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  • Re: Un governo che non sa governare
    • alberto (no login)
      Posted Nov 26, 2004 3:47 PM

      E’ vero che quello che il governo ci dà con una mano (la riduzione delle tasse), ce lo toglierà con l’altra sotto forma di tagli di bilancio e, quindi, di minori risorse per i servizi. Ma fino ad un certo punto. Perchè bisognerà poi vedere nel dettaglio dove saranno effettivamente ridotte le spese statali. Se, come è stato ribadito, ci sarà davvero un bel giro di vite per gli statali, il fatto è non solo sopportabile ma, per certi versi, anche salutare: non è sempre stato detto che la vera palla al piede del «made in Italy» è l’elefantiasi della pubblica amministrazione e il peso della burocrazia?
      Razionalizzare le spese del settore potrebbe quindi risultare provvidenziale: una drastica cura dimagrante nell’immediato non piace di certo ai diretti interessati — e lo dice uno che ha provato più volte, senza successo, a perdere chili — ma, alla lunga, può dare risultati molto positivi, almeno per la salute di tutto il Paese. Certo, nel maxi-emendamento ci sono anche molte ombre da chiarire (è il caso della lotta all’evasione fiscale: avremmo voluto un impegno più deciso in questo senso da parte del governo), ma dobbiamo comunque dare atto a Berlusconi di avere mantenuto la promessa sottoscritta nel contratto con gli italiani del 2001: ormai, dopo tanti rinvii, non ci credeva più neppure lui. E dobbiamo anche dargli atto che non è neppure vero, come sostenuto da una certa sinistra, che il provvedimento finirà per far risparmiare solo i più ricchi: il contributo di solidiarietà del 4% riguarderà infatti i redditi oltre 100 mila euro.
      E’ chiaro che molti escono dalla vicenda con le ossa rotte. E, in questo caso, nella polvere non finisce Berlusconi-Don Chisciotte che rimane in sella al suo ronzino. Oltre alla sinistra e alla Confindustria (che, sul fronte dell’Irap, ha avuto solo le briciole), a restare «scossi» sono invece i vecchi padri di Maastricht, quelli dei famosi parametri europei. I cartellini rossi di Bruxelles non piacevano più a nessuno, a cominciare dallo stesso Prodi: perché dovevano ancora piacere a Berlusconi?
      E proprio il possibile allentamento dei vincoli europei — come richiesto con lettera ufficiale dallo stesso premier — potrebbe diventare l’arma segreta in mano al governo: se non troverà le adeguate coperture finanziarie, forse Berlusconi potrà sempre chiudere un occhio sul deficit di bilancio. Speriamo che non li debba chiudere tutti e due.

      ciao
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