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Addio a Elton Dean
E' scomparso la notte scorsa in un ospedale londinese, all'età di 60 anni, Elton Dean, il fondatore dei Soft Machine: come riporta l'agenzia ANSA, la causa della scomparsa del musicista sarebbe stata una grave emorraggia interna. Dean, assieme a Robert Wyatt, Hugh Hopper e Mike Ratledge, fondò alla fine degli anni Sessanta i Soft Machine, che abbandonò dopo il terzo album del gruppo, "Third".
Gravissima perdita nel mondo musicale. Si è infatti spento la notte scorsa a Londra ELTON DEAN (60 anni). Il fenomenale sassofonista era stato uno dei fondatori dei Soft Machine. Da dieci giorni era in coma per un'emorragia interna. Musicista straordinario (era nato a Nottingham nel 1945), considerato un autentico pioniere del jazz britannico, aveva nell'arco di oltre 30 anni di carriera, legato il suo nome anche con il Long John Baldry's Bluesology, il Keith Tippett Group ed i Centipede. Nel 1982 diviene membro della London Jazz Composers Orchestra mentre negli anni '90 si segnalano collaborazioni di spicco con Paul Rutherford, Annie Whitehead, Roswell Rudd e Marcio Mattos. Nel 2005 era uscito il disco live "Avant" (per la Hux) insieme alla pianista Sophia Domancich con la quale aveva già diviso esperienze con i Soft Machine.
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Musica: morto sassofonista Elton Dean, ex 'Soft Machine'
BOLOGNA - Elton Dean, il sassofonista inglese fondatore negli anni del gruppo jazzrock Soft Machine, è morto la notte scorsa a Londra all'età di 60 anni, all'ospedale di Hackney. Lo ha reso noto Riccardo Bergerone, il promoter torinese che lo aveva portato in Italia per varie tournee. Dean era in coma da dieci giorni dopo una emorragia interna.
Da anni il fisico di Elton Dean era minato da numerosi problemi, ma questo non aveva gli aveva impedito di intensificare la sua attività concertistica e discografica che lo aveva portato in giro per il mondo.
Dean aveva fondato, alla fine degli anni '60 (con Robert Wyatt, Hugh Hopper e Mike Ratledge) i Soft Machine, uno dei primi gruppi di jazz-rock, che abbandonò dopo il 'Third', il terzo album del gruppo, considerato ancora oggi un capolavoro. Dean contribuì a quella musica straordinaria, per brani in gran parte strumentali in cui al jazz raffinato e alle atmosfere rarefatte si univa quel pop di Canterbury da cui i vari musicisti provenivano.
Il sassofonista dall'inizio degli anni '70 si era dedicato ad una intensa attività solistica, partecipando a vari ensemble, dai 'Centipede' di Keith Tippett ai 'Brotherhood of Breath' del pianista Chris McGregor, oltre a formare vari gruppi a proprio nome.
Curiosità: Elton John scelse il proprio nome d'arte proprio da quello del sassofonista, a dimostrazione della popolarità dei Soft Machine in quegli anni. (non è vero, il nome lo aveva "preso" all'uscita dei Bluesology)