pare che lo stato italiano abbia deciso di riuscire la' dove il governo americano ha fallito fino ad oggi: condannare gli scaricatori di file MP3 e farne fallire i siti di scambio "alla pari".
la prima retata ha fruttato ben 75 persone, ma ben 3000 sono ancora da identificare (ah, i potenti mezzi informatici della guardia di finanza).
Tutte personcine normali, eh, nessun ricettatore o contrabbandiere di falsi; "i casalinghi", cosi' sono stati definiti, quel gran gruppone di persone che magari amano davvero la musica ma che non hanno tutte queste carte da 20 Euro da investire al mese...
Peggio per loro?
Che ne comprino meno di CD o che guadagnino piu' soldi?
Secondo voi e' giusto perseguire chi scarica musica dai siti di condivisione dei file (siti peer-to-peer)?
E allora perche' non perseguire anche chi si scarica libri, citazioni, tesi di laurea, ed altro condiviso in rete?
Evidentemente anche in rete la democrazia non ha vita facile, ultimamente...
A rischio di persecuzione, vi copio alcuni passaggi dell'art. di repubblica; e se non mi rileggete lunedi prossimo, magari saro' in Italia, a difendermi in tribunale :o)
baciotti pirati
andrea
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Ogni giorno in Italia sono un milione le persone
che copiano da Internet i loro pezzi preferiti
Quanto è grande il mondo della "musica gratis" in rete? Partiamo da un dato: quando la grande industria discografica aveva vinto la sua battaglia contro Napster, portando alla chiusura del sito nel 2001, gli utenti del servizio creato dal giovane Shawn Fanning erano poco più di 40 milioni; oggi quella cifra sembra ridicola in confronto ai 230 milioni di copie del software di Kazaa scaricate dalla rete, degli oltre 110 milioni di Morpheus e delle diverse decine di milioni degli altri programmi che consentono il temutissimo "peer-to-peer", il rapporto da pari a pari tra utenti della rete e la possibilità di scambiare file da un computer all'altro, copiandoli liberamente.
In Italia, secondo la Federazione dell'industria musicale, le persone che si collegano in file sharing sono un milione al giorno. Ma è una cifra forse ancora sottostimata
L'industria discografica imputa alle copie digitali via Internet l'attuale crisi discografica, che ha portato ad una riduzione di circa il 7 per cento del mercato mondiale, valutato oggi attorno a 32 miliardi di euro. Secondo uno studio della Jupiter Communication, invece, la maggioranza degli utenti del file sharing ha acquistato più dischi negli ultimi mesi rispetto a quanti non hanno scaricato musica gratis dalla rete.
Cara amica juventina, sei una birbacciona a voler scaricare gratis, senza pagare i diritti d'autore, software, musica e quant'altro: anche le idee vanno remunerate e hanno diritti di copyright!! (te lo dice un povero creativo)
Io negli anni d'oro di napster ho scaricato centinaia (migliaia?) di mp3 e non mi pento per niente, anzi me li gusto ancora!!
Ora con kazaa, mi sono scaricato di tutto, dagli antivirus, agli ultimi film (purtroppo quasi tutti in inglese, che, da pigrone qual sono, faccio un po' di fatica a seguire).
E allora mi dirai tu: parli bene e razzoli male?
NO, forse al contrario, parlo male e razzolo bene! ;o)
Il mio credo parla di libertà individuale: guai a perseguire chi decide di scambiarsi o solo mettere a disposizione le proprie cose a tutti gli altri, attraverso qualsiasi mezzo divulgativo e che dunque sfrutta tutte le opportunità che trova!!
Il discorso cambia però per coloro i quali speculano sulle altrui invenzioni, artistiche, tecniche, scientifiche: tutti i siti che ci permettono di "scambiare" software non lo fanno mica per filantropia, la pubblicità che ci martella in quei siti paga fior di milioni!!
E allora? Con la rete è sicuramente una guerra contro i mulini a vento, ma una sorta di "partecipazione agli utili" dovrebbe essere richiesta a chi specula sulle creazioni altrui (intendimi, è solo una dichiarazione di pricipio, perchè penso che sia inattuabile)
SI!...IN TEORIA SAREBBE GIUSTO COME DICI TU DOTT.,PERSEGUIRE TUTTI O NESSUNO.
PERò,NON CAPISCO ALLORA COME MAI CONTINUANO A NASCERE
SITI CHE PERMETTONO DI SCARICARE QUELLO CHE SI VUOLE?
NON SOLO...MA ANCHE ALLO SCOPO DI ACCHIAPPARE I "FURBI"
RIMANENDO VITTIMA DI UNA MACCHINAZIONE CREATA DA PERSONCINE CHE SI CELANO DIETRO UN POTERE BEN STUDIATO.
SPESSO SI PARLA DI,GIUSTO,DEMODRAZIA ECC...MA,AHIMè,
DIFRONTE AI PROFITTI MI SEMBRANO TANTO COME L'ACQUA E L'OLIO!
Le entrate dei musei per me sono diventate un lusso da concedermi raramente (e mi dispiace un sacco) , i libri sono oggetti da guardare a giusta distanza e con una sorta di sacra reverenza
(e te lo devo proprio dire a me i libri piace “possederli” non prenderli in prestito dalla biblioteche)
I cd che ce lo diciamo a fare?Il cinema lasciamolo perdere, il teatro…i concerti
Per cui grande rispetto a quei cantanti e musicisti che si ricordano di quando non erano nessuno e non cercano di convincerti ipocritamente che non è bello copiare cd o scaricare musica.
Evviva l’incoerenza.: anche io ho sperimentato sulla mia pelle il problema, e trovo veramente lesivo per una persona che il proprio “genio” sia plagiato imitato o rielaborato e per di più a scopo di lucro, e mi arrabbio quando succede ma voglio godere di ciò che mi offre la cultura, e se non è alla mia portata mi arrangio come posso.
Evidentemente il venerdi siete piu' proliferi... oppure e' la primavera... oppure la cattiva coscienza da pirati ;o)
In ogni caso, vedo che sono in buona compagnia!
In termini di pirateria, intendo.... ;o)
Seriamente: io vi capisco, voi creativi, quando mi parlate del copyright e sono daccordo con voi affinche' ci sia una regolamentazione che salvaguardi il valore e l'unicita' del vostro lavoro.
E forse sarebbe il caso di cominciare a pensare ad una politica e ad una legislazione in merito - chiaramente a livello internazionale -; e detto tra noi la sentenza su napster io la trovo giusta, sebbene sia stato ..."seccante" cercare altri siti simili (scusatemi, ma anch'io oggi sono influenzata dalla primavera :o)
Diverso e' il mio atteggiamento nei confronti dei siti di peer-sharing: non credo che sia legale, ne' penso che dovrebbe diventarlo, condannarmi o inquisirmi se condivido cio' che e' mio - qualsiasi tipo di file sia e in qualsiasi modo io lo abbia riprodotto sul mio PC - con qualcun altro che ne faccia un uso altrettanto personale, cioe' senza ricavarci alcun utile.
Nel caso specifico, poi, l'ipocrisia di dire che e' personale solo se puoi ascoltare un MP3 sul PC, ma non se te lo porti in giro con il lettore CD, mi fa ancor piu' pensare che questa forma di repressione tesa a colpire i singoli utenti piuttosto che le grandi associazioni a delinquere che speculano sulla contraffazione sia un favore fatto ad un'industria, quella dell'entertainment in generale, che non ha intenzione di perdere i suoi profitti riorientando le strategie di gestione del settore.
E' incredibile che ancora oggi un CD costi quel che costi, sapendo quanto ci voglia per realizzarne uno con una tecnologia che ti puoi comprare sotto casa e per cui in proporzione spendi di meno....
vado a sentirmi l'ultimo cd scar... comprato, quello di Sergio Cammariere che vi consiglio caldamente di procurarvi - in musica e parole.