SENTENZA PRONUNCIATA OGGI PER IL SENATORE(IRONICO E MEFISTOFELICO!)G.ANDREOTTI RICORSO IN APPELLO,PER LE RELATIVE IMPUTAZIONI MOSSEGLI...ACCUSATO PER ASSOCIAZIONE MAFIOSA E MANDANTE DEL DELITTO PECORELLI.
MA SARą COSI ANCHE PER PREVITI?
NZHU!...NENTE SACCIU,NENTE VITTI E SE C'ERO DURMIVA!
In un paese normale, e' perfettamente normale che un individuo venga processato per un reato infamante e venga assolto.
Anzi, la normalita' e' proprio questa: che lo Stato riesca a sdoppiarsi nella funzione di accusatore e in quella di giudice senza che l'una interferisca con l'altra, o addirittura la condizioni.
Nei sistemi anglosassoni, dove le carriere dei pubblici ministeri e dei giudici sono rigorosamente separate, questa bivalenza e' assolutamente naturale, ma anche da noi, dove il Pm di ieri e' il giudice di oggi, e viceversa, il fatto che una Corte smentisca e annulli il lavoro della Procura e' sintomo di una indipendenza reale.
In conclusione, i processi si fanno proprio per decidere se l'accusa sia o meno fondata. L'assoluzione e' fatto fisiologico nell'amministrazione della giustizia, un fatto normale. Cosi' sia, anche per Andreotti.
Quello che invece non e' affatto normale e' il cumulo di circostanze seguenti. Prima di tutto non e' normale che si chieda la condanna all'ergastolo, la piu' grave di tutte, piu' grave di quella per i violentatori di bambini, nei confronti di un uomo che siede quotidianamente accanto ai presidenti della Repubblica, della Camera e del Senato, e che con una straordianria inversione di ruoli, quasi viene omaggiato dal Santo Padre.
Chiunque si accorge che qualcosa non funziona in un sistema dove un rappresentante pubblico ti definisce assassino e una schiera di alte personalita' ti cede la sedia e ti stringe la mano. Gira e rigira, qualcosa di anormale c'e'.
In secondo luogo non e' normale che un dibattimento duri tre anni. Per quanto sgengherata sia la nostra giustizia, rallentata dalle deficienze e afflitta dalle carte, le sue dilatazioni bibliche dipendono dal "carico" di pendenze.
Ma se il processo dura cosi' a lungo, dimostra una sostanziale incertezza di impalcatura accusatoria. Soltanto i maxiprocessi con centinaia di imputati giustificano anni di udienze. Ma qui gli imputati erano pochi, e le indagini nei loro confronti erano cominciate quattro anni prima. Impiegarne altre tre per spiegare alla Corte la consistenza delle prove era una manifestazione della loro ambiguita' e della loro insufficienza.
E infine non e' affatto normale che dopo questo calvario di sofferenze e di spese enormi, tutto finisca cosi': tante scuse, abbiamo sbagliato. Anzi nemmeno le scuse, perche' forse ci rivedremo in appello. Nel sistema accusatorio non e' ammesso che un'assoluzione venga impugnata dall'accusatore, perche' se ogni condanna deve poggiare sul convincimento al di la' di ogni reagionevole dubbio, la stessa preesistenza di una sentenza assolutoria la rende impossibile.
Come si fa a non avere dei dubbi nel condannare una persona che altra Corte ha gia' definito innocente Elementare. Ma anche se l'impugnazione non fosse proposta, e tutto finisse qui, resterebbe l'anomalia di un sistema che mette in croce per sette anni uno dei piu' rappresentativi uomini politici, e poi, volta pagina come se nulla fosse accaduto. Di chi la colpa Dei pm di Perugia che incautamente hanno istruito un processo che non si doveva fare ? Assolutamente no. Hanno fatto il loro dovere, perche' cosi' impone la legge. Questo e' il punto. In un paese normale un pm che faccia spendere allo Stato miliardi, e faccia perdere alla magistratura tanto prestigio quanto ne ha perso in questa vicenda, sarebbe chiamato a risponderne,e verrebbe allontanato con sollecitudine: perche' si presume che potesse scegliere se fare il processo o lasciar perdere, soprattutto in un caso che, in base al semplice buon senso, apparia senza uscite.
Che aggiugere ad un trattato che come pochi altri mette alla berlina carenze e limiti di una magistratura che in una societa' ed in un tempo normali devrebbero fungere da battistrada e sentinelle al vivenza in societa', mentre di fatto ne stanno risultano il peggio o quantomeno di essa il meno funzionale ed apprezzato.
Innanzitutto, ben arrivato Luigino, poi i miei complimenti per l'autorevole intervento (ultimo periodo a parte, che mi pare assai poco chiaro).
Ma al di lą delle tue sacrosante affermazioni (figurati io sono radicale), i dubbi che sorgono son di natura strettamente politica, da una parte, e etico-morale dall'altra.
Mi spiego.
Io, da umile e ignaro cittadino, non posso non chiedermi: ma i giudici hanno voluto insistere su un impianto accusatorio inconsistente solo per accanimento politico, o il "potere occulto" di certi personaggi č talmente forte da far cadere "qualsiasi" impianto accusatorio?
Ciao, arrileggerti
caro luigino felice di leggerti (ciao anche a te, Pat :-)
anch'io, e anche se a malincuore in questa faccenda non posso che essere daccordo con il tuo commento; non fosse altro perche' se ammettiamo l'onesta' di questa sentenza possiamo e DOBBIAMO ammattere anche la correttezza dell'altra riguardante Previti (come ci sara' rimasto male il cavaliere!!!)
Non poteva finire se non cosi': l'impianto accusatorio non poteva reggere a tante dichiarazioni contraddittorie e poco attendibili.
E il paradosso veramente amaro e quasi ridicolo e' che a rendere non-credibile le accuse sia stata proprio la sconferma del motto mafioso:
NENTE SACCIU,NENTE VITTI E SE C'ERO DURMIVA!
in questa storia tutti hanno troppo visto e troppo sentito!
Da palermitana vi diro' che quando venne fuori l'avviso di garanzia x Andreotti dalle mie parti non ci si stupi' per la portata dell'accusa ma per il fatto che fossero riusciti a farlo - un'isola come la Sicilia non la "governi" indisturbato se non hai un tacito assenso-consenso dall'esterno.
Del resto e' stato sempre cosi', sin dai tempi dell'unita' d'Italia, passando anche dal fascismo e dagli alleati. E lo e' ancora (fatti alla mano!)
Ma quando vennero fuori le varie dichiarazioni dei pentiti, anche in una terra come la mia dove l'umorismo ogni tanto difetta, ci siamo veramente massacrati dal ridere!
Voi ve lo immaginate un uomo come il senatore baciarsi o andare a pranzo con personaggi come riina e bontade????
Ridicolo e pietoso: Falcone e Borsellino si saranno rivoltati mille volte nelle loro tombe; xche' i loro successori si sono fatti insabbiare con le loro stesse armi; i collaboratori di giustizia (pentiti di COSA?), usati e pagati dallo Stato, ma QUALE parte dello Stato, questo rimane il dubbio!