September 3 2003 at 9:44 AM No score for this post
Andrea (no login)
carissimi i miei forumiani,
che ne pensate della vera e unica riforma fatta in campo di educazione dalla nostra ministra Moratti?
E' o non e' da beatificare per avere trovato quei 30 milioni di euro che fino a ieri non esistevano nel pallottoliere dall'amico Tremonti per coprire la carenza organica e quella precaria della scuola pubblica; nonche' l'attuazione della prima parte della riforma fantasma, quella sbandierata come l'asse portante del cambiamento e dell'ammodernizzazione dell'azienda italia del domani (inglese e informatica per tutti!)?
Sono sicura che il card. Ratzinger, i saggi dell'UDC e tutti i "poveri" genitori che sostengono l'onere finanziario del privato con muta rassegnazione, ci staranno gia' pensando; in fondo manca poco alle prossime elezioni europee e nazionali...
mi sembra di ravvisare un tono piuttosto ironico nel suo post inerente la squola, o sbaglio ?
Quanto affermato va quindi interpretato al contrario.
La ringrazio per eventuali delucidazioni
In merito alla squola credo che al peggio non ci sia mai fine...io sono riuscito a beccarmi un sacco di riforme una peggio dell'altra e l'unica cosa che mi consola è averla finita!!!
Purtroppo tra un po' toccherà a mio fratello entrare nel meraviglioso mondo delle superiori e mi dispiace per lui.
Noi non possiamo permetterci una squola privata quindi dovrà accontentarsi di una sempre più scalcinata squola pubblica.Quindi mi accodo al tuo ringraziamento sarcastico alla incommensurabile Letizia Moratti.
Grazie di cuore
.. si' si' , sfogati proffo, tanto poi passa il papi che ti fa cambiare idea!
(che ti pare che mi sono iscritta - o si dira' inscritta, bho, chi senefrega - qui per niente)
La Scuola Pubblica ha contribuito ad unificare il nostro paese , da Nord a Sud , da destra a sinistra ,dalle classi più alte alle meno agiate , tutti insieme sotto un unico tetto ....i ragazzi si confrontavano fra di loro anche quelli appartenenti alle famiglie più disparate ! UN primo spaccato di sociatà ! Ora il cattolico crescerà nella scuola dei cattolici , il laico in quella laica , il ricco fra i ricchi , il figlio di onesti ma semplici lavoratori con suoi simili , il diverso fra i diversi ecc . ecc. L'impatto con la vera società sarà forse traumatico !
Una scuola che separa , nei ceti sociali , nella geografia ! e' si perchè ogni regione potrà scegliere i suoi programmi , la sua storia da insegnare !
Qualche regione esalterà le gesta della lega lombarda contro il barbarossa , qualche altra la resistenza al nazifascismo , qualche altra ancora farà delle rivisitazioni storiche sulla repubblica di Salò ....questo è parte del prezzo da pagare a Bossi e al "filosofo" Buttiglione !
vi prego di perdonare eventuali errori di battitura , ortografia , forma indecente ....che sono un somaro lo so ! specie quando ( spesso ) vado di fretta !
A proposito e dell'idea di fare classi separate (maschi e femmine) cosa ne pensate?
Cosa ne pensate di questo nuovo romanticismo ottocentesco?(domanda retorica)
Speriamo che non gli rimettano pure i grembiulini poveracci!
Ciao a tutti, io sono da qualche anno del settore. Che ne penso di maschi e femmine separati?
E' una cosa inconcepibile! Gli uni offrono agli altri una ricchezza inestimabile. I maschi hanno tantissimo da imparare dalle femmine e viceversa. Alle elementari poi è basilare perchè è proprio lì che ci si forma la propria personalità.
Riguardo ai grembiuli io sono contraria ma possono servire soltanto in quelle classi dove c'è troppa disparità di ceti sociali. In quel caso specifico servono per non far troppo vedere ai bambini provenienti da famiglie meno abbienti quei vestitini troppo firmati e ricercati dei compagni.
Io ritengo meglio la scuola privata che quella pubblica (un certo tipo di scuola privata), voi no.
A me sembra chiaro che io debba essere libero di SCEGLIERE tanto quanto voi di andare a quella pubblica, non vedo perchè quello che lo stato stanzia per la mia cultura se io faccio una scelta invece che l'altra se lo debbano pappare assenteisti e remore della società.