November 23 2004 at 2:05 PM No score for this post
Dario (Login indiansunset) bad side from IP address 80.183.78.159
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Levon ha un figlio, l'ha voluto chiamare Jesus...
Levon ha deciso di vivere secondo i principi che gli sono stati insegnati, seguendo le regole che la propria famiglia gli ha dato...ha deciso di vivere tranquillamente, senza porsi troppe domande sulla vita, sul suo senso...é così da generazioni, e lui continua la tradizione.
Non va oltre...
il suo orizzonte é contare soldi, ne fa molti.
Tutto procede tranquillo, fino a quando, all'improvviso, Jesus manifesta la sua volontà...improvvisamente. He wants to go to Venus! Questa notizia arriva come un fulmine a ciel sereno (ma era veramente un cielo sereno?). Jesus ha qualcosa in più di suo padre, e di suo nonno, dal buffo nome Alving Tostig...Jesus ha una marcia in più, e probabilmente per questo non verrà mai compreso dalla sua famiglia. Levon non sarà mai in grado di comprendere una decisione del figlio. In fondo non si é posto mai tanti perché, come può ora avere le armi per capire suo figlio. Jesus é coraggioso, forte, crede in se stesso, ha capito che "impossibile é solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli é stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo". Ha capito che "impossibile non é uguale per tutti. Impossibile non è per sempre".
Ma la vita é amara...Jesus prende la sua strada, ha capito che se vuole può volare, come quei palloncini che guardava da piccolo, con la testa rivolta verso il cielo e lo sguardo pieno di curiosità. E suo padre? Lui lentamente muore. Muore forse senza capire mai il perché di quell'abbandono, che in realtà non era un abbandono.
Dove sta la verità? Secondo me la verità non sta mai da una parte. Levon ha sbagliato a impostare la sua vita ed ora essa, come un boomerang, gli si ripiomba addosso? O Jesus doveva, o poteva fare qualcosa di più, nei confronti di suo padre? Educarlo, insegnargli quello che al padre non aveva mai insegnato nessuno prima d'ora?