November 21 2003 at 7:43 PM No score for this post
Campanellino-SYS (no login)
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Cara Sorellina virtuale, vorrei oggi dedicarti una canzone per me molto bella: “La fata”, di Edoardo Bennato.
E’ una canzone molto dolce che credo ti si addica, ed il testo dimostra una bella sensibilità del cantautore nei confronti del gentil sesso.
Per conto mio invece mi dedico “Nel covo dei pirati”(che secondo me è molto simile alla tua, non a caso l’autore è lo stesso), perché sicuramente io fata turchina non sono, ma molto ho di Campanellino,compresa gelosia, e il piglio dispettoso, certo non sono bionda e non porto succinti vestitini da elfo verdi , ma ad onor del vero neanche tu hai i capelli turchini!
A questo proposito vorrei farvi una domanda..
I cantautori italiani degli anni settanta hanno scritto testi meravigliosi.
Potrei citare Branduardi,lo stesso Bennato, Dalla ,De Gregori, Venditti, De Andrè,Pino Daniele,per dirne solo alcuni.
Erano anni di cantastorie, ben lontani dall’assoluto insipidità di molte canzoni successive.
Ma erano anni in cui anche la lotta sociale e politica si rifletteva in questi testi,dopo non è più stato così.
Certi insospettabili hanno cominciato a scrivere essi stessi cose raccapriccianti e molti di questi hanno perso la qualità che li contraddistingueva.
A sentire certe canzoni del Dalla di qualche anno fa e di quello di oggi non sembra neanche la stessa persona.
Secondo voi era solo una moda?
Hanno perso l’ispirazione?
Perché si sono ridotti così?
Com’è possibile che una persona cambi tanto il proprio gusto?
In generale, sorellina, io credo che il loro modo di scrivere fosse il risultato piu' alto (nel campo) del sentimento generale del tempo.
L'ambiente in cui vivi ti influenza e ti inspira: e ti induce ad esprimere sentimenti senza tempo in un modo piuttosto che in un altro, e a differenti livelli di profondita' (e di poesia).
Evidentemente, questi tempi, lasciano poco spazio tanto alla poesia quanto al romanticismo.
Ed anche i vecchi da te citati hanno capito ed hanno adeguato lo stile comunicativo (in musica e parole).
Salvo alcune benedette eccezioni, che in questo caso vengono considerate come espressioni non piu' del sentimento popolare ma <dell'alto sentire intellettuale>.
Ma il Fossati de "la mia banda suona il rock" e' davvero cosi' lontano dall'<alieno> de "una notte in Italia>?
baciotti,
Andrea
PS: ma tu lo sai quando e' nato l'Ivano genovese e di chi fu compagno ingeneroso?
Non c’entra nulla, ma volevo ringraziare un mio amico per il gran regalo di compleanno che mi ha fatto ,dedicandogli questa bellissima e dolcissima canzone di Arthur Hamilton peccato che non può sentire la musica che è splendida.
He needs me
He doesn't know it, but he needs me
And so no matter where he goes
Though he doesn't care
He knows that I'm here
He needs me
I ought to leave him, but he needs me
I know that I ain't very bright
Just to tag along
Oh, but right or wrong
I'm his and I'm here
And I'm gonna be his friends or his lover
'Cause my one ambition is
To wake him and make him discover
That he needs me
I've got to follow where he leads me
Or else he'll never know that I need him
Just as he needs me
Re: Re: Re: Re: Re: Re: alla Sorellina e per chi vuole
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November 24 2003, 11:16 PM
Il genovese e' nato il 21 sett. del 51 ed e' stato l'ultimo compagno di Mia Martini.
Compagno troppo rimpianto fino alla sua fine, volontaria e solitaria.
Sorellina, quella canzone non la conosco, ma il testo e' splendido.