavano nella droga per debolezza, ma per vivere, perchè erano scesi in maniera troppo radicale nei problemi dell'esistenza e la droga, o l'alcool, diventavano una necessità, un credo, una risposta razionale a ciò. Un fine per rispondere alla vita (anche se sbagliato), non un modo per non affrontare la realtà. Anzi, un modo per affrontarla! Elton invece é il contrario. Forse é stato sempre un debole, un mediocre. Non é mai sceso a fondo nei problemi e quando si drogava, beveva o mangiava per poi vomitare lo faceva perché era un debole che subiva, perché era un uomo perso. Un uomo che non aveva il coraggio di guardarsi dentro e di guardare il mondo che lo circondava.
Gli altri in qualche modo erano "lucidi", credevano in ciò che facevano, non erano "uomini persi".

Ecco, sarà questa la risposta così surreale al perché Elton é ancora qua e gli altri no?
Perché forse gli altri avevano degli ideali, erano più uomini vissuti, e hanno vissuto talmente a fondo da pagare con la morte? (Ed ora sono oggettivamente dei miti).

Mentre Elton non ha mai avuto le palle. Non ha saputo mai scendere troppo a fondo.
Mi chiedo, Elton come persona é stata sempre una mezza-s..a e un giorno come uomo non meriterà di essere ricordato?



 
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Re: una riflessione

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November 5 2004, 11:13 PM 

E io dovrei ricordare elton solo perkè non si è ucciso cn la droga?

Che cazzo di senso ha il tuo discorso ?ci sono milioni di persone che non si uccidono con la droga..e anche fra i cantanti quindi la tua 'RIFLESSIONE' secondo me non ha nessun senso

Ma poi xfortuna ognuno ha le sue idee e convinzioni


Fatto sta che elton rimane un grande artista della musica contemporanea

 
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Marcello Fibonacci
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Re: una riflessione

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November 5 2004, 11:57 PM 

Dario, mentre leggevo la domanda che facevi, che è antecedente nel racconto alla risposta che tu dai, pensavo a quello che avrei risposto io.

Be', hai già detto tutto tu. Condivido tutto. Ryan Adams è un altro di quelli che prima o poi ci rimane...

 
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Roby
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Re: una riflessione

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November 6 2004, 8:22 AM 

Sottoscrivo in pieno!

 
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Anonymous
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Re: una riflessione

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November 6 2004, 10:21 AM 

Cmq hai preso in considerazione delle meteore della musica non delle vere e prorpie 'STELLE' come elton cmq aparte questo nn credo bisogni divinizzare un'uomo chiunque esso sia solo perkè è uscito dalla droga...è una cosa senza senso

 
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Rosy
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Re: una riflessione

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November 6 2004, 10:42 AM 

In parte sono d'accordo sulla "debolezza" di Elton e sul fatto che abbia cominciato ad abusare di certe cose per sfuggire alla realtà... era molto timidi ed impacciato e forse gli servivano per superare le sue paure e per affrontare tutto quanto... è triste ma moltissimi ragazzi che prendono pasticche in disco ammettono di farlo per sentirsi più sicuri con gli amici e le ragazze, per avere un atteggiamento disinvolto che altrimenti nn avrebbero... e per divertirsi! Non lo capirò mai... però Elton non sarà poi così debole e "senza palle" se ad un certo punto ne è uscito, non voglio dire che sia un eroe, ma per uscire da certe situazioni ci vuole forza e determinazione che lui ha dimostrato di avere. Molti altri invece si sono lasciati distruggere senza neanche provare a smettere. Forse perché senza droghe ed espedienti vari la loro vita non sarebbe stata la vita che avrebbero voluto, mentre Elton va avanti lo stesso, senza porsi eccessivi problemi esistenziali.

 
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Re: una riflessione

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November 6 2004, 10:54 AM 

profondissima riflessione.morire o vivere e' un dato legato alla casualita'ma il punto che poni e'importante per capire ELTON nella sua interezza.quelli che hai citato e se ne potrebbe aggiungere qualcuno non vivevano l'assillo tra l'uomo e l'artista.erano uomini allo stesso modo sul palco e fuori.portavano la loro vita sul palco ed erano disinteressati a quanti dischi vendere o alle classifiche fino alle conseguenze estreme.
il nostro eroe per motivi che nascono da sue insicurezze credo dalla nascita ha bisogno di riconoscimenti ed anche di affetto(unico artista della sua eta e del suo calibro a girare il mondo come una banda di 20enni).
ma il punto vero e che questo suo confiltto tra l'essere e l'apparire ha prodotto e continua a produrre la parte peggiore della sua musica e se non bastasse e su questo non avremo mai la controprova limita le sue immense capacita'compositive.
ancora oggi ha bisogno di scrivere e di cantare malavoglia allowed .
questo non significa essere mediocri.e uno di noi con i suoi difetti , le insicurezze di ognuno di noi
tutto qui.cmq ieri sera ho acquistato peachtree
posso dire che sulle note di porch swing mi sono commosso ancora dopo tanti anni?grazie di esistere ELTON



 
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Roby
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Re: una riflessione

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November 6 2004, 12:51 PM 

Credo che lo abbia salvato la musica. Lui ama il suo lavoro e lo fa con molta passione, prova ne è che ancora oggi continua a comporre e a suonare dal vivo come pochi fanno anche tra le nuove generazioni. In più di trent’anni di carriera ha spaziato in tutti i generi della musica, ha inventato un personaggio e uno stile solo suo e ha saputo adeguarlo ai tempi. E’ un grande compositore, un grande pianista, suona da solo, con i ragazzi della band, con l’orchestra, con i cori gospel. E poi sul palco si diverte, gli piace far vibrare i tasti del pianoforte e vedere che la gente si emoziona sempre al suono delle sue canzoni. Cerca spesso il consenso del pubblico e se il pubblico partecipa si impegna di più e regala esibizioni da pelle d’oca anche se magari è una settimana o un mese o più che non cambia scaletta. Ha 57 anni.
La musica è la sua vita. Una musica troppo bella, profonda ed evocativa che non ha voluto e non vuole autodistruggersi e smettere di emozionare. Una musica che viene dal cuore e che ha ancora tanto da dire.

 
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Re: una riflessione

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November 6 2004, 1:45 PM 

grazie per queste risposte, hanno allargato il mio campo visivo...é vero, Elton quando sale sul palco diventa un grande...e la sua arte di non prendersi troppo sul serio lo ha salvato. In fondo anche Elton e Bernie hanno scritto cose molto down, però poi danno la loro risposta positiva. E' quindi forse vero che radicare l'introspezione può distruggere, "essere uomini allo stesso modo sul palco e fuori", cioé in pratica non separare mai se stessi dalla propria anima, può portare all'autodistruzione. Ciò forse vuol dire che nella vita non bisogna prendersi troppo sul serio, bisogna imparare anche l'arte di essere superficiali e frivoli.

 
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Angelica
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Re: una riflessione

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November 6 2004, 2:29 PM 

Concordo in parte sul fatto che molti artisti hanno fatto uso volontario di droga come modo di dimostrare di esse grandi e poi ci hanno rimesso la pelle, ma elton non è l'unico che si è drogato per la sua timidezza e insicurezza...lo stesso kurt cobain citato in precedenza lo ha fatto e forse è stato vittima di quella sua stessa insicurezza che credo sia propria di gente e che si definisce con il nome di "artisti" ma che io preferisco chiamare "geni" ognuno con qualità diverse.Da Cicerone a Mozarth da Maradona a Elton John....ognuno nel suo stile Genio,la cui insicurezza ha in qualche modo influenzato la vita e l'arte.
Elton è da ammirare perchè ha saputo ammettere i propri sbagli ma è stato molto fortunato nel trovare persone che in questo l'hanno aiutato, che gli hanno imposto di fermarsi, che gli sono stati vicino.Il suo pregio è stato quello di ammettere di aver bisogno d'AIUTO e per una persona che si trova in una situazione come la sua è la cosa più difficile.Quando è sul palco si trasforma non ha più paura perche si sente DIO. Quando è fuori si odia e si sente inutile.In questi anni ha semplicemente equilibrato il tutto, ammettendo di non essere Dio e trovando più autostima.Ha bilanciato il tutto trovando un po piu di pace interiore.
Inoltre non è mai stato un sex simbol, ma questo non gli ha mai impedito di dire la sua in qualsiasi modo.Con l'aiuto dei testi di bernie è tutto molto piu facile...Cosa ne pensi dell'america delle armi facili? Ticking...delle discriminazioni sugli omosessuali?American Triangle...degli indiani d'america?Indian Sunset....questo è molto di piu di fare un bel mestiere, ma di farlo in pieno trasmettendo quelli che sono i tuoi valori con la forma d'arte che ti rende di esprimerti in pieno e, anche se i testi sono di bernie, quando una canzone riesce come in questi casi, vuol dire che tutto si è fuso, musica e testo per dare qualcosa di unico.Ed è questo che fa del capitano e del cawboy la coppia più differente,ma nello stesso tempo più unita di sempre.

 
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